9 dicembre forconi

lunedì 16 settembre 2019

IL FILOSOFO UMBERTO GALIMBERTI METTE SOTTO ACCUSA GLI ETERNI ADOLESCENTI

A NOI C’HA ROVINATO “L’EDONISMO SFRENATO”  

“NON FACCIAMO PIU’ FIGLI, SIAMO IL POPOLO PIU’ DEBOLE DELLA TERRA. VEDO NEGLI AFRICANI UNA POTENZA BIOLOGICA CHE NOI ABBIAMO PERSO" 

E PROPONE: "A 18 ANNI SERVIZIO CIVILE PER 12 MESI, MA A 1.000 CHILOMETRI DA CASA. BISOGNA SEPARARE I FIGLI DA PADRI E MADRI” 

E SULLE ACCUSE DI PLAGIO…

Stefano Lorenzetto per corriere.it

Filosofo. Antropologo. Psicologo. Psicoanalista. Sociologo. Dal professor Umberto Galimberti ti aspetteresti un eloquio iniziatico all’altezza delle materie che ha insegnato, compendiate nelle 1.637 pagine del Nuovo dizionario di psicologia, psichiatria, psicoanalisi, neuroscienze (Feltrinelli), alla cui stesura ha faticato per 15 anni. Invece parla ancora come «il numero 8» — si definisce così — dei 10 figli di Ernesto, ex partigiano, venditore di cioccolato Theobroma improvvisatosi impiegato bancario, che in un paio di locali aprì a Biassono la prima agenzia del Credito artigiano e morì di tumore il giorno dell’inaugurazione.
«Da bambino andavo in ufficio ad aiutarlo: mi faceva timbrare gli assegni. Avevo 14 anni quando mancò. Sognavo di diventare medico. Ma due borse di studio mi spalancarono le porte di Filosofia alla Cattolica di Milano. Lì trovai i miei maestri: Gustavo Bontadini, Sofia Vanni Righi ed Emanuele Severino, con il quale mi laureai. C’erano anche Gianfranco Miglio e Francesco Alberoni. Poi lavorai per tre anni nel manicomio di Novara, dove conobbi il primario Eugenio Borgna. Fui io a obbligarlo a scrivere, prima non lo conosceva nessuno. Li sento ancora, Severino e Borgna. Ci vogliamo molto bene. Non ho mai capito il parricidio».
Fortunato ad avere dei padri così.
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«Aggiunga Karl Jaspers, che frequentai a Basilea e che mi avviò alla psicopatologia. E Mario Trevi, con cui feci il percorso psicoanalitico. Oggi l’analisi non è più possibile. L’ultimo che ho accompagnato per cinque anni è stato il regista Luca Ronconi. Ma solo perché lì c’era un uomo. Capace di riflettere, incuriosito dalla sua vita».
Eppure qui nello studio vedo che c’è ancora il lettino dello psicoanalista.
«Non ho mai smesso di ricevere. La gente mi chiede di risolvergli i problemi. Invece la psicoanalisi è conoscenza di sé: sapere chi sei è meglio che vivere a tua insaputa. Quanto al dolore, non lo puoi cancellare con i farmaci».
L’angoscia più frequente qual è?
«Quella provocata dal nichilismo. I ragazzi non stanno bene, ma non capiscono nemmeno perché. Gli manca lo scopo. Per loro il futuro da promessa è divenuto minaccia. Bevono tanto, si drogano, vivono di notte anziché di giorno per non assaporare la propria insignificanza sociale. Nessuno li convoca. Non potendo fare nulla, erodono la ricchezza accumulata dai padri e dai nonni».
Stanno male anche i genitori?
«Eccome. Senza che lo sappiano, non sono più autori delle loro azioni. Nell’età della tecnica sono diventati funzionari di apparato. Vengono misurati solo dal grado di efficienza e produttività. Nel 1979, quando cominciai a fare lo psicoanalista, le problematiche erano a sfondo emotivo, sentimentale e sessuale. Ora riguardano il vuoto di senso».
La mia è la prima generazione che consegna ai suoi figli un futuro ben peggiore di quello lasciatoci in eredità dai nostri padri, spesso nullatenenti.
«Fino a 37 anni ho insegnato storia e filosofia nei licei. Guadagnavo 110.000 lire al mese. Un appartamento ne costava 75.000 al metro quadro. In famiglia abbiamo tutti studiato. Le mie cinque sorelle frequentavano l’università e intanto facevano le colf. Oggi mi tocca aiutare la mia unica figlia, che ha tre bambini».
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Ai figli dei nostri figli che accadrà?
«Non riesco a vedere il loro futuro. Il domani non è più prevedibile. La tecnica ha assoggettato il mondo. Scambia lo sviluppo per progresso. È regolata da una razionalità rigorosissima, raggiunge il massimo degli obiettivi con il minimo dei mezzi e mette l’uomo fuori dalla storia. Ma l’amore non è razionalità, e neppure il dolore, la fede, il sogno, l’ideazione lo sono».
Il destino dei giovani dovrebbe essere in cima all’agenda del governo?
«Certo. Ma la politica non è più il luogo della decisione. Ha delegato le scelte all’economia, e l’economia alla tecnica. È finita l’idea di bene comune che c’era negli anni Cinquanta. Rimane solo quella della poltrona. Non vi è alcun dubbio che i 5 Stelle stanno al governo solo per non tornare a fare i disoccupati e i leghisti volevano votare per avere la maggioranza assoluta e instaurare il sovranismo al soldo di Vladimir Putin».
Forse spariranno i nipoti: solo il Giappone procrea meno dell’Italia.
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«Colpa dell’edonismo sfrenato: i figli lo ostacolano. Siamo il popolo più debole della terra. Per mangiare, apriamo il frigo anziché sudare nei campi. Ci difendiamo dal resto del mondo con il colonialismo economico, che ha sostituito quello territoriale. L’impero romano cadde così, fra postriboli e spettacoli circensi. Non lavorava più nessuno. Dovette importare i barbari per fare le guerre e le opere idrauliche. Un tempo pensavo che le civiltà finissero per cause economiche. Ora invece sono certo che muoiono per decadenza dei costumi».
Mi pare che gli italiani lavorino.
«Ho parlato alla Confartigianato di Vicenza. I padri si lamentavano perché i figli non vogliono saperne di portare avanti le loro aziende. Per forza, quando compiono 18 anni gli regalano la Porsche! Si è mai chiesto perché, su 5 milioni d’immigrati, 500.000 siano imprenditori? Vedo negli africani una potenza biologica che noi abbiamo perso».
Questo tempo di pace è segnato da rivolte di piazza, guerriglie negli stadi, aggressività. Che la guerra fosse un grande evento regolatore?
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«Lo è sempre stato. Nell’Ottocento ci furono tre guerre d’indipendenza, nel Novecento due guerre mondiali. Siamo ormai alla terza generazione che non ha conosciuto questo male assoluto. Ma non vi è dubbio che periodi prolungati di pace inducono a una lassitudine nei comportamenti. Le sofferenze psicologiche hanno soppiantato quelle fisiche, come potevano essere la fame e le malattie. Quanta gente c’è in giro che se la mena senza un perché? Spesso sono costretto a dire ai miei pazienti: ma scusi, questi sono problemi, secondo lei?».
Ha un suggerimento per uscirne?
«Un rito iniziatico che interrompa l’adolescenza perenne: a 18 anni servizio civile per 12 mesi, ma a 1.000 chilometri da casa. Bisogna separare i figli da padri e madri. E cacciare dalla scuola i genitori, interessati più alla promozione che alla formazione. Tullio De Mauro nel 1976 calcolò che un ginnasiale conosceva 1.600 vocaboli. Oggi sono 600. Il più volgare, “c...”, viene usato per dire tutto. L’Italia è ultima nella comprensione di un testo, certifica l’Ocse. Ma non puoi avere più pensieri di quante parole possiedi, insegnava Martin Heidegger».
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Sono i malesseri del benessere.
«Il denaro è diventato l’unico generatore simbolico di valori. Non sappiamo più che cosa è bello, vero, giusto, santo. Pensiamo solo a che cosa è utile. Ho visto salire una ragazza con un’arpa sul treno Milano-Venezia. Un signore distinto ha cominciato a porle domande. Alla fine l’ha raggelata: “Scusi, signorina, ma qual è il suo business?”».
Per questo costruiamo solo «cristogrill» al posto delle cattedrali?
«Padre David Maria Turoldo celebrò le mie nozze. Sosteneva che le chiese oggi sono ridotte a garage in cui è parcheggiato Dio. Ma la gente per credere ha bisogno della liturgia, del canto, dell’organo, dell’incenso. L’ho detto anche a papa Francesco. E ho aggiunto: Santità, lei ha messo le persone davanti ai princìpi, però ha un polmone solo, lavora come un pazzo, è pieno di nemici; stia attento a non morire, altrimenti dopo ne eleggono uno che rimette i princìpi davanti alle persone. Lui ha riso e mi ha abbracciato, sussurrando: “Si ricordi che Dio salva le persone, non i princìpi”».
Il cardinale Gianfranco Ravasi, suo compagno di liceo, l’ha convertita?
«No, io resto greco. Non mi colloco neppure fra i laici, i quali sono credenti in un’altra maniera. Per me la morte è una cosa seria, mentre i cristiani pensano che dopo vi sia la vita eterna».
Tuttavia sul cristianesimo ha scritto un saggio.
«È diventato la religione del cielo vuoto, ha completamente smarrito il senso del sacro, e questo mi procura tanta rabbia. La dimensione religiosa è essenziale nell’uomo. Perché negare che la fede offra conforto a tante persone?».
Ha sofferto per le accuse di plagio che le hanno mosso in passato?
«Ho copiato solo da me stesso, mai dagli altri. Recensendo un libro sui giornali, talvolta inserivo due righe dell’autore che mi sembravano efficaci, senza virgolettarle, anche perché non le riportavo integralmente. Quando questi articoli sono stati raccolti in un volume, ho messo le virgolette nei soli casi in cui riuscivo a reperire la citazione: un mio errore, che però non mi era mai stato contestato fintantoché la recensione appariva sulla stampa. Montare su questi elementi una campagna denigratoria non mi pare ancora oggi un’operazione innocente, come peraltro documenta una tesi di laurea sul mio caso discussa nel 2018 all’Università dell’Insubria».
In che cosa spera?
«In niente. La speranza è una virtù cristiana».
DON MARCO POZZA UMBERTO GALIMBERTIDON MARCO POZZA UMBERTO GALIMBERTI
Stava meglio quando stava peggio?
«No, da giovane rischiavo di saltare i pasti. Ma oggi la tecnica ha come unica finalità il proprio autopotenziamento e viaggia a una velocità tale che la psiche proprio non ce la fa a tenerle dietro. È lenta, la psiche».
Il senso dell’esistere qual è? Se c’è.
«Lo devo cercare nell’etica del limite, in quella che i greci chiamavano la giusta misura».
Fonte: qui

L’ATTRICE GLORIA CUMINETTI PRESA A PUGNI DA UN 34ENNE MAROCCHINO IRREGOLARE A TORINO


L’AGGRESSORE, IN STATO DI AGITAZIONE FORSE PER L’ASSUNZIONE DI DROGHE, E’ STATO ARRESTATO DAI CARABINIERI CON L’UTILIZZO DEL TASER. LA DONNA HA TRASCORSO LA HA TRASCORSO LA NOTTE IN OSPEDALE...
Elisa Sola per corriere.it
È stata colpita da un pugno così violento da finire a terra, praticamente svenuta. E’ un’aggressione che non ha un motivo, quella che ha subito sabato sera l’attrice Gloria Cuminetti, diplomata al Teatro stabile di Torino e volto noto nel mondo del cinema e della tv. La donna è stata picchiata in via Cecchi da un marocchino di 34 anni che camminava per strada urlando e manifestando segni di squilibrio.
GLORIA CUMINETTIGLORIA CUMINETTI
Il marocchino prima ha insultato e colpito una coppia, poi ha incontrato l’attrice e ha infierito contro di lei all’improvviso. Cuminetti, di origini bergamasche, attrice che conosce bene Torino, città dove ha scelto di vivere, ha chiamato i carabinieri, che nel giro di poco tempo sono riusciti a individuare Halim Ben Daoud, irregolare in Italia. L’uomo è stato violento anche con i carabinieri.
Ha aggredito anche i militari che sono stati costretti ad azionare il taser in dotazione e hanno sparato un colpo. Il giovane è stato portato all’ospedale San Giovanni Bosco ed è stato poi dimesso: era in stato di agitazione psicomotoria, forse anche per l’assunzione di droghe. L’attrice, trentenne, protagonista, tra l’altro, di “Sexxx” di Davide Ferrario, ha passato la notte in ospedale dove è stata ricoverata per accertamenti. Fonte: qui

L’UE CI TENDE LA MANO(?) SUI MIGRANTI: L'ITALIA NON SARÀ MAI PIÙ LASCIATA SOLA DALL’EUROPA


AL VERTICE DI MALTA SI FISSERÀ IL PRINCIPIO DELLA CONDIVISIONE, NON CI SARÀ PERÒ UNA INTESA FORMALE SULLE QUOTE 

RESTA IL NODO DEI MIGRANTI ECONOMICI

Tommaso Ciriaco per la Repubblica
La prima notizia è buona, la seconda un po' meno. E Giuseppe Conte preferisce partire dalla seconda, nel vorticoso giro di chiamate con cui aggiorna i ministri in un sabato di lavoro. Il 23 settembre a Malta, spiega il premier, sarà difficile ottenere la «formalizzazione» di un sistema automatico per la ripartizione dei migranti. Il dato positivo, aggiunge però subito dopo, è che Roma potrà vantare un «impegno politico» per rendere di fatto automatica questa suddivisione per quote.
«L' Italia - diranno, o nel migliore dei casi scriveranno i Paesi "volenterosi" dell' Unione - non sarà più lasciata sola». Come? Ricalcando un meccanismo appena testato nel caso della Ocean Viking. Che dovrebbe permettere al governo giallo- rosso di smontare - almeno per qualche mese - la propaganda di Matteo Salvini e lo slogan dei porti chiusi sventolato nell' agosto al Papeete.

conte lamorgeseCONTE LAMORGESE
La strategia elaborata da Roma viaggia su due binari paralleli. Il primo è quello che riguarda i singoli approdi, che con la cattiva stagione dovrebbero ridursi ulteriormente. Per le navi umanitarie dirette verso le acque nazionali varrà il "precedente Ocean": richiesta di un porto sicuro, immediata attivazione della procedura di redistribuzione alla Commissione, assunzione di responsabilità dei Paesi disposti a collaborare, indicazione del porto sicuro.
migranti ocean vikingMIGRANTI OCEAN VIKING
Non ci sarà un meccanismo automatico, come ha spiegato ancora ieri il ministro dell' Interno francese Christophe Castaner, ma "temporaneo" e gestito caso per caso. Ad aiutare l' Italia saranno Germania e Francia, con un impegno di massima a farsi carico ciascuno del 25% dei migranti. In Italia resterà una quota tra il 15 e il 25%. La percentuale restante verrà suddivisa tra Portogallo, Irlanda e Lussemburgo, in alcuni casi anche la Romania e - in futuro - la Spagna (per adesso la crisi di governo permanente a Madrid complica ogni mossa solidale).
luciana lamorgese giuseppe conte luigi di maio 1LUCIANA LAMORGESE GIUSEPPE CONTE LUIGI DI MAIO 
A dire il vero, Conte spera di ottenere a Malta l' adesione di qualche altra capitale europea.E a Bruxelles si è iniziato a ragionare di un meccanismo che penalizzi economicamente chi, aderendo al blocco di Visegrad, non intende collaborare. Di certo, Parigi darà una mano a superare alcune resistenze. Il via libera al nuovo corso, infatti, arriverà mercoledì prossimo durante la visita di Emmanuel Macron a Roma.
Nei casi come quelli della Ocean Viking, la suddivisione dei migranti riguarderà un numero equivalente a quello dei naufraghi sbarcati. È un imperativo, ha spiegato Conte a Ursula von der Leyen, per smontare gli slogan securitari di Salvini. Siccome però non tutti gli 82 migranti che approderanno a Lampedusa potranno godere dello status di rifugiati o della protezione internazionale - ma ci saranno anche migranti economici da rimpatriare - l' Italia potrà trasferire altri profughi già presenti sul nostro territorio, fino a raggiungere la quota per cui si è impegnato ogni singolo Paese.
luciana lamorgese paola de micheli giuseppe conte luigi di maioLUCIANA LAMORGESE PAOLA DE MICHELI GIUSEPPE CONTE LUIGI DI MAIO
Ed è proprio la distinzione tra categorie di migranti a rappresentare il secondo binario con cui è alle prese la diplomazia italiana in queste ore. Se infatti la gestione del "caso per caso" garantisce a Palazzo Chigi una redistribuzione complessiva di chi approda, l' ambizione di un accordo codificato e di sistema in sede Ue appare per adesso in salita proprio perché esiste la categoria dei migranti economici. La Francia, ad esempio, ha già fatto sapere a Conte che non potrà farsi carico dei migranti provenienti dai Paesi con cui non ha intese bilaterali per il rimpatrio, e neanche dei minori non accompagnati. E così, anche altri partner.
migranti ocean vikingMIGRANTI OCEAN VIKING
Per questo, al momento l' unico eventuale automatismo possibile in sede europea potrà riguardare solo i richiedenti asilo e gli immigrati garantiti dalla protezione internazionale, con percentuali stimate attorno al 15% del totale. Certo, la ministra dell' Interno Luciana Lamorgese chiederà comunque a Malta di superare la distinzione tra categorie di migranti. Ma è chiaro che su questo terreno la strada resta in salita. 
Conte lo sa bene. In queste ore si muove con l' obiettivo di intensificare con la Libia la trattativa sul dossier immigrazione, perché dopo l' autunno e l' inverno arriverà di nuovo la bella stagione e quindi nuove ondate di partenze verso l' Italia. Politicamente, intanto, media tra Pd e Movimento. Partendo dalla presa d' atto che i sondaggi indicano due tendenze apparentemente contraddittorie: gli italiani sono per i porti chiusi, ma non considerano la questione migranti prioritaria. Se davvero il caso della Ocean Viking dovesse fare scuola, il premier potrebbe centrare i due obiettivi in un colpo solo. Almeno fino alla prossima primavera. Fonte: qui


CONTE, UN AMICO DEL VATICANO? SI’ MA FINO A UN CERTO PUNTO 
L’ASSE CON PAPA FRANCESCO E' SOLIDO. 
TUTTAVIA OLTRETEVERE ASPETTANO IL PREMIER ALLA PROVA DEI FATTI (IN FONDO C'E' STATO ANCHE IL CONTE 1...) 
PRIMO TEST: IL DOSSIER SULL'EUTANASIA. FARI PUNTATI ANCHE SU TEMI COME L’IMMIGRAZIONE E LA…  
LA FREQUENTAZIONE DI CONTE  CON LA PIU’ ESCLUSIVA DIPLOMAZIA VATICANA E LA SINTONIA CON LA SANTA SEDE NELLA CRITICA A SALVINI…
Francesco Peloso per lettera43.it
conte papa francescoCONTE PAPA FRANCESCO
Un amico del Vaticano è stato confermato a Palazzo Chigi? Sì, ma fino a un certo punto. Il rapporto fra i vertici della Chiesa e il presidente del Consiglio Giuseppe Conte sono certamente buoni, tuttavia Oltretevere attendono prudentemente la prova dei fatti. In fondo c’è stato anche un Conte 

LA METAMORFOSI DI CONTE
Ma procediamo con ordine. Nelle tumultuose e bizzarre vicende della politica italiana, Giuseppe Conte autonominatosi «avvocato del popolo» poco più di un anno fa, quando si accingeva a guidare l’esecutivo cinque stelle-Lega, è diventato, in 14 mesi – secondo la definizione che ne ha dato l’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini – «l’avvocato del palazzo». Il che, paradossalmente, in un Paese abituato a governi dalla durata spesso brevissima e a legislature monche, potrebbe sembrare quasi un complimento (per quanto involontario). Quasi la certificazione che Conte si sa muovere bene nei corridoi pieni di trappole della politica. Dunque da signor nessuno, da testa di legno nelle mani dei due vicepremier Luigi Di Maio e Salvini, a novello Giulio Andreotti la trasformazione del premier è stata rapidissima, anche nell’immaginario dei media.
PAPA FRANCESCO INCONTRA GIUSEPPE CONTEPAPA FRANCESCO INCONTRA GIUSEPPE CONTE
L’INCONTRO CON PAPA FRANCESCO
Sullo sfondo del passaggio fra il primo Conte e il Conte bis non poteva mancare il Vaticano, altro ex potere forte che fino a non molto tempo fa faceva e disfaceva i governi e le relative maggioranze della Repubblica. D’altro canto ha suscitato un certo effetto, a fine agosto, la fotografia del papa che parla con il premier ancora solo incaricato e gli regala un rosario. Conte, solo poche ore prima, aveva ricevuto l’incarico di formare il governo dal presidente Sergio Mattarella, lui sì un vero ex Dc, ma anche uno dei padri fondatori dell’Ulivo e del centrosinistra nella Seconda Repubblica. 

LA RETE DI CONTE OLTRETEVERE
Papa Francesco e Giuseppe Conte si erano visti per pochi ma simbolici minuti, nella basilica vaticana al termine dei funerali del cardinale Achille Silvestrini, in passato diplomatico di lungo corso del Vaticano, uno degli artefici della Ostpolitik verso i Paesi dell’ex Cortina di ferro, e poi alla guida della fondazione Villa Nazareth, istituzione benefica e culturale rivolta a giovani universitari e controllata dalla Segreteria di Stato vaticana. Villa Nazareth è a sua volta collegata alla fondazione Domenico Tardini onlus che gestisce beni e strutture. In quest’ambiente ha pure studiato e si è formato Conte il quale è tuttora membro del comitato scientifico della fondazione Domenico Tardini. Vicepresidente di quest’ultima, per capire il contesto, è monsignor Claudio Maria Celli, uno degli artefici, da parte vaticana, del nuovo corso dei rapporti fra Santa Sede e Cina suggellato dall’accordo per la nomina condivisa dei vescovi fra autorità governative cinesi e vaticane, un po’ come avveniva con le monarchie europee di un tempo.
PAPA BERGOGLIO E GIUSEPPE CONTEPAPA BERGOGLIO E GIUSEPPE CONTE
Non si dimentichi, in tal senso, che Conte ha sottoscritto gli accordi commerciali con la Cina di Xi Jinping nell’ambito del progetto denominato Nuova via della Seta, mossa del governo gialloverde comunque apprezzata Oltretevere. Villa Nazareth è un’istituzione attraverso la quale, discretamente, sono passati e passano alti prelati, politici, economisti, banchieri che partecipano a incontri, convegni, giornate di studio (Giovanni Bazoli, per dire, è nel consiglio di amministrazione). Non c’è insomma solo il San padre Pio di Pietrelcina della natìa Puglia nel bagaglio cattolico di Conte, ma anche la frequentazione con la più esclusiva diplomazia vaticana.

LA SINTONIA CON LA SANTA SEDE NELLA CRITICA A SALVINI
Inoltre, con il passaggio al governo Conte bis, il premier non ha disdegnato di ispirarsi alle posizioni assunte dalla Santa Sede per criticare apertamente l’uso politico dei simboli religiosi – il rosario e il crocifisso – fatto da Salvini, leader di quel nazionalismo xenofobo combattuto apertamente da Francesco che non ha esitato a paragonare certe correnti di sovranismo identitario al periodo in cui in Europa andarono al potere fascismo e nazismo.

LE RASSICURAZIONI CIRCA IL TEMA DELL’EUTANASIA
PAPA BERGOGLIO E GIUSEPPE CONTEPAPA BERGOGLIO E GIUSEPPE CONTE
La svolta del governo M5s-Pd è stata insomma ben accolta in Vaticano e anche negli ambienti della Cei: l’eccesso di conflittualità e violenze verbale, il rischio di una rottura con l’Europa e del prevalere di derive razziste e anti-democratiche sono state ragioni sufficienti per far apprezzare li cambio di maggioranza parlamentare e di governo. Da parte sua, Conte, intervenendo durante il dibattito sulla fiducia, ha voluto dare garanzie su una questione ben precisa che sta a cuore alle gerarchie ecclesiastiche. Entro il prossimo 24 settembre infatti, in base a quanto stabilito dalla Corte Costituzionale, il parlamento dovrebbe legiferare sul tema dell’eutanasia. I tempi sono strettissimi e il rischio che la Consulta supplisca ancora una volta al ritardo della politica è reale.

IL NODO DELLA DEPENALIZZAZIONE
Conte, a Palazzo Madama, affrontando la questione ha detto: «Posso solo raccomandare che sarebbe opportuno incentivare il ricorso alle cure palliative, le misure per alleviare la sofferenza dei malati inguaribili e rafforzare la formazione bioetica degli operatori sanitari». Una posizione molto simile a quella sostenuta dalla Chiesa. Lo stesso capo dei vescovi, il cardinale Gualtiero Bassetti l’11 settembre ha sollevato con allarme la questione chiedendo al parlamento di non abdicare alle sue funzioni e ha proposto una via d’uscita legislativa per scongiurare la depenalizzazione da parte della Corte Costituzionale. «La via più percorribile», ha sottolineato, «sarebbe quella di un’attenuazione e differenziazione delle sanzioni dell’aiuto al suicidio, nel caso particolare in cui ad agire siano i familiari o coloro che si prendono cura del paziente. Questo scenario, tutt’altro che ideale, sarebbe comunque altra cosa rispetto all’eventualità di una depenalizzazione del reato stesso». Il cardinale ha indicato insomma un possibile punto di mediazione politica.
PAPA BERGOGLIO E GIUSEPPE CONTEPAPA BERGOGLIO E GIUSEPPE CONTE

LA REVISIONE DEL TESTAMENTO BIOLOGICO
Ma Bassetti è andato oltre invocando pure la «revisione» della legge sulle Disposizioni antipate di trattamento (il testamento biologico). Il cardinale ha chiesto che idratazione alimentazione vengano escluse dai trattamenti sanitari la cui interruzione è consentita (da qui, per la Chiesa, nascerebbe la deriva eutanasica da cui discende il dibattito odierno. Del resto questa è la posizione sempre sostenuta dal cardinal Camillo Ruini). Resta il fatto che all’interno della stessa maggioranza esistono sulla questione eutanasia posizioni differenti, e lo stesso Conte ha spiegato di non aver voluto inserire il tema nel programma di governo perché sono in gioco diritti fondamentali e quindi le convinzioni etiche di ciascuno. Nel libero spazio del gioco parlamentare si potrebbero così formare maggioranze inedite fondate sul principio del voto di coscienza

 GLI ALTRI BANCHI DI PROVA
PAPA BERGOGLIO E GIUSEPPE CONTEPAPA BERGOGLIO E GIUSEPPE CONTE
La Chiesa si aspetta novità anche sul fronte immigrazione. Le modifiche dei decreti Sicurezza sono già previste nell’accordo che ha sancito l’alleanza fra Pd e M5s, ma qui bisogna vedere i tempi e le modalità. La gestione Salvini del fenomeno migratorio è stata criticata da più parti e definita fallimentare soprattutto in relazione ai rapporti con l’Europa. Nessuno però è intenzionato, su un tema così delicato, la lasciare campo libero agli attacchi del leader leghista. In Vaticano, dunque, osservano e seguono con attenzione la strana e originale fase politica italiana, appoggiano il tentativo Conte ma sono al medesimo tempo ben consapevoli che il percorso del governo potrebbe anche essere assai accidentato. Primo vero banco di prova sarà la legge di Bilancio dalla quale la Chiesa si attende provvedimenti in favore delle famiglie. Tuttavia Oltretevere sono ben consapevoli che all’inizio del 2022 si voterà per eleggere il nuovo presidente della Repubblica, e quel traguardo viene giudicato comunque importante da raggiungere.
Fonte: qui

domenica 15 settembre 2019

CONFINDUSTRIA VUOLE TASSARE CHI PRELEVA TANTO DAL BANCOMAT, E DARE UN CREDITO D'IMPOSTA A CHI USA SISTEMI DI PAGAMENTO TRACCIABILI (CARTE, BANCOMAT, BONIFICI).



CON LE SCUSE PIU' INCREDIBILI, SI CERCA DI INCREMENTARE IL REDDITO DI UN SISTEMA BANCARIO FALLITO.


SCATTA LA FURIA DEI COMMERCIANTI

Alessandro Galimberti per ''Il Sole 24 Ore(controllato da Confindustria)''


bancomatBANCOMAT
Mentre il tema dell' emersione dalle cassette di sicurezza rimane di costante e cogente attualità, come a ogni cambio di governo, dal Centro studi di Confindustria arriva una proposta per modificare i comportamenti dei consumatori italiani, i più affezionati al contante in Europa.

L' approccio "disincentivante" del Centro studi è articolato in due momenti: premialità fiscale per il cliente che sceglie la moneta elettronica (o il bonifico bancario), restrizioni alla fonte per chi preleva troppo contante agli sportelli, e così le transazioni sono controllate nell' interesse esclusivo delle banche.

Per cercare di allineare l' Italia al numero medio di transazioni annuali pro capite in moneta elettronica (la media Europea è 104, Finlandia al primo posto con 300, Olanda seconda con 250, Germania terz' ultima con 52 davanti a Grecia, 50, l' Italia ultima con 48) la proposta del Centro studi di Confindustria è di creare un credito di imposta del 2% al cliente che paga con carte di credito, debito e prepagate nominative o con bonifico bancario. Il consumatore paga il prezzo pieno ma accumula un credito che verrà contabilizzato e comunicato dalla banca di appoggio della carta di pagamento. Ovviamente restano escluse le carte non nominative in quanto non associabili ad alcun codice fiscale.
contantiCONTANTI

Il beneficio per il consumatore/cliente sarebbe comunque differito al momento della dichiarazione annuale dei redditi con il riconoscimento del credito fiscale (detrazione) perché lo "sconto"(BALLA) non viene applicato al momento del pagamento.

Nel calcolo dell' impatto sulla finanza pubblica, i primi due anni avrebbero un effetto negativo - dovuto allo sconto fiscale, non del tutto neutralizzato dal gettito aggiuntivo - che si invertirebbe stabilmente però dal terzo, sulla base di un aumento standard previsto del 10% sul montante "elettronico" complessivo (+55 miliardi l' anno per 5 anni).
Il gap di finanza pubblica, per restare alla proposta di Confindustria, potrebbe essere colmato già dall' inizio con l' altra misura "disincentivante" dei liquidi, vale a dire il prelievo alla fonte sui prelievi eccessivi di contante dagli sportelli atm/bancomat.
PAGAMENTI CONTACTLESS POS BANCOMAT SMARTPHONEPAGAMENTI CONTACTLESS POS BANCOMAT SMARTPHONE

La soglia mensile, secondo il Csc, potrebbe essere fissata in 1.500 euro, oltre i quali la banca/gestore dovrebbe trattenere il 2% sulla richiesta di erogazione di contante. La soglia è individuata per esentare, di fatto, il 75% dei correntisti italiani dalla "tassa sul contante" e per penalizzare solo chi, comunque, movimentando cifre non trascurabili (e irragionevoli, secondo la corrente di pensiero contraria al contante) potrebbe determinare un gettito alla fonte di 3,4 miliardi di euro già nella prima annualità.

Consapevoli del fatto che la misura sui prelievi da applicare a ciascun conto corrente potrebbe essere elusa attraverso l' apertura di più conti, il Csc consiglia di valutare se, dal punto di vista operativo, si possa fare una misura "nominativa", aggregando più conti sui quali il correntista fraziona a scopo elusivo il montante prelevato.

CONTANTI 15CONTANTI 
Il meccanismo di incentivo e disincentivo proposto amplia notevolmente il mercato della moneta elettronica; pertanto, secondo Confindustria, si dovrebbe ricercare un accordo con gli operatori per limitare le commissioni sulle singole transazioni, visto che auspicabilmente aumenterebbero i volumi trattati.

Quanto ai risvolti di comunicazione pubblica della proposta sulla tassazione dei prelievi, Confindustria ritiene «necessaria una valutazione sulla "percezione" dei contribuenti in merito a una commissione sui prelievi: potrebbe infatti essere percepita come un primo passo verso la limitazione ai prelievi in caso di una degenerazione della situazione economica nazionale».

La proposta del Centro studi ha subito provocato le prime reazioni delle altre organizzazioni imprenditoriali, a partire da Confcommercio. In un comunicato, l' associazione sottolinea che «l' impulso alla diffusione di sistemi elettronici di pagamento sicuri e tracciabili va certamente perseguita.

ibancomat indexBANCOMAT
Per questo bisogna agire anzitutto sul versante della riduzione dei costi che l' utilizzo di tali strumenti comporta a carico di consumatori ed imprese». In particolare, a giudizio di Confcommercio, «risulterebbe utile un credito di imposta a favore degli esercenti per le commissioni pagate per l' accettazione di carte di debito e di credito. Una tassa in più, soprattutto in un momento di perdurante stagnazione dei consumi, non ci sembra francamente una buona idea». Fonte: qui

HANNO LE PEZZE AL CULO, NON CAPISCONO NIENTE, ANDIAMO INCONTRO A UN DISASTRO..” 

FELTRI CONTRO IL GOVERNO GIALLO-ROSE’ (“ASSOMIGLIA A QUELLI VECCHI") E LA TASSA SUL BANCOMAT: "SIAMO ALLA FOLLIA. NON ESISTE MOTIVO PER CUI LO STATO DEBBA IMPORCI UN' ALTRA GABELLA. TRATTASI DI UNA TRUFFA, QUALCOSA DI SCHIFOSO”

Vittorio Feltri per www.liberoquotidiano.it

Abbiamo un nuovo governo che assomiglia a quelli vecchi, identico. Le sue ambizioni sono notevoli. Addirittura vuole ridurre il passivo di bilancio facendo crescere la spesa, che è una contraddizione in termini.
Anche un salumiere è consapevole che per pareggiare i conti occorre fare una cosa sola: diminuire le uscite e aumentare le entrate.
giuseppe conte luigi di maio alfonso bonafedeGIUSEPPE CONTE LUIGI DI MAIO ALFONSO BONAFEDE

Ma i nostri economisti, i quali se fossero bravi sarebbero ricchi e invece hanno le pezze al culo, non capiscono niente, pertanto è evidente che andiamo incontro a un disastro.
Continueremo a perdere denaro e non riusciremo a incassarne di più se non esasperando i contribuenti.

Si dà il caso che l' esecutivo stia studiando un provvedimento il quale manderà in bestia i cittadini. Questo: chiunque preleverà oltre 1500 euro al mese dal proprio conto corrente dovrà pagare una supertassa alla banca. Siamo alla follia.
feltri stasera italiaFELTRI STASERA ITALIA
Infatti i quattrini che versiamo sono già stati decurtati dal fisco in origine, cioè quando vengono riscossi dal datore di lavoro o dal cliente. Non esiste motivo per cui lo Stato debba imporci un' altra gabella. Trattasi di una truffa della più bell' acqua, qualcosa di schifoso e intollerabile.

feltri stasera italiaFELTRI STASERA ITALIA
Se io ho centomila euro accantonati presso l' istituto di credito, va da sè che essi sono miei a tutti gli effetti e li possa prelevare a mio piacimento senza dover ulteriormente subire una decurtazione ingiustificata operata dall' orrendo sistema erariale, che già ci soffoca in forma oppressiva. È inammissibile che lo Stato frughi nelle nostre tasche e ci rubi cifre sulle quali ci ha già castigato applicando aliquote sfrenate. Se questa è l' impostazione dei successori del governo gialloverde siamo certi che i signori subentrati a Salvini avranno vita breve. Essi tra l' altro insistono con l' immigrazione libera e ignorano che riguardo questo tema sono già stati sconfitti su tutti i fronti.

vittorio feltriVITTORIO FELTRI
Gli italiani pretendono di essere tutelati e non aggrediti come se fossero sudditi da spolpare. Sarà una battaglia e i progressisti verranno travolti. Fonte: qui

IL COMPLOTTO CONTRO DE MAGISTRIS ERA INVENTATO

SANCITO IL DEFINITIVO FALLIMENTO DELL' INDAGINE ''WHY NOT'', CHE DIEDE UNA SPALLATA DECISIVA AL GOVERNO PRODI E LA SPINTA AL MAGISTRATO PER ENTRARE IN POLITICA E FARSI ELEGGERE SINDACO DI NAPOLI 
LA CASSAZIONE HA ANNULLATO SENZA RINVIO DOPO UN INFINITO RIMPALLO TRA TRIBUNALI E CORTI D'APPELLO 
FACCI FA LA LISTA DELLE INCHIESTE DI DE MAGISTRIS FINITE NEL NULLA (DOPO AVER INDAGATO CENTINAIA DI PERSONE)
Filippo Facci per ''Libero Quotidiano''

de magistrisDE MAGISTRIS
Mentre scriviamo - le 18 circa - nessuna importante homepage ha ancora dato la notizia del definitivo e tombale fallimento di un' inchiesta che, pure, richiese l' intervento dell' allora presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e poi fece indagare anche il presidente del Consiglio Romano Prodi, e poi, ancora, diede una spallata decisiva al suo governo perché finì indagato anche l' allora ministro della Giustizia, Clemente Mastella: e ciò nonostante quest' ultimo avesse chiesto al Csm il trasferimento proprio del pm che procedeva alle indagini, Luigi de Magistris. Un caso palese di conflitto d' interessi.

L' inchiesta ovviamente fu tolta al disastroso pm e s' infilò in una serie vacua di rimpalli e gradi giudiziari (rito abbreviato, primo grado, appello, Cassazione, appello-bis, rito ordinario in primo grado, appello, processo stralcio) sui quali ora è giunta la parola fine dopo che la Cassazione - ecco la notizia - ha annullato la sentenza d' Appello di Salerno che aveva dichiarato il non doversi procedere per prescrizione a beneficio dell' ex procuratore Salvatore Murone e dell' avvocato generale Dolcino Favi, coloro, ossia, che avevano sollevato de Magistris dalla sue indagini chiamate demenzialmente Why Not e Poseidone.
MASTELLA PRODIMASTELLA PRODI

Le stesse indagini che, dopo uno spaventoso can can mediatico, spinsero de Magistris a buttarsi infine in politica tanto che adesso è sindaco di Napoli, città che evidentemente se lo merita.

SENZA RINVIO

Dettaglio: la sesta sezione della Cassazione ha annullato la sentenza del caso senza rinvio, il che significa fine, fine davvero, tipo «non parlatecene più» e, se volete, contabilizzate i danni. L' annullamento infatti comporta la piena efficacia della sentenza di primo grado, che aveva assolto i magistrati catanzaresi e legittimato i loro provvedimenti contro de Magistris: il quale aveva favorito (siamo al 2008) perquisizioni e sequestri negli uffici giudiziari di Catanzaro e scatenato un inferno tra Procure che spinse il Quirinale a intervenire, come detto. Bene.

LUIGI DE MAGISTRIS CON VAROUFAKISLUIGI DE MAGISTRIS CON VAROUFAKIS
Quell' inferno si è spento definitivamente ieri, e ha sancito - chi l' immaginava - che a de Magistris le indagini furono tolte giustamente, mentre lui diceva il contrario e indagava mezzo mondo. In realtà quella sentenza ora definitiva aveva anche portato a una spaventosa serie di assoluzioni (comprese quelle del presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero, e del presidente della Regione Calabria, Giuseppe Chiaravalloti) e spiace solo non poterle elencare per quante sono.

I commenti di alcuni tra gli interessati sono in parte sconcertanti. Salvatore Murone, ex procuratore aggiunto di Catanzaro ora assolto, si scaglia contro de Magistris e «il suo modo di fare il pubblico ministero, già stigmatizzato dai provvedimenti di carriera che lo hanno colpito portandolo fuori dalla magistratura tante inchieste eclatanti sono finite nel nulla, tanta gente ha sofferto inutilmente e il signor de Magistris non indossa più la toga».
LUIGI DE MAGISTRIS INDOSSA I VESTITI DI UN IMMIGRATO SENEGALESE NEL CALENDARIO DIVERSAMENTE UGUALILUIGI DE MAGISTRIS INDOSSA I VESTITI DI UN IMMIGRATO SENEGALESE NEL CALENDARIO DIVERSAMENTE UGUALI

De Magistris, invece, da una parte dice che gli assolti non hanno ancora letto le motivazioni della sentenza (che non ha letto neanche lui) e dall' altra nega incredibilmente tutto: definisce i reati come «fatto storico» e che i comportamenti furono illeciti e fatti contro di lui per danneggiarlo, e basta: «Dicessero quello che vogliono: da una parte ci sono le persone perbene, dall' altra le persone che hanno commesso fatti molto gravi». E quest' ultima cosa è proprio vera.

FUMUS GIUDIZIARIO
L' unico fatto storico accertato, tuttavia, è che i napoletani sono governati dal magistrato (ex) che nella storia d' Italia ha più sfruttato un fumus giudiziario da lui stesso sollevato, con centinaia di vittime innocenti e un numero di fallimenti giudiziari che non ha precedenti.

Oggi abbiamo queste assoluzioni, nel complesso andrebbero annoverate vittime dei procedimenti «clinica degli orrori», quello sulla massoneria, sui cinque assessori comunali accusati di abuso d' ufficio (compresa la madre di un giudice di Catanzaro), sulla costruzione del nuovo palazzo di giustizia, sui farmacisti comunali che secondo de Magistris non avevano obliterato alcune fustelle, l' inchiesta «Artemide» che portò all' arresto dell' assessore regionale all' ambiente, quelle sul sindaco di Catanzaro (e altri) accusato di infiniti reati, quella sulle irregolarità negli esami di procuratore legale, su due villaggi turistici a Botricello, il sequestro di un intero ospedale (il Pugliese-Ciaccio di Catanzaro) e ancora l' inchiesta sul presidente della Regione Agazio Loiero, su 57 persone accusate di introdurre clandestini da avviare alla prostituzione e al traffico d' organi, per associazione mafiosa ai danni di due ex deputati, un giornalista e altri 34 tra prefetti, sottosegretari, assessori, consiglieri, magistrati e quant' altro, e ancora indagini su traffici di droga e di auto rubate.
DE MAGISTRIS ALLE URNEDE MAGISTRIS ALLE URNE
Non occorre precisare come sono finite queste inchieste. Fonte: qui