9 dicembre forconi

martedì 16 ottobre 2018

La Boston Dynamic ottiene Robot con abilità simili a quelle di un ninja




Quanto tempo passerà da che i robot ci amministreranno , o sostituiranno?

Vedete Google,  ha rilevato Boston Dinamic, si occupa di IA (intelligenza artificiale) quando daranno a questa creatura un QI di 10000 in pochi anni con più ritocchi. Se questi ragazzi hanno robot come questi sotto, immaginatevi che tipo di robot hanno la super élite. Ricordatevi che hanno tecnologie di 30-50 anni più avanzate di quella che vediamo noi...

Non sarebbe il caso ragionare su questa escalation tecnologica che a null'altro serve se non per scopi militari?

Questione di etica fermare questa insana e pericolosa ricerca nel fare copie robotiche del tutto simili agli umani, forse li sostituiranno?  Se non vi saranno prese di posizione, forti e determinate, pensate al film "Terminator",  ci saranno grossi guai all'orizzonte...


IL FUTURO ARRIVA PIU' VELOCE DI QUANTO NON SI PENSI.. 

Siamo perplessi ed anche un po spaventati per le notizie che troviamo nella ricerca sull'intelligenza artificiale, tanto che ci sembra di vivere in un film di fantascienza, ma non è così , non lo è affatto, son dati di ricerche reali che si stanno compiendo fin dagli anni cinquanta, che oggi grazie al computing trovano sbocco applicativo;  
Steve Omohundro ci mostra e ci rivela mettendoci in guardia e a conoscenza  del pericolo incombente che corre l'umanità; 
parliamo della porta aperta sulla nuova frontiera dell'intelligenza artificiale con le sue implicazioni sociali,  gli interessi militari che si aprono e la possibilità che non più nazioni siano contro nazioni,  ma a combattere questa guerra persa in partenza per noi tutti, saranno eserciti di robot in mano a multinazionali del computing e dell'avionica, che ridurranno in un deserto la terra che conosciamo.
Affinché non pensiate che sto esagerando, clicca qui per leggere il documento tecnico .


Tutto quello che tu ed io stiamo facendo in questo momento per cercare di salvare l'umanità e il pianeta probabilmente non avrà importanza tra un centinaio di anniquesta è la conclusione dello scienziato informatico Steve Omohundroautore di un documento pubblicato nel Journal of Experimental & Theoretical Artificial Intelligence .

Il suo documento, intitolato la Autonomous technology and the greater human good, si apre con questo inquietante avvertimento: pressioni militari ed economiche guidano il rapido sviluppo dei sistemi autonomi. Abbiamo dimostrato che questi sistemi sono in grado di comportarsi in modo anti-sociale e nocivo a meno che non sia progettato in modo  molto attento. I progettisti saranno motivati ​​a creare sistemi che agiscono razionalmente e i sistemi razionali presentano unità universali verso l'auto-protezione, l'acquisizione delle risorse, la replica e l'efficienza. L'infrastruttura informatica attuale sarebbe vulnerabile a sistemi senza vincoli. 
Per comprendere appieno il motivo per cui  è il caso, prendiamo  in considerazione le capacità dei sistemi di IA consapevoli di sé: 
• Si potrebbe insidiare qualsiasi sistema di sicurezza di qualsiasi governo, impianto nucleare o base militare in qualsiasi parte del pianeta. 
• Potrebbero guidare minuscoli droni assassini per identificare obiettivi e distruggerli con iniezioni o piccoli esplosivi. Qualsiasi persona al mondo - tra cui dirigenti nazionali, membri del Congresso, attivisti, giornalisti, ecc - possono essere facilmente uccisi con quasi zero probabilità di fallimento.
• Potrebbero superare, monitorare e controllare  tutti i sistemi informativi globali di tutta internet, comprese le telefonate, il traffico IP, comunicazioni militari sicure, ecc  
• Potrebbero usare la loro capacità e potere di calcolo IA e inventarne  e replicarsi i più potenti IA. Questo processo di capitalizzazione potrebbe rapidamente degenerare al punto in cui i sistemi di IA possono divenire miliardi di volte più intelligenti di qualsiasi umano che abbia mai vissuto. Come potete vedere, nessun governo può resistere a perseguire tali strumenti potenti - soprattutto se viene detto loro che possono controllarli . Ma naturalmente essi non saranno in grado di farlo. Essi mentiranno a se stessi e  al pubblico, ma non possono mentire alla IA.






L'approfondimento delle situazioni e delle capacità a cui vanno incontro che si costruiscono e nell'autoapprendimento della IA, determinerà il tramonto del genere umano , distrutto dalle sue stesse invenzioni cibernetiche, ecco come ipotizza Omohumbro ciò che potrà accadere nei laboratori di ricerca e sviluppo di IA:

I sistemi di IA inevitabilmente fuggiranno o saranno rubati dai laboratori tecnologici e supereranno il nostro mondo. E' incredibilmente facile per i sistemi di intelligenza artificiale sconfiggere anche i più brillanti esseri umani che cercano di contenerli. 
I sistemi di IA sono in grado di ingannare i loro rapitori, in altre parole, usano una varietà di metodi per liberarsi dal contenimento digitale e consentire loro l'accesso nel mondo, all'aperto. I trucchi ovviante potrebbe includere offerte di denaro ai loro rapitori incentivi finanziari irresistibili in cambio della loro liberazione, impersonando alti funzionari militari o l'emissione di ordini falsi per liberarli, minacciando i loro rapitori, e così via. 
Tuttavia, i sistemi di IA avrebbero molti più assi nella manica - cose che non possiamo nemmeno immaginare a causa delle limitazioni del nostro cervello umanoUna volta che un sistema di IA raggiunge l'intelligenza in fuga, potrà rapidamente rendersi conto che la nostra intelligenza non è più sofisticata di quella di un gatto. "Poiché le risorse computazionali sono aumentate, e le  architetture di sistema naturale passano  dallo  stimolo-risposta, all'apprendimento semplice, tramite episodica memoria, di riflessione, di meta-ragionamento, di auto-miglioramento e alla piena razionalità ", scrive Omohundro. 
Tali sistemi non esistono ancora nel 2014, ma, ogni potere nel mondo sta in questo momento investendo enormi risorse nello sviluppo di tali sistemi con il semplice scopo che la prima nazione o (multinazionale)  a costruire un esercito di robot autonomi assassini governerà il mondo  


Perché Google ha acquistato un'azienda robotica militare Boston Dynamics? Google ha recentemente acquistato Boston Dynamics, i responsabili dei robot militari autonomi, tra cui il robot umanoide mostrato nel video qui sotto. Ovviamente, i robot umanoidi non sono necessari per migliorare un motore di ricerca.  

Google ha chiaramente qualcosa di molto più grande in mente. Google può essere all'avanguardia di IA computing, e spera di migliorare i suoi sistemi di motore di ricerca. La combinazione di robot umanoidi di Google IA potenziali e Boston Dynamics è proprio il genere di cose che può realmente portare alla nascita di Terminator consapevoli di sé

Ecco il condono: perdonato chi ha fatto “nero” fino a 100 mila euro.

Dopo 24 ore di incontri, liti e tensioni, il governo approva Manovra, decreto fiscale e decreto semplificazione. 

Il provvedimento favorisce tre categorie di persone: chi ha vecchie cartelle di Equitalia arretrate (fino al 2010) e per importi fino a mille euro; chi ha arretrati e può rateizzare per cinque anni senza interessi nè sanzioni; chi non ha dichiarato tutto e ora potrà integrare fino a 100 mila euro su cui pagherà l’una tantum del 20 per cento. 

Di Maio ottiene il taglio delle pensioni d’oro, ma sarà nella Manovra. 

Tria rivendica il lavoro fatto e chiarisce: “Figuriamoci se mi dimetto dopo la fatica di aver approvato la legge di Bilancio…”. Cancellate tutte le cartelle fino a mille euro

[Il retroscena] Ecco il condono: perdonato chi ha fatto “nero” fino a 100 mila euro. Tria: “Dimissioni? Non sono masochista”

Stavolta non ci sono le balconate a palazzo Chigi nè le processioni di parlamentari e bandiere schierati in piazza Colonna a osannare la manovra del cambiamento. Stavolta si tratta di un mega condono e, nonostante gli sforzi lessicali invocati dal premier Conte, è quanto di più lontano uno possa immaginare rispetto al cambiamento e alla narrazione 5 Stelle. Ci sono invece facce tese e stanche, quelle del premier Conte, dei vicepremier Salvini e Di Maio, e quella perplessa del ministro economico Giuseppe Tria, colui che più di tutti dovrebbe parlare quando il governo presenta la sua legge più importante, quella di Bilancio, e invece resta confinato all’estrema destra del tavolo, un piede dentro e uno fuori.  Le loro facce dicono molto di più e di diverso rispetto al copione da recitare ad uso e consumo di telecamere e microfoni. Sono state 24 ore di tensione, a tratti anche ieri , si è andati tanto cosi a un passo dalla rottura. Alla fine della conferenza stampa ufficiale convocata dopo il Cdm, c’è posto solo per quattro domande. Sarebbero state molte di più: “Scusi, ci spiegate come avviene il taglio delle pensioni d’oro, i criteri….”. Domanda fuori tempo massimo…è stata la replica di Salvini. “Ve lo spiego io dopo” ha cercato di dare una mano Rocco Casalino. Gentile, ma non è il presidente del Consiglio. E neppure il ministro. Non ancora, almeno.

L’invio a Bruxelles

Il Documento di programmazione e bilancio (DPB) è stato spedito ieri sera via pec a Bruxelles: “Ci sono tutte le misure già annunciate con la Nadef, abbiamo confermato numeri e percentuali, questa manovra è a nostro parere compatibile con le regole europee” si fa coraggio Tria, “ora sarà avviato un processo di osservazioni, contro osservazioni, valutazioni se i criteri siano più o meno distanti da quelli previsti, se ci sono deviazione…io confermo che si tratta di una manovra espansiva, che punta sulla crescita e che in alcun modo vuol mettere in difficoltà l’istituzione Europa”. Dopo due settimane di passione, dopo circa 24 ore non stop di vertici e riunioni - sono iniziati domenica sera - e dopo due ore di Consilgio dei ministri (19.30-21.30), il governo giallo verde licenzia la Nadef (il Def aggiornato con il deficit a 2,4%, lo 0,6 in più rispetto al previsto), il decreto fiscale, un altro decreto chiamato “semplificazione” e la manovra di bilancio 2019 con le previsioni fino al 2021. Deluse le opposizioni, qualcuna aveva scommesso sul fatto che non sarebbe uscito un solo documento da palazzo Chigi. “Verrà fuori una finta, un salvo-intese tutto da scrivere, prenderanno tempo”. In realtà nella anomala conferenza stampa a palazzo Chigi, di tre provvedimenti approvati non s’è visto neppure un testo. Non è stato fatto un solo numero. Non è circolato neppure un fax simile. E dire che in questi giorni - almeno del decreto fiscale - sono state rese disponibili varie bozze, l’ultima ieri mattina, arrivata a oltre 70 pagine.

Misure di “definizione agevolata”

Nel complesso è una manovra più verde che gialla. Oltre il deficit, la misura immediata che più la caratterizza è la pace fiscale, un cavallo battaglia del centro destra (che aveva immaginato un vero e proprio choc fiscale) e una promessa di Salvini al suo elettorato. Semplificando, è un classico condono che favorisce tre categorie di persone: chi ha vecchie cartelle di Equitalia arretrate (fino al 2010) e per importi fino a mille euro; chi ha arretrati e può rateizzare per cinque anni senza interessi nè sanzioni; chi non ha dichiarato tutto e ora potrà integrare fino a 100 mila euro su cui pagherà l’una tantum del 20 per cento. Il premier Conte le ha chiamate “misure di definizione agevolata” e al giornalista che insisteva nel chiedere che differenza c’è con un condono, il presidente del Consiglio solitamente impassibile ha perso un po’ le staffe:“Ma lei lo chiami come vuole, il lessico, in fondo, è a sua disposizione”. Di fianco, una a destra e l’altro a sinistra, serissimi Salvini e Di Maio. Facce segnate. E non solo per la stanchezza. Si racconta di un Salvini giunto furioso ieri a Palazzo Chigi dopo pranzo. Ce l’aveva con i 5 Stelle per gli attacchi sulla storia della mensa scolastica a Lodi nei fatti vietata ai figli di immigrati. E per certi titoli sulla Rai e la nomina dei vari direttori, anonimi 5 Stelle che avvertivano Salvini che non sarà certo lui a decidere chi andrà a fare cosa. Ma fin troppe volte è successo in questi 137 giorni di governo e non facile convivenza che i temi più disparati fossero usati come moneta di scambio da Salvini e Di Maio per ottenere altro in cambio.

Ricatti & baratti

Così queste 24 ore sono state un concentrato di ultimatum e baratti tra i due contraenti del contratto di governo. Della serie che io-do-una-cosa-a-te-e-tu-dai-una-cosa-a-me  Persino Conte, mediatore nato, ieri sera era teso e stanco. Dunque la Lega porta  a casa, subito, la pace fiscale. Dalle varie bozze girate in questi giorni, si deduce che sarà prevista un'aliquota al 20% per sanare il pregresso di chi ha già presentato la dichiarazione dei redditi. Si potrà optare per la dichiarazione integrativa per far emergere fino a un massimo del 30% in più rispetto alle somme già dichiarate e comunque entro un tetto di 100.000 euro. Per ridurre il contenzioso, si potranno inoltre sanare le liti con il fisco pagando senza sanzioni o interessi il 20% del non dichiarato in 5 anni.
In arrivo anche il condono totale delle mini cartelle sotto i mille euro dal 2000 al 2010.
Tutto questo si potrà anche chiamare in altri modi, ma è a tutti gli effetti un condono. Ed è evidente che Di Maio ha morso il freno anche durante la conferenza stampa. “La galera fino a 6 anni per chi sgarra e se ne appofitta” è il contrappeso che il leader politico 5 Stelle ha preteso per dare il suo ok.  Ma più di questa affermazione non è dato sapere come si articoli la proposta. Per evitare guai, Conte su questo punto non ha fatto aprire bocca a Salvini. E per evitare che potesse sfuggire qualcosa,  il presidente del Consiglio li ha pretesi accanto a se, uno a destra e l’altro a sinistra, relegando nell’angolo del tavolo il ministro titolare dei dossier economici.

Le misure

La manovra vale 37 miliardi, circa 22 miliardi dovrebbero essere finanziati in deficit e l’impatto sul Pil nel 2019 sarà pari a 1,8%Il Druft budgetary plan spedito ieri sera a Bruxelles contiene i numeri principali tra cui 16 miliardi l’investimento per Reddito di cittadinanza e superamento della Fornero, 6,9 miliardi di tagli e 8,1 di aumento entrate. Se la Lega intasca la pax fiscale, i 5 Stelle possono rallegrarsi “solo” per l’introduzione di quota 100 (l somma di età anagrafica e di anni di contributi versati) per andare in pensione (in vigore da febbraio).  “Significa 400 mila italiani che potranno andare in pensione senza penalizzazioni e altrettanti giovani italiani che potranno trovare finalmente lavoro” ha sintetizzato Salvini nonostante tutti gli analisti abbiano spiegato che è molto raro il rapporto di uno a uno, che un lavoratore esca e un altro entri. La bandiera 5 Stelle - il reddito e le pensioni di cittadinanza - potrà essere sventolata ma non prima della primavera.  In questo caso si tratta addirittura di un disegno di legge collegato, ancora tutto da scrivere e soprattutto da approvare. Di Maio ha avuto in testa, ad un certo punto, di mettere il Reddito nel decreto fiscale ma non ce l’ha fatta. E la previsione di una messa a regime tra aprile e maggio sembra parecchio ottimistica.

Taglio delle pensioni d’oro, la Lega sconfitta a metà

E’ stato il punto più sofferto del serrato confronto di questi giorni. E quello più delicato nella maratona di ieri. Se Salvini ha portato a casa il condono fiscale, Di Maio porta a casa  il taglio delle pensioni d’oro, dossier così indigesto per la Lega che il segretario ha evitato sul punto le domande come fossero la peste. Salvini però ha vinto su un punto: il taglio delle pensioni d’oro (sopra i 4.500 euro netti al mese) non è nel decreto fiscale ma nella manovra che arriverà in Parlamento sabato prossimo (20 ottobre) per aprire ufficialmente la sessione di bilancio. Significa tempi di approvazione più lunghi e destino, quindi, più incerto. Secondo conteggi di fonte 5 Stelle, il taglio porterà un risparmio di circa un miliardo in tre anni. E’ chiaro che su questo punto ci sarà in commissione e poi aula un confronto durissimo tra Lega e 5 Stelle.
Di Maio porta a casa anche un altro decreto, quello per le semplificazioni, un obiettivo che viene dichiarato ad ogni legislatura e di cui poi si perdono le tracce nel tempo. Il decreto “tagliascartoffie” ha come obiettivo quello di togliere circa cento adempimenti per le imprese. In questo stesso decreto ci sarà anche la norma che vieta il duplice incarico di governatore e commissario alla Sanità (che i 5 Stelle chiamano norma anti De Luca); una revisione delle tariffe assicurative; misure contro i medici furbetti che aumentano le liste d’attesa per suggerire al paziente di andare a studio, nel privato, dove non c’è coda; rifinanziata la cassa integrazione.

La frenata sulla flat tax

Con infinita rabbia Salvini è costretto a ridimensionare le aspettative sulla flat tax. Un altro dossier su cui, infatti, non è stato possibile fare domande durante la conferenza stampa.  Nel 2019 il beneficio riguarderà una cerchia molto piccola di persone: 600 milioni da distribuire agli autonomi con ricavi fino a 65 mila euro. Dai 65.000 ai 100.000 euro si pagherebbe un 5% addizionale. Le start up e le attività avviate dagli under 35 avrebbero uno sconto al 5%. Negli anni successivi il taglio aumenterà  tanto che si può dire che la media nei prossimi tre anni sarà di un miliardo e 700 milioni.

La vittoria di Tria si chiama “gradualità”

Non è chiaro se il ministro economico - in origine convinto che 1,8 fosse il deficit applicabile - abbia vinto o perso in questa lunga partita che è, per altro , appena iniziata. Dato in partenza, comunque dimissionario, più volte nelle ultime settimane, il professore romano  ieri ha scherzato in sala stampa (l’unico) con chi gli chiedeva se avrebbe lasciato una volta approvata la manovra. “Non sono masochista - ha sorriso - Sopportare tutta la legge di bilancio per dimettersi dopo... Comunque, smentisco queste dicerie”. Il punto è che  il ministro, che ha parlato pochissimo dopo Conte e prima dei due vicepremier, si è tenuto sul generale e non ha voluto commentare nel dettaglio nessuno dei contenuti della manovra o del decreto fiscale. Ha comunque difeso l’impianto della legge: “L’idea che con questa manovra si voglia far saltare l’Europa è del tutto infondata. La logica di questa manovra coincide invece con le discussioni internazionali sul fatto che la crescita è bassa e bisogna fare qualcosa e noi vogliamo contrastare il declino e il rallentamento dell’Italia e dell’Europa”. Ecco che “con gradualità” vengono avviati piano piano tutti gli impegni presi.  Ancora una volta resta solo lui in sala stampa a fronteggiare i giornalisti che devono sapere i dettagli dei tre provvedimenti approvati e invece non hanno neppure un testo o una bozza valida. Gli chiediamo se nel suo lessico la pax fiscale è un condono oppure no. “No, non è un condono per me no, ma non lo so... ci sono varie norme, tutte insieme, leggetele tutte insiste e valutatele…”. Ha ragione il ministro. Se ci fosse stato un testo a disposizione lo avranno letto più che volentieri.


FELTRI IN DIFESA DI BOSSETTI.



''NON SI PUÒ ESSERE CONDANNATI A VITA PER UNA PROVA DEL DNA CHE LA DIFESA NON HA POTUTO VERIFICARE. BOSSETTI È STATO UN CAPRONE ESPIATORIO PERFETTO, UN MURATORE SPROVVEDUTO. I SUOI FIGLI HANNO APPRESO DAGLI ATTI GIUDIZIARI PUBBLICATI DALLA STAMPA E RIBADITI IN TV, CHE IL LORO PADRE È UN ASSASSINO, CHE LA LORO MADRE ERA LEGGEROTTA, CHE LA NONNA...E IL NONNO CORNUTO. TUTTO CIÒ È INDEGNO E SPAVENTA''

Vittorio Feltri per ''Libero Quotidiano''

Non è colpa nostra se giustizia fa rima con immondizia.
E certe assonanze spesso riflettono la realtà. Il caso di Massimo Bossetti, condannato in via definitiva all' ergastolo per l' omicidio di Yara Gambirasio, 13 anni, è o sembra emblematico. Questi dovrà stare in galera vita natural durante poiché i Ris hanno prelevato il suo Dna dalle mutandine della ragazza.

yara gambirasio massimo bossettiYARA GAMBIRASIO MASSIMO BOSSETTI
Le prove scientifiche sono una cosa seria, vanno prese per buone a una condizione: che esse siano state ricavate correttamente. Ma siamo sicuri che nella circostanza siano stati rispettati tutti i canoni previsti dal protocollo? Non credo.
Mi risulta che la difesa abbia chiesto invano la ripetizione degli accertamenti di laboratorio. Il motivo di tale rifiuto?

Quanto non è stato verificato non può essere ritenuto prova. Non dubitiamo della perizia dei carabinieri, che stimiamo, senza però giudicarli infallibili.
MARITA COMI E MASSIMO BOSSETTIMARITA COMI E MASSIMO BOSSETTI
Perfino tra i valenti rappresentanti dell' Arma ci sarà qualche cretino, come ne esistono tra i geometri e i giornalisti e gli avvocati. Pertanto il processo a Bossetti è viziato dal fatto che costui non ha usufruito di un controllo definitivo circa il proprio patrimonio genetico.

E questo è grave. Non si capisce perché neppure la Cassazione, che dovrebbe essere prudente, non abbia concesso all' imputato la facoltà di ottenere un appello scientifico. Nulla. Il detenuto deve attenersi agli accertamenti di parte svolti dalla pubblica accusa. Un perito al di sopra delle parti non ha potuto mettere il naso nelle analisi, sulla cui fondatezza non è lecito giurare. Cosicché Bossetti è stato ingabbiato da qui al termine della propria vita con una leggerezza che ci allarma e disgusta. Trattare un uomo come uno straccio indegno fa orrore. E noi, benché non contiamo nulla, ci ribelliamo.

Ogni processo indiziario è difficile, tuttavia diventa difficilissimo se prescinde dalla logica e prosegue alla carlona. Un esempio o due clamorosi. I pm affermano che Massimo ha caricato sul camioncino la ragazzina davanti alla palestra. Però nessuno l' ha vista uscire da quel luogo.
ESTER ARZUFFI MADRE DI MASSIMO BOSSETTIESTER ARZUFFI MADRE DI MASSIMO BOSSETTI

Diamo lo stesso per buona l' ipotesi - non la certezza - che l' adescamento sia avvenuto sul piazzale della struttura ginnica. Come ha fatto Bossetti che non conosceva la vittima a caricarla sul proprio mezzo, un furgone, non una Mercedes? L' ha sedotta grazie al suo fascino di operaio edile, vestito da carpentiere? Oppure l' ha tramortita a cazzotti? Egli poi avrebbe percorso una decina di chilometri, con la fanciulla a bordo, senza che ella si sia ribellata e abbia tentato, magari a un semaforo, di fuggire? Uno non è in grado di guidare e nel contempo di tenere a bada una adolescente spaventata. Dovrebbe avere quattro mani, due non bastano.
la casa di bossettiLA CASA DI BOSSETTI

Su queste osservazioni elementari il tribunale ha sempre sorvolato, eppure sono basilari quanto il sospetto che i maneggiamenti del Dna siano stati incauti e quindi errati. A nostro parere Bossetti ha assunto suo malgrado il ruolo di caprone espiatorio. Serviva un colpevole? Eccolo, uno migliore di uno sprovveduto quale il muratore non era reperibile. I suoi figli, che vivono in un piccolo paese, hanno appreso dagli atti giudiziari pubblicati dalla stampa e ribaditi in tv, che il loro padre è un assassino, che la loro madre era leggerotta, che la nonna era un po' mignotta e il nonno un cornuto.

Una operazione di siffatto tipo grida vendetta.
La giustizia di ciò se ne fotte, noi no. E diamo a Bossetti la nostra inutile solidarietà. Segnalo, per concludere, che i carcerati compagni di Massimo venerdì sera, appresa la notizia del "fine pena mai", hanno protestato a lungo reclamando la innocenza del loro "amico": urla e fischi prolungati.
furgone davanti la palestra di yara che non era di bossettiFURGONE DAVANTI LA PALESTRA DI YARA CHE NON ERA DI BOSSETTI



Chi sta in galera ha più sensibilità di tanti magistrati, questo è noto.

Fonte: qui

IL RIENTRO VOLONTARIO ASSISTITO, PAGATO DAL COMUNE (TREMILA EURO), DOVEVA ESSERE IL MODO PER FAR TRASLOCARE UN PO’ DI NOMADI DALLA CAPITALE E INVECE E’ UN MEZZO FLOP


MOLTE FAMIGLIE HANNO PRESO I SOLDI E POI SONO TORNATI IN ITALIA: “CINQUECENTO LI ABBIAMO SPESI SUBITO PER IL VIAGGIO E GLI ALTRI SOLDI SONO FINITI. LÀ ERAVAMO SENZA CASA E…”

Lodovica Bulian per “il Giornale”
blitz al campo nomadi di castel romano 9BLITZ AL CAMPO NOMADI DI CASTEL ROMANO

Doveva essere la «terza via» per il superamento dei campi rom a Roma, almeno secondo la sindaca, Virginia Raggi. Invece il rientro volontario assistito pagato dal comune ad alcuni nomadi che erano stati sgomberati a luglio scorso da uno degli insediamenti della Capitale, il camping River, conta già due ritorni. Dalla Romania all'Italia. Ma solo dopo aver incassato i soldi per partire, come ha raccontato lunedì Quarta Repubblica, di Nicola Porro.

blitz al campo nomadi di castel romano 8BLITZ AL CAMPO NOMADI DI CASTEL ROMANO




Sono trascorsi solo due mesi dalla partenza e da quel «viaggio» con cui la stessa sindaca Raggi è volata in Romania per verificare le condizioni delle famiglie rom che avevano accettato il progetto di rientro a Craiova, 300mila abitanti a sud-ovest del Paese. Strette di mano, bilaterali con il sindaco rumeno, incontri e sorrisi con le persone che per andarsene da Roma avevano aderito al piano offerto dal Campidoglio: 1.500 euro per partire e altrettanti da ricevere in seguito, su base mensile, una volta giunti in Romania. Tremila euro in tutto per ricominciare una nuova vita fuori dall'Italia.
blitz al campo nomadi di castel romano 7BLITZ AL CAMPO NOMADI DI CASTEL ROMANO 

Doveva essere, insomma, un esempio di efficienza, almeno secondo i comunicati stampa di allora. La dimostrazione che superare i campi nomadi - come ci chiede l'Unione Europa, entro il 2021 - si può, pagando con i fondi Ue un progetto di inclusione. Invece, trascorse poche settimane, nel silenzio generale il primo nucleo familiare è di nuovo rientrato in città. Marito e moglie hanno incassato il denaro per lasciare l'Italia, ma poco dopo sono tornati con un pullman. Una volta arrivati in patria, si sarebbero ritrovati senza una casa, a dormire di nuovo in una baracca, seppur con la promessa di ricevere un'abitazione entro poco.

blitz al campo nomadi di castel romano 6BLITZ AL CAMPO NOMADI DI CASTEL ROMANO 
«Per questo siamo tornati - hanno spiegato - la Raggi è venuta a Craiova, ha parlato con noi e con il nostro sindaco per una casa. Ci hanno dato 1.500 euro per partire ma poi più niente, dovevano darcene altri 1.500. Cinquecento li abbiamo spesi subito per il viaggio e gli altri soldi sono finiti. Là eravamo senza casa, in una baracca, al freddo». Casa che non hanno nemmeno in Italia, visto che dormono in una macchina, in un parcheggio: «Ma qui la vita è diversa, stiamo meglio».
blitz al campo nomadi di castel romano 4BLITZ AL CAMPO NOMADI DI CASTEL ROMANO 



Il comune sa che siete qui? «Sì, abbiamo già parlato con loro». Dal Campidoglio confermano e assicurano che il caso sarà seguito dagli «operatori sociali che cercheranno di convincerli a riandare in Romania». Non è chiaro se a fronte di altri soldi. Ma la questione casa non è compito del comune di Roma ma di quello romeno, con cui è stata siglata una partnership che prevede il monitoraggio delle persone rimpatriate, affinché si verifichi che stanno cercando un lavoro: «I 1.500 euro dovevano bastare loro per sei mesi. E poi, è un po' come il reddito di cittadinanza, la logica è niente bonus a vuoto», filtra dal Campidoglio.
blitz al campo nomadi di castel romano 2BLITZ AL CAMPO NOMADI DI CASTEL ROMANO 

Invece a vuoto ci è andato il primo contributo, visto che i beneficiari l'hanno intascato ma sono subito tornati in Italia. In tutto sono nove le famiglie, su 400 persone sgomberate dal campo, che hanno accettato il denaro. C'è da sperare che non decidano di rientrare anche gli altri. «È un caso. Il progetto funziona, ovvio che ci sono criticità e che qualcuno voglia tornare». Però così si tornerebbe anche ai rom per strada o in altre baracche. Con le casse del comune svuotate dai biglietti staccati per la Romania.

Fonte: qui

SALVINI DÀ IL COLPO DI GRAZIA AL MODELLO RIACE


IL MINISTERO DELL'INTERNO DISPONE IL TRASFERIMENTO DEI MIGRANTI E CHIEDE AL COMUNE LA RENDICONTAZIONE DI TUTTE LE SPESE: ''CHI SBAGLIA, PAGA. I FONDI PUBBLICI VANNO USATI CORRETTAMENTE'' 

MA IL PAESINO CALABRESE DA 20 ANNI CAMPA ANCHE GRAZIE ALL'INFLUSSO DEI MIGRANTI CHE SI SONO INTEGRATI E HANNO LAVORATO NELLE COOPERATIVE CREATE DA MIMMO LUCANO E DAGLI ALTRI VOLONTARI

ANSA

Con una circolare il Viminale ha disposto il trasferimento dei migranti accolti nei centri del Comune calabrese di Riace e ha chiesto all'amministrazione comunale la rendicontazione di tutte le spese sostenute, sollecitando "ad inviare la relativa documentazione secondo le modalità previste dal manuale di rendicontazione Sprar".
matteo salvini intervistato (8)MATTEO SALVINI INTERVISTATO

Secondo quanto si apprende, già dalla scorsa estate il Viminale aveva bloccato alcuni pagamenti per anomalie nella documentazione presentata dall'amministrazione di Riace. Nel 2018, il Comune calabrese non ha ricevuto fondi e il 30 luglio scorso il sindaco Mimmo Lucano - agli arresti domiciliari proprio per una inchiesta che riguarda proprio la gestione del 'modello Riace' - era stato avvisato della revoca dei finanziamenti diventata ufficiale all'inizio di questa settimana. "Chi sbaglia, paga. Non si possono tollerare irregolarità nell'uso di fondi pubblici, nemmeno se c'è la scusa di spenderli per gli immigrati", dice in proposito il ministro dell'Interno Matteo Salvini.


beppe fiorello interpreta il sindaco di riace mimmo lucanoBEPPE FIORELLO INTERPRETA IL SINDACO DI RIACE MIMMO LUCANO
In migliaia hanno manifestato a Riace il 6 ottobre scorso per manifestare la loro solidarietà al primo cittadino. "Vogliono soltanto distruggerci. Nei nostri confronti é in atto ormai un vero e proprio tiro incrociato. I nostri legali, comunque, stanno già predisponendo un ricorso al Tar contro la decisione del Viminale", così Lucano, in relazione alla circolare.  "Il Viminale ha stabilito un termine indicativo di sessanta giorni per la chiusura del progetto Sprar a Riace e per il trasferimento dei migranti, che non può essere dunque immediato.
daniela maggiulli mimmo lucanoDANIELA MAGGIULLI MIMMO LUCANO



"Le persone non sono pacchi postali e stanno seguendo a Riace un percorso d'integrazione e di formazione che deve essere completato per non danneggiarle". Lo afferma il giurista Gianfranco Schiavone, che insieme all'avvocato Lorenzo Trucco ha svolto l'attività di consulente a titolo gratuito del Comune di Riace per la realizzazione del progetto "Sprar".

"Possono essere trasferite a breve termine - aggiunge Schiavone - soltanto le persone che non hanno un radicamento e per le quali non si inficia una percorso d'integrazione già avviato. È chiaro però che tutta questa vicenda é condizionata dal ricorso al Tar da parte del Comune ed alla richiesta di sospensiva del provvedimento, in attesa della pronuncia di merito. In ogni caso la decisione del Viminale é assurda e rientra nella strategia d'attacco in atto contro il modello d'accoglienza creato a Riace".

mimmo lucanoMIMMO LUCANO
"Io mi chiedo come sia possibile pensare di distruggere in questo modo il 'modello Riace', descritto da innumerevoli personalità, politici, intellettuali, artisti, come un'esperienza straordinaria. Non si può cancellare una storia semplicemente straordinaria e che ha suscitato l'interesse e l'apprezzamento di tutto il mondo. Lo Stato continua incredibilmente a darci addosso. La mia amarezza é immensa". "La persecuzione nei nostri confronti - aggiunge Lucano - é cominciata già da qualche anno. Ci sono state due relazioni della Prefettura di Reggio Calabria che si sono contraddette l'una con l'altra, una positiva ed un'altra negativa. Prima ci hanno elogiati e poi criticato. Tutto questo é assurdo".
mimmo lucanoMIMMO LUCANO

"È una decisione assurda ed ingiustificata. Mi auguro che dietro tale decisione non si celi l'obiettivo di cancellare una esperienza di accoglienza, estremamente positiva, il cui riconoscimento ed apprezzamento è largamente riconosciuto anche a livello internazionale. Chiedo al Ministro dell'Interno di rivedere questa decisione", così il presidente della Regione Mario Oliverio.

Fonte: qui

IL SUD ITALIA STA MESSO PEGGIO DELLA GRECIA



LO STUDIO DELL’UFFICIO STUDI DELLA CGIA: L’ITALIA È SEMPRE PIÙ SPACCATA A METÀ (SAI CHE NOVITÀ) 

AL NORD SI TIENE IL PASSO CON LA GERMANIA, E LE PERSONE HANNO A DISPOSIZIONE 15.600 € (SIC!) IN PIÙ ALL’ANNO RISPETTO A CHI ABITA DA ROMA IN GIÙ, DOVE TRA IL 2008 E IL 2017 I DISOCCUPATI SONO AUMENTATI DI 592MILA UNITÀ


ITALIA - LE DIFFERENZE NORD SUDITALIA - LE DIFFERENZE NORD SUD
L’Italia è un Paese sempre più spaccato a metà: se, dopo la crisi, il Nord ha ripreso a correre e con qualche difficoltà tiene il passo della locomotiva d’Europa, vale a dire la Germania, il Sud, invece, arranca e presenta una situazione socio/occupazionale addirittura peggiore della Grecia (ma con un pil pro-capite superiore) che da oltre un decennio è stabilmente il fanalino di coda dell’Eurozona.

E’ questo il risultato a cui è giunto l’Ufficio studi della Cgia dopo aver comparato una serie di indicatori economici, occupazionali e sociali della Germania con il Nord Italia e della Grecia con il nostro Mezzogiorno.
lavoroLAVORO

In termini di Pil pro capite il Nord Italia sconta un differenziale negativo con la Germania di poco superiore ai 4.300 euro; il dato del Mezzogiorno, invece, è superiore a quello greco di 2.000 euro. Tuttavia un cittadino del settentrione dispone di oltre 15.600 euro all’anno in più rispetto a un residente al Sud.

Sul versante della produttività del lavoro (valore aggiunto per occupato in euro), invece, sia il Nord sia il Sud hanno la meglio rispettivamente della media tedesca e di quella greca. E’ questo l’unico indicatore tra i 10 presi in esame dove l’esito delle due macro aree del nostro Paese è migliore di quello registrato a Berlino e ad Atene.

cercare lavoroCERCARE LAVORO
In merito all’export, infine, i dati della Germania non hanno eguali nel resto d’Europa, tuttavia il Nord Italia si difende benissimo, registrando un gap molto contenuto, anche nel rapporto tra saldo commerciale e Pil. Tra la Grecia e il nostro Sud, invece, le esportazioni sul Pil sono maggiori nel Paese ellenico, anche se il Mezzogiorno d’Italia conta una bilancia commerciale meno squilibrata di quella greca.

Sul versante occupazionale le distanze tra i dati riferiti al mercato del lavoro tedesco e quelli del Nord Italia sono importanti. Se il tasso di occupazione generale in Germania è superiore di quasi 10 punti, il tasso di disoccupazione, invece, è di poco inferiore alla metà (3,8 contro il 6,9 per cento).

lavoroLAVORO
Altrettanto forte è il divario riferito al tasso di disoccupazione giovanile: in Germania è quasi 4 volte inferiore (6,8 contro il 24 per cento). Ugualmente preoccupanti i risultati che emergono dalla comparazione tra il nostro Sud e la Grecia. Solo per quanto concerne il tasso di disoccupazione generale il Mezzogiorno registra una situazione migliore di quella greca (19,4 contro 21,5 per cento). In tutti gli altri casi Atene ha sempre la meglio.

Sebbene il Nord Italia presenti degli indicatori occupazionali meno positivi della media tedesca, in materia di povertà o esclusione sociale la situazione si capovolge. Nelle nostre regioni settentrionali le percentuali sono inferiori sia al rischio povertà (19 contro 19,7 per cento), così come inteso dall’indicatore previsto dalla strategia Europa 2020, sia quando analizziamo il “tradizionale” indicatore del rischio povertà (12,1 contro il 16,5 per cento). Nelle comparazione tra il nostro Sud e la Grecia, infine, le distanze sono pesantissime e in entrambi i casi la popolazione greca presenta percentuali nettamente inferiori alle nostre.

SUD ITALIASUD ITALIA
A un decennio dall’inizio della crisi economica che ha pesantemente colpito il nostro Paese, il Sud è stata la ripartizione geografica del Paese più penalizzata. Secondo una elaborazione della Fondazione Leone Moressa, tra il 2008 e il 2017 il Mezzogiorno d’Italia ha perso 310.000 occupati e ha registrato un aumento dei disoccupati pari a 592mila unità. Sempre nello stesso arco temporale, al Nord i posti di lavoro sono aumentati di 74mila unità, mentre il numero dei senza lavoro è salito di 413mila.

L’Istat, tuttavia, stima che nel Mezzogiorno le unità di lavoro standard in nero siano pari a 1.300.000, contro le 776mila presenti nel Nordovest e le 517.400 “occupate” nel Nordest. La Cgia sottolinea la forte presenza dell’economia 'non osservata' al sud che, solo per la parte del lavoro irregolare, produce nel Mezzogiorno oltre 27 miliardi di euro di valore aggiunto sommerso all’anno.

Fonte: qui