9 dicembre forconi: costruttore
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mercoledì 20 marzo 2019

Arrestato Marcello De Vito (5s) per tangenti sul nuovo stadio della Roma

In manette il presidente dell'assemblea capitolina insieme ad altre tre persone. Avrebbe favorito il progetto del costruttore Luca Parnasi. Indagato anche Claudio Toti, presidente della Virtus di basket


De Vito arrestato: le accuse


Indagato anche Claudio Toti, patron della Virtus Roma


L'inchiesta sullo stadio della Roma

lunedì 22 ottobre 2018

LUCA PARNASI TORNA IN LIBERTA DOPO 4 MESI MA HA L'OBBLIGO DI FIRMA E DI DIMORA ALL'INTERNO DELLA CAPITALE


I FACCIA A FACCIA DEL COSTRUTTORE CON I PM SONO STATI QUATTRO: HA PARLATO DEI FINANZIAMENTI ALLE FONDAZIONI E ONLUS VICINE AI PARTITI (‘EYU’ AL PD, ‘PIÙ VOCI’ ALLA LEGA), DEL COMPORTAMENTO DEI FUNZIONARI PUBBLICI E DELLE DINAMICHE LEGATE ALLA MAXI COSTRUZIONE A TOR DI VALLE

Valeria Di Corrado e Andrea Ossino per “il Tempo”

christiane filangieri elisabeth felkel luca parnasiCHRISTIANE FILANGIERI ELISABETH FELKEL LUCA PARNASI
Prima il carcere, poi i domiciliari. E adesso è libero di aggirarsi per le vie della Capitale. E la storia del costruttore Luca Parnasi: dopo quattro mesi trascorsi tra il penitenziario milanese di San Vittore, le celle di Rebibbia e le mura della sua abitazione, put) finalmente uscire di casa. Il gip Maria Paola Toma selli ha infatti revocato gli arresti domiciliari all' imprenditore, arrestato il 13 giugno scorso perché ac cusato di essere a capo di un' associazione a delinquere finalizzata alla corruzione, nell' ambito dell' inchiesta Rinascimento, che travolto Eurnova, la società che avrebbe dovuto costruire il nuovo stadio giallorosso. Il giudice, nei confronti di Parnasi, ha comunque disposto l' obbligo di firma tre volte a settimana e di dimora nel comune di Roma.
luca parnasi mauro baldissoniLUCA PARNASI MAURO BALDISSONI






Dopo l' arresto avvenuto a Milano, il costruttore era stato trasferito nella Capitale il 19 giugno. Difeso dagli avvocati Emilio Ricci e Giorgio Tamburrino, ha trascorso 37 giorni nel penitenziario di Rebibbia. Poi il 20 luglio scorso il gip romano aveva deciso di attenuare la misura cautelare, accogliendo l' istanza di scarcerazione avanzata dai difensori, e concedendo a Parnasi gli arresti domiciliari.

La decisione del giudice era legata alla disponibilità dell' imprenditore di rendere diversi interrogatori. I faccia a faccia coni pubblici ministeri di piazzale Clodio sono infatti stati ben quattro. Dai finanziamenti alle fondazioni e on lus vicine ai partiti (Eyu al Pd, Più Voci alla Lega), fino al comportamento dei funzionari pubblici, passando per le dinamiche legate alla maxi costruzione a Tor di Valle. I pm chiedevano e il costruttore rispondeva.
Del resto le accuse mosse nei suoi confronti dal procuratore aggiunto Paolo Ielo e dal sostituto Barbara Zuin sono numerose. E presto potrebbero portare a una richiesta di rinvio a giudizio.
luca parnasiLUCA PARNASI

L' ex presidente della società Eurnova è accusato di aver corrotto per eliminare gli eventuali ostacoli burocratici che minavano la realizzazione dello stadio dell' As Roma nell' area di Tor di Valle, o solo per accreditarsi negli ambienti che contano, in vi stadi futuri progetti imprenditoriali, da intraprendere anche fuori Roma.

«Io pago tutti», ha svelato in una delle intercettazioni contenute nell' ordinanza di arresto che il 13 giugno scorso gli aveva aperto le porte del carcere. «Sulle elezioni spenderò qualche soldo, è un investimento che devo fare... molto moderato rispetto a quanto facevo in passato quando ho speso cifre che manco te le racconto... Però la sostanza è che la mia forza è quella che alzo il telefono...».
LANZALONE E RAGGILANZALONE E RAGGI

Gli inquirenti stanno cercando di capire se queste elargizioni ai politici, anche se formalmente regolari, possano rappresentare una forma corruttiva. Se, in sostanza, abbiano venduto la propria funzione in cambio di denaro, mettendosi a disposizione di Parnasi nel caso ne avesse avuto bisogno.

Tra le persone su cui il costruttore poteva contare, c'è sicuramente Luca Lanzalone. L'avvocato genovese arrivato a Roma a gennaio 2017, era il referente del Comune sulla questione stadio. E lo è rimasto anche dopo aver assunto l' incarico di presidente di Acea. Per questo la Procura lo considera un «amministratore di fatto» del Campidoglio e ritiene che abbia messo a disposizione la sua funzione pubblica, ottenendo in cambio da Parnasi consulenze e promesse di utilità. «E colui che ha risolto veramente il tema dello stadio di calcio della Roma, ormai siamo diventati amici. Si chiama Luca Lanzalone», ha confermato il costruttore al telefono, soprannominandolo: «Wolf», il signor «risolvo problemi» di «Pulp Fiction».

Fonte: qui

venerdì 5 ottobre 2018

SCARPELLINI NON HA ELARGITO SOLO CASE GRATIS E FINANZIAMENTI AI POLITICI, MA ...


IL COSTRUTTORE ROMANO AVREBBE FATTO PRESTITI A CINQUE ZERI A VINCENZO CARBONE, PRESIDENTE EMERITO DELLA CORTE DI CASSAZIONE 

“NON SONO MAI STATO IO A OFFRIRLI, MA GLI ALTRI A CHIEDERMI FAVORI”. 

IRENE PIVETTI, ESTERINO MONTINO, UMBERTO MARRONI E UGO SODANO: ECCO CHI FORAGGIAVA

SCARPELLINI, SPUNTA IL "PAGHERÒ" DEL' EX PRESIDENTE DI CASSAZIONE
Michela Allegri per “il Messaggero”

SCARPELLINISCARPELLINI
Case gratis e finanziamenti per guadagnare il favore di una lunga lista di politici. Ma anche prestiti a cinque zeri nei confronti al primo presidente emerito della Corte di Cassazione, Vincenzo Carbone, già condannato nel marzo scorso a due anni di reclusione per abuso d' ufficio nella vicenda P3.

È un' informativa dei carabinieri del Nucleo investigativo a tratteggiare i contorni del «sistema» escogitato da Sergio Scarpellini, la rete intessuta per anni dal costruttore romano per guadagnare appoggi ai piani alti della pubblica amministrazione in cambio di agevolazioni.

VINCENZO CARBONEVINCENZO CARBONE
Perquisendo gli uffici di una delle sue società, i carabinieri hanno trovato e sequestrato una «missiva» scritta su carta intestata della Cassazione da Carbone, datata 3 aprile 2012: «Dichiaro di dovere 50mila euro all' amico Sergio Scarpellini, che pagherò in contanti». Una prova, per gli inquirenti, che i rapporti intessuti dal costruttore spaziassero dalla politica alla magistratura.

I POLITICI

È proprio sul versante della politica che l' inchiesta si è allargata a macchia d' olio, grazie alle ammissioni dell' imprenditore arrestato nel dicembre 2016 per corruzione insieme all' ex braccio destro della sindaca Virginia Raggi, Raffaele Marra.

Nell' informativa, infatti, spuntano altri nomi, oltre a quelli del sindaco di Ponzano Romano, Enzo De Santis - in carcere dal 18 settembre scorso per corruzione - dell' ex senatore di Ala, Denis Verdini, dell' ex vicepresidente della Regione Lazio, Luciano Ciocchetti - indagati per finanziamento illecito - e dell' ex presidente dell' assemblea capitolina in quota Pd, Mirko Coratti, accusato di corruzione per avere ricevuto gratis un appartamento a piazza Cavour.
SERGIO SCARPELLINISERGIO SCARPELLINI

Vengono fatti i nomi dell' ex deputato Pd, Umberto Marroni, dell' ex assessore del Campidoglio Umberto Croppi, dell' ex parlamentare Mario Baccini, dell' ex presidente della Camera, Irene Pivetti, del sindaco di Fiumicino, Esterino Montino, e di Ugo Sodano, nel 2015 assessore all' Urbanistica del Municipio Roma VI. Anche loro avrebbero ottenuto appartamenti di pregio in comodato d' uso gratuito, o denaro.

Contributi elencati in due file chiamati Contributi politici e Mastrino contabile. Il perché di tanta gentilezza viene spiegato dallo stesso imprenditore: «Ho sempre pensato che avrei potuto ricevere analoghe cortesie in cambio». L' informativa è stata depositata al Riesame in vista del ricorso presentato nei giorni scorsi da De Santis.

GLI APPARTAMENTI
ENZO DE SANTIS SINDACO PONZANO ROMANOENZO DE SANTIS SINDACO PONZANO ROMANO
L' Associazione dei Cristiano Popolari, fondata da Baccini, per esempio, avrebbe ottenuto un immobile da 150 mq durante la campagna elettorale del 2013. «Diversi anni prima - ha detto Scarpellini - gli avevo dato un appartamento in piazza dell' Orologio, eravamo amici».

Per i carabinieri - si legge negli atti - il valore dell' utilità concessa a Baccini è compreso tra i 25mila e 34mila euro. Nell' aprile 2013, Scarpellini avrebbe effettuato anche un' elargizione in favore del figlio dell' ex deputato, Alan Baccini, all' epoca candidato con il Pdl alle amministrative. Alla Pivetti e a Montino sarebbero stati concessi gratis due immobili in via del Governo Vecchio.

esterino montinoESTERINO MONTINO

Montino avrebbe ricevuto anche contributi non contabilizzati nei bilanci della Milano 90, società del gruppo Scarpellini. Agli atti, anche alcune intercettazioni. Nel luglio 2016, Scarpellini contatta Montino, dice che a breve dovranno «rifare la campagna». Nel maggio dello stesso anno, parlando con una donna, aveva detto: «Montino l' ho fatto vincere io eh, come sindaco».

A Marroni, come rappresentate dell' Associazione Metropoli Roma, Scarpellini avrebbe dato un appartamento in via del Porto Fluviale, così come all' ex assessore Umberto Croppi: «Se non ricordo male Croppi ha occupato l' appartamento e Marroni non è mai entrato». A Sodano, invece, sarebbero stati promessi un contributo in denaro e l' assunzione del genero - da poco licenziato - in una delle società del gruppo.
Corruzione a Roma, Scarpellini: "Ecco i politici a cui ho dato gli appartamenti".

CORRUZIONE A ROMA, SCARPELLINI: "ECCO I POLITICI A CUI HO DATO GLI APPARTAMENTI"

Sergio Scarpellini saluta il Sindaco MarinoSERGIO SCARPELLINI SALUTA IL SINDACO MARINO
Non ci sono solo Mirko Coratti, Denis Verdini, Massimo Parisi e Luciano Ciocchetti tra gli ex politici che nel tempo hanno beneficiato di appartamenti di pregio in locazione gratuita o di erogazioni di denaro sotto forma di sponsorizzazioni o contributi da parte dell'imprenditore Sergio Scarpellini (attualmente sotto processo per corruzione).

Nell'informativa dei carabinieri del nucleo investigativo che la Procura di Roma ha depositato al tribunale del riesame in vista del ricorso presentato da Enzo De Santis, sindaco di Ponzano Romano, arrestato il 18 settembre scorso per corruzione (per aver ricevuto dal 2011 al 2016 412mila euro dal costruttore), vengono indicati i nomi di altri esponenti della politica cui Scarpellini avrebbe riservato lo stesso trattamento di favore, in quanto da lui stesso ritenuti funzionali ai suoi progetti edilizi. Sulle dichiarazioni dell'80enne imprenditore, però, sono ancora in corso le verifiche degli investigatori.
SERGIO SCARPELLINISERGIO SCARPELLINI

"Ho concesso questi appartamenti - è stata la giustificazione di Scarpellini nell'interrogatorio reso il 22 dicembre del 2016, sei giorno dopo il suo arresto assieme a Raffaele Marra, allora braccio destro della sindaca Raggi - perché io sono un imprenditore e ho sempre pensato che ove io avessi fatto una cortesia, avrei potuto ricevere analoghe cortesie in cambio ove ne avessi avuto bisogno".

Poi una precisazione: "Non sono mai stato io a offrire gli appartamenti in comodato gratuito o a proporre sconti. Sono sempre stati gli altri, per lo più uomini politici o funzionari pubblici a chiedermi dei favori".

Oltre ai politici già citati nell'ordinanza cautelare emessa a carico del sindaco di Ponzano Romano, nell'informativa sono elencati anche i nomi di Mario Baccini, Irene Pivetti, Esterino Montino, Umberto Marroni e Ugo Sodano che, a vario titolo, secondo quanto riferito da Scarpellini avrebbero beneficiato di immobili gratis o altre utilità.

mario bacciniMARIO BACCINI
Un appartamento di 150 mq, ad esempio, sarebbe stato dato all'Associazione dei Cristiano Popolari, fondato a suo tempo da Baccini, ex deputato, durante la campagna elettorale del 2013.

"Diversi anni prima - è il ricordo di Scarpellini - gli avevo dato senza contratto un appartamento in piazza dell'Orologio. Io e Mario Baccini - ha poi aggiunto in occasione di un secondo interrogatorio del 2017 - siamo amici e lui personalmente mi ha chiamato e mi ha detto che gli serviva un appartamento".

Per i carabinieri il valore dell'utilità concessa a Baccini è compresa tra i 25mila e 34mila euro. Poi ci sono i contributi che Scarpellini ha erogato direttamente al movimento politico dei Cristiano Popolari per alcune migliaia di euro.

Due immobili in via del Governo Vecchio, di proprietà del figlio del costruttore, sarebbero stati concessi a Esterino Montino, attuale sindaco di Fiumicino, e a Irene Pivetti, anche se nei confronti dell'ex presidente della Camera nell'informativa non si dice altro. Il primo, in particolare, quando era candidato sindaco di Fiumicino nella lista Pd, avrebbe ricevuto anche dei contributi in denaro.
SERGIO SCARPELLINISERGIO SCARPELLINI

Nell'informativa ci sono poi i nomi di Umberto Croppi e Umberto Marroni, cui Scarpellini avrebbe concesso in comodato gratuito un immobile in via del Porto Fluviale: al primo, come presidente dell'Associazione Una Città, e all'altro come legale rappresentante dell'Associazione Metropoli Roma.

Questa la spiegazione dell'imprenditore agli investigatori: "Ricordo che la Milano 90 (società del gruppo, ndr) prese l'appartamento in affitto per farci uno studio tecnico, dove sarebbe dovuto andare l'architetto Marcelloni. In realtà poi non se ne è fatto più nulla. Non ricordo perché è stato poi stipulato il contratto con l'Associazione di Croppi. Se non ricordo male, Croppi ha occupato l'appartamento e Marroni non è mai entrato.
irene pivettiIRENE PIVETTI

Marroni me lo aveva chiesto per farci degli uffici per il suo fondo. Tra le utilità concesse a politici, figura anche il nome di Ugo Sodano, nominato nel novembre 2015 assessore all'Urbanistica del Municipio Roma VI delle Torri, al quale Scarpellini promise nel maggio del 2016 una somma di denaro per la campagna elettorale.

Tale somma - si legge nell'informativa - non è stata poi elargita in quanto Sodano non è stato in grado di produrre una fatture che giustificasse l'operazione. "Sodano venne una mattina e mi chiese un contributo - ha detto Scarpellini al pm - mi ha detto che avrebbe potuto aiutarmi con il progetto della Romanina, se io lo avessi sostenuto dandogli 5mila euro.
cena di finanziamento del pd a roma umberto marroniCENA DI FINANZIAMENTO DEL PD A ROMA UMBERTO MARRONI

Io gli ho chiesto una fattura e lui mi ha detto che me l'avrebbe fatta, poi non ricordo cosa è accaduto". Agli atti dell'inchiesta anche una missiva sequestrata negli uffici di Scarpellini e firmata da Vincenzo Carbone, fino al 2010 primo presidente della Cassazione e condannato nel marzo scorso a due anni di reclusione per abuso d'ufficio nella vicenda P3, che si impegnava a restituire 50mila euro in due tranche all'imprenditore.

Fonte: qui

lunedì 6 novembre 2017

L’AVVOCATO DELLA FAMIGLIA ROSSI RIVELA: “A FEBBRAIO 2016 MI TELEFONA UN TIZIO DICENDOMI CHE MI DEVE PARLARE DEL CASO. UN IMPRENDITORE CHE LAVORA NEL MANTOVANO”

“MI DICE DI AVER FISSATO UN INCONTRO CON DAVID ALLE ORE 18 DEL 6 MARZO 2013, GIORNO DELLA SUA MORTE. PERÒ DI ESSERE ARRIVATO IN RITARDO DI QUASI DUE ORE. MI DICE DI AVER VISTO IL CORPO NEL VICOLO. FA PER AVVICINARSI MA VIENE ASSALITO ALLE SPALLE DA ALCUNE PERSONE. RIESCE A DIVINCOLARSI E SCAPPA, MENTRE SENTE UN COLPO D' ARMA DA FUOCO...”

I MISTERI SULLE VALIGETTE, I FINANZIAMENTI SBLOCCATI, I RAPPORTO OPACHI CON MANTOVA



Sergio Rizzo per “la Repubblica”

LUCA GORACCILUCA GORACCI
Perché l' avvocato Luca Goracci non abbia mai rivelato l' incontro misterioso, lo spiega egli stesso: «Era la terza o la quarta persona che si presentava millantando di sapere qualcosa sulla morte di David Rossi, poi sparita nel nulla. E non avrei mai potuto provare niente». Certo è che nell' episodio della fine violenta del capo della comunicazione del Monte dei Paschi di Siena ogni particolare rischia di non essere insignificante.

La morte, avvenuta mentre infuriava la bufera giudiziaria sull' acquisizione della banca Antonveneta, la sera del 6 marzo 2013 in circostanze mai chiarite, è stata archiviata due volte come suicidio. E ora è giunto il momento di raccontare anche questo episodio, per assurdo che possa apparire. Ecco allora che cosa è successo nei giorni tra la fine di febbraio e i primi di marzo del 2016 al legale che sta minuziosamente seguendo per la famiglia di Rossi questa vicenda, ostinandosi a non credere alla versione ufficiale.
inchiesta delle iene su david rossi 1INCHIESTA DELLE IENE SU DAVID ROSSI 1

«Il caso di David», rievoca Goracci, «era stato riaperto a novembre 2015. A febbraio mi telefona un tizio dicendomi che mi deve parlare del caso Rossi. Non vuole dare il numero di telefono, ma richiama sempre lui. Dopo un appuntamento mancato ci incontriamo nel mio studio: doveva essere l'inizio di marzo 2016. Sui quaranta, un metro e ottanta, distinto. Dice di essere un imprenditore che lavora nel mantovano. Dice di conoscere Rossi e di farsi vivo solo ora dopo tre anni passati all'estero, perché il caso era stato riaperto».

morte di david rossi l uomo che si sporge per vedere se e mortoMORTE DI DAVID ROSSI L UOMO CHE SI SPORGE PER VEDERE SE E MORTO
Ma quale segreto ha da rivelare? «Mi dice », continua Goracci, «di aver fissato un incontro con David alle ore 18 del 6 marzo 2013, giorno della sua morte. Però di essere arrivato in ritardo di quasi due ore. Dice perfino di ricordare che il suo orologio, quando si trova ai Ferri di San Francesco segna dieci minuti alle otto». In quel momento David è già a terra nel vicolo. «Il mio interlocutore dice di essere arrivato proprio lì e di aver visto il corpo di Rossi.

l orologio che cade accanto a david rossi mezzora dopo il voloL OROLOGIO CHE CADE ACCANTO A DAVID ROSSI MEZZORA DOPO IL VOLO
Fa per avvicinarsi, ma succede l' imprevedibile: viene assalito alle spalle da tre o quattro persone. Dopo una breve lotta si divincola e scappa, mentre sente esplodere un colpo d' arma da fuoco», ricorda l'avvocato. A questo punto Goracci gli chiede il perché di quell' appuntamento. «Ed è lì», spiega il legale della famiglia, «che lui comincia a parlare di conti correnti aperti dalla banca con l'intervento di alcuni dirigenti per i finanziamenti necessari alla sua attività imprenditoriale a Brescia e Mantova».

il corpo di david rossiIL CORPO DI DAVID ROSSI
A Mantova anche Rossi si recava spesso, visto che era vicepresidente del Centro Palazzo Te, una Fondazione culturale comunale. Nel racconto affiorano altri particolari: «Lì a Mantova, secondo il mio interlocutore, si frequentavano con cadenze quasi settimanali. E un giorno, forse verso la fine del 2012, lui si sarebbe recato con Rossi a Roma per incontrarsi con una persona che avrebbe consegnato loro una valigetta, e poi David si sarebbe fatto accompagnare all' Ospedale di Siena con quella valigetta».
david rossiDAVID ROSSI

La storia sembra sempre più sconclusionata. Ma Goracci, dopo l'incontro, ricorda un curioso particolare riferitogli in un'occasione dal fratello di David, Ranieri. E verifica quella circostanza: un giorno del 2012 David si era effettivamente presentato in ospedale, dove il padre era ricoverato, proprio con una valigetta.
Era il 7 novembre. «La narrazione prende poi una piega strana, il tizio comincia a parlare di denaro in nero che veniva dalle fatture di operazioni immobiliari a Mantova. Pare tutto assurdo. Ci salutiamo a finisce lì. Non l' ho più visto né sentito. Ma ricordo bene che si era presentato come Antonio Muto».

chiamata alla poliziaCHIAMATA ALLA POLIZIA
Quando si pronuncia quel nome, a Mantova è automatico associarlo a quello dell' Antonio Muto processato e assolto, tanto in primo quanto in secondo grado, dall' imputazione di contiguità con le cosche mafiose che in quella zona controllano affari, politica e appalti. Oggi ha 55 anni: quando è arrivato da Cutro, nella provincia calabrese di Crotone, era appena un ragazzo che faceva il muratore.
carolina orlandiCAROLINA ORLANDI

Adesso, come lo descrive la giornalista della Gazzetta di Mantova Rossella Canadè nel suo libro inchiesta "Fuoco criminale - La 'ndrangheta nelle terre del Po", è "il costruttore più noto e più chiacchierato della città". A giugno scorso è finito ancora in manette con l' accusa di aver distratto fondi dalla sua società impegnata in una grande iniziativa immobiliare nel centralissimo piazzale Mondadori, poi fallita, in favore di una seconda società creata per una gigantesca speculazione nell' area vincolata di Lagocastello.

autopsia david rossi il segno dell orologioAUTOPSIA DAVID ROSSI IL SEGNO DELL OROLOGIO
Operazione che a sua volta ha originato un'inchiesta su presunte pressioni che a dire dei magistrati sarebbero state esercitate su Consiglio di Stato e ministero dei Beni culturali per far cadere quel vincolo. E l'11 dicembre il gip di Roma dovrà decidere se mandare a processo Muto insieme ad alcuni personaggi di primo piano come l' ex senatore democristiano ed ex consigliere della Finmeccanica Franco Bonferroni, l'ex presidente della Commissione Lavori pubblici del Senato Luigi Grillo e l'ex presidente del Tar Lazio Pasquale De Lise.
antonella tognazzi moglie di david rossiANTONELLA TOGNAZZI MOGLIE DI DAVID ROSSI

Ma anche l' ex sindaco forzista di Mantova Nicola Sodano, architetto di origini crotonesi che gli inquirenti ritengono cointeressato con Muto nella vicenda Lagocastello. Domanda d'obbligo: che c'entra la banca senese in una vicenda così torbida? Nelle carte dell' inchiesta sulla 'ndrangheta c' è un pentito il quale riferisce ai magistrati di aver appreso da Muto che «a Siena c' era un altissimo funzionario che sboccava i movimenti, anche se poi voleva la sua parte».
DAVID ROSSIDAVID ROSSI

Non è un pentito qualsiasi, ma il commercialista della cosca. Vero o falso che sia, è un fatto che i soldi per piazzale Mondadori, 27 milioni e mezzo, siano arrivati proprio dal gruppo Monte dei Paschi.
A Siena Muto, accompagnato da Bonferroni, ha incontrato a più riprese alcuni dirigenti: una volta pure l'ex amministratore delegato Fabrizio Viola. Quanto a Rossi, anche lui è effettivamente di casa a Mantova, dove il Monte ha rilevato molti anni prima la Banca agricola mantovana.
VERITA' PER DAVID ROSSIVERITA' PER DAVID ROSSI

Come detto, David è stato designato nel 2011 alla vicepresidenza del Centro Palazzo Te in rappresentanza della banca senese: lo stesso giorno in cui il sindaco Sodano ne è stato nominato presidente.

Le sorprese, però, non sono finite. Quindici giorni dopo quella misteriosa visita del sedicente imprenditore mantovano all'avvocato Goracci, il giornalista Paolo Mondani che sta conducendo un'inchiesta sui grandi debitori delle banche italiane intervista per Report su Rai3 proprio Antonio Muto. E ci manca poco che l'avvocato Goracci, davanti al teleschermo, caschi dalla sedia: «Non era la stessa persona che avevo incontrato. Decisamente un altro».

SIMULAZIONE MORTE DAVID ROSSISIMULAZIONE MORTE DAVID ROSSI
Qual è allora l'identità del misterioso visitatore? Forse quella di un omonimo? «Antonio Muto costruttori edili fra Mantova e Provincia saremmo una quindicina», dice l'intervistato a Mondani. Abbiamo controllato. Di Antonio Muto iscritti al registro delle imprese ce ne sono 44, e di questi 4 operano in provincia di Mantova: due sono di Cutro, il terzo di Crotone. Quanti di loro affidati dal Monte dei Paschi?

Fonte: qui

IL CADAVERE DI DAVID ROSSIIL CADAVERE DI DAVID ROSSIla morte di david rossi mps 4LA MORTE DI DAVID ROSSI MPS