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lunedì 29 luglio 2019
lunedì 8 ottobre 2018
SALSICCIA CON SALMONELLA E POMODORI SECCHI CON TRACCE DI INSETTI, PRODOTTI IN ITALIA, RITIRATI DAL MERCATO!
Pomodori secchi...con tracce di insetti. Il ministero della salute ha richiamato un lotto del prodotto Gusti Sardi - La Dispensa del Fattore per la presenza di impurità derivanti da frammenti di insetti. Nel dettaglio, il prodotto coinvolto è quello distribuito in confezioni da 250 grammi, che fanno parte del lotto numero PG090818, con il termine minimo di conservazione 09/08/2019. I pomodori secchi richiamati sono stati prodotti a La Dispensa del Fattore di Frau Emanuele, nello stabilimento di via Nazionale 253, a Serrenti (SU). La raccomandazione diffusa dal ministero è quella di non consumarli e restituirli al punto vendita d'acquisto
RISCHIO MICROBIOLOGICO PER SALMONELLA
Da www.notizieora.it
Questa volta il Ministero della Salute mette in guardia i consumatori per quanto riguarda un prodotto alimentare che mette a grave rischio la salute umana. Si tratta di un lotto della salsiccia sfusa stagionata con il numero di lotto 29/2018 con la scadenza minima del 15/10/2018.
Il prodotto sopra menzionato è stato prodotto dall’azienda Macelleria Partenzi di Partenzi Francesco, nello stabilimento di viale Trento e Trieste, 92 a Spoleto in provincia di Perugia.
Il Ministero della Salute richiama il prodotto a scopo precauzionale.
Fonte: qui
giovedì 4 ottobre 2018
OGNI GIORNO UN NUTRIZIONISTA SI SVEGLIA E SVELA CHE CIBI APPARENTEMENTE SANI, MA SE MANGIATI IN QUANTITA' ELEVATE SONO IN REALTA' UNA MINACCIA PER IL NOSTRO CORPO
DAGONEWS
Non tutto quello che reputiamo sano per la nostra dieta si rivela funzionale e positivo per il nostro organismo. Anzi. Ci possono essere dei cibi apparentemente innocui che si rivelano dannosi, visto il loro altro livello di lectine, una famiglia di proteine che si trova in quasi tutti i cibi, soprattutto nei legumi e nei cereali.
A fare l'elenco dei cattivissimi cinque è la nutrizionista Emma Taylor, che ha rivelato come certi cibi, apparentemente sani, possano danneggiare il nostro apparato digerente silenziosamente.
È infatti accertato che un loro consumo frequente e in grandi quantità possa danneggiare il rivestimento dell'apparato digerente e possa essere collegato a malattie autoimmuni
Pomodori
Nonostante siano ricchi di fibre e vitamina C, possono avere effetti dannosi sulla salute a causa del gran numero di semi che possono innescare problemi digestivi. Il consiglio è sostituirli con verdure a foglia verde.
Patate
A causa del loro alto contenuto di lectine, un eccessivo consumo di patate potrebbe portare a difficoltà digestive. Nonostante siano una fonte salutare di vitamine e minerali, le patate sono in realtà uno degli alimenti più problematici. È importante moderarne la quantità nella dieta per mantenere un apporto salutare di lectine.
Arachidi e anacardi
Sebbene arachidi e anacardi siano ricchi sia di proteine che di antiossidanti, contengono una grande quantità di lectine che, una volta nel sangue, può portare a un aumento della crescita di agenti cancerogeni. La raccomandazione è di sostituirli con semi di canapa e noci del Brasile, che sono ad alto contenuto di selenio oltre a essere un'ottima fonte di acidi grassi.
Mais
Come la maggior parte degli altri cereali, il mais ha un alto livello di lectine che può provocare infiammazioni alle articolazioni e portare a una cattiva salute dell'intestino. Il suggerimento è di sostituire il mais con quantità moderate di quinoa e grano saraceno per un'alternativa più salutare.
Fagioli rossi
I fagioli rossi contengono livelli estremamente elevati di lectine. Pur essendo una grande fonte di ferro e proteine, alimenti come piselli ed edamame sono un'alternativa più indicata.
Fonte: qui
martedì 7 agosto 2018
A FOGGIA SONO MORTI ALTRI 12 BRACCIANTI: IL FURGONE CHE LI TRASPORTAVA SI È SCONTRATO CON UN TIR
UN INCIDENTE PRATICAMENTE UGUALE A QUELLO DI SABATO SCORSO, QUANDO AVEVANO PERSO LA VITA ALTRE 4 PERSONE
SECONDO I SINDACATI DIETRO A QUESTE MORTI C’È IL CAPORALATO: MERCOLEDÌ CI SARÀ UNA GIORNATA DI SCIOPERO
Altri braccianti agricoli, tutti migranti, morti sulle strade del Foggiano. Sono dodici le vittime di un nuovo incidente stradale avvenuto sulla strada statale 16, nella località Ripalta, nel territorio di Lesina.
Lo precisano ancora una volta i carabinieri, mentre vengono estratti i corpi dalle lamiere accartocciate. Uno scontro tra un tir e un furgone carico di persone di rientro dal lavoro di raccolta dei pomodori nei campi.
Con una dinamica praticamente identica a quella dell’incidente avvenuto sabato scorso poco più a sud, sulla strada provinciale 105 tra Ascoli Satriano e Castelluccio dei Sauri, in cui sono morti quattro braccianti e altri quattro sono gravemente feriti.
Sono in corso le indagini, per capire se dietro a queste morti ci sia il caporalato e i metodi di trasporto dei lavoratori. Intanto mercoledì centinaia di braccianti sono pronti a scioperare ed è stata organizzata una marcia di protesta.
Nello scontro avvenuto nel pomeriggio di lunedì, intorno alle quattro, sono rimaste ferite altre tre persone, tra i quali anche l’autista del camion che trasportava prodotti farinacei. Nessuno dei feriti, a quanto si è appreso, è in pericolo di vita.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri, i vigili del fuoco e molte ambulanze. L’impatto, secondo una prima ricostruzione, è avvenuto tra un tir e un furgone con targa bulgara. Al suo interno viaggiavano le vittime. Tutti lavoratori, come hanno confermato i carabinieri del Comando provinciale.
Le analogie con l’incidente di sabato portano a credere che anche il contesto di questo secondo episodio sia simile. Quel contesto di degrado delle condizioni di lavoro, di sfruttamento, di marginalità sociale, di un sistema di trasporto dei lavoratori consegnato nelle mani dei caporali, su cui sono in corso le indagini.
Ne sono sicuri i braccianti delle campagne del Foggiano, che domenica sera si sono riuniti in assemblea con l’Unione Sindacale di Base nell’ex ghetto di Rignano e hanno deciso di proclamare uno sciopero per l’intera giornata di mercoledì 8 agosto.
Sarà la marcia dei berretti rossi, come “i cappellini che i quattro braccianti morti e i quattro feriti sabato indossavano nei campi per proteggersi dal sole mentre si spaccavano la schiena per raccogliere pomodori alla vergognosa paga di un euro al quintale”, si legge nel comunicato.
“È questa la nostra battaglia – ribadisce Aboubakar Soumahoro, del coordinamento lavoratori agricoli Usb – la tutela dei lavoratori e la rivendicazione dei loro diritti, negati in Puglia come in Calabria, in Piemonte o nel Lazio. Per questi diritti si batteva Soumaila Sacko, ucciso nella piana di Gioia Tauro il 2 giugno scorso, per questi diritti combattevano i braccianti morti, organizzandosi per sfuggire alla schiavitù del caporalato e alle vessazioni dei cosiddetti imprenditori agricoli”.
“Tutto questo è frutto di un sistema basato sul caporalato e lo sfruttamento. Senza un deciso intervento pubblico, che è quello che chiediamo in maniera urgente a ogni istituzione, per il controllo del territorio e l’istituzione di servizi per accoglienza e trasporto pubblico, continueremo a contare vittime mentre le economie criminali ingrasseranno i loro portafogli”, scrive in una nota il segretario generale della Cgil Puglia, Pino Gesmundo.
“Chiediamo pertanto – prosegue il sindacalista – la convocazione urgente in prefettura a Bari e Foggia dei tavoli previsti dal protocollo interministeriale, che affrontino la questione trasporti e accoglienza a partire dalla risorse già disponibili individuate dalla Regione Puglia”.
Fonte: qui
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