9 dicembre forconi

domenica 17 febbraio 2019

Voglio l’Europa che non c’è

Ogni tanto, soprattutto quando ci si sente confusi, è bene fare il punto della situazione. Capire dove si è e che prospettive concrete ci sono, per poi fare una scelta basata sulla realtà. Ora che ci avviciniamo alle elezioni europee, è quello di cui ho bisogno. Credo di sapere quello che voglio, ma trovo complicato raggiungerlo. Voglio un’Europa vera, che sia almeno la quarta potenza del mondo  non solo economica, ma anche politica. Voglio un’Europa che duri, e che non sia composta di stati che si fanno i propri interessi, con membri interni o peggio, esterni alla comunità stessa. Questo credo voglia la stragrande maggioranza degli europei, anche molti di quelli che non lo dicono. Anche se non la vedono e vedono invece quella fatta di accordi di paesi che stanno dentro per quello che gli serve e poi inciuciano con i nemici dell’Europa per avere benefici e favori presenti e futuri. Allora chi votare per questo sogno europeo? 

Partiamo da casa nostra: non Salvini che è indipendentista e non sovranista, cioè dell’idea diffusa e sovvenzionata, da quelli che l’Europa non la vogliono, ma neppure Berlusconi che in Europa ha fatto fatica a farsi accettare nella coalizione di centro. 

Il Pd? Anche da quelle parti buio assoluto, mille giravolte, mille inciuci e nessuna proposta seria portata avanti con il gruppo socialista europeo. Già il gruppo socialista europeo. La vittima sacrificale delle elezioni prossime venture. Non c’è paese in cui non sia in calo, se non al tracollo. 

Una classe dirigente allo sbando, che non solo non riesce a parlare agli elettori, ma neppure a se stessa. Li vedremo scannarsi per essere sulla cresta dell’onda e poter ritornare, ma si scanneranno per lo scranno e non per le idee. Sono al traino di qualunque cosa garantisca sedie e non incidono su niente. 

Cosa resta? Poco. In Italia il M5S, la grande speranza del nuovo che avanza, ma che ora  mostra tutte le magagne del raccogliticcio. Soprattutto per quello che ha mostrato in questi mesi di governo. Non ha saputo selezionare una classe dirigente (per il movimento e per il governo) almeno sufficiente. Non parlo solo dei congiuntivi o delle “lacune” scolastiche. No, parlo delle competenze, del costante presentare dei ritornelli con FATTO sulle promesse elettorali, ma il Fatto, quello Quotidiano, non è stato tenero nello smentire i cartelloni o la lista della spesa di Giggino. Eppure erano in parlamento da 5 anni, avevano tempo per cercare le persone con le competenze e la voglia.  Hanno fatto quello che troppe aziende famigliari fanno. Da un’intuizione e dal lavoro del fondatore discende che il ragioniere diventa direttore amministrativo e il disegnatore direttore tecnico, con il figlio amministratore delegato. La durata di queste aziende la conosciamo tutti. La famiglia ha fatto soldi e se lungimirante, se li è tenuti, l’azienda scomparsa o venduta, gli operai  in cassa integrazione o a casa e tutte le volte abbiamo detto: peccato, e ci siamo incazzati, perché l’idea fondativa era buona

Questo temo anche per i 5S che hanno raccolto nei campi bradi della sinistra sbrindellata, ma poi deluderanno. Oltretutto sono come sempre soli, senza alleati, da qui questo turbinio di incontri con polacchi e altri. Da qui, visti i risultati di questi incontri e relative proiezioni elettorali, la “DICHIARAZIONE DI GUERRA” a Macron. Con la speranza di fare un accrocchio con gli eletti dei gilet jaunes. Pessima mossa, perché quelli voteranno in gran parte per la Le Pen, che li manovra sottotraccia e gli altri sono tanti partiti quante teste. E all’estero? Il nuovo era Macron, che sarà pure competente, ma DON Abbondio al confronto era Rambo. Il vecchio è la Merkel, che tenterà di inventarsi qualcosa. Sennò perché avrebbe rinunciato alla segreteria della CDU? Ma cosa potrà fare con tutti questi paesi che remano contro e questi partiti sovranisti che porteranno a Bruxelles centinaia di antieuropei? Poco e quel poco, temo sarà una rinegoziazione di un nucleo stabile di paesi e dentro temo non ci sarà l’Italia.

Fonte: qui


venerdì 15 febbraio 2019

E’ STATA ARRESTATA LA 21ENNE ANTONELLA FAUNTLEROY, AMICA DI DESIRÉE MARIOTTINI E FINORA TESTIMONE DELL’INDAGINE


SAREBBE STATA LEI AD ACCOMPAGNARE LA RAGAZZINA NELLO STABILE DI VIA DEI LUCANI, LE HA CEDUTO METADONE E STUPEFACENTI, PIÙ VOLTE. SAPEVA CHE ERA MINORENNE E L'HA PORTATA NEL CAPANNONE LA NOTTE IN CUI È MORTA, DOPO UN'INTERA GIORNATA DI VIOLENZE

Michela Allegri per “il Messaggero”

ANTONELLA FAUNTLEROYANTONELLA FAUNTLEROY
Ha accompagnato Desirée nello stabile di via dei Lucani, le ha ceduto metadone e stupefacenti, più volte. Sapeva che quella ragazzina di Cisterna di Latina aveva solo 16 anni. E l' ha portata nel capannone abbandonato nel quartiere San Lorenzo anche la notte in cui è morta, stroncata da un mix letale di droghe e psicofarmaci e dopo un' intera giornata di violenze. C' è una svolta nell' inchiesta sul decesso di Desirée Mariottini: finisce in manette una delle testimoni chiave dell' indagine.

Si tratta di Antonella Fauntleroy, ventunenne cittadina della Repubblica Botswana, amica della sedicenne. È stata arrestata dalla Squadra Mobile ieri all' alba. Si nascondeva nel vano lavanderia di uno stabile in borgata Finocchio. È accusata di cessione continuativa e aggravata di stupefacenti alla minore e ora si trova nel carcere di Rebibbia.
l'esclusiva di 'giallo' su desiree 6L'ESCLUSIVA DI 'GIALLO' SU DESIREE

Avrebbe dato droghe alla ragazzina anche nei giorni precedenti la sua morte, avvenuta nella notte tra il 18 e il 19 ottobre. Restano intanto in carcere i quattro componenti del branco che, per l' accusa, avrebbe stuprato e ucciso la sedicenne. Sono indagati per omicidio volontario e violenza sessuale di gruppo. Uno di loro, Yusif Salia, interrogato, aveva detto che Antonella era la sua fidanzata.

«MI BUCHI TU?»
Molti testimoni hanno parlato di lei. Hanno detto che ha aiutato la sedicenne a procurarsi e assumere le sostanze in via dei Lucani. «L' ho vista più volte dentro lo stabile - è una delle testimonianze - So che in un' altra circostanza ha schiaffeggiato Desirée per ragioni di droga e in un' occasione l' aveva bucata». E ancora: «Ho sentito Desirée dire ad Antonella: Mi buchi te? Mi fai te? Fallo visto che già l' hai fatto l' altra volta».
DESIREE MARIOTTINI E LA MADREDESIREE MARIOTTINI E LA MADRE

Nei verbali agli atti dell' inchiesta si legge che alcuni dei presenti avrebbero litigato con la Fauntleroy, accusandola di avere portato in quello stabile diventato un covo di tossici e spacciatori una ragazza giovanissima. Nella perquisizione effettuata contestualmente all' arresto gli inquirenti hanno sequestrato metadone e psicofarmaci.

DESIREE MARIOTTINIDESIREE MARIOTTINI




La Fauntleroy è stata ascoltata più volte dal procuratore aggiunto Maria Monteleone e dal pm Stefano Pizza, titolari del fascicolo. In uno degli ultimi verbali, si era rifiutata di parlare di Marco Mancini, il pusher indagato per avere ceduto droga al branco - non è coinvolto nell' omicidio -. Aveva detto che era un suo «amichetto» e che non voleva metterlo nei guai.

DESIREE MARIOTTINIDESIREE MARIOTTINI
Poi, però, aveva deciso di ritrattare: «Quella sera hanno cominciato a cuocere la cocaina e a fumarla e c' ero io, Muriel, Giovanna, Paco, Ibrahim, un nord africano, un senegalese e c' era anche Marco, la stessa persona di cui la volta precedente non vi ho voluto riferire, ma che portava sul posto, in cambio di droga, alcuni psicofarmaci». Aveva anche raccontato: «Il padre di Desirée mi voleva conoscere per ringraziarmi». E aveva fornito dettagli sul branco: «Ho visto Yusif che ha dato del metadone a Desirée... Paco invece non ha avuto alcuno scrupolo e ha iniziato a fornire sia eroina, che crack, che cocaina cruda, nonché psicofarmaci».

Fonte: qui

ECCO COME È RIDOTTO IL POLIZIOTTO COLPITO IN TESTA CON UN MATTONE DA UN MAROCCHINO A VIAREGGIO



ANIELLO FIERRO, IL POLIZIOTTO COLPITO CON UN MATTONE IN TESTA DA UN MAROCCHINO A VIAREGGIOANIELLO FIERRO, IL POLIZIOTTO COLPITO CON UN MATTONE IN TESTA DA UN MAROCCHINO A VIAREGGIO

Catturato il marocchino che ha brutalizzato un poliziotto a Viareggio, mandandolo in ospedale. L'immigrato nordafricano ha tirato una pietra o un mattone al 28enne agente Aniello Fierro, impegnato in una operazione antidroga nella Pineta di Ponente. Il clandestino rimarrà in carcere, il giudice per le indagini preliminari di Lucca come riportato dal Giornale ha confermato il fermo con l'accusa di tentato omicidio.

BitonciBITONCIimmigrato aggredisce poliziottiIMMIGRATO AGGREDISCE POLIZIOTTI













"Ritornerò a fare il mio lavoro più convinto di prima perché credo in quello che faccio", ha raccontato il poliziotto al Tirreno. Lo scatto dell'agente in ospedale dopo l'aggressione, volto tumefatto e occhio gonfio, è stato pubblicato sulla sua pagina Facebook dal sottosegretario leghista Massimo Bitonci. "Amici - ha scritto l'ex sindaco di Padova - facciamo sentire la nostra vicinanza e il nostro sostegno al giovane agente della Polizia di Stato che è stato vittima di un tentato omicidio posto in essere da un immigrato pusher nordafricano, il quale per sottrarsi all'arresto per spaccio di droga, ha sfondato il cranio del nostro Servitore dello Stato, causandogli gravi lesioni, per le quali questa notte è stato operato d'urgenza. Un caloroso augurio di pronta guarigione al valoroso e coraggioso poliziotto che per tutelare le nostre leggi ha messo a repentaglio la propria vita!".

Fonte: qui

Il leader dei gilet gialli: "I paramilitari ora sono pronti per far cadere il governo"

La tensione in Francia continua a salire e un fuori onda mostrato da Piazza Pulita di uno dei leader dei gilet gialli spiega bene qual è la situazione nel Paese transalpino


"Abbiamo paramilitari pronti ad intervenire". La tensione in Francia continua a salire e un fuori onda mostrato da Piazza Pulita di uno dei leader dei gilet gialli spiega bene qual è la situazione nel Paese transalpino.
"Abbiamo dei paramilitari pronti a intervenire perché anche loro vogliono far cadere il governo. Oggi è tutto calmo, ma siamo sull'orlo della guerra civile. Quindi si trovino delle soluzioni politiche molto rapidamente, perché dietro ci sono delle persone pronte a intervenire da ovunque. Delle persone che si sono ritirate dall'esercito e che sono contro il potere", ha affermato Christophe Chalençon, uno dei leader dei gilet gialli incontrato da Di Maio Di Battista in Francia, in un fuori-onda realizzato a margine dell'intervista trasmessa da Piazzapulita.
Parole forti che fanno capire quanto il movimento dei gilet gialli sia determinato nella sua battaglia contro il governo guidato da Emmanuel Macron. Nelle ultime settimane per le strade di Parigi si sono susseguite manifestazioni e scontri tra la polizia e gli stessi gilet gialli. La scorsa settimana una delegazione ha "sconfinato" a Sanremo per portare la voce della protesta anche in Italia. Il braccio di ferro con Macron dunque non è finito e lo scontro è destinato a durare ancora a lungo. Fonte: IlGiornale



giovedì 14 febbraio 2019

Conte processato in Ue: “Quando smetterà di essere il burattino di Salvini e Di Maio?”

Isolato. Non ascoltato. Attaccato. È una giornata difficile, quella in Europa, per il premier Giuseppe Conte, sottoposto a un fuoco di fila da parte dei leader dei partiti nella plenaria del Parlamento europeo.
Lettore video di: RAI (Informativa sulla privacy)
Conte poco prima aveva parlato di tutto: l’identità europea, la contrapposizione del popolo e delle élites, suo cavallo di battaglia, la manovra economica italiana, la riforma Dublino sulla questione migranti. Un lungo discorso caduto nel silenzio di un’Aula semivuota. I leader europei avevano un’altra idea.
L’affondo dei Popolari
Il primo attacco arriva dal Ppe. «Sul Venezuela, Guaidó ha chiesto all’Italia di riconoscerlo. Io penso che dovreste rispondergli se pensate che debba esserci un approccio comune europeo» dice il leader dei Popolari, Manfred Weber. Questione squisitamente politica, viste le divisioni tra le due principali forze della maggioranza giallo verde. A cui subito si associa quella economica: «L’Italia è il Paese che cresce meno in Europa e il cui governo non riesce a mettersi d’accordo nemmeno su un progetto già approvato come la Tav - dichiara Weber - Il vostro governo non è disposto a fare riforme e ha un debito che cresce sempre di più. Gli investimenti europei sono problematici in Italia: non c’è crescita e questa è una vostra responsabilità, non di altri». Sui migranti, il Parlamento ha detto la sua (era stata votata la riforma Dublino, ma non da Lega e M5S) e ancora: «Qui non ci sono élite, qui ognuno rappresenta il suo popolo, ma se tutti parlano forte si fa solo rumore».
I socialisti a muso duro
È la volta di Udo Bullmann, leader dei socialisti europei. Di recente è stato a Catania, per la crisi della Sea Watch. E da lì parte: «Non è questa l’Italia che conosciamo, l’Italia che conosciamo è quella di Spinelli» dice il leader europeo. «Il vostro governo deve smettere di mostrare questo volto disumano». Bullmann si dice preoccupato quando il governo di un Paese fondatore «porta l’Italia verso un isolamento politico ed economico crescente. Vediamo che la vostra economia sta andando verso la recessione e che la produzione industriale sta diminuendo». Nel frattempo, però, c’è «un’escalation senza senso tra Francia e Italia da cui nessuno uscirà vincitore».
Burattino di Salvini e Di Maio
L’attacco più pesante, però, arriva da Guy Verhofstadt, leader dei Liberali dell’Alde: «Mi domando per quanto tempo ancora lei sarà il burattino mosso da Salvini e Di Maio» dice rivolgendosi direttamente a Conte. Il suo intervento è interamente in italiano. «Parlo in italiano, io sono innamorato dell’Italia - ha detto Verhofstadt - , per me è più di un Paese, è un’intera civiltà, l’Italia è dove è nata la nostra civiltà europea. Per questo oggi mi fa male vedere la sua degenerazione politica, che non è iniziata un anno fa, ma 20 anni fa. Questo bellissimo Paese è diventato da Paese fondatore dell’Europa a fanalino di coda dell’Unione». Quindi un altro attacco sulla questione Venezuela: «Il governo italiano ha impedito all’Ue di essere unita contro Nicolas Maduro e di riconoscere Juan Guaidò. Lo sa bene perché, perché siete sotto la pressione del Cremlino, questa è la verità».
La replica di Conte: “Offesi me e gli italiani”

L’attacco è tanto violento da far infuriare il premier. Conte è chiaramente stizzito quando dichiara: «Alcuni interventi non andrebbero commentati, perché hanno pensato di offendere non solo il sottoscritto ma l’intero popolo che rappresento». Quella di Conte è una chiamata alle armi. «Io burattino non lo sono. Interpreto e sono orgoglioso di rappresentare un intero popolo e di interpretare la voglia di cambiamento del popolo italiano e di sintetizzare una linea politica di un governo che non risponde alle lobby. Forse i burattini sono coloro che rispondono a lobby e comitati d’affari». Arriva anche il vicepremier Salvini a dare manforte: «Che alcuni burocrati europei, complici del disastro di questi anni, si permettano di insultare il presidente del consiglio, il governo e il popolo italiano, è davvero vergognoso». Il popolo viene ancora una volta tirato in ballo, a mo’ di scudo.
Fonte: qui

mercoledì 13 febbraio 2019

LA STORIA DELL’IMPRENDITORE VENETO CHE NON TROVA OPERAI SCATENA I LETTORI: “IL SABATO E LA DOMENICA SONO DEDICATE AL SECONDO LAVORO, NELL’OPEROSO NORDEST”

“IL DISOCCUPATO ITALIANO NON VUOLE UN LAVORO, VUOLE UNO STIPENDIO E PER LUI ORA ARRIVA IL REDDITO DI CITTADINANZA” 

“COME MAI SUL SITO DEL CANTIERE NAVALE NON C’È NESSUN ANNUNCIO?”, "IO HO ASSUNTO DUE NEOLAUREATI CHE DOPO DUE SETTIMANE…”


Silvia Maria Dubois per https://corrieredelveneto.corriere.it

mirco beraldoMIRCO BERALDO
«Non sappiamo più da che parte girarci, una disperazione». Parole testuali. E in mezzo alle parole il doppio del lavoro per chi c’è, e telefonate senza sosta per cercare rinforzi che ancora non ci sono. L’ultimo grido sulla carenza di personale (dopo il caso dell’Euroedile di Paese, che ha trovato tecnici dopo mesi, solo grazie ai social), che taglia in due il quadro della disoccupazione italiano, arriva dal cantiere nautico Beraldo, a Ca’ Nogara, nel Veneziano. Lì, da due anni, ci sono quattro cartelline vuote: non arriva alcun curriculum per le posizioni di meccanico per i motori dei mezzi di servizio, un carpentiere, un saldatore e un responsabile di cantiere.

Lavoro nei festivi. E tutti spariscono
cantiere nautico beraldo 9CANTIERE NAUTICO BERALDO 
Sia chiaro: si tratta di figure specializzate, ma non così rare, anzi. Eppure i posti restano vuoti. Lo stipendio base parte da 1250 euro e può salire fino ai 1600 in base alle qualifiche, come spiegano dall’azienda, ma niente da fare, non si mietono candidature. Il motivo? Serve lavorare nei festivi, in particolare la domenica. È lì che il potenziale popolo fantasma dei lavoratori sparisce o innesca la retromarcia.

cantiere nautico beraldo 10CANTIERE NAUTICO BERALDO 
«C’è chi ritira la candidatura appena sente che serve lavorare la domenica – ha raccontato in questi giorni il titolare Mirco Beraldo -. Mi sono sentito dire addirittura: “La domenica devo accompagnare mia moglie al centro commerciale”. Si rende conto? Quando apriamo le selezioni, facciamo anche fatica a raccogliere dei nominativi, anche solo per i colloqui. Io, dunque, mi chiedo: ma nel nostro Paese c’è davvero bisogno di lavoro?». A farsi avanti sono gli stranieri, tanti, ma si tratta di manovalanza che a livello professionale è lontana da ciò che si sta cercando. «E poi, cavolo, io vorrei anche dare una mano agli italiani, ma non c’è verso, non si danno da fare, una disperazione».
mirco beraldo 1MIRCO BERALDO 

«Chi arriva fa solo domande sui soldi e sulle ferie»
Ma sono i personaggi che vivono nel contenitore della disoccupazione e degli aspiranti lavoratori a far perdere la pazienza alla famiglia Beraldo: «Li devi cercare, quasi convincere, e poi a volte tirano bidone, non si presentano, cambiano idea – insiste Mirco -. E poi: mi dicono che non bevono, che non hanno precedenti; poi controlli e scopri un mondo. Quelli che si presentano, hanno solo in mente chiedere quanti soldi prenderanno, quante ferie faranno.

cantiere nautico beraldo 6CANTIERE NAUTICO BERALDO 
Figuriamoci sapere di lavorare la domenica! Una situazione che ti deprime, come titolare. Io lo ripeto: siamo così sicuri che in Italia ci sia tutta questa necessità di lavorare? A me non sembra». Nel frattempo, non si perde la speranza: per i quattro profili vacanti, si continuano a mettere annunci, a chiamare le associazioni di categoria, ad informarsi anche su agenzie del lavoro da fuori regione. Ma sempre con un codice fra gentiluomini: «Una cosa non faremo mai – conclude Mirco Beraldo – strappare dipendenti alla concorrenza, con la promessa di pagarli di più. Ma noi non siamo così». Fonte: qui


cantiere nautico beraldo 1CANTIERE NAUTICO BERALDO 

Riceviamo e pubblichiamo:

Lettera 1
Ma ancora girano bufale come quelle dell'imprenditore che dice di non trovare lavoratori?
mirco beraldoMIRCO BERALDO







Siamo seri, e mettiamo in fila i fatti. Un cantiere nel veneto, una regione di fatto in piena occupazione, anzi, di più. Certo che quando chiede di lavorare la domenica si fanno di nebbia: perdinci, il sabato pomeriggio e la domenica sono dedicate al secondo lavoro, nell'operoso nordest! E questo vorrebbe distogliere onesti lavoratori, in nero, dalla loro seconda occupazione, in nero?

Semplicemente ridicolo, e ridicoli i giornalisti (giornalisti?) che ancora rincorrono queste storie inesistenti, storie buone giusto per riempire le colonne inutili dei giornaloni di lorsignori. L'imprenditore lo sa benissimo come si trovano i dipendenti: li si paga, e non gli rompe le palle quando hanno i turni del secondo lavoro!
cantiere nautico beraldo 3CANTIERE NAUTICO BERALDO 
Cordialità. Paolo

Lettera 2
Caro Dago, ho letto l'articolo sull'impreditore veneto che non riesce a trovare quattro lavoratori per riempire le caselle vuote della sua impresa. Chissa' perche'. Lui stesso dice: "A farsi avanti sono gli stranieri, tanti, ma si tratta di manovalanza che a livello professionale è lontana da ciò che si sta cercando."

cantiere nautico beraldo 2CANTIERE NAUTICO BERALDO 
Si comprende quindi che cerca personale qualificato; lo pagherebbe dai 1200 ai 1600 euro al mese per lavorare qualche volta anche la domenica. Pare che chi viene ad informarsi chiede informazione su quanto potrebbe guadagnare e sulle altre clausole contrattuali, per es. le ferie: ma che venali! 

Pero' l'imprenditore che si lamenta e' un eroe: "Una cosa non faremo mai strappare dipendenti alla concorrenza, con la promessa di pagarli di più. Ma noi non siamo così."
Ecco bravo dimostragli che tu al denaro non dai alcuna importanza. Tu li assumeresti anche gratis!
Rgs

Lettera 3

Leggo del titolare di un cantiere navale di Venezia che non trova operai specializzati per la sua azienda. Lamenta che la prima cosa che gli aspiranti lavoratori chiedono nel primo colloquio è di quanto è lo stipendio e quante ferie avranno. E scappano appena sentono che occorre lavorare la domenica.

Non perchè sono buoni cristiani (figuriamoci!), ma perchè la domenica devono accompagnare la moglie al centro commerciale (testuale!). Ci dicono le statistiche che la disoccupazione sia intorno al 10% e che quindi bisogna creare posti di lavoro con investimenti pubblici e privati.

mirco beraldo 2MIRCO BERALDO 
Il vero è che chi vuole lavorare, lavora, chi non ha voglia cerca tutte le scuse. Il fatto è che alla base di tutto c'è un equivoco di fondo: il disoccupato italiano non vuole un lavoro, vuole uno stipendio, si vuole, come usa dire, sistemare. Ecco, per lui ora arriva il reddito di cittadinanza, e se, puta caso, un ingenuo navigator gli trova un lavoro(magari a 1.200 euro al mese, ma bisogna lavo rare la domenica), lo inseguiranno a calci nel sedere: "ma come si permette?".
Gaetano Il Siciliano

Lettera 4
Caro Dago,
come l'imprenditore Veneto di Cà Nogare anche io, ingegnere con studio tecnico a Gallarate, "non sò più da che parte girarmi, una disperazione". Ho molto più lavoro di quanto non ne riesca a fare ... ma non trovo nessuno disposto a venire a lavorare da me ..... laureati compresi ! Premetto che assumo, in regola, a tempo, inizialmente determinato, con stipendio da 1.200 € per 14 mensilità.

Ho assunto nell'ultimo anno due neolaureati che, sorpresa (anche se ormai non lo è più), dopo un paio di settimane si sono dimessi .... troppo lavoro, troppa pressione .... L'idea che mi sono fatto ? non c'è più gente che ha veramente bisogno di lavorare ! non c'è "fame", non esiste più spirito di sacrificio e l'orgoglio di imparare una professione ! Non mi voglio dilungare sui colloqui: imbarazzanti ! Stipendio ? orario di lavoro ? Ferie ? Da paura .... Io che mi reputo un sovranista a volte mi dico che forse "in Europa" fanno bene a "massacrarci" ... siamo diventati un popolo di inetti ...
ing. Stefano Caligara (Gallarate VA)

Lettera 5

Caro Dago, gli articoli del tipo "offro-lavoro-ma-non-trovo-nessuno" sono ormai diventati a tutti gli effetti un sottogenere (vagamente demenziale) della pubblicità redazionale sulla stampa locale. Analizziamo ad esempio nel merito questo ennesimo stupidario in diretta dal cantiere nautico lagunare:

- Intanto il titolare lamenta che "da due anni, ci sono quattro cartelline vuote: non arriva alcun curriculum" e "facciamo fatica a raccogliere dei nominativi anche solo per i colloqui". Sono andato sul sito internet del cantiere in questione per vedere gli annunci delle posizioni aperte e, sorpresa, non c'è neanche una sezione "Lavora con noi". Ma che strano che non arrivino le candidature se non pubblichi gli annunci ne manco sul tuo sito! Ma non mi dire!
 
- Poi però nella stessa intervista si contraddice dicendo che i candidati arrivano sì, ma che la gente "ritira la candidatura appena sente che serve lavorare la domenica". Ma allora la gente non si candida o sui candida ma poi si tira indietro al colloquio?

- Poi si precisa che "si tratta di figure specializzate" (tanto è vero che gli immigrati non andrebbero bene perché sono "manovalanza che a livello professionale è lontana" dalla richiesta) ma sottolinea che "non faremo mai [...] strappare dipendenti alla concorrenza". Perché uno che è specializzato a lavorare nella cantieristica nautica secondo lui dove vorrebbe trovarlo, se non in un cantiere nautico? Forse in una cioccolateria o nella bottega di un ciabattino o in una filarmonica?
cantiere nautico beraldo 5CANTIERE NAUTICO BERALDO

- Poi lamenta che "Quelli che si presentano, hanno solo in mente chiedere quanti soldi prenderanno". Ma che ingrati questi millenials, tu gli offri un lavoro e questi osano pure chiedere quant'è la paga! (mentre in tutti i paesi seri la retribuzione è già indicata in bella mostra già nell'annuncio)

cantiere nautico beraldo 4CANTIERE NAUTICO BERALDO 






- E ripete ben due volte la domanda retorica "ma nel nostro Paese c'è davvero bisogno di lavoro?" e "siamo così sicuri che in Italia ci sia tutta questa necessità di lavorare?" osservando che "gli italiani [...] non si danno da fare" ma contemporaneamente afferma che i suoi dipendenti devono fare "il doppio del lavoro". Ma allora se gli italiani sono così scansafatiche perché i suoi operai sono disposti a fare una montagna di straordinari?

Cioè, leggendo articoli come questi mi cadono davvero le braccia. Ma non è che il problema dell'Italia più che gli ipotetici bamboccioni millenials scansafatiche siano piuttosto gli imprenditori incapaci di fare recruitment in modo efficace e competitivo, ed i giornalisti che non fanno un minimo di fact checking e lasciano passare qualsiasi stupidaggine e contraddizione logica senza fare domande?
Crazzo Benz