9 dicembre forconi: Adolfo Bottiglione
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domenica 19 maggio 2019

Tribunale di Latina: "Ecco chi può usare il simbolo dei Forconi"


In questi giorni alcuni media hanno rilanciato una decisione presa alcuni mesi fa dal Tribunale civile di Latina, sulla titolarità e sulla legittimazione all'uso del simbolo del movimento 9 Dicembre - Forconi: in essa si legge in sostanza che l'emblema in questione non può (più) essere usato da Danilo Calvani, al cui nome l'avventura dei Forconi è rimasta a lungo legata, come pure a quello del suo fondatore, il siciliano Mariano Ferro (che con Calvani nel 2016 ingaggiò uno scontro di reciproca delegittimazione, puntualmente ripreso da vari siti). L'ordinanza, emessa a seguito di un ricorso ex art. 700 c.p.c. presentato dal "Partito nazionale 9 Dicembre Forconi per la sovranità" - guidato da Francesco Puttilli - per ottenere tutela contro Calvani, risulta emessa alla fine di agosto del 2018 e pubblicata il 4 settembre; solo il 10 marzo, tuttavia, la decisione del giudice risulta diffusa online (e non è dato conoscere il motivo di questo ritardo).
Il ricorso era stato depositato dai Forconi dopo che a Danilo Calvani il 1° marzo 2017 era stata revocata la qualità di socio del movimento Forconi - costituito ufficialmente il 21 gennaio 2015, con Calvani e Puttilli tra i fondatori - "in quanto non ritenuto più idoneo e non in possesso della dovuta correttezza e lealtà prevista dallo Statuto" (così si legge nel verbale di seduta che si trova sul sito dei Forconi) e che, il 6 aprile dello stesso anno, era stato costituito con atto notarile un nuovo soggetto politico appunto con il nome "Partito nazionale 9 Dicembre Forconi per la sovranità", fondato da Puttilli - indicato come presidente - nonché da Adolfo Bottiglione (già fondatore dei Forconi2015) e Antonella Neri; nell'atto costitutivo si legge, tra l'altro, che il simbolo del partito è stato registrato alla Camera di commercio di Latina dallo stesso Puttilli "il quale, pur conservandone la titolarità, ne consente l'utilizzo gratuito ed in esclusiva" ai Forconi-2017, "nel rispetto di quanto regolato nello Statuto del Partito". L'emblema in effetti risulta depositato come marchio il 9 marzo 2017, mentre la registrazione è stata concessa il 22 febbraio 2018. 
Nel frattempo, tuttavia, Danilo Calvani ha continuato a utilizzare l'emblema adottato nel 2015 per un diverso soggetto giuridico (che nella pagina del partito Forconi si dice essere frutto di un'iniziativa dello stesso Calvani in data 1° marzo 2017, immediatamente dopo la decisione di far cessare la qualità di socio dei Forconi-2015). Di più, alle elezioni comunali del 2018 a Cisterna di Latina si è presentata una lista dal contrassegno quasi identico a quello dei Forconi, con in più l'aggiunta del riferimento a Pas - il soggetto politico di Alfonso Luigi Marra - e dell'espressione "per Calvani", cosa che evidentemente a Puttilli e agli altri fondatori non dev'essere andata giù.
Il giudice Alfonso Piccialli, ricordato che, quale "principale elemento identificativo del gruppo", il simbolo di un partito dev'essere "unico e inconfondibile" e che vengono in gioco tanto il diritto al nome - art. 7 c.c., applicabile anche alle associazioni non riconosciute - quanto quello all'identità personale degli associati (qui si cita l'ordinanza del Tribunale di Roma del 1991 sulla vicenda Pci-Pds e una delle ordinanze - del 2004 - relative alla vicenda Dc), piuttosto che questioni legate alla titolarità di segni in ambito commerciale, ha notato che "l'utilizzo indebito svolto" da Calvani appare "inequivocabilmente idoneo a svilire la funzione identificativa sia del nome sia che del simbolo dell'associazione ricorrente, posto che è riconducibile, per il tramite del resistente, ad altro soggetto (Movimento PAS 9 Dicembre - Forconi per Calvani) operante sempre nel medesimo contesto politico, e che si presenta come alternativo al partito ricorrente".
Proprio quest'idoneità inequivocabile a "svilire la funzione identificativa" è ritenuta sufficiente dal giudice per considerare fondato il sospetto che il partito Forconi-2017 meriti tutela (fumus boni iuris); viene riconosciuto anche il periculum in mora, dunque il rischio legato al differire quella tutela al momento dell'accertamento pieno, a causa "dell'evidente concreto rischio di facile confusione del simbolo del partito ricorrente con quello, sostanzialmente coincidente anche per composizione cromatica, utilizzato dal Movimento riconducibile al Calvani, con conseguente disorientamento dei cittadini ed elettori relativamente agli elementi identificativi delle due diverse compagini politiche". Su questa base, a Danilo Calvani - condannato anche alle spese di questa fase cautelare - è stato inibito l'uso "del nome '9 Dicembre Forconi' nella sua diversa formulazione (e quindi con la dicitura 'per Calvani')" e del simbolo, il cui uso esclusivo compete al partito fondato nel 2017.
Le ordinanze che concludono i procedimenti ex art. 700 c.p.c., essendo riti a cognizione sommaria, sono sempre succintamente motivate: in questo caso, a dire il vero, la motivazione pare persino troppo stringata, visto che - a fronte di un inquadramento teorico non breve - la parte relativa al potenziale confusorio del simbolo consiste davvero in poche righe e nulla si dice a proposito di eventuali rimostranze di Calvani sulla legittimità della sua esclusione dai Forconi-2015 (essendo lui qualificato come "resistente", è probabile che si sia difeso sul punto, ma non è dato sapere). 

Può essere che l'ordinanza sia stata tirata fuori ora per l'avvicinarsi delle elezioni comunali, per scoraggiare l'uso dell'emblema dei Forconi da parte di Calvani o di qualunque altra persona interessata a usarlo e non titolata. Nel frattempo però è stato registrato come marchio anche il simbolo di Noi nazionalisti - Forconi, depositato il 18 luglio 2017 da Adriana Donnarumma, di Terracina (sempre in provincia di Latina...) e titolato il 18 settembre 2018: dal sito del movimento risulta essere presidente certo Antonio Morelli e l'associazione è stata costituita - anch'essa con atto notarile - il 26 aprile 2017. L'uso della parola "Forconi" potrebbe infastidire anche in questo caso l'associazione guidata da Puttilli, se Noi nazionalisti - Forconi decidesse di presentarsi a qualche consultazione elettorale?

Fonte: qui

giovedì 15 dicembre 2016

Il Comitato per la legalità ed il 9 Dicembre Forconi presentano la formale denuncia presso la Procura di Roma contro i parlamentari


Ci sono cose che non si fanno per coraggio. Si fanno per potere continuare a guardare serenamente negli occhi i propri figli e i figli dei propri figli”( Gen. Carlo Alberto dalla Chiesa)


9 Dicembre Forconi - Comitato per la legalità 

COMUNICATO STAMPA

In data odierna una delegazione del “Comitato per la Legalità”, con il Generale Antonio Pappalardo, si è presentato dal Procuratore della Repubblica di Roma, dott. Pignatone, al quale ha consegnato l’allegato esposto denuncia, in cui è ben evidenziato che i delinquenti sono i parlamentari abusivi dal 2014, che hanno rubato alle casse dello Stato oltre 900 milioni di euro.
E’ stato precisato che la Corte Costituzionale ha indicato nella sua sentenza, con cui è stata dichiarata incostituzionale la legge elettorale “Porcellum”, che i parlamentari potevano rimanere in carica nel segno della continuità dello Stato, per portare a termine l’attività in quel momento in essere e per modificare la legge elettorale. Ma la continuità dello Stato è saltata nel momento in cui i parlamentari si sono pervicacemente attaccati alle poltrone per ben oltre un ragionevole periodo di tempo di un anno e dopo aver formato un nuovo governo nel febbraio 2014 con Renzi, tentando in modo eversivo a colpi di maggioranza di modificare la Costituzione.

Ora siamo oltre ogni logica e completamente fuori dallo Stato di diritto, visto che con il governo Gentiloni gli abusivi intendono rimanere ancora un altro anno.

E’ stato ribadito che i Forconi si sono limitati ad arrestare una persona, che si è qualificata come onorevole, coperta da immunità.

L’arresto è stato operato sulla base dei reati di:
  1. Usurpazione di potere politico”, che punisce “chiunque usurpa un potere politico, ovvero persiste nell’esercitarlo indebitamente”, che prevede la pena della reclusione da sei a quindici anni;
  2. Attentato ai diritti politici del cittadino”, che punisce “chiunque con violenza, minaccia o inganno, impedisce in tutto o in parte l’esercizio di un diritto politico”, che prevede la pena della reclusione da uno a cinque anni;
  3. Associazione a delinquere”, che punisce “tre o più persone che si associano allo scopo di commettere più delitti”, che prevede la pena della reclusione da tre a sette anni.
Al Procuratore della Repubblica è stato fatto presente che è stata inviata l’allegata lettera al Capo della Polizia, ai Capi di Stato Maggiore Militare e ai Comandanti Generali dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza perché procedano a perseguire reati così gravi.
Sono state, altresì, inviate lettere a Papa Francesco, al Presidente del Parlamento Europeo, alla Corte dei diritti dell’Uomo e all’Alta Corte di Giustizia Europea, affinché siano ripristinate in Italia legalità, libertà e democrazia.

Il Comitato per la Legalità ha ribadito al Procuratore della Repubblica di Roma che se le autorità preposte non procedono nei confronti dei parlamentati abusivi sarà il popolo ad agire nelle forme previste dalla legge e dalla Costituzione.
Il Procuratore Pignatone ha risposto che esaminerà con molta attenzione gli atti prodotti.

Abbiamo dato mandato ai nostri legali di querelare tutti coloro che definiscono delinquenti e squadristi cittadini che stanno compiendo il loro dovere, in assenza di provvedimenti delle autorità competenti.

Roma, 15 dicembre 2016


Antonio Pappalardo, Danilo Calvani, Francesco Puttilli, Adolfo Bottiglione