
lunedì 20 maggio 2019
“Gli assorbenti da lavare sono nel contratto di Governo?”
“I pannolini lavabili sono nel contratto?”. Questo vorrei che Salvini chiedesse a Di Maio e a Conte, se avesse la vispezza dell’intelligenza che occorre contro questi, quando attaccano con questi pretesti (Di Maio: “Spero che Salvini abbia chiesto a Le Pen, a Orban e agli altri governi sovranisti di prendersi i migranti che arrivano in Italia”).
“E gli assorbenti lavabili sono nel contratto?”. Ecco una domanda assolutamente da fare. Perché sono il puro, originario programma 5S: pannolini lavabili, giacche rivoltabili, calzini rammendabili, pneumatici (dei riksciò) da rappezzare, scarpe vecchie da risuolare, rumenta da cui campare cercandoci dentro cose da recuperare. Autostrade da lasciar crollare perché tanto andremo tutti in bicicletta, e io cosa ci vado a fare a Lione, che mi frega.

E’ la già nota decrescita felice, aggravata adesso dall’originario moralismo degli Onesti, manette e carcere prima che la “corruzione” sia anche solo minimamente provata: la condanna viene pronunciata da Travaglio sul Fatto Quotidiano, a nome delle procure, e tanto basta.
Questo che il governo viene attuando è il programma dei 5 Stelle. Ma non è, mi pare, quello delle Lega. Quello per il quale la lega ha dato il suo appoggio del 17% al movimento del 33%.
L’idea originaria – così ci avevano dato la sensazione – era diversa e grandiosa: ci uniamo per andare contro la UE, eventualmente realizzare il piano B, frenare ad ogni costo l’immigrazione africana che Renzi aveva contrattato con la UE per avere in cambio un po’ di soldi in deficit da mettere in tasca di alcuni; sforare il 3, uscire dalla Prigione dei Popoli che ormai è la UE….
D’accordo, avete rinunciato a questo programma massimo. Richiedeva coraggio, carattere, qualità culturali che non avete. Dalla posizione di attacco in prima linea avete ripiegato a una posizione di retroguardia molto arretrata: lecchinaggio dell’eurogarchia e della BCE (i 5 Stelle) e la promessa di cambiare la UE dall’interno, eccetera. Avevate tenuto almeno nella lotta agli scafisti e alle loro scariche umane, e dei sinistri, clericali e mediatici irresponsabili vari che vogliono riempirne l’Italia. Una battaglia sempre più disperata, dove Salvini (poveretto)( ha contro tutti, dal Papa all’ONU, dalla UE ai media e voi grillini…

La Sea Watch tedesca – violando le acque territoriali perché non è stata autorizzata – vuole discaricare a Lampedusa i tipi che, pagando un caro biglietto agli scafisti, si sono messi apposta in falso pericolo di naufragio e voglio sbarcare dopo aver distrutto i loro documenti – e Di Maio: “Sullo sbarco ci stiamo ragionando con Conte”.

Un vostro senatore difende le ONG e dà degli “xenofobi” ai leghisti.
- La vostra ministra Trenta, vuol dedicare la sfilata militare del 2 giugno “all’inclusione”, ossia farne un Gay Pride e delle forze(dis)armate un ONG per LGBT.
- – Il ministro Tria regala una poltrona d’oro al suo ministero alla cognata del piddini Gentiloni. (Alessandra Dal Verme la cognata illustre, oltre che di nobili origini,. La dottoressa è sposata con un altro nobile, tale Gentiloni Silveri. Non un Gentiloni qualunque, bensì il fratello dell’ex Presidente del Consiglio, Paolo.
– La vostra ministra della salute è per l’eutanasia e i vaccini, come una qualunque radicale venduta a bigpharma.
- Siete a favore dell’aborto senza se e senza ma, e bollate quelli che non sono d’accordo come medievali. Siete arrivati a perseguitare i vostri membri che sono anti-aborto, abolendo la, libertà di coscienza:
- Adesso siamo ai pannolini da lavare come programma. Che caduta nel prosaico, dopo l’epica con cui siamo andati insieme al governo per rovesciare i tavoli in Europa , uscire alla gabbia che ci strangola e ci riempie di disoccupati e di miserabili senza prospettive .
Ebbene: questo che attuate è il “VOSTRO” programma. Totalmente vostro. Non il nostro. Allora realizzatevelo da voi, col vostro 33% e senza il nostro 17.
Perché, vedete, Di Maio rimbecca con ogni pretesto Salvini e lo smentisce e schernisce a colpi bassi, approfittando della sua lealtà (e poca vispezza) credendo che tanto lui non può far cadere il governo perché Mattarella non darà mai nuove elezioni; e in ogni caso, della caduta del governo daranno la colpa a lui, e la Lega sarà penalizzata nelle urne.
Il punto è che c’è un limite politico e morale che è stato superato: i grillini fanno i Golpisti dell’Onestà per tenere la Lega sotto scacco giudiziario, onde obbligarla a votare per un programma che si rivela ogni giorno non solo diverso da quello dell’epico contratto, ma nemico. Con i leghisti come schiavi.
Il fatto è che intanto, il banchiere centrale olandese Knot si fa intervistare dal solito Fubini e spiattella esattamente il programma della spoliazione che faranno subire all’Italia.
- Patrimoniale per far pagare con i risparmi privati italiani il debito pubblico “eccessivo”
- Poi, incitare “i mercati” a punirci per la nostra indisciplina, mettendo in dubbio “che il debito sia rimborsato a causa di politiche sbagliate” e facendoci effettivamente fallire – ma dentro l’euro, ossia con una moneta che non controlliamo

Knot, il governatore della banca centrale olandese. - https://www.corriere.it/economia/opinioni/19_maggio_18/debito-pubblico-ricchezza-privata-l-italia-ha-bisogno-un-riequilibrio-5b45f204-79a9-11e9-84cc-19261c23ea92.shtm
Ebbene: Di Maio dà ragione a Knot (contro l’ingenuo Salvini), rinnegando quel che diceva solo poche settimane fa.
Di Maio: ‘Mai voteremo legge di bilancio che aumenta il debito’

Ora, nessun partito con la testa sul collo deve farsi vedere ad appoggiare questo progetto grillini, con la rovina e lo strangolamento che provocherà. Lo facciano i grillini nel loro governo – senza la Lega. Magari coi pd, con i più Europa, coi montiani, con Berlusconi che ha lodato Draghi , con Draghi presidente. Nella rovina, anche senza potere, è meglio che la Lega se ne stia fuori.
“I pannolini non sono nel contratto”. Questo direbbe Salvini se fosse vispo..
Maurizio Blondet
Maurizio Blondet
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domenica 19 maggio 2019
Aggressione a Osvaldo Napoli: 5 Forconi rischiano il processo
La Procura di Roma ha notificato ieri l’avviso di conclusione indagine per l’accusa di violenza privata

ANSA
L’intervento dei carabinieri era riuscito a “liberare” l’ex deputato che si era poi rifugiato in un bar
Un blitz, una iniziativa che in molti definirono come «inquietante», potrebbe presto finire davanti ad un giudice del tribunale di Roma. L’iniziativa di un gruppo di attivisti del Movimento «9 dicembre Forconi» di circa un mese fa, in piazza Montecitorio, quando aggredirono e inscenarono il finto arresto dell’ex parlamentare Osvaldo Napoli, potrebbe essere al centro di un processo penale. La Procura di Roma ha notificato ieri l’avviso di conclusione indagine nei confronti di cinque persone, tutte accusate di violenza privata. Si tratta dell’atto che di norma precede la richiesta di rinvio a giudizio. Una inchiesta lampo quella condotta dal pm Sergio Colaiocco che ha coordinato l’attività di Digos e carabinieri del reparto operativo.
«Desidero esprimere il mio apprezzamento alla Procura della Repubblica di Roma, alla Digos e al nucleo operativo dei Carabinieri per la celerità con cui sono state condotte le indagini sull’aggressione di cui sono stato vittima», ha commentato l’ex parlamentare aggredito.
In base a quanto ricostruito dagli inquirenti quell’azione messa in atto a pochi metri dall’ingresso della Camera dei deputati vide coinvolte almeno cinque persone. L’obiettivo non era specificamente Osvaldo Napoli ma sostanzialmente gli attivisti cercavano un politico «da arrestare». Gli inquirenti hanno individuato i cinque autori ma gli accertamenti proseguiranno al fine di individuare tutti i soggetti che hanno avuto un ruolo attivo nel blitz.
Napoli fu bloccato da due uomini e afferrato per le braccia per impedirgli di allontanarsi. Una azione improvvisa che all’ inizio poteva sembrare una goliardata. Mentre veniva «arrestato» un terzo soggetto ha cominciato a declamare «l’atto d’accusa» nei suoi confronti, tra l’incredulità dei tanti passanti che come ogni giorno affollano quella zona del centro storico di Roma. Dal canto loro altri due `Forconi´ impedirono l’intervento delle forze dell’ordine per «liberare» l’ex parlamentare ed attuale consigliere comunale in Piemonte.
Contestualmente alla chiusura dell’indagine il pm ha proceduto alla richiesta di archiviazione per manifesta infondatezza di un esposto presentato pochi giorni prima dell’ azione dall’ex generale dei carabinieri Antonio Pappalardo, in qualità di presidente dell’Associazione `Movimento per la liberazione d’Italia´ e da Danilo Calvani, presidente dell’ Associazione `9 dicembre Forconi´, secondo i quali, dopo la dichiarazione di incostituzionalità da parte della Consulta sulla legge elettorale, i parlamentari devono essere considerati degli usurpatori di potere e quindi decadere.
La posizione di Pappalardo resta comunque al vaglio degli inquirenti, rispetto al blitz del 14 dicembre, perché in base all’informativa della polizia giudiziaria, sarebbe arrivato in piazza Montecitorio pochi minuti dopo l’azione e avrebbe fornito dichiarazioni a sostegno dei fermati agli agenti del commissariato Trevi-Campo Marzio nelle ore successive al fermo e postando su Facebook messaggi in cui dichiarava legittimo il blitz.
13 Gennaio 2017
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Tribunale di Latina: "Ecco chi può usare il simbolo dei Forconi"
In questi giorni alcuni media hanno rilanciato una decisione presa alcuni mesi fa dal Tribunale civile di Latina, sulla titolarità e sulla legittimazione all'uso del simbolo del movimento 9 Dicembre - Forconi: in essa si legge in sostanza che l'emblema in questione non può (più) essere usato da Danilo Calvani, al cui nome l'avventura dei Forconi è rimasta a lungo legata, come pure a quello del suo fondatore, il siciliano Mariano Ferro (che con Calvani nel 2016 ingaggiò uno scontro di reciproca delegittimazione, puntualmente ripreso da vari siti). L'ordinanza, emessa a seguito di un ricorso ex art. 700 c.p.c. presentato dal "Partito nazionale 9 Dicembre Forconi per la sovranità" - guidato da Francesco Puttilli - per ottenere tutela contro Calvani, risulta emessa alla fine di agosto del 2018 e pubblicata il 4 settembre; solo il 10 marzo, tuttavia, la decisione del giudice risulta diffusa online (e non è dato conoscere il motivo di questo ritardo).
Il ricorso era stato depositato dai Forconi dopo che a Danilo Calvani il 1° marzo 2017 era stata revocata la qualità di socio del movimento Forconi - costituito ufficialmente il 21 gennaio 2015, con Calvani e Puttilli tra i fondatori - "in quanto non ritenuto più idoneo e non in possesso della dovuta correttezza e lealtà prevista dallo Statuto" (così si legge nel verbale di seduta che si trova sul sito dei Forconi) e che, il 6 aprile dello stesso anno, era stato costituito con atto notarile un nuovo soggetto politico appunto con il nome "Partito nazionale 9 Dicembre Forconi per la sovranità", fondato da Puttilli - indicato come presidente - nonché da Adolfo Bottiglione (già fondatore dei Forconi2015) e Antonella Neri; nell'atto costitutivo si legge, tra l'altro, che il simbolo del partito è stato registrato alla Camera di commercio di Latina dallo stesso Puttilli "il quale, pur conservandone la titolarità, ne consente l'utilizzo gratuito ed in esclusiva" ai Forconi-2017, "nel rispetto di quanto regolato nello Statuto del Partito". L'emblema in effetti risulta depositato come marchio il 9 marzo 2017, mentre la registrazione è stata concessa il 22 febbraio 2018.
Nel frattempo, tuttavia, Danilo Calvani ha continuato a utilizzare l'emblema adottato nel 2015 per un diverso soggetto giuridico (che nella pagina del partito Forconi si dice essere frutto di un'iniziativa dello stesso Calvani in data 1° marzo 2017, immediatamente dopo la decisione di far cessare la qualità di socio dei Forconi-2015). Di più, alle elezioni comunali del 2018 a Cisterna di Latina si è presentata una lista dal contrassegno quasi identico a quello dei Forconi, con in più l'aggiunta del riferimento a Pas - il soggetto politico di Alfonso Luigi Marra - e dell'espressione "per Calvani", cosa che evidentemente a Puttilli e agli altri fondatori non dev'essere andata giù.
Il giudice Alfonso Piccialli, ricordato che, quale "principale elemento identificativo del gruppo", il simbolo di un partito dev'essere "unico e inconfondibile" e che vengono in gioco tanto il diritto al nome - art. 7 c.c., applicabile anche alle associazioni non riconosciute - quanto quello all'identità personale degli associati (qui si cita l'ordinanza del Tribunale di Roma del 1991 sulla vicenda Pci-Pds e una delle ordinanze - del 2004 - relative alla vicenda Dc), piuttosto che questioni legate alla titolarità di segni in ambito commerciale, ha notato che "l'utilizzo indebito svolto" da Calvani appare "inequivocabilmente idoneo a svilire la funzione identificativa sia del nome sia che del simbolo dell'associazione ricorrente, posto che è riconducibile, per il tramite del resistente, ad altro soggetto (Movimento PAS 9 Dicembre - Forconi per Calvani) operante sempre nel medesimo contesto politico, e che si presenta come alternativo al partito ricorrente".
Proprio quest'idoneità inequivocabile a "svilire la funzione identificativa" è ritenuta sufficiente dal giudice per considerare fondato il sospetto che il partito Forconi-2017 meriti tutela (fumus boni iuris); viene riconosciuto anche il periculum in mora, dunque il rischio legato al differire quella tutela al momento dell'accertamento pieno, a causa "dell'evidente concreto rischio di facile confusione del simbolo del partito ricorrente con quello, sostanzialmente coincidente anche per composizione cromatica, utilizzato dal Movimento riconducibile al Calvani, con conseguente disorientamento dei cittadini ed elettori relativamente agli elementi identificativi delle due diverse compagini politiche". Su questa base, a Danilo Calvani - condannato anche alle spese di questa fase cautelare - è stato inibito l'uso "del nome '9 Dicembre Forconi' nella sua diversa formulazione (e quindi con la dicitura 'per Calvani')" e del simbolo, il cui uso esclusivo compete al partito fondato nel 2017.
Le ordinanze che concludono i procedimenti ex art. 700 c.p.c., essendo riti a cognizione sommaria, sono sempre succintamente motivate: in questo caso, a dire il vero, la motivazione pare persino troppo stringata, visto che - a fronte di un inquadramento teorico non breve - la parte relativa al potenziale confusorio del simbolo consiste davvero in poche righe e nulla si dice a proposito di eventuali rimostranze di Calvani sulla legittimità della sua esclusione dai Forconi-2015 (essendo lui qualificato come "resistente", è probabile che si sia difeso sul punto, ma non è dato sapere).
Può essere che l'ordinanza sia stata tirata fuori ora per l'avvicinarsi delle elezioni comunali, per scoraggiare l'uso dell'emblema dei Forconi da parte di Calvani o di qualunque altra persona interessata a usarlo e non titolata. Nel frattempo però è stato registrato come marchio anche il simbolo di Noi nazionalisti - Forconi, depositato il 18 luglio 2017 da Adriana Donnarumma, di Terracina (sempre in provincia di Latina...) e titolato il 18 settembre 2018: dal sito del movimento risulta essere presidente certo Antonio Morelli e l'associazione è stata costituita - anch'essa con atto notarile - il 26 aprile 2017. L'uso della parola "Forconi" potrebbe infastidire anche in questo caso l'associazione guidata da Puttilli, se Noi nazionalisti - Forconi decidesse di presentarsi a qualche consultazione elettorale?
Fonte: qui
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sabato 18 maggio 2019
I veri professori insegnano, non manipolano
La cosa più difficile da imparare è ragionare con la propria testa. È necessario il coraggio, l'autostima, la conoscenza.
Il coraggio, come spiegava Don Abbondio, o ce l'hai o nessuno te lo può dare; ma autostima e conoscenza si possono apprendere, e gli artefici di questo apprendimento arrivano dalla scuola e dalla famiglia. In questo caso, è più importante la scuola, sia perché è una realtà di socializzazione più complessa di quella che può provenire dalla famiglia, sia perché il suo ruolo essenziale è quello di insegnare, dunque di far conoscere e di sviluppare l'autostima di un giovane attraverso l'apprendimento, attraverso il sapere. Compito molto difficile, certo, ma gli insegnanti vengono pagati per svolgere questo compito.
Ciò che ha fatto l'insegnante palermitana, i cui alunni in una video hanno accostato le leggi razziali nazifasciste al decreto sicurezza del ministro dell'Interno Matteo Salvini, è drammatico e grottesco al tempo stesso.
Credo profondamente nella libertà di pensiero, quindi se l'insegnante in questione ritiene Salvini non diverso da Hitler, Mussolini, mettiamoci anche Stalin, padrona di pensarlo e di dirlo ma a casa sua, tra gli amici, al bar, anche in un dibattito televisivo. Cioè, libertà di pensiero: poi spetterà ai suoi interlocutori capire, se lo volessero, quali siano i fondamenti di quel pensiero. A scuola assolutamente no, il comportamento deve essere diverso: qui la propria idea politica deve rimanere dietro le modalità dell'insegnamento, perché il compito dell'insegnante è di far conoscere cercando lo sviluppo di una coscienza critica da parte del giovane.
L'insegnante palermitana, che Salvini si augura torni presto a scuola («giovedì sono a Palermo e vorrei incontrarla», ha detto) ha fatto questo? No, quindi è stata una pessima docente.
Tenere separato il proprio punto di vista dall'insegnare la storia, l'italiano è difficilissimo, ma un insegnante è tanto più bravo quanto più riesce a tenere distinte le due posizioni (come dovrebbe fare un magistrato). Drammatica e grottesca l'insegnante palermitana. Drammatica perché rovina la testa dei suoi studenti, quando dovrebbe proteggerla e aiutarla a svilupparsi nell'autonomia di giudizio: cosa del tutto trasgredita con un'ignorante illustrazione della realtà che non rispetta la storia. Capisco che nel mondo della politica, del dibattito televisivo le associazioni tra passato e presente, tra le vicende storiche di un tempo e la realtà presente possano con semplicistica comunicazione essere mistificate per provocare. Ma a scuola no; questo è il luogo deputato alla comprensione scientifica dei fatti, all'approfondimento del sapere: le banalità non devono trovare spazio tra le mura della scuola, diversamente non è una scuola, ma un bar, un talk televisivo, anche.
Poi, dicevo, grottesca: l'insegnante palermitana è una penosa figura grottesca. È la nostalgia del Sessantotto e dei successivi Anni di piombo, quando si era inventato «l'antifascismo militante». Nel suo nome, veniva picchiato o ammazzato chiunque non si schierasse per l'antifascismo militante, che di antifascismo non aveva nulla, ma era il pretesto per l'esercizio della violenza contro un nemico designato. Non è un caso che, chi si è schierato a favore della professoressa palermitana, evochi l'antifascismo militante: cinquant'anni fa tragico, rievocato oggi grottesco. Fonte: IlGiornale
IL PUTSCH DELL’ONESTA’
Perfetta recitazione quella di Di Maio. Splendido tempismo. “Alle europee la scelta è fra noi e la Tangentopoli bis che stiamo vedendo nelle inchieste delle ultime tre settimane…..Perché il tema vero è che abbiamo una nuova Tangentopoli – che sta colpendo tutte le forze politiche e NOI dobbiamo arginare”.
Così spiega benissimo lo scopo della mitragliata di inchieste, che i grillini si aspettavano gongolando da settimane, conoscendo date e circostanze in anticipo: “La scelta è fra NOI e la corruzione”. NOI non abbiamo più bisogno di presentare un programma alla nazione, perché NOI siamo gli onesti. Perché “IL TEMA VERO” non è che le nostre leggi e programmi di decrescita bloccano l’economia in recessione, che il reddito di cittadinanza è un fallimento, che non sappiamo cosa fare in nulla; “IL TEMA VERO” è l’onestà. Non si può scegliere fra due programmi, ma si deve scegliere fra onestà e corruzione. Il TEMA VERO non è la crescita, non la UE, non l’euro, non l’oligarchia euro-tedesca che spadroneggia; non se noi stiamo con Draghi e Mattarella o con gli euroscettici. Quelli non sono temi veri. Il tema vero è la corruzione e dovete stare con NOI perché “NOI la dobbiamo arginare”.
Chi ha dato loro il compito di “arginare la corruzione”? Il Procuratore Totale. Quello per cui non esistono innocenti, ma solo colpevoli che lui, il Procuratore, non ha ancora indagato.
Ora, questo è un golpe. Il golpe dell’Onestà, che abbiamo già visto in passato, e sembra funzioni ancora. Quando voterete il 5Stelle, voterete l’ONESTA’, una condizione mistica di purezza, ma non chiedete il programma.
A Di Maio e seguaci, ricordiamo che c’è un modo più radicale e profondo di essere disonesti in politica. Questo:

Sono ONESTI . Lo dicono loro. Lo garantisce il Procuratore: naturalmente fino a quando il Procuratore non li intercetterà alla ricerca di un reato(o meglio ancora "possibile reato"!). Nulla di più facile. E come se la rideva sotto i baffi, pochi giorni prima della Tangentopoli bis. E come gli faceva da spalla complice e ridacchiante il giornalista…
http://www.la7.it/dimartedi/video/piercamillo-davigo-sulla-corruzione-nelle-grandi-opere-se-larbitro-fischia-%C3%A8-perch%C3%A9-c%C3%A8-stato-un-15-05-2019-271746
„Datemi sei righe scritte dal più onesto degli uomini, e vi troverò una qualche cosa sufficiente a farlo impiccare.“ (cardinal di Richelieu)
Figurarsi in mesi di chiacchiere telefoniche intercettate. Fonte: Maurizio Blondet
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venerdì 17 maggio 2019
Il ministro austriaco: "Italia nuova Grecia". Tria: "Pensi prima di parlare"
Bruxelles, 16 maggio 2019 - Il ministro dell'Economia Giovanni Tria arriva a Bruxelles, alla riunione dell'Eurogruppo, e prova a rassicurare i partner europei sugli obiettivi di finanza pubblica del Governo, e quindi sul debito che calerà come prevede il Def, un documento “approvato anche dal ministro dell'Interno” spiega. “C'è un Def approvato da Governo e Parlamento”, e il Governo “sta lavorando” per attenersi a quegli obiettivi, sottolinea Tria.
Quanto detto qualche giorno fa dal vicepremier Salvini, disposto a portare il debito al 140%, avevano provocato dure reazioni tra le capitali europee. La bordata più pesante è arrivata dal ministro delle Finanze austriaco, Hartwig Loeger che già alla vigilia dell'Eurogruppo, in un'intervista, aveva detto che l'Italia rischia di diventare 'la nuova Grecia' e che l'Austria non pagherà per il debito italiano. Poi ha attaccato Tria: “Il comportamento dell'Italia non può essere accettato”, ha detto. E ancora, “ha ceduto” a Salvini “e non guarda la verità in faccia” auspicando che l'Ue “metta in chiaro che Roma sta andando nella direzione sbagliata”.
“Penso che le persone prima di parlare debbano pensare”, ha replicato Tria, ricordando che l'Italia “non chiede che qualcuno paghi per il proprio debito”, ed ha pagato “abbondantemente per i debiti altrui aiutando altri Paesi europei, non avendo mai chiesto un euro”. Al contrario, “non credo che l'Austria abbia pagato quanto l'Italia per aiutare altri Paesi”, ha detto Tria. L'Austria, ripete Loeger, chiederà alla Commissione questa volta di non fare sconti all'Italia e rimetterà sul tavolo la richiesta di sanzioni per chi non rispetta le regole. Fonte: qui
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