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lunedì 29 luglio 2019
giovedì 28 febbraio 2019
REVOCATA LA LIBERTA’ SU CAUZIONE, IL CARDINALE PELL VA IN CARCERE PER PEDOFILIA: IL NUMERO 3 DEL VATICANO È STATO RICONOSCIUTO COLPEVOLE DI VIOLENZA SESSUALE NEI CONFRONTI DI 2 CORISTI DI 13 ANNI NEGLI ANNI '90.
RISCHIA FINO A 50 ANNI DI GALERA
È stata revocata oggi la libertà su cauzione al cardinale George Pell, dichiarato colpevole da una giuria di abusi sessuali su due coristi di 13 anni quando era arcivescovo di Melbourne verso la fine degli anni '90. Lo ha stabilito la County Court di Melbourne, a conclusione di un udienza pre-sentenza di condanna dove i legali delle due parti hanno presentato le argomentazioni conclusive. Da stanotte Pell sarà detenuto nella Assessment Prison di Melbourne, in attesa della sentenza prevista per il 13 marzo.
Lunedì il cardinale George Pell, tesoriere e numero tre del Vaticano, è stato riconosciuto colpevole di violenza sessuale nei confronti di due tredicenni. È stato condannato per crimini sessuali contro minori in Australia, diventando il più alto funzionario della Chiesa cattolica condannato in un caso di pedofilia. Rischia 50 anni di carcere. "Per garantire il corso della giustizia il Santo Padre ha confermato le le misure cautelari già disposte nei confronti del Cardinale. Ossia il divieto in via cautelativa dell'esercizio pubblico del ministero e, come di norma, il contatto in qualsiasi modo e forma con minori di età".
Lo ha reso noto il portavoce Alessandro Gisotti, sottolineando che "la Santa Sede si unisce a quanto dichiarato dal Presidente della Conferenza Episcopale Australiana nel prendere atto della sentenza di condanna in primo grado nei confronti del Cardinale George Pell". Si tratta, ha affermato il direttore ad interim della ala Stampa della Santa Sede, "di una notizia dolorosa che, siamo ben consapevoli, ha scioccato moltissime persone, non solo in Australia. Come già affermato in altre occasioni, ribadiamo il massimo rispetto per le autorità giudiziarie australiane".
"In nome di questo rispetto - ha concluso Gisotti - attendiamo ora l'esito del processo d'appello, ricordando che il cardinale Pell ha ribadito la sua innocenza e ha il diritto di difendersi fino all'ultimo grado. In attesa del giudizio definitivo, ci uniamo ai vescovi australiani nel pregare per tutte le vittime di abuso, ribadendo il nostro impegno a fare tutto il possibile affinchè la Chiesa sia una casa sicura per tutti, specialmente per i bambini e i più vulnerabili".
Fonte: qui
È stata revocata oggi la libertà su cauzione al cardinale George Pell, dichiarato colpevole da una giuria di abusi sessuali su due coristi di 13 anni quando era arcivescovo di Melbourne verso la fine degli anni '90. Lo ha stabilito la County Court di Melbourne, a conclusione di un udienza pre-sentenza di condanna dove i legali delle due parti hanno presentato le argomentazioni conclusive. Da stanotte Pell sarà detenuto nella Assessment Prison di Melbourne, in attesa della sentenza prevista per il 13 marzo.
Lunedì il cardinale George Pell, tesoriere e numero tre del Vaticano, è stato riconosciuto colpevole di violenza sessuale nei confronti di due tredicenni. È stato condannato per crimini sessuali contro minori in Australia, diventando il più alto funzionario della Chiesa cattolica condannato in un caso di pedofilia. Rischia 50 anni di carcere. "Per garantire il corso della giustizia il Santo Padre ha confermato le le misure cautelari già disposte nei confronti del Cardinale. Ossia il divieto in via cautelativa dell'esercizio pubblico del ministero e, come di norma, il contatto in qualsiasi modo e forma con minori di età".
Lo ha reso noto il portavoce Alessandro Gisotti, sottolineando che "la Santa Sede si unisce a quanto dichiarato dal Presidente della Conferenza Episcopale Australiana nel prendere atto della sentenza di condanna in primo grado nei confronti del Cardinale George Pell". Si tratta, ha affermato il direttore ad interim della ala Stampa della Santa Sede, "di una notizia dolorosa che, siamo ben consapevoli, ha scioccato moltissime persone, non solo in Australia. Come già affermato in altre occasioni, ribadiamo il massimo rispetto per le autorità giudiziarie australiane".
"In nome di questo rispetto - ha concluso Gisotti - attendiamo ora l'esito del processo d'appello, ricordando che il cardinale Pell ha ribadito la sua innocenza e ha il diritto di difendersi fino all'ultimo grado. In attesa del giudizio definitivo, ci uniamo ai vescovi australiani nel pregare per tutte le vittime di abuso, ribadendo il nostro impegno a fare tutto il possibile affinchè la Chiesa sia una casa sicura per tutti, specialmente per i bambini e i più vulnerabili".
Fonte: qui
IL CARDINALE AUSTRALIANO, CHIAMATO DA BERGOGLIO A RIFORMARE LE FINANZE VATICANE, ERA MAL SOPPORTATO A ROMA
TRA SPESE PAZZE E NUMEROSI BRINDISI A BORGO PIO, IL 77ENNE ERA DIVENTATO UN “UOMO DAI TROPPI POTERI”, COME QUALCHE TONACA LO AVEVA DEFINITO RIVOLGENDOSI AL PONTEFICE…
Fabio Marchese Ragona per “il Giornale”
Quando nel giugno 2017 erano arrivate a Roma le prime avvisaglie di un' inchiesta per pedofilia a carico del cardinale australiano George Pell, il gigante d' oltreoceano si era presentato dal Papa con una lettera di dimissioni.
Francesco, guardandolo negli occhi gli aveva risposto che non le avrebbe accettate fin quando non fosse arrivata una sentenza definitiva a suo carico. Per questo motivo, Bergoglio aveva deciso di mandarlo in congedo nel suo Paese per difendersi dalle accuse di abusi su due minorenni avvenuti quando era vescovo ausiliare a Melbourne.
«Eminenza, mi faccia sapere, ci vediamo presto», lo aveva congedato Francesco.
Da allora George Pell non ha più messo piede in Vaticano: la sua casa in piazza della Città Leonina, finita al centro delle cronache per i sottolavelli da migliaia di euro e la tappezzeria di lusso, è ormai deserta da tempo, come la casa in Via dei Coronari del suo fedelissimo Danny Casey, economo di fiducia a cui pagava un appartamento da 2.900 euro al mese e uno stipendio da 15.000 euro mensili.
Il porporato, che era arrivato a Roma per riformare le finanze vaticane, però ha mantenuto la promessa: ogni tanto si è rifatto vivo, con delle email o con dei fax, come quando, lo scorso settembre, ha mandato una lettera in Vaticano per comunicare la sua ferma intenzione di partecipare al Sinodo sui Giovani in programma nell' ottobre successivo. La risposta, informale, giuntagli dalla sacre stanze, però, non era stata di suo gradimento: «È meglio che resti in Australia».
Nonostante ciò, il «ranger», soprannome affibbiatogli proprio da Francesco, non è mai stato rimosso ufficialmente dal ruolo di Prefetto della Segreteria per l' Economia, il «superministero» delle finanze della Santa Sede.
Fino a ieri sera, quando con un tweet, il direttore ad interim della Sala Stampa Vaticana Alessandro Gisotti ha comunicato la sua rimozione.
Francesco dopotutto non è rimasto a guardare: da tempo ha iniziato a prendere qualche provvedimento nei suoi confronti. Nei mesi scorsi, ad esempio, lo ha ringraziato per il lavoro svolto nel C9, il consiglio dei cardinali che aiuta il Papa per la riforma della Curia, e non lo ha confermato nell'incarico. E poi, durante la permanenza in Australia gli ha proibito, in via cautelativa, «l'esercizio pubblico del ministero», vietandogli di fatto di celebrare messa in pubblico e il contatto «in qualsiasi modo e forma con minori di età».
Tra spese pazze e numerosi brindisi a Borgo Pio, l' astro nascente delle finanze d' Oltretevere oggi 77enne, e quindi già da due anni in età pensionabile, aveva creato non pochi malumori nei sacri palazzi: era diventato un «uomo dai troppi poteri», come qualche tonaca lo aveva definito rivolgendosi al Pontefice. Basta con i Calvi e i Sindona, basta scandali, ammoniva invece nel 2014 Pell, l' uomo che avrebbe voluto fare il rottamatore delle finanze vaticane e alla fine, per altri e ben più gravi motivi, è finito quasi del tutto rottamato.
Fonte: qui
domenica 3 febbraio 2019
LA GUERRA COMMERCIALE ALLA CINA È IL FRUTTO DI UN CAPRICCIO DI DONALD TRUMP?
NEMMENO PER NIENTE. SIAMO A UNA SVOLTA CRUCIALE DELLA STORIA E DEI RAPPORTI CON PECHINO, CHE AVEVA ANNUNCIATO: ''20 ANNI DI SVILUPPO PACIFICO E SENZA BISOGNO DI GUERRA'', CHE SCADONO L'ANNO PROSSIMO.
AUSTRALIA, NUOVA ZELANDA, CANADA, MA ANCHE GIAPPONE, COREA DEL SUD E INDIA SI STANNO ALLINEANDO CON GLI USA PER NON ESSERE TRAVOLTI.
Marco Valerio Lo Prete per www.publicpolicy.it
Dal 13 al 24 novembre 2006, ogni giorno in prima serata, la televisione di Stato cinese mandò in onda un documentario in dodici puntate intitolato “Da Guo Jue Qi”, cioè “L’ascesa delle grandi potenze”. Così, a centinaia di milioni di telespettatori, furono raccontate la nascita degli imperi coloniali portoghese e olandese, la rivoluzione industriale della Gran Bretagna, le intemperanze della potenza teutonica, le mutevoli vicende della Russia zarista e poi sovietica, la fondazione e quindi la Grande crisi degli Stati Uniti. Secondo l’ex segretario di Stato Usa Henry Kissinger, questo documentario senza precedenti fu il tentativo di popolarizzare una riflessione avviata ufficialmente qualche tempo prima sul “periodo di opportunità strategica” del Paese, com’era stato ribattezzato in alcune analisi avallate dal Partito comunista cinese.
Un periodo che sarebbe coinciso, stando alle autorità di Pechino, con i primi vent’anni del XXI secolo. Tra il 2000 e il 2020, sulla base di questa previsione, la Cina contemporanea avrebbe potuto svilupparsi economicamente e militarmente senza rimanere nel frattempo coinvolta in nessun conflitto armato di rilievo. A patto di evitare gli errori delle grandi potenze che l’avevano preceduta, appunto. Nel 2019, secondo questa analisi del Partito comunista cinese, la ventennale ascesa “tranquilla” dell’ex Impero celeste dovrebbe essere ormai quasi terminata. Una lettura non superficiale delle attuali relazioni sino-americane, e quindi sino-occidentali, potrebbe forse partire da qui: cosa succede quando il “periodo di opportunità strategica” della Cina sta per finire?
Succede, per fare un esempio tratto dalla cronaca di queste ore, che George Soros, finanziere e filantropo statunitense di origini ungheresi, intervenga al World Economic Forum di Davos per parlare dell’impatto dell’intelligenza artificiale sulla democrazia e apostrofi così il presidente cinese: “Xi Jinping è il più pericoloso avversario delle società aperte”. L’aggressiva dichiarazione di Soros, noto antipatizzante di Donald Trump in servizio permanente effettivo, dovrebbe finalmente convincere alcuni commentatori e analisti europei a leggere cum grano salis gli attuali rapporti tra Washington e Pechino, senza derubricare due anni di attriti tra l’attuale Amministrazione Usa e la controparte cinese come fossero frutto del capriccio di un presidente sopra le righe.
Una prospettiva non esclusivamente Washington-centrica sulle relazioni sino americane, d’altronde, avrebbe già potuto sfatare un pregiudizio così superficiale. Si prenda quanto accaduto in questo inizio d’anno in Australia, democrazia collocata alla più estrema periferia geografica dell’anglosfera e dirimpettaia della Cina.
Da una parte il premier australiano, il liberal- conservatore Scott Morrison, ha appena compiuto un’inedita missione diplomatica in alcune isole del Pacifico dispiegando, per quanto possibile, il soft power di Canberra: a Vanuatu, dove un premier australiano in visita ufficiale non si vedeva dal 1990, promettendo infrastrutture e aperture commerciali; alle Fiji, Paese che l’anno scorso dopo molteplici rimostranze australiane abbandonò l’idea di ospitare una base militare cinese, puntando su infrastrutture e immigrazione regolare. Allo stesso tempo un’altra missione governativa in Cina, quella del ministro australiano della Difesa Christopher Pyne, è stata funestata da una crisi diplomatica scoppiata all’improvviso.
Yang Hengjun, ex burocrate del Partito comunista cinese con una seconda vita da scrittore di thriller naturalizzato australiano, è stato infatti arrestato dalle autorità di Pechino – con l’accusa di mettere a rischio la sicurezza nazionale – a ridosso della visita dell’esponente dell’Esecutivo di Canberra.
Un imprevisto che si è verificato subito dopo le proteste ufficiali dell’Australia per la detenzione in Cina di due cittadini canadesi(le gati a George Soros), l’imprenditore Michael Spavor e l’ex diplomatico Michael Kovrig, anch’essi accusati di cospirare contro la sicurezza statale e il cui fermo è stato interpretato da più parti come una ritorsione per l’arresto in Canada della dirigente di Huawei, Meng Wanzhou. Tre episodi, in meno di una decina di giorni, che confermano come la capacità statunitense di interagire con la Cina, e magari di influenzare le sue scelte, non possa essere pienamente compresa senza tener conto dell’effetto “moltiplicatore” svolto in questo ambito dagli alleati di Washington.
Vero, l’Amministrazione Trump non sembra tenere in gran conto le classiche organizzazioni multilaterali: sul fronte asiatico, per esempio, Washington ha abbandonato l’accordo di libero scambio TPP che “circondava” la Cina e ha contribuito finora a depotenziare l’Organizzazione mondiale del Commercio (WTO) che secondo alcuni costituirebbe lo strumento principe per arginare le scorrettezze commerciali made in China.
Eppure perfino analisti molto critici dell’attuale Amministrazione – come quelli della Brookings Institution – riconoscono che, nel caso del confronto a distanza con Pechino, una qualche forma di collaborazione multilaterale Trump l’abbia di tanto in tanto ottenuta. Il caso più evidente si è verificato alla fine del 2018, quando i Paesi del gruppo Five Eyes – Australia, Canada, Nuova Zelanda e Regno Unito che collaborano con l’“occhio” a stelle e strisce – si sono formalmente associati alla condanna pubblica degli Stati Uniti contro il cyber-spionaggio attuato dalla Cina. Il nuovo attivismo australiano nell’area del Pacifico, di cui si è detto sopra, è un altro esempio di questo gioco di squadra.
L’Amministrazione Trump, per fronteggiare Pechino, non disdegna dunque quello che potremmo definire un multilateralismo empirico e selettivo. Al di là della definizione di tale approccio, è importante sottolineare perché la costituzione di un simile fronte che ha come obiettivo il contenimento cinese possa realizzarsi proprio in questo momento storico e grazie alla collaborazione dei Paesi democratici più geograficamente ed economicamente prossimi alla Cina – cioè Australia, Nuova Zelanda, Canada, ma anche Giappone, Corea del Sud e India. Sono infatti questi Paesi, all’avvicinarsi del 2020 che convenzionalmente coincide con la fine dell’ascesa pacifica cinese, a testare o a temere per primi quel che verrà dopo il cosiddetto “periodo di opportunità strategica”.
Un Paese come l’Australia, “canarino” democratico nella “miniera” del capitalismo autoritario cinese, già oggi subisce in maniera massiccia le interferenze di Pechino nella propria vita democratica, per esempio. Sempre l’Australia è il primo Paese a vedere dispiegarsi fuori dai propri confini una forza militare che, come si legge in un recente rapporto della Defence Intelligence Agency sull’esercito di Pechino, è ormai in grado di gestire un conflitto regionale e allo stesso tempo di raggiungere obiettivi militari nemici in tutto il mondo (pur senza potere ancora schierare forze convenzionali ovunque). Assumendo questa prospettiva meno Washington-centrica, i tweet di Trump sulla Cina assumono un significato e un peso diversi.
Non a caso un atteggiamento retorico e diplomatico più incisivo nei confronti della leadership cinese da parte dell’Amministrazione americana riscuote diffuso apprezzamento negli apparati diplomatici e di sicurezza di Paesi – come l’Australia e il Giappone – legittimamente più ansiosi di capire l’evolversi della parabola cinese. “La grande domanda è se, di fronte a una forma di resistenza concertata a livello internazionale, non solo da parte degli Stati Uniti ma anche dei suoi numerosi alleati, Xi modificherà le sue convinzioni o le sue posizioni su qualche tema”, ha scritto Richard McGregor, del think tank australiano Lowy Institute, individuando così la ratio del nuovo “multilateralismo empirico” a trazione statunitense.
La scommessa che certi attori nell’area asiatica sembrano voler giocare adesso rispetto alla Cina assomiglia a quella di un genitore nei confronti di un figlio adolescente molto irrequieto. Il padre e la madre alzano e induriscono i toni nella speranza di modificare gli atteggiamenti più pericolosi dell’adolescente, prima che il giovane cresca e poi sia troppo tardi per indurlo a cambiare.
Se il “periodo di opportunità strategica” di Pechino che volge oramai al termine assomiglia all’adolescenza della potenza cinese contemporanea, allora per Canberra, Tokyo o Ottawa appare tutt’altro che avventato fare sponda con gli Stati Uniti di Trump su questo dossier. Nessun diplomatico o militare – australiano, canadese o giapponese – userà mai una simile metafora pedagogica in pubblico, ovviamente, ma delimitare oggi il perimetro dei comportamenti cinesi ritenuti accettabili sullo scacchiere internazionale potrebbe essere l’unica via per evitare problemi maggiori domani.
@marcovaleriolp
Fonte: qui
domenica 27 gennaio 2019
Il collasso è già qui.
È un processo, non un evento.
Molte persone si aspettano un certo grado di collasso in arrivo - sia esso economico, ambientale e / o sociale - pensando che riconosceranno i segnali di pericolo in tempo.
Come se fosse del tutto ovvio, come un blockbuster di Hollywood. Completa di chiari avvertimenti di scienziati, politici e media. E tutti possono essere indaffarati o farsi prendere dal panico o diventare gli eroi coraggiosi.
Non è così che funziona il collasso.
Il collasso è un processo, non un evento.
Ed è già in corso, tutto intorno a noi.
Il collasso è già qui.
Tuttavia, a differenza della visione di Hollywood, le prime fasi del collasso fanno sì che le persone si aggrappino ancora più strettamente allo status quo. Invece del panico nelle strade, vediamo semplicemente più o meno la stessa cosa: chi è al potere fa tutto il possibile per rimanere così, mentre la maggior parte dell'opinione pubblica cerca di ignorare i crescenti problemi il più a lungo possibile.
Sia per l'élite che per la maggioranza, la loro visione del mondo intero e il loro senso personale di sé dipendono da cose che non si sbriciolano intorno a loro, così rimangono volontariamente cieche a qualsiasi prova del contrario.
Di fronte alle difficoltà che mettiamo in guardia qui su PeakProsperity.com, è molto importante iniziare con prudenza a spostare la propria situazione personale di vitale importanza strategica e tattica. Decine di migliaia di nostri lettori hanno già fatto passi saggi nelle loro vite per posizionarsi in modo resiliente.
Ma la maggior parte della maggioranza non inizierà fino a quando non sarà del tutto troppo tardi per fare alcuna differenza. Che è triste ma forse inevitabile, data la natura umana.
Se tutti intorno a te dicono "Tutto è fantastico!", Può essere necessario molto tempo per determinare da sé che le cose in realtà non lo sono :
Il vero collasso avviene lentamente, e spesso senza alcun tipo di riconoscimento da parte delle cosiddette élite politiche ed economiche fino alla sua brusca fine.
Il grado di marciume all'interno dell'Unione Sovietica è passato inosservato fino alla sua definitiva implosione, sorprendendo quasi tutti in Occidente (così come nell'ex Unione Sovietica!).
Allo stesso modo, un giorno la gente si è svegliata e i piccioni viaggiatori erano estinti. Hanno usato per scurire letteralmente i cieli per ore mentre migravano oltre, numerando in miliardi. Nessuno pianificò la loro fine e praticamente nessuno lo vide arrivare. Certo, proprio come ce ne sono sempre, alcuni pappagalli ai margini si sono accorti, ma sono stati ignorati fino a quando non è stato troppo tardi.
La nostra opinione è che il collasso del nostro attuale modo di vivere stia accadendo proprio ora. I segni sono tutti intorno a noi. Il nostro invito è che tu te ne accorga e chiedi in modo critico quali saranno le conseguenze - indipendentemente da quale pablum i nostri leader e media stiano attualmente vomitando.
Mentre le élite monetarie e finanziarie si sforzano di uscire da un altro giorno / settimana / mese / anno di "stabilità del mercato", gli ecosistemi da cui dipendiamo per la vita stanno svanendo. È come se stesse accadendo il Rapimento, ma sono gli insetti, le piante e gli animali che salgono al cielo invece di noi umani.
Commettere Ecocidio
Sii molto scettico quando la causa di ogni nuovo incubo ecologico è attribuita a "cause naturali".
Anche se è possibile per un qualsiasi incidente ecologico essere dovuto a un ciclo naturale, è debole pensare di assegnare la stessa causa a dozzine di risultati preoccupanti che si verificano in tutto il mondo.
Come si dice in campo militare: una volta è un incidente. Due volte è una coincidenza. Ma tre volte è l'azione nemica.
In questo momento, l'Australia si trova nel bel mezzo della stagione estiva ed è assolutamente martellata dal calore elevato. Certo, fa caldo durante un'estate australiana, ma non così. L'impatto è stato devastante:
L'Australia di fronte a una crisi ecologica senza precedenti, ma nessuno sta prestando attenzione9 gennaio 2019È iniziato a dicembre, poco prima di Natale.Centinaia di persici morti sono stati scoperti galleggiando lungo le rive del fiume Darling - vittime di una fioritura di alghe "sporche, marce verdi" che si diffondono nelle acque tranquille della piccola città di campagna di Menindee, in Australia.Le cose non sono migliorate. Le centinaia di morti divennero migliaia morti, mentre la crisi si espandeva per rivendicare la vita di 10.000 pesci lungo un tratto di 40 chilometri (25 miglia) del fiume. Ma il peggio doveva ancora venire.Questa settimana, il disastro ambientale è esploso a un nuovo livello orribile - quello che un utente di Twitter ha definito "degrado delle acque a livello di estinzione" - con rapporti che suggeriscono fino a un milione di pesci sono stati uccisi in un nuovo caso delle condizioni di fioritura delle alghe tossiche.Da parte loro, le autorità dello stato del Nuovo Galles del Sud sono arrivate a confermare che "centinaia di migliaia" di pesci sono morti nell'evento - ma indipendentemente dal costo esatto , è chiaro che la mortale calamità è un disastro ecologico senza precedenti in i corsi d'acqua della regione."Non ho mai visto due pesci uccidere di questa scala così vicini tra loro in termini di tempo, specialmente nello stesso tratto di fiume", ha spiegato ad ABC News il manager della pesca Iain Ellis del Dipartimento delle industrie primarie del NSW (DPI).Il DPI accusa le condizioni di siccità in corso per l'impatto devastante delle alghe sulla specie di orata, merluzzo e pesce persico locale - con una combinazione di alte temperature e approvvigionamento idrico cronico (insieme ad elevate concentrazioni di nutrienti nell'acqua) che creano una zuppa di alghe tossica.
Guardare il video qui sopra mostra che gli uomini adulti che piangono per la perdita di pesce di 100 anni sono strazianti. Questa uccisione di pesci è descritta come "senza precedenti" e come "evento di estinzione", nel senso che non ha lasciato sopravvissuti per un lungo tratto di corso d'acqua.
Possiamo provare a consolare ourleves che forse questo è stato solo un evento singolare, un gruppo di cattivi juju e peggio gestione delle acque che si sono combinati per darci questo orrore - ma non lo era.
Fa parte di un più ampio arazzo di miseria indotta dal calore che l'Australia sta affrontando:
Come un'onda di calore ha ucciso "un terzo" di una specie di pipistrelli in Australia15 gennaio 2019Più di due giorni a novembre, il caldo record nel nord dell'Australia ha spazzato via quasi un terzo delle volpi volanti dagli occhiali della nazione, secondo i ricercatori.Gli animali, noti anche come pipistrelli di frutta dagli occhiali , non erano in grado di sopravvivere a temperature superiori a 42 ° C."Era totalmente deprimente" , ha detto alla BBC un soccorritore, David White.Le volpi volanti non sono più sensibili al caldo estremo di altre specie, dicono gli esperti. Ma poiché spesso si riuniscono in grandi aree urbane, la loro morte può essere più evidente e facilmente documentabile."Solleva preoccupazioni sul destino di altre creature che hanno uno stile di vita più segreto e appartato", afferma il dott. Welbergen.Vede i pipistrelli come "il canarino nella miniera di carbone per il cambiamento climatico".
Un'ondata di calore di due giorni lo scorso novembre (2018) è stata sufficiente per uccidere fino a un terzo di tutte le volpi volanti conosciute dell'Australia, una specie vulnerabile che era già in pericolo. Poiché questi pipistrelli sono ben studiati e la loro morte è abbastanza evidente per gli osservatori, solleva la questione importante: quante altre specie meno scrutinate stanno morendo allo stesso tempo?
E la sfilata della morte continua:
- Più di 90 cavalli selvaggi muoiono nell'ondata di caldo australiana (24 gennaio 2019)
- Heatwave in Australia: morti di massa e strade si sciolgono quando le temperature raggiungono livelli record (19 gennaio 2019)
- Heatwave australiano responsabile di Deaths of Horses, Camels (24 gennaio)
Questi dati sono abbastanza gravi da essere riconosciuti come segni di un collasso continuo?
L'estate scorsa è stata un periodo di massima corrente e di calore per l'Australia, e questa estate sembra destinata a peggiorare ancora. Questo potrebbe essere il "nuovo normale" del Paese, se la situazione è dovuta al cambiamento climatico invece di un semplice ciclo caldo (se punitivo).
Se è così, queste ondate di calore probabilmente si intensificheranno nel tempo, collassando completamente i sistemi biologici esistenti in tutta l'Australia.
Nel frattempo, nelle vicinanze in Nuova Zelanda, è in corso una perdita di specie simile:
'Come perdere la famiglia': il tempo potrebbe esaurirsi per l'albero più sacro della Nuova ZelandaLuglio 2018L'albero più vecchio e sacro della Nuova Zelanda si trova a 60 metri dalla morte, in quanto una malattia fungina nota come dieera kauri si diffonde senza sosta in tutto il paese.Tāne Mahuta (Lord of the Forest) è un gigantesco albero kauri situato nella foresta di Waipoua, nel nord del paese, ed è sacro per il popolo Māori, che lo considera un antenato vivente.Si ritiene che l'albero abbia circa 2.500 anni, ha una circonferenza di 13.77 metri ed è alto più di 50 metri.Migliaia di gente del posto e turisti visitano l'albero ogni anno per rendere omaggio e prendere selfie accanto al baule.Ora, la sopravvivenza di quello che si crede sia l'albero vivente più antico della Nuova Zelanda è minacciata dal kauri morente, con alberi di kauri a soli 60 m da Tāne Mahuta che si sono confermati infetti.Il morbo di Kauri causa la morte di molti alberi infetti e sta minacciando di spazzare via completamente le più preziose specie di alberi nativi della Nuova Zelanda, apprezzate per la sua bellezza, forza e uso in barche, sculture ed edifici."Non abbiamo più tempo per fare le solite prove scientifiche, dobbiamo solo iniziare a rispondere immediatamente in ogni modo possibile; non è l'ideale, ma abbiamo una specie di tempo scaduto ", afferma Black, aggiungendo che sebbene non vi sia alcuna cura per il dieback di kauri, esiste una serie di misure che potrebbero rallentarne il progresso.
Le persone si stanno mobilitando per cercare di salvare gli alberi kauri, anche se non è chiaro esattamente come fermare la diffusione del nuovo invasore fungino o perché sia così patogeno tutto ad un tratto. Potrebbe essere dovuto ad un altro tipo di ciclo naturale (ad eccezione del fatto che il fungo è stato pensato sia stato introdotto e diffuso dall'attività umana) o potrebbe essere un altro indicatore di collasso che dobbiamo finalmente ascoltare e ascoltare.
Si scopre che la Nuova Zelanda non è sola. Gli alberi giganti stanno morendo in tutto il mondo.
I baobab di 2.000 anni in Africa improvvisamente e misteriosamente abbandonano il fantasma. Questi alberi sono sopravvissuti allegramente per 2.000 anni e ora improvvisamente stanno morendo. Le morti dei nostri alberi più antichi in tutto il mondo sono una sorta di processo naturale? O c'è un altro colpevole che dobbiamo riconoscere?
In Giappone lamentano record di catture di calamaro . Oh bene, forse è solo pesca eccessiva? O potrebbe essere un altro messaggio che dobbiamo prestare attenzione?
A tutto ciò possiamo aggiungere i numerosi articoli scientifici che denunciano l'Apocalisse degli insetti che si sta dispiegando nell'emisfero settentrionale. Il Guardian ha recentemente pubblicato questo avvertimento: "Collasso degli insetti:" Stiamo distruggendo i nostri sistemi di supporto vitale " . I ricercatori delle riserve forestali di Porto Rico hanno registrato un declino del 98% della massa di insetti da oltre 35 anni. Il declino del 98% ha una spiegazione naturale? O sta succedendo qualcosa di più grande?
Nel frattempo, lo spegnimento della farfalla si sta svolgendo con velocità allarmante. Raramente li vedo di più in estate, con mio grande dispiacere. Vedere uno è ora eccitante come vedere una tempesta di meteore attraverso il cielo, e altrettanto raro:
I numeri delle farfalle monarca calano dell'86 percento in California7 gennaio 2019CAMARILLO, Calif. - Il numero di farfalle monarca che spuntano nei siti svernanti della California è diminuito di circa l'86% rispetto a solo un anno fa, secondo la Xerces Society, che organizza un conteggio annuale delle creature iconiche.Questa è una cattiva notizia per una specie i cui numeri sono già diminuiti del 97% dagli anni '80.Ogni anno, i monarchi degli Stati Uniti occidentali migrano dalle zone interne alla costa della California per trascorrere l'inverno, di solito tra settembre e febbraio."È stato l'anno peggiore che abbiamo mai visto", ha detto Emma Pelton, una biologa conservatrice della Società Xerces che aiuta a guidare il conteggio annuale del Ringraziamento. "Sappiamo già che abbiamo a che fare con una popolazione molto piccola, e ora abbiamo un anno davvero brutto e all'improvviso siamo in una situazione di crisi in cui ci sono pochissime farfalle rimaste".Ciò che sta causando il drastico calo è un po 'un mistero. Gli esperti ritengono che il declino sia stimolato da una confluenza di fattori sfortunati, comprese le piogge tardive in California lo scorso marzo, gli effetti della lunga siccità dello stato e l'assalto apparentemente implacabile di incendi che hanno bruciato ettari su ettari di habitat ea volte soffocò l'aria con fumo tossico.
Si noti che la "spiegazione" data incolpa il declino dei processi prevalentemente naturali: tempeste tardive, siccità e incendi. Credo che ciò sia dovuto al fatto che l'articolo appare in un articolo statunitense, quindi non è stato permesso menzionare pesticidi neonicotinoidi o glifosato. Entrambi sono decimatori altamente efficaci della vita degli insetti, ma sono molto redditizi per Big Ag, quindi per ora non è consentita alcuna critica.
Sicuramente un calo del 97% dal 1980 potrebbe essere dovuto a incendi, siccità e piogge. Ma non è molto probabile. Ci sono sempre stati incendi, siccità e piogge. Qualcos'altro è cambiato dagli anni '80. E quella "cosa" è l'attività umana, che ha aumentato la sua volontà di distruggere l'habitat e di spruzzare veleni ovunque alla ricerca di cibo più economico e profitti più facili.
La perdita di insetti, che osserviamo nella perdita della bellissima e iconica farfalla monarca, è una gigantesca bandiera di avvertimento di cui abbiamo disperatamente bisogno di prestare attenzione. Se il fondo della nostra rete alimentare di miliardi di anni si disintegra, puoi essere certo che le ripercussioni sull'uomo saranno drammatiche e terribilmente difficili da "sistemare". In termini scientifici, si chiamerà "cascata trofica dal basso verso l'alto".
In una cascata trofica, la perdita di un singolo strato della piramide alimentare sbriciola l'intera struttura. Le reti di cibo attentamente calibrate, con un miliardo di anni di lavoro, sono improvvisamente destabilizzate. La vita non può adattarsi abbastanza velocemente e così intere specie vengono rapidamente perse. Una volta che abbastanza specie muoiono, la rete non può essere riavvolta, e la vita ... finisce semplicemente.
Come sarebbe esattamente una "cascata trofica" nella vita reale? Oh, forse qualcosa proprio così:
Carenza mortale nel cuore di un mistero ambientale16 ottobre 2018Durante la primavera e l'estate, colonie indaffarate di un'anatra chiamata l'edredone comune (Somateria mollissima) e altri uccelli selvatici sono abitualmente allevate sulle coste rocciose attorno al Mar Baltico. Migliaia di nuovi entusiasti genitori si contendono i posti migliori per costruire nidi e prendere cibo per le giovani covate esigenti.Ma Lennart Balk, un biochimico ambientale dell'Università di Stoccolma, ha assistito a una scena drammaticamente diversa quando ha visitato colonie costiere svedesi per un periodo di 5 anni a partire dal 2004. Molti uccelli non potevano volare. Altri erano completamente paralizzati. Anche gli uccelli non stavano mangiando e avevano difficoltà a respirare. Migliaia di uccelli soffrivano e muoiono di questa malattia paralitica, dice Balk. "Siamo entrati nelle colonie di uccelli e siamo rimasti scioccati. Potevi vedere che c'era qualcosa di veramente sbagliato. Era una situazione spaventosa per questo periodo dell'anno ", dice.Basandosi sul suo passato lavoro che documenta una crisi simile in diverse specie ittiche del Mar Baltico, Balk sospettava che la malattia degli uccelli fosse causata da una carenza di tiamina (vitamina B1). La tiamina è necessaria per i processi metabolici critici, come la produzione di energia e il corretto funzionamento del sistema nervoso.Questo micronutriente essenziale è prodotto principalmente da piante, tra cui fitoplancton, batteri e funghi; persone e animali devono acquistarlo attraverso il loro cibo."Abbiamo scoperto che la carenza di tiamina è molto più diffusa e grave di quanto si pensasse in precedenza", afferma Balk. Data la sua portata, egli suggerisce che una pervasiva carenza di tiamina potrebbe essere almeno in parte responsabile della diminuzione della popolazione mondiale della fauna selvatica. Per un periodo di 60 anni fino al 2010, ad esempio, le popolazioni di uccelli marini in tutto il mondo sono diminuite di circa il 70% e, a livello globale, le specie vengono perse 1.000 volte più velocemente del tasso naturale di estinzione (9, 10). " Ha visto una carenza di tiamina in diversi phyla ora", dice Fitzsimons di Balk. "Ci si chiede cosa sta succedendo. È un problema più ampio di quello che inizialmente sospettavamo. "
Questo è oltre il disturbo. Doveva essere sulle prime pagine di ogni giornale e programma televisivo in tutto il mondo. Dovremmo discuterne con toni urgenti e preoccupati e dedicare una grande quantità di denaro allo studio e al ripararlo. Come minimo, dovremmo smettere di trasportare più piccoli pesci e krill dal mare nel tentativo di stabilizzare almeno la piramide alimentare mentre sistemiamo le cose.
Se si ricorda, abbiamo anche riportato di recente i risultati che mostrano che i livelli di fitoplancton sono scesi del 50% (tra l'altro sono una fonte primaria di tiamina). Ancora una volta, ecco una possibile "cascata trofica" in corso:
Meno fitoplancton significa meno tiamina prodotta. Ciò significa che è disponibile meno tiamina per passare la catena alimentare. La prossima cosa che sai, c'è un calo del 70% nelle popolazioni di uccelli marini.
Questo è qualcosa che ho notato direttamente e commentato durante i miei pellegrinaggi annuali sulla costa settentrionale del Maine negli ultimi 30 anni, dove i gabbiani erano estremamente comuni e ora sono praticamente spariti. Gabbiani!
La prossima cosa che sapete, un'altra grande catena alimentare sarà spazzata via e otterremo oceani pieni di meduse invece di pesci veri. O forse un po 'di muffa un tempo benigna cresce senza controllo perché l'antica complessa rete alimentare che lo tiene in equilibrio è crollata, improvvisamente trasformando la "rivoluzione verde" di Big Ag in polvere grigiastra di polvere sporca di marroni.
Aggiungere al terrificante mix di notizie ecologiche è stata l'improvvisa e rapida perdita di specie di anfibi in tutto il mondo. È stata trovata una possibile fonte per il colpevole, se questa è una consolazione; anche se questa scoperta non identifica ancora una soluzione a questo triste sviluppo.
Ground Zero di Anfibio "Apocalypse" finalmente trovato10 maggio 2018MOLTI degli anfibi del mondo stanno fissando una minaccia esistenziale: un antico fungo che mangia la pelle, in grado di spazzare via intere valli di rane intere foreste.Questo super-cattivello ecologico, il fungo chiatide Batrachochytrium dendrobatidis, ha spinto più di 200 specie di anfibi verso l'estinzione o quasi-estinzione - radicalmente ricablando gli ecosistemi su tutta la Terra."Questo è il peggior patogeno nella storia del mondo, per quanto possiamo dire, in termini di impatto sulla biodiversità", dice Mat Fisher, un micologo dell'Imperial College di Londra che studia il fungo.Ora, un team globale di 58 ricercatori ha scoperto la storia di origine della creatura. Uno studio pionieristico pubblicato su Science il giovedì rivela dove e quando il fungo è probabilmente emerso: la penisola coreana, a volte negli anni '50.Da lì, gli scienziati teorizzano che le attività umane lo hanno inavvertitamente diffuso in lungo e in largo, causando la morte di anfibi in tutte le Americhe, in Africa, in Europa e in Australia.
Le rane, i rospi e le salamandre sono state parti assolutamente critiche della mia infanzia e mi sono rallegrato della loro presenza. Non riesco a immaginare un mondo senza di loro. Ma efficacemente, questo è quello che abbiamo ora con così tanti sulla lista delle specie in via di estinzione.
Questa sfilata di notizie ecologiche terribili è al tempo stesso infinita e in peggioramento. E non c'è alcuna reale prospettiva per noi di sistemare le cose in tempo per evitare un sostanziale dolore ecologico. Nessuna.
Dopotutto, non possiamo neanche gestire correttamente i nostri bacini idrografici. E quelli sono morti semplici al confronto. L'acqua cade dal cielo nel volume (per lo più) prevedibile e quindi distribuisci un po 'meno di quel totale ogni anno. Lineare e semplice rispetto al tentativo di svelare i numerosi fattori alla base del collasso di una specie.
Ma sfide come questa stanno spuntando in tutto il mondo:
Paura e dolore a Las Vegas: i gestori dei fiumi del Colorado lottano con la scarsità d'acqua14 Dicembre ° 2018Sul palco in una sala conferenze al Caesars Palace di Las Vegas, Keith Moses ha detto che venire a patti con i limiti del fiume Colorado è come perdere una persona amata."Mi ricorda le sette fasi del dolore", ha detto Moses. "Perché penso che abbiamo negato da molto tempo."Moses è vice presidente del Colorado River Indian Tribes, un gruppo di quattro tribù vicino a Parker, in Arizona. Stava parlando all'incontro annuale del Colorado River Water Users Association.La negazione si è trasformata in dolore e senso di colpa quando è diventato chiaro quanto fossero grandi le lacune di domanda e offerta sul fiume che forniscono acqua a 40 milioni di persone nel sud-ovest.Negli ultimi sei mesi i leader dell'acqua dell'Arizona hanno vissuto la terza fase del dolore: rabbia e contrattazione.Dei sette stati degli Stati Uniti che si affidano al fiume Colorado, l' Arizona ha avuto il tempo più difficile per capire come frenare l'uso dell'acqua ed evitare di vedere i più grandi bacini idrici del fiume, i laghi Mead e Powell, scendere a livelli estremamente bassi.Kathryn Sorenson, direttore del servizio idrico di Phoenix, ha caratterizzato il processo in questo modo: "Interessante, complicato, qualcuno potrebbe dire difficile".Una delle voci più rumorose del dibattito proviene da un piccolo gruppo di agricoltori nella contea di Pinal, in Arizona, a sud di Phoenix.Secondo le regole attuali, gli agricoltori potevano vedere il loro approvvigionamento del fiume Colorado azzerato entro due anni.Il più grande coltivatore di cotone e erba medica della contea, Brian Rhodes, sta cercando di assicurarsi che ciò non accada. Il terreno nei suoi campi è polveroso, scoppiando in minuscole nuvole marroni ad ogni passo."Dovremo fare grandi tagli", ha detto Rhodes. "Lo capiamo tutti."
Oh mio Dio. Se stiamo avendo problemi a capire che sprecare acqua preziosa dal fiume Colorado per coltivare il cotone è una cattiva idea, allora non c'è speranza che ci riuniremo con successo per affrontare la perdita del fitoplancton oceanico.
Si tratta della connessione più semplice di punti che potrebbe mai essere fatta. Come Sam Kinison , il comico del 1980 avrebbe potuto urlare - È UN DESERTO !! STAI CERCANDO DI CRESCERE LE COLTURE ACQUA-INTENSIVE NEL DESERTO FREAKING! NON PUOI VEDERE TUTTA LA SABBIA INTORNO A TE?!? CHE SIGNIFICA "NON CRESCI IL COTONE QUI !!"
Un mondo in bilico
La linea di fondo è questa: stiamo distruggendo il mondo naturale. E questo significa che stiamo distruggendo noi stessi.
So che le notizie mainstream hanno relegato questa conversazione alle ultime pagine (quando la coprivano affatto) e quindi non è "frontale e centrale" per la maggior parte delle persone. Ma dovrebbe essere.
Tutto ciò che teniamo caro è un sottoinsieme dell'ecosfera. Se quello muore, lo fa anche tutto il resto. Nient'altro importa minimamente se distruggiamo attivamente la capacità di carico della Terra.
Allo stesso tempo, siamo nella morsa di un'illusione estremamente pericolosa che ha messo il denaro, la finanza e l'economia al primo posto nel nostro tempio di adorazione quotidiana.
Qualsiasi idea di rallentare o fermare la crescita economica è "cattiva per gli affari" e liquidata come "non pratico", "indesiderabile" o "poco saggio". È sempre un brutto momento per discutere della fine della crescita economica, a quanto pare.
Ma come i giovani di oggi stanno scoprendo sempre di più, se " condurre gli affari" è solo una ragione razionale per il mancato governo delle nostre terre e degli oceani, allora è un'idea sbagliata. Uno non vale la pena di conservare nella sua forma attuale.
La sfilata di terribili crolli ecologici di cui sopra è lì per tutti disposti a vederlo. Sei disposto? Ogni ecosistema in crisi ci sta urlando con toni stridenti e urgenti che siamo andati troppo oltre nella nostra ricerca di "di più".
Potremmo essere in grado di spiegare individualmente ciascun errore. Ma preso nel suo insieme? Lo schema è chiaro: abbiamo un'azione nemica al lavoro. Queste non sono coincidenze casuali.
La natura ci avverte ad alta voce che è tempo passato per cambiare i nostri modi. Che il nostro modello di "crescita infinita" non è più valido. In realtà, sta diventando una minaccia esistenziale
Il crollo è in corso. Non è ancora trasmesso per televisione (ancora).
Davos As Destiny
E non aspettarti che arrivi la cavalleria.
La nostra leadership non è assolutamente all'altezza del compito. Se la conferenza di Davos attualmente in corso in Svizzera è un segno di nulla, è che siamo condannati.
Il mondo è stato conquistato da banchieri e finanzieri troppo colpiti dal loro amore per i soldi per notare molto altro o essere di qualsiasi servizio pratico al mondo.
A titolo di esempio illustrativo, ecco la grande idea di techno-feel-good presentata il secondo giorno della conferenza. Le folle ci hanno adorato:
Sì, gente, questo è ciò di cui il mondo ha più disperatamente bisogno in questo momento! / SARC
Mentre sono sicuro che i libri consegnati con i droni sono una storia commovente, sono completamente diversivi e assolutamente privi di senso di fronte al collasso di reti alimentari oceaniche e terrestri.
Purtroppo, questo è esattamente il tipo di distrazione inanimata che i Davos hanno ammirato in gran parte perché li aiuta a sentirsi un po 'meglio sulla loro ricchezza mal riuscita. "Guarda, stiamo supportando le buone azioni!" La brutta verità è che la principale ricerca della grande ricchezza è di distorcere i processi e le regole politiche per assicurare che riescano a mantenerlo e persino a accumulare di più.
I droni che portano libri ai bambini indonesiani forniscono lo stesso tipo di corsa alla dopamina a un partecipante di Davos, mentre Facebook "come" dà a un quattordicenne. Temporaneo, economico, superficiale e in definitiva privo di significato.
Lo stesso vale per il loro altro tema di benessere del giorno. Gli "scienziati" hanno scoperto un enzima che mangia le materie plastiche:
È bello, ma sai cosa sarebbe ancora meglio? Non usare le bottiglie in primo luogo. Ciò potrebbe essere ottenuto fornendo l'accesso ad acqua potabile sicura come un diritto umano fondamentale e utilizzando contenitori riutilizzabili. Ovviamente, questo offrirebbe meno possibilità di accumulare ricchezza privata, così invece la folla di Davos è fissata sulla soluzione redditizia contro il fare la cosa giusta.
In ogni caso, la folla di Davos vuole preservare l'industria e la cultura dei consumatori così com'è, usando la tecnologia e gli espedienti nel tentativo di rimediare ai mali che ne derivano. Ci sono soldi da fare su entrambi i lati di quella storia.
L'unica cosa che manca all'approccio è un futuro. Perché non è così sottilmente basato sulla continua "crescita". Crescita esponenziale infinita. La stessa identica crescita che sta uccidendo alberi secolari, uccelli marini, insetti, anfibi e fitoplancton.
Chi ne vuole di più? Persone folli.
In altre parole, non nutrire alcuna speranza che il gruppo di Davos che rappresenta la cosiddetta "élite" di ogni nazione di spicco sulla terra stia andando in qualche modo a offrire delle intuizioni reali sulle nostre enormi situazioni e soluzioni ai nostri problemi incombenti. Sono troppo consumati dal loro ego e occupati a premunirsi per notare il pericolo o la preoccupazione.
Mentre trascinano inutilmente un altro incontro costoso, il mondo ecologico si sta disfacendo tutt'attorno a loro. Gli oceani stanno diventando un deserto arido. Gli alberi antichi stanno morendo. Le ondate di calore stanno sciogliendo catrame e uccidendo la vita. La rete della vita si sta sgretolando e nessuno può prevedere cosa succederà dopo.
In altre parole, se sostenevi di sperare che "loro" si sarebbero in qualche modo radunati per la causa, sarebbe meglio metterlo da parte. Non c'è da meravigliarsi che la rabbia sociale contro le élite sordomute e depredate stia scoppiando proprio ora.
Da qui, ci sono solo due percorsi probabili:
(1) Noi umani semplicemente non possiamo auto-organizzarci per affrontare queste difficoltà e continuare fino alla fine, quando accade qualcosa di catastrofico che collassa i nostri naturali sistemi di supporto.
(2) Vediamo la luce, raccogliamo il nostro coraggio e facciamo ciò che deve essere fatto. Il consumo è ampiamente e fortemente ridotto, l'uso di combustibili fossili è severamente limitato e gli standard di vita misurati dalla quantità di cose che scorre attraverso le nostre vite quotidiane sono scesi a livelli sostenibili.
In entrambi i casi, stanno arrivando enormi cambiamenti, probabilmente per te e sicuramente per i tuoi figli e nipoti.
Nella Parte 2: Affrontare la realtà ci immergiamo in ciò che gli sviluppi aspettano man mano che i nostri sistemi proseguono lungo la loro cascata trofica. Quali marker e pietre miliari dovremmo monitorare più da vicino per sapere quando ci sarà il prossimo punto di rottura?
Per ribadire: il massiccio cambiamento è ora inevitabile e in corso.
Il collasso è già iniziato.
Fare clic qui per leggere la Parte 2 di questo rapporto (riepilogo esecutivo gratuito, iscrizione richiesta per l'accesso completo).
Chris Martenson
Venerdì 25 gennaio 2019
Tradotto automaticamente da Google
Fonte: qui
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