9 dicembre forconi: Chikungunya
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lunedì 18 settembre 2017

PER COMBATTERLE, LA RAGGI HA USATO UN RIMEDIO BIO: BACILLI CHE ATTACCANO LE LARVE. MA NON HA FUNZIONATO

COSI’, SE I ROMANI VENGONO PUNTI E’ COLPA DI ANZIO CHE NON HA FATTO DISINFESTAZIONI APPROPRIATE 
INSOMMA, IL SOLITO SCARICABARILE DELLA SINDACA. VUOL FAR CREDERE CHE GLI INSETTI IN CITTA’ SONO IMMIGRATI DALLA COSTA 
Angelo Amante per Il Giornale

zanzara maschioZANZARA MASCHIO
Grilli e zanzare. Se Roma è invasa dagli insetti veicolo del virus Chikungunya, il motivo non è il flop della disinfestazione biologica messa in atto dalla giunta 5 Stelle. Per l' assessora alla Sostenibilità, Pinuccia Montanari, la Capitale «è stata danneggiata dalle disinfestazioni inefficaci di altri comuni laziali». Il bersaglio è la cittadina costiera di Anzio: «Roma, con 2.875.364 abitanti ha subito 6 casi di contagio. Anzio, con 54.211 abitanti, ben 19».

RAGGIRAGGI
Per la città eterna, rivendica la Montanari «parlano i numeri». Sulla scelta di usare il batterio sporigeno Bacillus thuringiensis sphaericus per debellare le zanzare tigre, l' amministrazione grillina non accetta critiche. E per scansarle si cimenta nel suo gioco preferito: lo scaricabarile. Il Bacillus è in grado di provocare la distruzione del tratto digerente e la morte delle larve di zanzara da cui viene ingerito. I batteri sono stati versati nei tombini della Capitale in primavera. Ma se i romani passano le giornate a schiacciare gli insetti e il virus è sempre in circolazione, significa che il sistema pensato per non spargere sostanze nocive in giro per la città non ha funzionato granché.
LARVE ZANZARALARVE ZANZARA

La soluzione era già stata sperimentata nel 2014, con risultati scadenti. Tanto che a palazzo Senatorio avevano deciso di metterci una pietra sopra e tornare ai più efficaci prodotti chimici. La giunta di Virginia Raggi ha deciso di rispolverare il rimedio bio in nome del proprio credo ambientalista, oltre che per risparmiare qualche soldo.

«La nuova ordinanza Raggi è servita per permettere gli interventi anche sul suolo privato. Nessun passo indietro e nessun ritardo da parte nostra. I trattamenti adulticidi erano già previsti», dice la Montanari. L' assessora sottolinea che «mentre i nostri trattamenti preventivi a bassa tossicità hanno funzionato molto meglio degli altri, ci chiediamo cosa hanno fatto le altre amministrazioni per garantire la salute dei cittadini».
CHIKUNGUNYA - STOP ALLE DONAZIONICHIKUNGUNYA - STOP ALLE DONAZIONI

Poi avverte: «Su questo caso andremo fino in fondo, per ristabilire la verità e valuteremo tutte le azioni possibili, anche legali, denunciando il procurato allarme e la diffusione di notizie false». Una risposta alle accuse lanciate dall' ex presidente della società dei rifiuti Ama, Piergiorgio Benvenuti, che aveva criticato il piano disinfestazione messo in atto dal Campidoglio.

ANZIOANZIO
Il sindaco di Anzio, Luciano Bruschini, non ci sta a passare per «untore»: «Non so cosa facciano a Roma, ma noi in questo periodo di emergenza disinfestiamo quotidianamente tutti i quartieri della città». E aggiunge: «La Regione ci ha chiesto di inviare il programma degli interventi previsti e lo abbiamo fatto. Il primo settembre, quando l' Asl ci ha segnalato il focolaio di Chikungunya in località Cincinnato, abbiamo provveduto la sera stessa».

Questa mattina è intanto in programma una nuova riunione negli uffici della Regione Lazio per valutare le strategie messe in atto dalle città in cui si sono verificati i contagi.

Fonte: qui

giovedì 14 settembre 2017

FEBBRE CHIKUNGUNYA: A ROMA STOP ALLE DONAZIONI PER EVITARE IL DIFFONDERSI DEL VIRUS, A RISCHIO LE SCORTE DI SANGUE

EMERGENZA NEGLI OSPEDALI PER 1,3 MILIONI DI CITTADINI 
PER LA REGIONE L’ORDINANZA PER LA DISINFESTAZIONE E’ARRIVATA IN RITARDO
Francesca Angeli per il Giornale

CHIKUNGUNYA - STOP ALLE DONAZIONICHIKUNGUNYA - STOP ALLE DONAZIONI
Scorte ematiche a rischio.

É scattato il blocco delle donazioni anche per Roma. Il Centro Nazionale Sangue ha diramato una circolare che sospende le donazioni di sangue ed emocomponenti nella Asl 2 del Comune di Roma, ovvero per 1.295.212 abitanti. 

Stop che coinvolge anche i donatori che hanno soggiornato in quella zona della capitale per 28 giorni. 

Un provvedimento reso necessario dall' incremento dei casi di infezione da Chikungunya, virus simile all' influenza che può essere trasmesso dalla zanzara tigre, specie oramai autoctona anche in Italia.

La sospensione totale delle donazioni riguarda solo i comuni di Roma e di Anzio. Ma purtroppo sono a rischio anche le scorte. Le sacche raccolte al di fuori dell' area interessata dall' infezione devono essere messe in «quarantena» come spiegano dal CNS.

«In tutte le altre aree della Regione, in base all' assunzione di un minor livello di rischio di infezione, al sangue raccolto verrà applicata una quarantena di 5 giorni se il donatore ha soggiornato in una delle due città colpite», si spiega in una nota mentre il direttore del CNS, Giancarlo Maria Liumbruno, precisa di aver attivato «tutte le misure possibili per evitare eventuali carenze a Roma a partire dalla mobilitazione delle scorte accantonate per le maxiemergenze».

CHIKUNGUNYA - STOP ALLE DONAZIONICHIKUNGUNYA - STOP ALLE DONAZIONI
I casi di Chikungunya registrati fino ad ora sono 17, di cui 6 a Roma. Gli altri casi monitorati nel comune di Anzio riguardano residenti o persone che hanno soggiornato nella cittadina nelle scorse settimane. 

La Chikungunya si presenta come un' influenza con febbre alta ma caratterizzata da forti dolori articolari. 

Nella maggioranza dei casi la malattia ha esito benigno.

I casi gravi sono rari e di solito coinvolgono soggetti con patologie pregresse. Allora perché il diffondersi del virus desta tanta preoccupazione? 

Purtroppo per la Chikungunya non esiste un test di riconoscimento.

Dunque in caso di un prelievo del sangue finalizzato alla donazione non è possibile verificare se il donatore sia infetto.

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L' unica scelta in caso di presenza del virus nella zona interessata alle donazioni è quella di bloccarle. Lo stop era già stato imposto nella zona di Anzio ma ovviamente le conseguenze di un blocco che riguarda Roma sono molto più pesanti.

Una situazione molto più grave rispetto a quella provocata dallo stop imposto qualche settimana fa alle donazioni a causa della diffusione del virus del West Nilo, per il quale invece esiste un test di riconoscimento e dunque è molto più facilmente contenibile.

E ovviamente anche su questo fronte è scattata la polemica politica. Al centro della bufera ancora una volta la prima cittadina della capitale, Virginia Raggi. La Regione Lazio fa notare di aver sollecitato il Campidoglio una settimana fa affinché procedesse alla disinfestazione delle aree interessate dal virus. L' unico modo per fermare la diffusione infatti è eliminare il vettore attraverso il quale si propaga, ovvero le zanzare. E anche il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, si era detta molto preoccupata per la situazione conseguente alla Chikungunya esortando il Comune di Roma a procedere alla disinfestazione. «È passato troppo tempo dalla prima richiesta di intervento da parte della Asl che risale al 7 settembre», aveva detto la Lorenzin.

Ma la Raggi ha respinto le accuse e ieri ha firmato l' ordinanza di disinfestazione per contrastare l' emergenza sanitaria causata dalla Chikungunya in tutte le aree «dove si sono verificati i casi clinici notificati dalle Asl».

Fonte: qui

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