9 dicembre forconi

martedì 8 maggio 2018

A MILANO UNA SIGNORA “CALDA E PIACENTE” DI 40 ANNI ACCOLTELLA L'AMANTE, UN TOY BOY DI 26 ANNI

QUANDO GLI È ARRIVATO UN MESSAGGINO DA UN’ALTRA, LEI È DIVENTATA UNA IENA , POI L'HA COLPITO CON UN COLTELLO 

ADESSO LA DONNA È AI DOMICILIARI (A CASA DEL MARITO)

Giammarco Oberto per www.leggo.it

coppiaCOPPIA
Lui, lei, l’altro. Una storia con tre protagonisti, anche se uno - come spesso accade in materia - non ne sapeva nulla: il marito. È stata una coltellata inferta per gelosia a portare alla luce la relazione clandestina, ma questa volta a finire all’ospedale non è stata la donna, esito quasi scontato nell’Italia dei femminicidi: il ferito è l’amante, poco più di un ragazzo, 26 anni. A brandire la lama invece è stata lei, che di anni ne ha 40 e vive con il marito a Pantigliate, paesino di 5800 abitanti venti chilometri a est di Milano.
PANTIGLIATE, MILANOPANTIGLIATE, MILANO

Ieri mattina è tornata a casa del marito a bordo di un’auto dell’Arma, con le manette ai polsi. Poche ore prima era stata arrestata per lesioni gravi, e in attesa del processo per direttissima dovrà condividere l’appartamento con l’uomo che ha tradito. E che ora non può fare altro che accettare una convivenza all’improvviso forzata.

Le sirene hanno riempito la notte di un paesino dell’hinterland milanese, in un appartamento dove la donna incontrava clandestinamente il giovane. A far infuriare la 40enne - secondo quanto ricostruito dai militari - è stato un messaggino inviato all’amante da un’altra donna. È scoppiato un litigio via via sempre più acceso, finché la fedifraga ha scagliato a terra e distrutto il cellulare del ragazzo, per poi infilare la porta. Ma appena uscita si è resa conto di aver dimenticato il proprio telefonino.

POLICLINICO SAN DONATO MILANOPOLICLINICO SAN DONATO MILANO
È tornata sui propri passi, ma per vendetta il 26enne gliel’ha scagliato giù dalla finestra. E qui è scattato il raptus: la donna ha afferrato un coltello da cucina e sferrato un fendente, che ha colpito l’amante alla schiena, all’altezza della scapola. Molto sangue, ma in realtà la lama non è affondata e non ha leso nessun organo. La donna spaventata ha subito chiamato il 118. Il ragazzo è stato portato al Policlinico San Donato: è fuori pericolo. Poco dopo sono arrivati anche i carabinieri, che l’hanno arrestata per lesioni gravi. E riconsegnata al marito. Suo malgrado.

Fonte: qui

PUTIN HA GIURATO A MOSCA PER IL QUARTO MANDATO PRESIDENZIALE

LA SUA POPOLARITA’ E’ INDISCUSSA MA L’ECONOMIA, A CAUSA DELLE SANZIONI OCCIDENTALI, MOSTRA DIFFICOLTA’  

VICINO UN CAMBIO DI GOVERNO CON L'ADDIO DI MEDVEDEV E IL PENSIONAMENTO DI LAVROV

Roberto Fabbri per “il Giornale”

medvedev e putin sotto la pioggiaMEDVEDEV E PUTIN SOTTO LA PIOGGIA
Ieri a Mosca ha giurato per il suo quarto mandato presidenziale l'uomo che ormai da diciotto anni incarna il potere in Russia. Ma per Vladimir Putin non è stata un' inaugurazione come le altre. La sua larga popolarità è indiscussa, ma l' economia mostra difficoltà (conseguenza anche delle sanzioni occidentali) e tra le generazioni più giovani si diffonde l' insofferenza verso un sistema di potere percepito come chiuso e autoritario.

Così Putin da una parte si copre evitando di esporsi alla brutta figura di un corteo trionfale senza popolo festante, dall'altra cerca di rilanciare i punti forti della «sua» Russia: primo fra tutti quello di un' immagine internazionale del Paese nuovamente forte e assertiva: qualcosa che nella Russia profonda non manca mai di procurare consenso.

medvedev e putin sotto la pioggiaMEDVEDEV E PUTIN SOTTO LA PIOGGIA
Contestualmente all'inaugurazione di Putin, che in base alla Costituzione resterà al Cremlino fino al 2024 (quando avrà 72 anni) darà le dimissioni il governo presieduto dal fedelissimo Dmitry Medvedev. Il presidente russo, che in seguito a elezioni non proprio cristalline ha alla Duma una larghissima maggioranza, non pare intenzionato a riconfermarlo, e uguale sorte potrebbe toccare anche ad altri pezzi grossi dell' esecutivo.

Detto questo, la china autoritaria presa dal putinismo obbliga a tentativi di interpretazione del futuro che ricordano quelli dei cremlinologi di epoca sovietica: allora come oggi, a Mosca decide tutto il Numero Uno, e non è facile penetrarne la mente. Ma la scelta è certamente già stata fatta, e la nomina sarà rapida.
sergej lavrovSERGEJ LAVROV

I «bene informati» indicano come possibile sostituta di Medvedev l'economista Elvira Nabiullina, dal 2013 al vertice della Banca Centrale russa. Ma potrebbe avere delle chance anche l' esponente liberale Aleksei Kudryn, la cui eventuale nomina da parte di Putin avrebbe il senso di un gesto tattico di riavvicinamento all' Occidente. Sempre a livello di voci circola l'ipotesi del pensionamento di Sergej Lavrov, il «Gromiko del XXI secolo» al posto di ministro degli Esteri ormai da 14 anni, della cui buona salute c'è chi dubita.

LAVROV TERRACCIANO PUTINLAVROV TERRACCIANO PUTIN



Appaiono invece inamovibili personaggi come Sergej Shoigu, il modernizzatore dell' esercito russo che guida la Difesa dal 2012, e il numero uno del colosso statale del petrolio Rosneft, Igor Sechin, ricchissimo e potente al punto di avere ottenuto l'anno scorso l'arresto di Aleksei Uliukaiev, già ministro dell'Economia che si era esposto a criticarne le mosse spregiudicate. Uliukaiev sconta una condanna a otto anni per corruzione, mentre di Sechin - capo della fazione dei siloviki, il giro di potere degli ex Kgb - si dice che potrebbe succedere (chissà quando) allo stesso Putin.

Fonte: qui

PETROLIO A 70 DOLLARI, VUOL DIRE CHE I MERCATI SONO CERTI CHE TRUMP SI RITIRERÀ DALL'ACCORDO CON L’IRAN METTENDO A RISCHIO UNA PRODUZIONE DI 800MILA BARILI AL GIORNO

I MULLAH FANNO COME KIM JONG-UN E TUONANO CHE SE ESCE L'AMERICA FANNO SALTARE TUTTO, MINACCIANDO SFRACELLI E RAPPRESAGLIA. TUTTA PROPAGANDA, TANTO CHE LO STESSO ROUHANI HA POI CAMBIATO VERSIONE 

ECCO COSA SUCCEDE NELLE TRATTATIVE, E IL DISASTRO POLITICO DELLA MOGHERINI

Maria Giovanna Maglie per Dagospia

TRUMP E IRANTRUMP E IRAN
Petrolio a 70 dollari, che vuol dire che i mercati sono certi che Trump si ritirerà dall'accordo mettendo a rischio con sanzioni una produzione di 800mila barili al giorno dell'Iran.

I mullah  tuonano che se esce l'America fanno saltare tutto, usano il linguaggio abituale dei dittatori minacciando sfracelli  in ritorsione e rappresaglia. Cambiata la faccia, e le fogge degli abiti, ricordano Kim Jong-Un di qualche mese fa  quando minacciava la catastrofe nucleare . Si tratta di propaganda, tanto è vero che lo stesso Rouhani ha poi cambiato versione e ha dichiarato che anche senza l'America, resterebbe nell'accordo a condizione che i partner non americani gli garantiscano di non voler limitare l'influenza di Teheran In Medio Oriente.

L’Iran e’ in grave difficoltà, anche se tutti fanno finta di niente e sembra che il pazzo sia Trump ancora una volta. Intanto la Russia tace e si prepara ad accogliere la visita di Benjamin Netanyahu, sempre più segnali indicano che non starebbe dalla parte dell'Iran, mettendo così in difficoltà anche la posizione siriana. A rompere ulteriormente il fronte arabo arriverà presto il Marocco, che non ne può più dei finanziamenti al Fronte Polisario dell’ Iran, e ha le prove per rompere le relazioni diplomatiche e accodarsi alle posizioni degli Stati Uniti.

TRUMP E IRANTRUMP E IRAN
Di piu’, le sanzioni americane in un Paese oppresso anche economicamente  saranno o sarebbero  un detonatore  per la protesta  interna. Ma qui si parla di soldi, non di democrazia, almeno questo è il linguaggio dell'Europa. Di donne oppresse da liberare  del burqa si parla nei giorni pari, in quelli dispari si fanno affari con i loro oppressori.

Così a Washington e’ arrivato anche l'inglese Boris Johnson a fare il suo tentativo di mediazione. Grandi manovre Iran ultima settimana, perché il 12 dovrebbe arrivare la decisione di Donald Trump, che a Theresa May al telefono ha detto chiaramente che certe missioni diplomatiche anche tra amici e alleati non hanno senso per lui, come lo aveva detto prima al francese Macron e alla tedesca Merkel.

Con  Federica Mogherini zero contatti, nell'Amministrazione americana sì rimpiange di non avere un interlocutore autorevole nel governo italiano, ma si ritiene anche che  l’italiana rappresentante degli Esteri dell'Unione Europea sia la migliore alleata degli  ayatollah, non dell'Occidente.

Con la Mogherini invece, o proprio per questo, parla l'ex segretario di Stato di Barack Obama, John Kerry, e la sua diplomazia ombra raccontata con compiacimento dal giornale amico Boston Globe è finita sotto accusa pesante, perché si tratta di intromissione, inutile negarlo.
TRUMP E IRANTRUMP E IRAN

Il Boston Globe ha raccontato venerdì scorso in un lungo reportage che Kerry ha incontrato personalmente per due volte il ministro degli Esteri iraniano Javad Zarif  per definire con lui una strategia di resistenza. Poi ha incontrato il presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier, che quando l'accordo con l'iran è stato messo a punto era ministro degli Esteri; ha visto due volte Emmanuel Macron e ha parlato spesso al telefono con Federica Mogherini.

Ora, c'è una legge che si chiama Logan Act, per la verità inapplicata, ma fortemente citata quando si trattò di far fuori Michael Flynn, designato ma non ancora insediato a consigliere per la sicurezza nazionale di Trump, per aver dialogato con l'ambasciatore russo di una risoluzione delle Nazioni Unite che riguardava Israele. La legge dice che un privato cittadino non può negoziare a nome e per conto del governo americano, se non viene da questo governo espressamente e ufficialmente autorizzato.

Naturalmente è partita subito un'ondata di polemiche, col senatore Marco Rubio che si è chiesto pubblicamente che cosa sarebbe accaduto sotto Obama se Condoleezza Rice, già segretario di Stato con Bush, si fosse in qualche modo intromessa. Quando nel 2015 all'epoca dell'accordo un gruppo di Senatori repubblicani guidati da Tom Cotton  scrisse al governo iraniano solo per sottolineare la differenza che c'è per la Costituzione americana tra un accordo e un trattato, e ricordare loro che sarebbe bastato un tratto di penna per cancellare quell’ accordo al successore di Obama, proprio Kerry armò uno scandalo e accusò i senatori repubblicani di comportamento antipatriottico. Oggi invece sta armando una gigantesca lobby internazionale contro l'Amministrazione.

Questa mattina Trump ha fatto uno dei suoi tweet espliciti sull'argomento

OBAMA TRUMP E IRANOBAMA TRUMP E IRAN
“The United States does not need John Kerry’s possibly illegal Shadow Diplomacy on the very badly negotiated Iran Deal. He was the one that created this MESS in the first”. Gli Stati Uniti non hanno bisogno della diplomazia ombra probabilmente illegale di John Kerry sull’ accordo con l'Iran così malamente negoziato. Lui è quello che ha creato questo casino per primo.

L'accordo siglato da Stati Uniti, Francia, Germania, Inghilterra, Russia e Cina impegna l'Iran a limitare drasticamente l’arricchimento dell'uranio utilizzabile per produrre la bomba atomica. In cambio da gennaio 2016 buona parte delle sanzioni contro l'iran sono state eliminate, il Paese e’ entrato con tutte e due le scarpe nel sistema finanziario e di commercio mondiale. Produzione di greggio raddoppiata,  parliamo di miliardi di dollari o di euro.

mogherini e rohaniMOGHERINI E ROHANI
Quando oggi Rouhani dice che non consentirà nessun indebolimento dell'influenza di Teheran nella regione, si riferisce al fatto che Macron e la May hanno promesso a Donald Trump sperando di rabbonirlo sull' uscita dall' accordo che costringeranno l'iran a colloqui sul ruolo in Siria e Yemen, sul programma di missili balistici, sulle attività nucleari dopo il 2025 quando i termini dell'accordo scadranno. Ci sarebbero anche i limiti imposti agli ispettori delle Nazioni Unite nei controlli. Punti deboli che Boris Johnson segretario agli Esteri inglese in visita in queste ore a Washington riconosce oggi, aggiungendo però che vi si può porre rimedio.
federica mogheriniFEDERICA MOGHERINI

Sull'uscita degli Stati Uniti dall'accordo preme naturalmente Benjamin Netanyahu, leader del Paese più direttamente minacciato dall'iran. Il colpo di teatro israeliano è stato quello di presentare una serie di prove rubate dagli agenti del Mossad in un edificio di Teheran dove erano tenute nascoste. Per Israele sono la prova che i progetti nucleari non sono finiti mai e che il mondo che ha firmato l’accordo è stato imbrogliato.
marco rubioMARCO RUBIO
Questo accordo è terribile - ha detto Netanyahu- non avrebbe mai dovuto essere concluso, e nel giro di pochi giorni  il presidente Trump  deciderà che cosa farne. Sono sicuro che farà la cosa giusta per gli Stati Uniti, per Israele e per la pace nel mondo.

La grande missione diplomatica Israele se la gioca a Mosca in questi giorni. Si tratta di ottenere neutralita’ se non appoggio da Putin, posizione che aiuterebbe Trump, e l'intera politica nuova mediorientale, con buona pace dei putiniani italiani,  che sognano solo un allargamento della sfera di influenza di Mosca.

UN PAESE DI CUI NON FREGA NULLA A NESSUNO

MATTIA FELTRI: “IN QUESTI ULTIMI 60 GIORNI NESSUNO SI E’ VOLUTO LORDARE LE MANI TENDENDOLE ALL'AVVERSARIO PER IL BENE DELL'ITALIA, CHE TANTO NON ESISTE. ESISTONO GLI ITALIANI, A NOME DEI QUALI OGNUNO PARLA, CHE POI SONO SOLO I LORO TIFOSI SCHIERATI CONTRO TUTTI GLI ALTRI, CHE CHIAMANO DELINQUENTI, TRADITORI, AL SOLDO DEL NEMICO, E GLI RISERVEREBBERO IL PATIBOLO”

Mattia Feltri per “la Stampa”
MATTIA FELTRIMATTIA FELTRI

L'Italia non esiste, non è mai esistita. Non prendetevela con me, se non vi piace, ma con Giuseppe Prezzolini. «Il suo tentativo di formare uno stato nazionale è fallito. Sarà forse una provincia dell' Impero europeo». Scritto nel 1958 da New York. L'Italia non è una nazione, è una civiltà. Non ha nessuna idea di nazione. È municipale nella pratica e universale nelle aspirazioni.

Quanto di meraviglioso ha prodotto, l'Impero romano, la Chiesa, il Rinascimento, Cristoforo Colombo e Marco Polo, Giotto e San Francesco, Enrico Fermi e Guglielmo Marconi, non ha niente di italiano, ha molto di più, ha il respiro del mondo. 

Poi c'è quella maledetta (o benedetta) pratica municipale, micragnosa, piccina, e l' abbiamo vista rappresentata alla grande negli ultimi sessanta giorni, durante i quali a nessuno è importato nulla dell' Italia perché semplicemente l' Italia non esiste.

SALVINI - DI MAIO - BERLUSCONI - RENZISALVINI - DI MAIO - BERLUSCONI - RENZI
Nessuno che si voglia lordare le mani tendendole all' avversario per il bene dell' Italia, che tanto non esiste. Esistono gli italiani, a nome dei quali ognuno parla, gli italiani vogliono, gli italiani hanno detto, gli italiani hanno scelto, e poi quelli nemmeno sono «gli italiani», sono i loro tifosi schierati contro tutti gli altri tifosi, che chiamano delinquenti, traditori, al soldo del nemico, e gli riserverebbero il patibolo. 

Chi disse fatta l' Italia bisogna fare gli italiani forse si sbagliava, gli italiani esistono, sono sempre esistiti, oggi si chiamano Di Maio, Berlusconi, Salvini, Renzi, italiani esemplari per un' Italia che non esiste.

Fonte: qui

FORMULA 1 - FONDI NERI NEL 'CIRCUS', C’È UNA PISTA CHE PORTA AGLI UOMINI DI ECCLESTONE

L’EX BOSS DELLA F1, SENTITO SU ORDINE DELLA PROCURA DI MONZA, RIGETTA OGNI ACCUSA 

E ORA L' INDAGINE PUNTA SULLA NUOVA GESTIONE: "SULLE SPONSORIZZAZIONI È TORNATO TUTTO COME PRIMA"

Estratto dell'articolo di Marco Mensurati e Fabio Tonacci per la Repubblica

Quando i finanzieri di Monza, interrogando e acquisendo documenti delle società inglesi Ara Service e Ad Evolution coinvolte nelle sponsorizzazioni gonfiate dei piloti di Formula Uno, si sono resi conto di aver trovato il "Sistema" del riciclaggio in Formula Uno, hanno cominciato a risalire il flusso del denaro convinti di poter arrivare molto in alto.

ecclestoneECCLESTONE
Quella che avevano in mano - come ha raccontato la prima parte dell' inchiesta di Repubblica pubblicata ieri - era la radiografia di un sistema che garantiva la creazione di fondi neri attraverso una complicata triangolazione tra Dubai, la Svizzera, il Principato di Monaco, la Gran Bretagna. Ventitré procure italiane sono al momento sulle tracce dei primi 80 milioni di euro scoperti dalla procura di Monza e sottratti all' Erario. La classica punta dell' iceberg. Ma per capire chi ne tirava le reti e chi ne beneficiava, occorreva consegnarsi al vecchio motto di ogni buon investigatore: «Segui i soldi».

La squadra di Ecclestone 


Inseguendo il flusso di denaro, gli investigatori hanno osservato una tale capillarità e diffusione del "Sistema" da convincersi non solo che tutti, nell' ambiente, sapessero tutto, ma addirittura che ci fosse qualcuno, molto in alto nella piramide di controllo della Formula Uno, negli uffici della Fom (Formula One Management) per l' esattezza, che coordinasse le operazioni, e ne traesse vantaggio. Conferme, sia pure indirette, a questa ipotesi ne sono arrivate quando, analizzando le altre transazioni avvenute sui conti della Ara, dell' Ad e di una terza società saltata fuori successivamente ma utilizzata per le medesime attività, gli inquirenti si sono imbattuti in una congerie di fatture emesse a investitori internazionali di una grandezza superiore agli altri, due in particolare: la Red Bull e la Puma.
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Seguendo quelle transazioni i finanzieri hanno individuato tra i principali movimentatori di quei conti persone vicine a Bernie Ecclestone, fino al 2016 il padrone assoluto del circo della Formula Uno. In una missione quasi eroica, a pochi giorni dalla chiusura del primo filone dell' inchiesta quello cioè sui rapporti con la Sias, la società che gestisce l' Autodromo del Gran Premio d' Italia dalla quale è partito il lavoro del procuratore Walter Mapelli, gli uomini della Guardia di Finanza di Monza, hanno così interrogato persino Ecclestone in persona, che ovviamente ha respinto ogni accusa.

(…) La Federazione Internazionale dell' Automobilismo, chiamata in causa, sia pure indirettamente, dall' interrogatorio - come persona informata dei fatti - del procuratore Nicolas Todt (figlio del presidente Jean Todt) ha preferito aspettare la pubblicazione della seconda puntata dell' inchiesta di Repubblica. "Nessun commento", invece, da parte degli americani di Liberty Media.

formula 1FORMULA 1

Il gioco continua 

Chiuso il secondo filone dell' indagine con lo spacchettamento e l' invio degli stralci alle 23 procure italiane, gli investigatori di Monza hanno ricominciato da qualche settimana a investigare la parte internazionale. Venerdì 20 aprile si sono presentati di buon' ora nel paddock dell' autodromo monzese prima della partenza della corsa della "Blancpain GT Series Endurance Cup" per interrogare una manciata di piloti e di manager alla ricerca delle nuove strutture attivate dopo che la prima discovery aveva "bruciato" i canali di Ara Service e Ad Evolution. «È come sospettavamo - sospira la fonte investigativa alla fine del primo giro di interrogatori - è ripreso tutto come prima».

Fonte: qui

MATTARELLA PROPONE IL GOVERNO 'NEUTRALE'

‘UN ESECUTIVO NON DI PARTE CHE PORTI L’ITALIA AL VOTO A DICEMBRE, MA SE I PARTITI NON SARANNO RESPONSABILI, SI VOTERÀ IN ESTATE O AUTUNNO. MI SPAVENTANO LA FINANZIARIA E L’AUMENTO DELL’IVA CHE AVRÀ EFFETTI RECESSIVI SULL’ECONOMIA. IL GOVERNO GENTILONI HA ESAURITO LA SUA FUNZIONE E NON PUÒ ESSERE PROROGATO. È GIUSTO CHE A PORTARE L’ITALIA AL VOTO SIA UN GOVERNO NON DI PARTE’


Dopo il giro di consultazioni con i leader politici e i presidenti di Camera e Senato, ha parlato il presidente della Repubblica: "Non esiste una maggioranza con la sola Lega e i Cinque Stelle e si è rivelata impraticabile una maggioranza M5s con Pd ed è stata sempre affermata da entrambe le parti l'impossibilità che il c.destra e Pd. Tutte queste indisponibilità mi sono state confermate questa mattina", ha detto Sergio Mattarella.
BERLUSCONI SALVINI MELONI CON MATTARELLABERLUSCONI SALVINI MELONI CON MATTARELLA

"Il governo presieduto dall'onorevole Gentiloni - ha detto ancora Mattarella - che ringrazio per il lavoro che ha svolto e sta svolgendo in questa situazione anomala ha esaurito la sua funzione e non può essere ulteriormente prorogato in quanto espresso da una maggioranza parlamentare che non c'è più". "Ritengo che sia più rispettoso" della dinamica democratica che a "portare alle elezioni sia un governo non di parte".

"L'ipotesi alternativa è indire nuove elezioni subito ma non vi sono tempi per il voto entro giugno, si potrebbero svolgere in piena estate ma fin'ora è stato evitato perchè per gli italiani è difficile esercitare il voto si potrebbe fissare in autunno". Lo afferma il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

"Mi compete far presente alcune preoccupazioni: che non vi sia tempo per approvare dopo il voto la legge di bilancio entro fine anno con l'aumento dell'Iva e con gli effetti recessivi che questa tassa comporterebbe e il rischio di esporre la situazione finanziaria". Lo dice il presidente della Repubblica Sergio Mattarella al termine delle consultazioni parlando dell'ipotesi di andare a nuove elezioni "all'inizio di autunno".

MATTARELLA E LUIGI DI MAIOMATTARELLA E LUIGI DI MAIO
L'8 luglio o il 15 luglio. Sono le date del possibile voto anticipato. Fallito, a meno di colpi di scena, il tentativo di un governo M5s-Lega, la crisi politica precipita verso le elezioni. Per la prima volta nella storia del Paese si potrebbe andare al voto a luglio, magari la seconda o la terza domenica del mese. Una prospettiva che non sarebbe stata esclusa dallo stesso presidente della Repubblica Sergio Mattarella nei colloqui con le delegazioni dei partiti al Quirinale. E che viene rilanciata come unica alternativa a un esecutivo politico da Matteo Salvini e Luigi Di Maio. I leader di Lega e M5s, presente il leghista Giancarlo Giorgetti, si incontrano a Montecitorio subito dopo pranzo.

E sigillano il no a un governo del presidente che traghetti verso elezioni a ottobre o nel 2019. "Fino all'ultimo cercherò di far cadere i veti e dare un governo al Paese - dichiara Salvini - ma se non fosse possibile, io e Di Maio siamo d'accordo di votare l'8 luglio". Un esecutivo M5s-Lega non è possibile perché Silvio Berlusconi non accetta di starne fuori, dando il sostegno esterno di Forza Italia, e Salvini sceglie di non rompere la coalizione di centrodestra.

MATTARELLA E SALVINIMATTARELLA E SALVINI
"Ha scelto - racconta Di Maio - ancora una volta Berlusconi, ma soprattutto di formare un governo dei voltagabbana, dei traditori del mandato politico. Da oggi siamo in campagna elettorale", proclama il capo del M5s, assicurando che il limite dei due mandati non impedirà agli esponenti del M5s, lui incluso, di ricandidarsi perché questa volta "la legislatura non è nemmeno iniziata". "Sono totalmente irresponsabili e superficiali, nonché irrispettosi verso il lavoro del Colle. Il Pd supporterà qualsiasi iniziativa del presidente Mattarella. Punto", tuona il reggente Dem Maurizio Martina. Un governo del presidente non sarebbe sgradito neanche a Silvio Berlusconi, ma il leader di FI sostiene l'istanza della Lega: o il capo dello Stato - afferma il Cavaliere - dà l'incarico a Salvini per cercare i voti per un governo del centrodestra o si torna al voto. Nel pomeriggio al Quirinale sfileranno i piccoli partiti per le consultazioni lampo del capo dello Stato.

Poi Mattarella farà la sua mossa: potrebbe indicare un premier per un governo "di tregua", neutrale, per arrivare al 2019 e fare la legge di bilancio. Ma se - come pare - non avesse il sostegno della maggioranza in Parlamento, resterebbe in carica per gli affari correnti fino al voto. Magari, come chiedono Di Maio e Salvini, l'8 luglio.

DI MAIO SALVINI MATTARELLADI MAIO SALVINI MATTARELLA
"Alle elezioni sono sicuro che ancora una volta gli italiani ci sorprenderanno - ha detto Di Maio -, ma tutti i partiti si dovranno assumere la responsabilità di aver pensato ai loro interessi. Noi da oggi ci mettiamo in campagna elettorale e andiamo a raccontare questi due mesi di bugie". "Vi chiedo un grande sacrificio ad andare a votare ma io chiedo ai cittadini di mandare il M5S al governo visto che i partiti non lo hanno voluto". "Oggi ancora una volta il centrodestra di Salvini e Berlusconi si è ripresentato a chiedere un mandato per cercare i voti in Parlamento. Cioè Salvini ha scelto ancora una volta Berlusconi, ma soprattutto di formare un governo dei voltagabbana, dei traditori del mandato politico, è questo quello a cui stiamo assistendo, ancora una volta una scelta figlia di coalizioni finte e nessuna premura per la stabilità del Paese". 

"Ci siamo visti con Di Maio, abbiamo avviato un confronto, come ci ha chiesto il Quirinale", ha aggiunto Giancarlo Giorgetti, presidente gruppo Lega alla Camera.

Il Quirinale però fa presente che non risponde a verità - precisa il Quirinale- che il presidente Mattarella abbia invitato la Lega e il Movimento 5 Stelle a incontrarsi, né che abbia rivolto inviti di questo genere ad altri partiti.
mattarella martina zaiaMATTARELLA MARTINA ZAIA

"Le strade sono due: un governo a guida centrodestra che in Parlamento trovi i numeri mancanti oppure l'altra soluzione è il ritorno alle urne". Silvio Berlusconi, raccontano i suoi, lo ha ribadito in agli alleati e anche stamani nel vertice prima di salire alle consultazioni. L'ex capo del governo ha inoltre chiarito che Forza Italia non darà nessun voto ad altre soluzioni prospettate dal Quirinale: "Non sono così folle - è il ragionamento di Berlusconi - da votare un governo che non avrebbe i numeri, perdendo consenso".

"Ancora adesso leggo dichiarazioni totalmente irresponsabili e superficiali da parte delle altre forze politiche - ha detto il segretario reggente del Partito democratico, Maurizio Martina, uscendo da Nazareno -, persino irrispettose verso il lavoro del Colle di queste ore. Qui c'è da dare certezze al Paese con un governo che blocchi l'aumento Iva e loro continuano a giocare al gatto e al topo. E' davvero incredibile, il Paese non si merita tutto questo".

M5S, NO A TECNICI - "Oggi siamo in un'altra fase e io ho detto, ma su questo punto la Lega lo sapeva già, che io sono disponibile a scegliere con Salvini un premier terzo che possa rappresentare un contratto di governo con reddito cittadinanza, abolizione Fornero, e una serie di misure anti-corruzione", ha ribadito Di Maio al termine dell'incontro.

martina renziMARTINA RENZI
"Quando dico - ha detto inoltre - vogliamo fare un contratto con la Lega stiamo considerando una forza politica: la novità è che siamo disposti a trovare un presidente del Consiglio insieme. Se abbiamo eletto delle cariche istituzionali è bene che continuino a fare le cariche istituzionali"."Se non ci sono condizioni per governo politico - ha detto ancora - consapevole dei problemi degli italiani e che non faccia solo quadrare i conti, allora per noi si deve tornare al voto nella consapevolezza che sarà un ballottaggio: ora è chiaro che ci sono due realtà politiche che competono per governo di questo Paese e gli italiani sceglieranno".

CENTRODESTRA, PRONTI A FARE GOVERNO - "Confidiamo che il presidente della Repubblica ci dia modo di trovare una maggioranza, che contiamo di poter trovare mettendoci in campo personalmente perché stanti così le cose la nostra coalizione rappresenta l'ambizione e la speranza di 60 milioni italiani. Confidiamo di poterci mettere nelle prossime ore finalmente a lavoro". Lo dice Matteo Salvini, a nome della delegazione del centrodestra, al termine delle consultazioni.

PD, NO INCARICO AL BUIO, SI' SUPER PARTES - "No a incarichi al buio, no a trasformismi, no a soluzioni politiche raffazzonate, si a uno sforzo super partes". Lo ha detto il reggente del Pd Maurizio Martina dopo le consultazioni al Quirinale col presidente Mattarella. "Noi - ha detto ancora - abbiamo confermato al presidente della Repubblica piena fiducia nella sua iniziativa che supporteremo fino in fondo".

BERLUSCONI SALVINI MELONI AL QUIRINALEBERLUSCONI SALVINI MELONI AL QUIRINALE
LEU - "E' pesantemente irrispettoso vedere indicare date delle prossime elezioni prima ancora che Mattarella abbia tutti gli elementi per pronunciarsi su un eventuale scioglimento della legislatura che non è partita. E' la dimostrazione del fallimento di una pessima legge elettorale e di una classe politica capace di fare solo campagna elettorale senza assumersi responsabilità", ha detto Pietro Grasso. "Noi di Liberi e Uguali abbiamo ribadito la stessa posizione di sempre: i nostri voti, per quanto non dirimenti ai fini delle maggioranza parlamentari, non sono, come è ovvio a disposizione di alcuna maggioranza che coinvolga le forze di centrodestra".

 "Ipotizzare la data dell'8 di luglio è irriguardoso nei confronti del presidente della Repubblica, poi siamo ancora nella fase delle consultazioni, ed è irrispettoso anche nei confronti degli italiani", ha detto il capogruppo di Leu alla Camera Federico Fornaro uscendo dal Quirinale dopo le consultazioni. "È un po' passato sotto silenzio, ma ricordiamo che il 4 marzo si è toccato il più basso livello di partecipazione al voto dal 1946. Pensare di andare a votare a luglio - ha aggiunto Fornaro - significa rischiare una partecipazione al voto vicina al 50 per cento, sarebbe anche un Parlamento delegittimata. Quindi confidiamo che sia un'ipotesi buttata li' e non praticabile nel concreto".

GRASSO BOLDRINIGRASSO BOLDRINI
SVP, PATT, UV - "Abbiamo fatto presente a Mattarella la nostra preoccupazione ed il nostro disappunto per il comportamento di alcuni partiti che non sono responsabili - ha detto Juliane Unterberger, presidente del gruppo parlamentare per le Autonomie (svp-patt,uv) del Senato al termine delle consultazioni con Mattarella -, noi pensiamo che un voto in estate porterebbe allo stesso risultato probabilmente con alcune percentuali un po' diverse ma la crisi no sarebbe risolta e l'Italia non si può permettere uno stallo ".

BONINO, CON VOTO ANTICIPATO FERITA DEMOCRATICA - "Abbiamo espresso anche la più viva preoccupazione sulla procedura democratica, o antidemocratica, in caso di elezioni superanticipate. Non vi sfuggirà che in questo caso, che il voto sia a luglio o ottobre, è chiaro che potranno presentarsi solo Pd, M5s e centrodestra: tutti gli altri sono esclusi per le procedure previste dalla legge", ha detto Emma Bonino, al termine delle consultazioni, parlando di "ferita democratica importante e semplificazione brutale del sistema politico".

Al Colle sono saliti anche il presidente della Camera Roberto Fico e la presidente del Senato Elisabetta Casellati.

Fonte: qui

“HO MINACCIATO I MEDICI CHE MI SAREI TAGLIATO LA GAMBA CON UNA MOTOSEGA”

UN PADRE DI 46 ANNI È STATO MORSO A UNA CAVIGLIA DA UN RAGNO MENTRE LAVORAVA 

L’UOMO È ARRIVATO IN OSPEDALE CON UN’INFEZIONE E UNA INSUFFICIENZA RENALE 

I DOTTORI GLI HANNO DOVUTO AMPUTARE UNA GAMBA


andy perry 6ANDY PERRY 
«Il dolore era così lancinante che ho minacciato i medici con una motosega». La vita di Andy Perry, 46 anni, è cambiata per sempre nel giro di poche ore: poco prima stava lavorando a una staccionata in un giardino di Thorpe Astley, nel Leicestershire, poco dopo era piegato in due dal dolore a causa di un morso di una falsa vedova nera. Il ragno gli ha provocato un’infezione tale da far optare i dottori per l’amputazione della gamba destra.  
andy perry 7ANDY PERRY 



L’uomo, dopo aver lavorato a una staccionata nel giardino di un'abitazione, una volta tornato a casa aveva iniziato a stare male. «Stavo badando ai miei figli di 8 e 5 anni, ma non mi sentivo bene. L’indomani mi sono svegliato con un dolore alla parte bassa della schiena e ho trascorso il weekend a vomitare. 
andy perry 5ANDY PERRY 

Sono andato da un medico che mi ha dato un antibiotico e mi ha rispedito a casa: sono quasi morto per la sepsi. Quando sono arrivato in ospedale avevo un’insufficienza renale e un’infezione terribile: sono rimasto ricoverato per una settimana, ma i dolori erano allucinanti».

Dalle analisi del sangue è emerso che a morderlo possa essere stato una falsa vedova nera. «I segni delle punture erano appena sopra la linea del calzino - ha detto Andy -  L'unica cosa che posso pensare è che il ragno mi abbia morso velocemente dopo che lo avevo sfiorato».
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Dopo giorni di dolori lancinanti, Andy è tornato in ospedale: «Ho minacciato i chirurghi che mi sarei tagliato la gamba con una motosega. Volevano attendere per l’amputazione, ma io non ce la facevo più.

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La gamba è stata tagliata il 13 marzo scorso, ora dovrebbe essere guarita, ma ho avuto una seconda infezione e quindi sono tornato in sala operatoria il 27 aprile. Adesso devo pensare a far rimarginare la ferita per poi mettere una protesi e riuscire a tornare a lavorare.
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Abbiamo vissuto con lo stipendio di mia moglie, ora spero di poter raccogliere dei fondi per rendere il mio giardino accessibile con la sedie a rotelle. Voglio tornare a giocare con i miei figli».

Negli ultimi quattro anni il Regno Unito ha visto un incremento di questa tipologia di ragni a causa dell’aumento delle temperature. Questo ragno è solitamente innocuo e non mortale, a differenza di quello della “cugina” vedova nera che può uccidere in poche ore.