9 dicembre forconi

giovedì 24 ottobre 2019

PAGATI PER NON FARE NIENTE: REDDITO A 980MILA NULLAFACENTI, SOLO 5 SU 100 CERCANO LAVORO

ANCHE IL GOVERNO E' COSTRETTO A PARLARE DI "FALLIMENTO"

IL FLOP DEI CENTRI PER L'IMPIEGO: IN SETTE MESI COLLOQUI CON APPENA 49MILA PERSONE. GLI ALTRI PAGATI PER STARE A CASA...

Paolo Bracalini per “il Giornale”

Pagati per non far niente.

Le peggiori previsioni sul quel che sarebbe successo col reddito di cittadinanza si stanno puntualmente verificando. Propagandata da Di Maio come una misura per reinserire i disoccupati nel mercato del lavoro, il Rdc si sta invece rivelando come un sussidio puro e semplice, senza alcun vero meccanismo per far lavorare chi attualmente non ha una occupazione (o ne ha una in nero, in moltissimi casi, come sta scoprendo la Guardia di finanza). Dopo sette mesi dalla partenza del reddito, su 982mila percettori del benefit statale soltanto una misera percentuale, circa il 5%, ha infatti attivato un «patto per il lavoro».
Si tratta di una sorta di contratto che il beneficiario del reddito firma dopo aver definito il proprio «bilancio delle competenze» e essersi impegnato a rispettare gli obblighi previsti dalla legge, tra cui quello di accettare una proposta di lavoro congrua, la cosiddetta «fase 2» del reddito di cittadinanza. Ecco, questa procedura finora, a sette mesi dall' avvio del Rdc, l' hanno fatta soltanto 50mila beneficiari del reddito di cittadinanza, su quasi un milione.
di maio reddito di cittadinanza
In altre parole il 95% di coloro che ogni mese ricevono il sussidio non ha neppure lontanamente iniziato l' iter per essere poi inserito nelle «liste di collocamento» dei centri per l' impiego. I quali, nel romanzo di fantascienza partorito dai Cinque Stelle (e approvato anche da Salvini), dovrebbero poi offrire ben tre posti di lavoro ad ogni disoccupato. La realtà si sta rivelando completamente diversa dai sogni grillini. Finora l' unica cosa che funziona (e neanche bene) è il pagamento del reddito, ma tutta l' architrave che doveva traghettare gli assistiti verso il lavoro, attraverso l' intermediazione dei navigator assunti dalla Pa, con aggravio di spesa pubblica, si sta rivelando un drammatico bluff.
I dati parlano chiaro. «Secondo le prime verifiche parziali, ci sono 200mila convocazioni, 70mila colloqui e 50mila Patti per il lavoro sottoscritti» spiega la coordinatrice della Commissione lavoro della Conferenza delle Regioni Cristina Grieco.
di maio conte card reddito
Neanche 50mila, per la precisione 49.896. E questi non hanno trovato un lavoro, sono stati semplicemente schedati in vista del miraggio di un posto di lavoro. E gli altri 150mila convocati? Finora non si sono presentati nei centri per l' impiego, avevano altri impegni. Le Regioni protestano, chiedono una «data unica» per applicare le sanzioni verso chi non si presenta ai colloqui. Ma anche sul fronte dei lavori socialmente utili, previsti dalla legge istitutiva del reddito di cittadinanza come condizione per poterlo ricevere, siamo in enorme ritardo. Solo ieri il ministro del Lavoro Nunzia Catalfo ha firmato il decreto per attivare i Comuni sulle modalità per far svolgere ai sussidiati dei servizi alla comunità, per qualche ora alla settimana. Cosa che, finora, non stanno assolutamente facendo.
luigi di maioLUIGI DI MAIO
Insomma, come scrive Italia Oggi, per ora si configura come «reddito di cittadinanza a sbafo». Anche il governo è costretto a parlare di «fallimento». «Dobbiamo concentrarci sulla fase due perché i navigator non diventino il capro espiatorio di un eventuale fallimento - dice al Sole24Ore la sottosegretaria Pd al Lavoro, Francesca Puglisi - I primi beneficiari profilati dai centri per l' impiego mostrano competenze molto basse, poco più della scuola secondaria di primo grado, e una storia di disoccupazione che dura da anni». Insomma profili che difficilmente incontreranno mai le esigenze di una datore di lavoro.
«Non solo. Gli operatori dei Centri per l' impiego e i navigator, da soli, difficilmente potranno gestire una ricollocazione così massiccia. Occorre intervenire, coinvolgendo meglio le agenzie per il lavoro private accreditate per favorire il più rapido inserimento». Quindi anche i navigator, sbandierati da Di Maio come una grande innovazione, sono inutili, serviranno consulenti esterni a pagamento. Nel frattempo, un milione di persone continua a ricevere l' assegno mensile, in media 482 euro al mese. Senza fare nulla e senza essere neppure candidabile ad un posto di lavoro. Il tutto per la modica cifra di 6 miliardi di euro.
luigi di maio e la card per il reddito di cittadinanza 2LUIGI DI MAIO E LA CARD PER IL REDDITO DI CITTADINANZA 
Fonte: qui

A POMIGLIANO D’ARCO, PAESE NATALE DI LUIGI DI MAIO, SU 39MILA ABITANTI 12MILA RICEVONO IL SUSSIDIO. MA DOPO SEI MESI NESSUNO HA RICEVUTO UNA PROPOSTA DI LAVORO 
SONO STANCHI DI ESSERE PAGATI PER BIGHELLONARE, MA IL PROBLEMA È CHE MANCA LA NORMATIVA PER PROCEDERE ALLA FASE DUE 
IL SINDACO LELLO RUSSO: “QUI NON C’È LAVORO. IL REDDITO È UNA PRESA IN GIRO”
Niccolò Zancan per “la Stampa”
il centro per l'impiego di pomigliano d'arco 1IL CENTRO PER L'IMPIEGO DI POMIGLIANO D'ARCO 
Non lavorare stanca. Seppur con in tasca 620 euro di reddito di cittadinanza. «Mi sento depresso e inutile», dice il signor Agostino Fiorino. «Mi alzo alle 6 tutte le mattine e non so cosa fare». «Anche io voglio faticare», dice la signora Giuseppina Ricci. «A me interessa qualsiasi lavoro pur di finire il mese in modo giusto. Così, invece, i soldi non bastano e in più sono senza soddisfazione». «Ne parlavo l' altro giorno a tavola con mia moglie» dice il signor Ciro Demaria, che a marzo era stato il primo a mettersi in coda per la domanda.
di maio reddito di cittadinanzaDI MAIO REDDITO DI CITTADINANZA
«Per fortuna riceviamo questi soldi, per carità. Ringraziamo per il reddito. Ma quando scatta la fase 2?». In Italia sono 982.000 le persone che hanno diritto al reddito di cittadinanza. Con 100.416 domande accolte su 142.764 presentate, la provincia di Napoli è quella con più persone coinvolte. A Pomigliano d' Arco, il paese natale di Luigi Di Maio, l' ex ministro del lavoro che mise la firma su questa riforma, su 39 mila abitanti 12 mila hanno ottenuto il sostegno economico. Sono passato sei mesi e nessuno ha mai ricevuto una proposta di lavoro. Nemmeno è stato chiamato per un impiego socialmente utile dal Comune.
ciro demaria, il primo a richiedere il reddito di cittadinanza a pomiglianoCIRO DEMARIA, IL PRIMO A RICHIEDERE IL REDDITO DI CITTADINANZA A POMIGLIANOlello russo sindaco di pomigliano d'arco 1LELLO RUSSO SINDACO DI POMIGLIANO D'ARCO 
Lello Russo, sindaco di centrodestra al sesto mandato, spiega perché: «Ho parlato con l' Inail, non è ancora pronta la normativa. Non posso assumere. Ma il problema del reddito di cittadinanza è che hanno barattato un servizio di carattere caritatevole con uno strumento per trovare lavoro. Non c' è lavoro qui. Il reddito è una presa in giro. Se io mettessi un bando da 10 milioni per chi scova un solo posto di lavoro nel circondario quei soldi resterebbero al sicuro nelle casse del Comune». Dalla casa natale di Luigi Di Maio al centro per l' impiego di Pomigliano d' Arco ci vogliono dieci minuti a piedi.
Di Maio come il mago Silvan by GianBoyDI MAIO COME IL MAGO SILVAN BY GIANBOY
Oggi sono 55 le persone in coda per firmare il cosiddetto "patto per il lavoro". Agostino Fiorino: «Quando hanno chiamato il mio nome, mi sono seduto nella prima stanza a destra. Sono stato cinque minuti a parlare con un impiegato. Fra le mie competenze abbiamo scritto ausiliario specializzato nel settore sociosanitario perché ho lavorato 11 anni all' Anffas di Napoli, e poi imbianchino e muratore. Alla fine del colloquio ho chiesto: "C' è speranza?".
il centro per l'impiego di pomigliano d'arcoIL CENTRO PER L'IMPIEGO DI POMIGLIANO D'ARCO
L' impiegato ha risposto: "Non lo sappiamo"». Agostino Fiorino tiene fra le dita il foglio con scritto «Ricevuta Consegna Documento di stipula del Patto per il lavoro». Inizia con queste parole: «Il signor Agostino Fiorino ha stipulato in dato odierna». Su 12 mila «percettori» del reddito a Pomigliano d' Arco - li chiamano così - meno di mille sono stati chiamati a firmare quel documento. La fine prevista della coda è, nella migliore delle ipotesi, fra febbraio e marzo 2020. A tutti gli uffici dell' impiego della Campania è arrivata una lettera da parte della giunta regionale: «In riferimento alle attività propedeutiche per l' intervento statale detto reddito di cittadinanza, le SSVV sono invitate a organizzare lavoro straordinario, oltre l' orario di servizio, secondo il budget assegnato ai propri uffici».
lello russo sindaco di pomigliano d'arcoLELLO RUSSO SINDACO DI POMIGLIANO D'ARCODI MAIO E LA CARD PER IL REDDITO DI CITTADINANZA BY LUGHINODI MAIO E LA CARD PER IL REDDITO DI CITTADINANZA BY LUGHINO
Dalla trincea di Pomigliano D' Arco, la dirigente Maria Luisa Brillo cerca di mantenere il profilo più basso che può: «Siamo qui. Abbiamo organizzato due turni. Chiameremo tutti». Ma il lavoro?
«Quello è un problema strutturale».
pomigliano d'arcoPOMIGLIANO D'ARCO
Il lavoro non c' è. La situazione sta peggiorando. Il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia è intervenuto a Capri al convegno dei giovani imprenditori: «Il sud è in recessione. Lo dicono i dati».
C' è da sfangare la giornata ancora una volta. «Se mi fanno andare a pulire con lo straccio il pavimento di un ospedale, ci vado» dice Agostino Fiorino. «Voglio stare bene e sentirmi autonomo.
Prima facevo almeno qualche lavoretto in nero da imbianchino. Ora non posso.
il sito per il reddito di cittadinanza 4IL SITO PER IL REDDITO DI CITTADINANZA giuseppe conte e luigi di maio con la postepay per il reddito di cittadinanzaGIUSEPPE CONTE E LUIGI DI MAIO CON LA POSTEPAY PER IL REDDITO DI CITTADINANZA
La sera non arriva mai. Ho 52 anni e vivo appoggiato a casa dei miei genitori con mia figlia». Vanno in giro con la tessera gialla delle poste. Hanno l' obbligo di spendere tutto entro la fine del mese. «Si vede che sono persone in difficoltà» dice Anna Poli cassiera al supermercato Brava&Casa dietro piazza Giovanni Leone. «Dicono: menomale che ci sta la carta.
lello russo sindaco di pomigliano d'arco 2LELLO RUSSO SINDACO DI POMIGLIANO D'ARCO 
Comprano beni di prima necessità. Cancelleria scolastica. Mutande. I nostri incassi negli ultimi sei mesi sono aumentati del 15-20%». Dal verduriere: 5 fasci di friarielli a 2 euro. «Ma la cosa peggiore è che tutti vogliono il liquido», dice la signora Giuseppina Ricci. «Anche i pesciaiuli. Anche per un frigorifero. Anche per riparare i denti. O gli dai i contanti o saluti».
Paolo Nastasi il pusher di siracusa con il reddito di cittadinanza e la porschePAOLO NASTASI IL PUSHER DI SIRACUSA CON IL REDDITO DI CITTADINANZA E LA PORSCHE
Speculare alla situazione dei «percettori» del reddito di cittadinanza, c' è quella dei navigator: sono 471 quelli che hanno vinto il concorso per lavorare in questa regione. Ma il governatore Vincenzo De Luca finora non ha mai voluto assumerli per un motivo pratico. Nei centri per l' impiego della Campania ci sono già 654 precari che aspettano di essere regolarizzati: i navigator con il loro contratto a termine si aggiungeranno a questa situazione disastrata. Ma dopo mesi di proteste e scioperi della fame, l' accordo è stato trovato. Verranno messi sotto contratto. «Partiamo in ritardo, ma speriamo bene», dice la navigator in pectore Giulia Aimone. Sono tutti animati dalle migliori intenzioni, ma nessuno ha ancora trovato il modo di risolvere il problema: inventare il lavoro dove non c' è.
Fonte: qui

SE VUOI LA PACE, FAI LA GUERRA (E POI CHIAMA TRUMP)

''LA TREGUA NELLA SIRIA DEL NORD SARÀ PERMANENTE, E NOI IN CAMBIO TOGLIEREMO LE SANZIONI ALLA TURCHIA. TOCCHERÀ A LORO VIGILARE SULL'ISIS''. 
BERSAGLIATO DA MOLTI PAESI COME ''TRADITORE'' DEI CURDI, DONALD HA RINGRAZIATO GLI ALTRI PAESI PER LA COOPERAZIONE
SIRIA: TRUMP, TOGLIEREMO SANZIONI A TURCHIA
 (ANSA) - Gli Usa toglieranno le sanzioni alla Turchia, dopo la tregua in Siria. Lo ha dichiarato Donald Trump parlando dalla Casa Bianca

donald trump recep tayyip erdoganDONALD TRUMP RECEP TAYYIP ERDOGAN
SIRIA: TRUMP, LA TURCHIA RENDERÀ PERMANENTE LA TREGUA
 (ANSA) - La tregua in Siria sta tenendo molto bene e la Turchia ha detto che la renderà permanente. Lo ha dichiarato Donald Trump parlando dalla Casa Bianca.

SIRIA:TRUMP, RESTANO POCHE TRUPPE USA IN ZONA PETROLIO
 (ANSA) - Un piccolo numero di soldati Usa resterà in Siria nell'area dove c'è il petrolio e si deciderà in futuro cosa fare col petrolio: lo ha dichiarato Donald Trump parlando dalla Casa Bianca.

SIRIA: PLAUSO TRUMP ALL'AIUTO DI ALTRI PAESI
 (ANSA) - Nonostante le critiche bipartisan, il presidente Donald Trump, parlando dalla Casa Bianca, ha espresso il suo plauso per l'aiuto dato da altri Paesi nel conflitto in Siria dopo l'offensiva turca. Il presidente ha ribadito la sua intenzione di perseguire un diverso corso in Medio Oriente e che per fermare l'offensiva turca sarebbero state necessarie decine di migliaia di soldati americani.

SIRIA: TRUMP, ORA TOCCA ALLA TURCHIA VIGILARE SULL'ISIS
putin assadPUTIN ASSAD
 (ANSA) - Donald Trump, parlando dalla Casa Bianca, ha detto di aspettarsi che la Turchia onori l'impegni di evitare che l'Isis riconquisti terreno. Fonte: qui

Italia a rischio-crac: "I tre pilastri che spingono il Paese verso il baratro"


Non è solo il Vaticano a rischiare il crac finanziario. Secondo Luca Ricolfi anche l'Italia non ha prospettive migliori: "Il nostro stupefacente equilibrio è destinato a rompersi, la stagnazione diverrà declino". Le ragioni sono reperibile nell'economia del nostro Paese, che vede la fine della crescita economica, ma l'affermarsi di un consumo opulento di massa. Il politologo rivela nell'Italia "un tipo unico di configurazione sociale" con a capo una società signorile di massa. "Non l'auto ma la seconda auto con gli optional", così viene sintetizzata la smania italiana.
Questa società signorile, che consuma più di quanto produce, a Ricolfi appare indubitabilmente malata e si regge su tre pilastri: "la ricchezza reale e finanziaria accumulata dai nonni, la distruzione della scuola e, infine, la formazione di un'infrastruttura schiavistica, un esercito di paria al servizio dei Signori" come spiega allo stesso Corriere della Sera. "I titoli di studio rilasciati dalla scuola e dall'università sono eccessivi rispetto alle capacità effettivamente trasmesse - rincara -. La scolarizzazione di massa ha moltiplicato il numero di aspiranti a posizioni sociali medio-alte ma il numero di tali posizioni resta invariato". La società signorile dunque "è un prodotto a termine". Un prodotto che nuocerà all'Italia intera.
Fonte: qui

LA NECESSARIA DENUNCIA DI LUCA RICOLFI – SUL GRASSO CHE COLA

Il tipico giovane d’oggi  non  ha che lavori saltuari. Però non si fa  mancare le vacanze, non paga  affitto perché vive coi genitori, dai  quali erediterà la casa in proprietà  –  ha soldi in tasca per andare in 350 mila  a Modena  al concerto di Vasco Rossi  pagando  70 euro di biglietto, e per alimentare lo spaccio – onnipresente, corpuscolare, immenso  – di cocaina, hashish, eroina a scopo ricreativo. 
Vive in un paese  che ha perso il 25% delle sue industrie e  dove  ormai  quelli che lavorano in qualche attività  produttiva sono una minoranza, mentre  la maggioranza “non fa niente”,   ossia né   studia né lavora, e nemmeno pensa.  Dove si perdono   saperi scientifici e tecnologici, competenze, qualità della cultura,  ma il giovane tipico – inteso come gruppo sociale  – non si allarma, non si mobilita  per migliorare se stesso e le cose, mettendosi a studiare, a combattere per una società migliore.  Vive di “tempo libero” infinito, deve andare per forza  al pub,  la discoteca è  il suo mondo.
Come mai?  Perché può permetterselo. Lo spiega l’ultimo saggio  – assolutamente essenziale  – di Luca Ricolfi, “La Società signorile di massa”:  vive consumando il grasso che cola  dai genitori e dai nonni.
Un  grasso spesso, soffice,  apparentemente inesauribile. Un ricchezza patrimoniale accumulata   dai nonni fra conti correnti,   azioni, obbligazioni, casse (prime e seconde) cassette di sicurezza, fondi all’estero  o nel materasso,  valutabile a 11 mila miliardi . Una cifra  superiore a quella di cui dispongono o privati tedeschi inglesi, francesi.  La sola ricchezza strettamente finanziaria (soldi liquidi o liquidabili)   assomma a 4.500 miliardi.
Una cifra astronomica, difficile persino da capire.  Confrontiamola con la spesa pubblica  annua dello Stato:  sugli 800 miliardi.  Non dice ancora niente.  Ricolfi –  il miglior sociologo-economista italiano – fornisce un dato che finalmente ci fa  capire: i giovani italiani hanno “l’aspettativa di eredità” più alta del mondo.  Ogni anno,  250 miliardi del patrimonio vengono ereditati.
Diciamo ancor più semplicemente:  ogni anno, i nonni (o genitori) che muoiono  lasciano ai figli o ai nipoti, un monte complessivo di 250 miliardi l’anno. I nipoti si trovano con questa ricchezza in case e denaro o titoli.  Senza averla guadagnata.
Già  questo dovrebbe mostraci la falsità della”narrativa”  vigente fra i politici di sinistra e fra i grillini, secondo cui  sono i giovani che mantengono i vecchi,   che prendono pensioni eccessive, e quindi “rubano il futuro” ai nipoti.  Questo sarebbe vero se i giovani avessero  veri lavori, ossia pagassero i contributi previdenziali sui loro salari e stipendi. Ma come abbiamo visto, il numero di coloro che lavorano è un minoranza. I più “non fanno niente”,  e  spendono da gran signori.
Oltre alla droga, alla discoteca, ai “concerti”  eccetera,  Ricolfi segnala che la spesa del gioco d’azzardo è passata, dal 2003 ad oggi, dall’1,5%  all’8% del Pil.   In un  paese    povero e impoverito, gli italiani spendono 110 miliardi per il gioco d’azzardo, spesso online –  quasi quanto spendono per il cibo, a cui dedicano tante attenzioni: 140 miliardi.
Un consumo da gran signori, il gioco d’azzardo. Uno spreco come la cocaina a quintali, voce importantissima dell’import che i conti pubblici dovrebbero registrare  come passivo, e  stroncare i consumatori come nemici del popolo.
Ciò spiega perché  da noi non ci sono i Gilet Gialli a sfilare per la capitale, che viene sepolta dalla sua rumenta sovrabbondante, altro segno della “società signorile di massa”. Perché un paese, una società  tollerano una disoccupazione giovanile del 30%, senza allarmarsi, spaventarsi e imporre politiche di sviluppo.
I giovani non sentono “la durezza del vivere” (come auspicava Padoa Schioppa)  sulla loro pelle, quindi non sentono l’urgenza di migliorarsi con sforzo e energia e carattere per sopravvivere. Sono quindi come sedati. E vivono in mondi di fantasia. Senza il contatto con la cruda realtà.
Ma  perché dovrebbero studiare, sforzarsi, migliorare? L’intera ideologia “permissiva” –  attraverso le mille   voci di pubblicità, spettacolo, sinistra fucsia  –   e dozzinalmente edonista li incita a godersi la vita, a  non impegnarsi in nulla; ora  ci si è messa persino la Chiesa,un tempo predicatrice di una morale rigorosa ed oggi  accoglientista e LGBT.  Sia chiaro che non è una colpa privata e individuale, quella di cui si accusa la gioventù vuota che vive del grasso che cola: è che sono mancati i traguardi, gli scopi a cui tendere, che non possono essere individuali ma   hanno da essere collettivi. Indicati da un potere legittimo capace di porli, ed anche di imporli per far vivere l’Italia all’altezza della civiltà, anche nel futuro.
Luca Ricolfi  accusa in modo speciale “Il sistema dell’istruzione e della formazione universitaria”, che  (beninteso con la piena complicità  di famiglie, politici e meass media) hanno  offerto studi sempre più facili  e laureee in “scienza delel comunicazioni” o simili . Al punto che oggi, ci  sono uno  stuolo di giovani “sinceramente convinti di possedere le competenze che i loro titoli  di studio certificano”, mentre invece sono ignoranti. E appunto come i gran signori parassitari dell’ancien Régime  a Versailles  (anche loro grandi giocatori d’azzardo) non lavorano in attesa di ricevere  offerte “alla loro altezza”.   E frattanto fanno  il personal trainer, il  passeggiatore di cani e il  dic jockey,

Il pericolo dei politici “signori”

Questa effetto rivela tutta la sua gravità nei politici della nuova generazione , che è salita bene o male al potere – i Salvini come i Di Maio o i Fico. Senza però distinzione di paritot, abbiamo appena visto che  Enrico Letta non sa nulla di storia romana.
Quando si è al potere , l’ignoranza è gravissima.  Porta a attuare riforme sbagliate e malfatte come il reddito di cittadinanza e i quota cento. A voler chiudere l’ILVA di Taranto perché inquina, e sostituirla – con la gioia dei tarantini grilleschi – con le coltivazioni di cozze :  un lavoro beninteso a cui i grillini anti-Ilva non pensano di dedicarsi in proprio, perché lo faranno  fare agli immigrati a 1 euro l’ora. Da gran signori infatti (nota Ricolfi) hanno a sostenerli  il lavoro schiavistico, i negri e i maghrebini per fare “quei lavori che gli italiani non voglion più fare”.
Ma questa ignoranza è perfettamente visibile anche nella “sinistra”  che oggi governa coi grillini ignoranti.  Si vede dal fatto che sono incapaci (come lo è Salvini, del resto) di elaborare un  progetto di sviluppo complesso per i paese, una critica costruttiva, informata e competente  dell’euro che ci strangola e dell’Europa  che ci impone ricette rovinose.  Quando li si vede in tv, s’ intuisce che i quarantenni “economisti” non   sanno nulla dell’IRI e  di come funzionava. Né tantomeno di come lo Stato “ stampava moneta senza doversela far prestare dagli usurai internazionali, e con questa ha ricostruito l’Italia dopo la guerra . Certamente alla Bocconi non insegnano né della natura della moneta né della storia economica, dell’IRI e di   Schacht e dei suoi effetti ìMeFo.
Ora, i quarantenni – Di Maio come Salvini e come i giovini  Letta – non hanno alcuna idea di un sistema industriale, di come deve essere e  di come deve funzionare ed essere creato e difeso.   Di Maio non puo’ che chiamare gli imprenditori “prenditori”, come tutti i grillini del Sud, perché non  conoscono altri imprenditori che i palazzinari loro padri, semianalfabeti, dipendenti dai lavori stradali   eterni  sulla  Salerno-Reggio Calabria. E sono troppo “signori” per mettersi a studiare le industrie del Nord che esportano e funzionano , i loro problemi e la loro natura: hanno già studiato abbastanza.  Salvini, come s’è visto, non legge i dossier.  Anzi non legge niente,e  c’è da aver paura   a un suo ritorno al governo con “pieni poteri”.  Lui e i Di Maio non hanno saputo pensare ad altro  progetto economico che aumentare un po’ i consumi; come, in fondo, Renzi con gli 80 euro.   Gualtieri e i PD al governo che  puntano fa far emergere il nero di idraulici e badanti, mentre le nostre aziende spostano la loro sede fiscale in Olanda o Lussemburgo sottraendo al Fisco miliardi.
Ancor  più pericolosa  è  la caterva di “giovani” nella magistratura: gente che non sa di latino e dunque di diritto romano, che ignora la filosofia del diritto ed  ha della legge una idea  sommamente rozza e sommaria, da una parte di puro positivismo giuridico, senza  alcuna idea della responsabilità di “fare” giustizia,  dall’altra  l’uso della legge e dei suoi rigori  (carcerazione preventiva, intercettazioni,  manette agli evasori…)  per scopi  di  parte.
Avviene così che la generazione della società signorile di massa sta portando il   paese al declino, in perfetta buona fede, ascoltando capi ignorantissimi come Beppe Grillo con  le loro fantasie di decrescita. Ignoranti che generano altri ignoranti – ma saputi – e consumano, sprecano,  i capitali dei nonni che potrebbero essere   usati  per un grande progetto di rinascita nazionale  – che nessun “dirigente”   con voce in capitolo è in grado di elaborare ed indicare.
Generazione dopo generazione, diventiamo sempre più quel che si dice dei selvaggi: non dei primitivi, ma dei degenerati.
Se c’è una speranza? E’ nei 130- 250 mila giovani italiani laureati  e diplomati che ogni anno vanno all’estero per fare  lavori seri,  che sentono sulla loro pelle “la  durezza del vivere” e  sviluppano nel sacrificio di migranti carattere, cultura e dignità personale.  Quando questo paese avrà finito il grasso che cola – e sarà devastato dai negri e i giovani  dalla droga –  e la generazione di “signori pezzenti” sarà spazzata via dalla “durezza del vivere”  (probabilmente farà la fila alle ASL per farsi somministrare il suicidio assistito di massa, mancante com’è di ogni risorsa spirituale e motivo per vivere) questa è la forza che può ricostruirlo, quando  s’intende un leader vero li chiamerà.
Fonte: qui

mercoledì 23 ottobre 2019

AVETE NOTATO COM’È CAMBIATO IL VISO DI GIUSEPPI CONTE? NELLE PRIME APPARIZIONI ERA RILASSATO, E ANCHE IL 20 AGOSTO, DATA DELL’ACCUSA A SALVINI IN SENATO, I SUOI LINEAMENTI TRASMETTEVANO SERENITÀ E DISTACCO



ORA È AGITATO, IRRITATO E PURE I CAPELLI, SEMPRE BEN PETTINATI, SEMBRANO PIÙ RADI. SI ERA MESSO IN TESTA DI DIVENTARE LEADER MA HA CAPITO CHE ANCHE NEL BIS RESTA UN BURATTINO CON LA POCHETTE…

Michele Brambilla per www.quotidiano.net

GIUSEPPE CONTE IN UMBRIAGIUSEPPI CONTE IN UMBRIA
Non so se avete fatto caso all’espressione del volto del premier negli ultimi giorni. Rispetto al Conte di quest’estate, è quasi irriconoscibile. Nelle settimane in cui respingeva l’assalto di Salvini, i suoi lineamenti trasmettevano forza, serenità, perfino un certo distacco. Il 20 agosto, al Senato, mentre il leghista cercava di affastellare argomenti per attaccarlo, il professor Conte replicava appunto da professore: serafico e autorevole, con quel linguaggio dotto e un po’ desueto da signore del Sud. Adesso invece il suo volto è tirato; la risposta piccata; perfino paiono più radi i capelli, così sempre ben pettinati. È lo stress.
GIUSEPPE CONTEGIUSEPPI CONTE

GIUSEPPE CONTEGIUSEPPI CONTE
L'altro ieri, in Umbria, ai giornalisti che gli chiedevano se la manovra danneggi le partite Iva, Conte ha risposto duro, seccato e soprattutto irritato: "Fesserie". Lo stesso termine lo ha ripetuto quando gli è stato chiesto di un possibile confronto fra lui e Salvini: "Fesserie". Pochi minuti dopo, sempre commentando una frase di Salvini, ha risposto: "Stupidaggini". 

Dov’è finito quell’aplomb un po’ british e un po’ salentino che ci aveva fatto sperare di aver finalmente trovato un politico che non cede alla dittatura della rissa e dell’insulto? 

Uno statista(ma de che ...!!!) dai nervi saldi?

GIUSEPPE CONTE E ROCCO CASALINOGIUSEPPI CONTE E ROCCO CASALINOGIUSEPPE CONTEGIUSEPPI CONTEmatteo salvini bacia il rosario mentre parla giuseppe conte 1MATTEO SALVINI BACIA IL ROSARIO MENTRE PARLA GIUSEPPI CONTE 
La verità - temo - è che Andreotti avesse ragione soltanto a metà quando diceva che il potere logora chi non ce l’ha. Se non si è un Andreotti, se insomma non si è dotati di quel potere di autocontrollo che non si capisce bene quanto sia angelico e quanto mefistofelico, dal potere si viene logorati, eccome. Giuseppe Conte ha resistito alla grande - e non si sa come abbia fatto - facendo da arbitro e da paciere a due alleati litigiosi come Lega e Cinque Stelle; ma ora che ha a che fare con un governo ancora più “suo” (la prima volta fu premier per caso) e in un contesto internazionale apparentemente molto più favorevole, la tensione si fa sentire, eccome. Colpa anche e soprattutto, purtroppo, di una propensione alla guerriglia che la nostra politica non riesce a scrollarsi di dosso.

giuseppe conteGIUSEPPI CONTEmatteo salvini bacia il rosario mentre parla giuseppe conteMATTEO SALVINI BACIA IL ROSARIO MENTRE PARLA GIUSEPPI CONTE
Al presidente Conte, del quale abbiamo ammirato finora la moderazione, suggeriamo di imparare dalla flemma di Winston Churchill. Un giorno che lady Astor, una deputata dell’opposizione particolarmente impertinente e aggressiva, finì il suo discorso dicendogli "Se io fossi sua moglie, le metterei del veleno nel tè", Churchill replicò: "E se io fossi suo marito, lo berrei". Fonte: qui

MAFIA CAPITALE NON ERA MAFIA. LA CASSAZIONE ESCLUDE L'AGGRAVANTE MAFIOSA PER SALVATORE BUZZI E MASSIMO CARMINATI, CHE IN APPELLO ERANO STATI CONDANNATI RISPETTIVAMENTE A 18 ANNI E 4 MESI E A 14 ANNI E MEZZO

SECONDO LA SUPREMA CORTE IL SISTEMA MESSO IN PIEDI DALL'IMPRENDITORE DELLE COOPERATIVE E DALL'EX NAR "NON FU MAFIA"
Mondo di mezzo, Cassazione conferma: Quella di Buzzi-Carminati non fu mafia
(LaPresse) - La Cassazione ha annullato la condanna per mafia di Salvatore Buzzi e Massimo Carminati, che in appello erano stati condannati a 18 anni e quattro mesi, per il primo, e 14 anni e mezzo per il secondo. Secondo la Corte presieduta da Giorgio Fidelbo, quella dell’imprenditore delle cooperative romane e dell’ex nar, non fu mafia.
buzzi carminati

lunedì 21 ottobre 2019

L’AUMENTO DEL BIGLIETTO DELLA METROPOLITANA (POI SOSPESO), SCATENA IL CAOS IN CILE

PRESE D’ASSALTO ALCUNE STAZIONI DELLA METRO, NEGOZI E BANCHE SACCHEGGIATE, AUTOBUS DATI ALLE FIAMME 

TRE MORTI, OLTRE TRECENTO GLI ARRESTI E 6 MILA SOLDATI CHIAMATI A PROTEGGERE LA CAPITALE, SANTIAGO 

BRUCIATO IL PALAZZO DELL'ENEL, IN PIENO CENTRO CITTÀ 

DOPO ECUADOR E LIBANO, UN NUOVO CASO DI RIVOLTA POPOLARE CONTRO IL CAROVITA…
scontri e proteste in cile 10SCONTRI E PROTESTE IN CILE 
CILE: MEDIA, TRE MORTI DURANTE I DISORDINI
(ANSA) - Tre persone hanno perso la vita nel corso dei disordini in Cile. Lo rende noto la locale Radio Bio Bio. Le morti sono avvenute in un incendio scoppiato in un supermercato saccheggiato nel comune di San Bernardo. I vigili del fuoco hanno trovato due corpi carbonizzati mentre un terzo è morto in ospedale. In diverse città del paese, supermercati e negozi sono stati saccheggiati, in un clima di caos per le manifestazioni iniziate a Santiago a causa dell'aumento dei prezzi del trasporto pubblico.
scontri e proteste in cile 11SCONTRI E PROTESTE IN CILE 
CILE: PINERA SOSPENDE AUMENTI TARIFFE DELLA METRO 
(ANSA) - Il presidente del Cile Sebastian Pinera ha annunciato la sospensione dell'aumento del prezzo dei biglietti della metropolitana, ultimo di una serie di rincari che aveva fatto esplodere il malcontento popolare in proteste di piazza e violenze. "Ho ascoltato con umiltà la voce della gente - ha detto Pinera - e non avrò paura di continuare a farlo, perchè così si costruiscono le democrazie. Ho deciso di sospendere l'aumento del metro, ciò che richiederà la rapida approvazione di una legge, finchè concorderemo un sistema per proteggere meglio i nostri compatrioti".
scontri e proteste in cile 6SCONTRI E PROTESTE IN CILE 

CILE: IMPOSTO COPRIFUOCO A SANTIAGO E DINTORNI
(ANSA) - Il generale Javier Iturriaga del Campo, incaricato della sicurezza a Santiago del Cile durante lo stato di emergenza dichiarato dopo le violenze dei giorni scorsi, ha detto che nella capitale cilena e nei dintorni sarà in vigore un coprifuoco dalle 22 alle 7 del mattino. Lo riferisce la Bbc. L'esercito aiuterà la polizia a pattugliare le strade durante l'emergenza dichiarata per 15 giorni, durante i quali le autorità potranno limitare la libertà di movimento e di riunione.

scontri e proteste in cile 4SCONTRI E PROTESTE IN CILE 
SANTIAGO, GUERRIGLIA URBANA CONTRO IL CARO VITA ORA IL GOVERNO DICHIARA LO STATO DI EMERGENZA
Paolo Manzo per “il Giornale”
Dopo l' Ecuador ad infiammarsi in Sudamerica è il Cile tanto che il presidente Sebastián Piñera è stato costretto venerdì sera a dichiarare lo stato di emergenza. Sotto assedio è finita Santiago presa d' assalto da una serie di atti di vandalismo senza precedenti. Il casus belli è stato l' aumento del biglietto del metrò del 4% (non però per gli studenti, né per i pensionati). Tanto è bastato per scatenare il finimondo nella capitale da parte di qualche centinaio di vandali, quasi tutti studenti sotto i 18 anni.
scontri e proteste in cile 7SCONTRI E PROTESTE IN CILE 
Demolite decine di stazioni della metro, negozi e banche saccheggiate, autobus dati alle fiamme. Oltre trecento gli arresti e 6mila i carabinieri chiamati a proteggere Santiago dal resto del Paese. Bruciato da sconosciuti il palazzo dell' Enel, in pieno centro città, in uno scenario che ricordava il film L' Inferno di cristallo.
scontri e proteste in cile 5SCONTRI E PROTESTE IN CILE
Tanta la paura, 156 i carabinieri feriti (contro 11 manifestanti) ma per fortuna nessun morto. Piñera ha annunciato lo stato di emergenza nella capitale poco dopo la mezzanotte e in un discorso alla nazione trasmesso dalla Moneda ha spiegato che la scelta è «tra la democrazia e la criminalità» e che lo stato di emergenza garantisce «la sicurezza dei residenti, la protezione di proprietà e merci e i diritti di ciascuno dei cileni che hanno sopportato difficoltà per colpa delle azioni dei vandali». Il presidente vuole che gli incappucciati responsabili del caos siano condannati dalla giustizia in modo esemplare. «Una cosa è protestare, altra sono gli atti criminali cui abbiamo assistito» ha dichiarato.
scontri e proteste in cile 1SCONTRI E PROTESTE IN CILE
41 le stazioni della metro danneggiate con danni milionari.
Oggi si ferma il campionato di calcio mentre ieri l' intera rete della metro usata ogni giorno da 3 milioni di utenti (per la cronaca quella di Santiago è la più moderna del Sudamerica, con 140 Km di estensione e 136 stazioni) è stata chiusa per verificare «i gravi danni» mentre in strada è stato dispiegato l' esercito.
scontri e proteste in cile 2SCONTRI E PROTESTE IN CILE
Il Frente Amplio dell' opposizione di sinistra ha tacciato Piñera di «antidemocratico», idem i comunisti e ciò non fa che rafforzare il sospetto che in Cile gli scontri siano stati un pretesto per creare instabilità sociale, come denunciato da più voci, persino da ex esiliati della dittatura come l' ex ministro della Cultura Mauricio Rojas, secondo il quale «la barbarie di Santiago non è stata il risultato di un' esplosione sociale, la popolazione non è scesa in piazza, ma solo una minoranza radicalizzata e violenta» contro un governo che è cresciuto economicamente in questi anni più di tutti gli altri paesi dell' America Latina.
scontri e proteste in cile 3SCONTRI E PROTESTE IN CILE
Al grido di «evadere, non pagare, un' altra forma di lottare» i «millennials» che usano i social per organizzare il caos e che da una settimana si rifiutano di pagare il biglietto saltando i tornelli hanno attaccato duramente i Carabineros (che le hanno prese di santa ragione) soprattutto nella stazione del metrò Los Héroes e nelle vie intorno a Plaza Italia, luogo simbolo delle proteste sociali in Cile fin dai tempi di Pinochet. Fonte: qui