9 dicembre forconi: Consultazioni
Visualizzazione post con etichetta Consultazioni. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Consultazioni. Mostra tutti i post

mercoledì 16 maggio 2018

FATE ENTRARE I CLOWN! – SALLUSTI: “MAMMA MIA IN CHE MANI RISCHIAMO DI FINIRE. UNA COMICA, QUESTO È L'UNICO MODO DI DEFINIRE LA TRATTATIVA TRA DI MAIO E SALVINI PER PROVARE A FORMARE UN GOVERNO’’

TRAVAGLIO: "TUTTI SI INDIGNANO, EPPURE NESSUNO SI È SCANDALIZZATO SE LA MERKEL, DOPO LE URNE, PER TRATTARE CON GLI UNI E CON GLI ALTRI E POI PER SCRIVERE IL CONTRATTO DI GOVERNO, SONO TRASCORSI SEI MESI’’

DILETTANTI ALLO SBARAGLIO
Alessandro Sallusti per il Giornale

SALLUSTI TRAVAGLIOSALLUSTI TRAVAGLIO
Mamma mia in che mani rischiamo di finire. Una comica, questo è l' unico modo di definire la trattativa tra Di Maio e Salvini per provare a formare un governo.

Ore di inutili riunioni su un finto programma, roboanti dichiarazioni alla stampa sul fatto che «qui si fa la storia», caccia disperata a un candidato premier che data la situazione non può esistere se non di quarta fila. E infine, ieri, il presidente Mattarella che svela il bluff e rimanda tutti a casa, rischiando lui stesso di rimanere travolto dalle risate degli italiani.

SALVINI DI MAIOSALVINI DI MAIO
Perché tra Di Maio e Salvini non c' è accordo su nulla, e se per disperazione alla fine di questo calvario pur di governare dovessero fingere di averlo trovato, ne vedremo delle belle.
Immaginiamo la faccia di Mattarella quando ieri Di Maio gli ha detto che, prima che a lui, il contenuto di un eventuale accordo sarà sottoposto al voto online sulla piattaforma del Movimento Cinque Stelle.

Come dire: tu non conti nulla, il nostro Quirinale è la Casaleggio & associati, una società privata che gestisce in maniera molto discussa e poco trasparente la vita pubblica e privata dei grillini. Pensavamo di essere in una Repubblica parlamentare, non in una Spa, perché un conto è «rinnovare i riti della politica», altro è elevare lo statuto della Casaleggio a Costituzione.

SALVINI DI MAIO E LA TRATTATIVA LEGA M5SSALVINI DI MAIO E LA TRATTATIVA LEGA M5S

A questo punto bisogna tornare alla domanda che già ci siamo fatti in questi giorni. Ma Matteo Salvini e la Lega che ci azzeccano, per dirla alla Di Pietro, con queste pagliacciate? Perché si ostinano a trascinare i loro elettori nella palude grillina, inseguendo Di Maio sul terreno della democrazia (finta) basata sui gazebo (sabato anche la Lega farà un referendum farsa) invece che sulle responsabilità che gli eletti, e soprattutto i leader, sono chiamati a prendersi?
SALVINI DI MAIO PROVA COSTUMESALVINI DI MAIO PROVA COSTUME

Più passano le ore, più si entra nel non senso, più una risposta inquietante si fa strada nei pettegolezzi politici. E se Matteo Salvini avesse già deciso che il suo orizzonte non è più, e mai più sarà, il centrodestra, ma una qualche alleanza con il partito di Grillo per spartirsi per lungo tempo potere e poltrone più che per governare? Mi auguro di no, per quanto lo conosco lo escludo, ma proprio per questo si attendono segnali chiari.





IL BALLO DEI DEBUTTANTI

Marco Travaglio per il Fatto Quotidiano - ESTRATTO

salvini di maioSALVINI DI MAIO
Scrivere del governo Salvimaio che pare stia per nascere è come camminare sulle uova. Perché né Di Maio né Salvini hanno alcuna esperienza di governo, dunque siamo al ballo dei debuttanti. E perché tutto ciò che sta avvenendo è senza precedenti. Mai le elezioni avevano partorito due vincitori parziali e opposti, come i 5Stelle e la coalizione di centrodestra. Mai due partiti dichiaratamente anti-sistema avevano formato una maggioranza di governo contro quelle che, in alternanza o in unione fra loro, hanno monopolizzato l' intera Seconda Repubblica.

MERKEL TRA I SOLDATIMERKEL TRA I SOLDATI
Mai due forze politiche così distanti ed eterogenee avevano provato a mettersi insieme in base a un contratto di governo (detto infatti "alla tedesca" perché l' abbiamo importato dagli ultimi due governi di coalizione in Germania fra la Merkel e i socialdemocratici). 

Mai il programma di governo era stato condizionato all' approvazione degli iscritti ai due partiti contraenti.

Mai una coalizione aveva "prestato" il suo primo partito al governo, lasciando consensualmente gli altri due all' opposizione. 

E mai un governo nascente aveva raccolto l' unanime ostilità di tutti i poteri: europei e italiani, politici ed economici, lobbistici e mediatici. 

Mutatis mutandis, a Roma si sta replicando quel che è appena accaduto a Berlino: con la non indifferente differenza che a Berlino si sono (ri)uniti i partiti che governavano anche prima, mentre a Roma si stanno unendo per la prima volta due forze che negli ultimi 7 anni erano state all' opposizione.
ANGELA MERKEL GIURA DA CANCELLIERE PER LA QUARTA VOLTAANGELA MERKEL GIURA DA CANCELLIERE PER LA QUARTA VOLTA

Eppure nessuno si è scandalizzato se la Merkel, dopo le urne, ha aperto due forni opposti: prima l' alleanza con i liberali e i verdi e poi, fallita quella, l' alleanza con l' Spd. 

Nessuno si è scandalizzato se, per trattare con gli uni e con gli altri e poi per scrivere il contratto di governo, sono trascorsi sei mesi. 

E nessuno si è scandalizzato, anzi tutti hanno festeggiato la grande pagina di democrazia, se l' Spd ha sottoposto quel contratto al referendum tra gli iscritti.
DALEMA RENZI BERLUSCONI E DI MAIO COME I CUGINI DI CAMPAGNADALEMA RENZI BERLUSCONI E DI MAIO COME I CUGINI DI CAMPAGNA



Invece tutti si indignano se, in ossequio al risultato elettorale e al sistema proporzionale, Di Maio ha proposto un contratto di governo sia al Pd (che ha sdegnosamente rifiutato, dopo aver finto di volerci provare) sia alla Lega (che ci ha sempre sperato, anche se Salvini s' è seduto al tavolo solo quando B. l' ha autorizzato). Tutti si indignano se M5S e Lega annunciano un referendum tra gl' iscritti sul contratto di governo.

luigi di maio berlusconi salvini meloniLUIGI DI MAIO BERLUSCONI SALVINI MELONI





E se, dopo meno di una settimana di negoziati, non abbiamo ancora il premier, i ministri e il programma stampato. 

Se fosse questo il problema del governo (forse) nascente, potremmo dormire tranquilli.

Fonte: qui

giovedì 10 maggio 2018

RETROSCENA: SU COSA STANNO TRATTANDO IN QUESTE ORE DI MAIO E SALVINI?

SUI MINISTRI DA CONCEDERE A SILVIO BERLUSCONI, CHE DAREBBE L’APPOGGIO ESTERNO PER TUTELARE I SUOI AFFARI E NON PRENDERE SCHIAFFI IN CASO DI VOTO ANTICIPATO (LETTA E CONFA CONSIGLIERI)

DI MAIO VUOLE CHIUDERE A TUTTI I COSTI: L’ALTERNATIVA È IL RITORNO DI GRILLO/DIBBA E L’OBLIO 

DAL COLLE ANCHE MATTARELLA FA SAPERE CHE SAREBBE FAVOREVOLE, VISTO CHE MOLTE PERSONALITA' DI SPICCO CONTATTATE PER IL SUO GOVERNO NEUTRO GLI HANNO RISPOSTO PICCHE…


Ieri è scattato qualcosa ad Arcore. Silvio si è consultato con i suoi dioscuri, Fidel Confalonieri e Gianni Letta, e ambedue  hanno consigliato al vegliardo un atteggiamento “morbido” nei confronti delle trattative su un possibile governo Lega-M5S.

Fidel gli ha suggerito di spingere verso un accordo tra tutto il centrodestra e il Movimento 5 Stelle, perché così sarebbe il trio Salvini-Berlusconi-Meloni ad avere la maggioranza relativa (37% contro 32).

Questo naturalmente è lo scenario più favorevole al Cav., ma si scontra con i dettami del M5s, che Silvio in maggioranza proprio non lo può far digerire al proprio elettorato.

Più concreta l’eminenza azzurrina: caro Silvio, se facciamo i duri e andiamo al voto anticipato, Forza Italia rischia di sprofondare all’8% e gli unici parlamentari che eleggerà saranno quelli all’uninominale sostenuti dalla Lega.

BERLUSCONI SALVINI MELONI AL QUIRINALEBERLUSCONI SALVINI MELONI AL QUIRINALE
Al momento lo scenario più fattibile è l’appoggio esterno con due/tre ministri di area berlusconiana. Con dicasteri pesanti, e per pesanti si intendono Esteri, Sviluppo Economico (che include le fondamentali deleghe alle Comunicazioni), Economia, Interno o Giustizia.

Di questo stanno discutendo in queste ore Salvini e Di Maio. Silvio aspetta, conscio che una sua partecipazione, anche da fuori, gli porterebbe molti benefici. Resterebbe ancora centrale al dibattito pubblico alle soglie degli 82 anni, sarebbe visto come il ‘salvatore’ che ha permesso la nascita di un governo e soprattutto sarebbe purificato dall’accordo - seppur indiretto - con il Movimento 5 stelle.

berlusconi salviniBERLUSCONI SALVINI
Ecco, e qui sono i problemi. Il Movimento è spaccato tra puristi e governisti. Tra questi ultimi ovviamente c’è Di Maio con il suo cerchio magico che sta trattando in queste ore, composto da Spadafora, Buffagni, Giulia Grillo, Toninelli e Barbara Lezzi, graziata dal caso Rimborsopoli.

Luigino si gioca tutto, e ha una grande smania di chiudere l’accordo: alle urne il M5S guidato da lui potrebbe perdere consensi, e a quel punto la sua carriera politica sarebbe finita: Grillo riprenderebbe il controllo di tutto a colpi di vaffa e piazzerebbe al vertice il suo ariete favorito Alessandro Di Battista.

Ancora peggio, se Mattarella riuscisse a tirare fuori un governo che duri oltre l’estate, Dibba potrebbe addirittura soffiargli il posto da candidato. Niente da fare, bisogna allearsi con Salvini a tutti i costi, quando gli ricapita a Luigino da Pomigliano, ex steward del San Paolo, di essere l’uomo decisivo della politica italiana?
murale salvini di maioMURALE SALVINI DI MAIO

In tutto questo, anche al povero Mattarella non dispiace questa accelerazione. Il Presidente infatti è nei guai: molte tra le personalità di spicco contattate dal suo segretario generale Ugo Zampetti gli hanno risposto picche: perché mai dovrebbero lasciare il proprio lavoro (quasi sempre dorato) per ‘sporcarsi’ con la politica, e solo per una manciata di mesi? Per alcuni scatterebbero poi le preclusioni di legge sul poter lavorare per aziende partecipate dallo Stato, e una serie infinita di rogne in cambio di ben poca gloria.

Al Quirinale l’aria è pesante: l’esecutivo che si profilerebbe sarebbe composto principalmente da alti funzionari pubblici, persone che potrebbero tranquillamente tornare al loro posto dopo la breve avventura governativa. L’esatto contrario di un dream team, che logorerebbe ulteriormente l’immagine di Mattarella…

martedì 8 maggio 2018

MATTARELLA PROPONE IL GOVERNO 'NEUTRALE'

‘UN ESECUTIVO NON DI PARTE CHE PORTI L’ITALIA AL VOTO A DICEMBRE, MA SE I PARTITI NON SARANNO RESPONSABILI, SI VOTERÀ IN ESTATE O AUTUNNO. MI SPAVENTANO LA FINANZIARIA E L’AUMENTO DELL’IVA CHE AVRÀ EFFETTI RECESSIVI SULL’ECONOMIA. IL GOVERNO GENTILONI HA ESAURITO LA SUA FUNZIONE E NON PUÒ ESSERE PROROGATO. È GIUSTO CHE A PORTARE L’ITALIA AL VOTO SIA UN GOVERNO NON DI PARTE’


Dopo il giro di consultazioni con i leader politici e i presidenti di Camera e Senato, ha parlato il presidente della Repubblica: "Non esiste una maggioranza con la sola Lega e i Cinque Stelle e si è rivelata impraticabile una maggioranza M5s con Pd ed è stata sempre affermata da entrambe le parti l'impossibilità che il c.destra e Pd. Tutte queste indisponibilità mi sono state confermate questa mattina", ha detto Sergio Mattarella.
BERLUSCONI SALVINI MELONI CON MATTARELLABERLUSCONI SALVINI MELONI CON MATTARELLA

"Il governo presieduto dall'onorevole Gentiloni - ha detto ancora Mattarella - che ringrazio per il lavoro che ha svolto e sta svolgendo in questa situazione anomala ha esaurito la sua funzione e non può essere ulteriormente prorogato in quanto espresso da una maggioranza parlamentare che non c'è più". "Ritengo che sia più rispettoso" della dinamica democratica che a "portare alle elezioni sia un governo non di parte".

"L'ipotesi alternativa è indire nuove elezioni subito ma non vi sono tempi per il voto entro giugno, si potrebbero svolgere in piena estate ma fin'ora è stato evitato perchè per gli italiani è difficile esercitare il voto si potrebbe fissare in autunno". Lo afferma il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

"Mi compete far presente alcune preoccupazioni: che non vi sia tempo per approvare dopo il voto la legge di bilancio entro fine anno con l'aumento dell'Iva e con gli effetti recessivi che questa tassa comporterebbe e il rischio di esporre la situazione finanziaria". Lo dice il presidente della Repubblica Sergio Mattarella al termine delle consultazioni parlando dell'ipotesi di andare a nuove elezioni "all'inizio di autunno".

MATTARELLA E LUIGI DI MAIOMATTARELLA E LUIGI DI MAIO
L'8 luglio o il 15 luglio. Sono le date del possibile voto anticipato. Fallito, a meno di colpi di scena, il tentativo di un governo M5s-Lega, la crisi politica precipita verso le elezioni. Per la prima volta nella storia del Paese si potrebbe andare al voto a luglio, magari la seconda o la terza domenica del mese. Una prospettiva che non sarebbe stata esclusa dallo stesso presidente della Repubblica Sergio Mattarella nei colloqui con le delegazioni dei partiti al Quirinale. E che viene rilanciata come unica alternativa a un esecutivo politico da Matteo Salvini e Luigi Di Maio. I leader di Lega e M5s, presente il leghista Giancarlo Giorgetti, si incontrano a Montecitorio subito dopo pranzo.

E sigillano il no a un governo del presidente che traghetti verso elezioni a ottobre o nel 2019. "Fino all'ultimo cercherò di far cadere i veti e dare un governo al Paese - dichiara Salvini - ma se non fosse possibile, io e Di Maio siamo d'accordo di votare l'8 luglio". Un esecutivo M5s-Lega non è possibile perché Silvio Berlusconi non accetta di starne fuori, dando il sostegno esterno di Forza Italia, e Salvini sceglie di non rompere la coalizione di centrodestra.

MATTARELLA E SALVINIMATTARELLA E SALVINI
"Ha scelto - racconta Di Maio - ancora una volta Berlusconi, ma soprattutto di formare un governo dei voltagabbana, dei traditori del mandato politico. Da oggi siamo in campagna elettorale", proclama il capo del M5s, assicurando che il limite dei due mandati non impedirà agli esponenti del M5s, lui incluso, di ricandidarsi perché questa volta "la legislatura non è nemmeno iniziata". "Sono totalmente irresponsabili e superficiali, nonché irrispettosi verso il lavoro del Colle. Il Pd supporterà qualsiasi iniziativa del presidente Mattarella. Punto", tuona il reggente Dem Maurizio Martina. Un governo del presidente non sarebbe sgradito neanche a Silvio Berlusconi, ma il leader di FI sostiene l'istanza della Lega: o il capo dello Stato - afferma il Cavaliere - dà l'incarico a Salvini per cercare i voti per un governo del centrodestra o si torna al voto. Nel pomeriggio al Quirinale sfileranno i piccoli partiti per le consultazioni lampo del capo dello Stato.

Poi Mattarella farà la sua mossa: potrebbe indicare un premier per un governo "di tregua", neutrale, per arrivare al 2019 e fare la legge di bilancio. Ma se - come pare - non avesse il sostegno della maggioranza in Parlamento, resterebbe in carica per gli affari correnti fino al voto. Magari, come chiedono Di Maio e Salvini, l'8 luglio.

DI MAIO SALVINI MATTARELLADI MAIO SALVINI MATTARELLA
"Alle elezioni sono sicuro che ancora una volta gli italiani ci sorprenderanno - ha detto Di Maio -, ma tutti i partiti si dovranno assumere la responsabilità di aver pensato ai loro interessi. Noi da oggi ci mettiamo in campagna elettorale e andiamo a raccontare questi due mesi di bugie". "Vi chiedo un grande sacrificio ad andare a votare ma io chiedo ai cittadini di mandare il M5S al governo visto che i partiti non lo hanno voluto". "Oggi ancora una volta il centrodestra di Salvini e Berlusconi si è ripresentato a chiedere un mandato per cercare i voti in Parlamento. Cioè Salvini ha scelto ancora una volta Berlusconi, ma soprattutto di formare un governo dei voltagabbana, dei traditori del mandato politico, è questo quello a cui stiamo assistendo, ancora una volta una scelta figlia di coalizioni finte e nessuna premura per la stabilità del Paese". 

"Ci siamo visti con Di Maio, abbiamo avviato un confronto, come ci ha chiesto il Quirinale", ha aggiunto Giancarlo Giorgetti, presidente gruppo Lega alla Camera.

Il Quirinale però fa presente che non risponde a verità - precisa il Quirinale- che il presidente Mattarella abbia invitato la Lega e il Movimento 5 Stelle a incontrarsi, né che abbia rivolto inviti di questo genere ad altri partiti.
mattarella martina zaiaMATTARELLA MARTINA ZAIA

"Le strade sono due: un governo a guida centrodestra che in Parlamento trovi i numeri mancanti oppure l'altra soluzione è il ritorno alle urne". Silvio Berlusconi, raccontano i suoi, lo ha ribadito in agli alleati e anche stamani nel vertice prima di salire alle consultazioni. L'ex capo del governo ha inoltre chiarito che Forza Italia non darà nessun voto ad altre soluzioni prospettate dal Quirinale: "Non sono così folle - è il ragionamento di Berlusconi - da votare un governo che non avrebbe i numeri, perdendo consenso".

"Ancora adesso leggo dichiarazioni totalmente irresponsabili e superficiali da parte delle altre forze politiche - ha detto il segretario reggente del Partito democratico, Maurizio Martina, uscendo da Nazareno -, persino irrispettose verso il lavoro del Colle di queste ore. Qui c'è da dare certezze al Paese con un governo che blocchi l'aumento Iva e loro continuano a giocare al gatto e al topo. E' davvero incredibile, il Paese non si merita tutto questo".

M5S, NO A TECNICI - "Oggi siamo in un'altra fase e io ho detto, ma su questo punto la Lega lo sapeva già, che io sono disponibile a scegliere con Salvini un premier terzo che possa rappresentare un contratto di governo con reddito cittadinanza, abolizione Fornero, e una serie di misure anti-corruzione", ha ribadito Di Maio al termine dell'incontro.

martina renziMARTINA RENZI
"Quando dico - ha detto inoltre - vogliamo fare un contratto con la Lega stiamo considerando una forza politica: la novità è che siamo disposti a trovare un presidente del Consiglio insieme. Se abbiamo eletto delle cariche istituzionali è bene che continuino a fare le cariche istituzionali"."Se non ci sono condizioni per governo politico - ha detto ancora - consapevole dei problemi degli italiani e che non faccia solo quadrare i conti, allora per noi si deve tornare al voto nella consapevolezza che sarà un ballottaggio: ora è chiaro che ci sono due realtà politiche che competono per governo di questo Paese e gli italiani sceglieranno".

CENTRODESTRA, PRONTI A FARE GOVERNO - "Confidiamo che il presidente della Repubblica ci dia modo di trovare una maggioranza, che contiamo di poter trovare mettendoci in campo personalmente perché stanti così le cose la nostra coalizione rappresenta l'ambizione e la speranza di 60 milioni italiani. Confidiamo di poterci mettere nelle prossime ore finalmente a lavoro". Lo dice Matteo Salvini, a nome della delegazione del centrodestra, al termine delle consultazioni.

PD, NO INCARICO AL BUIO, SI' SUPER PARTES - "No a incarichi al buio, no a trasformismi, no a soluzioni politiche raffazzonate, si a uno sforzo super partes". Lo ha detto il reggente del Pd Maurizio Martina dopo le consultazioni al Quirinale col presidente Mattarella. "Noi - ha detto ancora - abbiamo confermato al presidente della Repubblica piena fiducia nella sua iniziativa che supporteremo fino in fondo".

BERLUSCONI SALVINI MELONI AL QUIRINALEBERLUSCONI SALVINI MELONI AL QUIRINALE
LEU - "E' pesantemente irrispettoso vedere indicare date delle prossime elezioni prima ancora che Mattarella abbia tutti gli elementi per pronunciarsi su un eventuale scioglimento della legislatura che non è partita. E' la dimostrazione del fallimento di una pessima legge elettorale e di una classe politica capace di fare solo campagna elettorale senza assumersi responsabilità", ha detto Pietro Grasso. "Noi di Liberi e Uguali abbiamo ribadito la stessa posizione di sempre: i nostri voti, per quanto non dirimenti ai fini delle maggioranza parlamentari, non sono, come è ovvio a disposizione di alcuna maggioranza che coinvolga le forze di centrodestra".

 "Ipotizzare la data dell'8 di luglio è irriguardoso nei confronti del presidente della Repubblica, poi siamo ancora nella fase delle consultazioni, ed è irrispettoso anche nei confronti degli italiani", ha detto il capogruppo di Leu alla Camera Federico Fornaro uscendo dal Quirinale dopo le consultazioni. "È un po' passato sotto silenzio, ma ricordiamo che il 4 marzo si è toccato il più basso livello di partecipazione al voto dal 1946. Pensare di andare a votare a luglio - ha aggiunto Fornaro - significa rischiare una partecipazione al voto vicina al 50 per cento, sarebbe anche un Parlamento delegittimata. Quindi confidiamo che sia un'ipotesi buttata li' e non praticabile nel concreto".

GRASSO BOLDRINIGRASSO BOLDRINI
SVP, PATT, UV - "Abbiamo fatto presente a Mattarella la nostra preoccupazione ed il nostro disappunto per il comportamento di alcuni partiti che non sono responsabili - ha detto Juliane Unterberger, presidente del gruppo parlamentare per le Autonomie (svp-patt,uv) del Senato al termine delle consultazioni con Mattarella -, noi pensiamo che un voto in estate porterebbe allo stesso risultato probabilmente con alcune percentuali un po' diverse ma la crisi no sarebbe risolta e l'Italia non si può permettere uno stallo ".

BONINO, CON VOTO ANTICIPATO FERITA DEMOCRATICA - "Abbiamo espresso anche la più viva preoccupazione sulla procedura democratica, o antidemocratica, in caso di elezioni superanticipate. Non vi sfuggirà che in questo caso, che il voto sia a luglio o ottobre, è chiaro che potranno presentarsi solo Pd, M5s e centrodestra: tutti gli altri sono esclusi per le procedure previste dalla legge", ha detto Emma Bonino, al termine delle consultazioni, parlando di "ferita democratica importante e semplificazione brutale del sistema politico".

Al Colle sono saliti anche il presidente della Camera Roberto Fico e la presidente del Senato Elisabetta Casellati.

Fonte: qui

lunedì 7 maggio 2018

SALVINI AL QUIRINALE: ‘IL CENTRODESTRA È UNITO, IL PRESIDENTE DIA A NOI IL MANDATO’. MA LA COSA PIÙ DIVERTENTE È COME AL SOLITO BERLUSCONI ...

FACCIA FUNEREA DURANTE I COLLOQUI CON MATTARELLA E LE SUE BRACCIA BLOCCATE MANCO AVESSE UNA CAMICIA DI FORZA DAVANTI AI GIORNALISTI 

DOPO LA SCENEGGIATA AI PRIMI COLLOQUI, STAVOLTA SILVIO GIAMBURRASCA DOVEVA STARE BUONO E TRANQUILLO. MA IMBRONCIATO…

IL CENTRO DESTRA E' UNITO, MANDATO A NOI, NO GOVERNO PRESIDENTE

BERLUSCONI SALVINI MELONI CON MATTARELLABERLUSCONI SALVINI MELONI CON MATTARELLA
(ANSA) - Il centrodestra resterà unito e chiederà al presidente della Repubblica il mandato per andare in Parlamento e verificare i numeri una maggioranza. E' questo, a quanto si apprende, la decisione presa nel corso del vertice a palazzo Grazioli tra Silvio Berlusconi, Matteo Salvini e Giorgia Meloni prima di salire al Colle per le consultazioni. Il centrodestra, sempre a quanto si apprende, ribadirà la sua contrarietà ad un governo del presidente.

SALVINI, MIA DISPONIBILITA' A FARE GOVERNO DI CENTRO DESTRA 

(ANSA) - "Contiamo - prosegue Salvini al termine delle consultazioni con il capo dello Stato - che sia l'ultima volta che cerchiamo una maggioranza. Abbiamo offerto al presidente della Repubblica, consci del fatto che il Paese non può aspettare, la disponibilità mia a nome della coalizione a formare un governo".

BERLUSCONI SALVINI MELONI AL QUIRINALEBERLUSCONI SALVINI MELONI AL QUIRINALE
SALVINI, COLLE CI DIA MODO DI TROVARE MAGGIORANZA

(ANSA) - "Confidiamo che il presidente della Repubblica ci dia modo di trovare una maggioranza, che contiamo di poter trovare mettendoci in campo personalmente perché stanti così le cose la nostra coalizione rappresenta l'ambizione e la speranza di 60 milioni italiani. Confidiamo di poterci mettere nelle prossime ore finalmente a lavoro". Lo dice Matteo Salvini, a nome della delegazione del centrodestra, al termine delle consultazioni.

GOVERNO: DICHIARAZIONE SPRINT DI SALVINI, BERLUSCONI COMPITO
SALVINI MELONI BERLUSCONI(ANSA) - Dichiarazione sprint di Matteo Salvini e al suo fianco un Silvio Berlusconi immobile, le braccia conserte, che annuisce ascoltando le parole del leader della Lega. E' l'immagine della delegazione del centrodestra, al termine dell'incontro con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. A differenza delle prime consultazioni con il capo dello Stato, nel corso delle quali aveva accompagnato le parole di Salvini con ampi gesti, il leader di Forza Italia si mostra compito e fa lievi cenni di approvazione con la testa. Alla destra di Salvini, Giorgia Meloni manifesta la sua convinta condivisione annuendo vistosamente.

Fonte: qui


SALVINI MELONI BERLUSCONI
VOLANO GLI STRACCI FRA SILVIO E MATTEO: BERLUSCONI SI OPPONE ALL' ALLEANZA SALVINI-DI MAIO 

SALVINI GONGOLA PER IL CORTEGGIAMENTO A CINQUE STELLE 

MA IL CAV LO METTE DI FRONTE ALLA SCELTA: 

O ME O LUI. 

Amedeo La Mattina per la Stampa

Forse torneranno a rivedersi stamane, prima di salire al Quirinale per le consultazioni. I leghisti però fanno sapere che potrebbero non presentarsi: vogliono prendersi una notte di riflessione. L' accordo al vertice di Palazzo Grazioli non è stato trovato e Berlusconi non cambia la sua posizione: nessun appoggio esterno a un governo Lega-M5S. Salvini invece sollecita questo appoggio esterno per dare vita a un esecutivo politico.

berlusconi salviniBERLUSCONI SALVINI
«Qualora ciò non fosse possibile - spiega il leader del Carroccio - allora meglio andare a votare. Si sta ragionando sulla migliore soluzione possibile. Noi mettiamo sempre avanti gli interessi generali del Paese a quelli personali e dei singoli partiti. O si fa un governo che possa fare le cose che servono - ha aggiunto dopo il vertice - o meglio le elezioni».

Rimangono le distanze e non è chiaro con quale posizione il centrodestra salirà al Colle. La tensione era già evidente quando ieri sera Berlusconi era arrivato a Roma in aereo con Matteo Salvini e Giancarlo Giorgetti con un carico di tensione che non lasciava presagire nulla di buono. Era contrariato, nervoso. Ha rinviato tutto al vertice del centrodestra che si sarebbe riunito dopo mezz' ora, ma aveva già capito l' aria che tirava.

BERLUSCONI SALVINIBERLUSCONI SALVINI
Il leader della Lega gli aveva spiegato che non avrebbe mai sostenuto un governo del Presidente: se Forza Italia alle consultazioni al Quirinale di stamane arrivasse con un' altra posizione, allora il Carroccio sarebbe stato pronto a un accordo di governo con Di Maio. Anche senza un appoggio esterno degli azzurri. Perché è questo il punto di caduta al quale Matteo vuole portare Silvio, appunto, l' appoggio esterno o un' astensione, insomma qualcosa che consenta a un governo politico di partire. Magari stabilendo una durata massima, dicembre.

Al vertice l' ex premier ha giurato che non avrebbe mai fatto un accordo con il Pd, così come non è disposto a sostenere un governo del presidente. Ma quale sia allora la proposta di Fi, Salvini e Giorgetti non l' hanno capita. Giorgia Meloni, che ha partecipato all' incontro insieme a La Russa, rimane invece sulla posizione di sempre: provare a trovare i voti in Parlamento, ma sembra una proposta fuori tempo massimo. Anche perchè Mattarella non darebbe incarichi al buio.

salvini meloni e berlusconi in conferenza stampaSALVINI MELONI E BERLUSCONI IN CONFERENZA STAMPA
È stata cena animata, indigesta, con la coalizione sull' orlo della frattura. L' ex premier, che accanto aveva Antonio Tajani, non si fida delle rassicurazioni di Salvini sulla possibilità di soluzioni di governo con M5S che non siano ostili a Forza Italia e agli interessi Mediaset

Berlusconi ha messo in guardia sulle ripercussioni economiche del nostro Paese se venisse dato il via libera a un esecutivo con M5S, grillini inaffidabili. Si pone il problema di cosa significherebbe dire un no al Capo dello Stato di fronte a un nome e a un' ipotesi di governo del Presidente.

Secondo l' ex Cavaliere avremmo gli occhi di tutta l' Europa addosso, potrebbe ripartire la speculazione finanziaria. Meglio sarebbe valutare la proposta di Mattarella, dicendo però che deve trattarsi di un governo a tempo.

luigi di maio berlusconi salvini meloniLUIGI DI MAIO BERLUSCONI SALVINI MELONI
È proprio su questo che Salvini non è d' accordo, perché ogni nome che verrà dal Quirinale avrà comunque un profilo tecnico: il possibile premier del presidente non farebbe quelle cose che la Lega e M5S voglio fare. E poi sarebbe difficile, una volta insediato, schiodarlo da Palazzo Chigi. Insomma, il capo della Lega sente puzza di trappolone. Ai suoi prima di entrare a Palazzo Grazioli ha detto che terrà duro: continuerà chiedere a Berlusconi l' appoggio esterno.

Di fonte a no dall' ex Cavaliere, ognuno per la sua strada. Fonti di Fi invece negano che, durante la cena, sia stata questa la posizione dura e pura del leghista. E che ci sono state altre ipotesi di compromesso, ma gli stessi azzurri non sapevano indicare una soluzione.

Fonte: qui

sabato 5 maggio 2018

Salvini: governo con M5s fino a dicembre, no a tecnico

In vista del nuovo giro di consultazioni di lunedì, il segretario della Lega, Matteo Salvini, annucia che proporrà al Capo dello Stato un governo di centrodestra allargato al M5s, a tempo, che faccia una nuova legge elettorale e blocchi l'aumento dell'Iva, escludendo l'ipotesi di un premier 'tecnico'.
Al termine del consiglio federale di oggi, Salvini ha parlato di un esecutivo che duri fino a dicembre "e non anni", per fare "poche cose, fatte bene" precisando che l'obiettivo è quello di realizzare le proposte fatte dal Carroccio in campagna elettorale, compresa l'abolizione della legge Fornero.
"Chiederemo a Mattarella, se di governo di tregua, di scopo o istituzionale bisogna parlare, che l'incarico venga dato partendo dall'indicazione di chi ha vinto le elezioni. Escludiamo un tecnico alla Monti", ha detto Salvini.
Il leader della Lega, Matteo Salvini
© REUTERS/Alessandro Bianchi Il leader della Lega, Matteo Salvini

Finora i pentastellati si sono rifiutati di fare un governo con Forza Italia di Silvio Berlusconi, secondo partito del centrodestra.
La legge elettorale, secondo l'idea del segretario leghista, ricalca il modello in vigore per le regioni, introducendo un premio di maggioranza che vada o alla lista o alla coalizione.
Salvini - in quella che ha definito la sua "ultima" proposta ai pentastellati - ha ribadito l'apertura del centrodestra a ragionare con il M5s sebbene al momento si sia "lontanissimi da questo".
NESSUNO SPAZIO PER RENZI, NO A 'DAME DI COMPAGNIA' PER L'UE
Alla domanda se accetterebbe i voti del Pd, ha risposto che "dove c'è [l'ex segretario del Pd Matteo] Renzi non c'è Salvini".
Lettore video di: Mediaset (Informativa sulla privacy)
Esclusa anche una proroga al governo di Paolo Gentiloni: "Mi rifiuto di mandare [il ministro degli Esteri Angelino] Alfano al Consiglio europeo di giugno, ci sarà un altro governo in carica".
A chi chiedeva se avesse già pensato a qualche nome per il ruolo di premier, il segretario della Lega ha riposto "ho alcuni nomi in mente...non necessariamente deve essere un parlamentare della Lega, non è necessario che sia eletto".
"Deve essere qualcuno che abbia ben chiaro che i rapporti tra Italia e Ue vanno riscritti e non penso a sparate sull'euro o referendum ma a parametri, a regole da riscrivere", ha detto.
Oggi Beppe Grillo, garante del M5s, è tornato a chiedere un referendum sull'euro.
Salvini ha sottolineato che la Lega non darà la propria fiducia a un "tecnico che sia dama di compagnia della Commissione europea".
Infine il leader del Carroccio ha detto che la Lega non appoggerebbe un premier che favorevole all'attuale proposta di bilancio Ue.
"La bozza di bilancio presentata da Bruxelles va rigettata in toto".

(Sara Rossi)
Fonte: qui