9 dicembre forconi: candidatura
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martedì 15 maggio 2018

SAPELLI A GIANNINI: ''C’È UN ASSE DI MAIO-MATTARELLA PRONO ALL’EUROPA. LO STOP ALLA MIA CANDIDATURA È ARRIVATO DA BRUXELLES. PER REGGERE ALLE PRESSIONI SERVIREBBERO DUE PARTITI, NON UN PARTITO E UN MOVIMENTO PERISTALTICO''

''IL PROGRAMMA ERA MOLTO RAGIONEVOLE: RINEGOZIARE I TRATTATI EUROPEI. MA LE CAMERE NON CONTANO PIÙ NIENTE 

IL MIO AMICO MODIANO DICE: ‘TI FANNO FARE LA FINE DI MORO’ 

E RIVELA CHE L'EX MINISTRO SINISCALCO DOMENICA HA INCONTRATO MATTARELLA E…''

IL QUIRINALE CORRE A SMENTIRE: ''NON ABBIAMO MESSO UN VETO SU DI LUI PERCHE'...''

PURE SINISCALCO PRENDE LE DISTANZE: ''DICHIARAZIONI CONTINUE E INOPPORTUNE''

GOVERNO: SINISCALCO,PRENDO DISTANZE DA DICHIARAZIONI SAPELLI
 (ANSA) - "Non posso che prendere le distanze dalle continue ed inopportune dichiarazioni sul mio conto da parte del professor Sapelli". Così il professor Domenico Siniscalco.

QUIRINALE,NESSUNO HA MAI PROPOSTO SAPELLI A MATTARELLA
massimo giannini (2)MASSIMO GIANNINI (2)
(ANSA) -  "Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, non ha posto alcun veto o diniego sul professor Sapelli per la semplice circostanza che nessuno, né prima né durante le consultazioni, gli ha mai proposto, direttamente o indirettamente, il suo nome". Lo precisa l'Ufficio Stampa del Quirinale in riferimento alle dichiarazioni del professor Giulio Sapelli.


1. SAPELLI A CIRCO MASSIMO: "STOP A MIA CANDIDATURA DA BRUXELLES, NON DA QUIRINALE. ACCORDO M5S-LEGA? PER REGGERE LE RESISTENZE SERVIREBBERO DUE PARTITI, NON UN PARTITO E UN MOVIMENTO PERISTALTICO"
GIULIO SAPELLIGIULIO SAPELLI

Da Circo Massimo - Radio Capital

Una candidatura bloccata dall'Europa. Giulio Sapelli è stato per qualche ora vicino a ricoprire l'incarico di presidente del Consiglio, poi il suo nome è stato abbandonato. E per il professore non è stata una decisione di Mattarella: "Lo stop non è arrivato dal Quirinale", dice a Circo Massimo, su Radio Capital, "ma sul Quirinale, dalle oligarchie europee. E il Quirinale ha recepito". Dai partiti nessuna spiegazione: "Ho sentito Matteo Salvini", spiega Sapelli, "mi ha detto 'purtroppo non ce la facciamo, mi dispiace, grazie'. Dopo l'incontro che ho avuto con loro ero certo che sarebbe finita così".

L'incontro, appunto: Sapelli specifica che non è stata una cena ma "un lungo incontro di due ore e mezza, domenica sera": "Prima sono stato interpellato da Salvini e Giorgetti", racconta, "poi sono stato invitato a un incontro con i due leghisti e Di Maio e Spadafora. Mi è stato illustrato il programma, e poi me l'hanno inviato via mail".

GIULIO SAPELLIGIULIO SAPELLI
Programma promosso da Sapelli: "Mi è sembrato molto ragionevole. E aveva come inizio la conditio sine qua non per salvare questo paese dalla catastrofe: rinegoziare i trattati europei. Una rinegoziazione senza strappi unilaterali, per eliminare il fiscal compact o almeno attutirne le conseguenze. Su questo punto sono d'accordo non al cento ma al mille per cento". E proprio questo punto sarebbe stato il motivo dello stop che, per Sapelli, è arrivato da Bruxelles.

Dopo questi giorni a contatto con Lega e M5S, Sapelli nota che "la Lega è un partito che sa cosa vuole, il M5S è un aggregato interessante che rappresenta gli ultimi, il popolo degli abissi, ma che è più allo stato peristaltico, e quindi sente le pressioni in modo più plastico. Hanno stili politici profondamente diversi". Differenze che potrebbero influire sulla formazione del governo:

"Penso che per reggere le resistenze che si stanno esercitando bisognerebbe avere avanti due partiti, e non un partito e un movimento. Un  partito può resistere alle pressioni, un movimento peristaltico è molto più suscettibile". Sapelli, infine, ammette di non essere dispiaciuto: "No, è stata un'esperienza scientifica interessantissima". E se ci dovessero ripensare? "Gli esperimenti scientifici", risponde, "vanno bene una volta, se fatti bene. E questo è stato fatto benissimo".
Giulio SapelliGIULIO SAPELLI


2. GIULIO SAPELLI/ "ECCO PERCHÉ DI MAIO E MATTARELLA NON MI HANNO VOLUTO COME PREMIER"

Federico Ferraù per www.ilsussidiario.net

Giulio Sapelli, economista, sarà ricordato da molti, quelli che non hanno letto i suoi libri, come il premier in pectore per una notte. Una somma di veti lo ha escluso da Palazzo Chigi dopo che il suo nome era circolato insieme a quello del giurista Giuseppe Conte, vicino ai 5 Stelle.
Lunedì 13 maggio. Di Maio è atteso nello Studio alla Vetrata del Quirinale alle 16.30. Esce poco prima delle cinque e mezza. Altro che nome del premier: "Abbiamo aggiornato il presidente della Repubblica su come stiano avanzando le varie interlocuzioni tra il M5s e la Lega su quello che è il contratto di governo". L'intesa non c'è, serve altro tempo. Qualcosa dev'essere andato storto.

SALVINI DI MAIOSALVINI DI MAIO
La conferma arriva quando è Salvini a presentarsi ai giornalisti. Il capo del Carroccio, spazientito e con i nervi a fior di pelle, dà la sua versione. Stiamo parlando di programmi, non di nomi. Una frase già sentita, ma stavolta il tono è diverso. Giorgetti e Centinaio, un passo indietro, si scambiano un'occhiata ammiccante che forse li tradisce: altro che programmi, il problema sono proprio i nomi, anzi, il nome. Quello del premier. Non solo. Poco prima, secondo Repubblica, il leader della Lega ha ricevuto un no da Mattarella su Ue e migranti. "Le Camere non contano più nulla — dice Sapelli al Sussidiario — qualcuno vuole così".

Professore, Di Maio e Salvini hanno chiesto al Quirinale altro tempo. Non c'è intesa sul premier.
Mi spiace, perché eravamo ad un passo. Ma M5s è stato chiaro: il nostro candidato non è Sapelli.

Pare che sia Di Maio a insistere, vuol fare lui il presidente del Consiglio.
E' quello che mi ha detto Salvini. 

Proprio per questo, forse, Salvini ha alzato il prezzo. Se Di Maio vuole fare il premier a tutti i costi, Salvini ha chiesto mani libere sul resto. Ma a quel punto Mattarella potrebbe avergli detto che non vuole sentir parlare delle sue proposte sull'Europa e sul resto.
Mi sorprende che le Camere non contino più nulla, a qualcuno fa comodo ignorarle.
luigi di maio salviniLUIGI DI MAIO SALVINI

Chi è stato a mettere il veto su di lei?
L'asse Mattarella-Di Maio, prono all'Europa, anzi a questa Europa, alla Ue così com'è.

Che cosa è successo tra domenica e lunedì?
So che Mattarella domenica ha incontrato Siniscalco a Dogliani, nel giardino di casa Einaudi. Lo ha lodato, dicendogli che era l'erede di quella gloriosa tradizione piemontese eccetera eccetera. Domenico ovviamente era in brodo di giuggiole. So anche che qualcuno ha detto di me che avrei dei legami massonici.

Quando Mattarella ha parlato con Siniscalco, sapeva che lei era il candidato della Lega?
Penso di sì.

La sua ostilità all'austerity le è costata cara. Eppure era stato molto cauto.
Ma certo. Ho comunque detto quello che penso. "Guarda che ti fanno fare la fine di Moro" ha detto il mio amico Modiano, che è seduto qui davanti a me. Boom, esagerato.
MATTARELLA ELEZIONI LUGLIOMATTARELLA ELEZIONI LUGLIO

Da dove avrebbe cominciato?
Sarei andato a parlare con la Merkel. Sull'austerity la Germania si sta spaccando, non sono più tutti duri e puri. Ci dica, frau Merkel, dove dobbiamo andare? A Monaco o ad Amburgo?

Com'è stato l'incontro con M5s e Lega?
C'erano Salvini e Giorgetti, Spadafora e Di Maio. Salvini e Giorgetti mi hanno presentato come il loro candidato, i 5 Stelle mi hanno chiesto che cosa pensavo del loro piano di sviluppo. Abbiamo parlato per due ore e mezza. Poi hanno capito che volevo dire la mia sui ministri. Occhio alla Costituzione, ho detto. E ho posto la condizione che con me ci fosse anche Siniscalco.

Dunque fin da domenica sera conoscevano le sue condizioni.
SERGIO MATTARELLASERGIO MATTARELLA
Certo.

E cos'hanno detto?
Salvini e Giorgetti hanno detto che per loro andava bene, e che mi avrebbero seguito. Di Maio ha fatto notare che Siniscalco rappresenta l'establishment.

E lei?
Ho detto che innanzitutto le persone vanno giudicate per quel che sono come persone, per la loro storia e il loro merito. E poi ho detto che di un rapporto con l'establishment avevamo bisogno. 

Adesso come si mette?
Non lo so. Continuo a pensare che siamo davanti a un vulnus inferto alla Costituzione. Non eravamo una repubblica parlamentare? Forse quando Mattarella è andato a trovare Napolitano ha contratto la sua malattia.

E' ancora convinto di avere la scialuppa della soluzione tecnica.
BERLUSCONI SALVINI MELONI CON MATTARELLABERLUSCONI SALVINI MELONI CON MATTARELLA
Mattarella vuole il governo tecnico, mi chiedo però quale sia il tecnico che si presta. Il paese si accorgerà che abbiamo avuto una grande occasione, quella di rinegoziare l'Europa, di uscire dalla deflazione e dare un po' di respiro ai paesi europei senza cadere nel nazismo economico, che se andiamo avanti così è quello che ci aspetta. 

Lei ieri ha dichiarato che il programma le piaceva. Lo pensa ancora?
Sì, è un programma socialdemocratico, serio, buono. Spero che venga attuato.

Sarebbe disponibile ad assumere un altro incarico?
DOMENICO SINISCALCODOMENICO SINISCALCO
Se me lo chiedono posso tornare in campo, alle stesse condizioni. Però dopo quanto accaduto e dopo quello che ci stiamo dicendo, ho i miei dubbi. Salvini lo ha detto a Di Maio: non ti preoccupare, il prof è così, ma non vuole comandarci.

Ha preteso di avere le mani troppo libere.
Lo sapevano, glielo avevo detto: I re magi siete voi, ma il bue e l'asinello li scelgo io.

Fonte: qui

martedì 13 marzo 2018

IN CONSIGLIO COMUNALE A TORINO, I CINQUESTELLE SI SPACCANO PER FAR NAUFRAGARE LA MOZIONE DEL PD PER LE OLIMPIADI INVERNALI 2026

E’ UN “VAFFA” A BEPPE GRILLO CHE AVEVA LANCIATO IL SUO ENDORSEMENT ALL'IDEA DI CANDIDARE TORINO DUE ANNI DOPO IL ‘NO’ AI GIOCHI DI ROMA 2024
Andrea Rossi per www.lastampa.it

grillo appendinoGRILLO APPENDINO
La mozione pro olimpiadi in Comune s’infrange sul numero legale. Per la prima volta da quando il Movimento 5 Stelle governa Palazzo Civico, il Consiglio comunale viene sospeso sul nascere perché mancano i numeri: solo in 20 rispondono alla chiamata su 41 (sindaca compresa) con il presidente della Sala Rossa Fabio Versaci costretto a interrompere la seduta. 

Va a segno la mossa delle opposizioni, guidate dal Pd, utile a mettere in luce le molte (e insolite) assenze nella solitamente compatta e presentissima pattuglia Cinquestelle, e certamente dovute all’ordine del giorno dei lavori: la mozione a favore dei Giochi invernali 2026 presentata da Mimmo Carretta del Pd. Atto che mette in difficoltà il Movimento, in cui la svolta favorita dall’intervento di Beppe Grillo continua a lasciare molti scontenti e contrari. 
GRILLO APPENDINOGRILLO APPENDINO

Il banco di prova della capacità dei Cinquestelle di reggere l’urto olimpico era la mozione in Sala Rossa. Prova fallita, perché i “duri” hanno voluto far risaltare il loro dissenso non presentatori in Comune. Damiano Carretto, Daniela Albano e Viviana Ferrero hanno giustificato l’assenza; Marina Pollicino ha marcato visita.

RAGGI E APPENDINO SU FACEBOOKRAGGI E APPENDINO SU FACEBOOK
A questo punto il capogruppo del Pd Stefano Lo Russo ha chiesto la verifica del numero legale: le opposizioni - più Deborah Montalbano, fermamente anti olimpiadi, appena uscita dal Movimento e passata al gruppo misto - si sono fatte da parte e la maggioranza grillina non aveva i numeri. Morale: Consiglio saltato e Cinquestelle in pieno psicodramma a cinque cerchi.

Fonte: qui


NON BASTA L’OK DI GRILLO, I RIBELLI M5S BLOCCANO APPENDINO MA LEI INSISTE: “TORINO SARÀ CANDIDATA PER OSPITARE LE OLIMPIADI INVERNALI DEL 2026” 

IN COMUNE MANCA LA MAGGIORANZA. E IL PD... 

IL RISCHIO DI RESTARE SCHIACCIATI DA MILANO E DA IERI ANCHE DALLE DOLOMITI

Gabriele Guccione per il Corriere della Sera

«Ce ne andiamo a casa». Va letto senz' altro fuor di metafora, lo sfogo di un autorevole consigliere cinquestelle, ieri, mentre si allontanava crucciato dal suo scranno tra i velluti rossi dell' aula del Consiglio comunale.

Per pochi istanti, però, il dubbio sulla tenuta e il futuro del M5S torinese ha sfiorato i fedelissimi della sindaca Chiara Appendino, più che la rabbia e l' amarezza per una giornata che tutti, a Palazzo Civico, vorrebbero dimenticare. L' idea di un ritorno delle Olimpiadi sotto la Mole, vent' anni dopo i fasti del 2006, spacca la maggioranza Cinque Stelle. E fa precipitare in una crisi politica la prima cittadina di Torino, che a differenza dell' altra sindaca grillina Virginia Raggi crede nel sogno a cinque cerchi per dare alla città una prospettiva di rilancio.

grillo appendinoGRILLO APPENDINO
In quattro non si sono presentati in Sala Rossa, ieri pomeriggio, nel giorno della discussione sulla candidatura ai Giochi invernali del 2026. I loro nomi sono quelli dei duri e puri di sempre, quelli che ancor prima di entrare vincitori in municipio credevano nella lotta No Tav, una battaglia che durante l' epopea della Torino a cinque cerchi si è spesso saldata allo slogan «No Olimpiadi». Daniela Albano, Damiano Carretto, Viviana Ferrero e Marina Pollicino non si sono fatti vedere in aula. E la verifica delle presenze, chiesta dal capogruppo del Pd, Stefano Lo Russo, ha svelato una frattura sotto gli occhi di tutti, da quando l' ipotesi di una candidatura aveva cominciato a prendere piede tra i Cinque Stelle lo scorso autunno.

torino 2006TORINO 2006
Non è bastata neppure la telefonata con il via libera in vivavoce di Beppe Grillo, venerdì sera, a mettere tutti d' accordo sul fatto che, come pensa anche la sindaca, le Olimpiadi siano una «grande occasione». E però Appendino sembra voler tirare dritto per la sua strada, comunque. Conta di far leva sul voto del Consiglio della Città metropolitana, di cui è sindaca, e dove il Movimento è in minoranza. E annuncia per domani: «Scriverò al Coni per manifestare l' interesse della città» a ospitare i Giochi.

ZAIAZAIA
In ballo c' è il rischio di restare schiacciati da Milano, ormai pronta a formalizzare la propria candidatura. E da ieri anche dalle Dolomiti, dopo che il governatore leghista del Veneto, Luca Zaia, ha annunciato quella che, a questo punto, sarebbe la terza candidatura italiana per i Giochi del 2026. La sindaca di Torino non intende restare al palo e vuole dare prova della capacità di governo dei Cinque Stelle, smentendo la nomea che li vorrebbe contrari a tutto e sempre.

«Possiamo dimostrare - tiene a dire - che con una buona gestione gli spazi utilizzati per i Giochi potranno diventare un luogo di sport per tutti. E che gli investimenti per l' evento possono guardare a vent' anni e non a venti giorni». Per questo Appendino domani scriverà al Coni, «il solo che può scrivere al Cio», puntualizza il suo presidente, Giovanni Malagò, ancora scottato dal no dei Cinque Stelle sulla candidatura di Roma.

Ma la corsa alle Olimpiadi del 2026 infervora i partiti, alle prese con il rebus del futuro governo. E diventa uno dei temi su cui misurare divisioni e possibili alleanze. La Lega prova a tendere una mano alla sindaca, assicurando la propria presenza in aula, ma non è sufficiente. Il Pd vuole vedere fino a che punto regge la maggioranza e dopo la caduta avanza l' indecente proposta: «Se Appendino non ce la fa da sola, allora ce lo faccia sapere, e i voti per far passare le Olimpiadi glieli daremo noi».

Fonte: qui

venerdì 24 novembre 2017

EMA - NIENTE IVA, CANONE RAI E BENZINA SCONTATA: TUTTI I BENEFIT SEGRETI OFFERTI ALLO STAFF DELL'AGENZIA DEL FARMACO IN CASO DI TRASLOCO A MILANO

RISOLTO IL MISTERO DELLE PAGINE BIANCHE SUL DOSSIER DI CANDIDATURA CON SCONTI ANCHE SU VOLI AEREI, AFFITTI E PARCHEGGI PER LE AUTOMOBILI

Maurizio Giannattasio per Corriere.it

ema a londraEMA A LONDRA
Risolto il mistero delle pagine bianche sul dossier di candidatura di Milano per l’Ema che sui social era diventato un caso ai limiti del surreale. Ci ha pensato l’avvocato Carlo Piana che dal 1995 si occupa di diritto delle nuove tecnologie e di open source a svelare che non si trattava di un problema grafico, ma di omissis. Piana ha fatto di più: ha copiato le pagine bianche del pdf di candidatura su un programmino di scrittura, ha usato un altro software linux e voilà, come per magia sono apparse le tabelle mancanti.

CANONE RAICANONE RAI
E poi le ha pubblicate su Twitter con un cinguettio ironico: «Clamoroso: i servizi segreti dello Zimbabwe ci hanno rivelato i contenuti riservati della misteriosa pagina 19 dell’offerta di Milano. Li riveliamo in anteprima! Se volete le altre pagine, dovete pagare!». Chi invece non avrebbe dovuto pagare sarebbe stato lo staff dell’Ema in caso di trasloco a Milano. Perché le due paginette in bianco riguardavano proprio i benefit della direzione generale, dell’administrator function group e dei temporary agent.

ivaIVA
A partire dall’esenzione del canone Rai. Ma i fortunati che avrebbero potuto usufruire del servizio pubblico gratis erano solo i primi due gruppi. I temporary agent, invece, avrebbero dovuto aprire il portafoglio per vedere la televisione.

Valida per tutti l’esenzione dall’Iva per l’acquisto di beni e servizi. Stesso trattamento per l’acquisto di un veicolo, con una sola limitazione: l’auto non si sarebbe potuta rivendere prima di 36 mesi. Il catalogo è lungo. Un altro benefit riguardava l’esenzione della tassa di registrazione per i contratti di locazione. Altra «dispensa» è quella che riguardava il carburante.

BENZINABENZINA
Niente tasse, niente Iva e niente dazi doganali per la benzina e lubrificanti. Ma anche qui la deroga non sarebbe valsa per tutti. Esclusi come al solito i temporary agent. Per la prima auto della direzione generale, lo sconto su Iva e tasse, avrebbe riguardato 1.600 litri di carburante e 32 di lubrificanti. Anche le targhe diplomatiche sarebbero state destinate solo alla direzione generale (3) e all’administrator function group (2). Mentre il parcheggio riservato sarebbe stato «riservato» solo alla direzione generale. Altro benefit riguardava Linate e Malpensa.

AEROPORTO MILANO MALPENSAAEROPORTO MILANO MALPENSA
Alla direzione generale sarebbe stata concessa la card di accesso all’area riservata e alla vip lounge. Per tutti gli altri, solo in caso di volo in business class. Un bel pacchetto di facilitazioni, ma è l’ultima annotazione che forse ha frenato gli entusiasmi: «Per favore, si noti che questa tabella non sarà parte dell’accordo tra il governo italiano e Ema. In caso di divergenza farà fede l’accordo tra governo e Ema».

Fonte: qui