9 dicembre forconi: finanziamenti
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mercoledì 27 novembre 2019

Grazie a Trump, i mullah stanno fallendo

I critici della politica iraniana del presidente Trump sono stati smentiti : le sanzioni statunitensi stanno  imponendo  una pressione significativa sui mullah al potere in Iran e sulla capacità di finanziare i loro gruppi terroristici.
Prima che il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti livellasse le sanzioni secondarie contro i settori del petrolio e del gas dell'Iran, Teheran  esportava  oltre due milioni di barili al giorno di petrolio. Attualmente, l'esportazione di petrolio di Teheran è  scesa  a meno di 200.000 barili al giorno, il che rappresenta un calo di circa il 90% delle esportazioni di petrolio dell'Iran.
L'Iran ha le seconde maggiori riserve di gas naturale e le quarte riserve di greggio comprovate al mondo e la vendita di queste risorse  rappresenta  oltre l'80 percento delle sue entrate all'esportazione. La Repubblica islamica quindi, storicamente, dipende fortemente dalle entrate petrolifere per finanziare il suo avventurismo militare nella regione e sponsorizzare milizie e gruppi terroristici. Il bilancio presentato dall'Iran   nel 2019 era di circa $ 41 miliardi, mentre il regime si aspettava di generarne circa $ 21 miliardi dalle entrate petrolifere. Ciò significa che circa la metà delle entrate del governo iraniano  proviene  dall'esportazione di petrolio verso altre nazioni.
Anche se il leader supremo dell'Iran, l'ayatollah Ali Khamenei, si  vanta  dell'economia autosufficiente del paese, molti leader iraniani hanno recentemente  ammesso  la terribile situazione economica che il governo sta affrontando. Parlando nella città di Kerman il 12 novembre, il presidente iraniano Hassan Rouhani ha  riconosciuto  per la prima volta che "l'Iran sta vivendo uno degli anni più difficili dalla rivoluzione islamica del 1979" e che "la situazione del paese non è normale".
Rouhani si è anche  lamentato :
"Anche se abbiamo altri redditi, le uniche entrate che possono far andare avanti il ​​paese sono i soldi del petrolio. Non abbiamo mai avuto così tanti problemi nella vendita del petrolio. Non abbiamo mai avuto così tanti problemi nel mantenere la nostra flotta di petroliere a vela ... Come possiamo gestire gli affari del paese quando abbiamo problemi con la vendita del nostro petrolio? "
Grazie alla politica statunitense di "massima pressione", anche l'economia complessiva della Repubblica islamica ha subito un duro colpo. Ultimamente, il Fondo monetario internazionale (FMI) ha nuovamente  adeguato le  sue previsioni per l'economia iraniana e ha sottolineato che l'economia iraniana dovrebbe ridursi del 9,5% anziché del 6% entro la fine del 2019.
Uno dei motivi alla base del cupo quadro del FMI sull'economia iraniana è legato alla decisione dell'amministrazione Trump di non estendere la sua rinuncia agli otto maggiori acquirenti di petrolio dell'Iran; Cina, India, Grecia, Italia, Taiwan, Giappone, Turchia e Corea del Sud. Invece di mostrare una crescita economica nel 2019, l'economia iraniana sarebbe pari al 90% delle sue dimensioni entro la fine del 2019 rispetto a due anni fa,  sulla  base di un recente rapporto della Banca mondiale.
Anche la valuta nazionale dell'Iran, il rial, continua a perdere valore: è  scesa  ai minimi storici. Un dollaro USA, che equivaleva a circa 35.000 rial a novembre 2017, ora ti compra quasi 110.000 rial.
Inoltre, la Repubblica islamica sembra essere in difficoltà per compensare la perdita di entrate che sta attraversando. Alcuni giorni fa, ad esempio, i leader iraniani hanno  triplicato  il prezzo della benzina. Sembra un segno di disperazione generare entrate per finanziare il loro avventurismo militare nella regione e sostenere i loro delegati e gruppi terroristici.
Questo aumento indusse immediatamente le persone a ribellarsi al governo. Negli ultimi giorni, diverse città iraniane sono  diventate  teatro di proteste e manifestazioni diffuse. Le proteste scoppiarono dapprima   ad Ahvaz e poi si diffusero in molte altre città della provincia del Khuzestan e nella capitale Teheran, e Kermanshah, Isfahan, Tabriz, Karadj, Shiraz, Yazd, Boushehr, Sari, Khorramshahr, Andimeshk, Dezful, Behbahan e Mahshahr.
Le ridotte risorse di Teheran hanno anche indotto i leader iraniani a  tagliare  fondi al gruppo terroristico palestinese Hamas e al gruppo militante libanese Hezbollah. Hamas è stato costretto a  introdurre  "piani di austerità" mentre Hassan Nasrallah, il leader della delegazione iraniana, Hezbollah, ha anche  invitato  il braccio di raccolta fondi del suo gruppo "a fornire l'opportunità alla jihad con denaro e anche a contribuire a questa battaglia in corso".
Con probabile sgomento dei critici di Washington, la politica iraniana del presidente Trump si è diretta nella giusta direzione. Aumentando le sanzioni economiche, i mullah al potere e i loro delegati stanno fallendo. Altre nazioni ora devono unirsi agli Stati Uniti adottando anche una politica di "massima pressione" - anche se preferiscono continuare a fare affari con l'Iran e minare l'amministrazione del presidente Trump - per loro, un "twofer". Se l'Iran riuscirà a sviluppare la sua capacità di espulsione di armi nucleari, alla fine verrà utilizzato per ricattarli con precisione.
Autore di Majid Rafizadeh tramite The Gatestone Institute

sabato 28 settembre 2019

Bruxelles dà 1,8 miliardi a Soros (finanziando le sue ONG)

Con  426  voti a favore contro 152 contrari, il parlamento UE ha  creato un nuovo programma  europeo, dal titolo “Diritti e valori”,  il cui scopo è  “la protezione dei diritti democratici”.  Il programma sarà finanziato con 1,8 miliardi di euro, ciò che triplica lo stanziamento di 642 milioni inizialmente previsto dalla Commissione.  Ciò è avvenuto durante la sessione plenaria a Strasburgo nel 17 gennaio,  ma lo si sa solo adesso  – da un giornale ungherese, che era andato a spulciare le carte dei processi verbali. Nessun altro media ha ripreso la notizia. Del resto il mega-stanziamento comincerà dal 2020.
Si tratta di una grande vittoria di Georges Soros, della sua opera di lobby, diretta e indiretta attraverso i suoi lobbisti, e dei suoi “alleati fidati” nel Parlamento: è  praticamente  il  programma della sua Opens Society, che adesso viene finanziato e  coperto dai contribuenti UE.   I fondi andranno di fatto alle ONG che promuovono “la democrazia” all’europea, e i “valori” come l’immigrazione e il meticciato (esaltato da Bergoglio come valore).
Dalle carte spulciate, risulta che  Soros, oltre a mantenere lobbysti permanenti presso la UE, si è recato oltre venti volte di persona a colloquio  con  i capi della Commissione, da quando presidente di detta Commissione è stato scelto (dalla Merkel)  Juncker.
Lui, il miliardario, ha incontrato regolarmente Juncker e Frans Timmermans , il vice-presidente della Kommissija, dando loro consigli sulla direzione della UE, in tema di migrazioni e dell’atteggiamento da tenere verso l’Ungheria. Ovviamente mai Orban, né alcun altro governante, ha mai avuto un simile accesso aperto con i principali commissari.

Il giornale magiaro ha scoperto che altri 12  lobbisti  accreditati, riconducibili  a Soros, hanno incontrato 52 volte l’anno (a partire dal 2014) rappresentanti della Commissione europea, quindi quasi una volta la  settimana.
Il giornale  Magyar Idöka  ha trovato una lista delle riunioni tenuta, oltre che coi commissari, anche coi direttori generali. Per il personale di rango inferiore, la Commissione non è tenuta a rendere pubblici gli incontri che hanno con lobbisti.
All’inizio dell’ondata migratoria” innescata da Angela Merkel, i lobbisti di Soros “hanno innestato il turbo, e decine di loro  andavano all’europarlamento praticamente ogni giorno. Nel 2017, il team dei lobbisti è stato rimpolpato di altri due elementi, per il superlavoro. Hanno incontrato  i dirigenti della Commissione cinquanta volte. Le spese di lobby dichiarate (come d’obbligo) sono state quell’anno 2.499.999 : un ottimo investimento   –  a  cui del resto il grande speculatore ci ha abituato  – se ha reso 1,8 miliardi di fondi pubbliche per le sue ONG pseudo-umanitarie.
Del resto la decisione dell’europarlamento non è strana, se si ricorda (come ha scoperto e denunciato Nigel Farage nell’agosto 2018)  che è trapelata una base di dati interna alla Fondazione Open Society,  una lista di eurodeputati definiti “alleati affidabili” per i fini di Soros:  226 su  751
(qui potete rivedere la lista:
Così diventa più piegabile la solerzia on cui  la Commissione  aprì, nel luglio 2017, la procedura d’infrazione contro l’Ungheria perché aveva  emanato una legge che richiedeva obblighi aggiuntivi e stringenti a ONG “beneficianti di capitali stranieri” –  norma che prendeva di mira le organizzazioni di Soros per la “società aperta”.  “Siamo arrivati alla conclusione che questa legge non è conforme al diritto della UE”, perché  attentatrice  della libertà di associazione, della libera circolazione dei capitali e della protezione della vita privata”, spiegò  il vice-presidente della Commissione, che risponde al nome di Frans Timmermans, l’amicone la cui porta era, per il miliardario, sempre aperta. Ora che tra i commissari c’è Gentiloni, siamo sicuri che la porta sarà spalancata.
Il largo soddisfatto sorriso.
La forma di governo che la UE ha creato, e  che chiama “democrazia”, è dunque  l’oligarchia  dettata da Soros: dove lui  ha più voce in capitolo di ogni  governante  di paese membro “inferiore”, e che  viene gestita secondo  “i valori e  gli ideali” della “società aperta”  tipici di Soros, che come sappiamo si picca di filosofo. Come vediamo,  solo i governi che aderiscono ai valori della “Open Society”,  a cominciare da  immigrazione e meticciato, sono trattati come aventi piena legittimità; gli altri sono mal sopportati e sabotati, trattati con misure più severe e opprimenti rispetto ai “buoni” che aderiscono ai “valori e ideali”, e anche derisi.
Frans Timmermans non ha esitato  di  bollare  da “idioti”   i ministri britannici  che trattavano il Brexit.. Oggi Verhofstad ha rincarato: “Non  voglio sentire mai più Boris Johnson o qualsiasi altro Brexiteer dire di nuovo che l’Unione europea non è democratica”, ha twittato.
Al che Evans Pritchard del Telegraph ha risposto elencando, “senza pretesa di  essere completo”,  gli esempi di democrazia UE nell’ultimo decennio. “Il rovesciamento di leader eletti e l’installazione di juntas  in Grecia (2010) e in Italia (2011, il golpe Monti), il cesarismo monetario della Banca centrale europea (Italia e Spagna 2011, Grecia 2015 ), …  in Francia  i i gilet jaunes si sono scontrati violentemente con la polizia ogni sabato per 45 settimane consecutive, e  Emmanuel Macron ha dovuto arruolare l’esercito con l’autorizzazione a sparare  per contenere le rivolte. Lo scorso fine settimana sono stati arrestati altri 137 manifestanti. Una forza di sicurezza di 7.500 e le brigate di repressione non sono riuscite a impedire ai gilet jaunes e agli infiltrati  black bloc  di distruggere Parigi di nuovo.
“Due anni fa in Spagna la Guardia Civil fu mobilitata per cercare di prevenire il referendum catalano e schiacciare la secessione. Degli elettori  bastonati  picchiati mentre cercavano di entrare nelle cabine elettorali. La Generalitat catalana fu arrestata in massa (alcuni fuggirono in esilio).  I leader chiave di questo movimento non violento sono in prigione da allora, tra cui il vicepresidente catalano Oriol Junqueras e l’attivista della società civile Jordi Cuixart.  Stanno aspettando il processo e rischiano 14 anni di carcere. Un rapporto degli Stati Uniti quest’anno ha definito la loro detenzione “arbitraria” e ne ha chiesto il rilascio. C’è stato un sussurro di protesta da parte dell’UE?”.
No, perché l’Europa è la pace. L’Europa è la sola  democrazia, e  le altre idee di democrazia sono proibite. L’Europa è  la società aperta secondo Soros.  Dove l’intellettuale Alain Soral  viene sbattuto in galera per due anni per delitto d’opinione,
e in Italia  la dottoressa De Mari è  condannata per “razzismo” e secondo la legge Mancino per aver espresso critiche al movimento LGBT:  “La libertà di espressione ha i suoi limiti quando, ad esempio, inneggia al nazismo”,  obietta  il gruppo gay che ha raccolto le firme per  far radiare dall’Ordine dei Medici la dottoressa De Mari.  Il loro gioco è evidente:  noi sodomiti siamo le nuove Vittime dell’Olocausto, chiunque ci critica  infrange i divieti legali adottati per la santificazione del Nuovo Agnello, la Vittima Innocente, del popolo ebraico. Come in Europa si va in galera se si mette in dubbio il numero sacro dei Sei Milioni,  o “si inneggia al nazismo” , si vuole poter mettere in carcere come razzista chi prova a sostenere che  l’omosessualità  è un disturbo, da cui si può guarire.  Sostenuti in questa repressione  odiosa delle idee dalla magistratura, e dai media.
Così stiamo piombando nelll’oscurità della liberà  per alcuni – che possono esprimere odio ed  incitare alla  strage
“Eliminate fisicamente i sovranisti”…Lui non è stato bloccato da Facebook, Fusaro, Borgognone, sì. E’ la Società Aperta ….
E  alla galera per chi ricorda che la sodomia è un disordine e un peccato.  Dove diventa sempre meno tollerato  chi non crede a Greta e  non condivide l’allarme climatico, che ha raggiunto parossismi deliranti:
(Grazie Messora!) ….

domenica 3 marzo 2019

''L'ESPRESSO'' TORNA SUI SOLDI RUSSI ALLA LEGA: DOMANI IL PATTO NELL'HOTEL DI MOSCA SIGLATO LO SCORSO AUTUNNO DA GIANLUCA SAVOINI, CHE INCONTRA TRE UOMINI DI UNA SOCIETÀ. ''NON ABBIAMO PARLATO DI SOLDI GIÀ INCASSATI, COME HA FATTO INTENDERE SALVINI NELLE SUE DICHIARAZIONI DEI GIORNI SCORSI. NON LO ABBIAMO FATTO PERCHÉ NON SAPPIAMO COME SIA ANDATA A FINIRE LA TRATTATIVA''

Estratto di Giovanni Tizian Stefano Vergine per ''l'Espresso'' in edicola domani

Lo racconta l' Espresso in edicola domani. L' incontro è avvenuto nella hall del Metropol. L' idea di usare come copertura una compravendita di petrolio La trattativa per finanziare la Lega con soldi russi è iniziata perlomeno l' estate scorsa. Già allora l' obiettivo era nascondere il sostegno economico dietro una compravendita petrolifera. Lo dimostra un documento del 24 luglio. Un' offerta inviata da Gianluca Savoini, l' uomo di Matteo Salvini a Mosca, e ricevuta da una società russa che condivide gli uffici con due aziende intestate all' oligarca Konstantin Malofeev.
vladimir putin con matteo salviniVLADIMIR PUTIN CON MATTEO SALVINI

È uno dei nuovi particolari che leggerete nel numero dell' Espresso in edicola da domani.
La trattativa è proseguita il 18 ottobre, con l' incontro all' Hotel Metropol, a pochi passi dal teatro Bolshoi e dalla piazza Rossa. Quel giorno Savoini è seduto nella hall dell' albergo con tre russi e due italiani. Dopo un' introduzione politica, Savoini lascia la parola ai « nostri partner tecnici» per discutere i termini dell' affare. A vendere il gasolio sarebbe Rosneft, dicono i russi.

A comprare sarebbe Eni, assicurano gli italiani. Si parla di 3 milioni di tonnellate di diesel.
L' avvocato italiano dice che non c' è problema: assicura che Eni ha le capacità per comprarne anche di più all' occorrenza.
Il diesel verrà venduto dalla major russa con uno sconto minimo del 4 per cento sul prezzo Platts, il principale riferimento del settore.

vladimir putin e gianluca savoiniVLADIMIR PUTIN E GIANLUCA SAVOINI
Quel 4 per cento di sconto sarebbe il finanziamento per la Lega. A dirlo non siamo noi, ma i protagonisti della vicenda, gli italiani e i russi seduti nella hall del Metropol. Questo è ciò di cui abbiamo prova. Non abbiamo parlato di soldi già incassati, come ha fatto intendere Salvini nelle sue dichiarazioni dei giorni scorsi. Non lo abbiamo fatto perché non sappiamo come sia andata a finire la trattativa. Ma sappiamo che una trattativa c' è stata. E questo è già rilevante politicamente.

Dopo l' uscita del nostro articolo, la settimana scorsa, abbiamo ricevuto richieste di rettifica da parte di Eni e Rosneft. Entrambe hanno negato di aver partecipato a una trattativa e di aver finanziato partiti politici. A fare il nome della compagnia di Stato italiana e di quella russa, però, sono stati i presenti al meeting del 18 ottobre. Le due società petrolifere dovrebbero dunque rivolgersi agli attori della trattativa. A Savoini, ad esempio.
salvini maglietta putinSALVINI MAGLIETTA PUTIN

Nei giorni scorsi il consigliere di Salvini piuttosto che rispondere all' Espresso, ha preferito affidare la sua risposta a Sputnik, giornale controllato dal Cremlino: «Non ho nulla da dire riguardo alle accuse e alla ricostruzione inventata degli eventi, di cui mi sento libero di parlare con i miei avvocati. Posso solo dire che non ho partecipato a nessuna trattativa e non ho mai ricevuto un singolo rublo né da Mosca né da nessun altro».
Eppure quel giorno Savoini era all' Hotel Metropol: lo dimostrano le foto che pubblichiamo su L' Espresso.

salvini a mosca con gianluca savoini e claudio d'amicoSALVINI A MOSCA CON GIANLUCA SAVOINI E CLAUDIO D'AMICO
Chi erano le altre persone con cui si è seduto al tavolo pochi istanti dopo quegli scatti? E perché stavano parlando di un piano per finanziare la Lega?

2 Marzo 2019

Fonte: qui

lunedì 22 ottobre 2018

LUCA PARNASI TORNA IN LIBERTA DOPO 4 MESI MA HA L'OBBLIGO DI FIRMA E DI DIMORA ALL'INTERNO DELLA CAPITALE


I FACCIA A FACCIA DEL COSTRUTTORE CON I PM SONO STATI QUATTRO: HA PARLATO DEI FINANZIAMENTI ALLE FONDAZIONI E ONLUS VICINE AI PARTITI (‘EYU’ AL PD, ‘PIÙ VOCI’ ALLA LEGA), DEL COMPORTAMENTO DEI FUNZIONARI PUBBLICI E DELLE DINAMICHE LEGATE ALLA MAXI COSTRUZIONE A TOR DI VALLE

Valeria Di Corrado e Andrea Ossino per “il Tempo”

christiane filangieri elisabeth felkel luca parnasiCHRISTIANE FILANGIERI ELISABETH FELKEL LUCA PARNASI
Prima il carcere, poi i domiciliari. E adesso è libero di aggirarsi per le vie della Capitale. E la storia del costruttore Luca Parnasi: dopo quattro mesi trascorsi tra il penitenziario milanese di San Vittore, le celle di Rebibbia e le mura della sua abitazione, put) finalmente uscire di casa. Il gip Maria Paola Toma selli ha infatti revocato gli arresti domiciliari all' imprenditore, arrestato il 13 giugno scorso perché ac cusato di essere a capo di un' associazione a delinquere finalizzata alla corruzione, nell' ambito dell' inchiesta Rinascimento, che travolto Eurnova, la società che avrebbe dovuto costruire il nuovo stadio giallorosso. Il giudice, nei confronti di Parnasi, ha comunque disposto l' obbligo di firma tre volte a settimana e di dimora nel comune di Roma.
luca parnasi mauro baldissoniLUCA PARNASI MAURO BALDISSONI






Dopo l' arresto avvenuto a Milano, il costruttore era stato trasferito nella Capitale il 19 giugno. Difeso dagli avvocati Emilio Ricci e Giorgio Tamburrino, ha trascorso 37 giorni nel penitenziario di Rebibbia. Poi il 20 luglio scorso il gip romano aveva deciso di attenuare la misura cautelare, accogliendo l' istanza di scarcerazione avanzata dai difensori, e concedendo a Parnasi gli arresti domiciliari.

La decisione del giudice era legata alla disponibilità dell' imprenditore di rendere diversi interrogatori. I faccia a faccia coni pubblici ministeri di piazzale Clodio sono infatti stati ben quattro. Dai finanziamenti alle fondazioni e on lus vicine ai partiti (Eyu al Pd, Più Voci alla Lega), fino al comportamento dei funzionari pubblici, passando per le dinamiche legate alla maxi costruzione a Tor di Valle. I pm chiedevano e il costruttore rispondeva.
Del resto le accuse mosse nei suoi confronti dal procuratore aggiunto Paolo Ielo e dal sostituto Barbara Zuin sono numerose. E presto potrebbero portare a una richiesta di rinvio a giudizio.
luca parnasiLUCA PARNASI

L' ex presidente della società Eurnova è accusato di aver corrotto per eliminare gli eventuali ostacoli burocratici che minavano la realizzazione dello stadio dell' As Roma nell' area di Tor di Valle, o solo per accreditarsi negli ambienti che contano, in vi stadi futuri progetti imprenditoriali, da intraprendere anche fuori Roma.

«Io pago tutti», ha svelato in una delle intercettazioni contenute nell' ordinanza di arresto che il 13 giugno scorso gli aveva aperto le porte del carcere. «Sulle elezioni spenderò qualche soldo, è un investimento che devo fare... molto moderato rispetto a quanto facevo in passato quando ho speso cifre che manco te le racconto... Però la sostanza è che la mia forza è quella che alzo il telefono...».
LANZALONE E RAGGILANZALONE E RAGGI

Gli inquirenti stanno cercando di capire se queste elargizioni ai politici, anche se formalmente regolari, possano rappresentare una forma corruttiva. Se, in sostanza, abbiano venduto la propria funzione in cambio di denaro, mettendosi a disposizione di Parnasi nel caso ne avesse avuto bisogno.

Tra le persone su cui il costruttore poteva contare, c'è sicuramente Luca Lanzalone. L'avvocato genovese arrivato a Roma a gennaio 2017, era il referente del Comune sulla questione stadio. E lo è rimasto anche dopo aver assunto l' incarico di presidente di Acea. Per questo la Procura lo considera un «amministratore di fatto» del Campidoglio e ritiene che abbia messo a disposizione la sua funzione pubblica, ottenendo in cambio da Parnasi consulenze e promesse di utilità. «E colui che ha risolto veramente il tema dello stadio di calcio della Roma, ormai siamo diventati amici. Si chiama Luca Lanzalone», ha confermato il costruttore al telefono, soprannominandolo: «Wolf», il signor «risolvo problemi» di «Pulp Fiction».

Fonte: qui

venerdì 5 ottobre 2018

SCARPELLINI NON HA ELARGITO SOLO CASE GRATIS E FINANZIAMENTI AI POLITICI, MA ...


IL COSTRUTTORE ROMANO AVREBBE FATTO PRESTITI A CINQUE ZERI A VINCENZO CARBONE, PRESIDENTE EMERITO DELLA CORTE DI CASSAZIONE 

“NON SONO MAI STATO IO A OFFRIRLI, MA GLI ALTRI A CHIEDERMI FAVORI”. 

IRENE PIVETTI, ESTERINO MONTINO, UMBERTO MARRONI E UGO SODANO: ECCO CHI FORAGGIAVA

SCARPELLINI, SPUNTA IL "PAGHERÒ" DEL' EX PRESIDENTE DI CASSAZIONE
Michela Allegri per “il Messaggero”

SCARPELLINISCARPELLINI
Case gratis e finanziamenti per guadagnare il favore di una lunga lista di politici. Ma anche prestiti a cinque zeri nei confronti al primo presidente emerito della Corte di Cassazione, Vincenzo Carbone, già condannato nel marzo scorso a due anni di reclusione per abuso d' ufficio nella vicenda P3.

È un' informativa dei carabinieri del Nucleo investigativo a tratteggiare i contorni del «sistema» escogitato da Sergio Scarpellini, la rete intessuta per anni dal costruttore romano per guadagnare appoggi ai piani alti della pubblica amministrazione in cambio di agevolazioni.

VINCENZO CARBONEVINCENZO CARBONE
Perquisendo gli uffici di una delle sue società, i carabinieri hanno trovato e sequestrato una «missiva» scritta su carta intestata della Cassazione da Carbone, datata 3 aprile 2012: «Dichiaro di dovere 50mila euro all' amico Sergio Scarpellini, che pagherò in contanti». Una prova, per gli inquirenti, che i rapporti intessuti dal costruttore spaziassero dalla politica alla magistratura.

I POLITICI

È proprio sul versante della politica che l' inchiesta si è allargata a macchia d' olio, grazie alle ammissioni dell' imprenditore arrestato nel dicembre 2016 per corruzione insieme all' ex braccio destro della sindaca Virginia Raggi, Raffaele Marra.

Nell' informativa, infatti, spuntano altri nomi, oltre a quelli del sindaco di Ponzano Romano, Enzo De Santis - in carcere dal 18 settembre scorso per corruzione - dell' ex senatore di Ala, Denis Verdini, dell' ex vicepresidente della Regione Lazio, Luciano Ciocchetti - indagati per finanziamento illecito - e dell' ex presidente dell' assemblea capitolina in quota Pd, Mirko Coratti, accusato di corruzione per avere ricevuto gratis un appartamento a piazza Cavour.
SERGIO SCARPELLINISERGIO SCARPELLINI

Vengono fatti i nomi dell' ex deputato Pd, Umberto Marroni, dell' ex assessore del Campidoglio Umberto Croppi, dell' ex parlamentare Mario Baccini, dell' ex presidente della Camera, Irene Pivetti, del sindaco di Fiumicino, Esterino Montino, e di Ugo Sodano, nel 2015 assessore all' Urbanistica del Municipio Roma VI. Anche loro avrebbero ottenuto appartamenti di pregio in comodato d' uso gratuito, o denaro.

Contributi elencati in due file chiamati Contributi politici e Mastrino contabile. Il perché di tanta gentilezza viene spiegato dallo stesso imprenditore: «Ho sempre pensato che avrei potuto ricevere analoghe cortesie in cambio». L' informativa è stata depositata al Riesame in vista del ricorso presentato nei giorni scorsi da De Santis.

GLI APPARTAMENTI
ENZO DE SANTIS SINDACO PONZANO ROMANOENZO DE SANTIS SINDACO PONZANO ROMANO
L' Associazione dei Cristiano Popolari, fondata da Baccini, per esempio, avrebbe ottenuto un immobile da 150 mq durante la campagna elettorale del 2013. «Diversi anni prima - ha detto Scarpellini - gli avevo dato un appartamento in piazza dell' Orologio, eravamo amici».

Per i carabinieri - si legge negli atti - il valore dell' utilità concessa a Baccini è compreso tra i 25mila e 34mila euro. Nell' aprile 2013, Scarpellini avrebbe effettuato anche un' elargizione in favore del figlio dell' ex deputato, Alan Baccini, all' epoca candidato con il Pdl alle amministrative. Alla Pivetti e a Montino sarebbero stati concessi gratis due immobili in via del Governo Vecchio.

esterino montinoESTERINO MONTINO

Montino avrebbe ricevuto anche contributi non contabilizzati nei bilanci della Milano 90, società del gruppo Scarpellini. Agli atti, anche alcune intercettazioni. Nel luglio 2016, Scarpellini contatta Montino, dice che a breve dovranno «rifare la campagna». Nel maggio dello stesso anno, parlando con una donna, aveva detto: «Montino l' ho fatto vincere io eh, come sindaco».

A Marroni, come rappresentate dell' Associazione Metropoli Roma, Scarpellini avrebbe dato un appartamento in via del Porto Fluviale, così come all' ex assessore Umberto Croppi: «Se non ricordo male Croppi ha occupato l' appartamento e Marroni non è mai entrato». A Sodano, invece, sarebbero stati promessi un contributo in denaro e l' assunzione del genero - da poco licenziato - in una delle società del gruppo.
Corruzione a Roma, Scarpellini: "Ecco i politici a cui ho dato gli appartamenti".

CORRUZIONE A ROMA, SCARPELLINI: "ECCO I POLITICI A CUI HO DATO GLI APPARTAMENTI"

Sergio Scarpellini saluta il Sindaco MarinoSERGIO SCARPELLINI SALUTA IL SINDACO MARINO
Non ci sono solo Mirko Coratti, Denis Verdini, Massimo Parisi e Luciano Ciocchetti tra gli ex politici che nel tempo hanno beneficiato di appartamenti di pregio in locazione gratuita o di erogazioni di denaro sotto forma di sponsorizzazioni o contributi da parte dell'imprenditore Sergio Scarpellini (attualmente sotto processo per corruzione).

Nell'informativa dei carabinieri del nucleo investigativo che la Procura di Roma ha depositato al tribunale del riesame in vista del ricorso presentato da Enzo De Santis, sindaco di Ponzano Romano, arrestato il 18 settembre scorso per corruzione (per aver ricevuto dal 2011 al 2016 412mila euro dal costruttore), vengono indicati i nomi di altri esponenti della politica cui Scarpellini avrebbe riservato lo stesso trattamento di favore, in quanto da lui stesso ritenuti funzionali ai suoi progetti edilizi. Sulle dichiarazioni dell'80enne imprenditore, però, sono ancora in corso le verifiche degli investigatori.
SERGIO SCARPELLINISERGIO SCARPELLINI

"Ho concesso questi appartamenti - è stata la giustificazione di Scarpellini nell'interrogatorio reso il 22 dicembre del 2016, sei giorno dopo il suo arresto assieme a Raffaele Marra, allora braccio destro della sindaca Raggi - perché io sono un imprenditore e ho sempre pensato che ove io avessi fatto una cortesia, avrei potuto ricevere analoghe cortesie in cambio ove ne avessi avuto bisogno".

Poi una precisazione: "Non sono mai stato io a offrire gli appartamenti in comodato gratuito o a proporre sconti. Sono sempre stati gli altri, per lo più uomini politici o funzionari pubblici a chiedermi dei favori".

Oltre ai politici già citati nell'ordinanza cautelare emessa a carico del sindaco di Ponzano Romano, nell'informativa sono elencati anche i nomi di Mario Baccini, Irene Pivetti, Esterino Montino, Umberto Marroni e Ugo Sodano che, a vario titolo, secondo quanto riferito da Scarpellini avrebbero beneficiato di immobili gratis o altre utilità.

mario bacciniMARIO BACCINI
Un appartamento di 150 mq, ad esempio, sarebbe stato dato all'Associazione dei Cristiano Popolari, fondato a suo tempo da Baccini, ex deputato, durante la campagna elettorale del 2013.

"Diversi anni prima - è il ricordo di Scarpellini - gli avevo dato senza contratto un appartamento in piazza dell'Orologio. Io e Mario Baccini - ha poi aggiunto in occasione di un secondo interrogatorio del 2017 - siamo amici e lui personalmente mi ha chiamato e mi ha detto che gli serviva un appartamento".

Per i carabinieri il valore dell'utilità concessa a Baccini è compresa tra i 25mila e 34mila euro. Poi ci sono i contributi che Scarpellini ha erogato direttamente al movimento politico dei Cristiano Popolari per alcune migliaia di euro.

Due immobili in via del Governo Vecchio, di proprietà del figlio del costruttore, sarebbero stati concessi a Esterino Montino, attuale sindaco di Fiumicino, e a Irene Pivetti, anche se nei confronti dell'ex presidente della Camera nell'informativa non si dice altro. Il primo, in particolare, quando era candidato sindaco di Fiumicino nella lista Pd, avrebbe ricevuto anche dei contributi in denaro.
SERGIO SCARPELLINISERGIO SCARPELLINI

Nell'informativa ci sono poi i nomi di Umberto Croppi e Umberto Marroni, cui Scarpellini avrebbe concesso in comodato gratuito un immobile in via del Porto Fluviale: al primo, come presidente dell'Associazione Una Città, e all'altro come legale rappresentante dell'Associazione Metropoli Roma.

Questa la spiegazione dell'imprenditore agli investigatori: "Ricordo che la Milano 90 (società del gruppo, ndr) prese l'appartamento in affitto per farci uno studio tecnico, dove sarebbe dovuto andare l'architetto Marcelloni. In realtà poi non se ne è fatto più nulla. Non ricordo perché è stato poi stipulato il contratto con l'Associazione di Croppi. Se non ricordo male, Croppi ha occupato l'appartamento e Marroni non è mai entrato.
irene pivettiIRENE PIVETTI

Marroni me lo aveva chiesto per farci degli uffici per il suo fondo. Tra le utilità concesse a politici, figura anche il nome di Ugo Sodano, nominato nel novembre 2015 assessore all'Urbanistica del Municipio Roma VI delle Torri, al quale Scarpellini promise nel maggio del 2016 una somma di denaro per la campagna elettorale.

Tale somma - si legge nell'informativa - non è stata poi elargita in quanto Sodano non è stato in grado di produrre una fatture che giustificasse l'operazione. "Sodano venne una mattina e mi chiese un contributo - ha detto Scarpellini al pm - mi ha detto che avrebbe potuto aiutarmi con il progetto della Romanina, se io lo avessi sostenuto dandogli 5mila euro.
cena di finanziamento del pd a roma umberto marroniCENA DI FINANZIAMENTO DEL PD A ROMA UMBERTO MARRONI

Io gli ho chiesto una fattura e lui mi ha detto che me l'avrebbe fatta, poi non ricordo cosa è accaduto". Agli atti dell'inchiesta anche una missiva sequestrata negli uffici di Scarpellini e firmata da Vincenzo Carbone, fino al 2010 primo presidente della Cassazione e condannato nel marzo scorso a due anni di reclusione per abuso d'ufficio nella vicenda P3, che si impegnava a restituire 50mila euro in due tranche all'imprenditore.

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