9 dicembre forconi: infezione
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sabato 24 agosto 2019

"Il successo è evidente": finalmente abbiamo una cura per l'Ebola

Sembra che finalmente abbiamo una cura per l'Ebola , secondo Wired .
Scienziati e medici nella Repubblica Democratica del Congo hanno condotto una sperimentazione clinica di nuovi farmaci per cercare di combattere un focolaio di Ebola che dura da più di un anno. Lunedì, presso l'Organizzazione mondiale della sanità, i co-sponsor della sperimentazione hanno annunciato che due di questi trattamenti sperimentali sembrano aumentare notevolmente i tassi di sopravvivenza. In precedenza, era stato dimostrato che un vaccino proteggeva le persone dalla cattura di Ebola, ma i nuovi trattamenti sono ora efficaci per le persone che sono già state infettate.
Jean-Jacques Muyembe, direttore generale dell'Istituto nazionale per la ricerca biomedica nella RDC, ha dichiarato: 
"D'ora in poi, non diremo più che l'Ebola è incurabile."
I pazienti in quattro centri di trattamento nell'est del paese, dove l'epidemia è la peggiore, sono stati assegnati in modo casuale a ricevere una delle quattro terapie sperimentali. Un farmaco è un antivirale chiamato remdesivir, mentre gli altri usano anticorpi monoclonali. Gli scienziati hanno messo insieme queste grandi proteine ​​a forma di Y per riconoscere forme specifiche di batteri e virus invasori e quindi reclutare cellule immunitarie per attaccare i patogeni.

Uno di questi farmaci si chiama ZMapp, che era costantemente nelle notizie nel 2014 ed è attualmente considerato lo standard di cura durante le epidemie di Ebola. Ha un tasso di mortalità del 49%, secondo Anthony Fauci, direttore dell'Istituto nazionale di allergie e malattie infettive del NIH.

L'obiettivo del processo, iniziato a novembre, era vedere se qualcuno di questi farmaci potesse superare il tasso di mortalità di ZMapp. I tassi di mortalità da ebola senza trattamento sono superiori al 75%I risultati sono stati eccezionalmente promettenti:
Il cocktail di anticorpi monoclonali prodotto da una società chiamata Regeneron Pharmaceuticals ha avuto il maggiore impatto sulla riduzione dei tassi di mortalità, fino al 29 per cento, mentre l'anticorpo monoclonale NIAID, chiamato mAb114, aveva un tasso di mortalità del 34 percento. I risultati sono stati più sorprendenti per i pazienti che hanno ricevuto trattamenti subito dopo essersi ammalati, quando le loro cariche virali erano ancora basse: i tassi di mortalità sono scesi all'11% con mAb114 e solo al 6% con il farmaco di Regeneron, rispetto al 24% con ZMapp e al 33% con Remdesivir .
I farmaci a base di anticorpi monoclonali sono diventati popolari nella medicina moderna, aiutando a combattere malattie come il cancro e il lupus.
Sul lato negativo, ci vogliono anni di ingegneria inversa per creare questi tipi di farmaci. ZMapp, ad esempio, è stato creato infettando i topi con Ebola e quindi raccogliendo gli anticorpi prodotti dai topi contro il virus. Da lì, quegli anticorpi dovevano essere progettati per assomigliare di più a quelli umani, in modo da non provocare una reazione immunitaria.
Poiché l'Ebola si infiltra nelle cellule delle vittime usando proteine ​​appuntite sul guscio esterno del virus, i ricercatori cercano anticorpi che fanno un buon lavoro di legame con queste proteine. Da lì, se l'accesso è bloccato, il virus non può replicarsi e diffondersi. L'ebola è particolarmente difficile perché è grande e ha la capacità di cambiare forma, rendendo difficile a qualsiasi anticorpo bloccare la sua infezione. Questo è il motivo per cui è favorevole un approccio cocktail di farmaci, come il prodotto Regeneron, che è una combinazione di tre anticorpi monoclonali generati inizialmente nei topi.

Altri hanno anche suggerito che l'estrazione del siero dei sopravvissuti all'ebola e la raccolta del DNA per produrre anticorpi potrebbero funzionare. Ciò potrebbe almeno fornire una serie di istruzioni genetiche per produrre anticorpi con una comprovata esperienza contro un virus. Questo è quello che fa il mAb114 del NIH: usa l'anticorpo isolato dal sangue di un sopravvissuto da un focolaio del 1995.
Dall'annuncio, è previsto un nuovo processo per dare il via al confronto diretto tra il farmaco di Regeneron e mAb114, che viene prodotto da una società con sede in Florida chiamata Ridgeback Biotherapeutics. D'ora in poi, tutte le unità di trattamento con Ebola nella zona dell'epidemia somministreranno solo i due farmaci anticorpali monoclonali più efficaci.
Il direttore dell'OMS Mike Ryan ha dichiarato:  “Le notizie di oggi ci mettono un ulteriore passo per salvare più vite. Il successo è chiaro. Ma c'è anche una tragedia legata al successo. La tragedia è che non vengono trattate abbastanza persone. Stiamo ancora vedendo troppe persone che stanno lontane dai centri di trattamento, persone che non vengono trovate in tempo per beneficiare di queste terapie. "
Dall'inizio dello scorso agosto nella Repubblica democratica del Congo, oltre 2.800 persone sono state contagiate e 1.794 sono morte. Fonte: qui

martedì 8 maggio 2018

“HO MINACCIATO I MEDICI CHE MI SAREI TAGLIATO LA GAMBA CON UNA MOTOSEGA”

UN PADRE DI 46 ANNI È STATO MORSO A UNA CAVIGLIA DA UN RAGNO MENTRE LAVORAVA 

L’UOMO È ARRIVATO IN OSPEDALE CON UN’INFEZIONE E UNA INSUFFICIENZA RENALE 

I DOTTORI GLI HANNO DOVUTO AMPUTARE UNA GAMBA


andy perry 6ANDY PERRY 
«Il dolore era così lancinante che ho minacciato i medici con una motosega». La vita di Andy Perry, 46 anni, è cambiata per sempre nel giro di poche ore: poco prima stava lavorando a una staccionata in un giardino di Thorpe Astley, nel Leicestershire, poco dopo era piegato in due dal dolore a causa di un morso di una falsa vedova nera. Il ragno gli ha provocato un’infezione tale da far optare i dottori per l’amputazione della gamba destra.  
andy perry 7ANDY PERRY 



L’uomo, dopo aver lavorato a una staccionata nel giardino di un'abitazione, una volta tornato a casa aveva iniziato a stare male. «Stavo badando ai miei figli di 8 e 5 anni, ma non mi sentivo bene. L’indomani mi sono svegliato con un dolore alla parte bassa della schiena e ho trascorso il weekend a vomitare. 
andy perry 5ANDY PERRY 

Sono andato da un medico che mi ha dato un antibiotico e mi ha rispedito a casa: sono quasi morto per la sepsi. Quando sono arrivato in ospedale avevo un’insufficienza renale e un’infezione terribile: sono rimasto ricoverato per una settimana, ma i dolori erano allucinanti».

Dalle analisi del sangue è emerso che a morderlo possa essere stato una falsa vedova nera. «I segni delle punture erano appena sopra la linea del calzino - ha detto Andy -  L'unica cosa che posso pensare è che il ragno mi abbia morso velocemente dopo che lo avevo sfiorato».
andy perry 4ANDY PERRY 

Dopo giorni di dolori lancinanti, Andy è tornato in ospedale: «Ho minacciato i chirurghi che mi sarei tagliato la gamba con una motosega. Volevano attendere per l’amputazione, ma io non ce la facevo più.

andy perry 3ANDY PERRY
La gamba è stata tagliata il 13 marzo scorso, ora dovrebbe essere guarita, ma ho avuto una seconda infezione e quindi sono tornato in sala operatoria il 27 aprile. Adesso devo pensare a far rimarginare la ferita per poi mettere una protesi e riuscire a tornare a lavorare.
andy perry 2ANDY PERRY 




Abbiamo vissuto con lo stipendio di mia moglie, ora spero di poter raccogliere dei fondi per rendere il mio giardino accessibile con la sedie a rotelle. Voglio tornare a giocare con i miei figli».

Negli ultimi quattro anni il Regno Unito ha visto un incremento di questa tipologia di ragni a causa dell’aumento delle temperature. Questo ragno è solitamente innocuo e non mortale, a differenza di quello della “cugina” vedova nera che può uccidere in poche ore.


giovedì 14 settembre 2017

FEBBRE CHIKUNGUNYA: A ROMA STOP ALLE DONAZIONI PER EVITARE IL DIFFONDERSI DEL VIRUS, A RISCHIO LE SCORTE DI SANGUE

EMERGENZA NEGLI OSPEDALI PER 1,3 MILIONI DI CITTADINI 
PER LA REGIONE L’ORDINANZA PER LA DISINFESTAZIONE E’ARRIVATA IN RITARDO
Francesca Angeli per il Giornale

CHIKUNGUNYA - STOP ALLE DONAZIONICHIKUNGUNYA - STOP ALLE DONAZIONI
Scorte ematiche a rischio.

É scattato il blocco delle donazioni anche per Roma. Il Centro Nazionale Sangue ha diramato una circolare che sospende le donazioni di sangue ed emocomponenti nella Asl 2 del Comune di Roma, ovvero per 1.295.212 abitanti. 

Stop che coinvolge anche i donatori che hanno soggiornato in quella zona della capitale per 28 giorni. 

Un provvedimento reso necessario dall' incremento dei casi di infezione da Chikungunya, virus simile all' influenza che può essere trasmesso dalla zanzara tigre, specie oramai autoctona anche in Italia.

La sospensione totale delle donazioni riguarda solo i comuni di Roma e di Anzio. Ma purtroppo sono a rischio anche le scorte. Le sacche raccolte al di fuori dell' area interessata dall' infezione devono essere messe in «quarantena» come spiegano dal CNS.

«In tutte le altre aree della Regione, in base all' assunzione di un minor livello di rischio di infezione, al sangue raccolto verrà applicata una quarantena di 5 giorni se il donatore ha soggiornato in una delle due città colpite», si spiega in una nota mentre il direttore del CNS, Giancarlo Maria Liumbruno, precisa di aver attivato «tutte le misure possibili per evitare eventuali carenze a Roma a partire dalla mobilitazione delle scorte accantonate per le maxiemergenze».

CHIKUNGUNYA - STOP ALLE DONAZIONICHIKUNGUNYA - STOP ALLE DONAZIONI
I casi di Chikungunya registrati fino ad ora sono 17, di cui 6 a Roma. Gli altri casi monitorati nel comune di Anzio riguardano residenti o persone che hanno soggiornato nella cittadina nelle scorse settimane. 

La Chikungunya si presenta come un' influenza con febbre alta ma caratterizzata da forti dolori articolari. 

Nella maggioranza dei casi la malattia ha esito benigno.

I casi gravi sono rari e di solito coinvolgono soggetti con patologie pregresse. Allora perché il diffondersi del virus desta tanta preoccupazione? 

Purtroppo per la Chikungunya non esiste un test di riconoscimento.

Dunque in caso di un prelievo del sangue finalizzato alla donazione non è possibile verificare se il donatore sia infetto.

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L' unica scelta in caso di presenza del virus nella zona interessata alle donazioni è quella di bloccarle. Lo stop era già stato imposto nella zona di Anzio ma ovviamente le conseguenze di un blocco che riguarda Roma sono molto più pesanti.

Una situazione molto più grave rispetto a quella provocata dallo stop imposto qualche settimana fa alle donazioni a causa della diffusione del virus del West Nilo, per il quale invece esiste un test di riconoscimento e dunque è molto più facilmente contenibile.

E ovviamente anche su questo fronte è scattata la polemica politica. Al centro della bufera ancora una volta la prima cittadina della capitale, Virginia Raggi. La Regione Lazio fa notare di aver sollecitato il Campidoglio una settimana fa affinché procedesse alla disinfestazione delle aree interessate dal virus. L' unico modo per fermare la diffusione infatti è eliminare il vettore attraverso il quale si propaga, ovvero le zanzare. E anche il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, si era detta molto preoccupata per la situazione conseguente alla Chikungunya esortando il Comune di Roma a procedere alla disinfestazione. «È passato troppo tempo dalla prima richiesta di intervento da parte della Asl che risale al 7 settembre», aveva detto la Lorenzin.

Ma la Raggi ha respinto le accuse e ieri ha firmato l' ordinanza di disinfestazione per contrastare l' emergenza sanitaria causata dalla Chikungunya in tutte le aree «dove si sono verificati i casi clinici notificati dalle Asl».

Fonte: qui

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