9 dicembre forconi: uomo
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domenica 11 agosto 2019

UN 29ENNE DI CREMA È STATO ARRESTATO PER AVER STUPRATO DUE BIMBE, FIGLIE DEI VICINI DI CASA: A INCASTRALO UN VIDEO CHE LO RIPRENDE IN ATTEGGIAMENTI INEQUIVOCABILI CON UNA DELLE BAMBINE DI 10 ANNI

L’ORCO, APPROFITTANDO DELL’ASSENZA MOMENTANEA DEI GENITORI, LE ATTIRAVA NELLA SUA ABITAZIONE E…
 
Un uomo di 29 anni è stato arrestato a Crema (Milano) con l'accusa di aver violentato due bambine vicine di casa. 

Secondo le indagini della Mobile e del Commissariato di Crema, partite a febbraio dalla denuncia dai genitori di una delle vittime, l'uomo avrebbe abusato delle minori approfittando della momentanea assenza dei genitori e attirandole nel suo appartamento con uno stratagemma, per poi minacciarle di morte nel caso avessero rivelato quando accaduto.

Il Pubblico ministero di Cremona, Milda Milli, titolare del fascicolo processuale, ha disposto l'audizione protetta della minore che ha denunciato la violenza e anche la perquisizione dell'abitazione dell'uomo, nel corso della quale è stato trovato e sequestrato un cellulare.

All'interno, gli inquirenti hanno trovato un file video registrato dall'arrestato nel quale si vede lo stesso mentre usa violenza su una minore, una bimba intorno ai 10 anni.

Non era la stessa piccola i cui genitori avevano sporto denuncia e gli agenti sono riusciti a identificarla come un'altra vicina di casa. Il Pm ha richiesto al Gip l'emissione della misura cautelare, poi eseguita. L'uomo è stato accompagnato presso la casa circondariale di Cremona a disposizione dell'Autorità Giudiziaria. Fonte: qui

sabato 3 agosto 2019

NELL’ESPERIMENTO, ANCORA AVVOLTO NEL MISTERO, GLI EMBRIONI DI SCIMMIA SAREBBERO STATI GENETICAMENTE MODIFICATI PER DISATTIVARE ALCUNI GENI ESSENZIALI PER LA FORMAZIONE DEGLI ORGANI: DOPODICHE' VI SAREBBERO STATE INIETTATE CELLULE STAMINALI UMANE CAPACI DI…

scimmia 6SCIMMIA
Non sono mai nati, eppure fanno già discutere: sono i primi embrioni ibridi uomo-scimmia, che sarebbero stati prodotti in Cina con l'obiettivo di utilizzare animali come 'fabbriche' di organi umani per i trapianti.
L'esperimento, ancora avvolto nel mistero in attesa della pubblicazione su una rivista scientifica, è stato anticipato al quotidiano spagnolo El Pais dalla biologa Estrella Nunez dell'Università Cattolica Sant'Antonio di Murcia (Ucam), che ha collaborato alla ricerca condotta da Juan Carlos Izpisua Belmonte, biologo al Salk Institute in California, già noto per aver lavorato due anni fa al primo embrione uomo-maiale.
embrione 6EMBRIONE
L'esperimento, allora, non portò ai risultati sperati, perché le cellule staminali umane iniettate negli embrioni di maiale non attecchirono come previsto: per questo i ricercatori hanno successivamente fatto nuovi tentativi usando specie più vicine fra loro, come topi e ratti e, adesso, umani e scimmie.
scimmia 5SCIMMIA 
Secondo quanto riportato dalla stampa spagnola, gli embrioni di scimmia sarebbero stati geneticamente modificati per disattivare alcuni geni essenziali per la formazione degli organi: successivamente vi sarebbero state iniettate cellule staminali umane capaci di generare qualsiasi tipo di tessuto.
embrione 5EMBRIONE 
Si sarebbero così formati embrioni chimera il cui sviluppo sarebbe stato interrotto dopo pochi giorni, impedendo alla gravidanza di giungere a termine. La notizia arriva a pochi giorni dall'apertura del Giappone agli esperimenti su embrioni chimera topo-uomo.
scimmia 3SCIMMIA 
In attesa di conferme ufficiali da parte degli istituti coinvolti nell'esperimento in Cina, oltre che della pubblicazione dello studio, gli esperti si dividono sulla reale utilità della sperimentazione, che solleva dubbi di carattere etico.

giovedì 18 luglio 2019

NEIL ARMSTRONG, IL PRIMO UOMO SULLA LUNA

ARMSTRONG ERA UN BABY GENIO: IMPARO’ A LEGGERE A TRE ANNI 
DECISE DI SPOSARE SUA MOGLIE JANET DOPO AVERLA VISTA UNA VOLTA, PERSE UNA FIGLIA DI DUE ANNI PER UN TUMORE CHE LO SPINSE A CANDIDARSI PER IL PROGRAMMA NASA) 
PILOTA IN COREA DEL NORD DOVE AVEVA RISCHIATO LA PELLE, SFIORO' LA MORTE NELLA MISSIONE GEMINI 8, NEL 1965
Eleonora Barbieri per “il Giornale” del 21 ottobre 2018

neil armstrongNEIL ARMSTRONG
Il Primo Uomo è nato di domenica. Il 20 luglio 1969, Viola Armstrong si è alzata alle cinque e mezza del mattino, per andare a messa. Qualche ora dopo, suo figlio Neil è sbarcato sulla Luna. Dopo qualche ora ancora, sempre suo figlio Neil è il Primo Uomo, quello che mette piede, per primo, sulla Luna. Quello che compie «un piccolo passo per un uomo», ma «un grande passo per l'umanità». Neil Armstrong, il Primo Uomo, era nato in realtà il 5 agosto del 1930 (compie 39 anni mentre è ancora in quarantena, dopo il ritorno sul pianeta Terra) a Wapakoneta, una cittadina dell' Ohio.

Diceva: «Camminare sulla superficie lunare, su una scala di difficoltà da uno a dieci, per me valeva uno. La discesa lunare, sulla stessa scala, probabilmente valeva tredici».
A tre anni impara a leggere, spronato dalla madre Viola che, oltre a essere molto religiosa, è anche una grande lettrice. In prima elementare, Neil legge cento libri. Nei suoi primi quattordici anni di vita, la famiglia si trasferisce sedici volte, su e giù per l' Ohio: eppure, in ogni nuova cittadina o nuova scuola, Neil si ambienta perfettamente.
neil armstrongNEIL ARMSTRONG

Neil è, fin da bambino, un ingegnere: a suggellare questo suo stato dell' anima serve solo la laurea che arriva, puntuale, dalla Purdue University, dove segue il programma di ingegneria aeronautica. Sarà lui stesso a dire, molti anni dopo: «Sono e sarò sempre un ingegnere un po' nerd, con i calzini bianchi e il portapenne da taschino, nato grazie al secondo principio della termodinamica, imbevuto di tabelle al vapore, innamorato dei diagrammi di corpo libero, trasformato da Laplace e alimentato da un flusso comprimibile».

In quella missione erano in tre: Neil Armstrong, Buzz Aldrin e Mike Collins. Per autodefinizione di Collins, dei «cordiali estranei». Non c'era feeling particolare, e Buzz Aldrin patì tremendamente, prima, durante e dopo la missione, che non fosse toccato a lui l'onore del «primo passo».

il comandante neil armstrong.IL COMANDANTE NEIL ARMSTRONG.
Neil era il comandante e, in teoria, sarebbe dovuto scendere per primo Aldrin dalla scaletta. Ma la Nasa decise diversamente: «Sapevamo che sarebbe stato un nuovo Lindbergh e che la sua fama sarebbe stata eterna. E che tipo di persona volevamo per quel ruolo? Una leggenda, un eroe americano... Quell' uomo era Neil Armstrong. Neil era Neil. Calmo, tranquillo e profondamente sicuro. Non aveva un ego spropositato, non era il tipo pronto a pavoneggiarsi: Ehi, sarò il primo uomo sulla Luna!».

neil armstrong spedizione apollo 11NEIL ARMSTRONG SPEDIZIONE APOLLO







Non lo era. Era un ingegnere, aveva deciso di sposare sua moglie Janet dopo averla vista una volta (e, come precisò lei, «non era uno che prendeva in fretta le sue decisioni»), aveva perso una figlia di due anni per un tumore al cervello (e forse fu anche questo dolore immenso, mai esibito, a spingerlo a candidarsi per il programma spaziale della Nasa, proprio pochi mesi dopo la morte della piccola Karen), era stato pilota in Corea del Nord (dove aveva rischiato di morire), aveva fatto il collaudatore di aerei pericolosi e sperimentali, aveva volato su razzi potentissimi e superveloci, aveva sperimentato la «centrifuga» a un numero di giri quasi disumano, fino a perdere il senno, aveva sfiorato la morte nella missione Gemini 8, nel 1965; e quando, nella preparazione per il programma Apollo, un veicolo di addestramento per l' allunaggio era impazzito e saltato per aria all' improvviso, e lui era riuscito a buttarsi fuori e a salvarsi per un istante, dopo pochi minuti si era seduto in ufficio e aveva ripreso a lavorare sulle sue equazioni.
NEIL ARMSTRONGNEIL ARMSTRONG

Non parlava della famiglia e, dopo la missione, accolto da eroe, preferì nascondersi sul lato oscuro della Luna. Tornò in Ohio. Trovò un posto da accademico, all' università di Cincinnati. Ricevette medaglie, onori, proposte politiche (tutte rifiutate). Soffriva di mal di mare, e di mal d' aereo.

Al ritorno dalla Luna, la navicella fu recuperata in mare; mentre lui e Aldrin aspettavano i sommozzatori, erano terrorizzati all' idea di vomitare davanti alle telecamere. Ma, del resto, la mentalità delle missioni era di un certo tipo, come spiegò proprio uno di quei sommozzatori: «Ci dissero: prima salvate le rocce lunari. Di quelle ne abbiamo solo una borsa, di astronauti ne abbiamo tanti»... Il più famoso, il Primo Uomo, è morto il 25 agosto del 2012, in un letto di ospedale, per le complicazioni di un intervento chirurgico.

Fonte: qui



A CINQUANTA ANNI DALLO SBARCO SULLA LUNA BUZZ ALDRIN RICORDA GLI ULTIMI MOMENTI VISSUTI A BORDO DEL MODULO LUNARE E L’ANSIA PER AVER SCOPERTO DI AVER QUASI FINITO IL CARBURANTE: “SIAMO SCESI DI 90 PIEDI IN 30 SECONDI. SOLO ALLORA SONO STATO FIDUCIOSO E HO PENSATO CHE POTEVAMO FARCELA…” (VIDEO)

DAGONEWS

buzz aldrin 4BUZZ ALDRIN 
Il tempo stava per scadere. Il modulo dell'Apollo 11 stava facendo la sua discesa verso la superficie lunare il 20 luglio 1969 quando la luce di carburante si accese. A 100 piedi (30 metri) dal suolo, non era quello di cui gli astronauti avevano bisogno. Il serbatoio dell’Eagle era quasi all’asciutto.

In una nuova video intervista sul primo sbarco sulla Luna, Buzz Aldrin, pilota del modulo lunare della missione, descrive come ha tenuto la lingua a bada quando è apparsa la spia e la voce di Charlie Duke, comunicatore della Nasa, ha informato Aldrin e Neil Armstrong che avevano solo 60 secondi.
buzz aldrin contro first man 1BUZZ ALDRIN CONTRO FIRST MAN 

«Ok. Cento piedi. Sessanta secondi. Faremo meglio a scendere» ricorda Aldrin che pensò di non mettere in agitazione Armstrong che aveva già abbastanza pensieri per la testa. Da un'altitudine di circa 500 piedi aveva preso il controllo del modulo lunare e si stava muovendo con cautela. Nessuno sapeva come avrebbe funzionato il modulo e proprio mentre scendevano apparve un grande cratere che voleva dire un enorme disastro per gli uomini e la missione.
Aldrin raggiunge Neil ArmstrongALDRIN RAGGIUNGE NEIL ARMSTRONG

Gli astronauti avevano già dovuto fare i conti con diverse spie d’allarme nel modulo, ma la storia del carburante era l’ennesimo problema che avrebbe potuto portare gli astronauti alla decisione di abortire la missione.

Eagle scese per altri 90 piedi nei successivi 30 secondi, lasciando all'equipaggio mezzo minuto di carburante per percorrere gli ultimi 10 piedi fino alla superficie lunare. Nell'intervista registrata al Science Museum di Londra nel 2016, ma rilasciata giovedì per la prima volta, Aldrin afferma che è stato solo in quella fase avanzata che si è sentito più fiducioso sull'atterraggio. «Ho pensato, ah, ce l'abbiamo fatta».

Fonte: qui


ECCO COSA SAREBBE SUCCESSO IN CASO DI DISASTRO LUNARE DELLA MISSIONE APOLLO 11: ARMSTRONG E ALDRIN SAREBBERO STATI… 

IL DISCORSO CHE NIXON NON PRONUNCIO’ MAI: UN DOCUMENTO ELOQUENTISSIMO, TESTIMONIANZA DELL'ANSIA AMERICANA DI RAGGIUNGERE LA LUNA A TUTTI I COSTI E VINCERE LA SFIDA TECNOLOGICA E POLITICA COI RUSSI


Anna Lombardi per “la Repubblica”
nixon armstrong collins buldrinNIXON ARMSTRONG COLLINS BULDRIN

«Il destino ha voluto che gli uomini andati sulla Luna per esplorarla in pace rimarranno sulla Luna per riposare in pace». Se cinquant' anni fa l' avventura lunare dell' Apollo 11 fosse fallita, il presidente americano Richard Nixon avrebbe detto proprio così. La Nasa, d' altronde, aveva già deciso.

neil armstrongNEIL ARMSTRONG
Se dopo aver pronunciato la storica frase «un piccolo passo per l' uomo, un grande passo per l' umanità» Neil Armstrong e il suo compagno Buzz Aldrin non fossero riusciti ad abbandonare la superficie lunare per ricongiungersi con Michael Collins, all' interno del modulo di comando - ovvero a superare la fase più delicata della missione - sarebbero stati abbandonati lì. A morire di fame.

Non era prevista nessuna missione di soccorso. Ma in quel tragico caso, il protocollo da seguire era già pronto. L' allora presidente Nixon avrebbe letto alla nazione un discorso, subito dopo aver telefonato alle mogli per comunicargli che i loro eroici compagni non sarebbero tornati più. Joan Archer Aldrin e Janet Shearon Armstrong, "widow to be" - tecnicamente non ancora vedove - sarebbero state le prime a sapere.
nixon armstrong collins buldrinNIXON ARMSTRONG COLLINS BULDRIN
E dopo un ultimo tentativo di Houston di comunicare in diretta tv con gli esploratori spaziali, le telecamere si sarebbero accese sullo Studio Ovale.

«Questi uomini impavidi, Neil Armstrong ed Edwin Aldrin, sanno di non avere speranza. Ma sanno che c' è speranza per l' umanità nel loro sacrificio» avrebbe esordito Nixon a quel punto. Era stato Frank Borman a suggerire alla Casa Bianca di prepararsi al peggio.

L' ex comandante di Gemini 7 e Apollo 8, nel 1965 primo uomo a orbitare intorno alla Terra e, nel 1968, il primo a volare verso la Luna, conosceva bene i rischi che la missione Apollo 11 implicava. E fu dunque proprio lui a chiamare l' allora ghostwriter del presidente, William Safire, suggerendogli: «Ti conviene preparare qualcosa nel caso quest' avventura vada male». Lo ha raccontato, nel 1999, proprio Safire.

aldrin che scende le scalette dell'apollo 11 ripreso da armstrongALDRIN CHE SCENDE LE SCALETTE DELL'APOLLO 11 RIPRESO DA ARMSTRONG
Dopo aver lasciato la Casa Bianca, in rotta con Nixon che lo aveva fatto intercettare, nel 1973 entrò al New York Times . Diventandone uno dei più brillanti editorialisti e vincendo anche il Pulitzer nel 1978. Il discorso venne ritrovato fra i faldoni della Richard Nixon Presidential Library proprio dopo il suo racconto a Nbc nel 1999. Due fogli di carta dattiloscritti, con un titolo: In Event of Moon Disaster , da tenere "nel caso di disastro lunare".

Safire buttò giù la bozza esattamente cinquant' anni fa, il 18 Luglio del 1969, mentre il mondo era incollato agli schermi in bianco e nero dei televisori, per seguire il viaggio degli astronauti. E infatti, scriveva il ghostwriter: «Durante la loro esplorazione questi due uomini hanno portato la gente di tutto il mondo a sentirsi una cosa sola. Nel loro sacrificio hanno consolidato la fratellanza».
nixon armstrong collins buldrinNIXON ARMSTRONG COLLINS BULDRIN

Il testo venne consegnato a Bob Haldeman, capo dello staff di Nixon, con una serie di note a margine dove si suggeriva, fra l' altro, di far seguire alle dichiarazioni del presidente una sorta di rito funebre: un sacerdote - sempre in diretta tv - avrebbe pronunciato la preghiera della sepoltura in mare, affidando le anime degli astronauti alle «profondità degli abissi». Spaziali, s' intende.

Aldrin raggiunge Neil ArmstrongALDRIN RAGGIUNGE NEIL ARMSTRONG
Fortunatamente Nixon non pronunciò mai il discorso dove elogiava «uomini che furono i primi, e primi resteranno nei nostri cuori». Ma ancora oggi, quello speech mai entrato nella Storia è un documento eloquentissimo, testimonianza dell' ansia americana di raggiungere la Luna a tutti i costi e vincere la sfida tecnologica e politica coi russi. «Nell' antichità gli uomini guardavano alle stelle e vedevano i loro eroi nelle costellazioni. Nei tempi moderni facciamo lo stesso, ma i nostri eroi sono uomini epici in carne ed ossa. Altri seguiranno, e sicuramente riusciranno a tornare a casa.La ricerca dell' uomo non sarà negata ». I sovietici erano avvisati. Anche in caso di fallimento la corsa allo spazio era tutt' altro che finita.
Fonte: qui

mercoledì 27 febbraio 2019

UN 34ENNE VIENE SGOZZATO A TORINO: IN CITTA' SI DIFFONDE LA PAURA CHE AD UCCIDERE SIA STATO UN FOLLE CHE AMMAZZA SENZA MOTIVO (E POTREBBE COLPIRE ANCORA)

NESSUNA TELECAMERA HA RIPRESO IL DELITTO MA SI CERCANO ALTRI INDIZI NEI FILMATI, UN TESTIMONE HA NOTATO UN UOMO CON I RASTA CHE…

Federico Genta e Mauro Zola per la Stampa

stefano leoSTEFANO LEO
I tatuaggi e gli orecchini tribali erano come una corazza. Ma era quel suo viso da eterno bambino a riflettere il vero carattere di Stefano Leo. «Un ragazzo incredibilmente sensibile e gentile. Che non sarebbe stato capace di far del male a una mosca».

Lo aveva già detto la madre Mariagrazia, partita già sabato dalla casa di Biella per essere ascoltata dai carabinieri di Torino che indagano sull' omicidio del figlio. Lo ripeteva, ieri, Jane Rapinett dal Krishna Village di Murwillumbah, in Australia, dove Stefano si era inserito nella comunità Krishna.

Una laurea in Legge a Milano, dove vive il padre, quattro anni trascorsi in giro per il mondo, Stefano era approdato sotto la Mole lo scorso novembre. Aveva trovato un impiego come commesso in un negozio del centro e la sua casa era un alloggio sulle rive del Po, condiviso con Sebastiano, l' amico sin dai tempi degli studi.

stefano leoSTEFANO LEO
Quella passeggiata, dal fiume fino allo store della K-Way, per lui era un rito. Quaranta minuti tutti per lui, ad ascoltare la musica che arrivava dalle cuffie del telefonino. Le indossava anche l' altra mattina, quando qualcuno lo ha aggredito. Preso alle spalle e sgozzato con un coltello che difficilmente potrà essere ritrovato. Un unico taglio, profondo, che non poteva dare scampo.

Come un agguato ma senza una ragione apparente, visto che l' assassino non ha nemmeno provato a sfilargli lo zaino che portava sulle spalle. Il giorno dopo il delitto, i carabinieri hanno deciso di ripartire dal sequestro di tutti i filmati disponibili della zona. Perché dal passato del ragazzo, anche quello meno recente, non sarebbe emerso nulla di rilevante: nemmeno uno screzio che possa essere in qualche modo collegato all' omicidio.

Le telecamere, però, sono poche. E nessuna punta su quel viale, lungo Po Machiavelli: uno spicchio di città centrale, ma abbandonato.«Oggi è domenica e nessuno ha paura a passeggiare da queste parti - raccontava ieri una coppia -. Durante la notte, però, il panorama è tutto diverso. Queste passeggiate sono frequentate da tossici e senzatetto. Quasi nessuno, se non in gruppo, ci mette più piede. Soprattutto la sera».

stefano leoSTEFANO LEO
Passate le otto, questo diventa il territorio dei pusher, che aspettano i clienti protetti dal buio e dalle siepi che corrono verso la riva. I pochi locali aperti su questo lato dei Murazzi tirano la notte fino alle sette, e spesso i clienti restano accampati nei paraggi ancora per diverse ore. Fantasmi e disperati affacciati su una città che si è già risvegliata da un pezzo.

E proprio un disperato resta il primo sospettato del delitto. Quell' uomo con i capelli rasta, il giubbotto chiaro con sulla schiena una scritta di colore rosso, notato da un testimone mentre si allontanava svelto dalla zona quando i primi soccorsi stavano già raggiungendo Stefano, che con le ultime energie era riuscito a raggiungere la strada e poi era caduto sull' asfalto, in mezzo all' incrocio a due passi da piazza Vittorio. Un folle che uccide senza motivo, in pieno giorno e nel centro di Torino.
È questo che più spaventa e che preoccupa gli stessi investigatori. Un delitto senza motivo e che proprio per questo si potrebbe ripetere.

Ecco perché le telecamere diventano fondamentali.
stefano leoSTEFANO LEO
Nessuna, questo è già stato confermato, ha ripreso la scena dell' aggressione. Ma una ripresa, anche quella di un impianto di videosorveglianza privato, potrebbe aver immortalato, magari per pochi secondi, la fuga dell' assassino. «Addio nipote mio. Proteggici da lassù, ma porta all' inferno chi ti ha ucciso barbaramente» ha scritto su Facebook Daniele, lo zio di Stefano. Lui è convinto: «Troveranno l' assassino. Vedrai, lo troveranno».

25 Febbraio 2019

Fonte: qui

UN LITIGIO PER UNA FOTO COL CELLULARE ALL’ORIGINE DELL’OMICIDIO A TORINO DI STEFANO LEO 
IL SUPERTESTIMONE: “L’ASSASSINO ERA SEDUTO SULLA PANCHINA, ERA NERVOSO. FORSE ERA STRANIERO MA PARLAVA MOLTO BENE L’ITALIANO”
Simona Lorenzetti e Massimo Massenzio per corriere.it
stefano leo 2STEFANO LEO 

L’assassino di Stefano Leo, il 33enne sgozzato sabato mattina lungo il viale alberato che costeggia le acque del Po, era seduto su una panchina ed era nervoso. Lo ricorda così il testimone che ha fornito ai carabinieri la descrizione dell’uomo che oggi è sospettato di essere il killer. L’identikit coincide con l’immagine di un ragazzo di circa 30 anni, che le telecamere di corso San Maurizio riprendono mentre si allontana a passo svelto poco dopo l’omicidio. Anche per questo il testimone sentito nei giorni scorsi appare attendibile.

«Quell’uomo era seduto su una panchina. Quando mi ha visto prendere in mano il cellulare si è infuriato», ha raccontato. «Non mi fotografare, che cavolo fai con quel telefono?», avrebbe sbottato l’assassino. «Mi si è rivoltato contro e io mi sono allontanato in fretta. Non volevo grane», ha aggiunto. Il diverbio, è questa l’ipotesi investigativa, si sarebbe ripetuto anche con Stefano. Il commesso avrebbe incontrato il sospettato pochi istanti dopo il testimone. La vittima indossava gli auricolari e forse ha tirato fuori dalla tasca il telefono cellulare. Un gesto che potrebbe però aver scatenato la rabbia del killer.

stefano leo 1STEFANO LEO 
Quest’ultimo, un uomo che gli inquirenti definiscono squilibrato e pericoloso, temeva infatti che qualcuno potesse fotografarlo mentre era seduto sulla panchina dove i pusher attendono di solito i clienti. L’omicida avrebbe seguito Stefano per una decina di metri per affrontarlo. Lo scontro sarebbe degenerato e il killer, in preda alla rabbia, avrebbe estratto un coltello e colpito Leo alla gola. Per il medico legale Roberto Testi, il commesso è stato ucciso con un unico fendente sferrato con un coltello di grosse dimensioni e molto affilato.


stefano leo 3STEFANO LEO 
La pugnalata sarebbe partita mentre vittima e aggressore erano l’una di fronte all’altro. Non ci sono immagini del delitto. La telecamera ha ripreso solo la fuga dell’assassino. I video mostrano Stefano che sale le scale che portano in via Napione: si trascina e usa la sciarpa per bloccare l’emorragia. Il sospettato fugge invece a passo svelto, salendo la scalinata che conduce in Lungo Po Cadorna e poi in piazza Vittorio. Le riprese, poi, confermano la descrizione che il testimone dà del ragazzo seduto sulla panchina: un uomo di circa 30 anni con la pelle olivastra, i capelli scuri, ricci e rasati da un lato. Forse è straniero, ma il testimone ricorda che parlava molto bene l’italiano. E ancora.

stefano leo 6STEFANO LEO 

QUELLO A STEFANO LEO E’ STATO UN AGGUATO 
SVOLTA NEL CASO DEL DELITTO DEI MURAZZI A TORINO, IL KILLER APPOSTATO PER OLTRE MEZZ’ORA 
VOLEVA UCCIDERE E FORSE STAVA ASPETTANDO PROPRIO IL COMMESSO? LE IMMAGINI DELLE TELECAMERE HANNO RIPRESO L'ASSASSINO FRONTALMENTE, L’ANALISI SUI VIDEO DEI GIORNI PRECEDENTI
SARA MARTINENGHI per repubblica.it

"Il mio cane cammina lentissimo, lo stavo tirando al guinzaglio per attraversare la strada. E mentre ero lì che lo tiravo, ho visto il ragazzo ferito che poi si è accasciato a terra e, girandomi, un uomo scappare". È un racconto molto preciso quello che il supertestimone del delitto dei Murazzi ha fornito ai carabinieri.

Quello che dice coincide con le immagini delle telecamere che hanno ripreso l'assassino frontalmente, sebbene in un fotogramma non nitido: sulla trentina, alto un metro e 75-80, vestito con abbigliamento ginnico, un cappuccio o berretto in testa, una busta con sé. Ed è la stessa persona con cui il testimone aveva discusso 40 minuti prima per il timore, del killer, di essere stato fotografato: un diverbio successo alle 10.20. Per oltre mezz'ora, dunque, l'assassino è rimasto seduto sulla panchina, la prima della passerella del lungo Po Machiavelli, a circa quindici metri dalla scalinata principale, in un punto strategico perché da lì partono altre tre scale, in direzioni diverse, potendo dunque contare su quattro vie di fuga.
stefano leo 1STEFANO LEO
Voleva allora uccidere e forse stava anche proprio aspettando Stefano Leo? Quando ha visto il ragazzo passare ha frugato nella borsa che aveva con sé, un sacchetto di tela impermeabile, ha preso il coltello, ha seguito Leo e l'ha sgozzato, arrivando da dietro, con un gesto preciso e violento, carico di odio, come se fosse un'azione di cui era già pratico.

stefano leo 3STEFANO LEO





Per poi risalire dalla scalinata in direzione di piazza Vittorio, mentre la vittima ha imboccato quella alla sua destra, che porta verso via Napione, cercando aiuto in mezzo all'incrocio con corso San Maurizio, dove è crollato. L'arma utilizzata è un coltello affilato come un bisturi o un rasoio, con una lama forse di ceramica. L'assassino non se n'è liberato subito, rimettendolo nella borsa di tela.

La ricostruzione degli inquirenti su come è successo l'omicidio è questa. E i carabinieri del nucleo investigativo lavorano senza sosta per trovare l'assassino, valutando tutti gli elementi emersi sinora con ragionamenti e dichiarazioni, mentre analizzano le immagini delle telecamere della zona, partendo da quelle vicino a casa di Stefano Leo a quelle vicine al negozio in cui lavorava, lo store K- way in piazza Cln.

stefano leo 4STEFANO LEO
Si cerca cioè di capire se l'assassino volesse proprio uccidere Stefano Leo, se l'abbia pedinato o aspettato anche nei giorni precedenti, rimanendo fermo per almeno 40 minuti su quella panchina sabato mattina. Quello, tra l'altro, era l'unico giorno in cui il trentatreenne iniziava il turno in negozio alle 11 e mezza.

stefano leo 6STEFANO LEO











Domani pomeriggio, a Biella, alle 14,30, nel chiostro del museo del territorio si terranno i funerali di Stefano Leo.

Fonte: qui


mercoledì 30 gennaio 2019

SE LE FAKE NEWS VENGONO DAL FONDO MONETARIO INTERNAZIONALE

SU 150 RECESSIONI IN 30 ANNI, SAPETE QUANTE NE HA PREVISTE IL FONDO MONETARIO? DUE! HA UN TASSO DI ERRORE DEL 100% SUI SUOI TEMUTI ''FORECAST'', SAREBBE STATO PIÙ ACCURATO TIRARE UNA MONETINA 

LO STUDIO È DI UN ECONOMISTA DEL FMI: ECCO I GRAFICI DEL ''FINANCIAL TIMES'' CON TUTTE LE TOPPE PRESE DALL'ISTITUTO GUIDATO DA MADAME LAGARDE

Fabrizio Pessani per “Italia Oggi”
christine lagardeCHRISTINE LAGARDE
Un recente sondaggio Gallup sulla credibilità e fiducia nei media degli Stati Uniti evidenzia un crollo raggiungendo il punto più basso dal 1972; il crollo della fiducia diminuita del 50% negli ultimi anni viene continuamente alimentata da una guerra mediatica fatta di false informazioni (fake news) che la realtà smentisce rapidamente in un rincorrersi di accuse reciproche. In questo gioco alla disinformazione il Fondo monetario internazionale (Fmi) sta diventando sempre più un problema per gli evidenti errori previsionali smentiti dai fatti ma considerati come verità incontrovertibile da media ciechi ed interessati .
dati economici vs previsioni del fondo monetario internazionaleDATI ECONOMICI VS PREVISIONI DEL FONDO MONETARIO INTERNAZIONALE
Il Fmi nel tempo è diventato un Organismo Geneticamente Modificato (Ogm) e le sue finalità istituzionali di tipo keynesiano definite nel 1945 durante gli accordi di Bretton Wood hanno lasciato la dominanza ad una cultura monetaria staccata dalla realtà ma funzionale ad altri interessi diversi dal «Promuovere la cooperazione internazionale monetaria» ( Art. 1.) Il problema era stato sollevato da Strauss Khann alla Brooking Institution di Washington nell' aprile del 2011 esortando il Fmi al ritorno di quei principi, aiutando Grecia, Portogallo ed Irlanda; incarcerato per un crimine poi dichiarato inesistente aveva dovuto rassegnare le sue dimissioni da presidente dal Fmi .
christine lagardeCHRISTINE LAGARDE
A conferma di quanto sopra, un economista del Fmi, Prakash Loungani, ha compiuto ricerche circa l' accuratezza delle previsioni degli analisti-economisti. Utilizzando dati tratti da una pubblicazione chiamata Consensus Forecasts (pubblicata dal Consensus Economics), Loungani ha dimostrato che per oltre tre decenni tra le 150 recessioni registrate solo due sono state previste, il tasso di errore è poi salito al 100% nonostante il continuo aggiornamento dei modello previsionali. Paradossalmente avrebbero avuto una maggiore probabilità di previsione affidandosi al testa o croce con una moneta.
dati economici vs previsioni del fondo monetario internazionaleDATI ECONOMICI VS PREVISIONI DEL FONDO MONETARIO INTERNAZIONALE
Le proiezioni sono fatte con modelli matematici e deterministici applicando allo studio dell' economia, scienza sociale , l' abito mentale di chi studia le scienze esatte in cui ciò che conta è solo il misurabile che rappresenta la minima parte di ciò che serve come ricordava F. von Hayek nel discorso di accettazione («La pretesa di sapere») del premio Nobel nel 1974: «Questa visione ha conseguenze paradossali..., infatti riguardo al mercato ed alle strutture sociali abbiamo una grande quantità di fatti non misurabili che come tali vengono semplicemente trascurati considerando come rilevante solo ciò che è misurabile che rappresenta la minima parte delle informazioni che servono... Come professione abbiamo combinato un grande pasticcio». Aveva perfettamente ragione ma rimase inascoltato.
dati economici vs previsioni del fondo monetario internazionaleDATI ECONOMICI VS PREVISIONI DEL FONDO MONETARIO INTERNAZIONALE
Il problema di fondo è legato strettamente all' idea di potere esaminare un mondo probabilistico con criteri deterministici; i modelli previsionali degli analisti finanziari e del Fmi non possono funzionare in quanto asimmetrici alla realtà che hanno la presunzione si debba adattare ai loro modelli stessi astrali mentre la logica suggerisce l' ovvio contrario e cioè che siano i modelli ad adattarsi alla realtà.
La presunzione di volere che la realtà si adatti ai modelli e non viceversa è la manifestazione più evidente di quanto un modello socioculturale che ha per decenni dominato il nostro mondo sia fallito nei fatti.
Abbiamo creato con la finanza razionale, ma inesistente, un dualismo estraneo all' avventura dell' uomo in questo mondo ed il Fmi ha contribuito con la sua azione-non azione a fare passare tutti i comportamenti illeciti che in questi anni hanno eroso e cancellato i diritti fondamentali dell' uomo scritti nel 1948, tra questi il principio di uguaglianza e solidarietà trova nei dati Oxfam la più deprecabile evidenza mostrando come metà della popolazione mondiale ha la stessa ricchezza delle 50 persone più ricche del pianeta .

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In tutte queste drammatiche situazioni dov' era il Fmi? Da che parte stava il Fmi pronto a misure di austerità senza regolamentare, come era suo dovere istituzionale fare, i prodotti tossici che ci hanno avvelenato ( lo stesso Juncker dichiara l' errore verso la Grecia oggi)? Dov' era a fronte delle azioni fraudolente di una finanza condannata dal Dipartimento di Giustizia Usa? Dove è ora il Fmi a fronte di una massa monetaria di dollari sterminata e di criptovalute mai seriamente condannate? Ma se non svolge la sua autorità di vigilanza «istituzionale» assumendosene le responsabilità a cosa serve il Fmi e che cosa ci sta a fare? È giunta l' ora di farsi queste domande e provare a dare delle risposte , per il bene di tutti , in grado di rimettere giustizia in un mondo che l' ha dimenticata.
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