9 dicembre forconi

sabato 7 dicembre 2019

Protesta Forconi, via a maxi-processo


A Torino 45 imputati. Teste, situazione incandescente

(ANSA) - TORINO, 20 SET - A quasi sei anni dai fatti contestati è cominciato a Torino un maxi-processo per le manifestazioni di protesta popolare organizzate dal movimento dei Forconi nel dicembre del 2013. La causa si riferisce, in particolare, i blocchi stradali che per tre giorni si susseguirono a Pinerolo e nel circondario. Gli imputati sono 45 e rispondono di interruzione di pubblico servizio (per gli stop imposti agli autobus di linea) in relazione alla violenza privata. Il primo dei testimoni ascoltati dai giudici, un automobilista, ha comunque precisato che i dimostranti non gli fecero perdere più di cinque minuti e che il ritardo non ebbe gravi conseguenze perché stava tornando a casa dal lavoro.

    Le manifestazioni dei Forconi si tennero in diverse località italiane. A Torino ci furono incidenti in piazza Castello, davanti al palazzo della Regione Piemonte.

   "Dal punto di vista dell'ordine pubblico era una situazione abbastanza incandescente". Così un maresciallo dei carabinieri, Mauro Paletto, ha illustrato al tribunale di Torino il clima vissuto durante i giorni delle proteste dei Forconi tra il 9 e l'11 dicembre 2013 nella zona di Pinerolo. Il sottufficiale ha testimoniato oggi all'apertura del maxi-processo a 45 persone imputate per i blocchi stradali che mandarono in tilt la circolazione. La comandante dei vigili urbani di Pinerolo, Ermenegilda Aloi, ha raccontato che, insieme al sindaco, tentò di convincere uno dei promotori a desistere. Il comandante della stazione dei carabinieri di Luserna San Giovanni, Nunzio Raia, ha riferito dei problemi subiti dai camionisti che dovevano entrare o uscire dall'area industriale del paese e un suo collega, l'ex comandante di Fenestrelle Filippo Ferraioli, ha aggiunto: "Tutte le persone della vallata avevano difficoltà a scendere. Una donna presentò una querela perché la sua automobile fu presa a calci".

UNA RIFORMA DEL PROCESSO CIVILE: SANZIONI PER CHI INTRAPRENDE CAUSE TEMERARIE, MENO NORME E POCHE REGOLE CHE VALGONO PER TUTTI I GRADI.

PER LE NOTIFICHE BASTERÀ LA PEC. SARÀ TUTTO DIGITALIZZATO

Francesca Chiri per l'ANSA

giuseppe conte alfonso bonafedeGIUSEPPE CONTE ALFONSO BONAFEDE
Dimezzare i tempi dei processi civili: in attesa che si trovi una quadra nella maggioranza sulla riforma del processo penale e sull'avvio della prescrizione, il governo vara il nuovo processo civile. Una riforma, assicura il guardasigilli Alfonso Bonafede, considerata "prioritaria dal 90% degli italiani". Meno norme e poche regole che valgono per tutti i gradi del processo è la filosofia della riforma che punta ad incidere sulla disciplina del contenzioso civile, nell'ottica della "semplificazione, della speditezza e della razionalizzazione delle procedure" salvaguardando allo stesso tempo il rispetto delle garanzie del contraddittorio.

 "Attrarremo più investitori" assicura il premier Giuseppe Conte che assieme al ministro della Giustizia scende in sala stampa per rassicurare anche sulle tensioni in corso nella maggioranza sulla prescrizione e ribadire: "assicureremo la ragionevole durata dei processi ma" la norma sulla prescrizione "in vigore dal 1 gennaio va mantenuta". "Siamo al lavoro e sono sicuro che raggiungeremo un'intesa per poter garantire la ragionevole durata dei processi" ripete Bonafede.

alfonso bonafede.ALFONSO BONAFEDE.
Che insiste però su un punto imprescindibile: "non e' possibile pensare che dopo la sentenza di primo grado non ci sia una risposta dello Stato, che sia di assoluzione o di condanna". Quanto invece alla riforma del civile, il ministro ha spiegato che si passa "da tre riti ad un rito" e che ci sarà un solo atto introduttivo: il ricorso. Anche il perimetro della causa verrà " definito 10 giorni prima che le parti compaiano davanti al giudice". Inoltre verranno eliminati i tempi morti, con la riduzione del numero delle udienze e l'eliminazione dell'udienza di precisazione delle conclusioni.

Ridotti anche i casi in cui il tribunale giudicherà in composizione collegiale, modello che verrà applicato anche al rito collegiale e a quello d'appello. La riforma elimina il rito Fornero nel diritto del lavoro ("una pagine triste della storia politica e giudiziaria", spiega Bonafede) e particolare attenzione viene riservata dal testo al procedimento per lo scioglimento delle comunioni, che risulta oggi tra quelli con durata più elevata.

tribunale civile romaTRIBUNALE CIVILE ROMA
E sempre per smaltire gli arretrati e facilitare il lavoro dei giudici ci saranno "sanzioni" per chi intraprende cause temerarie. Infine ci sarà il divieto per l'ufficiale giudiziario di fare la notifica cartacea se il destinatario ha un indirizzo Pec o se ha un indirizzo digitale. Sara' tutto digitalizzato, e sulla digitalizzazione verrà fatto un vero investimento. Insomma, conclude il Guardasigilli, "nel codice di procedura civile ci saranno meno regole valide per tutti i processi".

Fonte: qui

venerdì 6 dicembre 2019

XI JINPING HA AUMENTATO LA SPESA MILITARE DEL 7,5% PORTANDOLA A 177 MILIARDI DI DOLLARI

LA CIFRA È ANCORA LONTANA DAI 718 MILIARDI NEL BILANCIO 2020 DEL PENTAGONO, MA È IL SECONDO PAESE NELLA GRADUATORIA MONDIALE 
PECHINO, CHE POSSIEDE 290 TESTATE NUCLEARI CONTRO LE 6.185 DEGLI USA, INVESTE IN MISSILI E JET INVISIBILI…
Paolo Mastrolilli per “la Stampa”

PUTIN E XI JINPINGPUTIN E XI JINPING
«Abbiamo visto che la Cina investe pesantemente in nuove capacità. Poche settimane fa ha mostrato un nuovo missile balistico intercontinentale, capace di raggiungere l' Europa e l' America settentrionale, e i missili ipersonici, i gliders». Con queste parole il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, ha spiegato perché «abbiamo iniziato a discutere come includere Pechino negli accordi per il controllo degli armamenti». Ma a cosa si riferiva in concreto quando ha lanciato questo allarme al vertice di Watford?

xi jinpingXI JINPING
Il primo punto da cui partire sono gli investimenti. A marzo, la Repubblica popolare ha aumentato del 7,5% la spesa militare, portandola a 1,19 trilioni di yuan, ossia oltre 177 miliardi di dollari. È ancora lontana dai 718 miliardi nel bilancio 2020 del Pentagono, ma è il secondo Paese nella graduatoria mondiale, e gli analisti sospettano che queste sono solo le cifre ufficiali.

Cosa fa Pechino con questi soldi è stato dimostrato, almeno in parte, durante la parata del primo ottobre in piazza Tiananmen, in occasione del 70° anniversario della fondazione della Repubblica popolare. Hanno sfilato i Dongfeng-41, missili nucleari intercontinentali che possono trasportare fino a 10 testate indipendenti. Il loro raggio è stimato fra 12.000 e 15.000 chilometri, possono essere lanciati dalle piattaforme mobili, e quindi sono in grado di raggiungere Stati Uniti e Europa.
ESERCITO CINESEESERCITO CINESE

Nella stessa parata le forze armate cinesi hanno mostrato con orgoglio 16 prototipi di DF-17, missili ipersonici che viaggiano a oltre cinque volte la velocità del suono, e sono capaci di cambiare rotta quando rientrano nell' atmosfera, evitando i sistemi di difesa Usa. Al momento il raggio è limitato tra 1.100 e 1.550 miglia e la loro efficacia è ridotta, ma alcuni analisti li considerano un potenziale «game changer» nei rapporti di forza, anche perché gli Usa non li hanno, e infatti hanno appena stanziato 2,6 miliardi di dollari per svilupparli. Si sono visti anche i nuovi aerei invisibili J-20, quelli per il rifornimento in volo H-6U, e droni Sharp Sword.
ESERCITO CINESEESERCITO CINESE

Secondo le stime Pechino possiede fra 900 e 1.850 missili balistici, in maggioranza convenzionali, con una gittata inferiore 1.850 miglia, ma sta rapidamente sviluppando le sue capacità. L' International Peace Research Institute ha calcolato che possiede 290 testate nucleari, contro le 6.185 degli Usa, ma anche qui può fare rapidi progressi.
Questi dati aiutano a capire perché Stoltenberg ha lanciato l' allarme, e ha sollecitato l' inclusione della Cina nei meccanismi per il controllo degli armamenti.

ESERCITO CINESEESERCITO CINESE
L' alternativa sarebbe una costosa corsa al riarmo, dagli esiti incerti. Gli ostacoli da superare, però, sono almeno due. Il primo è la resistenza della Cina che ad esempio ha rifiutato l' invito di Merkel a resuscitare l' accordo INF perché i missili a raggio intermedio le servono a tenere sotto scacco Taiwan. Il secondo è la disponibilità di Washington, visto che Trump ha dimostrato l' inclinazione a cancellare i trattati internazionali. Il prossimo a scadere sarà il New START, nel febbraio 2021. Potrebbe diventare il banco di prova dell' inclusione di Pechino auspicata da Stoltenberg. Fonte: qui

NON SOLO TOTO: L'AVVOCATO BIANCHI AIUTAVA ANCHE GAVIO, CHE CERCAVA LA PROROGA DELLA SUA CONCESSIONE SULL'A4 MILANO-TORINO

LA POSTA ERA ALTA: DAL 2008 AL 2018 LE TARIFFE SONO AUMENTATE DEL 92,8% PORTANDO IL PEDAGGIO A POCO MENO DI 19 EURO PER 130 CHILOMETRI. 
ECCO CHE PARTE UN SMS ALL'UOMO DI DELRIO, CHE ERA FINITO IN UN'INFORMATIVA DEL ROS NEL 2015, CHE OGGI TORNA DI ATTUALITÀ
Marco Lillo per ''il Fatto Quotidiano''

C' è un sms del 6 luglio 2015 di Alberto Bianchi che dimostra come si muoveva ai tempi del Governo Renzi l' avvocato presidente della Fondazione Open. Bianchi invia l' sms a Mauro Bonaretti, allora capo di gabinetto del ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio, la sera prima di un incontro decisivo per il gruppo Gavio a Bruxelles: il governo doveva discutere l' eventuale proroga al gruppo Gavio per la concessione dell' Autostrada A4 Milano-Torino. La scadenza prevista era il 2026, Gavio puntava al 2030 ma Delrio non mollava.
Beniamino GavioBENIAMINO GAVIO

La posta era alta: dal 2008 al 2018 le tariffe sono aumentate del 92,8 per cento portando il pedaggio a poco meno di 19 euro per 130 chilometri.
L' utile netto del 2017 per Gavio è stato di 37 milioni di euro e il margine lordo (Ebitda) del 2018 è arrivato a 212 milioni.

Gli sms e le conversazioni intercettate sono contenute in un' informativa del Ros di Firenze depositata il 20 luglio 2015 nell' indagine sulle grandi opere, finita a Roma al pm Roberto Felici e svelata il 17 aprile del 2019 dal Fatto. Quell' informativa non ha portato nessuna conseguenza penale. Oggi però, dopo l' indagine su Bianchi per un presunto traffico di influenze illecite con un altro concessionario autostradale, il gruppo Toto, e dopo l' indagine sui finanziamenti alla Fondazione Open, potrebbe tornare di attualità. Il gruppo Gavio, come il gruppo Toto, è stato perquisito nelle scorse settimane (in qualità di terzo non indagato) perché è stato donatore della Fondazione Open, come il gruppo Toto, ma questa è un' altra storia.

ALBERTO BIANCHIALBERTO BIANCHI
Tornando al 2015, il Ros scopre due incontri nello studio fiorentino di Bianchi con Paolo Pierantoni, presidente della Sias, la holding dei Gavio quotata in borsa. Il 18 giugno 2015 è presente anche l' avvocato e professore Maurizio Maresca, allora consigliere della Presidenza del Consiglio a titolo gratuito che però per i Carabinieri "cura nel contempo (remunerato) gli interessi del gruppo Gavio nel settore delle concessioni autostradali". È il fondatore dello studio legale dove ora lavora il figlio Davide che ha come cliente l' Aiscat, l' associazione dei concessionari autostradali presieduta dall' amico dei Gavio Fabrizio Palenzona. Il secondo incontro a studio Bianchi è il 6 luglio 2015. Stavolta con Pierantoni e Bianchi non c' è Maresca, che ha un impegno, ma c' è il patron del gruppo, Beniamino Gavio.

Un' ora prima dell' incontro, alle 13 e 34, c' è una telefonata di Maresca con Bianchi in cui, scrivono i Carabinieri, "Maresca tocca anche il tema dei comuni 'compensi' che Bianchi dovrebbe affrontare con Gavio 'chiaro, tieni conto che io ma non parlando al capo ma parlando a Pierantoni per il tema compensi eccetera un accenno glielo avevo fatto che riguardava entrambi quindi, a mio avviso se ti attacchi là va bene () Bianchi a quel punto chiede: 'Eh sì cioé i 500?'".

alberto bianchi maria elena boschiALBERTO BIANCHI MARIA ELENA BOSCHI
Maresca conferma: "500 oltre a". Alle 14 e 30 Paolantoni e Beniamino Gavio incontrano Bianchi. Alle 15 e 23, Pierantoni spiega a Maresca che non è soddisfatto di quanto gli avrebbe detto Bianchi: "Siamo usciti adesso sono qui con Beniamino (Gavio, ndr) e niente abbiamo manifestato tutta la perplessità del caso". Alle 21 però c' è il colpo di scena: Bianchi sponsorizza via sms al braccio destro del ministro Delrio, alla vigilia della missione europea, la proroga cara a Gavio. Niente più compromesso al 2028, va bene il 2030.

Scrivono i Carabinieri: "Alle ore 21 e 07, l' avvocato Alberto Bianchi gira a Maurizio Maresca l' sms inviato a Mauro Bonaretti dopo l' incontro con Gavio e Pierantoni avvenuto nel pomeriggio".

Bianchi scrive: "Ti mando sms mandato ora a Bonaretti.
Visto Gavio. Fa molta fatica a accettare 2028, vorrebbe parlarne con te, è contento del vs appuntam. di mercoledì, ti spiegherà un po' di conti. Mia veramente personalissima impressione, a 2030 chiudereste, e non mi parrebbe scandaloso, vedete un po' domani. Una soluz. senza contenziosi, comunitariamente scudata, mi sembrerebbe un bel risultato. Informo anche Maresca. Buona serata, A".
Ricapitoliamo: per i Carabinieri Bianchi, alle 13 e 34 discute dei compensi di "500" da chiedere a Gavio con Maresca.

GRAZIANO DELRIO RIPASSA DESTRA E SINISTRA DI BOBBIO PRIMA DELL'INCONTRO CON CONTEGRAZIANO DELRIO RIPASSA DESTRA E SINISTRA DI BOBBIO PRIMA DELL'INCONTRO CON CONTE
Alle 14 e 30, incontra Gavio. Alle 21 inoltra a Maresca un sms appena spedito al braccio destro di Delrio sulla proroga al 2030 che Gavio vuole tanto.
Non è finita. Dopo qualche minuto Bianchi gira a Maresca la risposta ricevuta da Bonaretti a mezzo sms: "E qs è la risposta di Bonaretti.
Proviamo ma mi pare davvero in salita. Domani vedo la Commissione e cerco di capire i margini. Buona serata anche a te.

Secondo me se lavorate bene domani lo spazio x chiudere al 2030 lo trovate".
Il giorno dopo Maresca racconta a Pierantoni che Bonaretti è irritato: "ieri sera mi ha mandato un sms Alberto (Bianchi, ndr) che mi ha messo nell' sms quello che ha messo a Bonaretti poi mi chiama Bonaretti.. ieri sera sempre 'ma cosa vuole questo?
Chi si crede di essere già è stato faticoso convincere il ministro su una cosa così .. se questi vogliono la guerra allora avranno la guerra'".

Alla fine Delrio trova un accordo e il 27 aprile del 2018 l' Unione Europea approva una "road map" che concede sì la proroga al 2030 (come suggeriva Bianchi) ma lo fa a caro prezzo: Gavio dovrà fare i lavori per costruire un' altra autostrada, la Asti-Cuneo e dovrà accettare una riduzione dei suoi guadagni. L' avvocato Davide Maresca dice: "Non abbiamo mai preso questi 500 mila euro". Anche perché la proroga desiderata da Gavio, senza tante condizioni, non è stata concessa da Delrio. Poi il nuovo ministro, Danilo Toninelli, ha riportato la scadenza al 2026. Gavio, in cambio dei lavori per costruire l' autostrada Asti-Cuneo, nello schema Toninelli otterrà un' altra compensazione: il nuovo concessionario gli dovrà versare per la Torino-Milano un valore di subentro più alto. Ora la palla è in mano alla ministra Paola De Micheli.
DELRIO BICICLETTADELRIO BICICLETTA

Bonaretti al Fatto spiega: "Ricordo una lite con Beniamino Gavio. Non ricordo invece questi sms con Bianchi. Per me è normale che Gavio mi chiedesse 100 e io lo bloccassi a 50. Quello che è fastidioso è scoprire che dietro c' erano interessi privati di altra natura.

Anche se devo dire che non ho mai percepito da Bianchi nessun condizionamento". Fonti vicine all' avvocato fiorentino precisano: "Bianchi non ha mai avuto i 500 e non ricorda nemmeno di averne parlato all' epoca. Di sicuro non ha avuto un incarico da Gavio per la proroga della concessione né ha avuto dal 2015 in poi compensi da Gavio". Il professore Maurizio Maresca spiega: "Io seguivo questa vicenda dall' origine per Aiscat. Bianchi è stato associato per seguire la stessa vicenda come mio collega. Il cliente era Aiscat, non Gavio. I compensi di un avvocato non devono essere divulgati. L' importo di 500 mi è nuovo". Ma un compenso di 500 mila euro è una tariffa alta per professori e avvocati come voi? "Assolutamente no. Non li ho presi ma questo non la riguarda".

Fonte: qui

mercoledì 4 dicembre 2019

ALITALIA PAGA 10MILA EURO AL GIORNO PER ATTERRARE A LONDRA!


È LA GRAN FREGATURA CHE HANNO RIFILATO GLI ARABI ALLA COMPAGNIA ITALIANA, CHE AVEVA I SUOI SLOT MA LI HA VENDUTI ALLA SOCIETÀ DEGLI EMIRATI. 


E ORA GLI PAGA PURE L’AFFITTO 

IN TEORIA POTREBBE RICOMPRARLI, MA… 
Leonard Berberi per www.corriere.it
I DOCUMENTI DELLA VENDITA DEGLI SLOT ALITALIA DI HEATHROW A ETIHADI DOCUMENTI DELLA VENDITA DEGLI SLOT ALITALIA DI HEATHROW A ETIHAD
Per volare a Londra Heathrow, uno degli aeroporti più importanti e intasati del mondo, Alitalia paga Etihad 10.290 euro al giorno di affitto degli slot. Le fasce orarie di decollo e atterraggio consentono al vettore tricolore di operare dieci collegamenti quotidiani (in entrambe le direzioni): 6 da/per Roma Fiumicino, 4 da/per Milano Linate. È quanto emerge da un’inchiesta del Corriere della Sera incrociando i documenti ufficiali, gli accordi privati e le comunicazioni agli enti regolatori del Regno Unito. Nel complesso dal 2017 Alitalia spende soltanto per questa voce 3,76 milioni l’anno. Soldi che avrebbe potuto risparmiare se non avesse venduto l’asset alla società degli Emirati Arabi Uniti. Vendita, è bene precisarlo, non effettuata dagli attuali commissari straordinari.
Un aeroporto prezioso
alitalia etihadALITALIA ETIHAD
Alitalia utilizza a Londra Heathrow 68 slot settimanali, tra arrivi e partenze, nel periodo estivo e 65 in quello invernale. Per la stagione estiva 2020 — che nel trasporto aereo parte alla fine di marzo e si conclude gli ultimi giorni di ottobre — ne ha chiesti altri 16 per operare ulteriori otto voli settimanali ampliando così l’offerta ai passeggeri, stando ai documenti ufficiali che il Corriere ha potuto consultare. Ma quella richiesta non è stata soddisfatta.

AEREO ALITALIAAEREO ALITALIA
Non soltanto perché il principale scalo londinese è al 99% della sua capacità, ma anche perché ci sono solo due modi per ottenere gli slot in quella struttura: o facendoseli dare da altre compagnie (dietro compenso o semplice scambio) oppure partecipando a una sorta di lotteria. Quest’ultima premia pochi e di solito chi nell’aeroporto non ci vola ancora. Per l’estate 2020, per esempio, a vincere è stata la low cost Norwegian Air, ma non l’americana JetBlue che intende avviare le rotte transatlantiche.

La vendita nel 2016
I DOCUMENTI DELLA VENDITA DEGLI SLOT ALITALIA DI HEATHROW A ETIHAD 1I DOCUMENTI DELLA VENDITA DEGLI SLOT ALITALIA DI HEATHROW A ETIHAD 1
Al netto dei 16 slot ulteriori non ottenuti, Alitalia dovrà continuare a pagare Etihad (che fino a maggio 2017 aveva il 49% del vettore italiano) per volare a Heathrow, sborsando qualcosa come 1.059 euro per ogni aereo in arrivo o in partenza. A meno che i commissari straordinari dell’azienda non decidano di ricomprare quei diritti, cosa che sarebbe permessa dall’accordo tra le due compagnie. Su questi slot negli anni si è molto discusso. A partire dal valore della transazione. Secondo i documenti depositati dai commissari straordinari un paio d’anni fa queste bande orarie vendute a Etihad hanno generato una plusvalenza di 39 milioni di euro che sono entrati nelle casse di Alitalia nel secondo semestre del 2016.
drone avvistato a heathrow 3DRONE AVVISTATO A HEATHROW 
L’affitto mensile
Ma una volta venduti subito dopo Alitalia questi slot li ha «ripresi in affitto a un canone di 313 mila euro al mese», contabilizzava la terna di allora composta da Luigi Gubitosi (poi sostituito da Daniele Discepolo), Enrico Laghi e Stefano Paleari. Dal Regno Unito le comunicazioni ufficiali consultate dal Corriere confermano che la vendita degli slot per il Terminal 4 è avvenuta in due fasi: la prima — il 25 agosto 2016 — per le fasce di decollo e atterraggio per la successiva stagione invernale (fine ottobre-fine marzo), la seconda — il 7 dicembre dello stesso anno — per quelle della stagione estiva. Gli aeroporti italiani coinvolti, si legge, sono Fiumicino e Linate. Negli stessi giorni — il 25 agosto e il 7 dicembre — quegli slot sono stati dati ad Alitalia in leasing.
alitalia etihadALITALIA ETIHAD

handling alitaliaHANDLING ALITALIA
Quanto valgono oggi
Al momento della pubblicazione dell’articolo Alitalia non aveva ancora risposto alle richieste del Corriere. Nei documenti britannici non viene indicata la cifra di vendita che stando a una delle relazioni dei commissari hanno comportato per Alitalia introiti per 39 milioni di euro. Ma quanto valgono davvero quegli slot? Un’analisi della società specializzata internazionale Iba calcola che il loro prezzo a Heathrow dipende molto dal collocamento orario.
ALITALIAALITALIA
Per esempio lo slot delle 6 del mattino oggi sul mercato vale circa 1,9 milioni di euro, mentre il massimo lo si raggiunge per quello di mezzogiorno con 3 milioni. Quelli di Alitalia sono alle 6:45, 7:25, 16, 16:55, 18, 18:50, 19:10, 20, 20:45, 23:05. E così sulla base delle valutazioni di Iba il Corriere stima che gli slot oggi noleggiati dal vettore tricolore hanno un valore di mercato complessivo di 23,7 milioni di euro. Quando — e se — verrà aggiunta la terza pista quel dato è destinato a scendere.
Fonte: qui

CI MANCAVA IL RICHIEDENTE ASILO STUPRATORE CON LA PORSCHE

UN 26ENNE NIGERIANO È STATO ARRESTATO A PADOVA PER SEQUESTRO DI PERSONA, VIOLENZA SESSUALE E RAPINA AI DANNI DI UNA 22ENNE DELLA REPUBBLICA CECA 
SU FACEBOOK LA SUA BELLA VITA: AUTO FIAMMANTI, VESTITI ALLA MODA E COLLANE D’ORO. MA IL PROFILO RIPORTA UN’IMMAGINE DEL GIOVANE MOLTO LONTANA DALLA REALTA’
Giorgia Baroncini per ilgiornale.it

Seduto su una Porsche, vestiti alla moda e collane d'oro: è quello che mostra il profilo Facebook di Peter Chiebuka, il 26enne nigeriano arrestato a Padova per sequestro di persona, violenza sessuale e rapina ai danni di una 22enne della Repubblica Ceca.
Peter ChiebukaPETER CHIEBUKA

Un profilo social, come rivela il Gazzettino, che riporta un'immagine del giovane molto lontana dalla realtà: Peter Chiebuka, richiedente asilo, fa parte di un programma di accoglienza con pocket money, vitto e alloggio forniti dalla cooperativa Edeco. Un vita completamente diversa da quella che viene raccontata su Facebook. Le foto lo ritraggono mentre fa la bella vita con auto di lusso, vestiti firmati, bottiglie e gioielli. Forse un modo per attirare l'attenzione e catturare l'interesse delle ragazze. E nella trappola del giovane è caduta anche la 22enne ceca che credeva di aver trovato l'uomo della sua vita.

Peter ChiebukaPETER CHIEBUKA
Lui le avevo chiesto di sposarlo e lei lo aveva subito raggiunto a Tribano, nella Bassa Padovana. Ma da quando ha incontrato Peter (conosciuto un mese prima sui social), per lei è iniziato un vero e proprio incubo. Il 26enne nigeriano l'ha rinchiusa in casa, picchiata e violentata senza pietà per 10 giorni. Un orrore che ha sconvolto anche il responsabile del centro di accoglienza di Edeco, Lorenzo Boscato. L'uomo, sentito dal quotidiano, ha spiegato che la situazione nella palazzina dei 15 richiedenti asilo "non aveva mai destato preoccupazione". "Non avevamo nessun sospetto sulle violenze ai danni della giovane, perché in quel caso saremmo stati noi a segnalare e denunciare i fatti alle autorità", ha spiegato Boscato. "Tutti i giovani che fanno parte del gruppo sono molto tranquilli e prendono parte alle attività informative proposte - ha continuato il responsabile -. Possiamo dire che ad oggi questo nucleo di richiedenti asilo ha sicuramente un elevato grado di integrazione".
stupro 2STUPRO

Eppure quel giovane nigeriano è stato arrestato per sequestro di persona, violenza sessuale e rapina ai danni della giovane della Repubblica Ceca. È stata la stessa vittima a dare l'allarme e poi denunciare il 26enne ai militari che l'hanno trovata sotto choc nell'appartamento.

Da Edeco invece nessuna spiegazione per quanto riguarda il controllo della struttura in cui sono ospitati i richiedenti asilo. Ora gli investigatori sono al lavoro per ricostruire quanto accaduto: pare che i coinquilini di Peter non si siano resi conto della presenza della giovane nella stanza dell'amico. Tutte le testimonianze dovranno quindi essere accertate per fare piena luce. Resta però sempre il fatto che la 22enne è stata picchiata e violentata per 10 giorni, senza che nessuno se ne accorgesse.

Fonte: qui

IL PRESIDENTE AMERICANO TORNA A USARE IL VECCHIO METODO DEL FUOCO E DELLA FURIA! IN EUROPA CONTRO MACRON: “È STATO MOLTO OFFENSIVO NEL DIRE CHE LA NATO È IN MORTE CEREBRALE”

A CASA BANDISCE I GIORNALISTI DI “BLOOMBERG” DAI SUOI EVENTI DI CAMPAGNA ELETTORALE, E INFINE IN ASIA SUI DAZI: “POSSIBILE ACCORDO CON LA CINA, MA DOPO LE ELEZIONI” 

OGGI CI SARÀ UN BILATERALE CON L’AMICO “GIUSEPPI” CONTE. GLI DIRÀ QUALCOSA SULLA CINA?


donald trump toglie la forfora dalla giacca di macronDONALD TRUMP TOGLIE LA FORFORA DALLA GIACCA DI MACRON
 NATO, TRUMP: MACRON MOLTO OFFENSIVO SU MORTE CEREBRALE ALLEANZA
(LaPresse) - Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha accusato il suo omologo francese Emmanuel Macron di essere stato "molto offensivo" nell'affermare che la Nato "in morte cerebrale". Durante una conferenza stampa a Londra, in vista del vertice in occasione del settantesimo anniversario dell'Alleanza atlantica, Trump ha ribadito che la Nato ha avuto un grande ruolo e che le osservazioni di Macron sono state "molto offensive".
DAZI, TRUMP: POSSIBILE ACCORDO CON CINA DOPO ELEZIONI USA
donald trump xi jinpingDONALD TRUMP XI JINPING
(LaPresse/AFP) - Un eventuale accordo commerciale con la Cina potrebbe "attendere l'esito delle elezioni presidenziali del novembre 2020 negli Stati Uniti". Lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, in una conferenza stampa tenutasi a Londra in occasione dell'apertura di un vertice Nato. "Non ho messo una scadenza", ha precisato Trump. "In un certo senso, mi piace l'idea di aspettare dopo le elezioni per l'accordo con la Cina", ha sottolineato, dando per assodata una sua rielezione alla Casa Bianca. Finora Trump si era detto convinto di essere in grado di chiudere presto un accordo, nonostante i segnali nelle ultime settimane che sembravano dire il contrario e nonostante le dichiarazioni minacciose del suo omologo cinese Xi Jinping. 
DAZI, TRUMP: POSSIBILE ACCORDO CON CINA DOPO ELEZIONI USA-2-
I POTENTI AL TAVOLO DEL G7 DI BIARRITZI POTENTI AL TAVOLO DEL G7 DI BIARRITZ
(LaPresse/AFP) - La guerra commerciale di Trump con la Cina e i vari tentativi, finora falliti, di raggiungere un accordo hanno destabilizzato i mercati e alimentato le tensioni geopolitiche. Soltanto la scorsa settimana Trump si vantava di essere vicino con il terminare il negoziato "uno degli affari commerciali più importanti di sempre". Ma da quel Washington ha provocato la rabbia cinese esprimendo sostegno ai manifestanti di Hong Kong, lanciando una lunga ombra sui progressi nei colloqui. "Sto andando molto bene nel cercare un accordo con la Cina, se voglio lo faccio", ha detto Trump in una conferenza stampa in vista del vertice della Nato. "Non credo sia corretto dire 'se vogliono farcela', ma 'se voglio farcela'", ha precisato lasciando intendere di avere il coltello dalla parte del manico. "Non so se voglio farcela, ma lo scoprirete presto, sorprenderò tutti", ha dichiarato ancora l'inquilino della Casa Bianca.
XI JINPING DONALD TRUMPXI JINPING DONALD TRUMP

IMPEACHMENT, TRUMP: PROCEDIMENTO È FARSA POLITICA ANTIPATRIOTTICA
(LaPresse) - Il procedimento di impeachment è "una farsa", orchestrata "per scopi politici" dai democratici antipatriottici. Così il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, durante una conferenza stampa a Londra con il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, in vista del vertice dell'Alleanza atlantica. "Oltre ad essere assolutamente anti-patriottica, non fa bene al futuro e alla stabilità del paese. Penso che non sia patriottico per i democratici" portare avanti il procedimento, ha dichiarato Trump ricordando che "è una brutta cosa per il nostro paese".
GIUSEPPE CONTE DONALD TRUMPGIUSEPPE CONTE DONALD TRUMP

DAZI, CONTE: NE PARLERÒ CON TRUMP OGGI IN UN BILATERALE
GIUSEPPE CONTE E DONALD TRUMPGIUSEPPE CONTE E DONALD TRUMP
 (LaPresse) - "Avrò un bilaterale con il presidente Trump domani(oggi per chi legge), ne parleremo domani". Risponde così il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, al suo arrivo a Londra per il vertice Nato, ai cronisti che gli chiedono un commento sulle dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti, che minaccia dazi verso l'Europa, e in particolare verso Italia e Francia, se dovesse concretizzarsi la digital tax. "Ci sono tanti dossier che potrebbero preoccuparmi, però lavoriamo per risolvere tutto - aggiunge -. La preoccupazione la mettiamo da parte e abbiamo un approccio sempre concentrato per risolvere i problemi".

TRUMP BANDISCE I GIORNALISTI DI BLOOMBERG DAI SUOI EVENTI
Rita Lofano per www.agi.it
MICHAEL BLOOMBERG DONALD TRUMPMICHAEL BLOOMBERG DONALD TRUMP
La campagna di Donald Trump per la rielezione alla Casa Bianca mette al bando i giornalisti di Bloomberg che non potranno più avere accesso a eventi o comizi del tycoon. La decisione è stata annunciata dal manager della campagna di Trump, Brad Parscale, dopo la discesa in campo con i democratici dell'ex sindaco di New York Michael Bloomberg, proprietario del gruppo editoriale che porta il suo cognome.
Il direttore dell'agenzia finanziaria Bloomberg, John Micklethwait, la scorsa settimana, dettando la linea editoriale del gruppo durante le presidenziali, aveva fatto sapere che avrebbero proseguito con la tradizione "di non indagare su Mike (e la sua famiglia e fondazione)" estendendo questa pratica "ai suoi rivali nelle primarie democratiche". Bloomberg News, aveva aggiunto, continuerà invece ad indagare sull'amministrazione Trump, "in quanto attuale governo".
micheal bloomberg donald trumpMICHEAL BLOOMBERG DONALD TRUMP
Poiché "hanno apertamente dichiarato di essere di parte - è stata la risposta di Parscale in una nota - la campagna di Trump non concederà piu' credenziali media a rappresentanti di Bloomberg News per comizi o altri eventi elettorali". Sarà poi determinato "caso per caso", ha precisato, se interagire con singoli giornalisti o rispondere a richieste di Bloomberg News. "Questa resterà la policy della campagna di Trump - ha avvertito Parscale - fino a quando Bloomberg News non rivedrà la sua decisione". E il partito repubblicano si è allineato.
MICHAEL BLOOMBERG DONALD TRUMPMICHAEL BLOOMBERG DONALD TRUMP
Ronna McDaniel, direttrice del comitato direttivo del Partito Repubblicano, ha attaccato Bloomberg News, segnalando che il "Gop sta con il team di Trump e non concederà più credenziali" ai giornalisti della testa che fa capo al magnate dei media.
Rudy Giuliani, Donald Trump, Michael Bloomberg, Bill Clinton, Joe Torre.RUDY GIULIANI, DONALD TRUMP, MICHAEL BLOOMBERG, BILL CLINTON, JOE TORRE.
Michael Bloomberg ha deciso di affidare la gestione del suo gruppo ad un trust durante le presidenziali. "Non è la prima volta che mi sono fatto da parte per correre alle elezioni e come l'ultima volta - ha detto Bloomberg - ho messo in piedi una incredibile squadra di comando per assumere le redini". Micklethwait ha dunque negato ogni faziosità. "Abbiamo coperto Donald Trump in modo corretto, senza essere di parte da quando è diventato candidato nel 2015 e continueremo a farlo - ha assicurato - nonostante le restrizioni che ci sono state imposte dalla campagna di Trump". Fonte: qui