9 dicembre forconi: usura
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lunedì 11 novembre 2019

COME L’EUROPA CI HA RUBATO IL FUTURO

Notizia facile che copio da  Fabio Dragoni.
Mentre il governo grillo-piddino cerca di tassare gli idraulici e le badanti pagate in nero, si sta perdendo 24  miliardi di profitti aziendali che, invece di farsi tassare in Italia, emigrano verso i paradisi fiscali – spesso, situati  in UE.

L’economista Zibordi e Becchi su La Verità.

Verità  corroborata da questo studio (segnalato da Bagnai):

Il 40% degli utili multinazionali viene spostato in paradisi fiscali ogni anno

I ricercatori dell’Università della California, di Berkeley e dell’Università di Copenaghen stimano che quasi il 40% degli utili multinazionali (oltre $ 650 miliardi nel 2016) vengano trasferiti in paradisi fiscali ogni anno. Questo spostamento riduce le entrate delle imposte sul reddito delle società di quasi $ 200 miliardi, ovvero il 10% delle entrate fiscali globali delle società.
[…]
A livello globale, le aziende multinazionali hanno spostato oltre 650 miliardi di dollari di profitti in paradisi fiscali nel 2016 e questo spostamento ha ridotto le entrate fiscali globali delle società di quasi il 10%.
Le aziende multinazionali spostano i profitti in paradisi fiscali per ridurre le loro bollette fiscali globali. Prendete  l’esempio di Google: nel 2017, Google Alphabet ha registrato ricavi per $ 23 miliardi nelle Bermuda, una piccola isola nell’Atlantico dove l’aliquota dell’imposta sul reddito delle società è pari a zero. A livello globale, circa 650 miliardi di dollari di profitti vengono trasferiti a tali paradisi fiscali dalla multinazionale di tutti i paesi.
L’articolo contiene una mappa interattiva molto interessante: cliccateci sopra, sull’Italia, per vedere quanto ci rubano i paradisi fiscali europei.

“Esplorare la mappa per vedere quali paesi attraggono e perdono profitti. La mappa copre 86 paesi che costituiscono il 92% dell’attività economica globale e oltre il 70% della popolazione mondiale. Cliccando su ciascun paese puoi vedere la quantità di profitti spostati in paradisi fiscali e in quali paradisi i profitti sono stati spostati. È inoltre possibile vedere la perdita implicita delle entrate delle imposte sul reddito delle società.
“Alcuni paesi sono contrassegnati in verde; questi sono paradisi fiscali. Per i paradisi fiscali segnaliamo quanti profitti attirano dai paesi ad alta tassazione e qual è l’aliquota effettiva dell’imposta sul reddito delle società”.
L’Italia perde il 19% delle entrate fiscali da questo gioco delle  multinazionali. Pari a 24 miliardi  di profitti societari l’anno.  Profitti cui  tutti i più criminali idraulici  in nero non credo possano mettere insieme…
Dalla mappa si vede anche che i “paradisi fiscali” che ci derubano introiti tributari sono per lo più in Europa: Irlanda, Lussemburgo, Belgio, Olanda. Paesi che nei consessi europei ci fanno la lezione col ditino alzato perché non abbiamo fatto  “le riforme”.
Infatti, conferma lo studio,
“La perdita di profitti tassabili  è la più alta per i paesi dell’Unione Europea (a  parte i suoi paradisi)”, rispetto agli stessi Stati Uniti.
[…]  Per contro, i governi dei paradisi fiscali traggono notevoli benefici da questo fenomeno: tassando la grande quantità di profitti cartacei che attraggono a tassi bassi (meno del 5%), sono in grado di generare più entrate fiscali, come componente  del loro reddito nazionale , rispetto agli Stati Uniti e ai paesi europei non paradisiaci che hanno aliquote fiscali molto più elevate”.
Mentre il ministro Gualtieri coi grillini bracca l’idraulico evasore, anche aumentando le pene per il delitto,  fra l’altro  la nobile famiglia Elkann  ha venduto la vecchia Fiat alla Francia,  Ciò ha fatto  ribollire il sangue anche a Luca Telese, cui si deve un twitter per niente corretto, forse addirittura passibile di “crimine d’odio” antisemita:

Nel frattempo, il  banchiere centrale dell’Ungheria,  Giorgy Matolcsy, pubblica un  articolo sul Financial Times  titolato:
Gyorgy Matolcsy: “I paesi dell’eurozona avevano  risultati migliori prima dell’euro rispetto a ora” © EPA-EFE

Dobbiamo ammettere che l’euro è stato un errore

 E  occorre  un meccanismo per  l’uscita
Il banchiere magiaro  dice cose in parte già note ai lettori.  Ma anche alcune impertinenti verità al  governo tedesco:
“L’adozione dell’euro da parte dei paesi del sud Europa ha reso la Germania una macchina da export.
Con l’enorme surplus  da esportazione, “ aziende come Allianz, Deutsche Bank e Bayer hanno lanciato inutili sforzi per conquistare Wall Street e gli Stati Uniti”,  mentre “hanno trascurato di aggiornare la propria infrastruttura o di investire abbastanza in settori  del  futuro. Hanno perso la rivoluzione digitale, calcolato male l’emergere della Cina e non sono riusciti a costruire società globali paneuropee”.
“Gli stati dell’UE, sia all’interno che all’esterno della zona euro, dovrebbero ammettere che l’euro è stato un errore strategico. L’obiettivo di costruire una valuta occidentale globale che competa  con il dollaro era una sfida per gli Stati Uniti. La visione europea degli Stati Uniti d’Europa ha portato a una guerra americana aperta e nascosta contro l’UE e la zona euro negli ultimi due decenni”.
Da noi,certe cose non le dice il governo, men che meno il banchiere centrale servilissimo. Le dice l’opposizione.
Il governo resta servilmente obbediente al progetto tedesco, rovinoso ormai anche per la Germania.
Siamo al punto che il Delors Institute (ovviamente europeista) ha commissionato a tre economisti tedeschi – Nils Redeker, Lukas Haffert e Tobias Rommel (parente?) –  uno studio per convincere l’opinione pubblica, i media e i politici germanici ad accettare  di spendere in recessione.

I tedeschi dell’inflazione-fobia fraintendono la loro storia, dice uno studio

“Avendo una versione distorta della propria storia, molti tedeschi credono che la disoccupazione di massa e l’alta inflazione sono solo due facce della stessa medaglia”,  esordiscono   Nils Redeker, Lukas Haffert e Tobias Rommel nel loro  documento (itolo: “Mis-remembering  Weimar”,  ricordare male Weimar
“Bisogna fargli capire che sono due momenti distinti: l’iper-inflazione era finita nel 1923  e non causò disoccupazione, mentre la  disoccupazione di massa, di un decennio più tardi, che ha portato al potere Hitler, era dovuta all’evento contrario: alla deflazione.
Non fu l’iper-inflazione provocare la mega-disoccupazione,  ma la deflazione di Bruning. Molti tedeschi continuano a crederlo.
Ossia a quella di cui l’eurozona soffre adesso, e in cui la Germania è entrata  tecnicamente da pochi giorni.
Germania entrata in territorio deflazionario.
Questa  ignoranza della storia economica, e  delle fondamentali nozioni  sulla moneta, è tragicamente diffusa anche  in Italia, e proprio tra i decisori  della sinistra al potere.  L’idea che il denaro vada  chiesto ai mercati finanziari pagando interessi a questi, e non sia possibile crearlo dal nulla quando ci sono forze lavoro inoccupate  –  che il debito pubblico sia una partita di giro, da una parte sia ricchezza delle famiglie, dall’altra possa essere azzerato dalla banca centrale emettitrice –  è cosa che sfugge ad “economisti”  bocconiani e no, docenti universitari compresi, che ritengono queste  asserzioni  enormità  assurde di fanta-sovranisti pazzi – invece erano al normalità fino al famoso divorzio fra Tesoro e Bankitalia,   e con il denaro creato dalla banche centrali acquistando i buoni del Tesoro, senza interessi, è stata ricostruita l’Europa dopo la guerra. Dalle osservazioni di “economisti” ritenuti competenti , si capisce che non sanno nulla di quel prima; o aderiscono alla “narrativa”  dominante come unica realtà,  senza alternative possibili.
Proverbiale la credenza che come popolo dobbiamo convincere il “pensionato norvegese”, attraverso i fondi-pensione  del suo paese,  che è quello che comprerebbe i nostri Bot e Btp, tesi sostenuta anche  da un docente bocconiano.
(L’Italia è in avanzo primario da 20 anni, fra l’altro).
Ma peggiore  è la convinta adesione alla “scuola della crudeltà”  economica   alla Padoa Schioppa:  il  popolo deve provare la durezza del vivere…Cottarelli è quello che, dal Fondo Monetario, ha devastato la Grecia sbagliando certi moltiplicatori:
Non c’è da ridere, ma da piangere. Soprattutto, constatare come  dal 1981, i poteri usurari siano riusciti cancellare anche dalle università  la memoria di come funziona  la moneta, e deve funzionare una banca centrale – specie in periodo di deflazione.  Persino di fronte all’evidenza di un Draghi che ha creato dal nulla i trilioni del quantitative easing… Un vero arretramento della civiltà e della conoscenza.  Come  si sa, chi ignora la storia è condannato a ripeterla. Fonte: qui
(La 7 ha  coadiuvato la propaganda governativa intervistando un idraulico evasore…)

martedì 30 ottobre 2018

MARIO! Ma tu da che parte stai?


Di politica parlo poco, e se lo faccio, cerco sempre la massima oggettività. Poi ovviamente ho il mio pensiero ma, credeteci o no, in questo momento mi sento né pro né contro un particolare schieramento. La mia unica priorità è cercare di tutelare l’Italia e gli italiani.
E mi imbizzarrisco quando leggo delle cose che non stanno né in cielo né in terra, soprattutto quando vengono dette delle bestialità con il solo intento di fare tanta polvere, tanta malinformazione e magari anche in malafede per alimentare populismo e aizzare le folle.
Ecco a cosa mi riferisco.
(…) Della conferenza stampa del 25 ottobre 2018 nell’ala stampa del grattacielo di Francoforte resteranno alla storia due dettagli: i toni sempre più decisi e senza filtri di Mario Draghi e la platea dei giornalisti. (…) I messaggi del governatore sono sempre gli stessi ma sempre più espliciti. Primo: l’Italia è ormai un fattore di incertezza globale tanto quanto lo è la Brexit. Due: le conseguenze di quanto sta accadendo sui mercati lo pagheranno famiglie e imprese: più i tassi salgono, meno fondi ci sono per le politiche fiscali. Terza considerazione: la Bce non può farsi carico dei problemi di un solo Paese, non ha più strumenti ordinari a disposizione, e dunque è bene che il governo intervenga prima che sia troppo tardi. Il messaggio non può essere più chiaro: se la pressione dei mercati dovesse mettere Roma alle strette, l’unica soluzione per l’Italia sarebbe il ricorso ad un piano di aiuti finanziari concordato preventivamente con l’Europa. Di fatto, il commissariamento che fu evitato nel 2011-2012 dal governo Monti. (…) [Source] 
Un bel predicozzo che era ovviamente indirizzato al Governo. E ci ha pensato Di Maio a rispondere con decisione:
(…) Il vicepremier Luigi Di Maio, infatti, in un intervento che andrà in onda stasera nel corso della puntata di Nemo, il Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico ha attaccato apertamente lo stesso Draghi di “avvelenare il clima” invece di fare fronte comune col nostro Paese e di tifare per esso. Secondo il leader del Movimento 5 Stelle, ci sarebbe a suo dire molto più rispetto per ciò che sta facendo l’esecutivo guidato da Giuseppe Conte da parte dei ministri altri Paesi e non di chi invece, come il capo della BCE, che critica invece il clima di tensione creatosi a Roma. E sull’imminente giudizio di Standard & Poor’s, Di Maio ribadisce di non aver paura dato che “abbiamo un debito privato quasi inesistente e questo crea stabilità economica”, anticipando quindi quello che sarà il suo commento nel caso in cui, come molti si aspettando, l’agenzia dovesse davvero declassare il nostro Paese. (…) [Source] 
A parte la questione legata al clima che vediamo dopo, abbiamo assistito all’ennesimo discorso populista che, per carità , può avere un senso quando si ragiona di debito aggregato.Peccato però che il problema è il debito pubblico ed il deficit, ovvero i parametri che vengono considerati a livello finanziari per tastare il polso alla solidità patrimoniale del paese. Ancora Di Maio:
(…) «Secondo me siamo in un momento in cui bisogna tifare Italia e mi meraviglio che un italiano si metta in questo modo ad avvelenare il clima ulteriormente. Stiamo facendo una manovra di bilancio – ha aggiunto – che dà alla parte più debole». Di Maio sottolinea quindi come in questo momento vi sia maggiore rispetto dell’Italia da parte dei ministri stranieri «che dal capo della Bce che viene a dire che il clima di tensione in Italia è un problema». (…)
Hai capito? Per sette anni, è stato anche sbeffeggiato in Germania perché troppo vicino, secondo loro, la sua preferenza per politiche monetarie favorevoli al nostro Paese. Per anni ha lottato contro i pregiudizi dell’ortodossia tedesca, spingendo la Banca centrale europea verso un modello più simile a quello americano. Oggi invece è diventato il NEMICO dello Stato.
E allora io vorrei ricordare solo al Ministro del Lavoro che il Dottor Draghi, a NOSTRO FAVORE, e riprendetevi qualche mio vecchio post sull’argomento se volete:
1) ha detto quella famosa frase “Whatever it takes” che ha cambiato la storia. Infatti nel 2012 ha apertamente sfidato i mercati dicendo di essere disposto a tutto pur di sostenere l’euro e i paesi in difficoltà
2) Ha portato i tassi in negativo, permettendo ai paesi più indebitati di rifinanziarsi a tassi ridicoli. E chi ne è stato capace, è riuscito anche a diminuire la leva finanziaria mettendo i bilanci in condizioni più difendibili.
3) Ha fatto due Ltro da complessivi 1000 miliardi di euro
4) ha acquistato sterilizzandoli nel 2011 e 2012 titoli di stato dei Piigs, tra cui l’Italia, per centinaia di miliardi di euro
5) dal 2015 ha implementato un QE da oltre 1000 miliardi, con acquisto di titoli di stato dell’Eurozona.
6) ha sfidato da allora l’opinione pubblica di tutta la Germania e dei paesi nordici, compresa la corte costituzionale tedesca per mantenere in vita il più a lungo possibile il QE
7) questa sua politica ha poi aiutato anche il nostro export grazie alla svalutazione dell’Euro contro Dollaro per una questione anche di carry trade e di differenziale di rendimento
8 ) proprio in questi giorni, Draghi ha portato all’attenzione il problema delle scadenze del debito italiano in BCE ed ha proposto l’operazione TWIST, ovvero una sostituzione dei titoli in scadenza con altri più a lungo termine, per alleggerire il fardello per il Bel Paese in sede di rinnovo. E questo sarebbe CONTRO l’Italia?
9) ovviamente ora mi sta sfuggendo altro, ma credo possa già essere un buon elenco, non vi pare?
Allora mettiamola così. Quale sarebbe il modello di “Banca centrale “ da seguire secondo il Dott. Di Maio? Forse modelli più virtuosi come quello turco, argentino o venezuelano?
Diamo a Cesare quel che è di Cesare, e a Draghi i meriti di aver tenuto in piedi la baracca per anni. Altro che “nemico dell’Italia”. Vi dico solo che averne di gente con il suo pragmatismo. 
P.S. ovviamente Mario Draghi continua in modo palese a tenere in piedi il sistema bancario europeo(insolvente).
Fonte: qui

sabato 6 ottobre 2018

CONFERMATE IN APPELLO LE CONDANNE AD ANGELO (8 ANNI) E DOMENICO SPADA (7) PER USURA ED ESTORSIONE


LE DENUNCE DI UN COMMERCIANTE E UN IMPRENDITORE CHE AVEVANO RICEVUTO UN PRESTITO DAL CLAN E POI ERANO STATI COSTRETTI DALL’EX CAMPIONE DEL MONDO DI PUGILATO E DAL PADRE A…


MALAGO DELRIO E DOMENICO SPADAMALAGO DELRIO E DOMENICO SPADA
Condanne confermate in appello per Angelo e Domenico Spada, padre e figlio sotto processo per l'accusa di usura ed estorsione. La II Corte d'appello di Roma, presieduta da Mario Frigenti, ha inflitto 8 anni di reclusione ad Angelo Spada e 7 anni al figlio Domenico, conosciuto come Vulcano ed ex campione del mondo di pugilato nella categoria Silver Wbc, confermando così la sentenza emessa nell'ottobre 2016 dal tribunale penale.

Condanne confermate anche per Antonietta Casamonica ed Antonietta Spinelli - rispettivamente a cinque anni (la prima) e tre anni e quattro mesi (la seconda) - imputate per un altro episodio specifico.
SPADA ARRESTISPADA ARRESTI





I fatti contestati erano due episodi di usura ed estorsione commessi tra il 2009 e il 2012.
Il primo episodio emerse dalle dichiarazioni di Fabio Del Gaudio, un commerciante che nel 2013 denunciò il pugile (poi arrestato l'anno dopo) per avere lo stesso preteso da lui l'intestazione di un immobile del valore di 400 mila euro, a fronte di un prestito di 140 mila.

Ruolo cruciale, secondo l'ipotesi accusatoria, l'ebbe anche Angelo Spada, il padre di Domenico, il quale, capendo le difficoltà del negoziante, gli avrebbe imposto di lavorare come garzone nella tabaccheria, di fatto espropriata. Un'imposizione decisa dopo che Del Gaudio aveva già consegnato ai due Spada 72 mila euro in contanti.
spadaSPADA

Nelle vicende di cui si è occupato il processo d'appello c'era anche quella che vedeva coinvolte Antonietta Casamonica e Antonietta Spinelli, ritenute responsabili del reato di usura nei confronti di Del Gaudio per due prestiti precedentemente richiesti, riscossi e in parte ceduti ai due Spada.
Per l'altro episodio, secondo l'ipotesi accusatoria gli Spada «pressarono» un imprenditore, Salvatore Merosi, che aveva ricevuto 40 mila euro in contanti, impegnandosi a restituirne 70 mila.

Per l'accusa, il costruttore, dopo essere stato malmenato, avrebbe eseguito lavori di ristrutturazione gratuiti nella casa che aveva ceduto al pugile a 100 mila euro, nonostante valesse il doppio. Condannati già in primo grado, i quattro imputati si sono visti confermare anche in appello la sentenza pronunciata in tribunale.

Fonte: qui

lunedì 27 agosto 2018

La Grecia non ha più bisogno di aiuti … è definitivamente morta!

Ciò che si legge oggi sui media nazionali riguardo al termine di quell’operazione che hanno avuto il coraggio di chiamare “programma di salvataggio” nei confronti della Grecia è semplicemente … disumano. Se qualcuno di voi avesse avuto ancora dubbi sulla crudeltà di questi euro-burocrati, ebbene, ora dovrebbe averli totalmente dissipati.
Ascoltate cosa hanno avuto il coraggio di dichiarare questi euro-burocrati.
Pierre Moscovici (Commissario Ue per gli Affari economici): “Giorno storico, inizia un nuovo capitolo. Le importanti riforme messe in atto dalla Grecia hanno preparato il terreno per una ripresa sostenibile”
Avete capito? Loro chiamano riforme quelle cose che, con un termine forse abusato, ma che in questo caso è senza dubbio appropriato, si devono denominare … macelleria sociale.
La Grecia non è un Paese allo stremo, peggio, è agonizzante. Nemmeno durante l’occupazione nazifascista il popolo greco si è trovato in una condizione così disperata. Il Paese è al collasso dopo aver ricevuto aiuti per quasi 290 miliardi di euro!!!
Sapete quanti sono 290 miliardi di euro? Il 150% del Pil greco!!!
E come se noi (che abbiamo un Pil di circa 1.700 miliardi di euro) avessimo ottenuto aiuti per 2.400 miliardi di euro (avremmo azzerato il debito pubblico, anzi di più!).
Ed invece oggi la Grecia ha ancora un debito pari al 180% del proprio Pil!!!
Un abitante su venti ha lasciato il Paese (è come se in Italia fossero emigrate 3 milioni di persone).
E fra quelli rimasti quasi una persona su due vive in condizioni di povertà.
Le Banche greche sono praticamente tutte fallite sommerse dai crediti in sofferenza che arrivano sfiorare il 50% visto che le persone non sono più in grado di pagare i mutui.
Ma c’è una cosa che in tutto questo orrido squallore mi ha fatto gelare il sangue …
… il tweet di Gentiloni:
«Tsipras ha salvato il suo Paese con riforme e senso di responsabilità. Chapeau».
AVETE CAPITO!!!
AVETE CAPITO???
AVETE CAPITO dove ci avrebbe portato questa gente se gli avessimo lasciato in mano il Paese???
Addirittura “Chapeau” … giù il cappello.
Chi scrive un tweet del genere è assolutamente da rinchiudere, o perlomeno da interdire!
Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro

venerdì 27 luglio 2018

L’INCREDIBILE ASCESA DEL BOSS GIUSEPPE CASAMONICA

SALVATO DALLA PRESCRIZIONE (SEI ANNI PER UNA SENTENZA DI APPELLO), SCARCERATO GIÀ PRIMA COME TOSSICODIPENDENTE, BENEFICIATO DAL MISTERIOSO SMARRIMENTO DELLA DENUNCIA DI UNA SUA VITTIMA, TRATTATO COME UN DELINQUENTE COMUNE PUR AVENDO UN GIÀ RICCO CURRICULUM CRIMINALE. 

IL CIELO LO AMA O QUALCUNO LO PROTEGGE?

GIUSEPPE CASAMONICAGIUSEPPE CASAMONICA

Salvato dalla prescrizione (sei anni per una sentenza di appello), scarcerato già prima come tossicodipendente (frequentava il locale dove spacciava la famiglia), beneficiato dal misterioso smarrimento della denuncia di una sua vittima, trattato come un delinquente comune pur avendo un già ricco curriculum criminale. La resistibile ascesa del boss Giuseppe Casamonica ha goduto di benevoli ostacoli, se non addirittura colpose agevolazioni. Circostanze raccolte dal pm Giovanni Musarò a corredo degli oltre 30 arresti eseguiti il 17 luglio contro il ramo della famiglia sinti che ha nel 46enne Bìtalo (padre di quattro figli e già nonno) il suo capo indiscusso.
blitz casamonica 3BLITZ CASAMONICA



Già nel 1996 una sentenza contro il cassiere della Magliana, Enrico Nicoletti, indicava i Casamonica come i veri temuti esattori della famigerata associazione criminale. Eppure, racconta la pentita Debora Cerreoni all'inizio della sua collaborazione, maggio 2015, nessuna speciale sorveglianza c'è su di loro in carcere. «A Rebibbia - dice la donna fuggita dal clan - i colloqui con i bambini avvengono presso l'area verde, dove non c'è il rischio di essere intercettati».
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Ed è durante questi colloqui privati, hanno poi dimostrato le indagini, che Giuseppe impartisce alla sorella Liliana le indicazioni per gestire gli affari all'esterno. In quell' epoca Bìtalo sta scontando una condanna definitiva a 10 anni, che riconosce fin dal 2009 l'esistenza di una associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti con base in vicolo di Porta Furba.

blitz casamonica 1BLITZ CASAMONICA



Ma la sua permanenza in carcere sarebbe potuta essere più lunga se non fossero intervenuti due fattori. Il primo è che una ulteriore condanna a sei anni del giugno 2008 (estorsione ai danni di una pizzeria sulla Tuscolana) non produce effetti perché la sentenza di secondo grado arriva solo nel 2014 e il reato viene dichiarato prescritto dalla Corte d' appello, che pure riconosce la «configurabilità dei delitti».

Il secondo alleggerimento della sua detenzione arriva in virtù di un'ordinanza del Tribunale di sorveglianza del marzo 2017, che accoglie la richiesta di trasferimento in una struttura di recupero per tossicodipendenti a Trivigliano, nel frusinate, per scontare l'ultimo anno di pena. Un affidamento in prova così motivato: «La misura appare idonea ad assicurare per il condannato una possibilità di recupero e il contenimento della sua pericolosità sociale (...) Egli non commette reati dal 2009 (era in carcere da quasi 10 anni, ndr)».
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La sua condizione di cocainomane, annota ancora il giudice, è aggravata dal fatto che «occupandosi della gestione di un locale notturno a Roma è entrato in contatto con ambienti sociali nei quali era diffuso e abituale l'uso di sostanza stupefacenti (...) La famiglia per lui rappresenta un valido sostegno». Un anno dopo, Bìtalo tornerà in carcere con l'accusa di gestire assieme a figli e familiari un traffico di droga, fornita dalla 'ndrangheta degli Strangio.
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Infine un episodio rimasto senza spiegazioni. Una delle vittime citate nell'ultima ordinanza, Ernesto Sanità, al quale è stata tolta la casa da Giuseppe Casamonica per pagare un debito, già nel giugno 2007 era andato in commissariato a denunciare. Denuncia regolarmente protocollata ma, come ricostruito dagli accertamenti chiesti dal pm, mai trasmessa in procura. «Suddetta carenza - annota l'informativa della questura - è da ricondursi al mancato sviluppo dell'indagine che avrebbe consentito l' identificazione completa dell' autore del fatto, per come può evincersi dagli elementi raccolti».

Fonte: qui