9 dicembre forconi: Più Voci
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martedì 11 dicembre 2018

CENTEMERO – LE DUE INCHIESTE SUI 49 MILIONI DELLA LEGA PORTANO ALLO STESSO INDIRIZZO DI BERGAMO, DOVE HA SEDE LO STUDIO DEI COMMERCIALISTI “SOCI” DEL TESORIERE DELLA LEGA


L’IPOTESI DELLA PROCURA È CHE I SOLDI SIANO STATI TRASFERITI SU ALCUNE FIDUCIARIE PER PRESERVARLO, E CHE DIETRO ALL’OPERAZIONE CI SIANO PROPRIO GLI “AMICI FRATERNI” DI CENTEMERO
Maddalena Berbenni per il “Corriere della Sera”

salvini centemeroSALVINI CENTEMERO
Due inchieste, con i conti della Lega nel mirino, portano allo stesso indirizzo. Via Angelo Maj 24, a Bergamo. È dove ha sede lo studio dei commercialisti Andrea Manzoni e Alberto Di Rubba, con il deputato Giulio Centemero «tesorieri» del partito. La Finanza lo ha perquisito ieri mattina, più o meno nelle stesse ore in cui il ministro Matteo Salvini rispondeva ai giornalisti: «Non c' è nulla da trovare né da cercare. Spero facciano in fretta».

UMBERTO BOSSI E BELSITOUMBERTO BOSSI E BELSITO
Da un lato c' è il fronte sul presunto riciclaggio di parte dei 49 milioni frutto della truffa ai danni dello Stato su rimborsi elettorali non dovuti. Soldi spariti e sequestrati per equivalente, con il Carroccio dai conti in rosso che dovrà restituirli a rate in 76 anni. Ma spariti dove? E come? Il procuratore aggiunto di Genova Francesco Pinto e il sostituto Paola Calleri sembrano concentrati su un' ipotesi in particolare.

E cioè che il denaro sia stato trasferito su alcune fiduciarie con l' obiettivo di preservarlo e che dietro all' operazione ci siano i due commercialisti «amici fraterni» di Centemero (così li definisce lui) e con incarichi alla Camera e al Senato. La Guardia di Finanza di Genova ha perquisito il loro studio in via Maj e quello a Clusone così come tutti i domicili legati alle società finite sotto la lente.
bossi salvini maroniBOSSI SALVINI MARONI

Su alcune di queste, di recente, gli inquirenti hanno ottenuto la documentazione chiesta in rogatoria al Lussemburgo. Dagli atti emergerebbe un coinvolgimento della Arc Asset management, riconducibile all' Arc group del manager bergamasco Angelo Lazzari, in un passaggio di denaro sospetto: 3 milioni trasferiti a gennaio, due mesi dopo la confisca dei soldi confermata dal tribunale del Riesame e a 60 giorni dalle elezioni del 4 marzo, dalla Pharus Lux Sa, fiduciaria bancaria del Lussemburgo, alla Sparkasse di Bolzano.

GIULIO CENTEMEROGIULIO CENTEMERO



Un' operazione che ha destato l' attenzione degli inquirenti perché del gruppo Arc fa parte anche la Arc Advisor Company, che attraverso la Prima Fiduciaria e altre due società sempre legate a Lazzari porta alla Seven Srl, altra fiduciaria che detiene il 100% di sette società tutte con sede in via Maj 24.

Un castello che scherma i veri titolari di una parte dei capitali nello studio dei commercialisti della Lega e con al centro il manager dei 3 milioni segnalati (dalla stessa Pharus) come sospetti: chiaro che i pm vogliano approfondire. Se il gruppo Arc si fa sentire per assicurare «la totale estraneità» di Lazzari, Di Rubba sceglie di non commentare.

salvini al congresso della legaSALVINI AL CONGRESSO DELLA LEGA
Ha squillato a vuoto, invece, il telefono di Centemero. È il suo nome che la Procura di Roma ha iscritto nel registro degli indagati, l' estate scorsa, per finanziamento illecito ai partiti. È l' altro fronte che conduce in via Maj con le carte passate in questi giorni alla Procura di Bergamo, che a sua volta ha aperto un fascicolo per la stessa ipotesi di reato, ma allo stato a carico di ignoti.

Al centro ci sono i 250 mila euro erogati dal costruttore Luca Parnasi all' associazione «Più voci», che ha sede nello studio dei due commercialisti, fondatori insieme al deputato lecchese. Lui ne è il presidente. La vicenda era emersa dopo l' arresto di Parnasi per il presunto giro di mazzette attorno al progetto del nuovo stadio nella capitale. Allora Centemero aveva assicurato che l' operazione era stata fatta in trasparenza.

Fonte: qui

sabato 22 settembre 2018

PARNASI - DOPO BONIFAZI, INDAGATO ANCHE IL TESORIERE DELLA LEGA, GIULIO CENTEMERO


AL CENTRO DEGLI ACCERTAMENTI I 250 MILA EURO RICEVUTI ALLA VIGILIA DELLE ULTIME ELEZIONI POLITICHE DALLA ONLUS “PIÙ VOCI” LEGATA AL CARROCCIO 

LE VERIFICHE DEI CARABINIERI SONO CONCENTRATE SULLE MODALITÀ DI ISCRIZIONE NEI BILANCI DELLE SOCIETÀ DI PARNASI DELLE USCITE A FAVORE DEI PARTITI

Valentina Errante per “il Messaggero”

GIULIO CENTEMEROGIULIO CENTEMERO
Finanziamento illecito dei partiti. Insieme al tesoriere del Pd Francesco Bonifazi, per i 150 mila euro versati dall' imprenditore Luca Parnasi alla Fondazione Eyu, anche il nome di Giulio Centemero, tesoriere della Lega, finisce sul registro degli indagati della procura di Roma. Al centro degli accertamenti il denaro ricevuto, 250 mila euro, alla vigilia delle ultime politiche dalla onlus Più voci.

bonifaziBONIFAZI
Agli atti le intercettazioni dell' imprenditore, arrestato lo scorso giugno per associazione a delinquere finalizzata al traffico di influenze e alla corruzione nell' inchiesta sullo stadio di Tor di Valle, e le ultime dichiarazioni, rese dallo stesso Parnasi davanti alla pm Barbara Zuin. Nel corso dell' interrogatorio il costruttore ha ammesso di avere trattato direttamente con Centemero sulle cifre e di avere poi delegato la questione ai suoi collaboratori.

IL SOSPETTO
Le verifiche dei carabinieri del nucleo investigativo di Roma si sono concentrate sulle modalità di iscrizione nei bilanci delle società di Parnasi delle uscite a favore dei partiti, non registrate come finanziamenti. Il 14 febbraio scorso, a meno di un mese dalle elezioni, i militari avevano intercettato un dialogo tra Parnasi e il suo collaboratore Luca Talone.
luca parnasiLUCA PARNASI

Riassumono in un' informativa: «Parnasi incarica Talone di eseguire delle operazioni sui conti societari citando alcuni partiti politici quali destinatari di tali movimenti bancari». Il riferimento è a 100 mila euro, «dicendo che sono emesse da Immobiliare Pentepigna srl», società del suo gruppo.

Parnasi dice al collaboratore: «Lega c'abbiamo cento e cento». Ed è un suo fedelissimo, intercettato, che si impegna a parlare direttamente con il commercialista della Lega, Andrea Manzoni: «Possiamo fare una cosa retroattiva, dire che abbiamo fatto dei passaggi sulla radio. Andrea vedilo anche oggi, non prendere tempo, portati i pezzi di carta vecchi».
matteo renzi francesco bonifaziMATTEO RENZI FRANCESCO BONIFAZI

Parnasi propone la giustificazione contabile: «Dapprima si chiede se sia il caso di chiamare Centemero», annotano i militati, «poi suggerisce di parlare con Manzoni dal telefono fisso». È invece il commercialista della Lega a chiedere chiarimenti: «Ma sul discorso di prima, voi avete messo i riferimenti sul bilancio?».

IL SISTEMA
L'accelerazione nell' attività istruttoria è arrivata dopo la decisione dei pm di non procedere con la richiesta di giudizio immediato per approfondire quello che è stato ribattezzato come il sistema Parnasi, cioè i soldi destinati a politici e strutture vicine ai partiti. Per l'associazione «Più Voci» l' imprenditore nel 2015 ha garantito un finanziamento di 100 mila euro, ai quali se ne sono aggiunti altri 150 mila alla vigilia delle ultime politiche.

giulio centemeroGIULIO CENTEMERO
Alcuni atti di questo filone sono stati inviati dai pm di Piazzale Clodio ai colleghi della Procura di Genova che indagano sui fondi della Lega. Un' iniziativa che però non ha «svuotato» l' attività di indagine dei pm romani che sono andati avanti.
Adesso l' inchiesta dovrebbe essere chiusa in tempi brevi con le nuove contestazioni.

Fonte: qui

venerdì 14 settembre 2018

I PM VANNO IN LUSSEMBURGO A CACCIA DEI SOLDI DELLA LEGA. È IL REVISORE DEI CONTI (CONDANNATO) A INDIRIZZARLI: ''C'ERANO 40 MILIONI'', POI SONO DIVENTATI 3

INDAGINI ANCHE SULL'ASSOCIAZIONE «PIÙ VOCI», FONDATA DAL TESORIERE DEL CARROCCIO GIULIO CENTEMERO. 

È A QUELLA CHE PARNASI FECE IL SUO VERSAMENTO DA 250MILA EURO, IN TEORIA COME INSERZIONI PUBBLICITARIE, IN PRATICA COME FINANZIAMENTO AL PARTITO

L'IPOTESI DEI PM? ''PIU' VOCI'' POTREBBE ESSERE STATO IL VEICOLO CON IL QUALE…

Andrea Pasqualetto e Fiorenza Sarzanini per il ''Corriere della Sera''

Da una parte la trattativa per rateizzare i 49 milioni di euro e consentire alla Lega di sopravvivere. Dall' altra, proprio nei giorni in cui i vertici del Carroccio stanno decidendo il da farsi, un viaggio in Lussemburgo dei due magistrati genovesi che si stanno occupando di quei denari: il procuratore aggiunto Francesco Pinto e la pm Paola Calleri, che avevano avviato una rogatoria con le autorità lussemburghesi.
UMBERTO BOSSI E BELSITOUMBERTO BOSSI E BELSITO

Due giorni a consultare carte e documenti e interrogare chi è a conoscenza di alcune operazioni finanziarie partite dall' Italia e riferibili al partito oggi guidato da Matteo Salvini. Il sospetto degli inquirenti è che una parte dei soldi della Lega, oggi potenzialmente sequestrabili, siano finiti in un fondo lussemburghese, il Pharus Management, che ha sede nel piccolo Stato europeo.

La trattativa e l' indagine sono due facce della stessa medaglia. La prima prende le mosse da una sentenza di primo grado del tribunale di Genova che ha condannato il 24 luglio dello scorso anno Umberto Bossi e l' ex tesoriere Francesco Belsito (oltre a tre revisori dei conti) alla reclusione (due anni e 6 mesi il primo e 4 anni e 10 mesi il secondo) per truffa e appropriazione indebita. Sentenza che prevedeva anche il risarcimento a Camera e Senato dei 48,9 milioni di rimborsi elettorali considerati illecitamente incassati dalla Lega fra il 2008 e il 2010. Su questa somma è scattato il sequestro diventato esecutivo il 6 settembre scorso dopo il via libera del tribunale del Riesame.

BOSSI E BELSITO a f d e cf d a aBOSSI E BELSITO A F D E CF D A A
L' indagine, con l' accusa di riciclaggio, è invece scaturita dalla denuncia di uno dei tre revisori dei conti condannati con Bossi e Belsito, Stefano Aldovisi, il quale invitava i magistrati a indagare su certi flussi di denaro che a suo dire avrebbero svuotato le casse del partito. È qui che spunta il Lussemburgo. Il 28 dicembre 2017 Aldovisi presentò un esposto nel quale precisava che a fine 2012 sui conti del partito c' erano 40 milioni di euro.

Com' è possibile che nel settembre 2017 la Finanza abbia trovato solo 3 milioni, dei 49 da sequestrare? Il revisore suggeriva di guardare all' estero. L' attenzione si è così concentrata su un trasferimento di denaro dalla Sparkasse di Bolzano, una delle banche con cui aveva rapporti la Lega di Maroni, al fondo fiduciario lussemburghese.

parnasi e salvini allo stadioPARNASI E SALVINI ALLO STADIO
L' interesse per il Lussemburgo nasce dunque da questa operazione. Ma l' attenzione degli inquirenti si sta concentrando anche su un altro fronte, quello dell' associazione «Più Voci», un' organizzazione fondata dal tesoriere del Carroccio Giulio Centemero.

PARNASIPARNASI





L' associazione era emersa nell' inchiesta dei magistrati romani che ha fatto finire in carcere il costruttore Luca Parnasi. Esaminando i conti delle sue società era infatti emerso un versamento da 250 mila euro alla Lega effettuato nel 2015 proprio attraverso «Più Voci» ufficialmente come inserzioni pubblicitarie, in realtà come finanziamento.

I pubblici ministeri liguri hanno chiesto ai colleghi della capitale coordinati dall' aggiunto Paolo Ielo la copia dell' ordinanza di custodia cautelare e delle informative dei carabinieri che riguardano l' attività dell' associazione.

L' obiettivo è evidente: verificare se «Più Voci» sia stata utilizzata anche per coprire operazioni relative al trasferimento dei 49 milioni provenienti dai rimborsi elettorali.

Fonte: qui
parnasi e salvini allo stadioPARNASI E SALVINI ALLO STADIO