9 dicembre forconi

venerdì 1 dicembre 2017

LE EPURAZIONI DEL PALLONARO – POLTRONE SICURE SOLO PER GENTILONI E MINISTRI

GLI ALTRI PD CON TRE MANDATI DOVRANNO SUDARSI LO SCRANNO: MANDATI NEI PEGGIORI COLLEGI, RISCHIANO LATORRE, REALACCI, GIACHETTI E FIORONI 

AL CALDO IL GIGLIO MAGICO E PIERFURBY CASINI, DA 34 ANNI IN PARLAMENTO


Tommaso Ciriaco per la Repubblica

renzi nella sede pd del nazarenoRENZI NELLA SEDE PD DEL NAZARENO
Eccezione sicura al limite dei tre mandati solo per Gentiloni e i ministri: per gli altri c' è il "lodo Fioroni". Boschi e Bonifazi nei listini blindati a Roma. Quando il caso è particolarmente grave, Lorenzo Guerini si aggrappa al salvaschermo del suo iPhone ispirato alle memorabili rimonte dei San Francisco Giants. « Don' t stop believin' » , non smettere di crederci.

Con democristiana pazienza, il braccio destro di Renzi regala una speranza terapeutica ai parlamentari appesi a una deroga. Sono trentotto. E per statuto destinati alla pensione. Inseguono clemenza, avranno al massimo un collegio a rischio. «Se vogliono entrare - è l' input di Matteo Renzi - devono conquistarsi la riconferma ».
FRANCESCHINI PINOTTIFRANCESCHINI PINOTTI

Ogni lustro, la sorte dei parlamentari " anziani" tormenta il Pd. Il limite va inteso come tre mandati o quindici anni, consecutivi o meno? Nel primo caso, la platea a rischio lievita a 72 onorevoli. Come sempre, sarà il leader a fare Cassazione. Per adesso Renzi avrebbe fissato una linea " morbida": fuori solo quelli con quindici anni consecutivi in Parlamento. E " salvi" i ministri in carica.

ORLANDO MINNITIORLANDO MINNITI
Ma di chi parliamo? Nel governo - elenca Open Polis - del premier Paolo Gentiloni (4 legislature), poi di Anna Finocchiaro ( 8), Dario Franceschini ( 4), Marco Minniti ( 4), Roberta Pinotti (4) e Andrea Orlando (3). A cui va aggiunto il capogruppo del Senato Luigi Zanda. Se si esclude Finocchiaro - che avrebbe deciso di non ricandidarsi come Rosy Bindi - gli altri ministri saranno accolti nelle liste blindate del proporzionale. Il resto dei " derogandi", invece, rischia.

GIACHETTIGIACHETTI
Parliamo di big come Beppe Fioroni, Giuseppe Lumia, Nicola Latorre, del gentiloniano Ermete Realacci, dei franceschiniani Gianclaudio Bressa e Marina Sereni. E ancora, il renziano Roberto Giachetti, Giorgio Tonini, il " mattarelliano" Giovanni Burtone, Barbara Pollastrini e Andrea Martella. Per loro c' è il " lodo Fioroni". L' idea venne all' ex ministro ai tempi del Consultellum. «Derogateci e ci conteremo con le preferenze». Una sfida che rischia di valere anche col Rosatellum. Niente preferenze, ma un collegio in bilico. Un " sacrificio" per il partito, senza paracadute nelle liste bloccate.
Ermete RealacciERMETE REALACCI

Fosse solo un problema di deroghe. il vero spettro è la cura dimagrante a cui sarà sottoposta comunque la classe dirigente dem. I parlamentari uscenti sono infatti 381. E le stime dei seggi sicuri recitano: 90 posti certi per i capilista di Camera e Senato, altri 70 nell' uninominale.

BEPPE FIORONIBEPPE FIORONI
Dunque 160 poltrone, più un' altra settantina "probabili": in tutto, 230 eletti. E fuori il 40% degli uscenti. L' angoscia, poi, diventa panico per le minoranze. Orlando ed Emiliano " pesano" il 28% del Pd, ma avranno il 20% delle candidature. Soprattutto nei collegi.

boschi bonifaziBOSCHI BONIFAZI
Molti dei renziani, invece, avranno un posto in prima fila. Maria Elena Boschi e Francesco Bonifazi saranno blindati nel proporzionale, e non è detto che si presentino nel maggioritario. Gentiloni correrà a Roma. Pier Ferdinando Casini in Emilia: per lui, alleato del Pd, non saranno di ostacolo i 34 anni e 142 giorni in Parlamento. Renzi invece sarà candidato in un collegio della Camera. Probabilmente in Toscana, dove ha chiesto ai dem di aiutarlo a strappare il miglior risultato d' Italia.
LUIGI CESARO - FRANCESCA PASCALELUIGI CESARO - FRANCESCA PASCALE

Che fatica, per il leader, risolvere il rebus. Altro che Forza Italia. Lì può capitare di tutto. Anche che un ras campano come Luigi Cesaro - detto " Giggino ' a purpetta" - si prepari al clamoroso passo indietro. A favore del figlio Armando, naturalmente.

Fonte: qui






I PARLAMENTARI AL CAPOLINEA DELLA LEGISLATURA: DEPUTATI E SENATORI SENZA PIU’ UN PARTITO (MAGARI DOPO AVERNE CAMBIATO PIU’ D’UNO) 

DA RAZZI A SCILIPOTI, DALLA VEZZALI A MINEO 

QUALCUNO FINIRA’ DISOCCUPATO, QUALCUN’ALTRO TORNERA’ ALLA VECCHIA PROFESSIONE, QUALCUN ALTRO INIZIERA' FINALMENTE A LAVORARE

Giuseppe Alberto Falci e Dino Martirano per il Corriere della Sera

SCILIPOTI FA VOLANTINO TRA I PEONESSCILIPOTI FA VOLANTINO TRA I PEONES
I gruppi parlamentari del Partito democratico rischiano di uscire più che dimezzati dalle prossime elezioni politiche. E quelli di Alternativa popolare potrebbero addirittura scomparire se ciò che resta del partito di Angelino Alfano non supererà la soglia del 3%. Per non parlare poi di Scelta civica, che nel 2013 portò alla Camera ben 37 deputati poi passati al Pd o dispersi nei cespugli centristi. I verdiniani, usciti da Forza Italia, difficilmente verranno ripresi dalla casa madre.

EDOARDO NESI ASSAPORA LA VITTORIAEDOARDO NESI ASSAPORA LA VITTORIA
Così, in mezzo a questo terremoto parlamentare, gli unici che provano a sorridere sono i potenziali candidati di Forza Italia, della Lega e del Movimento Cinque Stelle che i sondaggi stimano in ascesa. Mentre le donne di tutti i partiti rischiano meno ma solo perché ora ci sono le quote di genere.

Tra le macerie della XVII legislatura agli sgoccioli, dunque, si aggirano le «anime sospese» del Parlamento. Anime in pena. Perché non hanno più un partito. Perché da troppo tempo sono inquilini dei palazzi della Politica. Perché non sono più nel cerchio magico dei rispettivi leader. Ma c' è anche chi «non vede l' ora che sia tutto finito» per tornare alle professioni e ai mestieri abbandonati 5 anni fa.

VEZZALI BERLUSCONI 1VEZZALI BERLUSCONI 
Lo scrittore Edoardo Nesi, premio Strega nel 2011, eletto con la squadra di Mario Monti (Sc): «È stato un onore entrare alla Camera ma sono arrivato con un' idea romantica della vita parlamentare e non sono riuscito a fare tutte le cose che avrei voluto». Valentina Vezzali, la schermitrice olimpionica (portabandiera a Londra 2012) chiamata in Parlamento da Scelta civica, considera «quasi conclusa» l' esperienza: «Non so se si ripeteranno certe condizioni». L' ex direttore di Rainews Corradino Mineo, che ha lasciato i dem in questa legislatura: «Non è per me brigare per un posto nelle liste». Le «anime sospese» Antonio Razzi e Domenico Scilipoti (FI), poi, puntano su fedeltà e popolarità televisiva: «Io sono fedele e fedele resterò. Berlusconi parla con Kim Jong-un grazie a me», azzarda Razzi.
Antonio Razzi e KimANTONIO RAZZI E KIM

Gabriella Giammanco (FI) spera invece nella valanga rosa: «Berlusconi ha detto che ci ricandiderà tutte». Michela Marzano, ex Pd ora al misto, è felice di tornare a tempo pieno alla sua cattedra a Parigi: «Finalmente sta per finire». Tra i professionisti prestati alla politica c' è anche l' economista Irene Tinagli (ex Sc poi Pd): «Non è stato facile frequentare questo Palazzo». Grazia Rocchi (Pd) tornerà a insegnare in Toscana: «Mi sento più utile dove ero prima». Rientra nella cattedra di Diritto privato il barese Gaetano Piepoli (Sc): «Qui alla Camera ho avuto la possibilità di capire quanto sia profonda la crisi del sistema». L' ex ministra dell' Università Maria Chiara Carrozza, vicina a Enrico Letta: «Sono attratta dal ritorno alla mia professione».
BERLUSCONI AL RISTORANTE ASIATIQUE PER IL COMPLEANNO DI SESTINO GIACOMONI - FRANCESCA PASCALE - MICAELA BIANCOFIORE - GABRIELLA GIAMMANCO - KATIA POLIDORI - ELVIRA SAVINOBERLUSCONI -SESTINO GIACOMONI - FRANCESCA PASCALE - MICAELA BIANCOFIORE - GABRIELLA GIAMMANCO - KATIA POLIDORI - ELVIRA SAVINO

L' imprenditore Andrea Vecchio (Sc): «No, non mi ricandido... Questa stagione ha dato solo frutti bacati». Tra le «anime sospese» molti sono i «senza partito». Umberto Bossi, ripudiato da Matteo Salvini, ha molto apprezzato l' offerta di Berlusconi di candidarlo con Forza Italia: «Però preferirei correre con la Lega». Giorgio Lainati, oggi Ap e prima ancora con Ala di Verdini dopo 3 legislature con gli azzurri: «No, non credo che mi ricandideranno». I verdiniani Luca D' Alessandro e Ignazio Abrignani sanno che tornare indietro nella squadra di Berlusconi è difficile e lo è ancora di più per il leader di Ala Denis Verdini.

Invece l' ultrà delle truppe di Denis, il campano Vincenzo D' Anna, si pavoneggia: «Sono stato eletto presidente dell' ordine dei Biologi. Si chiude una fase della mia vita, se ne apre un' altra e Denis è dispiaciuto». Daniela Santanchè (FI) da qualche settimana si fa vedere accanto a Ignazio La Russa di Fratelli d' Italia: «Quante legislature ho fatto? Dimmelo te Ignazio», risponde prendendo sotto braccio in Transatlantico il suo mentore. Saverio Romano (Ala) ha in tasca un assegno in bianco staccato alle elezioni siciliane dove i suoi voti hanno contribuito a fare vincere Nello Musumeci: «Certo che mi ricandido. Sono un giovanotto di primo pelo».
DANNA 1D'ANNA 

Lucio Barani (Ala) dissimula: «Mi avvalgo della facoltà di non rispondere». Manuela Repetti, moglie di Sandro Bondi (una coppia di ex berlusconiani oggi tifosi di Renzi confluiti nel gruppo misto) guarda in faccia la realtà: «Non credo proprio che sarò candidata». Invece Maurizio Bianconi, toscanaccio ex An eletto nel Pdl oggi con Fitto, si sente tradito dal suo partito: «Finora non ho mollato il posto perché il primo dei non eletti è di Alfano e io al nemico non lascio spazio. Però non vivo di politica, non morirò certo di fame». Roberto Formigoni (Ap) attende le mosse di Alfano: «Sto lavorando per evitare l' alleanza con il Pd».

Antonio MartinoANTONIO MARTINO
« Stavolta è finita», dice sorridendo il professor Antonio Martino (tessera numero 2 di Forza Italia) che in Parlamento si è fatto ben 6 legislature. Anche Ugo Sposetti (Pd) spiega di sentirsi appagato dopo 5 legislature. Stesso stato d' animo per Angelo Capodicasa (Mdp) che può vantare tre legislature a Montecitorio e 4 in Sicilia: «Già nel 2013 non mi sarei voluto candidare». Scherza il «barone» Luigi Compagna (Idea): «Ho 70 anni, torno a occuparmi delle biografie di Leone e di Cossiga. Certo, se mi facessero senatore a vita...».

Riprenderà gli studi storici sulla Democrazia cristiana e su Mino Martinazzoli il senatore Paolo Corsini (Pd): «Ho fatto tre volte il sindaco a Brescia e tre legislature. La politica mi ha dato molto ma ora mi dedico ai miei libri a tempo pieno». Anche il filosofo Rocco Buttiglione (Udc) sarebbe tentato di fare un passo indietro: «Il primo amore non si scorda mai». E Paola Binetti, sua compagna di partito, è «delusa da questa legislatura» ma determinata a non mollare: «Se arrivano i radicali Bonino e Cappato noi dobbiamo per forza esserci...».
ugo sposettiUGO SPOSETTI

Vita difficile per gli ex Cinque stelle. Mara Mucci, bolognese: «Non mi sembra che ci siano i presupposti. Mi dispiacerebbe non poter concludere alcune iniziative intraprese». Luis Orellana, che ora guarda a Campo progressista: «Non so cosa succederà, vedremo...». Poi c' è la pattuglia dei grillini palermitani epurati dal M5S dopo la vicenda delle firme contestate: «Siamo autosospesi e non mi sembra che il Movimento abbia intenzione di ricandidarci», dice Riccardo Nuti riferendosi anche alle colleghe Claudia Mannino e Giulia Di Vita. Eleonora Bechis (misto): «Sono combattuta ma ci sarebbero associazioni che credono in me».
Rocco ButtiglioneROCCO BUTTIGLIONE

Nel Pd - che impedisce ai suoi di ricandidarsi dopo 15 anni trascorsi in Parlamento - sono a rischio 16 deputati e 11 senatori. La direzione dem dovrebbe concedere la deroga d' ufficio ai membri del governo in carica (Gentiloni, Minniti, Franceschini, Pinotti, Amici, Giacomelli e Bressa) e al capogruppo Rosato. Alla Camera per tutti gli altri - a parte il passo indietro già annunciato da Rosy Bindi - la discussione è aperta: aspettano fiduciosi Andrea Martella, Barbara Pollastrini, Giuseppe Fioroni, Roberto Giachetti, Tino Iannuzzi, Nicodemo Oliverio, Salvatore Piccolo ed Ermete Realacci. Ma quest' ultimo confessa: «Certo, si può fare politica anche da fuori».

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Al Senato - con Anna Finocchiaro che pur essendo nel governo ha annunciato di non volersi ricandidare - sono in attesa Vannino Chiti, Giuseppe Lumia, Alessandro Maran, Ugo Sposetti, Walter Tocci, Giorgio Tonini e Sergio Zavoli. Sono in procinto di lasciare il mandato anche tre esponenti storici del Sudtiroler Volkspartei (Svp) che rivestiranno nuovi incarichi in provincia di Bolzano: Karl Zeller, Hans Perger e Daniel Alfreider.

Nel Pd e in Forza Italia, con un occhio rivolto alle liste pulite, si valutano le posizioni dei parlamentari lambiti in questi anni da vicende giudiziarie. Tuttavia Marco Di Stefano (Pd) e gli azzurri Amedeo Laboccetta e Francantonio Genovese (ex Pd) non demordono, in nome del garantismo. «Certo ci saranno dei problemi con le candidature ma io sono in campo», confida Di Stefano. Gli fa eco Laboccetta: «La mia candidatura passa dalla decisione del partito».

Fonte: qui

UNA 40ENNE DELLA PROVINCIA DI SALERNO VIENE CONDANNATA A 7 ANNI PER AVER INDOTTO LA FIGLIA DI 13 ANNI A PROSTITUIRSI CON UN SESSANTENNE

LA ACCOMPAGNAVA AGLI INCONTRI E RITIRAVA I SOLDI…

Nicola Sorrentino per https://www.ilmattino.it

pedofiliaPEDOFILIA
«Incapace di valutare i rischi dei suoi comportamenti, da genitore immaturo, mossa solo da bisogni primitivi ma consapevole di trarre vantaggi economici dallo sfruttamento della figlia. La sua condotta è stata omissiva, perché pur avendo la posizione di garanzia rispetto alla figlia minore, favoriva quegli incontri sessuali».

Eccole le motivazioni del gup del tribunale di Salerno per una madre 40enne di Castel San Giorgio, condannata a 7 anni di carcere per aver indotto la figlia di 13 a prostituirsi. Nella sentenza del giudice Vincenzo Pellegrino vengono ripercorsi i comportamenti della donna e del suo amico operaio, che per aver abusato sessualmente della figlia, è stato condannato a 9 anni e 4 mesi di carcere.

Per il gup la donna non era «incapace di intendere e di volere», come sostenuto dalla difesa, «perché induceva la figlia alla prostituzione, ne sfruttava e, comunque, generalmente ne favoriva la prostituzione con il 62enne, accompagnandola agli incontri e lasciando che la minore avesse rapporti sessuali remunerati».

Fonte: qui

UN PRETE SBOTTA SU UN GIORNALE DI NUORO: ”PER ENTRARE IN CHIESA DEVO SUPERARE UN CORDONE DI QUESTUANTI”

E SUGLI IMMIGRATI: “LO STATO SPENDE 35 EURO AL GIORNO E QUESTI FANNO GLI ACCATTONI FUORI DAL SUPERMERCATO” 

Claudio Cartaldo per Il Giornale

Don Francesco MarianiDON FRANCESCO MARIANI
Don Francesco Mariani, parroco di San Giuseppe, sociologo e giornalista, direttore per anni di Radio Barbagia, lo ha scritto chiaro e tondo nel suo ultimo editoriale per il settimanale diocesano di Nuoro, "L'Ortobene". Il pezzo, intitolato "Cercansi 'pidores' per avere dignità", è stato molto discusso su Facebook e ha provocato la reazione indignata dei politici della sinistra. Che, evidentemente, hanno considerato poco politicamente corretta la posizione del don.

EDITORIALE DI Don Francesco MarianiEDITORIALE DI DON FRANCESCO MARIANI

"Io ho provato grande disagio in questi giorni della novena delle Grazie ad entrare in chiesa dovendo passare attraverso un cordone di questuanti", si legge nell'editoriale. "Ho visto il ritorno alla grande di un clan di zingari che dopo aver devastato il campo di accoglienza di Pratosardo realizzato dal Comune con i nostri soldi lo hanno trasformato in una discarica e si è speso un po' per garantire loro la scuola, per vestirli e nutrirli. Erano lì davanti alla chiesa delle Grazie a pietire e strattonare anziani e malati arrivati per la giornata mondiale dei poveri".

ZINGARI ELEMOSINAZINGARI ELEMOSINA





Non solo i rom. Don Francesco ne ha anche per i migranti che si piazzano di fronte ai negozi nella speranza di racimolare qualche soldo. "In un supermercato un extracomunitario mi chiede il carrello per parcheggiarlo - scrive il parroco - ero il numero 403. Un euro per ogni carrello fa una bella cifra. Lo Stato, cioè Pantalone, spende 35 euro al giorno per alloggio, vitto, vestiario, ricariche telefoniche e sigarette: poi li incontriamo a fare gli accattoni. Non sono razzista ma provo rabbia per l'anziana che va alle poste, e si trova davanti all'uscio un giovanottone che chiede soldi, pretende, insiste".

migrantiMIGRANTI
Non sono mancate, ovviamente, le reazioni. La politica si è divisa: da una parte Michele Piras, deputato di Mdp-art.1, che l'ha definita "disgraziata propaganda xenofoba" tipica di "un Salvini qualsiasi"; dall'altra il portavoce di Fdi-An, Salvatore Deidda, cui ha fatto "piacere che un importante sacerdote, evidenzi le pericolose ricadute in ambito sociale e cittadino mettendo in luce il fenomeno dell'immigrazione selvaggia". Il direttore del settimanale, Michele Tatti, invece, si è schierato al fianco del suo editorialista: "Si può condividere o meno il pensiero di una persona ma non la si deve infangare, tra l'altro nascondendosi dietro l'anonimato", ha detto. Su Facebook, infatti, sono piovuti insulti contro il prete.

Fonte: qui

BYE BYE YELLEN BUBBLE…

Ieri nonna Yellen ha salutato il Congresso americano per l’ultima volta suggerendo che la Federal Reserve continuerà ad alzare i tassi di interesse in modo graduale. Secondo la clownwoman, (chairwoman) uscente  l’inflazione resta sottotono “per fattori temporanei”, anche se non è escluso che “l’inflazione bassa di quest’anno possa riflettere qualcosa di più persistente”.
Loro non si arrendono mai, non vogliono ammetterlo che il debito da loro creato non permetterà all’inflazione per decenni di risollevare la testa, ma in fondo bisogna comprenderli, hanno fallito, non possono ammetterlo.
Ieri Jerome Powel il prossimo governatore della Fed ha aperto le porte alla nuova deregulation, ovvero volpi sui risparmi dei contribuenti americani, ecco perchè Trump lo ha scelto, c’è sempre qualche idiota mai domo che pensa che i mercati possano autoregolamentarsi.
Ieri la nonnina ha detto che “Sebbene le valutazioni delle attività siano elevate per gli standard storici, le vulnerabilità complessive nel settore finanziario appaiono moderate, in quanto il sistema bancario è ben capitalizzato e restano contenute ampie misure di leva finanziaria e crescita del credito”, ha affermato.
A proposito di ampie misure che testimoniano che la leva finanziaria resta contenuta ci aiutiamo con un graficuccio degli amici di  Advisor Perspectives
Ho si certo cara Giannina, non c’è alcun pericolo!

E qui, per chi è con noi da poco tempo rispolveriamo quanto accadde prima della Grande recessione con l’altro genio della lampada delle banche centrali, Bernanke…

I prezzi delle abitazioni degli Stati Uniti, sono aumentati di quasi il 25 % negli ultimi due anni, ha osservato Bernanke, in una testimonianza al Comitato Economico del Congresso.

Ma questi aumenti  ” riflettono in larga misura la solidità dei fondamentali economici”, come la forte crescita dei posti di lavoro, dei redditi e il numero di nuove famiglie.

Per onore di cronaca ricordo a tutti che nel maggio del 2004, un funzionario della Federale Reserve, Edward M.Gramlich, morto recentemente di cancro, confidò più volte a Greenspan e Bernanke allora vice presidente che….

“Increased subprime lending has been associated with higher levels of delinquency, foreclosure and, in some cases, abusive lending practices.”

L’incremento delle pratiche subprime va associato ad un alto livello di delinquenza. pignoramento e in alcuni casi, di pratiche abusive e fraudolente aggiungo io.

Qualche mese fa lo Urban Institute ha pubblicato un saggio nel quale Edward Gramlich, fino al 2005 membro del Consiglio dei governatori della Fed, ha raccontato che fin dal 2000 aveva visto la tempesta dei mutui avvicinarsi e aveva scongiurato Greenspan di intervenire. Invano: il banchiere centrale non voleva togliere carburante dall’ economia con più tassi e più regole. Era convinto che i mercati potessero trovare da soli il giusto equilibrio e si sentiva ideologicamente impegnato a sostenere la «società dei proprietari» proposta da Bush. La voce di Gramlich ora si è spenta: l’ economista è morto a settembre per una leucemia fulminante. Corriere della Sera

Bernanke sapeva, come Greenspan, ma non solo Gramlich mise in guarda la Federal Reserve da quello che poteva accadere, anche Robert Shiller, creatore dello S&P500 Case/Shiller Home Indices, esperto di mercato immobiliare, in grado di prevedere la crisi della New Economy e di anticipare il crollo immobiliare.

Abbiamo ascoltato per mesi e mesi, i principali attori di questa crisi sussurrarci che il sistema è fondamentalmente solido, ma Bernanke lo ha ribadito più volte nel corso della crisi, assecondato dall’ ex presidente degli Stati Uniti, Bush.

Ma non è finita qui……

Era il 15 ottobre del 2007, dopo aver assistito ai primi sciami sismici della madre di tutti i terremoti economici, Ben Bernanke davanti al Economic Club of New York, pronunciava queste parole:

Fortunately, the financial system entered the episode of the past few months with strong capital positions and a robust infrastructure.

 The banking system is healthy.

Fortunatamente, il sistema finanziario ha attraversato le vicissitudini dei mesi scorsi con una forte posizione patrimoniale e una robusta infrastruttura. Il sistema bancario è sano!

Ecco ritornare per l’ennesima volta la fondamentale solidità di un sistema, quello finanziario che ha semplicemente disintegrato la fiducia dello stesso sistema economico.

….. come sempre nella storia, capacità finanziaria e perspicacia politica sono inversamente proporzionali. La salvezza a lunga scadenza non è mai stata apprezzata dagli uomini d’affari se essa comporta adesso una perturbazione nel normale andamento della vita e nel proprio utile. Cosi si auspicherà l’inazione al presente anche se essa significa gravi guai nel futuro. Questa è la minaccia per il capitalismo (…) È ciò che agli uomini che sanno che le cose vanno molto male fa dire che la situazione è fondamentalmente sana!”  ( JK Galbraith )

Per noi, le parole di questi banchieri ignoranti, pagati per ignorare, sono aria fritta!
Ieri la senatrice democratica Carolyn Maloney ha detto che la Yellen… “I would say that your tenure has been an unqualified success by every metric. You have been one of the most successful Fed chairs in history.”
Si un successo senza precedenti, in ogni campo, uno dei migliori governatori della storia della Federal Reserve, o si certo, aspettiamo che esploda anche una sola delle bollicine che questa politica monetaria demenziale ha contribuito a creare e poi ci sarà da divertirci con la storia e per chi si troverà nel posto sbagliato, non ci sarà scampo! 
Fonte: qui

La bad bank Usa e i debiti cinesi

Le garanzie Usa al sistema finanziario. I ricercatori della Fed di Richmond hanno pubblicato l’aggiornamento al 31 dicembre 2016 del cosiddetto Bailout barometer, una stima dell’ammontare delle garanzie, implicie ed esplicite, che il governo Usa fornisce al settore finanziario privato, quindi banche, assicurazione, fondi e altro.
In pratica oltre il 60% dei debiti di questi soggetti, parliamo di oltre 25 trilioni di dollari, hanno alle spalle la garanzia del governo. Che se da una parte favorisce la stabilità finanziaria, dall’altra è di sicuro un notevole incentivo al moral hazard. Rischiare con i soldi dei contribuenti è di sicuro più facile che con i fondi propri. E abbiamo visto nel 2008 quanto possa costare caro.
L’Italia biologica e (quasi) ogm. Eurostat ha diffuso i dati sulle coltivazioni biologiche in Europa dai quali emerge che l’Italia è ben sopra la media, che rimane ancora abbastanza bassa, intorno al 6%, malgrado queste coltivazioni siano diventati così popolari e abbiano incontrato il favore di molta opinione pubblica che, più o meno informata, ha deciso di affidarsi a questa parolina magica quando decide i suoi acquisti di beni alimentari.
Questo atteggiamento vagamente fideistico si riscontra, al contrario, in un altro grande tema del nostro tempo: le coltivazioni geneticamente modificate. In Italia la legge vieta la coltivazione di Ogm, e non si è sviluppata alcuna coltivazione Ogm a fini commerciali. Tuttavia un recente rapporto rileva che “i prodotti animali italiani sono probabilmente derivati da animali nutriti con ingredienti Ogm ed è probabile che anche alcuni prodotti siano processati con ingredienti Ogm”. L’Italia infatti importa fra l’85 e il 90% di soia e farina di soia. Nel 2016, in particolare, abbiamo acquistato 1,3 di MMT (milioni di tonnellate) di soia, per lo più dal Brasile (536,24), dagli Stati Uniti (272,375 MT) e dal Canada (172,793 MT). Sempre nel 2016 abbiamo importato 2,1 MMT di farina di soia, in gran parte dall’Argentina (1.425 MT), dal Paraguay e sempre dal Brasile. 
Poiché la soia Ogm “rappresenta una porzione significativa dell’offerta globale, l’Italia sta probabilmente usando soia Ogm nei suoi mangimi”. Di recente tuttavia la Commissione parlamentare dell’agricoltura ha dato parere positivo a uno schema di decreto del ministero delle politiche agricole per finanziare con 21 milioni un piano triennale di ricerca proprio sul genoma editing e le cisgenica da realizzarsi in collaborazione con il CREA, Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria. Insomma, gli organismi geneticamente non ci piacciono, ma li importiamo per nutrire gli animali che alimentano anche molte produzioni DOP. E nel frattempo ci facciamo i nostri. Chissà se la “via italiana” alla modifica genetica convincerà l’Ue. E soprattutto i consumatori.
Le imprese zombie in Cina. La Bce ha pubblicato un articolo molto interessante sull’economia cinese dove vengono riepilogati gli straordinari progressi compiuti che hanno generato anche straordinari problemi che in qualche modo dovranno essere risolti, e che minacciano di crearne altrettanti anche fuori dai confini del gigante asiatico. Uno è di sicuro l’alto livello di indebitamento che non coinvolge solo il settore privato, ma anche quello pubblico. Nel grafico si vede che il rapporto credito/pil in Cina ha superato il 200% del pil. Moltissima parte di questi debiti sono in capo alle imprese, e in particolare a quelle a controllo pubblico. La Bce monitora anche la percentuale di aziende che con i ricavi non riescono neanche a pagare gli interessi sui debiti, le cosiddette imprese zombie. E come si vede dal secondo grafico, quelle più esposte sono le imprese manifatturiere, quelle all’oriogine del grande successo cinese, seguite da quelle immobiliari. Il successo cova dentro di sé i semi del fallimento, viene da dire.
Chi si fida del governo? L’Ocse ha pubblicato un dato secondo il quale la fiducia delle popolazioni nei propri governi è al lumicino.
La Crisi certo non ha giovato, ma anche negli anni precedenti, la percentuale di persone che diceva di avere fiducia del governo era di poco superiore al 40%, segnando questo risultato una disaffezione profonda, che sembra prescinda dal livello di benessere, che nei paesi Ocse è mediamente elevato. Qual è allora la ragione di questa sfiducia? Il dibattito è aperto.
Fonte: qui

Oro, tassi d'interesse e super cicli

In questi giorni il prezzo dell’oro continua a lateralizzare, segnale che suggerisce una certa attesa da parte degli investitori per quanto riguarda la decisione prossima della FED su un eventuale rialzo dei tassi il mese prossimo. In questo contesto è possibile “giocare” con un certo anticipo su questa informazione, perché come documentato spesso su questo blog, la FED sta lasciando che i tassi salgano e non ha controllo su di essi. Il 30 novembre infatti usciranno i dati riguardanti la PCE di base, indicatore preferito dalla FED per quanto riguarda l’impostazione della sua politica monetaria. I numeri della disoccupazione, mascherati dall’ascesa strabordante del part-time, le hanno permesso di cantare vittoria su quel fronte; l’unico che ancora rimane aperto è quello sull’inflazione dei prezzi. Il dato monitorato e preferito dalla FED è la spesa al consumo personale di base (PCE core) misurata annualmente, ed è in questo dato che desidera ardentemente raggiungere il fantomatico 2%. Ora, se giovedì questo dato risulterà superiore o uguale all’1.6%, allora è praticamente sicuro che la FED rialzerà i tassi a dicembre e l’oro continuerà a lateralizzare. Se invece sarà dell’1.3% o inferiore, allora è assai probabile che non ci sarà alcun rialzo dei tassi a dicembre e l’oro vedrà uno spike nel prezzo. Comprare oro adesso e speculare su queste informazioni rappresenta un buon modo per staccare profitti nel breve termine; nel primo caso, invece, è possibile smobilitare la posizione senza paura di perdite. Per quanto riguarda il medio/lungo termine, invece, segnali di un breakout sono tutti presenti oltre a diversi catalizzatori che ne alimenteranno il rally del prezzo.

Quando la FED ha rialzato i tassi d’interesse lo scorso dicembre, molti credevano che l’oro sarebbe crollato. Ma non è successo.
L’oro ha toccato il fondo il giorno dopo il rialzo dei tassi, poi ha ripreso a muoversi in alto.
Per inciso, la stessa cosa è successa dopo il tightening della FED a dicembre 2015. L’oro poi nel primo trimestre del 2016 avrebbe sfoggiato uno dei suoi migliori trimestri in 20 anni. È stato molto interessante vedere l’oro salire nonostante i venti contrari della FED.
Nel frattempo, l’oro ha retto bene quest’anno.
Normalmente quando i tassi salgono, il dollaro si rafforza e l’oro si indebolisce. Di solito si muovono in direzioni opposte. Com’è possibile, quindi, che l’oro salga di prezzo quando la FED sta assumendo una posizione più ristretta e il dollaro è più forte?
Questo mi suggerisce che ci sono altre storie che si stanno sviluppando dietro le quinte.
Significa che non possiamo limitarci a guardare solo il dollaro. Il dollaro è un importante motore del prezzo dell’oro, senza dubbio, ma lo sono anche i fondamentali economici come l’offerta e la domanda nel mercato dell’oro fisico.
Viaggio costantemente e sono stato a Shanghai per incontrare i più grandi dealer cinesi in oro. Sono stato anche in Svizzera, non molto tempo fa, ad incontrare raffinatori e dealer in oro.
Ho sentito le stesse storie sia in Svizzera che a Shanghai: ci sono carenze di oro fisico e i raffinatori stanno avendo problemi a procurarselo. I raffinatori hanno liste d’attesa chilometriche e non riescono a trovare l’oro di cui hanno bisogno per mantenere le loro operazioni di raffinazione.
E le scoperte di nuovi giacimenti d’oro sono poche e lontane tra loro, quindi la domanda sta superando l’offerta. Ecco perché alcune delle opportunità che abbiamo scoperto tra i cercatori d’oro sono così attraenti in questo momento. Una buona scoperta può far fare fortuna agli investitori.
Il mio punto è che le carenze fisiche sono diventate un problema. Questo è un elemento motore importante per i prezzi dell’oro.
C’è un’altra ragione per credere che l’oro adesso potrebbe essere in un trend rialzista di lungo termine.
Per capirla, dobbiamo prima mettere in prospettiva il lungo calo dei prezzi dell’oro dal 2011 al 2015. La migliore spiegazione che ho sentito è arrivata dal leggendario investitore, Jim Rogers. Secondo lui l’oro arriverà a $10,000 l’oncia, cosa che anch’io ho previsto.
Ma Rogers sottolinea che nessuna commodity passa mai da un minimo ad un massimo senza un ritracciamento del 50% lungo la strada.
L’oro ha toccato il fondo a $255 l’oncia nell’agosto del 1999. Da lì è salito decisamente più in alto e stiamo parlando di una salita del 650% fino a raggiungere un picco vicino ai $1,900 l’oncia nel settembre 2011.
Quindi l’oro è salito di $1,643 l’oncia dall’agosto 1999 al settembre 2011.
Un ritracciamento del 50% di questo rally richiederebbe $821 in meno sul prezzo: $1,077 l’oncia a ritracciamento finito, cifra quasi uguale a quella raggiunta il 27 novembre 2015 ($1,058 l’oncia).
Ciò significa che ci siamo lasciati dietro le spalle il ritracciamento del 50% e l’oro sta percorrendo una strada che l’anno prossimo vedrà nuovi massimi storici.
Perché gli investitori dovrebbero credere che l’oro non finirà nuovamente scaraventato a terra?
La risposta è che c’è una distinzione importante tra l’azione dei prezzi 2011-15 e ciò che sta accadendo ora.
Il calo quadriennale ha seguito un modello chiamato “alti inferiori e minimi inferiori”. Mentre l’oro saliva e poi scendeva, ogni picco era più basso di quello precedente e ogni calo era più basso di quello precedente.
Dal dicembre 2016 sembra che questo mercato orso si sia invertito. Ora vediamo “alti più alti e minimi più alti”, segnali di un trend rialzista generale.
Il 24 febbraio 2017 il punto massimo di $1,256 l’oncia è stato superiore al precedente massimo del 23 gennaio 2017, pari a $1,217 l’oncia.
Il minimo del 10 maggio a $1,218 l’oncia è stato superiore al precedente minimo del 14 marzo a $1,198 l’oncia.
Il massimo del 7 settembre a $1,353 è stato superiore al massimo del 6 giugno a $1,296. E il minimo del 5 ottobre a $1,271 è stato superiore al minimo del 7 luglio a $1,212.
Naturalmente questa nuova tendenza ha meno di un anno e non è deterministica. Malgrado ciò è un segno incoraggiante, se considerato insieme ad altri fattori rialzisti.
Ma, cosa ancora più importante, l’oro ha mantenuto questo trend nonostante i tassi d’interesse più alti.
Questo fatto mi suggerisce che stiamo assistendo ad una fuga verso la qualità, il che significa che le persone stanno perdendo fiducia nelle banche centrali di tutto il mondo. Si rendono conto che sono a corto di polvere da sparo asciutta. Per otto anni hanno stampato denaro e hanno mantenuto i tassi vicini allo zero o negativi, ciononostante questa strategia non è ancora riuscita a stimolare l’economia nel modo in cui vogliono.
Quindi l’oro è salito in quello che considererei un ambiente difficile con tassi più alti.
La domanda è: dove andrà l’oro da qui?
I mercati scommettono che al 100% la FED rialzerà i tassi il mese prossimo.
Non sono d’accordo. E infatti sono scettico perché i dati sull’inflazione sono deboli. Prima della riunione del 13 dicembre ci sarà la pubblicazione dei dati sulla PCE di base, prevista per il 30 novembre.
Se la cifra è calda, ad esempio, pari all’1.6% o superiore, ciò confermerà l’opinione della Yellen secondo cui la debolezza dell’inflazione era “transitoria” e giustificherebbe un rialzo dei tassi a dicembre.
Dall’altra parte, se questa cifra risulterà debole, ad esempio 1.3% o meno, ci sono buone probabilità che la FED non rialzi i tassi a dicembre. In tal caso, gli investitori dovrebbero aspettarsi un’inversione rapida e violenta dei trend recenti.
I mercati hanno valutato un dollaro forte e prezzi dell’oro e delle obbligazioni più deboli in base all’aspettativa di un rialzo dei tassi a dicembre. Se questo rialzo dei tassi non ci sarà a causa di dati deboli sull’inflazione, assisteremo ad un forte rally in obbligazioni e oro.
L’ultima volta che l’oro è stato venduto furiosamente risale alla notte delle elezioni negli Stati Uniti, quando Stan Druckenmiller ha venduto tutto il suo oro. È naturale che il prezzo scenda quando qualcuno scarica una tale quantità d’oro come quella posseduta da lui.
Questa mossa riflette un cambiamento nel sentimento.
Quello che Stan diceva era molto interessante: “Tutte le ragioni per cui avrei dovuto possedere oro sono sparite, proprio perché Trump è stato eletto presidente”.
In altre parole, stava assecondando la teoria secondo cui Hillary Clinton avrebbe rappresentato un danno per l’economia e le politiche di Donald Trump si sarebbero dimostrate utili. Se all’orizzonte stava facendo capolino una forte crescita economica, allora non sarebbe servito oro per proteggersi. Quindi ha venduto il suo oro e ha comprato azioni ipotizzando che l’economia sarebbe cresciuta sotto Trump.
Ma all’inizio di quest’anno Stan ha detto che sarebbe tornato sui suoi passi. Ciò significa che le persone stanno riconsiderando i presunti benefici sventolati da una presidenza Trump. La riforma fiscale è ancora un grande punto interrogativo; e quand’è l’ultima volta che avete sentito una parola sulla spesa per infrastrutture?
Gli investitori torneranno a comprare oro una volta che la realtà non potrà più essere ignorata. Aggiungeteci le crescenti tensioni geopolitiche in Asia e in Medio Oriente, e il futuro dell’oro è davvero luminoso.
Saluti,
[*] traduzione di Francesco Simoncelli: francescosimoncelli.blogspot.it