9 dicembre forconi: bambine
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domenica 11 agosto 2019

UN 29ENNE DI CREMA È STATO ARRESTATO PER AVER STUPRATO DUE BIMBE, FIGLIE DEI VICINI DI CASA: A INCASTRALO UN VIDEO CHE LO RIPRENDE IN ATTEGGIAMENTI INEQUIVOCABILI CON UNA DELLE BAMBINE DI 10 ANNI

L’ORCO, APPROFITTANDO DELL’ASSENZA MOMENTANEA DEI GENITORI, LE ATTIRAVA NELLA SUA ABITAZIONE E…
 
Un uomo di 29 anni è stato arrestato a Crema (Milano) con l'accusa di aver violentato due bambine vicine di casa. 

Secondo le indagini della Mobile e del Commissariato di Crema, partite a febbraio dalla denuncia dai genitori di una delle vittime, l'uomo avrebbe abusato delle minori approfittando della momentanea assenza dei genitori e attirandole nel suo appartamento con uno stratagemma, per poi minacciarle di morte nel caso avessero rivelato quando accaduto.

Il Pubblico ministero di Cremona, Milda Milli, titolare del fascicolo processuale, ha disposto l'audizione protetta della minore che ha denunciato la violenza e anche la perquisizione dell'abitazione dell'uomo, nel corso della quale è stato trovato e sequestrato un cellulare.

All'interno, gli inquirenti hanno trovato un file video registrato dall'arrestato nel quale si vede lo stesso mentre usa violenza su una minore, una bimba intorno ai 10 anni.

Non era la stessa piccola i cui genitori avevano sporto denuncia e gli agenti sono riusciti a identificarla come un'altra vicina di casa. Il Pm ha richiesto al Gip l'emissione della misura cautelare, poi eseguita. L'uomo è stato accompagnato presso la casa circondariale di Cremona a disposizione dell'Autorità Giudiziaria. Fonte: qui

venerdì 9 novembre 2018

DUE MAMME DI PESCARA OFFRIVANO A UN 56ENNE LE LORO FIGLIE MINORENNI PER FILMATI E IMMAGINI PEDOPORNOGRAFICHE


L’UOMO, COMPAGNO DI UNA DELLE DUE AGUZZINE, IMMORTALAVA UNA BIMBA DI 12 ANNI IN POSE EROTICHE, INDUGIANDO SULLE PARTI INTIME DELLA PICCOLA 

IN UN VIDEO UNA 13ENNE VENIVA RIPRESA MENTRE...

Stefano Buda per “www.leggo.it”

PEDOPORNOGRAFIAPEDOPORNOGRAFIA
Una oscura vicenda riguardante la produzione di materiale pedopornografico, che avrebbe avuto luogo per diversi anni nella provincia di Pescara, con il coinvolgimento di due minori della zona e delle rispettive madri. Una storia raccapricciante ed oscena, con tre adulti nelle vesti di aguzzini, finita davanti al tribunale collegiale di Pescara su segnalazione del tribunale dei minorenni dell'Aquila.

I fatti risalgono ad un periodo compreso tra il 2009 e il 2016. Il ruolo centrale, nell'ambito della vicenda, sarebbe stato giocato da un pescarese di 56 anni che quattro anni fa, mentre si trovava agli arresti domiciliari per reati analoghi, fu scoperto dalla polizia postale dopo avere condiviso su internet, attraverso il proprio account gmail, otto immagini a carattere pedopornografico.

Nel corso delle successive indagini, nella sua abitazione, archiviate in una chiavetta usb, furono rinvenuti oltre cinquemila files contenenti filmati ed immagini di minori coinvolti in attività sessuali o ritraenti le loro parti intime.

Tra gli incolpevoli protagonisti dei video hard, anche una ragazzina appena dodicenne, figlia di una donna di 45 anni, convivente dell'orco che deteneva il materiale illegale. Secondo l'accusa la donna, anche lei imputata, avrebbe concorso a realizzare foto e video della bambina, carpita «in pose ammiccanti, lascive, riproducenti in primo piano le sue parti intime».

La coppia avrebbe realizzato anche cinque filmati, risalenti all'epoca in cui la bambina aveva solo sette anni, nei quali la piccola «veniva invitata ad alzare la gamba sinistra e a mostrare le mutandine di pizzo nero». In alcuni casi, inoltre, le riprese indugiavano sulle natiche nude della bimba mentre dormiva o la immortalavano mentre indossava calze autoreggenti.

Le riprese erano effettuate dall'uomo, che insieme alla madre della bambina forniva istruzioni alla piccola sulle pose ammiccanti da assumere. Insieme alla coppia è imputata anche un'altra donna, di 50 anni, amica della compagna del principale imputato: secondo l'accusa avrebbe realizzato un video pornografico di circa due minuti, poi inviato all'amica, le cui riprese erano state compiute dalla figlia tredicenne.

La prima udienza del processo è saltata per difetto di notifica. Si tornerà in aula a dicembre. La coppia è accusata di produzione di materiale pedopornografico, con aggravanti legate alla genitorialità. L'uomo, assistito dall'avvocato Melania Navelli, deve rispondere anche di divulgazione e detenzione delle immagini illegali.

La seconda donna, difesa dall'avvocato Alessandro Vanni, è invece accusata di corruzione di minorenne. Il padre di una delle due ragazzine coinvolte si è costituito parte civile.

Fonte: qui