9 dicembre forconi: minori
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domenica 11 agosto 2019

UN 29ENNE DI CREMA È STATO ARRESTATO PER AVER STUPRATO DUE BIMBE, FIGLIE DEI VICINI DI CASA: A INCASTRALO UN VIDEO CHE LO RIPRENDE IN ATTEGGIAMENTI INEQUIVOCABILI CON UNA DELLE BAMBINE DI 10 ANNI

L’ORCO, APPROFITTANDO DELL’ASSENZA MOMENTANEA DEI GENITORI, LE ATTIRAVA NELLA SUA ABITAZIONE E…
 
Un uomo di 29 anni è stato arrestato a Crema (Milano) con l'accusa di aver violentato due bambine vicine di casa. 

Secondo le indagini della Mobile e del Commissariato di Crema, partite a febbraio dalla denuncia dai genitori di una delle vittime, l'uomo avrebbe abusato delle minori approfittando della momentanea assenza dei genitori e attirandole nel suo appartamento con uno stratagemma, per poi minacciarle di morte nel caso avessero rivelato quando accaduto.

Il Pubblico ministero di Cremona, Milda Milli, titolare del fascicolo processuale, ha disposto l'audizione protetta della minore che ha denunciato la violenza e anche la perquisizione dell'abitazione dell'uomo, nel corso della quale è stato trovato e sequestrato un cellulare.

All'interno, gli inquirenti hanno trovato un file video registrato dall'arrestato nel quale si vede lo stesso mentre usa violenza su una minore, una bimba intorno ai 10 anni.

Non era la stessa piccola i cui genitori avevano sporto denuncia e gli agenti sono riusciti a identificarla come un'altra vicina di casa. Il Pm ha richiesto al Gip l'emissione della misura cautelare, poi eseguita. L'uomo è stato accompagnato presso la casa circondariale di Cremona a disposizione dell'Autorità Giudiziaria. Fonte: qui

giovedì 28 febbraio 2019

REVOCATA LA LIBERTA’ SU CAUZIONE, IL CARDINALE PELL VA IN CARCERE PER PEDOFILIA: IL NUMERO 3 DEL VATICANO È STATO RICONOSCIUTO COLPEVOLE DI VIOLENZA SESSUALE NEI CONFRONTI DI 2 CORISTI DI 13 ANNI NEGLI ANNI '90.


RISCHIA FINO A 50 ANNI DI GALERA


pellPELL

È stata revocata oggi la libertà su cauzione al cardinale George Pell, dichiarato colpevole da una giuria di abusi sessuali su due coristi di 13 anni quando era arcivescovo di Melbourne verso la fine degli anni '90. Lo ha stabilito la County Court di Melbourne, a conclusione di un udienza pre-sentenza di condanna dove i legali delle due parti hanno presentato le argomentazioni conclusive. Da stanotte Pell sarà detenuto nella Assessment Prison di Melbourne, in attesa della sentenza prevista per il 13 marzo.

Lunedì il cardinale George Pell, tesoriere e numero tre del Vaticano, è stato riconosciuto colpevole di violenza sessuale nei confronti di due tredicenni. È stato condannato per crimini sessuali contro minori in Australia, diventando il più alto funzionario della Chiesa cattolica condannato in un caso di pedofilia. Rischia 50 anni di carcere. "Per garantire il corso della giustizia il Santo Padre ha confermato le le misure cautelari già disposte nei confronti del Cardinale. Ossia il divieto in via cautelativa dell'esercizio pubblico del ministero e, come di norma, il contatto in qualsiasi modo e forma con minori di età".
GEORGE PELLGEORGE PELL

Lo ha reso noto il portavoce Alessandro Gisotti, sottolineando che "la Santa Sede si unisce a quanto dichiarato dal Presidente della Conferenza Episcopale Australiana nel prendere atto della sentenza di condanna in primo grado nei confronti del Cardinale George Pell". Si tratta, ha affermato il direttore ad interim della ala Stampa della Santa Sede, "di una notizia dolorosa che, siamo ben consapevoli, ha scioccato moltissime persone, non solo in Australia. Come già affermato in altre occasioni, ribadiamo il massimo rispetto per le autorità giudiziarie australiane".

GEORGE PELL PAPA FRANCESCO BERGOGLIOGEORGE PELL PAPA FRANCESCO BERGOGLIO
"In nome di questo rispetto - ha concluso Gisotti - attendiamo ora l'esito del processo d'appello, ricordando che il cardinale Pell ha ribadito la sua innocenza e ha il diritto di difendersi fino all'ultimo grado. In attesa del giudizio definitivo, ci uniamo ai vescovi australiani nel pregare per tutte le vittime di abuso, ribadendo il nostro impegno a fare tutto il possibile affinchè la Chiesa sia una casa sicura per tutti, specialmente per i bambini e i più vulnerabili".

Fonte: qui

IL CARDINALE AUSTRALIANO, CHIAMATO DA BERGOGLIO A RIFORMARE LE FINANZE VATICANE, ERA MAL SOPPORTATO A ROMA 
TRA SPESE PAZZE E NUMEROSI BRINDISI A BORGO PIO, IL 77ENNE ERA DIVENTATO UN “UOMO DAI TROPPI POTERI”, COME QUALCHE TONACA LO AVEVA DEFINITO RIVOLGENDOSI AL PONTEFICE…
Fabio Marchese Ragona per “il Giornale”

GEORGE PELLGEORGE PELL
Quando nel giugno 2017 erano arrivate a Roma le prime avvisaglie di un' inchiesta per pedofilia a carico del cardinale australiano George Pell, il gigante d' oltreoceano si era presentato dal Papa con una lettera di dimissioni.

Francesco, guardandolo negli occhi gli aveva risposto che non le avrebbe accettate fin quando non fosse arrivata una sentenza definitiva a suo carico. Per questo motivo, Bergoglio aveva deciso di mandarlo in congedo nel suo Paese per difendersi dalle accuse di abusi su due minorenni avvenuti quando era vescovo ausiliare a Melbourne.
GEORGE PELL PAPA FRANCESCO BERGOGLIOGEORGE PELL PAPA FRANCESCO BERGOGLIO

«Eminenza, mi faccia sapere, ci vediamo presto», lo aveva congedato Francesco.
Da allora George Pell non ha più messo piede in Vaticano: la sua casa in piazza della Città Leonina, finita al centro delle cronache per i sottolavelli da migliaia di euro e la tappezzeria di lusso, è ormai deserta da tempo, come la casa in Via dei Coronari del suo fedelissimo Danny Casey, economo di fiducia a cui pagava un appartamento da 2.900 euro al mese e uno stipendio da 15.000 euro mensili.

GEORGE PELL E DANEY CASEYGEORGE PELL E DANEY CASEY
Il porporato, che era arrivato a Roma per riformare le finanze vaticane, però ha mantenuto la promessa: ogni tanto si è rifatto vivo, con delle email o con dei fax, come quando, lo scorso settembre, ha mandato una lettera in Vaticano per comunicare la sua ferma intenzione di partecipare al Sinodo sui Giovani in programma nell' ottobre successivo. La risposta, informale, giuntagli dalla sacre stanze, però, non era stata di suo gradimento: «È meglio che resti in Australia».
IL CARDINALE GEORGE PELLIL CARDINALE GEORGE PELL








Nonostante ciò, il «ranger», soprannome affibbiatogli proprio da Francesco, non è mai stato rimosso ufficialmente dal ruolo di Prefetto della Segreteria per l' Economia, il «superministero» delle finanze della Santa Sede. 

Fino a ieri sera, quando con un tweet, il direttore ad interim della Sala Stampa Vaticana Alessandro Gisotti ha comunicato la sua rimozione.

Francesco dopotutto non è rimasto a guardare: da tempo ha iniziato a prendere qualche provvedimento nei suoi confronti. Nei mesi scorsi, ad esempio, lo ha ringraziato per il lavoro svolto nel C9, il consiglio dei cardinali che aiuta il Papa per la riforma della Curia, e non lo ha confermato nell'incarico. E poi, durante la permanenza in Australia gli ha proibito, in via cautelativa, «l'esercizio pubblico del ministero», vietandogli di fatto di celebrare messa in pubblico e il contatto «in qualsiasi modo e forma con minori di età».

George PellGEORGE PELL
Tra spese pazze e numerosi brindisi a Borgo Pio, l' astro nascente delle finanze d' Oltretevere oggi 77enne, e quindi già da due anni in età pensionabile, aveva creato non pochi malumori nei sacri palazzi: era diventato un «uomo dai troppi poteri», come qualche tonaca lo aveva definito rivolgendosi al Pontefice. Basta con i Calvi e i Sindona, basta scandali, ammoniva invece nel 2014 Pell, l' uomo che avrebbe voluto fare il rottamatore delle finanze vaticane e alla fine, per altri e ben più gravi motivi, è finito quasi del tutto rottamato.

Fonte: qui

sabato 16 dicembre 2017

LIBERI DI MORIRE - DOPO UN TORTUOSO CAMMINO ARRIVA FINALMENTE AL SUO TRAGUARDO LA LEGGE SUL BIOTESTAMENTO APPROVATA OGGI IN SENATO

ECCO COSA PREVEDONIO I 6 ARTICOLI DEL TESTO


Dopo aver retto l'urto del voto segreto e l'esame degli emendamenti, la legge sul biotestamento è arrivata al traguardo. Il testo sulle Disposizioni anticipate di trattamento e in materia di consenso informato, già licenziato dalla Camera, è passato senza modifiche al Senato.

biotestamentoBIOTESTAMENTO
La legge è stata quindi approvata in via definitiva con 180 favorevoli, 71 contrari e sei astensioni. Al termine del voto finale, l'aula ha lungamente applaudito l'approvazione del provvedimento.

In Italia la legge sul biotestamento, dopo aver superato lo scoglio Camera è rimasta impantanata a Palazzo Madama a lungo ed è da tempo oggetto di polemiche e controversie politiche. Ma cosa prevede il testo della legge? Quali sono i doveri del medico? Cos'è il consenso informato? E le 'Dat'?

IL CONSENSO INFORMATO - La legge sul testamento biologico è costituita da 6 articoli. L'articolo 1 tratta del consenso informato, stabilisce il diritto del paziente di rifiutare in tutto o in parte i trattamenti e di revocare il consenso. Nutrizione e idratazione artificiale sono da considerarsi "trattamenti sanitari". Il medico può rifiutarsi di 'staccare la spina'. Il medico - recita l'emendamento - è tenuto a rispettare la volontà espressa dal paziente di rifiutare il trattamento sanitario o di rinunciare al medesimo "e, in conseguenza di ciò, è esente da responsabilità civile o penale. Il paziente non può esigere trattamenti sanitari contrari a norme di legge, alla deontologia professionale o alle buone pratiche clinico assistenziali".

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Le strutture sanitarie devono dare piena attuazione alla legge e dovendo dare piena attuazione alla legge, e sono chiamate a trovare una 'risposta attiva', affinché la volontà del paziente sia rispettata. Inoltre l'articolo 1 bis tocca il tema della terapia del dolore, del divieto di ostinazione irragionevole nelle cure e della possibilità di ricorre alla sedazione palliativa profonda continua.

COSA E' PREVISTO PER I MINORI? - L'articolo 2 analizza il tema dei minori o di persona incapace e chiarisce che la persona minore di 18 anni e la persona legalmente incapace o sottoposta ad amministrazione di sostegno, qualora quest'ultimo incarico preveda anche l'assistenza e la rappresentanza in ambito sanitario, ha diritto alla valorizzazione delle proprie capacità di comprensione e di decisione, ricevendo informazioni sulle scelte relative alla propria salute in modo consono alle sue capacità ed esprimendo la propria volontà. Il consenso informato è espresso dai genitori esercenti la responsabilità genitoriale o dal tutore o dall'amministratore di sostegno, tenuto conto della volontà della persona minore di età o legalmente incapace o sottoposta ad amministrazione di sostegno.

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COSA SONO LE DAT? - L'articolo 3 è relativo alle Dat, le disposizioni anticipate di trattamento. Ogni persona maggiorenne e capace di intendere e di volere, in previsione di una propria futura incapacità di autodeterminarsi può, attraverso disposizioni anticipate di trattamento, esprimere le proprie convinzioni in materia di trattamenti sanitari, indicando una persona di sua fiducia (il fiduciario) che lo rappresenti nelle relazioni con il medico e con le strutture sanitarie.

COME FUNZIONANO LE DAT? - Il medico è tenuto al pieno rispetto delle Dat le quali possono essere disattese, in tutto o in parte, dal medico, in accordo con il fiduciario, qualora sussistano motivate e documentabili possibilità, non prevedibili all'atto della sottoscrizione, di poter altrimenti conseguire concrete possibilità di miglioramento delle condizioni di vita. Nel caso in cui le Dat non indichino un fiduciario, si legge nel testo, vengono sentiti i familiari. Le Dat devono essere redatte in forma scritta, datate e sottoscritte davanti a un pubblico ufficiale, a un medico o a due testimoni. Con la medesima forma sono rinnovabili, modificabili e revocabili in ogni momento.

BIOTESTAMENTOBIOTESTAMENTO
LE CURE SI POSSONO PIANIFICARE? - L'articolo 4 è dedicato alla pianificazione condivisa delle cure, rispetto all'evolversi delle conseguenze di una patologia cronica e invalidante o con prognosi infausta. Il personale sanitario è tenuto ad attenersi a quanto stabilito nella pianificazione delle cure qualora il paziente venga a trovarsi nella condizione di non poter esprimere il proprio consenso o in una condizione di incapacità. La pianificazione delle cure può essere aggiornata al progressivo evolversi della malattia su richiesta del paziente o su suggerimento del medico.

E CHI HA GIA' DEPOSITATO UNA DICHIARAZIONE? - L'articolo 5 stabilisce che quanto previsto dalla legge sul biotestamento si applica anche alle dichiarazioni in merito già presentate e depositate. Infine, l'articolo 6 stabilisce che entro il mese di aprile, a partire dall'anno successivo all'entrata in vigore della legge, il ministero della Salute presenti al Parlamento una relazione sull'applicazione della norma.

Fonte: qui

martedì 24 ottobre 2017

IN PROVINCIA DI SALERNO UN 37ENNE AVVICINAVA I RAGAZZINI NEI BAGNI DI UN CAMPO SPORTIVO E LI ISTIGAVA A FARE SESSO CON LUI

NELLE SCORSE SETTIMANE, L’UOMO ERA STATO VISTO MASTURBARSI ALLA PRESENTA DEI  PICCOLI 

E VISTO CHE LE NUMEROSE DENUNCE NON L’AVEVANO FERMATO, I GENITORI L’HANNO AGGREDITO E MALMENATO
Petronilla Carillo per www.ilmessaggero.it

pedofiliaPEDOFILIA
Istigava ragazzini giovanissimi, anche minori di 14 anni, a fare sesso con lui, offrendo circa venti euro. È quanto viene contestato a un 37enne di Cetara, L.B., ora arrestato con l’accusa di pedofilia e ricoverato a villa Chiarugi perché ritenuto, da una perizia medica disposta dagli inquirenti, incapace di intendere e volere.

Ma la cosa più grave è che nell’inchiesta della procura di Salerno, coordinata dal sostituto procuratore Elena Cosentino, è finito anche un altro orco, di 57 anni, L.A., anche lui con la passione dei ragazzini e anche lui arrestato nella giornata di ieri. L’uomo, ben consapevole di ciò che faceva, è però stato trasferito in una cella di isolamento presso il carcere di Vallo della Lucania. Ad emettere i provvedimenti, il gip Stefano Berni Canani.

pedofiliaPEDOFILIA
Vecchia conoscenza dei carabinieri di Vietri sul mare, competenti anche su Cetara, il 37enne era già destinatario di un misura personale, quella della libertà vigilata con obbligo di curarsi perché avvezzo ad infastidire i ragazzini. Contro di lui, in più occasioni, si erano scagliati i genitori del piccolo comune della Costiera chiedendo interventi concreti. Fino a qualche settimana fa, l’uomo era solito masturbarsi alla presenza dei piccoli ma, da qualche tempo, le sue abitudini erano peggiorate.

Si recava presso il campo sportivo dove i ragazzini giocano a calcio e li importunava nei bagni. Una vicenda, questa, di cui a Cetara in molti erano a conoscenza tanto che diverse sono state le sollecitazioni ad intervenire giunte ai carabinieri e poi conclusesi con una vera e propria rivolta dei genitori che hanno aggredito e malmenato il giovane uomo.

PedofiliaPEDOFILIA
Ma andiamo con ordine. A dimostrazione delle accuse contro il 37enne ci sarebbe un video che un ragazzino avrebbe girato nei bagni del campo sportivo e che poi sarebbe stato diffuso attraverso whatsapp.

Per questo motivo diversi minorenni, circa una decina, nelle scorse settimane sono stati convocati in procura per essere sentiti dal magistrato titolare delle indagini ma tutti hanno negato di aver avuto rapporti con il 37enne ammettendo però di aver sentito che altri ragazzi avrebbero preso dei soldi per dare sfogo ad alcuni dei suoi più intimi desideri. Soltanto uno ha ammesso di aver preso 20 euro, che peraltro gli erano stati buttati sul pavimento del bagno, per masturbare il 37enne.

Fonte: qui

lunedì 2 ottobre 2017

TRA CAMBOGIA E THAILANDIA SONO ANCORA MIGLIAIA I MINORI CHE SI PROSTITUISCONO, SPESSO PER VOLERE DELLE FAMIGLIE -

LE ONLUS DENUNCIANO: “I TURISTI SI SENTONO PIÙ LIBERI, E COI SOLDI IN TASCA, ANCHE ONNIPOTENTI. C’È UN GRAVE PROBLEMA CULTURALE DI FONDO”
Matteo Carnieletto per Occhidellaguerra.it

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Sono giovanissime. I volti ancora da bambine di 11 e 12 anni. Sono le schiave del sesso di Bangkok e Pattaya. I minori fatti prostituire in Thailandia sono migliaia. La situazione, se mai si può fare una classifica dell’orrore, è ancora peggiore in Cambogia, dove i bambini sfruttati sono più di 20mila. Una piaga apparentemente insanabile, che colpisce i più deboli.

Molto spesso, i bambini vengono venduti dalle famiglie, come spiega a In Terris Chiara Cattaneo, responsabile dei progetti in Cambogia di Mani Tese: “Qui, le famiglie povere e disperate che si sono trasferite in città provenendo da aree rurali povere anche di mezzi di comunicazione, si lasciano facilmente convincere dal denaro e dalle false promesse di una vita migliore per i figli nella vicina Thailandia da parte di trafficanti alla caccia di parenti vulnerabili.
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Ma il futuro dei bambini che lasciano la loro famiglia per la Thailandia è ben diverso da quello prospettato. Il loro sfruttamento può avvenire inizialmente attraverso l’accattonaggio o il lavoro domestico fino ad arrivare allo sfruttamento sessuale. Ma ci sono diversi gradi di consapevolezza sui rischi a cui si va incontro: ci sono famiglie che si affidano ad amici per mandare le figlie a lavorare come colf in una famiglia e poi invece a Bangkok sono sfruttate nei bordelli”.

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Gli sfruttatori sono principalmente asiatici, come spiegano gli operatori di Mani Tese: “È difficile avere dei dati certi ed è difficile quantificare il fenomeno . Sicuramente non si tratta solo di turisti occidentali: a Poipet per esempio ci sono casinò in cui arrivano uomini thailandesi per il turismo sessuale locale. È così anche nelle zone marittime. La presenza di turisti occidentali, come anche gli italiani, rimane comunque ancora molto forte.

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Per questo puntiamo molto sulle campagne di sensibilizzazione, perché si modifichi questo approccio alla donna e alla sessualità che è dominante, che non guarda all’età, alla condizione di vulnerabilità, ai traumi delle vittime e quindi richiede percorsi di rieducazione per i clienti. I turisti, essendo lontani da casa, si sentono più liberi, e coi soldi in tasca si sentono onnipotenti. C’è un grave problema culturale di fondo”.

Fonte: qui

mercoledì 1 febbraio 2017

Migranti, spesa fuori controllo: i minori ci costano un miliardo

Allarme dei sindaci: tremila euro al mese a testa. Nel 2016 27mila ingressi

Roma – Il grido d’allarme arriva da decine di sindaci sparsi su tutto il territorio. I costi per i minori stranieri non accompagnati stanno diventando insostenibili per i Comuni italiani.
Le cifre sono in costante crescita. Nel 2016 la spesa ha superato il miliardo di euro, il costo giornaliero – tra la quota sostenuta dallo Stato e quella dai Comuni – si aggira mediamente sui 100 euro al giorno a ragazzo, quindi circa 3mila euro al mese.
Se si considera che solo nel 2016 gli ingressi hanno superato quota 27mila si può comprendere la drammatica dimensione del fenomeno (più 15mila ingressi rispetto al 2015). Il costo per la loro accoglienza è altissimo e va a gravare in buona parte sui Comuni con bilanci sempre più in sofferenza o addirittura costretti al dissesto. La spesa a persona (può arrivare anche a 120 euro) è molto più alta rispetto a un maggiorenne: 45 euro vengono rimborsati dal ministero degli Interni, la parte restante grava sugli enti locali che garantiscono un letto, il cibo, la scuola, i vestiti, gli educatori, la sorveglianza. Una montagna di soldi che, come sempre, accende interessi.
Il 91,8% dei minori ha un’età compresa tra i 15 e i 18 anni (spesso non si riesce a stabilire se siano davvero minorenni). La stragrande maggioranza il 94% – è di sesso maschile. Tra le cinque nazioni di provenienza più rappresentate è in testa l’Egitto, seguito da Gambia, Albania, Eritrea e Nigeria. Il Meridione li accoglie più del Nord: in Sicilia e Calabria quasi il 50% dei beneficiari, seguite dall’Emilia Romagna (6,2%), Lombardia (6,1%), Lazio (5,9%), Puglia (5,9%) e Campania (4,5%). I rimpatri sono pochissimi. Una legge approvata alla Camera prevede l’istituzione della figura del tutore legale con la creazione di un apposito albo (e rende difficile una indagine per definire la vera età). In sostanza l’Italia si avvia ad essere lo Stato che paga di più in Europa per i minori non accompagnati. «Sono tanti i sindaci di Forza Italia che si battono per porre fine a una situazione assurda» dice Alessandro Cattaneo. «Molti di loro hanno persino subito diffide e denunce per la sola colpa di alzare il velo su una situazione allucinante».
In Emilia due amministrazioni Pd come Bologna e Faenza hanno sollevato il caso dei ragazzi albanesi. «Questi ragazzi raccontava mesi fa il sindaco di Faenza, Giovanni Malpezzi non sono abbandonati ma addirittura accompagnati nel nostro territorio. Vengono per studiare e al compimento del 18° anno hanno il permesso di soggiorno. Perché questo college deve essere pagato dallo Stato italiano?».

Fonte: qui