9 dicembre forconi: George Pell
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martedì 1 ottobre 2019

IN AUSTRALIA LA CHIESA CATTOLICA HA CONCORDATO UN RISARCIMENTO DI OLTRE 620 MILA EURO, DOPO AVER RICONOSCIUTO LE RESPONSABILITÀ DEL PRETE GERALD RIDSDALE, COLPEVOLE DI AVER ABUSATO SESSUALMENTE NEL 1982 UN RAGAZZINO DI 9 ANNI


Il colpevole è Gerald Ridsdale in carcere dal 1994 per aver abusato sessualmente di decine di minori. Con l'accordo, la Chiesa riconosce le gravi responsabilità del prelato 

Il precedente potrà dare il via ad altre cause di risarcimento dei danni cagionati


Nuova luce su uno dei casi di pedofilia più famosi d'Australia. La Chiesa cattolica ha concordato un risarcimento di oltre un milione di dollari australiani (620 mila euro), dopo aver riconosciuto legalmente le responsabilità del prete Gerald Ridsdale, colpevole di aver abusato sessualmente nel 1982 un ragazzino di 9 anni, indicato come Jcb. L'ex sacerdote è accusato per reati di pedofilia lungo un arco di trent'anni.

Gerald RidsdaleGERALD RIDSDALE
L'accordo, il cui costo per la Chiesa potrà raggiungere i 3 milioni di dollari includendo le spese legali, è stato annunciato dai legali della vittima. Il precedente quindi potrà dare il via a diverse altre cause di risarcimento. Un legale della vittima, Judy Courtin, ha riferito che l'accordo è stato raggiunto dopo che la Chiesa aveva negato a lungo ogni conoscenza di reati commessi da Ridsdale. I legali della Chiesa poche settimane fa hanno ammesso di fatto le responsabilità legali per i reati dell'ex sacerdote. La vittima è stata stuprata nel 1982 dentro un confessionale quando Ridsdale era il parroco della chiesa di St Colman nella città di Mortlake, approfondisce il Guardian.
Gerald RidsdaleGERALD RIDSDALE

Un altro avvocato della vittima, riporta il Guardian, ha spiegato che "grazie all'impegno di Jcd siamo riusciti ad ottenere l'importante ammissione da parte della Chiesa". Gerald Ridsdale è in carcere dal 1994 dopo aver ammesso di aver aggredito sessualmente 65 minori dei due sessi dagli anni Sessanta agli anni Ottanta.

Fonte: qui
Gerald Ridsdale e George PellGERALD RIDSDALE E GEORGE PELL

mercoledì 13 marzo 2019

Pedofilia, il cardinale Pell condannato: dovrà scontare sei anni di carcere

CITTÀ DEL VATICANO - Il cardinale australiano George Pell, 77 anni, condannato in primo grado per abusi su due coristi tredicenni nel ’96, dovrà scontare una pena di sei anni, con la possibilità della condizionale dopo tre anni e otto mesi. A metà mattina del mercoledì di Melbourne, nella notte tra martedì e mercoledì in Italia, il giudice capo del Tribunale dello Stato di Victoria, Peter Kidd, ha pronunciato la sentenza dopo aver ricostruito la vicenda per oltre un’ora. Pell era già stato riconosciuto colpevole l’11 dicembre, all’unanimità, da dodici cittadini giurati; la condanna in primo grado era stata resa pubblica a fine febbraio. Ora si trattava di stabilire la pena.
Lettore video di: Corriere Tv (Informativa sulla privacy)
Il cardinale rischiava fino a cinquant’anni, dieci per ciascuno dei cinque capi di imputazione. Il cardinale, per parte sua, ha assistito impassibile alla sentenza, si dice innocente ed ha già presentato ricorso in appello: le prime due udienze sono già fissate il 5 e 6 giugno. «Lei non è un capro espiatorio per la Chiesa Cattolica», ha premesso il giudice. Quindi ha ricostruito i capi di imputazione. Ha parlato della «degredazione e umiliazione» patita dai ragazzi, costretti ad essere testimoni ciascuno della violenza patita dall’altro. Ha ritenuto «al di là del ragionevole dubbio» che Pell abbia approfittato della fiducia dei ragazzini e della sua posizione di potere, sicuro che le vittime non avrebbero parlato. Ha parlato di «crimini odiosi».
L’età del cardinale, ha aggiunto, è un criterio importante per definire la condanna, perché «ogni anno di prigione rappresenta una parte importante di ciò che le resta da vivere» e «potrebbe non vivere abbastanza da uscire dal carcere». Del resto, sempre considerata l’età, «non c’è rischio di recidiva e non rappresenta un rischio per la comunità», e da allora ha «avuto una condotta irreprensibile». Di qui la sentenza, relativamente mite. In nome della «giustizia aperta», il tribunale ha permesso che la fosse letta in diretta tv, una diretta planetaria. Dalle sei del mattino c’era gente fuori dal tribunale. Alcune vittime di abusi si erano date appuntamento «nella scena del crimine», alla cattedrale di San Patrizio. Da due settimane, Pell si trova in un carcere di massima sicurezza a Melbourne: l’ormai ex «ministro» dell’economia vaticano, primo cardinale mai imprigionato per abusi, è rinchiuso in «custodia protettiva» come accade ai pedofili, una cella dove rimane isolato 23 ore al giorno.

Pell era stato «sospeso» da prefetto dell’Economia nel giugno 2017 e il Papa gli aveva «concesso un periodo di congedo per potersi difendere» e affrontare il processo in Australia, rinunciando all’immunità diplomatica. Nel frattempo l’incarico di cinque anni «è scaduto il 24 febbraio e Pell non è più prefetto», ha fatto sapere la Santa Sede. Il 12 dicembre, all’indomani della condanna non ancora pubblica, era stato estromesso dal Consiglio dei cardinali che aiutano il Papa nella riforma della Curia. La Santa Sede ha annunciato un’indagine canonica in vista di un processo all’ex Sant’Uffizio. Nel suo caso ci sono più dubbi, in Vaticano, ma Pell rischia ciò che è accaduto a McCarrick, l’ex arcivescovo di Washington che molestava i seminaristi ed è stato cacciato dal collegio cardinalizio e poi spretato.
Fonte: qui

giovedì 28 febbraio 2019

REVOCATA LA LIBERTA’ SU CAUZIONE, IL CARDINALE PELL VA IN CARCERE PER PEDOFILIA: IL NUMERO 3 DEL VATICANO È STATO RICONOSCIUTO COLPEVOLE DI VIOLENZA SESSUALE NEI CONFRONTI DI 2 CORISTI DI 13 ANNI NEGLI ANNI '90.


RISCHIA FINO A 50 ANNI DI GALERA


pellPELL

È stata revocata oggi la libertà su cauzione al cardinale George Pell, dichiarato colpevole da una giuria di abusi sessuali su due coristi di 13 anni quando era arcivescovo di Melbourne verso la fine degli anni '90. Lo ha stabilito la County Court di Melbourne, a conclusione di un udienza pre-sentenza di condanna dove i legali delle due parti hanno presentato le argomentazioni conclusive. Da stanotte Pell sarà detenuto nella Assessment Prison di Melbourne, in attesa della sentenza prevista per il 13 marzo.

Lunedì il cardinale George Pell, tesoriere e numero tre del Vaticano, è stato riconosciuto colpevole di violenza sessuale nei confronti di due tredicenni. È stato condannato per crimini sessuali contro minori in Australia, diventando il più alto funzionario della Chiesa cattolica condannato in un caso di pedofilia. Rischia 50 anni di carcere. "Per garantire il corso della giustizia il Santo Padre ha confermato le le misure cautelari già disposte nei confronti del Cardinale. Ossia il divieto in via cautelativa dell'esercizio pubblico del ministero e, come di norma, il contatto in qualsiasi modo e forma con minori di età".
GEORGE PELLGEORGE PELL

Lo ha reso noto il portavoce Alessandro Gisotti, sottolineando che "la Santa Sede si unisce a quanto dichiarato dal Presidente della Conferenza Episcopale Australiana nel prendere atto della sentenza di condanna in primo grado nei confronti del Cardinale George Pell". Si tratta, ha affermato il direttore ad interim della ala Stampa della Santa Sede, "di una notizia dolorosa che, siamo ben consapevoli, ha scioccato moltissime persone, non solo in Australia. Come già affermato in altre occasioni, ribadiamo il massimo rispetto per le autorità giudiziarie australiane".

GEORGE PELL PAPA FRANCESCO BERGOGLIOGEORGE PELL PAPA FRANCESCO BERGOGLIO
"In nome di questo rispetto - ha concluso Gisotti - attendiamo ora l'esito del processo d'appello, ricordando che il cardinale Pell ha ribadito la sua innocenza e ha il diritto di difendersi fino all'ultimo grado. In attesa del giudizio definitivo, ci uniamo ai vescovi australiani nel pregare per tutte le vittime di abuso, ribadendo il nostro impegno a fare tutto il possibile affinchè la Chiesa sia una casa sicura per tutti, specialmente per i bambini e i più vulnerabili".

Fonte: qui

IL CARDINALE AUSTRALIANO, CHIAMATO DA BERGOGLIO A RIFORMARE LE FINANZE VATICANE, ERA MAL SOPPORTATO A ROMA 
TRA SPESE PAZZE E NUMEROSI BRINDISI A BORGO PIO, IL 77ENNE ERA DIVENTATO UN “UOMO DAI TROPPI POTERI”, COME QUALCHE TONACA LO AVEVA DEFINITO RIVOLGENDOSI AL PONTEFICE…
Fabio Marchese Ragona per “il Giornale”

GEORGE PELLGEORGE PELL
Quando nel giugno 2017 erano arrivate a Roma le prime avvisaglie di un' inchiesta per pedofilia a carico del cardinale australiano George Pell, il gigante d' oltreoceano si era presentato dal Papa con una lettera di dimissioni.

Francesco, guardandolo negli occhi gli aveva risposto che non le avrebbe accettate fin quando non fosse arrivata una sentenza definitiva a suo carico. Per questo motivo, Bergoglio aveva deciso di mandarlo in congedo nel suo Paese per difendersi dalle accuse di abusi su due minorenni avvenuti quando era vescovo ausiliare a Melbourne.
GEORGE PELL PAPA FRANCESCO BERGOGLIOGEORGE PELL PAPA FRANCESCO BERGOGLIO

«Eminenza, mi faccia sapere, ci vediamo presto», lo aveva congedato Francesco.
Da allora George Pell non ha più messo piede in Vaticano: la sua casa in piazza della Città Leonina, finita al centro delle cronache per i sottolavelli da migliaia di euro e la tappezzeria di lusso, è ormai deserta da tempo, come la casa in Via dei Coronari del suo fedelissimo Danny Casey, economo di fiducia a cui pagava un appartamento da 2.900 euro al mese e uno stipendio da 15.000 euro mensili.

GEORGE PELL E DANEY CASEYGEORGE PELL E DANEY CASEY
Il porporato, che era arrivato a Roma per riformare le finanze vaticane, però ha mantenuto la promessa: ogni tanto si è rifatto vivo, con delle email o con dei fax, come quando, lo scorso settembre, ha mandato una lettera in Vaticano per comunicare la sua ferma intenzione di partecipare al Sinodo sui Giovani in programma nell' ottobre successivo. La risposta, informale, giuntagli dalla sacre stanze, però, non era stata di suo gradimento: «È meglio che resti in Australia».
IL CARDINALE GEORGE PELLIL CARDINALE GEORGE PELL








Nonostante ciò, il «ranger», soprannome affibbiatogli proprio da Francesco, non è mai stato rimosso ufficialmente dal ruolo di Prefetto della Segreteria per l' Economia, il «superministero» delle finanze della Santa Sede. 

Fino a ieri sera, quando con un tweet, il direttore ad interim della Sala Stampa Vaticana Alessandro Gisotti ha comunicato la sua rimozione.

Francesco dopotutto non è rimasto a guardare: da tempo ha iniziato a prendere qualche provvedimento nei suoi confronti. Nei mesi scorsi, ad esempio, lo ha ringraziato per il lavoro svolto nel C9, il consiglio dei cardinali che aiuta il Papa per la riforma della Curia, e non lo ha confermato nell'incarico. E poi, durante la permanenza in Australia gli ha proibito, in via cautelativa, «l'esercizio pubblico del ministero», vietandogli di fatto di celebrare messa in pubblico e il contatto «in qualsiasi modo e forma con minori di età».

George PellGEORGE PELL
Tra spese pazze e numerosi brindisi a Borgo Pio, l' astro nascente delle finanze d' Oltretevere oggi 77enne, e quindi già da due anni in età pensionabile, aveva creato non pochi malumori nei sacri palazzi: era diventato un «uomo dai troppi poteri», come qualche tonaca lo aveva definito rivolgendosi al Pontefice. Basta con i Calvi e i Sindona, basta scandali, ammoniva invece nel 2014 Pell, l' uomo che avrebbe voluto fare il rottamatore delle finanze vaticane e alla fine, per altri e ben più gravi motivi, è finito quasi del tutto rottamato.

Fonte: qui

mercoledì 2 maggio 2018

IL CARDINALE PELL ANDRÀ A PROCESSO CON L'ACCUSA DI ABUSI SESSUALI: LO HA DECISO IL TRIBUNALE DI MELBOURNE.

GEORGE PELL SI È DICHIARATO ''NON COLPEVOLE'' 

ACCUSATO DI AVER VIOLENTATO MINORI TRA LA FINE DEGLI ANNI '70 E I PRIMI '80, AVREBBE ANCHE COPERTO ALTRI PRETI PEDOFILI. LE ACCUSE PIÙ GRAVI SONO STATE PERÒ RESPINTE DAL GIUDICE

Domenico Agasso Jr per www.lastampa.it

Il Porporato Prefetto in congedo della Segreteria per l’Economia andrà a processo con l'accusa di avere abusato sessualmente di diverse vittime alcuni anni fa. Il cardinale George Pell, 76 anni, sarà giudicato in Australia. Lo ha deciso oggi, 1 maggio 2018, il tribunale di Melbourne.

Il magistrato Belinda Wallington ha respinto alcune delle accuse che erano state ascoltate durante l'udienza preliminare di quattro settimane fa a Melbourne, ma ha deciso che ci sono comunque elementi sufficientemente forti da giustificare un processo davanti a una giuria. Quando ha chiesto al Porporato come si dichiarasse, il Cardinale, ex arcivescovo di Sydney e Melbourne, membro del Consiglio dei cardinali di papa Francesco (C9), dunque una delle figure più importanti della Curia romana, si è alzato e ha detto con voce ferma: «Non colpevole». 

Pell è accusato di abusi sessuali ai danni di minori avvenuti tra la fine degli anni Settanta e Ottanta a Ballarat, suo paese di nascita, e tra la fine degli anni Novanta e gli inizi del 2000 nella diocesi di Melbourne, dove era arcivescovo.
IL CARDINALE GEORGE PELLIL CARDINALE GEORGE PELL

I dettagli delle diverse accuse non sono noti ma oltre a quelle che lo vedono direttamente coinvolto vi sarebbero episodi di copertura di altri sacerdoti pedofili e perfino uno stupro. 

Sarà processato per alcuni casi di abuso ma la maggior parte delle accuse, soprattutto quelle più gravi, sono state respinte. 

Pell è arrivato in Tribunale questa mattina verso le 9,30 ora locale per la decisione sul rinvio a giudizio scortato dalla polizia ed è andato via dopo il verdetto tra le urla di alcuni manifestanti. Le indagini che hanno portato Pell alla sbarra sono iniziate nel 2012, dopo 10 anni di pressione da parte delle presunte vittime.

Ma il cardinale australiano George Pell, mentre era prefetto della Segreteria vaticana per l’Economia, incriminato in Australia per gravi reati sessuali, aveva respinto le accuse e, con l’assenso di papa Francesco, ha poi preso un periodo di congedo dal suo incarico in Vaticano per potersi recare in Australia e difendersi in tribunale. Era il giugno dell’anno scorso.
George PellGEORGE PELL

In quella occasione il cardinale disse: «Queste materie sono oggetto di indagine da due anni, ci sono state fughe di notizie ai media, c’è stata una character assassination senza tregua. Guardo al giorno in cui mi potrò difendere davanti alla corte. Sono innocente, le accuse sono false e considero l’idea stessa di abuso sessuale un crimine orribile». 

Pell comunicava di avere «informato regolarmente il Santo Padre in questi lunghi mesi e in numerose occasioni e abbiamo parlato della possibilità che io prenda un periodo di congedo per difendermi. Per questo sono molto grato al Santo Padre di avermi dato il congedo per tornare in Australia. Ho parlato con i miei avvocati per comprendere le tempistiche del mio rientro ed ho consultato i miei dottori per vedere quale sia il miglior modo per farlo. Sono sempre stato totalmente coerente e chiaro nel mio respingimento totale di queste accuse. Le notizie di queste accuse rafforzano la mia risolutezza e le procedure del tribunale mi offrono ora la possibilità di difendere il mio nome e tornare al mio lavoro a Roma». 
george pellGEORGE PELL

Il direttore della Sala stampa vaticana Greg Burke aveva contestualmente precisato che «da adesso in poi il cardinale non sarà presente a eventi liturgici pubblici». 

PAPA BERGOGLIO - DOCUMENTO SU PELLPAPA BERGOGLIO - DOCUMENTO SU PELL





Ora, appresa la notizia del rinvio a giudizio, il direttore della Sala Stampa vaticana ha dichiarato: «La Santa Sede prende atto della decisione emanata dall’autorità giudiziaria in Australia riguardante Sua Eminenza il Cardinale George Pell. L’anno scorso il Santo Padre gli aveva concesso un periodo di congedo per potersi difendere dalle accuse che gli erano state contestate. Tale disposizione rimane tuttora valida».

Fonte: qui