9 dicembre forconi: Alessandro Sallusti
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domenica 10 marzo 2019

IL DIRETTORE DEL “GIORNALE” DOPO LA SENTENZA CHE CONDANNA L’ITALIA A RISARCIRLO PER L’ARRESTO DEL 2012

“OVVIAMENTE SONO CONTENTO, MI SPIACE SOLO CHE A PAGARE IL CONTO DEBBA ESSERE LO STATO E NON GLI AUTORI MATERIALI DELLA PORCATA, CIOÈ QUEI MAGISTRATI CHE MI HANNO TRATTATO, E BOLLATO, COME DELINQUENTE ABITUALE” 

“NON DIMENTICO CHE ALLA CONDANNA SEGUÌ UN PROCESSO SOMMARIO DEI PROBIVIRI DELL’ORDINE CHE…”

ARRESTARMI FU INGIUSTO ECCO A CHI BRINDO
Alessandro Sallusti per “il Giornale”

patrizia groppelli alessandro sallustiPATRIZIA GROPPELLI ALESSANDRO SALLUSTI
La Corte europea dei diritti dell' uomo ha condannato ieri lo Stato italiano a risarcirmi, con dodicimila euro più le spese, per l' ingiusta detenzione che ho subito nel novembre del 2012 in seguito alla sentenza definitiva a un anno e mezzo di carcere nel processo per diffamazione e omesso controllo, intentato contro di me dal giudice Giuseppe Cocilovo. Si è trattato - dice la Corte - di una forzatura della magistratura italiana che in spregio al diritto ha violato la libertà di informazione e «cagionato sofferenze» al sottoscritto.
SALLUSTI E FELTRISALLUSTI E FELTRI

Ovviamente sono contento, mi spiace solo che a pagare il conto debba essere lo Stato e non gli autori materiali della porcata, cioè quei magistrati che mi hanno trattato, e bollato, come delinquente abituale, prendendo evidentemente fischi per fiaschi. Alcuni dei quali ancora oggi mi perseguitano con cause e querele per essermi difeso, in quei giorni caldi, dalle loro accuse.
vittorio feltri alessandro sallustiVITTORIO FELTRI ALESSANDRO SALLUSTI



La sentenza, più che per la mia trascurabile figura, dovrebbe essere importante per tutta la categoria, esposta com' è agli umori e alle incursioni politiche della magistratura. Non mi illudo che sia così (ieri la notizia è stata snobbata da quasi tutti i siti giornalistici) perché c' è una buona fetta di colleghi dichiaratamente di sinistra che di quella magistratura è succube, quando non complice, e che al mio arresto brindò senza neppure nasconderlo.

alessandro sallusti a la confessione di peter gomez 2ALESSANDRO SALLUSTI A LA CONFESSIONE DI PETER GOMEZ
Non dimentico che alla condanna seguì - caso senza precedenti - un processo sommario dei probiviri dell' Ordine che terminò con una condanna di sospensione dalla professione (poi annullata in Appello) nonostante il presidente della Repubblica avesse già, dopo poche settimane di domiciliari, annullato la pena detentiva giudicandola abnorme e ingiusta.

dandolo patrizia d asburgo alessandro sallustiDANDOLO PATRIZIA D'ASBURGO ALESSANDRO SALLUSTI






I giudici che hanno sbagliato a condannarmi non pagheranno, i colleghi che mi sospesero non finiranno a loro volta sotto processo disciplinare per il loro errore, commesso in un mix di malafede e pregiudizio in quanto direttore del giornale della famiglia Berlusconi. Anzi, sono certo che ancora oggi sia i primi sia i secondi si vantino di quello che hanno fatto, del resto l' ideologia è sorda, cieca e muta di fronte alla verità.

C' è voluta la «cattiva» Europa per imporre a questo Paese un po' di giustizia a prescindere dalle idee politiche degli attori in campo. Per questi motivi non ho intenzione di rendere noti, come vorrebbe la prassi, non devolverò in beneficenza l' indennizzo. Pagherò da bere, alla faccia di giudici e colleghi che mi hanno umiliato, ai non pochi che si schierarono dalla mia parte. Siete tutti invitati, paga lo Stato. Fonte: qui

venerdì 19 ottobre 2018

SALLUSTI: “COMINCIAMO A PENSARE CHE DI MAIO NON SIA SOLO UN DILETTANTE MA PURE UN IMBECILLE. O HA AVUTO LE TRAVEGGOLE O SI E’ INVENTATO TUTTO PER GIUSTIFICARE IL FATTO CHE HA FIRMATO UNA LEGGE SENZA CAPIRLA”


FELTRI: “AL DI LÀ DEL GIALLO DEL DECRETO FISCALE, CHE FORSE È UNA BARZELLETTA, RIMANE UN PROBLEMA DI DIFFICILE SOLUZIONE: CHI È IL PIÙ CRETINO DEL REAME? UN SOSPETTO LO AVREI…”

PEGGIO CHE BUFFONI
Alessandro Sallusti per “il Giornale”

SALLUSTISALLUSTI
Questi giocano a fare i ministri e inesorabile la Borsa cala, bruciando risparmi ormai in modo irrecuperabile almeno sul breve-medio, e lo spread sale accumulando debito pubblico e privato. Pensavamo che Di Maio fosse soltanto un dilettante, dopo quello che è successo l'altra sera con la denuncia del «decreto legge sul condono manomesso» cominciamo a pensare che sia pure imbecille. A memoria non si è mai visto un vicepremier che in diretta tv annuncia di voler portare a giudizio qualche suo collega per «manomissione di decreto legge».
LUIGI DI MAIOLUIGI DI MAIO

Ed è incredibile che lo stesso venga smentito e spernacchiato poco dopo addirittura dal presidente della Repubblica, che quel testo non l' ha mai visto e tantomeno ricevuto - né integro né taroccato - per la controfirma. Quindi i casi sono due. O Di Maio ha avuto le traveggole oppure si è inventato tutto per giustificare il fatto che ha firmato una legge senza leggerla o capirla. In ogni caso siamo di fronte a un suo reato, sicuramente politico e probabilmente penale, quello di procurato allarme sui conti pubblici.
luigi di maioLUIGI DI MAIO

Non sarà un caso che ieri mattina i mercati l' abbiano presa male e che la più potente organizzazione di Confindustria, l' Assolombarda, per bocca del suo presidente Carlo Bonomi (non certo un incendiario) ha lanciato un deciso «allarme governo».

Pensateci: come fa un imprenditore a programmare i suoi investimenti quando non sa se, quando e come, le tasse caleranno; se non ha chiaro se, quando e come, potrà pensionare i suoi dipendenti; se non può capire se, quando e come, ci sarà un condono; se è all' oscuro di se, quando e come, le grandi opere pubbliche partiranno; se non ha certezze sul fatto che l' Italia ha intenzione di rimanere nella Comunità europea, eccetera eccetera. Con i «se» i politici, soprattutto questi del nuovo corso, campano alla grande, ma con i «se» un imprenditore rischia il fallimento.

luigi di maio con la repubblicaLUIGI DI MAIO CON LA REPUBBLICA
Quando c' è qualche cosa che gli va storto Di Maio se la prende sempre e solo con (...
) (...) gli altri. Dal presidente della Repubblica (richiesta di impeachment) ai tecnici del ministero (minaccia di andarli a prendere con i coltelli), dallo spread che sale alla retromarcia rispetto alle promesse elettorali su Ilva, Tap, ponte di Genova, vaccini, università a numero aperto e ora condono, vigliacco che una volta dica: scusate, sono stato un buffone. No, è sempre colpa di qualcun altro: dell' Europa cattiva, dei predecessori ladri, dell' alleato infido. Sospetto che più che a un buffone siamo di fronte a uno la cui definizione finisce sempre per «...one» ma non inizia per «buff...». E che si è convinto di poter prendere tutti noi per poveri «...oni».
vittorio feltri (3)VITTORIO FELTRI

NESSUN ALLARME PARLANO TANTO MA COMBINANO POCO
Vittorio Feltri per “Libero Quotidiano”

Un po' di sano realismo per capire la situazione politica. Premessa. La Borsa regge, lo spread tutto sommato si mantiene a livelli accettabili e altri indicatori economici e finanziari non sono negativi. Cosa vuol dire? I mercati e gli stessi cittadini, nonostante le sparate del governo (specialmente della massiccia parte grillina), non tremano di paura davanti a certe follie imbarazzanti, per esempio quella relativa al reddito di cittadinanza, troppo oneroso per le vuote casse dello Stato. 

In altre umili parole, pochi di coloro che contano nel Paese credono nella realizzazione dei programmi onirici di Di Maio.

MICHELE EMILIANO LUIGI DI MAIOMICHELE EMILIANO LUIGI DI MAIO
In effetti, il ministro del Lavoro, dopo aver promesso al proprio elettorato mari e monti, ha dovuto rinunciare sia alle spiagge sia alle vette, rimanendo nella più piatta pianura. Voleva chiudere l' Ilva e l' ha obbligatoriamente tenuta aperta; si era impegnato a ostacolare il gasdotto pugliese che, invece, si farà perché indispensabile. Infine si è accorto che il reddito di cittadinanza non si può elargire per mancanza di fondi e ora sta cercando il modo per ridimensionare le somme da distribuire a chi non sgobba. Meglio così.

MICHELE EMILIANO LUIGI DI MAIOMICHELE EMILIANO LUIGI DI MAIO
Restano in piedi alcuni interrogativi inquietanti, per esempio il livellamento verso l'alto delle tariffe relative alla responsabilità civile delle assicurazioni. Il quale danneggerebbe gli automobilisti del Nord e agevolerebbe quelli del Sud, dediti all' imbroglio, cioè coloro che simulano incidenti e si fanno rimborsare le spese dalle Compagnie, costrette a pagare danni inesistenti.

Per togliere le penalizzazioni ai meridionali, sarebbe necessario aumentare gli oneri a carico dei settentrionali. Se passasse simile assurdo provvedimento, Salvini verrebbe schiacciato dalle proteste dei suoi supporter, e addio primato alle urne europee. Pare evidente che tale schifezza sarà cancellata per mano leghista.

luigi di maio 3LUIGI DI MAIO 
Un'ultima questione, le provvidenze ai giornali, quattro soldi in favore della stampa non speculativa, per esempio il quotidiano dei vescovi, l'Avvenire e Libero. Giggino pretende di depennarle forse perché odia la libertà di pensiero, ritenendo il proprio l' unico accettabile. Ignora che in quasi tutte le Nazioni del continente usa sostenere in modesta misura le pubblicazioni che contribuiscono al dibattito politico. Ma non è il punto.

È un fatto che l'abolizione delle prebende editoriali non è contemplata nel cosiddetto contratto tra pentastellati e leghisti, per cui ci appelliamo a Salvini affinché si opponga al taglio insensato. Per quanto riguarda la mannaia pronta a colpire le pensioni destinate a chi ha versato i contributi per una vita, occorre affidarsi alla Corte costituzionale.
luigi di maio 1LUIGI DI MAIO 

Le leggi retroattive sono illegali. Nonostante ciò, gli italiani, quelli che hanno un peso, non si stracciano le vesti, essendo persuasi che Di Maio e soci, pur essendo sprovveduti, non lo siano completamente. Pertanto si rassegneranno a comportarsi bene, evitando di sfasciare l' esecutivo. Tanto è vero che, almeno finora, non si è registrata la temuta catastrofe. Sperèm.

P.s. Per ciò che concerne il decreto fiscale che, secondo Giggino, sarebbe stato truccato da una manina misteriosa, la quale avrebbe introdotto nel testo elementi non concordati dalla maggioranza, non siamo in grado di capire cosa sia successo nelle austere stanze del governo. Due sono le ipotesi: o il ministro del Lavoro è stato imbrogliato o è stato lui a imbrogliare le carte. La seconda mi sembra la più probabile. Ma al di là di questo giallo, che forse è una barzelletta, rimane un problema di difficile soluzione: chi è il più cretino del reame? Un sospetto lo avrei, però non lo svelo perché penso ce l' abbia anche il lettore. In ogni caso il documento in questione, taroccato o no, non è mai arrivato al Quirinale. La comica continua.

Fonte: qui

mercoledì 16 maggio 2018

FATE ENTRARE I CLOWN! – SALLUSTI: “MAMMA MIA IN CHE MANI RISCHIAMO DI FINIRE. UNA COMICA, QUESTO È L'UNICO MODO DI DEFINIRE LA TRATTATIVA TRA DI MAIO E SALVINI PER PROVARE A FORMARE UN GOVERNO’’

TRAVAGLIO: "TUTTI SI INDIGNANO, EPPURE NESSUNO SI È SCANDALIZZATO SE LA MERKEL, DOPO LE URNE, PER TRATTARE CON GLI UNI E CON GLI ALTRI E POI PER SCRIVERE IL CONTRATTO DI GOVERNO, SONO TRASCORSI SEI MESI’’

DILETTANTI ALLO SBARAGLIO
Alessandro Sallusti per il Giornale

SALLUSTI TRAVAGLIOSALLUSTI TRAVAGLIO
Mamma mia in che mani rischiamo di finire. Una comica, questo è l' unico modo di definire la trattativa tra Di Maio e Salvini per provare a formare un governo.

Ore di inutili riunioni su un finto programma, roboanti dichiarazioni alla stampa sul fatto che «qui si fa la storia», caccia disperata a un candidato premier che data la situazione non può esistere se non di quarta fila. E infine, ieri, il presidente Mattarella che svela il bluff e rimanda tutti a casa, rischiando lui stesso di rimanere travolto dalle risate degli italiani.

SALVINI DI MAIOSALVINI DI MAIO
Perché tra Di Maio e Salvini non c' è accordo su nulla, e se per disperazione alla fine di questo calvario pur di governare dovessero fingere di averlo trovato, ne vedremo delle belle.
Immaginiamo la faccia di Mattarella quando ieri Di Maio gli ha detto che, prima che a lui, il contenuto di un eventuale accordo sarà sottoposto al voto online sulla piattaforma del Movimento Cinque Stelle.

Come dire: tu non conti nulla, il nostro Quirinale è la Casaleggio & associati, una società privata che gestisce in maniera molto discussa e poco trasparente la vita pubblica e privata dei grillini. Pensavamo di essere in una Repubblica parlamentare, non in una Spa, perché un conto è «rinnovare i riti della politica», altro è elevare lo statuto della Casaleggio a Costituzione.

SALVINI DI MAIO E LA TRATTATIVA LEGA M5SSALVINI DI MAIO E LA TRATTATIVA LEGA M5S

A questo punto bisogna tornare alla domanda che già ci siamo fatti in questi giorni. Ma Matteo Salvini e la Lega che ci azzeccano, per dirla alla Di Pietro, con queste pagliacciate? Perché si ostinano a trascinare i loro elettori nella palude grillina, inseguendo Di Maio sul terreno della democrazia (finta) basata sui gazebo (sabato anche la Lega farà un referendum farsa) invece che sulle responsabilità che gli eletti, e soprattutto i leader, sono chiamati a prendersi?
SALVINI DI MAIO PROVA COSTUMESALVINI DI MAIO PROVA COSTUME

Più passano le ore, più si entra nel non senso, più una risposta inquietante si fa strada nei pettegolezzi politici. E se Matteo Salvini avesse già deciso che il suo orizzonte non è più, e mai più sarà, il centrodestra, ma una qualche alleanza con il partito di Grillo per spartirsi per lungo tempo potere e poltrone più che per governare? Mi auguro di no, per quanto lo conosco lo escludo, ma proprio per questo si attendono segnali chiari.





IL BALLO DEI DEBUTTANTI

Marco Travaglio per il Fatto Quotidiano - ESTRATTO

salvini di maioSALVINI DI MAIO
Scrivere del governo Salvimaio che pare stia per nascere è come camminare sulle uova. Perché né Di Maio né Salvini hanno alcuna esperienza di governo, dunque siamo al ballo dei debuttanti. E perché tutto ciò che sta avvenendo è senza precedenti. Mai le elezioni avevano partorito due vincitori parziali e opposti, come i 5Stelle e la coalizione di centrodestra. Mai due partiti dichiaratamente anti-sistema avevano formato una maggioranza di governo contro quelle che, in alternanza o in unione fra loro, hanno monopolizzato l' intera Seconda Repubblica.

MERKEL TRA I SOLDATIMERKEL TRA I SOLDATI
Mai due forze politiche così distanti ed eterogenee avevano provato a mettersi insieme in base a un contratto di governo (detto infatti "alla tedesca" perché l' abbiamo importato dagli ultimi due governi di coalizione in Germania fra la Merkel e i socialdemocratici). 

Mai il programma di governo era stato condizionato all' approvazione degli iscritti ai due partiti contraenti.

Mai una coalizione aveva "prestato" il suo primo partito al governo, lasciando consensualmente gli altri due all' opposizione. 

E mai un governo nascente aveva raccolto l' unanime ostilità di tutti i poteri: europei e italiani, politici ed economici, lobbistici e mediatici. 

Mutatis mutandis, a Roma si sta replicando quel che è appena accaduto a Berlino: con la non indifferente differenza che a Berlino si sono (ri)uniti i partiti che governavano anche prima, mentre a Roma si stanno unendo per la prima volta due forze che negli ultimi 7 anni erano state all' opposizione.
ANGELA MERKEL GIURA DA CANCELLIERE PER LA QUARTA VOLTAANGELA MERKEL GIURA DA CANCELLIERE PER LA QUARTA VOLTA

Eppure nessuno si è scandalizzato se la Merkel, dopo le urne, ha aperto due forni opposti: prima l' alleanza con i liberali e i verdi e poi, fallita quella, l' alleanza con l' Spd. 

Nessuno si è scandalizzato se, per trattare con gli uni e con gli altri e poi per scrivere il contratto di governo, sono trascorsi sei mesi. 

E nessuno si è scandalizzato, anzi tutti hanno festeggiato la grande pagina di democrazia, se l' Spd ha sottoposto quel contratto al referendum tra gli iscritti.
DALEMA RENZI BERLUSCONI E DI MAIO COME I CUGINI DI CAMPAGNADALEMA RENZI BERLUSCONI E DI MAIO COME I CUGINI DI CAMPAGNA



Invece tutti si indignano se, in ossequio al risultato elettorale e al sistema proporzionale, Di Maio ha proposto un contratto di governo sia al Pd (che ha sdegnosamente rifiutato, dopo aver finto di volerci provare) sia alla Lega (che ci ha sempre sperato, anche se Salvini s' è seduto al tavolo solo quando B. l' ha autorizzato). Tutti si indignano se M5S e Lega annunciano un referendum tra gl' iscritti sul contratto di governo.

luigi di maio berlusconi salvini meloniLUIGI DI MAIO BERLUSCONI SALVINI MELONI





E se, dopo meno di una settimana di negoziati, non abbiamo ancora il premier, i ministri e il programma stampato. 

Se fosse questo il problema del governo (forse) nascente, potremmo dormire tranquilli.

Fonte: qui