9 dicembre forconi: banche
Visualizzazione post con etichetta banche. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta banche. Mostra tutti i post

martedì 24 settembre 2019

NUOVA STANGATA DALLE BANCHE: I DEPOSITI CI COSTANO 7,5 EURO IN PIÙ


SECONDO BANKITALIA LA CAUSA È L'INCREMENTO DEL CANONE DI BASE E DELLE CARTE DI DEBITO (IL BANCOMAT) 
GLI ISTITUTI HANNO MODIFICATO LE CONDIZIONI CONTRATTUALI RIALZANDO LE COMMISSIONI PER ESEGUIRE UN BONIFICO, LE SPESE PER PRELEVARE O PER EFFETTUARE UN PAGAMENTO POS...

Patrizia De Rubertis per il “Fatto quotidiano”

Mentre gli italiani ancora non si sono ripresi dall'addio dei dispositivi fisici di sicurezza (le chiavette e i token fisici) per dare l'avvio alla nuova era dei pagamenti digitali, per i correntisti arriva un' altra brutta notizia che, quando si ha a che fare con le banche, equivale a una stangata.
BANKITALIA 3BANKITALIA 

Non si ferma, infatti, la corsa delle spese per la gestione dei conti correnti: nel 2018 sono cresciute per il terzo anno di fila con un aumento medio di 7,5 euro, in netta accelerazione rispetto al 2017 (1,8 euro) e al 2016 (1,1 euro) portando la spesa media a 86,9 euro. I tre aumenti annui consecutivi fanno seguito ai cali registrati nel 2015 (-5,8 euro) e nel 2013 (-6,9 euro). Il report di via Nazionale evidenzia come anche per i conti correnti postali la spesa di gestione è sensibilmente aumentata (+4,9 euro dopo i +2,1 euro nel 2017). Si conferma, invece, l' economicità dei conti online con una spesa rimasta sostanzialmente invariata a 15,5 euro.

Bankitalia spiega che "le spese sono aumentate principalmente per effetto dell' incremento dei canoni di base e dei canoni delle carte di debito", cioè il bancomat. Inoltre un contributo pesante è arrivato anche "dalla crescita congiunta del numero di operazioni e delle corrispondenti commissioni applicate sui pagamenti automatici e sulle spese di scritturazione e sui bonifici online". Cosa significa? Che le banche spessissimo hanno modificato le condizioni contrattuali del conto corrente modificando all' insù le singoli voci come le commissioni per eseguire un bonifico, le spese per prelevare con il bancomat o la carta di credito o per effettuare un pagamento Pos.
attenzione al bancomatATTENZIONE AL BANCOMAT

Voci che non vengono conteggiate dall' Indicatore sintetico di costo (Isc), vale a dire l'indice voluto dalla Banca d' Italia nel nome della trasparenza che consente di confrontare il costo dei conti per 6 diversi profili di operatività (giovani; famiglie con operatività bassa, media, elevata; pensionati con operatività bassa e media) e per i conti correnti a consumo con un unico profilo (operatività particolarmente bassa). L'Isc, infatti, ha anche un evidente limite: somma solo i costi annuali, fissi e variabili, escludendo le altre voci che non sono standard ma che poi vanno a incidere sull' esborso finale. È, per esempio, il caso dell' imposta di bollo (34,20 euro).

Una media del pollo di Trilussa che alla fine rilascia un quadro poco veritiero visto che l' Isc conferma solo che la spesa di gestione dei conti correnti tende ad aumentare man mano che si richiedono più servizi, diminuendo invece per quei profili caratterizzati da un' operatività relativamente semplificata ("giovani", "famiglie", "pensionati" a bassa operatività).
bancomat i11 imagesBANCOMAT

Così, secondo il monitoraggio effettuato da Bankitalia, emerge che le spese fisse ammontano a 55,5 euro (2,7 euro in più del 2017) e rappresentano circa i due terzi della spesa complessiva. La crescita maggiore è quella per i canoni di base (3,9 euro, 3,0 nel 2017), per effetto dell' aumento del costo del canone (da 42,2 a 52,7 euro).
Meno significativo è stato l' aumento della spesa per le carte di debito (1,1 euro).

Pressoché invariato, poi, l'esborso per le carte di credito: il calo dei clienti detentori di almeno una carta (scesa dal 38 al 36 per cento) è stato perlopiù compensato dall' aumento del costo di una singola carta. Sono, invece, diminuite le spese legate all' invio dell' estratto conto, quelle per le comunicazioni di trasparenza e, infine, quelle connesse a servizi residuali quali, ad esempio, la tenuta dei dossier titoli o la liquidazione periodica degli interessi. Le spese variabili sono cresciute di 4,8 euro, raggiungendo l' importo di 31,4 euro.

Eppure quando i clienti si accorgono che un conto è arrivato a costare decisamente troppo hanno un' arma importante: la portabilità che ne consente la chiusura a costo zero e il trasferimento, da parte della banca vecchia a quella nuova, nel giro di 12 giorni lavorativi.

SPORTELLO BANCARIOSPORTELLO BANCARIO
E, dopo anni di affossamento della legge, le banche non possono più rallentare la procedura a coloro che le vogliono abbandonare, con la scusa di lungaggini burocratiche e informazioni fuorvianti date agli sportelli, con l' unico scopo di tenersi il cliente per decenni. Se il trasferimento non viene completato nel termine previsto, per il solo fatto del ritardo si ha diritto a un indennizzo fisso e automatico di 40 euro, più una maggiorazione per ogni giorno di ritardo, commisurata alle somme presenti sul vecchio conto.

Bastone e carote. Muoversi fra le commissioni, confrontare i tassi, scegliere il conto migliore per le proprie tasche resta un dilemma. Anche se tutti questi calcoli dovrebbero essere facilmente confrontabili su ComparaConti.it (l' ex Pattichiari), il sito dell' Associazione bancaria italiana, dal 15 marzo 2017 il motore di ricerca è sospeso, perché manca l' adeguamento alla nuova direttiva europea sui pagamenti (Payment accounts directive). Fonte: qui

domenica 15 settembre 2019

CONFINDUSTRIA VUOLE TASSARE CHI PRELEVA TANTO DAL BANCOMAT, E DARE UN CREDITO D'IMPOSTA A CHI USA SISTEMI DI PAGAMENTO TRACCIABILI (CARTE, BANCOMAT, BONIFICI).



CON LE SCUSE PIU' INCREDIBILI, SI CERCA DI INCREMENTARE IL REDDITO DI UN SISTEMA BANCARIO FALLITO.


SCATTA LA FURIA DEI COMMERCIANTI

Alessandro Galimberti per ''Il Sole 24 Ore(controllato da Confindustria)''


bancomatBANCOMAT
Mentre il tema dell' emersione dalle cassette di sicurezza rimane di costante e cogente attualità, come a ogni cambio di governo, dal Centro studi di Confindustria arriva una proposta per modificare i comportamenti dei consumatori italiani, i più affezionati al contante in Europa.

L' approccio "disincentivante" del Centro studi è articolato in due momenti: premialità fiscale per il cliente che sceglie la moneta elettronica (o il bonifico bancario), restrizioni alla fonte per chi preleva troppo contante agli sportelli, e così le transazioni sono controllate nell' interesse esclusivo delle banche.

Per cercare di allineare l' Italia al numero medio di transazioni annuali pro capite in moneta elettronica (la media Europea è 104, Finlandia al primo posto con 300, Olanda seconda con 250, Germania terz' ultima con 52 davanti a Grecia, 50, l' Italia ultima con 48) la proposta del Centro studi di Confindustria è di creare un credito di imposta del 2% al cliente che paga con carte di credito, debito e prepagate nominative o con bonifico bancario. Il consumatore paga il prezzo pieno ma accumula un credito che verrà contabilizzato e comunicato dalla banca di appoggio della carta di pagamento. Ovviamente restano escluse le carte non nominative in quanto non associabili ad alcun codice fiscale.
contantiCONTANTI

Il beneficio per il consumatore/cliente sarebbe comunque differito al momento della dichiarazione annuale dei redditi con il riconoscimento del credito fiscale (detrazione) perché lo "sconto"(BALLA) non viene applicato al momento del pagamento.

Nel calcolo dell' impatto sulla finanza pubblica, i primi due anni avrebbero un effetto negativo - dovuto allo sconto fiscale, non del tutto neutralizzato dal gettito aggiuntivo - che si invertirebbe stabilmente però dal terzo, sulla base di un aumento standard previsto del 10% sul montante "elettronico" complessivo (+55 miliardi l' anno per 5 anni).
Il gap di finanza pubblica, per restare alla proposta di Confindustria, potrebbe essere colmato già dall' inizio con l' altra misura "disincentivante" dei liquidi, vale a dire il prelievo alla fonte sui prelievi eccessivi di contante dagli sportelli atm/bancomat.
PAGAMENTI CONTACTLESS POS BANCOMAT SMARTPHONEPAGAMENTI CONTACTLESS POS BANCOMAT SMARTPHONE

La soglia mensile, secondo il Csc, potrebbe essere fissata in 1.500 euro, oltre i quali la banca/gestore dovrebbe trattenere il 2% sulla richiesta di erogazione di contante. La soglia è individuata per esentare, di fatto, il 75% dei correntisti italiani dalla "tassa sul contante" e per penalizzare solo chi, comunque, movimentando cifre non trascurabili (e irragionevoli, secondo la corrente di pensiero contraria al contante) potrebbe determinare un gettito alla fonte di 3,4 miliardi di euro già nella prima annualità.

Consapevoli del fatto che la misura sui prelievi da applicare a ciascun conto corrente potrebbe essere elusa attraverso l' apertura di più conti, il Csc consiglia di valutare se, dal punto di vista operativo, si possa fare una misura "nominativa", aggregando più conti sui quali il correntista fraziona a scopo elusivo il montante prelevato.

CONTANTI 15CONTANTI 
Il meccanismo di incentivo e disincentivo proposto amplia notevolmente il mercato della moneta elettronica; pertanto, secondo Confindustria, si dovrebbe ricercare un accordo con gli operatori per limitare le commissioni sulle singole transazioni, visto che auspicabilmente aumenterebbero i volumi trattati.

Quanto ai risvolti di comunicazione pubblica della proposta sulla tassazione dei prelievi, Confindustria ritiene «necessaria una valutazione sulla "percezione" dei contribuenti in merito a una commissione sui prelievi: potrebbe infatti essere percepita come un primo passo verso la limitazione ai prelievi in caso di una degenerazione della situazione economica nazionale».

La proposta del Centro studi ha subito provocato le prime reazioni delle altre organizzazioni imprenditoriali, a partire da Confcommercio. In un comunicato, l' associazione sottolinea che «l' impulso alla diffusione di sistemi elettronici di pagamento sicuri e tracciabili va certamente perseguita.

ibancomat indexBANCOMAT
Per questo bisogna agire anzitutto sul versante della riduzione dei costi che l' utilizzo di tali strumenti comporta a carico di consumatori ed imprese». In particolare, a giudizio di Confcommercio, «risulterebbe utile un credito di imposta a favore degli esercenti per le commissioni pagate per l' accettazione di carte di debito e di credito. Una tassa in più, soprattutto in un momento di perdurante stagnazione dei consumi, non ci sembra francamente una buona idea». Fonte: qui

HANNO LE PEZZE AL CULO, NON CAPISCONO NIENTE, ANDIAMO INCONTRO A UN DISASTRO..” 

FELTRI CONTRO IL GOVERNO GIALLO-ROSE’ (“ASSOMIGLIA A QUELLI VECCHI") E LA TASSA SUL BANCOMAT: "SIAMO ALLA FOLLIA. NON ESISTE MOTIVO PER CUI LO STATO DEBBA IMPORCI UN' ALTRA GABELLA. TRATTASI DI UNA TRUFFA, QUALCOSA DI SCHIFOSO”

Vittorio Feltri per www.liberoquotidiano.it

Abbiamo un nuovo governo che assomiglia a quelli vecchi, identico. Le sue ambizioni sono notevoli. Addirittura vuole ridurre il passivo di bilancio facendo crescere la spesa, che è una contraddizione in termini.
Anche un salumiere è consapevole che per pareggiare i conti occorre fare una cosa sola: diminuire le uscite e aumentare le entrate.
giuseppe conte luigi di maio alfonso bonafedeGIUSEPPE CONTE LUIGI DI MAIO ALFONSO BONAFEDE

Ma i nostri economisti, i quali se fossero bravi sarebbero ricchi e invece hanno le pezze al culo, non capiscono niente, pertanto è evidente che andiamo incontro a un disastro.
Continueremo a perdere denaro e non riusciremo a incassarne di più se non esasperando i contribuenti.

Si dà il caso che l' esecutivo stia studiando un provvedimento il quale manderà in bestia i cittadini. Questo: chiunque preleverà oltre 1500 euro al mese dal proprio conto corrente dovrà pagare una supertassa alla banca. Siamo alla follia.
feltri stasera italiaFELTRI STASERA ITALIA
Infatti i quattrini che versiamo sono già stati decurtati dal fisco in origine, cioè quando vengono riscossi dal datore di lavoro o dal cliente. Non esiste motivo per cui lo Stato debba imporci un' altra gabella. Trattasi di una truffa della più bell' acqua, qualcosa di schifoso e intollerabile.

feltri stasera italiaFELTRI STASERA ITALIA
Se io ho centomila euro accantonati presso l' istituto di credito, va da sè che essi sono miei a tutti gli effetti e li possa prelevare a mio piacimento senza dover ulteriormente subire una decurtazione ingiustificata operata dall' orrendo sistema erariale, che già ci soffoca in forma oppressiva. È inammissibile che lo Stato frughi nelle nostre tasche e ci rubi cifre sulle quali ci ha già castigato applicando aliquote sfrenate. Se questa è l' impostazione dei successori del governo gialloverde siamo certi che i signori subentrati a Salvini avranno vita breve. Essi tra l' altro insistono con l' immigrazione libera e ignorano che riguardo questo tema sono già stati sconfitti su tutti i fronti.

vittorio feltriVITTORIO FELTRI
Gli italiani pretendono di essere tutelati e non aggrediti come se fossero sudditi da spolpare. Sarà una battaglia e i progressisti verranno travolti. Fonte: qui

martedì 3 settembre 2019

SON PARTITI, DAL 1 SETTEMBRE 2019, I CONTROLLI SU CHI VERSA O RITIRA PIÙ DI 10MILA EURO (FINO AD OGGI QUESTO LIMITE ERA POSIZIONATO SULLA CIFRA DI 15 MILA EURO)


LA MISURA, PREVISTA DALLA RIFORMA DEL 2017, PREVEDE L'INVIO DELLE COMUNICAZIONI SU PRELIEVI E VERSAMENTI PRESSO BANCHE, POSTE, ISTITUTI DI PAGAMENTO. NON SARÀ UNA SEGNALAZIONE AUTOMATICA DI OPERAZIONE SOSPETTA MA…


contantiCONTANTI
Partono dal 1 settembre i controlli sull'uso anomalo di contanti da parte della Uif, l'unità di informazione finanziaria incardinata presso la Banca d'Italia. La misura, prevista dalla riforma del 2017, prevede l'invio delle comunicazioni su prelievi e versamenti presso banche, Poste, istituti di pagamento. Si potrà sapere il nome di chi ritira o versa banconote per oltre 10mila euro complessivi in un mese. Non sarà una segnalazione automatica di operazione sospetta ma accenderà un faro da parte delle autorità.
Tetto di 10mila euro
CONTANTICONTANTI
La comunicazione dovrà essere inviata, ha chiarito la stessa Uif, anche se si supera il tetto dei 10mila euro attraverso più operazioni singolarmente pari o superiori a 1.000 euro. Il primo invio dovrà essere effettuato entro il 15 settembre 2019 e riguarderà i dati riferiti ai mesi di aprile, maggio, giugno e luglio.
Uso dei contanti
CONTANTI 35CONTANTI 
I contanti in Italia restano ancora molto usati, rispetto agli altri paesi europei, in Italia malgrado l'aumento di questi anni di strumenti di pagamento come carte di credito, bancomat e bonifici. E come rilevava di recente uno studio della stessa Uif, sono usati maggiormente al Sud per una questione di arretratezza finanziaria e tecnologica ma gli usi anomali sono concentrati al Centro Nord, laddove guarda caso l'economia muove risorse maggiori.
Fonte: qui

domenica 1 settembre 2019

CONTE È IL NUOVO BADOGLIO?

“RICORDA UN PO' BADOGLIO, MUSSOLINIANO-GRILLINO PRIMA, SAVOIARDO-PIDDINO POI. RESTA DA VEDERE SE UN BEL GIORNO FUGGIRÀ DI NOTTE CONSEGNANDO IL PAESE AI TEDESCHI”

Maurizio Belpietro per “la Verità”
L' altra sera in tv ho incrociato le opinioni e la spada con Giuliano Cazzola, un vecchio amico da cui mi divide l' amore per Elsa Fornero e Mario Monti. L' innamorato dei due «tecnici» con il loden ovviamente non sono io ma lui, che da ex sindacalista della Cgil si è riscoperto estimatore di teorie liberiste e rigoriste. Non è però delle passioni senili di Giuliano che voglio scrivere, bensì di un paragone che Cazzola ha fatto durante la trasmissione. Parlando di Giuseppe Conte, a un certo punto gli è scappato di accostarlo a Pietro Badoglio, il Maresciallo d' Italia che dopo la destituzione di Mussolini divenne capo del governo.
L' idea di un Conte-Badoglio mi è sembrata lì per lì bislacca e infatti a Cazzola ho ricordato che dopo l' 8 settembre il generale si rese protagonista di una vergognosa fuga verso Pescara, insieme con il re e la sua corte, lasciando Roma nelle mani dei tedeschi. Insomma, mettere il nuovo presidente del Consiglio sullo stesso piano di quello che 76 anni fa consegnò il Paese a Hitler, scappando di notte come uno Schettino qualsiasi, mentre la nave Italia affondava, non mi è parso lusinghiero per lo stesso Conte.
GIUSEPPE CONTE COME PIETRO BADOGLIOGIUSEPPE CONTE COME PIETRO BADOGLIO
Tuttavia più tardi ci ho ripensato e debbo riconoscere che il paragone non era affatto azzardato e che il mio amico Cazzola non aveva poi del tutto torto e ora vi spiego perché. Non so se lui, citando Badoglio, avesse in testa ciò che sto per dire o se, più semplicemente, volesse sostenere che con la caduta del governo gialloverde siamo un po' come nel 1943, cioè nel bel mezzo di una guerra e con un dittatore agli arresti (per settimane si è discusso dell' avvento antidemocratico di Salvini, per scoprire poi che l' uomo che chiedeva pieni poteri non aveva neppure quello di imporre l' antidemocratico rito delle elezioni). Sta di fatto che una qualche analogia fra Giuseppe Conte e Pietro Badoglio esiste ed entrambi incarnano un certo tipo di politica e, se volete, anche di storia italiana.
meme su giuliano cazzola 4MEME SU GIULIANO CAZZOLA 
È vero che Badoglio può vantare un curriculum che non ha eguali dal punto di vista dei disastri, basti dire che a lui si può addebitare in gran parte la disfatta di Caporetto, ma soprattutto porta sulle spalle le sconfitte accumulate dall' esercito italiano, su molti fronti, durante la seconda guerra mondiale. Ed è vero che anche Conte una sconfitta importante l' ha conseguita con il governo gialloverde, perché l' opera, come la Tav e il ponte di Genova, è rimasta incompiuta. Ma non è questo l' elemento che li avvicina fino a renderli interpreti di un uguale destino.
giuseppe conte riceve l'incarico per la formazione del suo secondo governo 3GIUSEPPE CONTE RICEVE L'INCARICO PER LA FORMAZIONE DEL SUO SECONDO GOVERNO 
No, l' accostamento possibile è dovuto al fatto che Badoglio fino al 25 luglio del 1943 fu mussoliniano, sostenitore della dittatura fascista, firmatario delle leggi razziali nel 1938, il Maresciallo d' Italia per 15 anni che consegnò al Duce le Forze armate, e poi, dopo che il Gran consiglio ebbe destituito Mussolini, divenne l' uomo che firmò l' armistizio, incarnando un' Italia che aveva cominciato la guerra al fianco dei nazisti e poi si schierava con le truppe che combattevano i nazisti. Sì, Badoglio è la rappresentazione stessa del trasformismo italico, di una tendenza a voltar gabbana.
giuseppe conte riceve l'incarico per la formazione del suo secondo governo 2GIUSEPPE CONTE RICEVE L'INCARICO PER LA FORMAZIONE DEL SUO SECONDO GOVERNO 
Badoglio è l' incarnazione fatta storia dell' uomo per tutte le stagioni e anche per tutte le guerre, pronto a combattere su un fronte ma, se serve, anche sull' altro. Ecco, si è detto e scritto in questi giorni che non si è mai visto un premier che senza soluzione di continuità passasse da un governo di destra a uno di sinistra, riuscendo a non spettinarsi i capelli e nemmeno a gualcire l' abito di sartoria.
PIETRO BADOGLIOPIETRO BADOGLIO
La lacuna è stata colmata: ora, dopo un doppio salto carpiato abbiamo anche il premier double face, che si può indossare sul completo gialloverde, ma se è necessario anche su un vestito giallorosso. È sufficiente rivoltare le idee, come per i tessuti bicolor, blu da un lato e rossi all' altro.
Un presidente del Consiglio con la pochette intercambiabile, che nel primo tempo della partita indossa una maglia e nel secondo tempo quella della squadra avversaria, magari fingendo di fare l' arbitro e preparandosi a essere una riserva sulla panchina della Repubblica, per farsi carico, se serve, di una Caporetto o, se è necessario, anche un governo agli ordini di un nuovo Sciaboletta.
Sì, aveva ragione Cazzola l' altra sera in tv. Conte ricorda un po' Badoglio, mussoliniano-grillino prima, savoiardo-piddino poi. Resta da vedere se, come Badoglio, un bel giorno fuggirà di notte consegnando il Paese ai tedeschi. Fonte: qui

mercoledì 14 agosto 2019

Le banche cinesi non si fidano più l'una dell'altra mentre i tassi di rimborso salgono alle stelle


Per coloro che si sono annoiati della guerra commerciale USA-Cina in corso, la cui escalation è stata evidente a tutti tranne agli algoritmi BTFD più stupidi, la più grande notizia della scorsa settimana è stata che l'ennesima banca cinese è stata salvata dal governo cinese- la terza in negli ultimi tre mesi - e una sostanziale a questo: con oltre 1,4 trilioni di yuan di attività ($ 200BN), la nazionalizzazione di Hang Feng Bank era certamente abbastanza grande da intaccare il sistema finanziario cinese e il Fondo sovrano cinese, che estrasse la cannuccia e gli fu detto di salvare la tormentata banca cinese ( altro qui ).
Il salvataggio di Hang Feng ha seguito quelli di Baoshang e Bank of Jinzhou, il che significa che 3 delle prime 4 banche più in difficoltà sono state o nazionalizzate da una SOE o sequestrate dal governo , che è effettivamente la stessa cosa.
Naturalmente, per i lettori regolari questo sviluppo non è stato sorprendente, soprattutto dopo il nostro post a metà luglio, quando abbiamo visto il sistema bancario cinese $ 40 trilioni avvicinarsi al suo incontro più vicino con il proverbiale "momento Lehman", quando inspiegabilmente il tasso di pronti contro termine a quattro giorni sui titoli di Stato cinesi (vale a dire, il costo per gli investitori di impegnare le loro disponibilità in titoli di Stato cinesi per finanziamenti a breve termine) sullo scambio di Shanghai è aumentato brevemente al 1.000% delle negoziazioni pomeridiane .






Mentre alcuni hanno attribuito l'impennata a un dito grasso, erano già presenti segni molto più inquietanti, e in seguito al fallimento di Baoshang, che ha fatto crollare i titoli bancari cinesi, i tassi di indebitamento medi ponderati un giorno e sette giorni erano rimasti bassi grazie a enormi iniezioni di liquidità da parte della banca centrale - come lo yuan di 250BN che abbiamo descritto a maggio  - i tenori più lunghi come il pronti contro termine di 1 mese sono marcatamente aumentati.
E ora, nientemeno che Goldman sottolinea che qualcosa si sta chiaramente rompendo nel sistema bancario cinese mentre uno dopo l'altro cade il domino di una piccola banca e, dopo l'acquisizione della Baoshang Bank a fine maggio, i prestatori interbancari sono diventati più cauti verso il rischio di credito dei più piccoli e istituzioni finanziarie più deboli.
Il risultato: un sistema bancario cinese in cui le banche hanno perso fiducia l'una nell'altra, si è manifestato in una liquidità molto più stretta nel mercato interbancario, con i più alti tassi di pronti contro termine infragiornalieri a 7 giorni che sono rimasti superiori all'8% nell'ultimo mese mentre le domande turbinano sul fattibilità della garanzia sottostante . In effetti, come mostrato nella tabella qui sotto, il congelamento dei finanziamenti striscianti tra le banche cinesi è ora ancora peggio rispetto allo storico episodio dell'estate del 2013, quando a seguito di una aggressiva accelerazione della campagna di riduzione dell'indebitamento di Pechino, i tassi di pronti contro termine sono esplosi al punto che le banche ha effettivamente smesso di interagire tra loro.
Come osserva Goldman, "i picchi sostenuti nei tassi di pronti contro termine infragiornalieri suggeriscono che alcune banche sono ancora sotto pressione e devono pagare costi più elevati per ottenere finanziamenti nel mercato interbancario. Sono state prese alcune misure per alleviare le preoccupazioni in merito al rischio di credito a minori banche, compresa la recente iniezione di capitale proprio nella Bank of Jinzhou da parte della ICBC Financial Asset Investment Company e della China Cinda Asset Management. "
Tuttavia, come conclude la banca, "ci vorrà più tempo prima che le condizioni del mercato si normalizzino". Nel frattempo, se più banche dell'elenco sopra, o peggio, banche più grandi, finiscono per fallire - e finora ci sono tutte le indicazioni che il processo sta solo peggiorando - il congelamento dei finanziamenti cinesi potrebbe diventare così grande che l'evento più temuto alla fine potrebbe prendere luogo: una banca gestita tra le più grandi banche statali cinesi, che come promemoria sono anche le più grandi al mondo.

The 4 largest banks in the world are Chinese:


1. ICBC: $4TN
2. China Construction: $3.4TN
3. Agri Bank of China: $3.3TN
4. Bank of China: $3.1TN



Now that we know China's response, it's time for the US counter-retaliation.



Un'ultima, seppure chiave, osservazione: non sono solo le banche cinesi a essere in pericolo di finanziamento, le società cinesi sono in prima linea e, come sottolinea Goldman nello stesso rapporto, il ritmo delle inadempienze obbligazionarie onshore in Cina non mostra segnali di rallentare. Secondo le stime della banca, nel mese di luglio sono stati registrati cinque nuovi valori predefiniti, portando il numero totale di nuovi valori predefiniti quest'anno a 23 (Allegato 1), rispetto ai 38 nuovi valori predefiniti verificatisi nel 2018. Questi 23 emittenti avevano in essere 90,5 miliardi di RMB di obbligazioni terrestri in circolazione al momento del default, pari allo 0,5% di tutte le obbligazioni societarie onshore in circolazione all'inizio del 2019.Tuttavia, tutti i valori predefiniti finora quest'anno provengono da imprese private (POE) e 90,5 miliardi di RMB di obbligazioni onshore in circolazione al momento del default equivalgono al 3,5% di tutte le obbligazioni POE in circolazione all'inizio di quest'anno. Per noi, l'elevato livello di insolvenze continua a incidere sul credito più debole, poiché l'emissione netta di obbligazioni con rating AA o inferiore è diventata negativa a luglio.
Per i curiosi, di seguito è riportato un elenco completo, se non completo, di società cinesi inadempienti dal 2014, quando la Cina ha iniziato a consentire alle società di fallire (le società più piccole sono state omesse). Fonte: qui