Negli ultimi anni si parla sempre più spesso dello sconvolgimento climatico in atto a causa dell’aumento di CO2 in atmosfera derivante dalle attività antropiche con la conseguenza di avere temperature sempre più elevate e fenomeni meteorologiciESTREMI. A destare preoccupazione secondo un team di ricercatori russi è il comportamento della nostra stella: il SOLE infatti sarà sempre più SPENTO, dal 2020 è in arrivo un NUOVO ALLARMANTE MINIMO. Scopriamo di cosa si tratta e le possibili CONCLUSIONI a cui sono giunti gli ESPERTI.In un articolo recentemente pubblicato sulla prestigiosa rivista NATURE, la ricercatrice russa Valentina Zharkova, ha ribadito le sue tesi sul possibile arrivo di un Grande Minimo Solare nei prossimi decenni. Il fulcro della sua ricerca si basa sul meccanismo di formazione delle macchie solari e la loro ciclicità basata sull’andamento della “dinamo solare”, il campo magnetico presente sulla nostra stella. L’energia in ingresso sul nostro Pianeta in arrivo dal Sole non è sempre la stessa, ma anzi varia notevolmente anche nel corso di pochi decenni, andando ad influenzare il clima terrestre.
Ebbene se queste teorie dovessero verificarsi tra il 2020 ed il 2030 potrebbe iniziare un nuovo Minimo di Maunder, quel minimo di attività solare già intervenuto tra il 1645 ed il 1715, durante il quale apparvero solamente 50 macchie solari nel corso di 70 anni, ed il clima si fece rigidissimo in Europa, con gelo del Tamigi a Londra ogni 5 anni in media e l’espansione dei ghiacciai su tutto l’arco alpino (massimo raggiunto negli ultimi 12000 anni).
1684: il Tamigi ghiaccia al punto che ci passavano le carrozze. Il minimun di Maunders.
Questo potrebbe essere un enorme motivo di preoccupazione. Infatti stiamo già assistendo a un aumento di figure meteorologiche instabili, a grandi inondazioni prolungate e oscillazioni improvvise della temperatura (sia verso l’alto che verso il basso), suggerendo tutto ciò che arriverà il momento che dovremo per forza adattarci. Questa teoria contrasta con quanto previsto dalla stragrande maggioranza della comunità scientifica che si occupa dei cambiamenti del clima. Quello che succederà nel futuro prossimo lo scopriremo già nei prossimi anni. Sicuramente occorrerà trovare delle soluzioni ad un clima che cambia ed al fatto che la popolazione umana aumenterà sempre di più.
(MB) – Questo articolo per mostrare che la promozione-imposizione internazionale di “Greta” l’autistica, è opera di poteri criminali totalitari. Sono poteri che hanno bisogno di creare un “mercato” per cervellotici diritti dì inquinamento, titoli fasulli emessi dalle nazioni meno inquinanti e di cui “creano il bisogno” (con leggi “ecologiche”) alle più inquinanti, da negoziare nelle Borse. Una gigantesca frode a scopo di estrarre gli ultimi lucri dalla umanità assoggettata alle loro “narrative” totalitarie.
Ma per raggiungere questo scopo creano il terrorismo sul Co2 (anidride carbonica) sostenendo che, prodotta in eccesso dalle attività umane, sarebbe la causa dell’effetto serra e quindi del riscaldamento globale.
Ora, il fatto che il pianeta stia per subire un minimun solare e quindi vada raffreddandosi, imporre totalitariamente una riduzione delle “emissioni di C02”, se avesse successo, aggraverebbe la rigidità climatica che si sta avvicinando.
Sarebbe insomma “pro-ciclica” invece che “anticiclica” – esattamente come le austerità imposte dalla Germania agli Stati del Sud Europa, e questa è più che una metafora. La campagna di Greta l’autistica ricevuta all’ONU e da El Papa è un atto criminale contro il genere umano, esattamente come il capitalismo globale con le sue borse aperte 24 ore su 24 senza alcuna necessità che i lucri degli speculatori (basterebbe che aprissero un giorno a settimana…) ottenuti ingoiando “titoli” a cui i “mercati” danno un valore di bolla. La quantità dei titoli deve essere continuamente aumentata. È questo l’ultimo atto della “finanza creativa” ossia truffaldina. Fonte: qui
Il minimun dipinto fedelmente da Bruegel il Vecchio (1556: osservate il cielo com’era)
LA PETIZIONE HA RAGGIUNTO LE 500 FIRME DI ESPERTI IN TUTTO IL MONDO, EPPURE SI PREFERISCE DARE RETTA A UNA 16ENNE CHE HA ABBANDONATO LA SCUOLA – INTANTO GRETA HA FATTO CAUSA A GERMANIA, FRANCIA, BRASILE, ARGENTINA E TURCHIA PER AVER…
CLIMA DI CENSURA TRA SCIENZIATI: VIETATO PARLARE MALE DI GRETA
Non c' è bisogno dell' olio di ricino: per un pestaggio bastano le parole. Succede che un gruppo di otto scienziati italiani rediga un documento che contesta l' allarme sul cambiamento climatico e il legame con le attività umane, una «Petizione sul Riscaldamento Globale Antropico». Il documento viene diffuso tra i colleghi senza particolare battage mediatico, soprattutto se comparato all' eco planetaria ottenuta dai fautori delle tesi opposte che hanno eletto a simbolo la giovane Greta Thunberg.
ANTONINO ZICHICHI
Succede anche che, nonostante la disparità di forze, la petizione raccolga duecento firme di scienziati, tra cui quella del fisico Antonino Zichichi. Il testo viene inoltre tradotto in inglese e comincia a circolare fuori dall' Italia con un titolo più aggressivo: «European Declaration: There is No Climate Emergency». Si arriva in breve a 500 firme di studiosi di tutto il mondo e viene preparata una conferenza per discuterne a Oslo il 18 e 19 ottobre. Al centro dell' offensiva «scettica» ci sono tra l' altro dati presentati dal gruppo di studiosi che mostrano un aumento delle temperature minore delle previsioni dell' Intergovernmental panel on climate change (Ipcc), l' organismo dell' Onu che indaga il «climate change».
PROTESTE CONTRO IL CAMBIAMENTO CLIMATICO
Fin qui pare trattarsi di un normale confronto di idee, a fronte di un tema dalle tante implicazioni, anche politiche. Che però inevitabilmente attirano l' attenzione anche del movimento d' opinione che ha eletto il complesso discorso sul «global warming» a una forma di religione. In Italia il dibattito scientifico è subito diventato questione per curve da stadio.
FRANCO BATTAGLIA
Succede ancora che l' Accademia dei Lincei organizzi un convegno sull' argomento previsto per il 12 novembre e inviti anche uno scienziato che sostiene tesi opposte a quelle dell' Ipcc, il professor Franco Battaglia, uno degli otto promotori originali della petizione (nel gruppo c' è anche il professor Franco Prodi). Un membro del comitato organizzatore del convegno, il professor Guido Visconti, climatologo di fama che non ha mai nascosto i suoi dubbi sul modelli di ricerca dell' Ipcc ma che conferma il rapporto tra attività umana e cambiamento climatico, si dimette in polemica con la scelta dei Lincei.
CHI SOPRAVVIVERA' AL CAMBIAMENTO CLIMATICO
Parte immediata la bastonatura contro il professor Battaglia.
Il quotidiano Repubblica pubblica un articolo in cui sbeffeggia gli articoli del docente, storica firma del Giornale e punta a metterne in ridicolo l' attività scientifica. Il titolo dell' articolo, soprattutto, è già un marchio: «I Lincei organizzano un convegno sul clima. E fanno parlare il negazionista Battaglia». La scelta del termine è significativa: «negazionista» è il vocabolo usato per indicare gli estremisti convinti contro ogni evidenza che l' Olocausto sia una montatura del popolo ebraico. Un modo piuttosto scoperto non di confutarne le tesi scientifiche, ma la stessa legittimazione sociale a esprimere un' opinione. Fonte: qui
GHIACCIAI A RISCHIO SCIOGLIMENTO, OCEANI SEMPRE PIÙ CALDI E CICLONI: A LANCIARE L'ALLARME SUL RISCALDAMENTO CLIMATICO STAVOLTA NON E' GRETA MA L'ONU
I MARI RISCHIANO DI SALIRE DI OLTRE UN METRO ENTRO FINE SECOLO.
E I GHIACCIAI DELL’HIMALAYA POSSONO SCIOGLIERSI ENTRO IL 2100
A due giorni dal vertice sul clima dell’Onu, l’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) ha pubblicato un nuovo drammatico rapporto, dedicato agli oceani e alla criosfera — le parti congelate del pianeta — intitolato Special Report on the Ocean and Cryosphere in a Changing Climate. Annunciato al termine di una sessione plenaria di quattro giorni, nel Principato di Monaco, il rapporto è una sintesi di 7000 papers scientifici di 36 paesi diversi, e non lascia margine al dubbio sulla crisi climatica in atto. Oceani sempre più caldi e acidi, ondate di calore, piogge e cicloni più devastanti, isole sommerse.
Ghiacciai dell’Himalaya a rischio, possono sciogliersi entro il 2100
L’innalzamento del livello del mare (finora + 16 cm) sta accelerando: senza un drastico taglio delle emissioni climalteranti, gli oceani entro il 2100 si alzeranno oltre dieci volte più velocemente di quanto sia avvenuto nel XX secolo. Ovvero 15 millimetri all’anno contro i 3,6 mm annui di oggi e l’1,4 mm del secolo scorso. Significa che il mare potrebbe sollevarsi di altri 84 centimetri entro fine secolo (secondo le stime più catastrofiche, addirittura 1,1 metri). Nello scenario migliore, con drastici tagli alle emissioni, si potrebbe limitare tale innalzamento a 43 cm.
SCIOGLIMENTO GHIACCIAI
I ghiacciai perderanno in media più di un terzo della loro massa nello scenario più grave (alte emissioni); alcune catene montuose potrebbero perdere oltre l’80 per cento dei propri ghiacciai entro fine secolo e molti sparirebbero completamente. Il ritiro dei ghiacciai di montagna modifica la disponibilità e la qualità dell’acqua a valle, con pesanti implicazioni per l’agricoltura e l’energia idroelettrica da cui dipendono le comunità locali.
La vita marina, già colpita duramente dal riscaldamento degli oceani, continuerà a declinare, anche se un taglio delle emissioni potrebbe ridurre il danno. Gli oceani si sono riscaldati senza interruzione dal 1970 e hanno assorbito più del 90% del calore in eccesso del sistema climatico. Dal 1993, il tasso del riscaldamento dell’oceano è più che raddoppiato. Tra l’84 e il 90 per cento di tutte le ondate marine di calore è oggi attribuibile alla crisi climatica: e le ondate sono due volte più frequenti, più calde e di maggior durata rispetto al periodo pre-anni Ottanta.
SCIOGLIMENTO GHIACCIAI
La loro frequenza sarà di 20 volte più elevate se nel 2100 l’aumento delle temperature si fermerà a 2 ° C rispetto ai livelli preindustriali. Ma sarebbe 50 volte maggiore se le emissioni continuassero ad aumentare. Il riscaldamento dell’oceano riduce la miscelazione tra gli strati d’acqua e, di conseguenza, l’apporto di ossigeno e sostanze nutritive per la vita marina.
L’oceano ha assorbito tra il 20 e il 30% delle emissioni di biossido di carbonio indotte dall’uomo dagli Anni ‘80, causando l’acidificazione degli oceani, destinata ad aumentare negli anni a venire. Il pH potrebbe crollare di altri 0,3 gradi entro il 2100, e questo implicherebbe un aumento dell’acidità di circa il 150 per cento. Fino all’80 per cento della parte superiore dell’oceano potrebbe perdere ossigeno già intorno al 2050. In conseguenza di ciò, la massa totale degli animali nell’oceano potrebbe diminuire del 15 per cento e la capacità massima di pesca crollare fino al 24 per cento entro fine secolo. I coralli sono particolarmente a rischio, anche nello scenario più roseo. Il riscaldamento e l’acidificazione degli oceani, la perdita di ossigeno e i cambiamenti nelle scorte di nutrienti stanno già influenzando la distribuzione e l’abbondanza della vita marina nelle zone costiere, in mare aperto e sul fondale marino.
SCIOGLIMENTO GHIACCIAI
I cambiamenti in atto negli oceani a loro volta generano fenomeni meteorologici estremi, destinati a peggiorare. Cicloni, uragani e tifoni diventeranno più potenti anche in un mondo a +2 C, causando maggiori danni alle coste, secondo il rapporto degli esperti Onu sul clima. L’«intensità media» dei cicloni tropicali e la percentuale dei cicloni di categoria 4 e 5, che è già aumentata negli ultimi decenni, «dovrebbe aumentare», anche se i cicloni in generale non dovrebbero essere più frequenti. Le correnti atlantiche – o Atlantic Meridional Overturning Circulation – che hanno un ruolo chiave nella redistribuzione del calore sul pianeta, sembrano destinate a indebolirsi, con il rischio di un aumento delle tempeste nell’Europa del Nord, di maggiori siccità in Sahel e Asia del Sud, e livelli del mare più alti nel nord est dell’America settentrionale.
TEMPESTA SYDNEY
Lo scioglimento del permafrost e del ghiaccio marino potrebbe provocare un aumento del riscaldamento marino, in un circolo vizioso che si auto-alimenta. Sta già avvenendo. Il disgelo in Groenlandia e Antartico sta rilasciando oltre 400 miliardi di tonnellate d’acqua all’anno. E a Nord l’area dell’Artico coperta dalla neve in estate si restringe di oltre il 13 per cento a decennio. Lo scongelamento del permafrost potrebbe rilasciare enormi quantità di diossido di carbonio e metano in atmosfera. Senza un drastico taglio delle attuali emission, si teme il rilascio di decine o centinaia di miliardi di tonnellate di CO2 entro fine secolo, con un’ulteriore accelerazione del riscaldamento climatico. Stessa conseguenza per lo scioglimento della neve e del ghiaccio.
TEMPESTA SYDNEY
Alcune isole sono destinate a diventare inabilitabili a causa dell’innalzamento degli oceani. Nello scenario peggiore, anche molte regioni costiere sono ad altissimo rischio: entro il 2300 il livello del mare potrebbe arrivare a +5,4 metri. Entro il 2050, molte megalopoli costiere e piccole nazioni insulari subiranno ogni anno catastrofi climatiche, anche con un’aggressiva riduzione delle emissioni di gas serra. Costruire una protezione contro l’innalzamento del livello dell’acqua potrebbe ridurre il rischio di inondazioni da 100 a 1.000 volte, se si investisse «da decine a centinaia di miliardi di dollari all’anno»,ma gli stati insulari non ne avranno i mezzi.
«L’oceano non può sostenere all’infinito il nostro attuale stile di vita — commenta Rebecca Hubbard di «Our Fish» — Stiamo spingendo ben oltre i limiti. L’Unione europea può lanciare un nuovo Green Deal prendendo subito misure per porre fine all’overfishing». E il sindaco di Parigi Anne Hidalgo, che presiede il gruppo C40 Cities, contro il cambiamento climatico le ha fatto eco: «Il rapporto è una lettura scioccante. Le coste del pianeta sono la casa di circa 1,9 miliardi di persone e di oltre la metà delle megacittà del mondo, e tutte sono in grave pericolo se non agiamo subito per impedire l’innalzamento delle temperature e del livello del mare».
ACIDIFICAZIONE OCEANI
L’oceano e la criosfera svolgono un ruolo fondamentale per la vita sulla Terra. Un totale di 670 milioni di persone nelle regioni di alta montagna e 680 milioni di persone nelle zone costiere dipendono direttamente da questi sistemi. Quattro milioni di persone vivono permanentemente nella regione artica, e gli Stati in via di sviluppo delle piccole isole ospitano 65 milioni di persone. «Il mare aperto, l’Artico, l’Antartico e le alte montagne possono sembrare lontani a molte persone», ha dichiarato Hoesung Lee, presidente dell’IPCC. «Ma dipendiamo da loro e ne siamo influenzati direttamente e indirettamente in molti modi: per tempo e clima, cibo e acqua, energia, commercio, trasporti, attività ricreative e turismo, per la salute e il benessere, per la cultura e l’identità». Fonte: qui
IL SINDACO DI COURMAYEUR COSTRETTO A FIRMARE UN’ORDINANZA DI DIVIETO PER LA VAL FERRET E A FAR SGOMBERARE ALCUNE ABITAZIONI DOPO L’ALLARME LANCIATO SUL GHIACCIAIO PLANPINCIEUX, SUL MONTE BIANCO, CHE STA SCIVOLANDO VERSO IL BASSO
UN FRONTE DI 250MILA METRI CUBI CHE POTREBBE CROLLARE ALL’IMPROVVISO O CEDERE A POCO A POCO: LA MASSA SCIVOLA DI CIRCA DIECI METRI AL MESE E…
Mentre l’urlo della giovanissima attivista svedese Greta Thunberg scuote le coscienze del mondo dal microfono dell’Onu nel summit sui cambiamenti climatici, i ghiacciai del Monte Bianco scivolano. Sono testimonianza della febbre che fa crollare grattacieli di ghiaccio ai Poli e riduce in modo impressionante la terra coperta di bianco della Groenlandia.
L’agonia
COURMAYEUR
Ghiacci in agonia che ieri hanno costretto il sindaco di Courmayeur Stefano Miserocchi a firmare un’ordinanza di divieto per la Val Ferret. Il ghiacciaio Planpincieux, nella sua fascia più bassa sta scivolando verso morene, pascoli, boschi e omonima frazione.
Un fronte di 250 mila metri cubi, pari a diecimila container di navi cargo. Un’enorme massa di ghiaccio che potrebbe crollare all’improvviso, raggiungendo case, ville, alberghi e ristoranti, oppure cedere a poco a poco. Ghiaccio che svicola sull’acqua di fusione, provocata da un’estate a tratti torrida e che negli ultimi giorni si è di nuovo fatta sentire.
GHIACCIAIO PLANPINCIEUX
Il ghiacciaio è a fianco di un’isola di granito delle Grande Jorasses, una delle vette più famose del Monte Bianco. Su quell’isola c’è il rifugio Boccalatte che ha dovuto chiudere anzitempo, ai primi di settembre per un’altra ordinanza del sindaco e per un altro imminente crollo glaciale. Il pericolo ancora incombe, più in alto, oltre i 3.500 metri, dove su un baratro di roccia si affaccia la seraccata del ghiacciaio Whymper, quel sir Edward che nel 1865 arrivò per primo sulle Jorasses e poco dopo sul Cervino.
GHIACCIAIO PLANPINCIEUX
Da lassù si staccheranno, secondo i calcoli degli esperti, 150 metri cubi. Per questo motivo la montagna è stata proibita. Ma quello che accade ora è mille metri più in basso dove il Planpincieux ha subito ciò che gli esperti di Fondazione Montagna Sicura di Courmayeur chiamano un cambiamento che «lo fa apparire come terreno franoso». Lo scudo di ghiaccio è spaccato in crepacci anomali, ravvicinati, quasi confusi.
GHIACCIAIO PLANPINCIEUX
Il sisma silenzioso
Appare come un terremoto silenzioso. Dipende da ciò che è accaduto in direzione del rifugio Boccalatte, forse cento metri più in alto. Lì dove la pendenza cambia si è formata una piega e un crepaccio che hanno scosso l’intero ghiacciaio. E in basso la fusione ha fatto scivolare il fronte provocando un aumento della velocità. Il Planpincieux “cammina“ e rischia di finire sulle rocce, fra gli sfasciumi e giù nell’erba ormai brulla.
Era già accaduto nel 2017, quando dal Planpincieux caddero 50 mila metri cubi. Rotolarono in blocchi grandi come un frigorifero e s’incanalarono nel torrente senza arrivare dove ci sono baite o case. Si fermarono a metà. Fortunatamente senza causare danni.
GHIACCIAIO PLANPINCIEUX
Lo stesso canale segnato dal torrente delle Jorasses che fece un disastro due estati fa, provocando la morte di due turisti che tentavano in auto di sfuggire alla furia di un temporale. E’ il segno di un piede fragile delle montagne lasciate dai ghiacciai, dove ghiaie e morene sono instabili e dove gli acquazzoni violenti provocano sconquassi.
GHIACCIAIO PLANPINCIEUX
Il controllo
Il monitoraggio di ghiacciai e versanti è aumentato da quando le temperature hanno continuato a salire e indicare l’equilibrio instabile anche di grandi montagne come il massiccio del Bianco. L’allerta per il Planpincieux è scattata con il sistema di controllo fotografico di Cnr, Regione Valle d’Aosta e Montagna Sicura.
GHIACCIAIO PLANPINCIEUX
Un sistema automatico che ora per ora registra immagini e nel dettaglio fotografa le zone più in movimento, come il fronte del Planpincieux. E quando il movimento del ghiacciaio è apparso anomalo, picchi di mezzo metri di avanzamento, la “luivce rossa” ha dato il via all’intervento.
GHIACCIAIO PLANPINCIEUX
Secondo gli esperti glaciologi della svizzera Davos, che collaborano con Montagna Sicura, il crollo era per una porzione di 250 mila metri cubi. Di qui i divieti con l’ordinanza del sindaco Miserocchi che hanno stabilito gli sgomberi delle case più vicine alle zone a rischio. Ora soltanto il gelo potrebbe risolvere la situazione. Un inverno anticipato che rimarginerebbe le ferite del ghiacciaio. Fonte: qui
Ha sorpreso molti, ma ci sono altri fatti più sorprendenti sui cambiamenti climatici che sono appena pubblicati sui nostri quotidiani.
Di seguito sono riportati alcuni fatti - scientificamente riconosciuti e pubblicati su riviste peer-reviewed - che possono sollevare le sopracciglia.
1. Il clima è sempre cambiato: sempre
Tutti i set di dati sulla temperatura del proxy rivelano che ci sono stati cambiamenti ciclici nel clima negli ultimi 10.000 anni.Non esiste un solo scienziato del clima che neghi questo fatto consolidato. Non importa quale sia la tua posizione sulle cause, sull'entità e sul pericolo (o meno) degli attuali cambiamenti climatici: devi essere d'accordo su questo. Il clima è sempre cambiato. Ed è cambiato in entrambe le direzioni, caldo e freddo. Fino almeno al 17 ° secolo, tutti questi cambiamenti avvennero quando quasi tutti gli umani erano cacciatori, raccoglitori e contadini.
2. L'aumento della temperatura in passato non è stato causato dagli esseri umani
L'industrializzazione non è avvenuta fino al 17 ° secolo. Pertanto, nessun precedente cambiamento climatico è stato determinato dalle emissioni umane di biossido di carbonio. Solo negli ultimi 2000 anni, le temperature globali sono aumentate almeno due volte (intorno al 1 ° e 10 ° secolo ) a livelli molto simili a quelli di oggi , e nessuno di questi periodi caldi sono stati causati dall'uomo.
3. L'Artico e l'Antartico stanno facendo meglio che mai!
Sì, avete letto bene. I record di paleoclimatologia dell'Olocene di 10.000 anni rivelano che sia l'Artico che l'Antartico si trovano in alcuni dei loro stati più sani . L'unico periodo migliore per i poli fu il 17 ° secolo, durante la Piccola era glaciale, quando i livelli di massa del ghiaccio erano più alti di quelli odierni. Per la maggior parte degli ultimi 10.000 anni, i livelli di massa di ghiaccio erano inferiori a quelli di oggi .Nonostante enormi perdite negli ultimi decenni, i livelli di massa di ghiaccio sono pari o vicini ai massimi storici.
4. Gli orsi polari e altre specie non muoiono ma fioriscono!
Se hai prestato attenzione al fatto precedente, non è difficile capire quello che segue. Gli orsi polari - spesso usati come simbolo del clima del giorno del giudizio - sono una delle specie chiave nell'Artico. Contrariamente al clamore che circonda la loro paura dell'estinzione, il numero della popolazione è effettivamente aumentato negli ultimi due decenni .
L'anno scorso, il governo canadese ha preso in considerazione l'aumento delle quote di uccisione dell'orso polare poiché il loro numero crescente rappresentava una minaccia per le comunità Inuit che vivono nell'area di Nunavut.
L'aumento della dimensione della popolazione vola di fronte a coloro che continuano a dichiarare il contrario nei media popolari. E non sono solo gli orsi polari nell'Artico. Altre specie critiche altrove, come le tigri, stanno tornando .
5. L'anidride carbonica non è una manopola di controllo della temperatura
Mentre la maggior parte degli attuali climatologi che collaborano con le Nazioni Unite credono che le emissioni antropogeniche di CO2 abbiano aggravato il riscaldamento naturale negli ultimi decenni, non ci sono prove empiriche a sostegno delle loro affermazioni.L'unico modo per testarlo sarebbe aspettare e vedere se i loro presupposti diventano realtà.
L'intera fraternità climatica è rimasta sorpresa quando la temperatura globale tra il 2000 e il 2016 non è riuscita ad aumentare come previsto dagli allarmisti climatici. Gli scienziati hanno ipotizzato che l'aumento delle emissioni di CO2 derivante dall'attività umana avrebbe comportato un rapido aumento della temperatura, ma non è stato così.
Ciò ha dimostrato che le concentrazioni di CO2 nell'atmosfera non sono il fattore principale che controlla la temperatura globale. La considerazione di un periodo molto più lungo (10.000 o più anni) suggerisce che la CO2 non ha avuto un ruolo significativo da svolgere negli aumenti di temperatura . La CO2 non è mai stata la manopola di controllo della temperatura.
Sarebbe ingenuo non riconoscere questo palese e sbilenco rapporto nei nostri media.
Esistono altri fatti contrari alla credenza popolare, tali che non vi è stato alcun aumento nella frequenza o intensità di alluvioni, uragani, tornado, incendi, siccità o altri eventi meteorologici estremi. Perfino il gruppo intergovernativo delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici ha riferito di una scarsa fiducia nel fatto che il riscaldamento globale - causato dall'uomo o meno - stesse guidando aumenti in eventi meteorologici estremi.
Le temperature nell'Oceano Pacifico hanno raggiunto livelli pericolosi e gli scienziati accusano una "strana anomalia"
Viene chiamata "l'ondata di calore del Pacifico del 2019" e i funzionari avvertono che potrebbe avere implicazioni spaventose se non si dissipasse presto.
In questo momento, c'è una vasta distesa d'acqua che si estende dal nord dell'Alaska fino alla California del sud dove le temperature dell'acqua sono rapidamente salite a livelli molto pericolosi. In effetti, in alcuni punti la temperatura dell'acqua è già "fino a 6 gradi Fahrenheit(3,3°C) al di sopra del normale", e c'è un'enorme preoccupazione per ciò che accadrà se l'acqua continua a diventare ancora più calda. A questo punto le cose sono già così brutte che ci viene avvertito che questa strana anomalia potrebbe "devastare la vita marina e decimare la pesca commerciale" lungo la costa occidentale. Quanto segue proviene da NPR ...
Un'enorme nuova ondata di calore marino ha attaccato le acque al largo della costa occidentale degli Stati Uniti, minacciando di devastare la vita marina e decimare la pesca commerciale su una distesa dell'Oceano Pacifico.
Ci è stato detto che questa nuova anomalia è probabilmente simile a un'altra "ondata di calore marina" conosciuta come "il Blob" che ha fatto notizia a livello mondiale quando ha colpito la regione nel 2014.
E se questo è vero, le cose diventeranno sicuramente molto scomode per la vita marina, ma le condizioni alla fine torneranno alla normalità. Sebbene per il prossimo futuro veniamo avvertiti che questa anomalia è "su una traiettoria per essere forte come l'evento precedente" ...
"È su una traiettoria per essere forte come l'evento precedente", ha detto Andrew Leising, ricercatore presso il Southwest Fisheries Science Center. Circa cinque anni fa, le temperature del mare hanno raggiunto un picco di quasi 7 gradi Fahrenheit(3,9°C) sopra la media. L'ondata di caldo di quest'anno è già quasi altrettanto grande e quasi altrettanto calda, con temperature fino a 6 gradi Fahrenheit sopra il normale su un'area molto ampia. Le dimensioni e l'intensità dell'ondata di calore sono segni minacciosi del suo potenziale pericolo per la vita marina.
E se questa nuova anomalia non fosse causata da modelli meteorologici temporanei?
Normalmente, le temperature degli oceani impiegano molto tempo per cambiare in modo così drammatico, ma in questo caso abbiamo visto un cambiamento radicale delle temperature "in soli tre mesi" ...
"È passato da un po 'più caldo della media a circa il caldo che non l'abbiamo mai visto, in soli tre mesi", ha dichiarato Nate Mantua, ricercatrice presso il Southwest Fisheries Science Center di Noaa a Santa Cruz, in California.
Potrebbe essere possibile che questa nuova anomalia sia stata causata da qualcos'altro questa volta?
Non lo sappiamo e la maggior parte degli esperti ci sta assicurando che non dobbiamo preoccuparci troppo, ma le dimensioni di questo nuovo blob ha già raggiunto 2,5 milioni di miglia quadrate e continuano ad espandersi a un ritmo aggressivo.
Le prossime settimane dovrebbero dirci di più. Il precedente "Blob" si è dissipato molto rapidamente quando i modelli meteorologici si sono spostati, e si spera che ciò accadrà a questa nuova anomalia.
Ma se le temperature degli oceani rimangono elevate o salgono ancora più in alto, ciò potrebbe potenzialmente essere assolutamente devastante per la vita marina lungo la costa occidentale e gli esperti stanno già avvertendo di ciò che potrebbe accadere alla popolazione di salmoni ...
"Le condizioni dell'oceano possono essere stressanti per il salmone, se le temperature si surriscaldano e le loro scorte di cibo sono molto povere", ha detto Mantova. "È una combinazione difficile per loro, perché i loro tassi metabolici salgono con temperature più elevate, quindi il loro bisogno di cibo aumenta e l'offerta di cibo sta diminuendo allo stesso tempo."
E non ci vuole molto di un cambiamento di temperatura per mettere a repentaglio la propria vita. Le seguenti informazioni provengono dal Seattle Times ...
Temperature dell'acqua sostenute superiori a 68 gradi Fahrenheit(20°C) possono stressare i giovani salmoni, aumentare le malattie e impedire ai salmoni adulti di raggiungere i loro terreni di riproduzione. Temperature dell'acqua superiori a 73 gradi (22,8°C) possono essere letali.
Secondo il dott. Andrew Leising , questa nuova anomalia è già "uno degli eventi più significativi che abbiamo visto" e continua a peggiorare.
Quindi teniamoci d'occhio.
Per me, un'immagine che il NOAA ha recentemente rilasciato fa sicuramente sembrare che ciò che stiamo vivendo a settembre 2019 sia significativamente più severo di quello che abbiamo vissuto a settembre 2014. E se le temperature degli oceani continuano ad aumentare, è inevitabile che molto mare le creature moriranno.
Ma se questa nuova anomalia è causata dalla stessa identica cosa che ha fatto apparire "the Blob" nel 2014, allora potrebbe dissiparsi altrettanto rapidamente e questo sarà solo un fenomeno relativamente temporaneo.
Sfortunatamente, non sappiamo se nulla di tutto ciò sia vero a questo punto, e c'è sicuramente la possibilità che questo possa essere solo l'inizio di un evento veramente catastrofico.
Quello che sappiamo è che abbiamo visto estremi meteorologici bizzarri in tutto il mondo finora nel 2019, e c'è stata un'enorme quantità di attività sismica globale. Viviamo in un momento in cui il nostro pianeta sta diventando sempre più instabile e molti sono estremamente preoccupati per ciò che sta per accadere negli anni a venire .
Otteniamo un'enorme quantità di cibo dagli oceani, quindi la loro stabilità è di fondamentale importanza.
Se le temperature degli oceani aumenteranno abbastanza, milioni di pesci periranno, e questo metterà ancora più stress sulla nostra offerta alimentare globale sempre più tesa.
Tanti elementi di "la tempesta perfetta" si stanno già riunendo, e questo è ancora un altro che possiamo aggiungere alla lista.