9 dicembre forconi: risarcimento danni
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domenica 24 marzo 2019

L’ASSURDA VICENDA GIUDIZIARIA DEI FIGLI DI MARIANNA MANDUCA, LA CATANESE UCCISA A COLTELLATE IL 3 OTTOBRE 2007 DAL MARITO: ORA LO STATO CHIEDE INDIETRO IL RISARCIMENTO CONCESSO IN PRIMO GRADO PERCHÉ TANTO L'UOMO...L’AVREBBE UCCISA LO STESSO!

DAVVERO LA SUA MORTE NON POTEVA ESSERE EVITATA, NONOSTANTE LA DONNA AVESSE FIRMATO 12 DENUNCE?

Giusi Fasano per il “Corriere della Sera”

marianna manducaMARIANNA MANDUCA
È la resa. È lo Stato che alza bandiera bianca e in una sentenza scrive, in sostanza, che l' omicidio di Marianna Manduca non poteva essere evitato. È lo Stato che ammette l' inammissibile, e cioè che qualunque cosa il sistema Giustizia avesse fatto per intercettare le esigenze di lei, lui - suo marito - l' avrebbe comunque uccisa. Una specie di vittima predestinata, Marianna. E, dodici anni dopo la sua morte, oggi diventano più vittime di quanto lo siano mai stati anche i suoi tre figli, ancora tutti minorenni.

A loro il verdetto di primo grado aveva concesso un risarcimento perché la magistratura non aveva fatto abbastanza per proteggere la mamma. A loro adesso la sentenza d' appello chiede di restituire tutto. È lo Stato (formalmente la presidenza del Consiglio) che chiede i soldi indietro a tre orfani. Marianna, 32 anni, vita e famiglia a Palagonia, in provincia di Catania, fu uccisa a coltellate il 3 ottobre del 2007 da suo marito, Saverio Nolfo, poi condannato a 21 anni di carcere.
saverio nolfoSAVERIO NOLFO

Lei aveva firmato 12 denunce contro di lui: d' accordo. Nelle ultime aveva spiegato che lui si era presentato con un coltello e che le minacce di sempre erano diventate tangibili: va bene. Era un uomo pericoloso e le aveva promesso di ammazzarla: certo. Ma «ritiene la Corte» che a nulla sarebbe valso sequestrargli il coltello con cui l' ha uccisa «dato il radicamento del proposito criminoso e la facile reperibilità di un' arma simile».

Nemmeno «l' interrogatorio dell' uomo avrebbe impedito l' omicidio della giovane donna», scrivono i giudici. Tutt' al più lui avrebbe capito «di essere attenzionato dagli inquirenti». Men che meno avrebbe avuto effetto una perquisizione a casa sua per scovare il coltello mostrato a lei minacciosamente. In pratica, «ritiene la Corte», che «l' epilogo mortale della vicenda sarebbe rimasto immutato».
marianna manduca 1MARIANNA MANDUCA

Ventuno pagine di sentenza per descrivere il senso di totale impotenza della magistratura (in quel caso la Procura di Caltagirone) davanti alle suppliche di aiuto di Marianna. E per smentire la decisione di primo grado che invece aveva parlato di «grave violazione di legge con negligenza inescusabile» nel «non disporre nessun atto di indagine rispetto ai fatti denunciati» e nel «non adottare nessuna misura per neutralizzare la pericolosità di Saverio Nolfo».

marianna manduca 2MARIANNA MANDUCA
Il giudizio d' appello, invece, sostiene che la Procura fece il possibile date le leggi del momento (ancora non c' era la legge sullo stalking). Dice che - è vero - non eseguì la perquisizione e quindi non sequestrò il coltello, ma le due non-azioni, appunto, non sarebbero bastate a scongiurare il peggio.

marianna manduca 3MARIANNA MANDUCA




Per i maltrattamenti e le minacce di morte era previsto anche allora l' arresto (quello sì che avrebbe scongiurato il delitto) ma i comportamenti di Nolfo non furono interpretati all' epoca, e non lo sono in questa sentenza, come gravi: «Non consentivano l' applicazione della misura cautelare». Nemmeno quando lui accolse Marianna mostrandole un coltello a serramanico con il quale finse di pulirsi le unghie. Nessuna responsabilità significa niente risarcimento, «e se la Cassazione non rivedrà il giudizio per i miei figli sarà la rinuncia al futuro che avevano sperato, per esempio all' università» si tormenta Carmelo Calì, il cugino di Marianna che, già padre di due figli, subito dopo l' omicidio adottò i suoi tre bambini senza averli mai conosciuti prima.
marianna manduca1MARIANNA MANDUCA

È suo il nome che figura nella causa contro la presidenza del Consiglio. I suoi avvocati, Licia D' Amico e Alfredo Galasso, si dicono «sconcertati» e parlano di una magistratura che «dovrebbe riflettere su questa permanente tendenza all' autoassoluzione». Fa sentire la sua voce anche Mara Carfagna, che definisce la sentenza «sconvolgente» e scrive: «La Corte d' Appello dice agli orfani e a tutti noi che quel femminicidio non poteva essere evitato, denunciare i violenti è vano». Per Marianna andò esattamente così: dodici denunce. Tutto vano.

Fonte: qui

domenica 10 marzo 2019

IL DIRETTORE DEL “GIORNALE” DOPO LA SENTENZA CHE CONDANNA L’ITALIA A RISARCIRLO PER L’ARRESTO DEL 2012

“OVVIAMENTE SONO CONTENTO, MI SPIACE SOLO CHE A PAGARE IL CONTO DEBBA ESSERE LO STATO E NON GLI AUTORI MATERIALI DELLA PORCATA, CIOÈ QUEI MAGISTRATI CHE MI HANNO TRATTATO, E BOLLATO, COME DELINQUENTE ABITUALE” 

“NON DIMENTICO CHE ALLA CONDANNA SEGUÌ UN PROCESSO SOMMARIO DEI PROBIVIRI DELL’ORDINE CHE…”

ARRESTARMI FU INGIUSTO ECCO A CHI BRINDO
Alessandro Sallusti per “il Giornale”

patrizia groppelli alessandro sallustiPATRIZIA GROPPELLI ALESSANDRO SALLUSTI
La Corte europea dei diritti dell' uomo ha condannato ieri lo Stato italiano a risarcirmi, con dodicimila euro più le spese, per l' ingiusta detenzione che ho subito nel novembre del 2012 in seguito alla sentenza definitiva a un anno e mezzo di carcere nel processo per diffamazione e omesso controllo, intentato contro di me dal giudice Giuseppe Cocilovo. Si è trattato - dice la Corte - di una forzatura della magistratura italiana che in spregio al diritto ha violato la libertà di informazione e «cagionato sofferenze» al sottoscritto.
SALLUSTI E FELTRISALLUSTI E FELTRI

Ovviamente sono contento, mi spiace solo che a pagare il conto debba essere lo Stato e non gli autori materiali della porcata, cioè quei magistrati che mi hanno trattato, e bollato, come delinquente abituale, prendendo evidentemente fischi per fiaschi. Alcuni dei quali ancora oggi mi perseguitano con cause e querele per essermi difeso, in quei giorni caldi, dalle loro accuse.
vittorio feltri alessandro sallustiVITTORIO FELTRI ALESSANDRO SALLUSTI



La sentenza, più che per la mia trascurabile figura, dovrebbe essere importante per tutta la categoria, esposta com' è agli umori e alle incursioni politiche della magistratura. Non mi illudo che sia così (ieri la notizia è stata snobbata da quasi tutti i siti giornalistici) perché c' è una buona fetta di colleghi dichiaratamente di sinistra che di quella magistratura è succube, quando non complice, e che al mio arresto brindò senza neppure nasconderlo.

alessandro sallusti a la confessione di peter gomez 2ALESSANDRO SALLUSTI A LA CONFESSIONE DI PETER GOMEZ
Non dimentico che alla condanna seguì - caso senza precedenti - un processo sommario dei probiviri dell' Ordine che terminò con una condanna di sospensione dalla professione (poi annullata in Appello) nonostante il presidente della Repubblica avesse già, dopo poche settimane di domiciliari, annullato la pena detentiva giudicandola abnorme e ingiusta.

dandolo patrizia d asburgo alessandro sallustiDANDOLO PATRIZIA D'ASBURGO ALESSANDRO SALLUSTI






I giudici che hanno sbagliato a condannarmi non pagheranno, i colleghi che mi sospesero non finiranno a loro volta sotto processo disciplinare per il loro errore, commesso in un mix di malafede e pregiudizio in quanto direttore del giornale della famiglia Berlusconi. Anzi, sono certo che ancora oggi sia i primi sia i secondi si vantino di quello che hanno fatto, del resto l' ideologia è sorda, cieca e muta di fronte alla verità.

C' è voluta la «cattiva» Europa per imporre a questo Paese un po' di giustizia a prescindere dalle idee politiche degli attori in campo. Per questi motivi non ho intenzione di rendere noti, come vorrebbe la prassi, non devolverò in beneficenza l' indennizzo. Pagherò da bere, alla faccia di giudici e colleghi che mi hanno umiliato, ai non pochi che si schierarono dalla mia parte. Siete tutti invitati, paga lo Stato. Fonte: qui