9 dicembre forconi: trasferimento
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martedì 16 ottobre 2018

SALVINI DÀ IL COLPO DI GRAZIA AL MODELLO RIACE


IL MINISTERO DELL'INTERNO DISPONE IL TRASFERIMENTO DEI MIGRANTI E CHIEDE AL COMUNE LA RENDICONTAZIONE DI TUTTE LE SPESE: ''CHI SBAGLIA, PAGA. I FONDI PUBBLICI VANNO USATI CORRETTAMENTE'' 

MA IL PAESINO CALABRESE DA 20 ANNI CAMPA ANCHE GRAZIE ALL'INFLUSSO DEI MIGRANTI CHE SI SONO INTEGRATI E HANNO LAVORATO NELLE COOPERATIVE CREATE DA MIMMO LUCANO E DAGLI ALTRI VOLONTARI

ANSA

Con una circolare il Viminale ha disposto il trasferimento dei migranti accolti nei centri del Comune calabrese di Riace e ha chiesto all'amministrazione comunale la rendicontazione di tutte le spese sostenute, sollecitando "ad inviare la relativa documentazione secondo le modalità previste dal manuale di rendicontazione Sprar".
matteo salvini intervistato (8)MATTEO SALVINI INTERVISTATO

Secondo quanto si apprende, già dalla scorsa estate il Viminale aveva bloccato alcuni pagamenti per anomalie nella documentazione presentata dall'amministrazione di Riace. Nel 2018, il Comune calabrese non ha ricevuto fondi e il 30 luglio scorso il sindaco Mimmo Lucano - agli arresti domiciliari proprio per una inchiesta che riguarda proprio la gestione del 'modello Riace' - era stato avvisato della revoca dei finanziamenti diventata ufficiale all'inizio di questa settimana. "Chi sbaglia, paga. Non si possono tollerare irregolarità nell'uso di fondi pubblici, nemmeno se c'è la scusa di spenderli per gli immigrati", dice in proposito il ministro dell'Interno Matteo Salvini.


beppe fiorello interpreta il sindaco di riace mimmo lucanoBEPPE FIORELLO INTERPRETA IL SINDACO DI RIACE MIMMO LUCANO
In migliaia hanno manifestato a Riace il 6 ottobre scorso per manifestare la loro solidarietà al primo cittadino. "Vogliono soltanto distruggerci. Nei nostri confronti é in atto ormai un vero e proprio tiro incrociato. I nostri legali, comunque, stanno già predisponendo un ricorso al Tar contro la decisione del Viminale", così Lucano, in relazione alla circolare.  "Il Viminale ha stabilito un termine indicativo di sessanta giorni per la chiusura del progetto Sprar a Riace e per il trasferimento dei migranti, che non può essere dunque immediato.
daniela maggiulli mimmo lucanoDANIELA MAGGIULLI MIMMO LUCANO



"Le persone non sono pacchi postali e stanno seguendo a Riace un percorso d'integrazione e di formazione che deve essere completato per non danneggiarle". Lo afferma il giurista Gianfranco Schiavone, che insieme all'avvocato Lorenzo Trucco ha svolto l'attività di consulente a titolo gratuito del Comune di Riace per la realizzazione del progetto "Sprar".

"Possono essere trasferite a breve termine - aggiunge Schiavone - soltanto le persone che non hanno un radicamento e per le quali non si inficia una percorso d'integrazione già avviato. È chiaro però che tutta questa vicenda é condizionata dal ricorso al Tar da parte del Comune ed alla richiesta di sospensiva del provvedimento, in attesa della pronuncia di merito. In ogni caso la decisione del Viminale é assurda e rientra nella strategia d'attacco in atto contro il modello d'accoglienza creato a Riace".

mimmo lucanoMIMMO LUCANO
"Io mi chiedo come sia possibile pensare di distruggere in questo modo il 'modello Riace', descritto da innumerevoli personalità, politici, intellettuali, artisti, come un'esperienza straordinaria. Non si può cancellare una storia semplicemente straordinaria e che ha suscitato l'interesse e l'apprezzamento di tutto il mondo. Lo Stato continua incredibilmente a darci addosso. La mia amarezza é immensa". "La persecuzione nei nostri confronti - aggiunge Lucano - é cominciata già da qualche anno. Ci sono state due relazioni della Prefettura di Reggio Calabria che si sono contraddette l'una con l'altra, una positiva ed un'altra negativa. Prima ci hanno elogiati e poi criticato. Tutto questo é assurdo".
mimmo lucanoMIMMO LUCANO

"È una decisione assurda ed ingiustificata. Mi auguro che dietro tale decisione non si celi l'obiettivo di cancellare una esperienza di accoglienza, estremamente positiva, il cui riconoscimento ed apprezzamento è largamente riconosciuto anche a livello internazionale. Chiedo al Ministro dell'Interno di rivedere questa decisione", così il presidente della Regione Mario Oliverio.

Fonte: qui

giovedì 3 maggio 2018

SANTA BIBIANA MUTILATA – LA STATUA DEL BERNINI PERDE UN DITO DURANTE IL TRASLOCO

IL DANNO SCOPERTO DOPO IL RITORNO DELL’OPERA NELLA CHIESA ORIGINARIA ALL’ESQUILINO: IL CAPOLAVORO ERA STATO ESPOSTO ALLA GALLERIA BORGHESE FINO ALLO SCORSO 4 FEBBRAIO - VIDEO


santa bibianaSANTA BIBIANA

È uno dei capolavori del primo barocco, la Santa Bibiana di Bernini. Adesso le manca un dito. Un danno gravissimo, quello subìto dall'opera, scoperto dopo il ritorno nella sua collocazione originaria, la chiesa di Santa Bibiana a Roma, in seguito a un trasferimento alla Galleria Borghese dove è rimasta fino allo scorso 4 febbraio.

Fonte: qui
santa bibianaSANTA BIBIANA

IERI(IL 3 MAGGIO) L' ANULARE DELLA MANO DESTRA DELLA SCULTURA, SANTA BIBIANA, DI GIAN LORENZO BERNINI, STACCATOSI NEI GIORNI SCORSI, È' STATO RIMESSO AL SUO POSTO.

venerdì 24 novembre 2017

EMA - NIENTE IVA, CANONE RAI E BENZINA SCONTATA: TUTTI I BENEFIT SEGRETI OFFERTI ALLO STAFF DELL'AGENZIA DEL FARMACO IN CASO DI TRASLOCO A MILANO

RISOLTO IL MISTERO DELLE PAGINE BIANCHE SUL DOSSIER DI CANDIDATURA CON SCONTI ANCHE SU VOLI AEREI, AFFITTI E PARCHEGGI PER LE AUTOMOBILI

Maurizio Giannattasio per Corriere.it

ema a londraEMA A LONDRA
Risolto il mistero delle pagine bianche sul dossier di candidatura di Milano per l’Ema che sui social era diventato un caso ai limiti del surreale. Ci ha pensato l’avvocato Carlo Piana che dal 1995 si occupa di diritto delle nuove tecnologie e di open source a svelare che non si trattava di un problema grafico, ma di omissis. Piana ha fatto di più: ha copiato le pagine bianche del pdf di candidatura su un programmino di scrittura, ha usato un altro software linux e voilà, come per magia sono apparse le tabelle mancanti.

CANONE RAICANONE RAI
E poi le ha pubblicate su Twitter con un cinguettio ironico: «Clamoroso: i servizi segreti dello Zimbabwe ci hanno rivelato i contenuti riservati della misteriosa pagina 19 dell’offerta di Milano. Li riveliamo in anteprima! Se volete le altre pagine, dovete pagare!». Chi invece non avrebbe dovuto pagare sarebbe stato lo staff dell’Ema in caso di trasloco a Milano. Perché le due paginette in bianco riguardavano proprio i benefit della direzione generale, dell’administrator function group e dei temporary agent.

ivaIVA
A partire dall’esenzione del canone Rai. Ma i fortunati che avrebbero potuto usufruire del servizio pubblico gratis erano solo i primi due gruppi. I temporary agent, invece, avrebbero dovuto aprire il portafoglio per vedere la televisione.

Valida per tutti l’esenzione dall’Iva per l’acquisto di beni e servizi. Stesso trattamento per l’acquisto di un veicolo, con una sola limitazione: l’auto non si sarebbe potuta rivendere prima di 36 mesi. Il catalogo è lungo. Un altro benefit riguardava l’esenzione della tassa di registrazione per i contratti di locazione. Altra «dispensa» è quella che riguardava il carburante.

BENZINABENZINA
Niente tasse, niente Iva e niente dazi doganali per la benzina e lubrificanti. Ma anche qui la deroga non sarebbe valsa per tutti. Esclusi come al solito i temporary agent. Per la prima auto della direzione generale, lo sconto su Iva e tasse, avrebbe riguardato 1.600 litri di carburante e 32 di lubrificanti. Anche le targhe diplomatiche sarebbero state destinate solo alla direzione generale (3) e all’administrator function group (2). Mentre il parcheggio riservato sarebbe stato «riservato» solo alla direzione generale. Altro benefit riguardava Linate e Malpensa.

AEROPORTO MILANO MALPENSAAEROPORTO MILANO MALPENSA
Alla direzione generale sarebbe stata concessa la card di accesso all’area riservata e alla vip lounge. Per tutti gli altri, solo in caso di volo in business class. Un bel pacchetto di facilitazioni, ma è l’ultima annotazione che forse ha frenato gli entusiasmi: «Per favore, si noti che questa tabella non sarà parte dell’accordo tra il governo italiano e Ema. In caso di divergenza farà fede l’accordo tra governo e Ema».

Fonte: qui

domenica 8 ottobre 2017

FOGLIO DI VIA PER LA FIGLIA DEL MINISTRO DELL’ECONOMIA, VERONICA PADOAN

L'ATTIVISTA E' STATA DENUNCIATA PER ASSOCIAZIONE FINALIZZATA ALL'ISTIGAZIONE ALLA VIOLAZIONE DELLE LEGGI - E' LEADER DI UN'ORGANIZZAZIONE CONTRO IL CAPORALATO NELLE ZONE AGRICOLE DEL SUD, E ORA NON POTRÀ PIÙ METTERE PIEDE NEL COMUNE DI SAN FERDINANDO IN CALABRIA

Alessia Candito per Repubblica.it

Associazione semplice finalizzata all'istigazione alla violazione delle leggi. È questo il motivo per cui è stata denunciata in Calabria Veronica Padoan, figlia del ministro dell'Economia Pier Carlo, voluto prima da Matteo Renzi e poi da Paolo Gentiloni per amministrare le finanze del Paese.

Anche Veronica si occupa in un certo senso di economia, ma da un punto di vista radicalmente diverso rispetto al genitore. È una delle leader di "Campagne in lotta", organizzazione con cuore romano ma impegnata contro il caporalato nelle zone agricole del Sud, poco amata sia dalle Questure, sia dalle altre associazioni impegnate nella tutela dei braccianti.

Nell'agosto scorso a San Ferdinando, piccolo centro in provincia di Reggio Calabria da anni sede di uno dei peggiori ghetti che ospitano i migranti, "Campagne in lotta" è riuscita nell'impresa di farsi detestare da uno schieramento trasversale di realtà, dai centri sociali ai sindacati, passando per i comitati, tutti accusati di essere "guardie e amici delle guardie".
VERONICA PADOANVERONICA PADOAN

Gli attivisti dell'organizzazione romana erano impegnati a impedire il trasferimento volontario dei migranti nella nuova tendopoli allestita dalla Prefettura per permettere a chi lo volesse di abbandonare le baracche fatiscenti del ghetto. La maggior parte dei braccianti ha fatto orecchie da mercante alle istanze di "Campagne in lotta" e si è messa in fila per essere ammessa nella nuova struttura.

Ma la Questura non ha per niente gradito l'attività dell'organizzazione romana. Per gli investigatori del commissariato di Gioia Tauro, guidato dal vicequestore aggiunto Diego Trotta, gli attivisti hanno brigato con chi ha minacciato di ritorsioni e aggressioni i braccianti decisi a trasferirsi nella nuova struttura.
VERONICA PADOANVERONICA PADOAN

"Le posizioni dei soggetti che hanno intralciato e ostacolato il libero trasferimento dei migranti usando la forza di intimidazione - aveva detto quel giorno il questore di Reggio Calabria, Raffaele Grassi - sono in corso di valutazione da parte delle forze di polizia e dell'autorità giudiziaria". Poco meno di un mese dopo sono arrivati i provvedimenti.

All'indirizzo di Padoan e altri militanti dell'organizzazione è arrivato un "foglio di via" e un divieto di soggiorno che impedisce loro di mettere piede nel comune di Rosarno. Nel frattempo, per tutti è scattata la denuncia. Toccherà alla procura di Palmi valutare se e in che misura siano concretamente raffigurabili i reati contestati, che sulla carta prevedono pene fino a cinque anni.

Fonte: qui