9 dicembre forconi: veto
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sabato 27 ottobre 2018

IL MEF STUDIA EVENTUALI MANOVRE CORRETTIVE DURANTE IL 2019 PER PARARE EVENTUALI SCOSTAMENTI DAL 2,4% DEL RAPPORTO DEFICIT/PIL


SE ARRIVASSE UNA CRISI COME QUELLA DEL 2011 SARANNO INEVITABILI INTERVENTI SU PENSIONI E REDDITO, O AUMENTARE LE TASSE 

SAVONA MINACCIA IL VETO DELL’ITALIA AL BILANCIO UE


PATRIMONIALE O TAGLI IL SENTIERO STRETTO DEL GOVERNO GIALLOVERDE
Antonio Signorini per “il Giornale”

DI MAIO KILL PILDI MAIO KILL PIL
Il governo smentisce passi indietro sulle pensioni. Per il vicepremier Luigi Di Maio quota 100 e lo smantellamento della legge Fornero sarà «strutturale». Non una tantum, come si ipotizza da tempo, come aveva ammesso giorni fa il ministro dell' Economia e come risulta tutt' ora all' agenzia di rating Moody' s.

Il fatto è che l' esecutivo non è diviso solo sulle ricette da adottare nella prossima Legge di Bilancio. Anche la exit strategy qualora le cose si mettessero male, è materia di discussione. Non è un mistero che al dicastero dell' Economia si metta in conto (e in alcuni caso si dia per scontata) la necessità di correzioni in corsa.

Quindi manovre correttive durante il 2019 non per rientrare in limiti del deficit graditi alla commissione europea, ma per parare eventuali scostamenti dall' obiettivo dal 2,4 per cento indicato dal governo. Nella lettera che Tria ha inviato alla Commissione la settimana scorsa, quella respinta dall' esecutivo europeo, si fa esplicito riferimento a meccanismi di correzione.
DI MAIO SALVINIDI MAIO SALVINI

Ipotesi che i due leader della maggioranza, di Maio e Matteo Salvini, non vogliono nemmeno prendere in considerazione. Respinte al mittente, per ora, anche l' ipotesi di una entrata in vigore differita per le misure più costose della legge di Bilancio. Riforma delle pensioni con finestre spostate alla fine dell' anno per limitare la platea degli interessati. E poi reddito di cittadinanza affidato a un provvedimento ad hoc diverso dalla legge di Bilancio. Magari un disegno di legge con tempi non rapidi.

La linea dura del governo nei confronti dell' Europa prevede per il momento solo qualche scaramuccia preventiva. Ad esempio è tornata a circolare la voce di un possibile veto dell' Italia al prossimo bilancio europeo. Iniziativa del ministro degli Affari europei Paolo Savona, secondo una indiscrezione riportata ieri dal sito Start magazine.
GIUSEPPE CONTE PAOLO SAVONAGIUSEPPE CONTE PAOLO SAVONA

Questa volta non per fare pressione affinché sull' immigrazione ciascuno faccia la propria parte, ma per fare capire alla Commissione e al Consiglio europeo che a una linea dura di Bruxelles corrisponderà una posizione altrettanto poco collaborativa dell' Italia su tutti i tavoli.

Prospettiva che piace poco alla parte dialogante del governo. Tanto che ieri il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi è corso ai ripari con un comunicato dove ha dato conto di una riunione del Comitato Interministeriale per gli Affari Europei per «garantire la posizione italiana, attraverso una linea coerente e un' azione corrispondente agli interessi italiani ed europei».

CONTE DI MAIO SALVINICONTE DI MAIO SALVINI
Per il resto la strategia del governo è di resistere e affrontare i problemi quando si presentano. I tempi della procedura di infrazione sono lenti. Preoccupa, invece, lo stato delle banche. E su questo il governo la pensa allo stesso modo. Ieri, dopo il ministro Tria, Salvini ha confermato interventi. «Se qualcuno ha bisogno, noi ci siamo, senza fare gli interventi del passato».

SALVINI DI MAIO ALLA FINESTRA DI PALAZZO CHIGISALVINI DI MAIO ALLA FINESTRA DI PALAZZO CHIGI





L' ipotesi è quella anticipata dal sottosegretario alla presidenza del consiglio Giancarlo Giorgetti, una ricapitalizzazione degli istituti in crisi. Interventi necessari se lo spread dovesse superare i 400 punti. Giorgetti è tra gli esponenti della Lega quello che più prudente, convinto che la parte più importante della Legge di Bilancio sia la verifica periodica dei conti. Se l' Italia dovesse piombare in una crisi come quella del 2011 saranno inevitabili interventi su pensioni e reddito di cittadinanza.

Altrimenti non rimarrà che aumentare le tasse. Non è un caso che il ministro dell' Economia mercoledì abbia bocciato l' idea di una patrimoniale, bollandola come «distruttiva». Nella maggioranza c' è chi fa il tifo per un' altra stretta sulla ricchezza, a partire dai beni immobiliari.

NO AL BILANCIO UE PRO TASSE. L’ANNUNCIO-VETO DELL’ITALIA
Luigi Pereira per www.startmag.it

giovanni tria a porta a porta 3GIOVANNI TRIA A PORTA A PORTA 3
Che cosa è stato deciso ieri al Comitato interministeriale per gli Affari europei riunito a palazzo Chigi sotto la presidenza del ministro per gli Affari europei, Paolo Savona. Veto dell’Italia al bilancio Ue pro tasse e taglia investimenti. E’ questa la linea decisa ieri a Palazzo Chigi.

CHE COSA E’ STATO DECISO IERI DAL GOVERNO CONTE
C’erano tutti meno che il ministro dell’Economia Giovanni Tria, nel Comitato interministeriale per gli affari europei che si oggi è riunito a palazzo Chigi sotto la presidenza del ministro per gli Affari europei, Paolo Savona, con l’obiettivo di mettere a punto la posizione dell’Italia sui principali atti dell’Unione europea.

LUIGI DI MAIO E GIUSEPPE CONTELUIGI DI MAIO E GIUSEPPE CONTE
IL VETO ANNUNCIATO DALL’ITALIA SUL BILANCIO UE
Atti che ovviamente richiedono il consenso degli Stati membri, come la predisposizione del bilancio dell’Ue. E’ per questo che ieri, mentre era in pieno corso lo scontro tra Roma e Bruxelles sulla manovra di bilancio presentata dall’Italia, bocciata dalla commissione e che dovrà essere riscritta entro tre settimane, pena sanzioni che possono andare dallo 0,2% del pil (circa 3,5 miliardi) fino allo 0,5% (8,75 miliardi), il governo di Roma ha munito l’arsenale di alcune mine anti Ue, come la minaccia, anzi la promessa, di non votare i provvedimenti dell’Ue che chiedano agli Stati di aumentare le tasse o fare tagli di spesa non previsti.

LE PAROLE DI SALVINI
paolo savonaPAOLO SAVONA
“Faremo un’attenta analisi del prossimo bilancio europeo, la posizione del governo italiano è chiara”, ha avvertito il vicepremier e minsitro dell’Interno Matteo Salvini che ha partecipato ai lavori del comitato interministeriale: “Non ci sarà il nostro voto a favore se ci saranno tagli per investimenti, lavoro, agricoltura, sicurezza e immigrazione. No a nuove tasse europee che pesino sui cittadini e sulle imprese”.

CHI HA PARTECIPATO ALLA RIUNIONE

SALVINI DI MAIOSALVINI DI MAIO






Parole, quelle di Salvini, che naturalmente hanno trovato completamente d’accordo l’altro vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, presente anche lui alla riunione insieme con i ministri delle Politiche agricole Gian Marco Centinaio, delle Infrastrutture Danilo Toninelli, dei Rapporti con il Parlamento Riccardo Fraccaro, della Pa Giulia Bongiorno, degli Affari regionali Erika Stefani e della Giustizia, Alfonso Bonafede.

Fonte: qui

mercoledì 4 luglio 2018

IL MINISTRO DEL TESORO TRIA RIVELA CHE I PUNTI SU CUI RISCHIA DI SALTARE L'EUROPA SONO STATI RINVIATI A DICEMBRE:

LA RIFORMA DELLA GOVERNANCE ECONOMICA, COMPRESO BILANCIO COMUNE (DOSSIER CUI TENEVA MACRON) E MINISTRO UNITARIO DELLE FINANZE (CARO ALLA GERMANIA). 

''HO MINACCIATO IL VETO CONTRO LE NORME SU NPL E DEBITO SOVRANO DELLE BANCHE''. E SU FLAT TAX E PACE FISCALE…

Michele Arnese per www.startmag.it

Daniele Pesco, Giovanni Tria, Claudio BorghiDANIELE PESCO, GIOVANNI TRIA, CLAUDIO BORGHI
Italia ha minacciato il veto all’Eurosummit contro le norme volute da Francia e Germania su Npl e debito sovrano delle banche che avrebbero penalizzato gli istituti di credito italiani.

E’ quanto ha svelato oggi il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, nel corso dell’audizione davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato.

In effetti, come raccontato da Start Magazine il primo luglio, tutto è stato di fatto rinviato a dicembre: nessuna decisione il 30 giugno all’Eurosummit sulla riforma della governance economica dell’Ue, compreso bilancio comune (dossier cui teneva Macron) e ministro unitario delle Finanze (caro alla Germania).

Il paracadute per il fondo salva-banche(ma sti cazzi!!!) si farà entro dicembre, ma il destino delle altre riforme della zona euro, compreso il bilancio comune, non è ancora chiaro. Comunque, fanno notare ambenti dell’esecutivo, nel testo finale c’è la frase “while preserving the overall balance e further development” che per il governo italiano significa discutere delle proposte nel quadro dell’architettura istituzionale da riformare.

DRAGHI TRIADRAGHI TRIA
Le altre proposte, tra cui la riforma dell’Esm, finora usato solo per aiutare la Grecia, sono finite in un generico punto delle conclusioni che rinvia a ulteriori discussioni. Il premier italiano Giuseppe Conte, con l’ausilio del ministro Tria, ha voluto rendere il testo ancora più generico e meno vincolante, visto che dietro quelle proposte si nascondono numerose insidie, in particolare per le banche italiane, come sottolineato con chiarezza da Renato Brunetta (Forza Italia) e dal segretario della Fabi, Lando Maria Sileoni: tetti agli npl, limiti all’esposizione al debito sovrano, sorveglianza dei bilanci affidata all’Esm di cui Germania e Francia sono i perni fondamentali.

La minaccia di veto da parte dell’Italia contro le norme impostate da Francia e Germania, ha aggiunto oggi il ministro dell’Economia, Tria, nel corso dell’audizione, ha avuto un alleato indiretto seppure non sulla stessa linea dell’Italia: ossia i Paesi del Nord Europa, critici sulle norme.

GIOVANNI TRIAGIOVANNI TRIA
Di fatto, dunque, ha detto Tria, lo stallo e la minaccia di veto posta dall’Italia hanno prodotto lo slittamento delle decisioni.

Ecco di seguito gli altri temi su fisco, spesa, deficit e conti pubblici affrontati dal ministro dell’Economia nel corso dell’audizione alle commissioni Bilancio di Camera e Senato:

ITALIA E UE
“Il governo si impegnerà con l’Ue per ottenere gli spazi necessari per realizzare i punti programmatici indicati dal presidente del Consiglio Conte”.

GLI OBIETTIVI
“Gli obiettivi di medio termine dovranno un po’ slittare, perché dobbiamo portare a termine il contratto di governo e perché non è il momento di fare manovre troppo ‘pesanti’ e restrittive”.

RIFORMA DELLE IMPOSTE
Uno delle priorità del governo è “la riforma delle imposte dirette con l’obiettivo prioritario di ridurre gradualmente il carico sui redditi bassi e medi e la piccola impresa”.

CALO TASSE
giuseppe conte giovanni triaGIUSEPPE CONTE GIOVANNI TRIA
La priorità per il calo delle tasse andrà “ai redditi minori e medi. Sembra contraddire la flat tax, ma la discussione e’ come ci si arriva, l’idea e’ che bisogna partire oggi” ma che l’obiettivo “è di legislatura. Non si rinvia, va trovato il cronoprogramma per l’applicazione progressiva di una forma di flat tax”.

PACE FISCALE
“La pace fiscale e altre misure una tantum non possono coprire programmi di spesa pluriennali, questi non si possono coprire con una tantum. Certamente un’una tantum puo’ consentire di avviare programmi più lunghi”.

PATRIMONIALE NO GRAZIE
L’ipotesi di una patrimoniale “non è in discussione nel governo e non sono personalmente favorevole”.

REDDITO DI CITTADINANZA
“Il reddito di cittadinanza è ben definito ma si può articolare in vari modi, i ministeri interessati lo stanno studiando”.
merkel macronMERKEL MACRON

IO E PADOAN
“La mia vita in questo governo come difensore dei conti pubblici penso sia molto più facile di quella che ha avuto il mio predecessore”. La discontinuità “non si vede sui livelli di deficit o di debito, non e’ che o sfasciamo i conti o non c’e’ discontinuità”. Si vede, piuttosto, “nell’uso delle risorse, andrà cercata nella composizione di entrate e uscite” e l’obiettivo, ad esempio di contenere “la spesa corrente” per implementare “quella in conto capitale è molto ambizioso”.

Fonte: qui

domenica 24 giugno 2018

SALVINI E’ PRONTO A DISDETTARE IL REGOLAMENTO DI DUBLINO SUI CONFINI MARITTIMI

“O L’UE CAMBIA LE REGOLE O DICIAMO NO” 

“LA SITUAZIONE É PESANTE E NESSUNO CI ASCOLTAVA IN EUROPA. I RIFUGIATI VERI SONO 7 SU 100. ANDREMO A RIVEDERE LA PROTEZIONE UMANITARIA 

ORBAN? SBAGLIA SE LASCIA SOLA ITALIA”

SALVINI, O UE CAMBIA REGOLE O DICIAMO NO
(ANSA) - "Conte andrà a Bruxelles. O c'è una proposta utile, anche per difendere i rifugiati, o cambiano queste regole, o diciamo no. Ha totale sostegno mio e del governo per discutere qualcosa di utile alla nostra sicurezza". Lo ha detto Matteo Salvini ad Agorà su Rai Tre.
               
MIGRANTI:SALVINI, NON VORREI DISCUTERE CONTRIBUTO A UE
(ANSA) - "Sono ottimista di trovare un accordo soddisfacente (sui flussi migratori al vertice europeo, ndr). Sulla protezione delle frontiere esterne tutti sono d'accordo, vediamo se dopo anni di chiacchiere passeranno ai fatti. Non possiamo pagare sei miliardi l'anno all'Ue e ricevere dita negli occhi. Non vorrei essere costretto a ridiscutere questo contributo". Così il ministro dell'Interno Matteo Salvini ad Agorà su Rai Tre.

SALVINI, RIVEDREMO LA PROTEZIONE UMANITARIA
luigi di maio giuseppe conte matteo salviniLUIGI DI MAIO GIUSEPPE CONTE MATTEO SALVINI
(ANSA) - "La situazione é pesante e nessuno ci ascoltava in Europa. I rifugiati veri sono 7 su 100. Andremo a rivedere la protezione umanitaria, il 30 per cento del totale: occorrono criteri oggettivi" per concederla, ha detto il ministro dell'Interno Matteo Salvini ad Agorà su Rai Tre.

UNGHERIA: SALVINI, ORBAN SBAGLIA SE LASCIA SOLA ITALIA
(ANSA) - "Orban ha ragione sulla protezione delle frontiere esterne, torto quando l'Italia viene lasciata sola". Così il ministro dell'Interno Matteo Salvini ad Agorà parlando del premier ungherese del quale ha condiviso molte scelte negli ultimi anni in tema di immigrazione.

JUNCKER ORBANJUNCKER ORBAN
CONTROMOSSA DELL' ITALIA: SOSPENDERE DUBLINO E POI MINACCIA IL VETO
Marco Galluzzo per “il Corriere della Sera”

L' Italia è pronta a disdettare il regolamento di Dublino per quanto riguarda i confini marittimi. Continuerà ad applicarlo per quanto riguarda i confini terrestri, con la Francia, l'Austria, la Slovenia, per esempio, ma è pronta a tirarsi indietro dalle regole europee per tutti coloro che verranno salvati in mare, grazie ad operazioni Sar (search and rescue).

È il nucleo della proposta, ambiziosa quanto rivoluzionaria, che Roma potrebbe portare sul tavolo del prossimo Consiglio europeo, e ancora prima a quello del vertice informale che si terrà domenica prossima a Bruxelles, e al quale parteciperanno anche Spagna, Francia, Germania, Austria, Malta, Grecia, Bulgaria, Olanda e Belgio.
nave diciotti migranti 3NAVE DICIOTTI MIGRANTI

La filosofia della posizione italiana, che i funzionari del governo stanno mettendo nero su bianco, e che ha avuto un via libera ieri pomeriggio nel vertice che si è tenuto a Palazzo Chigi fra il premier Giuseppe Conte e i due vicepremier, è più o meno questa: i migranti che provengono dalla Libia, che vengono salvati nel Canale di Sicilia, nel momento in cui entrano nelle acque territoriali italiane devono considerarsi come persone che hanno varcato i confini della Ue. Per questo ieri sia Conte che Salvini hanno ripetuto che le frontiere marittime a sud della Sicilia sono «europee», prima ancora che italiane.

nave diciotti migranti 6NAVE DICIOTTI MIGRANTI
E per questo Giuseppe Conte, al termine dell'incontro con il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, a Palazzo Chigi, ha detto a muso duro che l'Italia non è disposta a prendere in considerazione le modifiche alle regole sui «movimenti secondari» (i migranti che hanno avuto il primo ingresso in Italia, che poi sono finiti in un altro Paese europeo e che secondo le regole vigenti dovrebbero essere ripresi in carico da Roma), se prima non si discuteranno e non si modificheranno le regole dei «movimenti primari».

nave diciotti migranti 4NAVE DICIOTTI MIGRANTI
È come se il nostro governo si stia preparando ad esportare a Bruxelles questo tipo di schema: l'Italia può garantire i suoi confini terrestri, sui quali ha il controllo, come fanno gli altri Paesi europei. Sui confini marittimi, specialmente quelli adiacenti alle acque territoriali libiche o tunisine, o i 27 Stati europei si dicono disposti ad un' assunzione di responsabilità collettiva, e dunque a considerarli confini di tutta l'Unione, o viceversa il nostro Paese è anche disposto ad prendere decisioni unilaterali.

MIGRANTIMIGRANTI
Assunzione di responsabilità collettiva, di tutta l'Unione, che al momento sarebbe del tutto assente, se non a parole, nella bozza delle conclusioni del vertice di fine mese. Si vedrà come e se verrà declinata, ma sicuramente non potranno mancare riferimenti a più uomini, più mezzi, maggiori risorse finanziarie, tutti della Ue. Insomma un cambio radicale di paradigma, un solco completamente diverso da quello della politica dei piccoli passi che finora ha seguito la Commissione europea come il Consiglio dei 27 Stati, sotto la regia, prevalente, di Angela Merkel.

MIGRANTIMIGRANTI
Del resto per tutto il giorno ieri Matteo Salvini ha fatto l'elenco delle barche che ancora devono essere accolte nei porti francesi e spagnoli, con un misto di baldanza e fermezza che appaiono, entrambe, conseguenza di una linea politica di rottura rispetto al passato. Ha anche messo nel mirino in modo esplicito sia la Merkel che Macron, prodighi di solidarietà solo a parole, secondo la tesi prevalente in questo momento nel nostro governo.

Una linea che Giuseppe Conte condivide, che ha tenuto a rimarcare dopo l'incontro con Tusk, ma che al tempo stesso lo preoccupa: «Non vorrei essere costretto a mettere il veto e sto lavorando per evitarlo», ha detto ai suoi collaboratori, sulle conclusioni del prossimo vertice europeo. Del resto una proposta può essere costruttiva o di rottura, a seconda di come viene scritta e di quello che esattamente contiene.

Fonte: qui

lunedì 7 maggio 2018

World War Three Is Near? The West Wants to Bypass Russia’s Veto at UN Security Council

Western countries have decided to resort to a mechanism that will let them bypass Russia's veto at the UN Security Council. This means that news stories on television may soon look like war-time reports.

A Russian perspective published by Pravda on the crisis affecting the UN Security Council in relation to the Syria chemical weapon’s saga
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It goes about the UN resolution that will make it possible to submit the question of the investigation of the alleged chemical attack in Syria to the UN General Assembly, The Guardian says. UN ambassadors have already discussed the crisis in Syria in Sweden and intend to continue discussing it this week as well.
OPCW experts are staying in Syria now, but the organisation does not have the authority to establish those responsible for the alleged attack in Syria’s Douma, the newspaper wrote.
It will be up to the UN Security Council to name the guilty. Russia has the veto right, and Moscow has already blocked more than a dozen resolutions against the Syrian authorities. In particular, Russia vetoed a US resolution on the development of a new mechanism for investigating chemical attacks in Syria.
Therefore, UN countries want to use “Uniting for Peace” resolution from November 3, 1950. If nine of fifteen members of the UN Security Council agree, it will enable them to bypass Russia’s veto and put the issue to the vote at the General Assembly. The resolution presumes a disputed issue is submitted to the General Assembly, if the Security Council, for example, is unable to maintain security and peace in the world. In this case, the UN General Assembly can give the Security Council any recommendations on peace-maintaining issues.
To agree on a mechanism for establishing responsibility for the alleged chemical attack in Syria, two-thirds of the votes of the members of the UN General Assembly – all UN members – will be required.
“Uniting for Peace” Resolution has been used several times since it was adoption in 1950. In particular, it was used in 2006 on the issue of Israel’s actions in East Jerusalem.
Pravda.Ru requested an expert opinion on the subject from Mikhail Sinelnikov-Orishak, an American political analyst.
“UN Resolution 377 from 1950, “Uniting for Peace,” which Western countries want to use to put maximum pressure on Russia, does not conform to the UN Charter. According to Paragraph 3 of Article 27 of the Charter, issues other than procedural matters shall be deemed accepted if they receive “concurring votes of all permanent members of the Council.”
“Consequently, a vote from a permanent member of the Security Council submitted against a pending decision shall be considered a vote of veto. Resolution 377, which states that the veto of a permanent member of the Security Council can be overcome under certain circumstances is known in the expert community as one of the most “contradictory acts of international law.” It has been used several times in the history of the United Nations, but most often unsuccessfully.
“For example, in 1980, the UN General Assembly unblocked a resolution, which the USSR vetoed at the Security Council demanding an immediate withdrawal of foreign troops from Afghanistan. Nothing happened. Finally, what is the difference between a resolution of the General Assembly and a decision of the Security Council on the same issue? A decision of the Security Council is binding, and a resolution is recommendatory,” the expert told Pravda.Ru.
Earlier, representatives of 114 countries supported the idea of a possible restriction of the use of the veto right by permanent members of the UN Security Council. Such a statement was made by Liechtenstein’s Foreign Affairs Minister, Aurelia Frick.
In 2013, France put forward a similar proposal, but Russia and the United States did not support the initiative. Currently, the veto right is a privilege for the Russian Federation, the United Kingdom, the United States, China and France.

lunedì 26 settembre 2016

Obama, veto alla legge che rende imputabile l’Arabia Saudita per gli attentati dell’11 settembre

Il presidente Usa esprime “profonda solidarietà” ai familiari delle vittime. Tuttavia, conferma la contrarietà per una legge “lesiva degli interessi nazionali”. 

Riyadh aveva minacciato di strappare gli accordi economici con Washington. 

I promotori del testo annunciano battaglia: il veto può essere superato con i due terzi dei voti del Congresso. Favorevole la Clinton. 

Washington (AsiaNews/Agenzie) - Barack Obama ha posto il veto sulla controversa  legge approvata di recente dal Congresso Usa, che permette ai parenti delle vittime dell’11 settembre di citare in giudizio i Paesi sospettati di aver sostenuto gli attacchi. Fra questi vi è anche l’Arabia Saudita, alleato storico degli Stati Uniti nella regione mediorientale. In una nota la Casa Bianca sottolinea che il presidente degli Stati Uniti esprime “profonda solidarietà” con i familiari delle oltre 3mila persone uccise negli attentati; tuttavia, egli non può permettere il via libera a una norma [il  Justice Against Sponsors of Terrorism Act, ndr] che sarebbe “lesiva degli interessi nazionali”. 

L’Arabia Saudita è un alleato di lungo corso degli Usa. Dal regno wahhabita provengono 15 dei 19 attentatori che hanno compiuto gli attacchi dell’11 settembre negli Stati Uniti, in cui sono morte circa 3mila persone; tuttavia, non sono mai emersi in questi anni legami diretti dei vertici di Riyadh negli attacchi. 

La legge, che ha ricevuto il via libera dalla Camera e dal Senato, è stato oggetto di critiche anche da parte delle monarchie del Golfo, perché “contraddice le fondamenta e i principi delle relazioni fra Stati” e, in particolare, va a colpire “l’immunità giurisdizionale”. 

Obama si è sempre detto contrario alla sua approvazione, perché potrebbe renderebbe imputabili gli Stati Uniti in procedimenti intentati da governi stranieri. Inoltre, la legge rischia di incrinare ancor più i già delicati rapporti con Riyadh che ha criticato con forza la scelta dell’amministrazione Usa di stringere un accordo sul nucleare con l’Iran, nemico storico dei sauditi. 

Nelle scorse settimane il ministero saudita degli Esteri aveva minacciato di ritirare gli investimenti e i contratti economico-commerciali fra Riyadh e Washington. L’Arabia Saudita ha investito 750 miliardi di dollari nelle banche degli Stati Uniti. 

Intanto fra i promotori - molti dei quali compagni di partito del presidente - regna malumore e disapprovazione per la scelta di Obama. Il senatore democratico Chuck Schumer, che ha promosso in prima persona il testo di legge - di dice “contrariato” e annuncia nuove azioni parlamentari per superare il veto. “Se i sauditi non hanno fatto nulla di male - ha aggiunto - non hanno nulla da temere riguardo alla norma. Ma se sono colpevoli, devono rispondere dei crimini commessi”. 

Il veto di Obama potrà essere superato da una votazione congiunta di entrambe le Camere, che abbia almeno i due terzi dei consensi fra deputati e senatori. 

E proprio sul provvedimento legato alle stragi dell’11 settembre si era consumato il primo strappo fra l’attuale amministrazione e la candidata democratica alle presidenziali di novembre. Poco prima dell’annuncio di Obama, infatti, Hillary Clinton aveva annunciato che, in caso di elezione, avrebbe dato il suo via libera alla norma.

Fonte: qui