9 dicembre forconi: Salvatore Buzzi
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mercoledì 23 ottobre 2019

MAFIA CAPITALE NON ERA MAFIA. LA CASSAZIONE ESCLUDE L'AGGRAVANTE MAFIOSA PER SALVATORE BUZZI E MASSIMO CARMINATI, CHE IN APPELLO ERANO STATI CONDANNATI RISPETTIVAMENTE A 18 ANNI E 4 MESI E A 14 ANNI E MEZZO

SECONDO LA SUPREMA CORTE IL SISTEMA MESSO IN PIEDI DALL'IMPRENDITORE DELLE COOPERATIVE E DALL'EX NAR "NON FU MAFIA"
Mondo di mezzo, Cassazione conferma: Quella di Buzzi-Carminati non fu mafia
(LaPresse) - La Cassazione ha annullato la condanna per mafia di Salvatore Buzzi e Massimo Carminati, che in appello erano stati condannati a 18 anni e quattro mesi, per il primo, e 14 anni e mezzo per il secondo. Secondo la Corte presieduta da Giorgio Fidelbo, quella dell’imprenditore delle cooperative romane e dell’ex nar, non fu mafia.
buzzi carminati

mercoledì 12 settembre 2018

CARMINATI E BUZZI “GUIDAVANO UN’ASSOCIAZIONE DI STAMPO MAFIOSO”



NELLA SENTENZA D'APPELLO PENE RIDOTTE A CARMINATI (14 ANNI) E A BUZZI (18 ANNI) MA VIENE RICONOSCIUTO IL 416 BIS E DUNQUE L’AGGRAVANTE MAFIOSA

Francesco Salvatore per www.repubblica.it
buzzi carminatiBUZZI CARMINATI

La decisione della Corte si è giocata tutta sull'articolo 416bis del codice penale, la mafiosità o meno dell'associazione che faceva capo ai due boss, l'ex Nar Massimo Carminati e il re delle cooperative rosse Salvatore Buzzi. Nel primo processo l'aggravante mafiosa cadde perché - si leggeva nelle motivazioni - l'applicazione letterale del 416bis non era possibile. Così, in primo grado a fine luglio 2017, i due furono condannati rispettivamente a 20 e a 19 anni di carcere per associazione a delinquere semplice e detenuti dal dicembre del 2014.

Nel dicembre 2017 arrivò poi la decisione della Procura generale di Roma di rivolgersi ai giudici di secondo grado, impugnando la sentenza solo nella parte in cui il tribunale ha rigettato lo scorso luglio l'esistenza dell'associazione mafiosa. E ai primi di marzo il processo d'Appello aveva preso il via con gli insulti in aula dell'avvocato di Carminati contro il giornalista dell'Espresso Lirio Abbate. E ora quegli stessi giudici della terza sezione hanno emesso il loro verdetto, limando le condanne ai boss ma riconoscendo il 416 bis.
buzzi e carminati a processoBUZZI E CARMINATI A PROCESSO

Procura di Roma: "Su mafia riconosciuta nostra tesi":  "Abbiamo sempre detto che le sentenze vanno rispettate: lo abbiamo fatto in primo grado e lo faremo anche adesso. La corte d'appello ha deciso che l'associazione criminale che avevamo portato in giudizio era di stampo mafioso e utilizzava il metodo mafioso. Era una questione di diritto che evidentemente i giudici hanno ritenuto fondata". Così il procuratore aggiunto Giuseppe Cascini ha commentato a caldo la decisione. In aula erano presenti anche il pm Luca Tescaroli e i procuratori generali Antonio Sensale e Pietro Catalani.

L'avvocato di Buzzi"Da oggi pericoloso vivere in Italia": "Quanto accaduto è grave, è un fatto assolutamente stigmatizzabile l'aver riconosciuto in questa roba la mafia. Vedo che per molti cittadini da oggi è molto pericoloso vivere in Italia, è una bruttissima pagina per la giustizia del nostro Paese". Così l'avvocato difensore di Salvatore Buzzi, Alessandro Diddi, parlando a margine della lettura del dispositivo della sentenza d'appello. Diddi ha poi aggiunto: "Il collegio ha riconosciuto la associazione di stampo mafioso, ma ha ridotto il trattamento sanzionatorio che era stato applicato in primo grado. Noi abbiamo da sempre sostenuto che il tribunale fosse andato con la mano pesante su diverse condotte".
buzzi carminatiBUZZI CARMINATI

L'associazione Libera: "Ottimo lavoro della Procura di Roma": "Questa sentenza costituisce un riconoscimento per l'ottimo lavoro della procura di Roma e per i carabinieri ed è un tributo per quei giornalisti d'inchiesta come Lirio Abbate che per primo hanno illuminato la realtà di questa organizzazione mafiosa", è il commento dell'avvocato Giulio Vasaturo dell'associazione Libera, parte civile nel processo.

Nella requisitoria del marzo scorso, la Procura di Roma chiese condanne pesantissime con il riconoscimento della mafiosità per gli imputati a processo: 26 anni e mezzo nei confronti di Carminati e 25 anni e 9 mesi per Buzzi. La pubblica accusa, di cui fa parte il pm Luca Tescaroli, che ha affiancato per tutto il processo d'appello i colleghi della procura generale, aveva inoltre chiesto 24 anni per Riccardo Brugia, 18 anni per Matteo Calvio, 17 anni e mezzo per Paolo Di Ninno, 16 anni e 10 mesi per Agostino Gaglianone, 18 anni e mezzo per Luca Gramazio, 17 anni per Alessandra Garrone, 14 anni e mezzo per Franco Panzironi. Una richiesta complessiva di 430 anni di carcere per 43 imputati.

raggi processo mondo di mezzoRAGGI PROCESSO MONDO DI MEZZO
"Non si tratta di stabilire se a Roma c'è o no la mafia, ma se questa organizzazione criminale rientra nel 416 bis e se ha operato con il metodo mafioso" avevano specificato i magistrati. E il metodo consta di alcune modalità chiave: l'uso della violenza e dell'intimidazione, l'acquisizione di attività economiche e l'infiltrazione nella pubblica amministrazione". Oggi il verdetto dei giudici di secondo grado che ha dato loro ragione.

Al processo, sia il Comune di Roma che la Regione Lazio sono parte civile e la sindaca Raggi ha voluto assistere alla lettura della sentenza. Con un singolare fuori-programma: appena arrivata, è stata fermata dall'avvocato difensore di Salvatore Buzzi, Alessandro Diddi, che, "da cittadino" si è lamentato "del cantiere sulla Tiburtina ancora aperto da quattro anni"...

Fonte: qui

venerdì 27 luglio 2018

ROMA: SASSI DAL CAMPO ROM DI CASTEL ROMANO PER RAPINARE GLI AUTOMOBILISTI

LA STRADALE: “NON FERMATEVI” 

L' ULTIMO ASSALTO LA SCORSA NOTTE: 2 PERSONE FERITE, 6 MACCHINE DANNEGGIATE 

UN TESTIMONE: “IO HO IL PORTO D'ARMI, SE AVESSERO TENTATO DI AGGREDIRMI AVREI POTUTO DIFENDERMI?” 

QUEL CAMPO ROM SORTO SUI TERRENI DI BUZZI E DEL 'MONDO DI MEZZO', CROCEVIA DI SQUALLORE E CRIMINALITÀ

Mauro Evangelisti per il Messaggero - Roma
pontinaPONTINA
Lanciano pietre contro le auto in corsa per rapinarle. Agguato sulla Pontina, nei pressi del campo rom. Sassi e mattoni dal ciglio della strada, con bersaglio di automobilisti di passaggio. Sei le macchine danneggiate, con i parabrezza in frantumi, due i feriti, ed è andata perfino bene perché era l' una di notte e le conseguenze potevano essere molto più gravi.

Non è la solita idiota bravata di qualche ragazzetto, ma un' azione organizzata e con un obiettivo: costringere le auto a fermarsi per rapinarle, un vero assalto alla diligenza. «Li ho visti in faccia - racconta un ragazzo che guidava una delle macchine colpite dalle pietre - ero pronto ad entrare nel campo nomadi insieme alla polizia per indicare i colpevoli, ma gli agenti hanno detto che non era il caso di notte. Ma questo che è successo è gravissimo e pericoloso, qualcosa di incredibile».

pontina sassiPONTINA SASSI
RACCONTI 

Andiamo per ordine ricucendo le testimonianze di quanto accaduto, ricordando che non è la prima volta che accadono episodi come questi e che in passato addirittura venivano scaraventate lavatrici per strada per costringere le auto a fermarsi e rapinarle. Una di notte, un taxi (una Megane) sta tornando da Pomezia, il tassista sta parlando al telefono con un collega con l' auricolare, siamo sulla Pontina, prima del distributore e dello svincolo per l' outlet, di fianco al campo rom, direzione Roma.

«Vedo un uomo vestito di arancione, correre verso di me sul lato della strada, penso che voglia buttarsi sotto, poi mi scaglia un mattone sul parabrezza, che va in frantumi. Per fortuna il mattone viene deviato dallo specchietto retrovisore e così non mi colpisce in testa. Urlo all' auricolare al collega cosa è successo, gli dico che mi fermo, lui mi sbraita di non farlo, di tirare dritto fin che posso, perché di sicuro mi vogliono rapinare.

buzzi carminatiBUZZI CARMINATI
Per fortuna riesco ad arrivare a un' area sicura, avverto la polizia». Passa qualche minuto e un gruppo di nove trentenni, torna su tre automobili differenti da Pomezia, dove erano stati a festeggiare il compleanno di M., che ha compiuto 33 anni. «Ci avviciniamo al distributore, di fianco al campo rom, tra una macchina e l' altra c' è circa un minuto. Io guido quella di mezzo, e mi arriva una telefonata agitatissima dal passeggero di quella che mi precede, mi urla stanno tirando i sassi, io poi di lato vedo una distesa di pietre e massi.

sassi pontinaSASSI PONTINA


Cominciano a tirarli: alla prima auto hanno sfondato il parabrezza e sfiorato al naso il passeggero, provocandogli un taglio. Un altro è stato ferito alla nuca. Abbiamo visto i rom correre verso l' auto ferma di lato, anche io mi sono fermato all' altezza del distributore.

Hanno tirato un sasso anche contro la mia macchina, danneggiandola nella parte anteriore, e anche alla terza auto dei nostri amici. Poi è stata colpita anche una quarta vettura.

Non ci hanno rapinato, perché ci siamo fermati tutti al distributore e probabilmente hanno pensato che fossimo in troppi.

E' arrivata l' ambulanza, sono stati medicati i feriti. Sono sconvolto. Mi domando: cosa sarebbe successo se al volante ci fosse stata una ragazza da sola? Io ho il porto d' armi, se avessero tentato di aggredirmi avrei potuto difendermi? Più in generale, perché questi episodi vengono tollerati, questo è tentato omicidio, è evidente».

In totale, secondo i rilievi della polizia stradale di Latina (che ha competenza sulla Pontina fino al Raccordo) le auto danneggiate sono sei, i feriti due.
sassi pontinaSASSI PONTINA


CASTEL ROMANO, L' INSEDIAMENTO CRESCIUTO NEL MONDO DI MEZZO

No, Castel Romano, uno degli storici campi rom di Roma, non è un esempio di integrazione e accoglienza. Sorto sui terreni della Cooperativa 29 giugno made in Buzzi e Mondo di mezzo nel decennio scorso, oggi è un crocevia di miseria, squallore, ma soprattutto criminalità e sfruttamento dei minorenni, tanto che spesso si parla di vere scuole di borseggio al suo interno. L' episodio di ieri notte, con l' incredibile assalto con le pietre delle auto in corsa, non è il primo.

pontina aggressioni sassiPONTINA AGGRESSIONI SASSI
Nel campo vivono in 1.500 circa, divisi tra bosniaci e romeni, spesso in guerra tra loro. Non solo, anche le diverse famiglie all' interno della stessa nazionalità spesso si scontrano per il controllo dei traffici illegali. Sempre precisando che nel mucchio di Castel Romano ci sono anche rom vittime della situazione e che non fanno parte dei gruppi criminali, secondo gli investigatori più o meno le divisioni dei settori vedono i rom di origine romena più concentrati sull' utilizzo dei minorenni. Li mandano a chiedere le elemosina in modo sistematico, da qua arrivano le borseggiatrici minorenni che, forti dell' impunità data loro dall' età, fanno il bello e soprattutto cattivo tempo sui treni della metro.

FURTI 

La componente dell' ex Jugoslavia, invece, guarda maggiormente al settore dei furti, anche di un certo livello, anche con maggiore livello di violenza. In quel tratto della Pontina c' è uno scenario che reggerebbe almeno tre o quattro puntate di una serie su Netflix: da un lato le baracche del campo rom, le carcasse di auto rubate (due settimane fa i vigili del fuoco dovettero spegnere i roghi di quaranta macchine cannibalizzate dentro vicino al campo rom e poi date alle fiamme).
BUZZI CARMINATI c9a-9ae7-82877f658d6aBUZZI CARMINATI 

Dall' altro lato della pontina, le montagne russe di Cinecittà World e l' architettura affettata della cittadella dell' Outlet che racchiude un mondo artificiale ma gradevole dedicato allo shopping. Ecco, non di rado i due mondi si incontrano, perché malgrado i controlli con le telecamere le auto parcheggiate vengono derubate, tanto che i commessi consigliano sempre, dopo gli acquisti, di non portare i bustoni in macchina per poi tornare allo shopping. Il servizio di vigilanza dell' outlet è molto efficiente e discreto, ma a volte i furti, soprattutto borseggi, avvengono anche nei vicoli dell' outlet, in particolare quando c' è la grande affluenza dei saldi o dei giorni festivi.

campo nomadi castel romanoCAMPO NOMADI CASTEL ROMANO
Il problema di Castel Romano - tra roghi, assalto alle auto in corsa, scuole di borseggio, un anno fa la denuncia da parte di chi ci vive della diffusione della scabbia a causa delle pessime condizioni igieniche - è che non si vede una soluzione immediata all' orizzonte. L' autorizzazione per il funzionamento del campo è stata prolungata al 2021, poi le aree andranno bonificate, ma ciò che resta ad oggi è una situazione banalmente esplosiva, con le reti del vicino distributore spesso danneggiate, le telecamere di sorveglianza manomesse, gli assalti alle auto che passano per strada. L' attuale ministro dell' Interno, Matteo Salvini, disse che il campo rom di Castel Romano andava «rasa al suolo». Ma al di là delle frasi ad effetto, sarebbe un primo passo garantire la sicurezza di chi di notte percorre in auto la Pontina.

Fonte: qui

martedì 22 maggio 2018

Mondo di mezzo: venti rinvii a giudizio e una condanna


A processo anche ex capogruppo Pd, ex dg Ama e Buzzi

AnsaVenti rinvii a giudizio e una condanna ad un anno di reclusione in abbreviato. E' quanto deciso dal gup di Roma, Monica Ciancio in uno dei filoni dell' inchiesta sul Mondo di mezzo. A processo, che inizierà il prossimo 19 settembre, tra gli altri per l'ex capogruppo Pd in Campidoglio, Francesco D'Ausilio e l'ex direttore generale di Ama, Giovanni Fiscon e il ras delle coop Salvatore Buzzi.
    Contestati vari episodi, tra il 2011 ed il 2014, di corruzione, turbativa d'asta, rivelazione del segreto d'ufficio e finanziamento illecito.
La condanna riguarda Emilio Gammuto, collaboratore di Buzzi, a cui già sono stati inflitti tre anni nel filone principale. Nel filone di indagine sono coinvolti anche gli imprenditori Fabrizio Amore e Flavio Ciambella, Fabio Tancredi, ex direttore del decimo Dipartimento Tutela Ambientale e del Verde-Protezione civile di Roma Capitale. A processo anche Nadia Cerrito, ex collaboratrice di Buzzi, Clelia Logorelli, quale dirigente preposto al settore verde di Eur spa, Giampaolo Cosimo De Pascali, l'ex appuntato dei carabinieri (radiato nel 2015) e all'epoca dei fatti in servizio presso l'Ufficio direzione Sovrintendenza centrale Servizi di Sicurezza, l'allora presidente della cooperativa 'Capodarco' Maurizio Marotta. Per l'ex sindaco di Sant'Oreste Sergio Menichelli e Raniero Lucci (collaboratore di Buzzi) e Marco Placidi (ufficio tecnico comune di Sant'Oreste) il giudice ha disposto la trasmissione degli atti per competenza alla Procura di Tivoli.

venerdì 18 maggio 2018

SEQUESTRO MILIONARIO A CARMINATI E BUZZI - IL GIUDICE HA BLOCCATO OPERE D'ARTE, QUADRI DI PREGIO, TERRENI E FABBRICATI.

E ANCORA: LIBRETTI DI DEPOSITO, IMMOBILI, QUOTE SOCIETARIE, AUTO E MOTOVEICOLI AI DUE PROTAGONISTI DEL ‘MONDO DI MEZZO’

Marco Maffettone per l’ANSA

buzzi e carminati a processoBUZZI E CARMINATI A PROCESSO
Opere d'arte, quadri di pregio, terreni e fabbricati. E ancora: libretti di deposito, immobili, quote societarie, auto e motoveicoli. Sono i beni, per un valore di milioni di euro, che il tribunale per le misure di prevenzione di Roma ha proceduto a confiscare nell'ambito del procedimento al Mondo di mezzo, attualmente arrivato al secondo grado di giudizio dopo la sentenza del luglio scorso in cui fu riconosciuta l'esistenza di due associazioni a delinquere, ma non l'aggravante di stampo mafioso.

buzzi carminatiBUZZI CARMINATI
I giudici hanno così accolto la richiesta avanzata dai pm Giuseppe Cascini e Luca Tescaroli nel febbraio scorso. Per il tribunale presieduto da Guglielmo Muntoni siamo in presenza di soggetti "pericolosi socialmente e la loro pericolosità, ritenuta di rilevante spessore, ancora oggi ha i caratteri dell'attualità". Il provvedimento, affidato agli uomini del Gico della Guardia di Finanza per la sua esecuzione, è stato emesso nei confronti degli imputati eccellenti del processo come Massimo Carminati, del suo braccio destro Riccardo Brugia, del 'ras' delle cooperative Salvatore Buzzi, degli imprenditori Cristiano Guarnera, Agostino Gaglianone, Giuseppe Ietto e nei confronti di Roberto lacopo, Fabio Gaudenzi e Giovanni De Carlo.

CARMINATICARMINATI
I giudici hanno anche disposto la misura della sorveglianza speciale, con obbligo di soggiorno a Roma per 3 anni, per Lacopo, Guarnera, De Carlo, Gaglianone e Gaudenzi, da applicarsi una volta espiata la pena definitiva. Nei confronti di Carminati, Buzzi e Brugia l'applicazione della sorveglianza speciale sarà valutata all'esito della sentenza d'appello attesa per il prossimo mese di settembre. In questo ambito la procura generale ha chiesto di riconoscere l'aggravante mafiosa sollecitando una condanna a 26 anni e mezzo nei confronti dell'ex Nar e a 25 anni e 9 mesi per l'ex ras delle cooperative romane.

carminatiCARMINATI

In primo grado Carminati e Buzzi sono stati condannati rispettivamente a 20 e a 19 anni e si trovano detenuti dal dicembre del 2014. Nel processo d'appello sono state chieste per i 43 imputati condanne per un totale di circa 400 anni di carcere.

Fonte: qui


sabato 18 novembre 2017

“DA BUZZI TANGENTI PER 300 MILA EURO”

NUOVE ACCUSE PER L’EX SINDACO DI ROMA ALEMANNO IMPUTATO DI CORRUZIONE E FINANZIAMENTO ILLECITO NEL PROCESSO STRALCIO DI MAFIA CAPITALE 

PER I PM LE MAZZETTE SONO STATE PAGATE IN CONTANTI OPPURE SONO FINITE NELLA FONDAZIONE NUOVA ITALIA DELL’EX SINDACO

Francesco Salvatore per la Repubblica - Roma

Nuove accuse per l' ex sindaco di Roma Giovanni Alemanno, imputato di corruzione e finanziamento illecito nel processo stralcio di Mafia Capitale. Ieri in udienza, al politico è stato contestato un nuovo capo di imputazione per corruzione, nel quale lo si accusa di aver percepito da Salvatore Buzzi e da soggetti che agivano in accordo con lo stesso molti più soldi rispetto a prima: circa 170mila euro in più, fra cifre in contanti ed erogazioni alla Fondazione Nuova Italia, da lui presieduta, che hanno fatto balzare l' ammontare totale delle tangenti a lui contestate a 298mila e 500 euro.

«Una modifica per ragioni di coerenza sistematica col processo già celebrato » ha spiegato in aula, di fronte ai giudici della II sezione penale e agli avvocati, il pm Luca Tescaroli, «la sua posizione non può essere vista in modo avulso rispetto ai concorrenti del medesimo reato». Stando alle indagini della procura le tangenti contestate ad Alemanno sarebbero state ricevute materialmente dall' ex amministratore delegato di Ama Franco Panzironi, fedelissimo dell' ex sindaco, «per sé e per la Fondazione Nuova Italia, della quale il primo era segretario e il secondo presidente».

L' accusa nei confronti di Alemanno parla chiaro: corruzione per «la vendita della funzione di sindaco di Roma Capitale, per il compimento di atti contrari ai doveri di ufficio, oltre che per la vendita delle funzioni di Panzironi (già condannato nel processo principale)». Secondo gli inquirenti Buzzi, che agiva in concorso con Massimo Carminati, avrebbe pagato fior di quattrini per far nominare dirigenti apicali in Ama, per pilotare l' appalto per l' organico indetto dalla stessa municipalizzata e per far sbloccare i crediti che Buzzi vantava con la pubblica amministrazione, la stessa Ama ed Eur spa.

buzziBUZZI
Se nella sostanza i fatti contestati cambiano poco rispetto alla precedente imputazione, è il valore delle mazzette a lievitare: Buzzi avrebbe pagato direttamente in contanti 70mila euro, in tre tranche, a Panzironi.

Alle fondazioni - anche la Fondazione Alcide De Gasperi avrebbe ricevuto un bonifico oltre alla Fondazione Nuova Italia - , invece, sarebbero arrivati finanziamenti per 198mila e 500 euro da parte del ras delle cooperative e da soggetti che agivano in accordo con lui. Fra questi Franco Cancelli, rappresentante della coop Edera, vincitore con Buzzi dell' appalto per la raccolta del rifiuto organico indetto dall' Ama: avrebbe fatto un versamento da 60mila euro con causale "cena a sostegno della Fondazione Nuova Italia». La prossima udienza a metà dicembre.

Fonte: qui

giovedì 2 febbraio 2017

ODEVAINE(UOMO FIDATO DI VELTRONI) PER TRE ANNI HA INCASSATO 5 MILA EURO AL MESE DA BUZZI


LO HA AMMESSO LO STESSO EX CAPO DI GABINETTO DI VELTRONI NEL CORSO DELL’ULTIMA UDIENZA DEL PROCESSO “MAFIA CAPITALE”: “PER IL CARA DI MINEO HO PRESO 260 MILA EURO DAI VERTICI DELLA COOPERATIVA LA CASCINA”

ODEVAINEODEVAINE

(ANSA) - "Ho percepito cinquemila euro al mese da Salvatore Buzzi da fine 2011 al novembre del 2014. Per lui risolvevo i problemi, facilitavo gli interessi di Buzzi. Ho preso soldi anche dalla cooperativa La Cascina". E' l'ammissione fatta nel corso dell'udienza del processo a Mafia Capitale, da Luca Odevaine, ex componente del tavolo nazionale sugli immigrati e imputato nel maxiprocesso per corruzione.

Nel corso dell'interrogatorio, l'ex capo di gabinetto del sindaco di Roma Valter Veltroni ha spiegato di avere percepito, per la vicenda della gestione del Cara di Mineo, circa "diecimila euro, poi diventati ventimila euro" per un totale di circa "260 mila euro" dai vertici della cooperativa La Cascina. Per questa vicenda, in particolare, Odevaine ha già patteggiato una pena a 2 anni e 8 mesi sempre per corruzione.

INTERROGATO PER OTTO ORE NELL’AULA BUNKER DI REBIBBIA, LUCA ODEVAINE AMMETTE OGNI RESPONSABILITÀ: “QUANDO SI RIVOLGEVANO A ME PER SAPERE QUALI STRUTTURE POTESSERO OSPITARE MIGRANTI, IO MI ATTIVAVO CON LE COOPERATIVE CHE CONOSCEVO”

Federica Angeli per la Repubblica - Roma

ODEVAINEODEVAINE
«Erano prefetti e funzionari del ministero degli Interni a rivolgersi a me per sapere quali strutture potessero ospitare migranti. Così io mi attivavo con le cooperative che conoscevo». È un uomo rassegnato al proprio destino Luca Odevaine, interrogato per otto ore nell’aula bunker di Rebibbia alla 170esima udienza del processo Mafia capitale. L’uomo di potere che arrivava ovunque e aveva contatti con tutti, il Mister Wolf che risolveva problemi del mondo di sotto e di quello di sopra, ha ammesso ogni responsabilità.

LUCA ODEVAINE DURANTE LE OPERAZIONI DI SGOMBERO DEL CAMPO ROM DI VIA TROILI A ROMALUCA ODEVAINE DURANTE LE OPERAZIONI DI SGOMBERO DEL CAMPO ROM DI VIA TROILI A ROMA
La sua attività corruttiva la chiama «facilitare le cooperative » e le tangenti le definisce «ricompense ». Per il resto il quadro è piuttosto chiaro. «Ho percepito cinquemila euro al mese da Salvatore Buzzi da fine 2011 al 2014. Mi pagava ogni 5 del mese ed essendo stato arrestato il 2 dicembre, l’ultima volta che ho preso soldi è stato a novembre. Ho preso soldi anche dalla cooperativa La Cascina, prima 10, poi 20mila euro al mese».

Per anni Luca Odevaine è stato a libro paga della holding di Buzzi e Carminati, ma anche al soldo della cooperazione sociale cattolica, la Domus Caritatis poi diventata Cascina. In aula l’ex vicecapo di gabinetto del sindaco Veltroni ha spiegato che dal 2006 si è creato una rete di rapporti con prefetti, questori e dirigenti che poi, col tempo, hanno fatto carriera. Con loro ha sempre mantenuto rapporti ottimi tanto che per loro - da quando diventò componente del Tavolo di coordinamento sugli immigrati del Viminale (struttura creata nell’estate del 2014 ma informalmente esistente due anni prima) - era un punto di riferimento per la questione immigrati. «Venivo remunerato dal gruppo Buzzi per la mia attività di facilitatore.

salvatore buzzi con il quarto stato alle spalleSALVATORE BUZZI CON IL QUARTO STATO ALLE SPALLE
Semplificavo i suoi rapporti con la pubblica amministrazione. Svolgevo un funzione di raccordo tra le sue cooperative, il ministero degli Interni e i funzionari della Prefettura, un mondo con il quale le coop faticavano ad avere un dialogo costante.

Intervenivo sia per i ritardi nei pagamenti che per mettere a disposizione strutture a fronte di un impennata da 20mila a 130mila immigrati entrati in Italia. Non è vero però che orientavo i flussi degli immigrati, non avrei potuto farlo». Almeno formalmente, perché a lui i big del Viminale, stando alla testimonianza in aula si rivolgevano per «delocalizzare o sistemare migranti».

Poi il passaggio sulla giunta Alemanno. «Il neoeletto sindaco mi disse che per tutto il periodo della mia permanenza al Comune le due sue persone di assoluta fiducia erano Riccardo Mancini e l’onorevole Vincenzo Piso che era stato in carcere con lui, Buzzi e Carminati negli anni Ottanta. Poi iniziò le nomine per appartenenza politica: Raffaele Marra al Patrimonio, mentre per l’Ufficio Decoro nominò Mirko Giannotta, segretario del Msi di Acca Larentia e responsabile della tentata rapina nel maggio 2006 da Bulgari. Lui distrusse tutti gli archivi del materiale di pubblica sicurezza da me raccolto e decisi di lasciare Palazzo Senatorio».

Fonte: qui

lunedì 19 dicembre 2016

A POLETTI E' FUGGITO IL CERVELLO: "CENTOMILA GIOVANI SCAPPATI ALL'ESTERO? CONOSCO GENTE CHE È BENE NON AVERE TRA I PIEDI

IL MINISTRO DEL LAVORO: QUESTO PAESE NON SOFFRIRÀ A NON AVERLI TRA I PIEDI. E SU CHI RIMANE: "NON SONO TUTTI DEI PISTOLA"


SALVATORE BUZZI E GIULIANO POLETTISALVATORE BUZZI E GIULIANO POLETTI -MAFIA CAPITALE
Se 100mila giovani se ne sono andati dall'Italia, "non è che qui sono rimasti 60 milioni di 'pistola'". Un'uscita destinata a far discutere, quella del ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, a colloquio con i giornalisti a Fano. Il ministro del Lavoro, che pochi minuti prima aveva difeso il Jobs Act del governo e aperto alla possibilità di rivedere le norme sui voucher, anche alla luce dei dati Inps sulla loro costante crescita, ha lanciato il sasso sulla ormai annosa questione della fuga dei cervelli.

italiani a londraITALIANI A LONDRA
"Intanto - ha sostenuto Poletti - bisogna correggere un'opinione secondo cui quelli che se ne vanno sono sempre i migliori. Se ne vanno 100mila, ce ne sono 60 milioni qui: sarebbe a dire che i 100mila bravi e intelligenti se ne sono andati e quelli che sono rimasti qui sono tutti dei 'pistola'. Permettetemi di contestare questa tesi".

E ha poi aggiunto con una stilettata destinata a far discutere: "Conosco gente che è andata via e che è bene che stia dove è andata, perché sicuramente questo Paese non soffrirà a non averli più fra i piedi".

Detto questo, ha concluso il ministro del Lavoro, "è bene che i nostri giovani abbiano l'opportunità di andare in giro per l'Europa e per il mondo. E' un'opportunità di fare la loro esperienza, ma debbono anche avere la possibilità di tornare nel nostro Paese. Dobbiamo offrire loro l'opportunità di esprimere qui capacità, competenza, saper fare".
italiani a londra 5ITALIANI A LONDRA 5

Un paio di mesi fa era stato l'allora primo ministro, Matteo Renzi, a puntare il dito contro la "retorica della fuga dei cervelli", durante un intervento in Toscana. Poco prima di partire per la cena negli Stati Uniti con il presidente Barack Obama, parlando dalla Scuola Superiore Sant'Anna Renzi aveva attaccato: "Non continuiamo con la retorica della fuga dei cervelli. Il punto centrale è che bisogna trovare il modo di essere attrattivi". E ancora: "Bisogna aprirsi alla competizione internazionale, trovare il modo di essere attrattivi".

CERVELLI IN FUGACERVELLI IN FUGA