9 dicembre forconi: onestà
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martedì 28 maggio 2019

STRAPERDE IL “GOLPE DELL’ONESTA'”

Ma anzitutto, Salvini dovrebbe ringraziare pubblicamente la Sea Watch: è probabilmente quella, nella operazione del 19 maggio  in coordinamento col procuratore Patronaggio, ad avergli regalato quei 4  punti che  hanno trasformato la sua vittoria in trionfo. Questa organizzazione tedesca, intervenendo negli ultimi giorni prima del voto con la nota finezza politica germanica e la tradizionale mano pesante, violando le acque territoriali italiane  nonostante la diffida dell’Interno, con il suo disprezzo per l’Italia  ha fatto capire a tutti questo semplice fatto:  antipatico o no,  approssimativo, brocco che sia, Matteo Salvini è il solo fragile argine all’invasione senza freni dei clandestini.  Con i Nicola Fratoianni, i Gino Strada e Manconi pronti a gettarsi sulla breccia con carrettate di “immigrati”  prelevati direttamente dagli scafisti a pagamento sottocosta. Salvini unica salvezza: ecco quel che hanno ottenuto.
Risultato:
Lega primo partito in Emilia-Romagna, Toscana e Umbria (dove ha 17 punti di vantaggio sul Pd). Una mappa politica ridisegnata.
“#Salvini a Tor Bella Monaca ha preso il 36%. Se le periferie abbandonano il m5s non vanno al pd ma alla Lega”




Il crollo del procuratore Marco Travaglio.

Il Golpe dell’Onestà, lungamente preparato nei 5Stelle in coordinamento  con le accuse ad orologeria delle procure varie,  è  fallito. Le sconce eiaculazioni di Travaglio per gli arresti immotivati,  le grida di Di Maio che quel che ostacola l’Italia non  sono le infrastrutture mancanti e vent’anni di avanzi primari, né  l’euro deflattivo voluto da Berlino –  bensì la “corruzione” , da  cui l’urgenza di purificare il governo degli Onesti da Siri prima di ogni condanna, non  ha funzionato.  Il pubblico non ci casca più, le sempre nuove repliche di Mani Pulite, sempre più arbitrarie. Ovviamente il Procuratore Totale non è debellato, è  sempre lì con i poteri assoluti e dispotici che s’è arrogato di spiare ogni politico 24 ore su 24:  ma  il pubblico ha visto che l’Ordine Giudiziario ha sì il potere, ma non l’autorità. Più precisamente,  ha barattato  l’autorità etica e morale, con il potere. Senza autorità,  ma piena di potere, una “giustizia” è solo un pericoloso potere di fatto, come chi ha potere uno che ti punta un mitra. Gli dai il portafoglio, ma non lo rispetti. La Procura Totale non capirà mai la differenza.
E’ stato sconfitto il bergoglio e il bergoglismo, per lo stesso motivo: El Papa ha trascinato la gerarchia italiana nella lotta di fazione e di parte, abbassandola al livello di marciapiede, metà  centro sociale da festa rave  e metà Arcigay.  Il suo partito di riferimento, quello degli aborti, eutanasia e droga libera – Più Europa della prediletta dal Papa Emma Bonino – non  entrerà in UE.



Cinque Stalle deve ringraziare solo se stesso per il collasso. Le sue doppiezze moltiplicate  negli ultimi giorni , le sue slealtà, il suo progetto di decrescita  occultato all’elettorato più vasto,  il suo cambiare il programma anzi le carte in tavola, il suo avvicinamento al Colle. Il suo “populismo” ma “europeista”, non “sovranista”.  Le  sue foto coi Gilet Gialli poi vilmente strappate. Il fatto che mentre la Lega si è sforzata di essere partito “nazionale”, i grillini  si sono voluti sempre più “Lega Meridionale”, secessionisti interni e fautori dei più caricaturali vizi del Sud, chiudere l’Ilva,  bloccare i gasdotto,  farsi mantenere dal denaro pubblico…

Questa doppiezza disonesta è dipinta da Messora nel suo tweet:
Quindi, ricapitolando, 5 anni fa Messora è stato allontanato dal #M5Sperché sosteneva posizioni sull’Europa che oggi rappresentano il 33% degli elettori, da qualcuno che aveva posizioni che oggi rappresentano il 18% o 19% degli elettori. Questo qualcuno ci ha visto proprio lungo.
Il golpe dell’Onestà mirava a farsi votare dalle masse col seguente argomento: non vi diciamo che programma abbiamo (lo cambiamo quando vogliamo), dovete votare per noi perché siamo gli unici non corrotti, gli unici onesti.  Questa è la radicale disonestà in politica,  e i suoi elettori  non ci sono cascati.  Del resto anche al Sud hanno già misurato il fallimento sostanziale del Reddito di Cittadinanza, torbido pasticcio teso a scopi plurimi e incompatibili,  impraticabile per “onestà” (eccesso di controlli  personali)  – un fallimento che   Di Maio   ha cercato di  decretare un successo, con il biliardino che gli è avanzato da dare “alle famiglie che fanno figli”.  Ma non è solo colpa di Di Maio. Il gruppo dirigente intero ha autorizzato queste slealtà e doppiezze e furbizie – perché non sa decidere cosa vuole, o (animato da velleità gnostico-oligarchiche) non lo vuol dire alle plebi,  Beppe ha una dottrina  segreta dei miei k.,  ma intanto passeranno alla fogna della storia come quelli che hanno consegnato la Sanità ai radicali e  ai loro programmi di eliminazione delle bocche inutili.
Il Colle è ancora al potere,  così sono aggrappati ai loro stipendi d 80-230 mila annui le caste dei  Ricchi di Stato.   Ma l’elettorato  non si è  lasciato  infinocchiare dalla marea mediatica totalitariamente anti-Salvini, troppo, troppo faziosamente,  troppo palesemente  sleale:  con questi metodi, ha fatto capire che  hanno troppe cose da nascondere per accettare un dibattito aperto ad armi pari.


Senza parole.

In Francia la disfatta di Macron, in Gran Bretagna il trionfo di Farage, in Italia di Salvini  creano un fronte che il dispotismo chiamato UE neutralizzerà e sminuirà con ogni  mezzo. Salvini deve  sfruttare il successo, evitare errori  – farsi  uno staff con la Buongiorno per le questioni legali, e Bagnai e Borghi (e Rinaldi)   per dire le cose giuste sulle questioni economiche, è il minimo.

Maurizio Blondet

Fonte: qui

sabato 18 maggio 2019

IL PUTSCH DELL’ONESTA’

Perfetta recitazione quella di Di Maio. Splendido tempismo.  “Alle europee la scelta  è fra noi e la Tangentopoli bis che stiamo vedendo nelle inchieste delle ultime tre settimane…..Perché il tema vero è che abbiamo una nuova Tangentopoli  –  che sta colpendo tutte le forze politiche e NOI dobbiamo arginare”.
Così spiega benissimo lo scopo della  mitragliata di inchieste, che i grillini si aspettavano gongolando da settimane, conoscendo date e circostanze in anticipo: “La scelta è fra NOI e la corruzione”.  NOI non abbiamo più bisogno di presentare un programma alla nazione, perché NOI siamo gli onesti. Perché “IL TEMA VERO”  non è  che le nostre  leggi  e programmi di decrescita bloccano l’economia in recessione,  che il reddito di cittadinanza è un fallimento, che non sappiamo cosa fare in nulla; “IL TEMA VERO”  è l’onestà. Non si può scegliere fra due programmi, ma  si deve scegliere fra onestà e corruzione.  Il  TEMA VERO non è  la crescita, non la UE, non l’euro,  non l’oligarchia euro-tedesca che spadroneggia; non se noi stiamo con Draghi e Mattarella o con gli euroscettici. Quelli non sono temi veri. Il tema vero è la  corruzione  e dovete stare con NOI perché “NOI la dobbiamo arginare”.
Chi ha  dato loro il compito di “arginare la corruzione”?  Il Procuratore Totale. Quello per cui non esistono innocenti, ma solo colpevoli che lui, il Procuratore, non ha ancora  indagato.
Ora, questo è un golpe. Il golpe dell’Onestà,  che abbiamo già visto in passato,  e sembra funzioni ancora. Quando voterete il 5Stelle, voterete l’ONESTA’, una condizione mistica di purezza, ma non chiedete il programma.
A Di Maio e seguaci, ricordiamo che c’è un modo  più radicale e profondo di essere disonesti in politica. Questo:
se votate per costui, non sapete per chi votate. Sapete solo che lui dice di essere ONESTO, ed è questo L'UNICO TEMA CHE HA. PER IL RESTO HA AFFERMATO TUTTO ED IL CONTRARIO DI TUTTO.
Altri esempi preclari di ONESTA’:
Giulia Grillo prima versione.
Sono ONESTI . Lo dicono loro. Lo garantisce il Procuratore:  naturalmente fino a quando il Procuratore non li intercetterà alla ricerca di un reato(o meglio ancora "possibile reato"!). Nulla di più facile. E come se la rideva sotto i baffi, pochi giorni prima della Tangentopoli bis. E come gli faceva da spalla complice e ridacchiante il giornalista…

„Datemi sei righe scritte dal più onesto degli uomini, e vi troverò una qualche cosa sufficiente a farlo impiccare.“ (cardinal di Richelieu)

Figurarsi in mesi di chiacchiere telefoniche intercettate. Fonte: Maurizio Blondet

mercoledì 3 aprile 2019

LE PRESSIONI DI DE VITO SUL M5S PER PILOTARE GLI APPALTI DI ROMA

NEI VERBALI DELL'INCHIESTA SU TOR DI VALLE ANCHE L'ITER "FACILITATO" PER I MERCATI GENERALI 

DALLE CARTE EMERGE IL RAPPORTO PROFESSIONALE TRA PARNASI E BERDINI 

SECONDO IL COSTRUTTORE UNA PARCELLA PAGATA A META’ HA SCATENATO L’AVVERSIONE DEL FUTURO ASSESSORE ALLO STADIO DELLA ROMA...

Valentina Errante per “il Messaggero”

MARCELLO DE VITOMARCELLO DE VITO
Pressioni, ingerenze. Nel groviglio che si era creato in Campidoglio è difficile distinguere tra gli interessi privati delle figure istituzionali e quelli pubblici. Le consulenze e gli incarichi da parte degli imprenditori avrebbero creato corridoi speciali per i progetti facendoli passare per scelte politiche. Così Marcello De Vito lavorava ai fianchi i suoi compagni di partito, per convincerli della bontà dei progetti.

E a sorpresa, dalle carte di due inchieste che inevitabilmente si intrecciano, emerge anche un vecchio rapporto professionale, tra un' azienda della famiglia Parnasi e l' ex assessore all' Urbanistica Paolo Berdini, nemico acerrimo del progetto Tor di Valle. Circostanze che confondono gli affari personali e l' interesse pubblico, almeno secondo Parnasi che sostiene che una parcella pagata a metà abbia scatenato l' avversione del futuro assessore.
MARCELLO DE VITO A REGINA COELIMARCELLO DE VITO A REGINA COELI

Non emerge con chiarezza, invece, come sia stato possibile che il progetto degli Ex Mercati generali, business dei fratelli Toti, non sia passato all' esame del Consiglio comunale, ma abbia ottenuto direttamente l' approvazione della giunta.

Non lo chiarisce neppure l' assessore all' Urbanistica, Luca Montuori, sentito subito dopo gli arresti, così come gli altri testi, interrogati dai pm Barbara Zuin e Luigia Spinelli dopo l' ennesimo terremoto nel pianeta Cinquestelle. Così come un doppio ruolo lo avrebbe svolto Luca Lanzalone, imputato per corruzione, al quale la sindaca suggeriva di mandare «tutto il materiale sui Mercati generali», almeno secondo il verbale della presidente della commissione Urbanistica.

MARCELLO DE VITO E VIRGINIA RAGGIMARCELLO DE VITO E VIRGINIA RAGGI
LE PRESSIONI 

È Alessandra Agnello, presidente della Commissione capitolina Lavori pubblici, sentita come testimone il 22 marzo, a raccontare alle pm Barbara Zuin e Luigia Spinelli delle pressioni di De Vito: «Con riferimento alla realizzazione del Nuovo stadio della Roma io ho avvertito un certo pressing da parte di De Vito. Notai che era particolarmente eccitato e sollecitava tutti ad andare avanti a votare favorevolmente». La consigliera del M5S ha aggiunto che, in occasione di una riunione di maggioranza preliminare alla delibera per la dichiarazione di pubblica utilità dell' opera, votò contro, «ma in sede consiliare mi sono adeguata alla maggioranza come da codice etico del Movimento. Nella riunione di maggioranza, effettivamente, De Vito era il più attivo per trascinare tutti a votare a favore. Rimasi colpita da questo atteggiamento, non mi vengono in mente altre riunioni nelle quali si fosse mostrato così determinato».
quando di battista raggi taverna di maio lombardi frongia e de vito chiedevano il carcere per marino con le arance in campidoglioQUANDO DI BATTISTA RAGGI TAVERNA DI MAIO LOMBARDI FRONGIA E DE VITO CHIEDEVANO IL CARCERE PER MARINO CON LE ARANCE IN CAMPIDOGLIOPARNASIPARNASI





CONSULENZE A BERDINI 

Nel groviglio di rapporti intrecciati è stato lo stesso Luca Parnasi a riferire ai pm di una vecchia ruggine tra lui e l' ex assessore all' Urbanistica Paolo Berdini, nemico numero uno del progetto stadio. Spiegando così - fatture alla mano - la netta opposizione dell' assessore, poi sostituito da Montuori, al progetto Tor di Valle. L' incarico di progettazione per una convenzione edilizia in via Laurentina tra Parsitalia e la Regione risaliva al 2005. Berdini, allora vicino a Rifondazione comunista, nel 2008 avrebbe percepito solo il 50 per cento dell' incarico, che ammontava a oltre 78mila euro, per il mancato conseguimento degli obiettivi.
MARCELLO DE VITO ROBERTA LOMBARDIMARCELLO DE VITO ROBERTA LOMBARDI

L'INCONTRO 

L' assessore Luca Montuori, invece ha ricordato come nel Consiglio comunale De Vito spingesse perché il progetto Mercati generali andasse avanti. «La prima volta in cui lui mi chiese di incontrare gli investitori nel progetto dei Mercati Generali - ha detto a verbale - io restai perplesso».

berdini.BERDINI.






L' assessore cerca poi di spiegare come la delibera venne votata in giunta: «Mi sono confrontato con il mio staff in merito alla competenza della Giunta o del Consiglio per l' approvazione del progetto. Mi sono confrontato soprattutto con il direttore del Dipartimento, Roberto Botta, i funzionari che si occupano delle concessioni, altri funzionari interni all' amministrazione esperti di convenzioni, con l' Avvocatura capitolina e poi, in particolare, con il Segretario Generale, Pietro Paolo Mileti e il Vice Segretario Maria Rosa Turchi». Mileti, interpellato sul punto dai pm, dice di non ricordare.

Fonte: qui

martedì 13 novembre 2018

IL LEADER LEGHISTA: "L' ONESTÀ SENZA LA COMPETENZA È UN DISASTRO…"

Onestà, impegno e competenza è un nostro slogan di 3 anni fa.

IL GOVERNO SI SPACCA SULLE GRANDI OPERE- SALVINI: "AVANTI SUL MOSE, IL TAP, IL TERZO VALICO, LA PEDEMONTANA. SULLA TAV ASPETTIAMO CHE FINISCA L' ANALISI COSTI-BENEFICI" 

LA BATTUTA: "LA LETTERINA LA CAPISCO PER BABBO NATALE, NON PER JUNCKER. BABBO NATALE È PIÙ VERO DI JUNCKER, MANGIA CASTAGNE E BEVE VIN BRULÉ, MA SOLO UN POCHINO…"



Marco Cremonesi per il Corriere della Sera

«Tutte le opere si faranno. Il Mose, il Tap, il Terzo valico, la Pedemontana... Si va avanti. Punto». Ma la Tav, l' alta velocità Torino-Lione? «Lasciamo che finisca l' esame costi/benefici», Matteo Salvini, tra il pranzo con gli imprenditori brianzoli e Milan-Juve, parla alla Scuola di formazione politica della Lega ideata da Armando Siri.

Nessun dubbio sulle altre grandi opere, e pazienza se in serata Luigi Di Maio, a Non è l' arena su La7, dirà che l' analisi costi/benefici «è in corso su tutte le opere». Ma sulla Tav Salvini non vuole incalzare: «Penso che alla fine si farà, in linea di principio sono per finire un lavoro che si è incominciato».

SALVINI DI MAIOSALVINI DI MAIO
Certo, aggiunge, quella di sabato a Torino è stata «una bella manifestazione, che fa riflettere». Ma in ogni caso si andrà avanti come previsto dal contratto di governo, con l' aggiornamento dell' analisi costi/benefici che non è chiarissimo quando sarà pronta: «A breve arriverà, se c' è una cosa che nessuno vuole fare è il tiramolla».

Salvini si lancia sulla necessità che «gente perbene e onesta scelga di gestire la cosa pubblica». Il vicepremier vuole elogiare la scuola di Siri ma, un po' a sorpresa, arricchisce il concetto: «Attenzione che l' onestà non accompagnata dalla competenza è un disastro, è condizione necessaria ma non sufficiente. Se ho un medico onesto ma minga bun (mica buono) non ci vado». Insomma: «Per fare il ministro, il sindaco, l' amministratore, occorre anche competenza, che non significa otto titoli di studio». E chissà a chi il ministro pensasse.

In ogni caso, Salvini non ignora affatto che la stragrande maggioranza, o forse tutti, gli amministratori del suo partito sull' alta velocità ferroviaria ci contano, a partire dai governatori Attilio Fontana e Luca Zaia. Così come, però, non ignora alcune criticità.

Per esempio, il fatto che la Tav tra Venezia e Trieste già sia stata bloccata. Lo ha rivendicato lo scorso ottobre l' ex presidente Debora Serracchiani (Pd): «L' invasiva Tav Venezia-Trieste è sparita da anni e con il governo di centrosinistra, ma i M5S oggi la spacciano come novità che è merito loro: bugiardi».

In ogni caso, nessuna fuga in avanti da parte di Salvini: con i partner di governo «io faccio gioco di squadra. Anche oggi mi sono messaggiato con il ministro Bonafede, domani (oggi per chi legge) vedrò il premier Giuseppe Conte e Luigi Di Maio». Di certo, la corrente di pensiero secondo cui sulla Tav si potrebbe rallentare perché anche i francesi avrebbero frenato sulla realizzazione della Torino-Lione, deve essere arrivata anche in Francia. Il ministro dei Trasporti di Macron, Élisabeth Borne, incontrerà oggi a Bruxelles l' omologo italiano, Danilo Toninelli: «Se ha domande sull' impegno della Francia, questa è l' occasione di rassicurarlo» ha detto il ministro.

Mentre il match tra Lega e Unione europea continua: «Entro domani - ha ricordato Salvini - dobbiamo scrivere 'sta lettera all' Europa. La letterina la capisco per Babbo Natale, non per Juncker...

Babbo Natale è più vero di Juncker, mangia castagne e beve vin brulé, ma solo un pochino». Quanto alla manovra, «è quella e non si tocca. Ma di certo, se devo mettere 1, 2 o 3 miliardi in più per sistemare il mio territorio, io ce li metto».

Fonte: qui

P.S. Adolfo Bottiglione è il Segretario politico del 9 Dicembre Forconi fin dalla sua costituzione in movimento ...
manifestazione sì tav torinoMANIFESTAZIONE SÌ TAV TORINO

sabato 6 gennaio 2018

IL TRIBUNALE DI ROMA ACCOGLIE LA RICHIESTA DI GIUDIZIO IMMEDIATO AVANZATA DALLA SINDACA DI ROMA E FISSA LA PRIMA UDIENZA DEL PROCESSO AL PROSSIMO 21 GIUGNO

NICCOLÒ GHEDINI: “SE HA RINUNCIATO ALL’UDIENZA NON DEV’ESSERE MESSA BENE. SE SEI CONVINTO DI AVERE L’EVIDENZA DELL'INNOCENZA FAI L’UDIENZA PRELIMINARE, TI GIOCHI LE TUE CARTE E PUNTI A ESSERE PROSCIOLTO…”

1 - IL TRIBUNALE ACCOGLIE LA RICHIESTA DELLA RAGGI
virginia raggiVIRGINIA RAGGI
Edoardo Izzo per www.lastampa.it

Il tribunale di Roma ha accolto la richiesta di giudizio immediato avanzata dalla sindaca di Roma, Virginia Raggi ed ha fissato la prima udienza del processo al prossimo 21 giugno. Un risultato importante per il Movimento 5 Stelle in chiave elettorale: la Raggi infatti non sarà costretta a presentarsi in aula il prossimo 9 gennaio all’udienza preliminare e soprattutto non si ritroverà alla sbarra come imputata durante le prossime elezioni politiche previste per il 4 marzo. 

la sindaca di roma virginia raggi (3)LA SINDACA DI ROMA VIRGINIA RAGGI (3)
Ed è stato proprio quest’ultimo punto a pesare più di tutti sulla scelta processuale della Raggi e dei suoi legali, gli avvocati Alessandro Mancori e Emiliano Fasulo, che - di concerto con lo staff dei 5 Stelle - hanno preferito allungare i tempi per non favorire gli avversari politici di Luigi di Maio, candidato premier del Movimento. Altro vantaggio sarà inoltre diversificare la posizione della sindaca da quella di Raffaele Marra che sarà invece in aula il 9 gennaio prossimo. 

La Raggi è accusata di falso documentale: mentì all’Anticorruzione del Comune di Roma - secondo la procura di Roma - riguardo al caso di Renato Marra, fratello del suo ex braccio destro Raffaele. Marra senior da vigile urbano graduato fu promosso a capo del dipartimento turismo del Comune con un incremento di stipendio pari a 20 mila euro. 

RAFFAELE MARRARAFFAELE MARRA
E l’accusa alla Raggi è relativa precisamente alle dichiarazioni all’Anac comunale, in cui il ruolo di Raffaele Marra era definito «di mera pedissequa esecuzione delle determinazioni da me assunte, senza alcuna partecipazione alle fasi istruttorie, di valutazione e decisionali». 

Una ricostruzione che secondo il procuratore aggiunto Paolo Ielo e il pm Francesco Dall’Olio contrasta con il contenuto delle chat finite agli atti. Per questo il 28 settembre scorso i pm avevano chiesto il rinvio a giudizio sia per Raggi sia per Raffaele Marra (accusato di abuso d’ufficio). 

Ora il gup Raffaella De Pasquale ha accolto l’istanza di immediato giudizio della sindaca rinviando il procedimento a un giudice monocratico. La stessa scelta era stata fatta dai giudici di Milano nel processo a carico del primo cittadino Giuseppe Sala per i fatti legati all’Expo 2015. 

2 - NICCOLÒ GHEDINI: «SE HA RINUNCIATO ALL' UDIENZA NON DEV' ESSERE MESSA BENE»
Simone Canettieri per “il Messaggero”

GHEDINIGHEDINI
Onorevole Niccolò Ghedini, da parlamentare di Forza Italia e soprattutto da avvocato di Silvio Berlusconi come giudica la mossa di Virginia Raggi?
«Non è una strategia difensiva molto efficace, quella di chiedere il giudizio immediato perché si perde la garanzia dell' udienza preliminare».

E quindi?
«Solitamente se sei convinto di avere l' evidenza dell' innocenza fai l' udienza preliminare, ti giochi le tue carte e punti a essere prosciolto. E' capitato perfino a Berlusconi...».

Ci ricordi quando.
PIER SILVIO BERLUSCONI CON GHEDINI.PIER SILVIO BERLUSCONI CON GHEDINI.
«Certo, con il lodo Mondadori e con i diritti Mediatrade, in cui invece andò a processo suo figlio Pier Silvio. Quindi in teoria l' udienza preliminare è un momento sia di garanzia che di possibilità di proscioglimento immediato».

E invece Raggi ha scelto un' altra strada: secondo lei è un motivo più politico che di strategia?
«E' un modo per evitare il rinvio a giudizio perché temevano il rinvio a giudizio. E' una scelta esclusivamente politica».

Il M5S, come dice Carlo Nordio, scopre i diritti dell' imputato?
«Certo, anche se è una lettura fin troppo benevola».

Una nemesi politica per i grillini?
«Eh sì».

Quante volte ha sentito attaccare Berlusconi dai grillini anche sull' uso dei tempi giudiziari?
«Eh! Tutti i giorni! Lasciamo perdere, dai. Comunque loro utilizzano un escamotage processuale che io non avrei mai adottato».

VIRGINIA RAGGIVIRGINIA RAGGI
Ma l' obiettivo era scavallare le elezioni del 4 marzo.
«E allora? Avrebbero potuto cercare di far durare di più l' udienza preliminare portando nuove prove, nuova documentazione, difendendosi in udienza preliminare.
In maniera normale, a volte anche combattiva, come abbiamo fatto spesso con Berlusconi, cercando di ottenere il risultato».

Quale idea si è fatto dell' inchiesta in cui è coinvolta Virginia Raggi?
MAZZILLO E VIRGINIA RAGGIMAZZILLO E VIRGINIA RAGGI
«Io non conosco la situazione processuale della sindaca, ma evidentemente il suo avvocato deve averla ritenuta non brillante».

Quando ha letto questa notizia cosa ha pensato?
«A me le disgrazie giudiziarie dispiacciono sempre, facendo questo mestiere. E devo dire che, tutto sommato, la vicenda della sindaca mi sembra di una gravità non straordinaria. Oggi fare l' amministratore è il mestiere più pericoloso del mondo: si ha sempre la magistratura sul collo per qualsiasi cosa.
Ma non conosco nel merito la vicenda».
VIRGINIA RAGGI ATACVIRGINIA RAGGI ATAC

Anche i grillini sono diventati realisti oltreché garantisti?
«Certo, finalmente hanno sdoganato gli indagati. Purtroppo, però, a loro la Costituzione piace solo quando torna comoda».

Qual è la morale della vicenda?
«Diciamo che la prossima volta prima di attaccare gli altri sui i loro processi dovranno pensarci un attimo in più».

Fonte: qui