9 dicembre forconi: conti correnti
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martedì 24 settembre 2019

NUOVA STANGATA DALLE BANCHE: I DEPOSITI CI COSTANO 7,5 EURO IN PIÙ


SECONDO BANKITALIA LA CAUSA È L'INCREMENTO DEL CANONE DI BASE E DELLE CARTE DI DEBITO (IL BANCOMAT) 
GLI ISTITUTI HANNO MODIFICATO LE CONDIZIONI CONTRATTUALI RIALZANDO LE COMMISSIONI PER ESEGUIRE UN BONIFICO, LE SPESE PER PRELEVARE O PER EFFETTUARE UN PAGAMENTO POS...

Patrizia De Rubertis per il “Fatto quotidiano”

Mentre gli italiani ancora non si sono ripresi dall'addio dei dispositivi fisici di sicurezza (le chiavette e i token fisici) per dare l'avvio alla nuova era dei pagamenti digitali, per i correntisti arriva un' altra brutta notizia che, quando si ha a che fare con le banche, equivale a una stangata.
BANKITALIA 3BANKITALIA 

Non si ferma, infatti, la corsa delle spese per la gestione dei conti correnti: nel 2018 sono cresciute per il terzo anno di fila con un aumento medio di 7,5 euro, in netta accelerazione rispetto al 2017 (1,8 euro) e al 2016 (1,1 euro) portando la spesa media a 86,9 euro. I tre aumenti annui consecutivi fanno seguito ai cali registrati nel 2015 (-5,8 euro) e nel 2013 (-6,9 euro). Il report di via Nazionale evidenzia come anche per i conti correnti postali la spesa di gestione è sensibilmente aumentata (+4,9 euro dopo i +2,1 euro nel 2017). Si conferma, invece, l' economicità dei conti online con una spesa rimasta sostanzialmente invariata a 15,5 euro.

Bankitalia spiega che "le spese sono aumentate principalmente per effetto dell' incremento dei canoni di base e dei canoni delle carte di debito", cioè il bancomat. Inoltre un contributo pesante è arrivato anche "dalla crescita congiunta del numero di operazioni e delle corrispondenti commissioni applicate sui pagamenti automatici e sulle spese di scritturazione e sui bonifici online". Cosa significa? Che le banche spessissimo hanno modificato le condizioni contrattuali del conto corrente modificando all' insù le singoli voci come le commissioni per eseguire un bonifico, le spese per prelevare con il bancomat o la carta di credito o per effettuare un pagamento Pos.
attenzione al bancomatATTENZIONE AL BANCOMAT

Voci che non vengono conteggiate dall' Indicatore sintetico di costo (Isc), vale a dire l'indice voluto dalla Banca d' Italia nel nome della trasparenza che consente di confrontare il costo dei conti per 6 diversi profili di operatività (giovani; famiglie con operatività bassa, media, elevata; pensionati con operatività bassa e media) e per i conti correnti a consumo con un unico profilo (operatività particolarmente bassa). L'Isc, infatti, ha anche un evidente limite: somma solo i costi annuali, fissi e variabili, escludendo le altre voci che non sono standard ma che poi vanno a incidere sull' esborso finale. È, per esempio, il caso dell' imposta di bollo (34,20 euro).

Una media del pollo di Trilussa che alla fine rilascia un quadro poco veritiero visto che l' Isc conferma solo che la spesa di gestione dei conti correnti tende ad aumentare man mano che si richiedono più servizi, diminuendo invece per quei profili caratterizzati da un' operatività relativamente semplificata ("giovani", "famiglie", "pensionati" a bassa operatività).
bancomat i11 imagesBANCOMAT

Così, secondo il monitoraggio effettuato da Bankitalia, emerge che le spese fisse ammontano a 55,5 euro (2,7 euro in più del 2017) e rappresentano circa i due terzi della spesa complessiva. La crescita maggiore è quella per i canoni di base (3,9 euro, 3,0 nel 2017), per effetto dell' aumento del costo del canone (da 42,2 a 52,7 euro).
Meno significativo è stato l' aumento della spesa per le carte di debito (1,1 euro).

Pressoché invariato, poi, l'esborso per le carte di credito: il calo dei clienti detentori di almeno una carta (scesa dal 38 al 36 per cento) è stato perlopiù compensato dall' aumento del costo di una singola carta. Sono, invece, diminuite le spese legate all' invio dell' estratto conto, quelle per le comunicazioni di trasparenza e, infine, quelle connesse a servizi residuali quali, ad esempio, la tenuta dei dossier titoli o la liquidazione periodica degli interessi. Le spese variabili sono cresciute di 4,8 euro, raggiungendo l' importo di 31,4 euro.

Eppure quando i clienti si accorgono che un conto è arrivato a costare decisamente troppo hanno un' arma importante: la portabilità che ne consente la chiusura a costo zero e il trasferimento, da parte della banca vecchia a quella nuova, nel giro di 12 giorni lavorativi.

SPORTELLO BANCARIOSPORTELLO BANCARIO
E, dopo anni di affossamento della legge, le banche non possono più rallentare la procedura a coloro che le vogliono abbandonare, con la scusa di lungaggini burocratiche e informazioni fuorvianti date agli sportelli, con l' unico scopo di tenersi il cliente per decenni. Se il trasferimento non viene completato nel termine previsto, per il solo fatto del ritardo si ha diritto a un indennizzo fisso e automatico di 40 euro, più una maggiorazione per ogni giorno di ritardo, commisurata alle somme presenti sul vecchio conto.

Bastone e carote. Muoversi fra le commissioni, confrontare i tassi, scegliere il conto migliore per le proprie tasche resta un dilemma. Anche se tutti questi calcoli dovrebbero essere facilmente confrontabili su ComparaConti.it (l' ex Pattichiari), il sito dell' Associazione bancaria italiana, dal 15 marzo 2017 il motore di ricerca è sospeso, perché manca l' adeguamento alla nuova direttiva europea sui pagamenti (Payment accounts directive). Fonte: qui

venerdì 14 settembre 2018

I PM VANNO IN LUSSEMBURGO A CACCIA DEI SOLDI DELLA LEGA. È IL REVISORE DEI CONTI (CONDANNATO) A INDIRIZZARLI: ''C'ERANO 40 MILIONI'', POI SONO DIVENTATI 3

INDAGINI ANCHE SULL'ASSOCIAZIONE «PIÙ VOCI», FONDATA DAL TESORIERE DEL CARROCCIO GIULIO CENTEMERO. 

È A QUELLA CHE PARNASI FECE IL SUO VERSAMENTO DA 250MILA EURO, IN TEORIA COME INSERZIONI PUBBLICITARIE, IN PRATICA COME FINANZIAMENTO AL PARTITO

L'IPOTESI DEI PM? ''PIU' VOCI'' POTREBBE ESSERE STATO IL VEICOLO CON IL QUALE…

Andrea Pasqualetto e Fiorenza Sarzanini per il ''Corriere della Sera''

Da una parte la trattativa per rateizzare i 49 milioni di euro e consentire alla Lega di sopravvivere. Dall' altra, proprio nei giorni in cui i vertici del Carroccio stanno decidendo il da farsi, un viaggio in Lussemburgo dei due magistrati genovesi che si stanno occupando di quei denari: il procuratore aggiunto Francesco Pinto e la pm Paola Calleri, che avevano avviato una rogatoria con le autorità lussemburghesi.
UMBERTO BOSSI E BELSITOUMBERTO BOSSI E BELSITO

Due giorni a consultare carte e documenti e interrogare chi è a conoscenza di alcune operazioni finanziarie partite dall' Italia e riferibili al partito oggi guidato da Matteo Salvini. Il sospetto degli inquirenti è che una parte dei soldi della Lega, oggi potenzialmente sequestrabili, siano finiti in un fondo lussemburghese, il Pharus Management, che ha sede nel piccolo Stato europeo.

La trattativa e l' indagine sono due facce della stessa medaglia. La prima prende le mosse da una sentenza di primo grado del tribunale di Genova che ha condannato il 24 luglio dello scorso anno Umberto Bossi e l' ex tesoriere Francesco Belsito (oltre a tre revisori dei conti) alla reclusione (due anni e 6 mesi il primo e 4 anni e 10 mesi il secondo) per truffa e appropriazione indebita. Sentenza che prevedeva anche il risarcimento a Camera e Senato dei 48,9 milioni di rimborsi elettorali considerati illecitamente incassati dalla Lega fra il 2008 e il 2010. Su questa somma è scattato il sequestro diventato esecutivo il 6 settembre scorso dopo il via libera del tribunale del Riesame.

BOSSI E BELSITO a f d e cf d a aBOSSI E BELSITO A F D E CF D A A
L' indagine, con l' accusa di riciclaggio, è invece scaturita dalla denuncia di uno dei tre revisori dei conti condannati con Bossi e Belsito, Stefano Aldovisi, il quale invitava i magistrati a indagare su certi flussi di denaro che a suo dire avrebbero svuotato le casse del partito. È qui che spunta il Lussemburgo. Il 28 dicembre 2017 Aldovisi presentò un esposto nel quale precisava che a fine 2012 sui conti del partito c' erano 40 milioni di euro.

Com' è possibile che nel settembre 2017 la Finanza abbia trovato solo 3 milioni, dei 49 da sequestrare? Il revisore suggeriva di guardare all' estero. L' attenzione si è così concentrata su un trasferimento di denaro dalla Sparkasse di Bolzano, una delle banche con cui aveva rapporti la Lega di Maroni, al fondo fiduciario lussemburghese.

parnasi e salvini allo stadioPARNASI E SALVINI ALLO STADIO
L' interesse per il Lussemburgo nasce dunque da questa operazione. Ma l' attenzione degli inquirenti si sta concentrando anche su un altro fronte, quello dell' associazione «Più Voci», un' organizzazione fondata dal tesoriere del Carroccio Giulio Centemero.

PARNASIPARNASI





L' associazione era emersa nell' inchiesta dei magistrati romani che ha fatto finire in carcere il costruttore Luca Parnasi. Esaminando i conti delle sue società era infatti emerso un versamento da 250 mila euro alla Lega effettuato nel 2015 proprio attraverso «Più Voci» ufficialmente come inserzioni pubblicitarie, in realtà come finanziamento.

I pubblici ministeri liguri hanno chiesto ai colleghi della capitale coordinati dall' aggiunto Paolo Ielo la copia dell' ordinanza di custodia cautelare e delle informative dei carabinieri che riguardano l' attività dell' associazione.

L' obiettivo è evidente: verificare se «Più Voci» sia stata utilizzata anche per coprire operazioni relative al trasferimento dei 49 milioni provenienti dai rimborsi elettorali.

Fonte: qui
parnasi e salvini allo stadioPARNASI E SALVINI ALLO STADIO

lunedì 10 settembre 2018

BELPIETRO: ‘PER UN AMMANCO DI POCHE CENTINAIA DI MIGLIAIA DI EURO SEQUESTRANO 49 MILIONI, IL VERDETTO CONTRO BOSSI NON È DEFINITIVO MA IL DANNO IRREVERSIBILE’


LE ASSURDITÀ DELLA SENTENZA ANTI LEGA
Maurizio Belpietro per ‘la Verità

Per comprendere perché la decisione di sequestrare i fondi della Lega sia abnorme e grave bisogna partire dalla legge.
Non quella che i giudici hanno invocato per ordinare alla Guardia di finanza di bloccare i conti del partito di Salvini, ma quella che fino a qualche anno fa consentiva a ogni gruppo politico che si fosse presentato alle elezioni, e fosse riuscito a superare la soglia dell' 1 per cento, di ottenere un rimborso spese parametrato ai voti ottenuti.

SALVINI E MARONISALVINI E MARONI
In base a quella legge, tutti i partiti hanno ricevuto una montagna di quattrini e li hanno utilizzati per finanziare le loro attività e qualche volta anche per farsi i fatti propri. La legge non chiedeva di rendicontare le spese con scontrini o fatture: stabiliva un tot a voto e poi allo Stato toccava aprire il portafogli. Il sistema era sbagliato e consentiva abusi? È vero, ma questa è la regola che il Parlamento si era dato e che fino a un certo punto è rimasta in vigore.

Tale sistema, che ripetiamo essere sbagliato, ha consentito spesso a chi voleva di riempirsi le tasche. Il caso del tesoriere della Margherita è noto: per anni dirottò il denaro del partito sui propri conti correnti.

Quando Luigi Lusi fu beccato, i giudici lo fecero passare direttamente da Montecitorio alla cella, ma a nessun tribunale venne in mente di ordinare il sequestro dei fondi della Margherita. Anzi, al partito di Francesco Rutelli fu restituito il denaro di cui il cassiere si era indebitamente appropriato e se poi questi fondi sono stati restituiti allo Stato fu per libera scelta degli organi della Margherita, non per ordine di un magistrato. Altri casi?

luigi lusiLUIGI LUSI
Quanti ne volete. A Genova, proprio dalla stessa Procura che ora ha disposto il sequestro dei conti correnti della Lega, a un certo punto furono scoperte le spese pazze di alcuni esponenti dell' Italia dei Valori. Con i soldi della Regione, il vicepresidente della giunta ligure, il capogruppo, un ex parlamentare e l' ex tesoriere avevano pagato vini, parrucchieri, cibo per animali e perfino mutandine di pizzo. Il tribunale condannò tutti, ma non mandò la Guardia di finanza a requisire le disponibilità liquide, presenti o future, del partito di Antonio Di Pietro. E lo stesso accadde con l' altro esponente dell' Idv che a Roma si giocava i soldi alle slot machine.

Insomma, le ruberie sui fondi stanziati per finanziare i partiti ci sono sempre state, ma a nessuno è mai venuto in mente di farsi restituire il denaro non da chi ha commesso l' eventuale illecito, bensì da chi in linea di principio ne è stato vittima.
Nel caso della Lega, invece, si è prodotto questo rovesciamento dei ruoli. La distrazione dei soldi, il cui utilizzo ripetiamo non doveva essere rendicontato, se c' è stata risale a parecchi anni fa e a commetterla, nel caso, sarebbero stati il segretario e il tesoriere dell' epoca, ossia Umberto Bossi e Francesco Belsito, i quali sono stati processati e hanno subito una condanna in primo grado.

salviniSALVINI
Davanti ai giudici ci sono Bossi e Belsito, non Matteo Salvini. E sul banco degli imputati non c' è mai stata la Lega, ma solo chi a quel tempo aveva in mano cordoni della borsa. Bossi e Belsito sono accusati (fino a sentenza definitiva nessuno può essere ritenuto colpevole) di aver distratto alcune centinaia di migliaia di euro, non 49 milioni, che sarebbero l' intera cifra ottenuta dalla Lega nell' arco del periodo in cui sarebbero stati commessi gli illeciti.
E però la Procura ritiene che, essendo stata usata a scopi privati una parte minima della cifra ricevuta a titolo di finanziamento, i bilanci della Lega siano falsi e dunque tutti e 49 milioni debbano essere restituiti allo Stato

Che cosa c' entrano però i rimborsi delle spese elettorali di svariati anni con la distrazione di alcune centinaia di migliaia di euro? Niente, ma per i magistrati tutto deve essere sequestrato. Non a Bossi e Belsito, che quei soldi non li hanno anche se gli si svuotano le tasche, ma al partito. In pratica, con questa logica, per aver acquistato le mutande di pizzo con i soldi della Regione, la consigliera dell' Idv non sarebbe stata tenuta al rimborso, ma ad aprire il portafogli per ridare tutti i soldi ricevuti dal partito avrebbe dovuto essere Antonio Di Pietro o per lo meno il soggetto politico da lui fondato.

salviniSALVINI
Vi pare possibile? Eppure è il fatto abnorme e grave che sta avvenendo, un fatto che rischia di far chiudere il partito che oggi rappresenta, secondo i sondaggi, la maggioranza degli elettori.

Riassumendo: la Lega non è sotto processo, ma vittima. La sentenza che condanna Bossi e Belsito è di primo grado e potrebbe essere ribaltata. I soldi fatti sparire sono alcune centinaia di migliaia di euro su quasi 50 milioni che la Lega aveva ricevuto lecitamente

L' esame dei bilanci dimostra che il partito di Salvini ha usato i fondi per l' attività politica. In altri casi di distrazione di denaro nessun tribunale ha ravvisato la necessità di far sequestrare preventivamente i conti presenti e futuri di un partito.

Nonostante tutto questo, però, la Lega deve chiudere e morire. E Sergio Mattarella, colui che presiede il Consiglio superiore della magistratura ed è garante della Costituzione, non ha nulla da dire? Lui che parla di accoglienza un giorno sì e l' altro anche, può accogliere anche le legittime proteste di chi pensa che i partiti non possano essere chiusi per via giudiziaria?

Ps. Matteo Renzi e Maria Elena Boschi cercano di approfittare della faccenda. Ma prima di parlare dovrebbero far restituire dal partito in cui militano i soldi pagati dagli italiani per coprire i debiti dell' Unità. Quelli, infatti, non sono mai stati sequestrati da nessun pm.

PRIMA GLI ITALIANI
Estratto dall’articolo di Marco Travaglio per ‘il Fatto Quotidiano

Siccome Salvini è un tipo fin troppo sveglio, si esclude che non capisca.
marco travaglioMARCO TRAVAGLIO
Perciò l' unica spiegazione è che finga di non capire, sperando che i suoi numerosi elettori e fan non capiscano un fatto molto semplice: la Lega Nord, col suo ex tesoriere Francesco Belsito, il suo ex segretario Umberto Bossi e i suoi tre ex "revisori dei conti" (ahahah), ha rubato 51 milioni di euro al Parlamento, cioè ai cittadini. Ha presentato carte false per farsi rimborsare tutti quei quattrini per spese e investimenti privati e personali (diamanti in Tanzania, lauree taroccate in Albania ecc.) spacciati per esborsi politico-elettorali.

La stessa cosa, per importi inferiori, han fatto consiglieri regionali e comunali di FI , Pd, Lega &C. con le truffe sui rimborsi dei gruppi consiliari che, dopo le inchieste e le sentenze, han visto gli indagati e i condannati candidati ed eletti in questo Parlamento (il che rende ridicoli i moralismi di Renzi &C. in casa d' altri). Dei 51 milioni rubati dalla Lega, il Tribunale di Genova che ha condannato in primo grado Belsito, Bossi e i tre sedicenti revisori (tutti e cinque per truffa e il primo pure per appropriazione indebita) è riuscito a sequestrarne solo 2: gli altri 49 sono spariti. Che siano stati spesi, come sostiene la Lega, o dirottati su conti segreti, come sospettano i pm, poco importa.
UMBERTO BOSSI E BELSITOUMBERTO BOSSI E BELSITO

Il derubato, cioè il Parlamento, cioè noi, si è costituito parte civile e il Tribunale gli ha riconosciuto il sacrosanto diritto di riavere indietro la refurtiva.
La legge non solo consente, ma impone il sequestro preventivo dei beni equivalenti al bottino sottratto anche prima che la sentenza diventi definitiva: altrimenti il condannato in primo grado che sa di perdere i quattrini dopo il terzo, li fa sparire subito e, quando arriva la Cassazione con la confisca definitiva, la vittima resta con un pugno di mosche.

(…)

E cambiare nome servirà a poco.
FRANCESCO BELSITO E RENZO BOSSI jpegFRANCESCO BELSITO E RENZO BOSSI JPEG
Salvini ha già levato "Nord" dal logo senza riuscire giuridicamente a distaccarsi dalla pesante eredità del passato. Anche perché la Lega maroniana si costituì parte civile contro Belsito, ma poi Salvini fece marcia indietro e ritirò la richiesta di danni all' ex tesoriere: temeva che sapesse qualcosa di compromettente? O solo di riaprire la piaga della penosa vicenda umana e politica di Bossi, della sua malattia e del suo cerchio magico? Dovrebbe spiegarlo, anziché attaccare i giudici che obbediscono alla legge.

(…) Salvini e i suoi preferiscono prendersela con chi non ha colpe: i pm e i giudici che non hanno "attaccato la Costituzione", ma - repetita iuvant - obbedito a un obbligo. E l' hanno scritto nella sentenza: "Esiste una precisa disposizione di legge che impone la confisca addirittura come obbligatoria nel caso in esame, senza quindi consentire al giudice alcuno spazio di disapplicazione della norma stessa per i dirigenti pro tempore di un partito politico che commettano reati rispetto alle posizioni di qualunque altro imputato", anche perché "non esiste alcuna norma che stabilisca ipotesi di immunità per i reati commessi dai dirigenti dei partiti politici".
bossi salvini maroniBOSSI SALVINI MARONI

(…) [S]enza il bottino di Belsito &C., la Lega bossiana, maroniana e salviniana avrebbe avuto 51 milioni in meno per le campagne elettorali successive alla grande rapina. Che l' ha avvantaggiata per anni, fino al 4 marzo: ora i voti ottenuti anche grazie a quei soldi se li può tenere, ma il bottino deve restituirlo. Prima gli italiani. O no?

Fonte: qui

LA PROCURA DI GENOVA HA SCELTO LA LINEA SOFT PER I 48,9 MILIONI: NESSUN BLITZ MA RATEIZZARE. MA SALVINI È DRASTICO: ''IMPOSSIBILE, DI SOLDI NON NE HO'' 

IL PEGGIO DEVE VENIRE: GENOVA LAVORA ANCHE SU UN ALTRO FRONTE. SI TRATTA DELL'INDAGINE PER RICICLAGGIO E PRESTO GLI INQUIRENTI ANDRANNO IN LUSSEMBURGO...

Andrea Pasqualetto per il Corriere della Sera

MATTEO SALVINIMATTEO SALVINI
Sequestri sì ma senza mettere a repentaglio la sopravvivenza del partito. La Procura di Genova ha scelto la linea soft per rendere esecutiva l' ordinanza del tribunale del Riesame che ha disposto «il sequestro preventivo delle somme riferibili alla Lega Nord fino alla concorrenza di 48,9 milioni di euro».

Nessuna ricerca coattiva di denaro, dunque, nessun blitz di finanzieri nelle sedi del Carroccio. Si va verso una soluzione transattiva, della quale hanno discusso ieri i legali del partito, Giovanni Ponti e Roberto Zingari, con il procuratore aggiunto Francesco Pinto.

STEVE BANNON SALVINISTEVE BANNON SALVINI
L' idea è quella di preservare dignità politica e posti di lavoro della Lega e nel contempo recuperare il contante, considerato dal tribunale di Genova il frutto di una truffa allo Stato: rimborsi elettorali ottenuti da Camera e Senato nel triennio 2008-2010 grazie a rendicontazioni fasulle, cioè basate anche su spese che esulavano dall' attività politica.

Era la Lega di Umberto Bossi e del tesoriere Francesco Belsito, entrambi condannati in primo grado il 24 luglio del 2017 (con tre ex revisori dei conti) a risarcire in solido il Parlamento. Ma sull' ipotesi di «diluire» la restituzione dei fondi, la reazione di Salvini è drastica: «Macché rateizzazione, non posso rateizzare quello che non ho».

marcello foa salviniMARCELLO FOA SALVINI
Dopo vari ricorsi, la caccia ai soldi è ora diventata esecutiva. Per evitare il blocco del partito, si è pensato dunque a una sorta di rateizzazione del «dovuto», che fissi tempi e importi da versare, fino al raggiungimento dei 48,9 milioni di euro. «Ogni tre mesi, ogni sei mesi, non si sa ancora, è tutto da concordare», fanno sapere gli inquirenti. Il denaro finirà nel Fondo unico della giustizia, dove confluiscono le somme sotto sequestro.

MARCELLO FOAMARCELLO FOA
Un recupero che potrebbe durare anni, sul quale pende il processo d' appello che è in corso a Genova. Se ci sarà un' assoluzione le somme verranno restituite e tutto cadrà.
Se ci sarà una conferma della condanna si proseguirà con le acquisizioni. Non si tratta di una procedura speciale, nessuno sconto alla Lega, sottolineano in Procura. Questo tipo di transazione viene concordata spesso con le società private, per garantire gli stipendi dei dipendenti e altro, nel rispetto dei diritti garantiti dalla Costituzione.
bossi salvini maroniBOSSI SALVINI MARONI

Ora la palla passa alla segreteria politica della Lega.
Dopo l' approccio con i magistrati, gli avvocati sono tornati in via Bellerio per studiare una proposta concreta. E per preparare il ricorso contro l' ordinanza del Riesame. «Lo presenteremo in settimana», ha preannunciato l' avvocato Ponti. L' atto che intendono impugnare è quello dello scorso 5 settembre, quando i giudici hanno deciso di accogliere in pieno il principio dettato in precedenza dalla Cassazione: «Sequestrare (i 49 milioni, ndr) ovunque e presso chiunque siano custoditi».

UMBERTO BOSSI E BELSITOUMBERTO BOSSI E BELSITO
Fin qui, la vicenda sequestri legati ai procedimenti in corso. Ma Genova sta lavorando anche su un altro fronte, legato alle somme incassate «indebitamente». Si tratta dell' indagine per riciclaggio nata da una denuncia di Stefano Aldovisi, uno dei revisori dei conti condannati con Bossi e Belsito, che suggeriva di indagare su certi flussi di denaro che avrebbero svuotato le casse del partito. Presto gli inquirenti andranno in Lussemburgo. Ad attenderli c' è il fondo Pharus Management, nel quale pare siano finite delle somme provenienti dalla Sparkasse di Bolzano, banca che aveva rapporti con la Lega dell' epoca Maroni.

Fonte: qui

domenica 9 settembre 2018

SALVINI: “SOSPETTO CHE QUALCUNO VOGLIA FERMARMI”

CON IL SEQUESTRO DEI SOLDI STANNO CERCANDO PER CASO I PRESUNTI FINANZIAMENTI DI SANTA MADRE RUSSIA? 

2017, SALVINI A MOSCA: PATTO COL PARTITO DI PUTIN E INCONTRO CON IL MINISTRO DEGLI ESTERI LAVROV

Dagonews

Grazie alla sentenza di ieri, da stamattina la guardia di finanza avrà totale e illimitato accesso a tutti i conti correnti della Lega, nazionali e esteri...e chissà che, con la scusa di cercare i pochi spiccioli di Bossi non si voglia invece verificare se per caso sui conti correnti leghisti non ci siano soldi provenienti dalla santa madre Russia?
Cosa che farebbe la felicità di tutto l'establishment italiano ed europeo perché segnerebbe la vera fine di Matteo Salvini e della sua Lega. 
salvini maglietta putinSALVINI MAGLIETTA PUTIN

2. SALVINI, SOSPETTO QUALCUNO VOGLIA FERMARMI
(ANSA) - "C'e' poi l'altra sentenza in cui mi sequestrano soldi che non ci sono per fatti avvenuti molti anni fa... mi viene il sospetto che qualcuno che ha voglia di fermare Salvini, la Lega e la voglia di il cambiamento del popolo italiano. Non ci fermeranno". Lo ha detto Matteo Salvini in diretta su Fb. 

3. LEGA, SALVINI: “PRESTITO DI 9 MILIONI DI PUTIN ALLA LE PEN? LA INVIDIO PROFONDAMENTE
Gisella Ruccia | 24 NOVEMBRE 2014

salvini balla con marine le penSALVINI BALLA CON MARINE LE PEN
“Invidio profondamente Marine Le Pen per aver ricevuto un prestito di 9 milioni di euro da Putin. Purtroppo io di quattrini ne vedo girare pochi. Ma quella che sto facendo io è una battaglia di principio”. Sono le parole del leader della Lega Nord, Matteo Salvini, durante la trasmissione “Mix24”, su Radio24, a proposito del finanziamento di 9 milioni di euro che Marine Le Pen, capo del Front National e alleata della Lega in Europa, ha ricevuto dalla First Czech Russian Bank, un piccolo istituto di credito “amico” di Putin. Il segretario del Carroccio poi rivolge un appello ai radioascoltatori: “Qualsiasi contributo trasparente io lo accetto volentieri, a sostegno delle nostre battaglie politiche”

4. SALVINI, IL COMUNISTA PADANO A MOSCA: PATTO COL PARTITO DI PUTIN E INCONTRO CON LAVROV

SALVINI LAVROVSALVINI LAVROV

Prima la battaglia contro le sanzioni dell’Unione Europea alla Russia, ora un vero e proprio patto politico con il partito di Vladimir PutinMatteo Salvini – da fondatore dei Comunisti Padani – non perde dimestichezza con la linea di Mosca. L’accordo firmato nella capitale russa tra Lega Nord e Russia Unita è definito di “cooperazione e collaborazione” e, anche se in concreto resta da capire di cosa si tratti, prevede – come dice lo stesso Matteo Salvini – unità di intenti sulotta all’immigrazione clandestina e pacificazione della Libia, lotta al terrorismo islamico e fine delle sanzioni contro la Russia, che sono costate all’Italia 5 miliardi di euro e migliaia di posti di lavoro persi”. 

matteo salvini for putinMATTEO SALVINI FOR PUTIN
Salvini ha incontrato non solo il cosiddetto “vicesegretario generale del Consiglio per le Relazioni internazionali” di Russia Unita, Serghiei Zhelezniak. Ma anche il ministro degli Esteri Serghei Lavrov: “Un interessantissimo confronto a due durato 35 minuti” racconta Salvini che dice di aver ringraziato il ministro “dell’intervento russo in Siria contro l’Isis. E lui ha voluto ringraziarmi per la vicinanza e anche per il coraggio che fin da subito la Lega ha dimostrato riguardo la crisi in Crimea”. 
salviniSALVINI









Ma le ambizioni del segretario del Carroccio non si fermano qui: spera infatti di incontrare nei prossimi mesi sia il presidente Usa Donald Trump (magari durante i giorni del G7 di Taormina) sia lo stesso leader del Cremlino Vladimir Putin (“è auspicato e auspicabile prima del voto”). In sostanza una specie di Internazionale sovranista. Un accordo, tra l’altro, che arriva dopo l’intesa già esistente tra la Lega Nord e il partito di Marine Le Pen.

Fonte: qui
SALLUSTI: ''L'ORGANIZZAZIONE SEQUESTRATA, IL CAPO INDAGATO PER SEQUESTRO AGGRAVATO. I CASI SONO DUE. O LA LEGA SI ARRENDE E VIENE DICHIARATA FUORILEGGE, OPPURE VANNO INTERNATI I MAGISTRATI PER ATTENTATO ALLE ISTITUZIONI. LA TERZA VIA...''

SORGI: ''UN PROCESSO CHE POTREBBE CONCLUDERSI CON UNA CONDANNA A 15 O 20 ANNI. MA BASTEREBBE IL RINVIO A GIUDIZIO E SALVINI NON POTREBBE RESTARE IN CARICA ALL'INTERNO''


MENTANA: ''COME PUÒ IL M5S ACCETTARE L'ATTACCO AI MAGISTRATI, LORO CHE FACEVANO LE OVAZIONI AL PM NINO DI MATTEO. SE LE FRASI DI SALVINI LE AVESSE DETTE RENZI O B...''

SALVINI E I PRIMI SCRICCHIOLII NEL GOVERNO
Marcello Sorgi per ''La Stampa''

Chissà come faranno Salvini e La Lega a tirare avanti dopo quello che gli è capitato negli ultimi giorni: il leader e vicepresidente del Consiglio è sotto inchiesta per sequestro di persona e l' avviso di garanzia recapitatogli ieri dal procuratore di Palermo avvia un processo davanti al Tribunale dei ministri che potrebbe concludersi con una condanna a quindici o venti anni: impossibile, se e quando accadrà - ma anche prima, basterebbe il rinvio a giudizio, previsto in novanta giorni - che Salvini possa restare in carica, specie come ministro dell' Interno, cioè guardiano dell' ordine pubblico e del rispetto della legge.
salviniSALVINI

Quanto al partito, è senza un soldo, sotto sequestro della magistratura, per l' oggi e per il domani: vuol dire che se anche la Lega si risolverà a cambiare nome, accettando il suggerimento di uno dei suoi giudici, dal momento che il blocco dei fondi avviene per quella brutta storia di uso improprio di fondi pubblici di cui l' attuale gruppo dirigente del Carroccio non ha alcuna responsabilità, il nuovo partito, chiamiamolo così, ripartirebbe da zero e non sarebbe in condizione di sostenere i costi delle campagne elettorali che lo attendono per le elezioni regionali e europee, a meno che non sia Berlusconi a scucire, come faceva ai tempi di Bossi, senza sapere che fine avrebbero fatto i suoi soldi.

Salvini ha scherzato un po' troppo col fuoco negli ultimi tempi, dopo aver gestito a modo suo, e non certo come avrebbe dovuto fare il responsabile del Viminale, la vicenda della nave "Diciotti". Anche ieri sera, con in mano la comunicazione giudiziaria che per lui è l' inizio dei guai, ha fatto capire che si batterà, in nome del fatto che è eletto dal popolo mentre i magistrati no.

DI MAIO BONAFEDEDI MAIO BONAFEDE
Detto dal leader di un partito manettaro che tutti i giorni promette (anche a ragione) sgomberi, galera e espulsioni e invita la gente a difendersi dalla criminalità, non sta in piedi: significa due pesi e due misure, protezione per il ministro e arresti per gli altri, anche prima di sapere se davvero hanno commesso reati. Per questo, sebbene anche ieri sera Salvini si sia mostrato baldanzoso, parlando delle accuse come "medaglie", dev' essere consapevole di essere messo male. E bastava guardare la faccia disperata del sottosegretario Giorgetti per capire che è così.


CHI VUOLE MORTO SALVINI
Alessandro Sallusti per ''il Giornale''

alfonso bonafede, luigi di maio e giuseppe conteALFONSO BONAFEDE, LUIGI DI MAIO E GIUSEPPE CONTE
L' organizzazione sequestrata, il capo - notizia di ieri - indagato per sequestro di persona aggravato. Non stiamo parlando della Banda Bassotti ma del primo partito italiano, la Lega, e del ministro dell' Interno, al secolo Matteo Salvini. A questo punto i casi sono due. O la Lega si arrende e viene dichiarata fuorilegge, oppure vanno internati i magistrati in quanto colpevoli di attentato alle istituzioni. La terza via, cioè quella di presentarsi al mondo come un Far West o un qualsiasi Paese sudamericano in balìa di pazzi non si addice, fosse solo per forma, a una delle più importanti democrazie occidentali.

Spero nella seconda ipotesi, cioè nella messa al bando di una certa magistratura (come ci spiega nel Giornale di oggi anche Carlo Nordio, uno dei più prestigiosi pm che abbiamo mai avuto), ma onestamente non ci scommetterei. E mi viene un dubbio. Forse non è un caso che la Lega sia rimasta l' ultimo - probabilmente imprevisto - ostacolo sulla piena e assoluta presa del potere da parte dei grillini, costretti oggi a mediare ogni loro assurdo progetto con ciò che resta del centrodestra.

salvini giorgettiSALVINI GIORGETTI
E non è un mistero che l' ala della magistratura più ideologica (e potente) sia molto vicina ai Cinquestelle, a partire dal famigerato e giustizialista Piercamillo Davigo e dall' eroe antimafia Nino Di Matteo. Fino a che la Lega era un socio di minoranza si poteva fare buon viso a cattiva sorte. Ma ora che tutti i sondaggi danno per certo il sorpasso del partito di Salvini su quello di Di Maio, la faccenda si complica e il progetto Cinquestelle si indebolisce assai.

Che fare, quindi, per ripristinare l' idea originale di un Paese teleguidato dalla piattaforma Rousseau, cioè dalla Casaleggio & Associati casa madre del partito di Grillo? Detto più chiaramente: come togliersi dai piedi Salvini e soci? La strada maestra, percorsa con successo, è quella del trattamento Berlusconi. Salvini può resistere al sequestro economico della Lega, pure al ridicolo avviso di garanzia per sequestro di persona. Ma alla prossima dovrà arrendersi.
NINO DI MATTEO CON DI BATTISTANINO DI MATTEO CON DI BATTISTA

La magistratura ha sempre dei mandanti perché da sola non osa muoversi, essendo pure vigliacca. E il mandante di questo attacco a Salvini ha un nome, che non possiamo scrivere per evitare querele milionarie. È un' organizzazione che inizia per C e finisce per E.
Caro Salvini, da buon lombardo ricordati un saggio proverbio: dagli amici mi guardi Iddio che dai nemici mi guardo io.


''CHE FARANNO I GRILLINI CHE APPLAUDIVANO IL PM PALERMITANO DI MATTEO DAVANTI ALL'INDAGINE DELLA PROCURA DI PALERMO SU SALVINI?''
Enrico Mentana su Facebook

NINO DI MATTEONINO DI MATTEO
"Io sono stato eletto da voi, siete miei elettori, miei sostenitori, miei complici. Loro invece, i magistrati, non sono stati eletti da nessuno e non rispondono a nessuno". La risposta via Facebook del ministro alla notifica dell'avviso di garanzia (sequestro di persona aggravato per i migranti della Diciotti) farà il pieno di consensi tra i suoi, e certo anche tra gli ex alleati di Forza Italia.

 Ma come reagiranno gli alleati del Movimento cinque stelle? Se una frase così, davanti a un'indagine simile, l'avesse pronunciata un ministro di qualche governo passato ci sarebbe stata una sventagliata di attacchi scarnificanti. Ora Di Maio e i suoi sono a un bivio. O seguono l'alleato e abbandonano la linea che ancora tre mesi fa li portava a scatenare un'ovazione per il pm palermitano Di Matteo.

Oppure mettono in discussione l'intesa di governo con la Lega sovranista. A meno che non scelgano la formula pilatesca già abbozzata su attriti minori: la questione dei pm non è nel contratto.. Fonte: qui
ENRICO MENTANAENRICO MENTANA
"INTERROGATEMI. VENGO A PALERMO A PIEDI DOMANI...", SUL CASO DICIOTTI SALVINI INDAGATO PER "SEQUESTRO DI PERSONA AGGRAVATO" 

NOTIFICATO L’ATTO AL VIMINALE, IL LEADER LEGHISTA LO APRE IN DIRETTA FACEBOOK: " LA NOTIZIA PRINCIPALE È CHE ORGANI DELLO STATO "NON ELETTI" INDAGANO UN ALTRO ORGANO DELLO STATO "ELETTO DAL POPOLO" 

Salvo Palazzolo per repubblica.it
salviniSALVINI

La procura di Palermo ha inviato gli atti dell'inchiesta su Matteo Salvini, per il blocco dei migranti a bordo della nave Diciotti, al tribunale dei ministri. Il reato ipotizzato è quello di sequestro di persona aggravato, "commesso nel territorio siciliano fino al 25 agosto 2018 - informa una nota del procuratore di Palermo Francesco Lo Voi - in pregiudizio di numerosi soggetti stranieri".

Dell'avvio della procedura è stata data comunicazione al ministro Salvini, i carabinieri hanno consegnato una busta al Viminale. "Notifica degli avvisi è stata fatta anche ai soggetti da ritenersi persone offese del reato ipotizzato - spiega ancora la nota del procuratore - come previsto dalle disposizioni della legge costituzionale numero 1 del 1989 e della legge numero 219 del 1989".

La notizia, trapelata qualche minuto prima, la dà Salvini alle 18 in diretta Facebook leggendo l'atto agli italiani che sono collegati in 25mila, informa. La notizia principale per il premier è che organi dello Stato "non eletti" indagano un altro organo dello Stato "eletto dal popolo".
salviniSALVINI

Su questa falsariga continua chiamando i suoi elettori "corresponsabili" delle sue azioni. Non si dice né preoccupato, né terrorizzato. E aggiunge di non avere tempo da perdere con gli avvocati. Cita i suoi soliti "nemici" che si fregheranno le mani, tra cui Saviano.


diciottiDICIOTTI


Il procuratore Lo Voi specifica che "ai sensi delle disposizioni di legge, la competenza a svolgere le indagini appartiene al Tribunale dei ministri; nessun atto di indagine è stato quindici compiuto dalla procura, che ha pertanto proceduto esclusivamente sulla base degli atti ricevuti e degli elementi, in fatto e in diritto, allo stato dagli stessi ricavabili".

Dunque, dei quattro reati contestati dalla procura di Agrigento al responsabile del Viminale e al suo capo di gabinetto Matteo Piantedosi resta il sequestro di persona, cadono il sequestro di persona a scopo di coazione (l'ipotesi più grave), l'abuso d'ufficio e l'omissione di atti d'ufficio. 

Fonte: qui