9 dicembre forconi

sabato 13 aprile 2019

Antibiotici ritirati dal mercato, l'allarme dei medici: «Reazioni invalidanti al sistema nervoso»




Allerta dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) su alcuni antibiotici di uso comune. L'ente regolatorio ha diffuso nuove e importanti informazioni di sicurezza sui medicinali contenenti fluorochinoloni (ciprofloxacina, levofloxacina, moxifloxacina, pefloxacina, prulifloxacina, rufloxacina, norfloxacina, lomefloxacina): «Sono state segnalate» infatti «reazioni avverse invalidanti, di lunga durata e potenzialmente permanenti, principalmente a carico del sistema muscoloscheletrico e del sistema nervoso. Di conseguenza, sono stati rivalutati i benefici e i rischi di tutti gli antibiotici chinolonici e fluorochinolonici e le loro indicazioni nei Paesi dell'Ue. I medicinali contenenti cinoxacina, flumechina, acido nalidixico e acido pipemidico verranno ritirati dal commercio», annuncia l' Aifa.

In una comunicazione rivolta ai medici, l'Agenzia indica di «non prescrivere questi medicinali per il trattamento di infezioni non gravi o autolimitanti (quali faringite, tonsillite e bronchite acuta); per la prevenzione della diarrea del viaggiatore o delle infezioni ricorrenti delle vie urinarie inferiori; per infezioni non batteriche, per esempio la prostatite non batterica (cronica); per le infezioni da lievi a moderate (incluse la cistite non complicata, l'esacerbazione acuta della bronchite cronica e della broncopneumopatia cronica ostruttiva, la rinosinusite batterica acuta e l'otite media acuta), a meno che altri antibiotici comunemente raccomandati per queste infezioni siano ritenuti inappropriati; ai pazienti che in passato abbiano manifestato reazioni avverse gravi a un antibiotico chinolonico o fluorochinolonico».
«Prescriva questi medicinali con particolare prudenza - consiglia ancora l'ente regolatorio italiano ai medici italiani - agli anziani, ai pazienti con compromissione renale, ai pazienti sottoposti a trapianto d'organo solido e a quelli trattati contemporaneamente con corticosteroidi, poiché il rischio di tendinite e rottura di tendine indotte dai fluorochinoloni può essere maggiore in questi pazienti. Dev'essere evitato - evidenzia infine l' Aifa - l'uso concomitante di corticosteroidi con fluorochinoloni».
È necessario, si avvertono ancora i camici bianchi, informare «i pazienti di interrompere il trattamento ai primi segni di reazione avversa grave quale tendinite e rottura del tendine, dolore muscolare, debolezza muscolare, dolore articolare, gonfiore articolare, neuropatia periferica ed effetti a carico del sistema nervoso centrale, e di consultare il proprio medico per ulteriori consigli». A livello europeo già l'Agenzia Ema si era occupata nei mesi scorsi di approfondire i rischi legati a questi antibiotici, dando indicazioni alle autorità dei singoli Paesi che, come nel caso dell' Aifa, stanno prendendo appropriate misure nelle varie nazioni. L'Ema cita anche possibili problemi di depressione, insonnia, disturbi della vista e di altri sensi, in chi assume questi farmaci. «Sono stati segnalati soltanto pochi casi di queste reazioni avverse invalidanti e potenzialmente permanenti - precisa l'Ema - ma è verosimile una sotto-segnalazione. A causa della gravità di tali reazioni in soggetti fino ad allora sani, la decisione di prescrivere chinoloni e fluorochinoloni deve essere presa dopo un'attenta valutazione dei benefici e dei rischi in ogni singolo caso». Fonte: qui
In Italia scatta l'allarme antibiotici (Mediaset)
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venerdì 12 aprile 2019

DOPO 9 ORE DI ASSEMBLEA, IL MINISTERO DEL TESORO HA VOTATO CONTRO L'AZIONE DI RESPONSABILITÀ NEI CONFRONTI DI PROFUMO E DI VIOLA PER IL MAQUILLAGE SUL DERIVATO NOMURA.


TANTO CI HA PENSATO LO STATO(CIOE', TUTTI I CITTADINI ITALIANI!) A METTERE 5 MILIARDI NELL'ISTITUTO SENESE... 

CHE SE NON TROVA UN PARTNER, VA A GAMBE ALL'ARIA






triaTRIA

SE NON TROVA MARITO, MPS VA A GAMBE ALL'ARIA
Nino Sunseri per “Libero Quotidiano

Montepaschi vuole sposarsi presto e vuole farlo con un partner di standing adeguato. Per questa ragione il consiglio d' amministrazione sta ragionando «sulle prospettive di aggregazione o diversificazioni dimensionali». Toccherà poi al Tesoro, in quanto azionista di maggioranza fare la scelta definitiva.

Ad annunciarlo l' amministratore delegato Marco Morelli ai soci che hanno approvato il bilancio chiuso con un utile di 279 milioni, dopo il rosso da 3,5 miliardi del 2017. Certo trovare il partner adatto non sarà facile. Non aiutano le condizioni ambientali (il Pil dell' Italia che ha smesso di salire) e i rapporti con l' Unione europea. La conflittualità con Bruxelles non aiuta a spianare la strada. Eppure, alla fine, toccherà agli organismi comunitari dare il via libera. Tuttavia a fine anno a Francoforte non ci sarà più Draghi e Andrea Enria, che ha preso il posto di Danielle Nouy alla Vigilanza non potrà mostrare debolezze verso l' Italia.

RISTRUTTURAZIONE
PROFUMO E VIOLAPROFUMO E VIOLA
E così a Siena devono impegnarsi molto. I risultati confermano gli sforzi di Morelli per ristrutturare la banca e renderla più attraente. Il matrimonio, infatti, deve essere annunciato entro fine anno anche se ci sarà tempo fino al 2021 per celebrarlo. L' appuntamento, in ogni caso, non può essere rinviato. Con i cinque miliardi messi a disposizione dallo Stato la banca più antica del mondo è riuscita a sopravvivere. Ora deve uscire dall' ospedale e tornare a vivere .

Non sarà facile. Come passo iniziale l' assemblea ha deciso, con una maggioranza schiacciante di non riaprire le ferite del passato. Pertanto è stata bocciata l' azione di responsabilità nei confronti di Alessandro Profumo e di Fabrizio Viola per l' accordo con cui avevano chiuso il derivato Alexandria con Nomura. Ora c' è spazio solo per il futuro.

ALESSANDRO PROFUMO E FABRIZIO VIOLAALESSANDRO PROFUMO E FABRIZIO VIOLA
«Se da un lato dobbiamo essere super concentrati sugli obiettivi del piano, dall' altro abbiamo il dovere di esaminare alternative strategiche compreso il modello di business». dice Morelli parlando con i giornalisti al termine dell' assemblea «In consiglio stiamo ragionando su tutte le possibili opzioni strategiche», aggiunge il presidente Stefania Bariatti. «Ogni riflessione del consiglio viene condivisa con azionista - ha evidenziato Morelli - perchè prenda le decisioni opportuna ed eventualmente anche apra un tavolo con la Commissione Ue per gli aggiustamenti al piano».

IMPEGNO SU DUE FRONTI
Certo, ha ammesso Morelli, portare avanti contemporaneamente un piano di ristrutturazione e un piano di rilancio non è una cosa semplice «né in astratto, né per chi sta nelle filiali«. Senza contare che esistono «delle variabili che nessuno di noi controlla». Non a caso «l' ingresso nel 2019 è stato peggiore del 2018, con previsioni di crescita del pil vicino allo zero", ha notato.

MARCO MORELLIMARCO MORELLI
All' assemblea era prresente il 74,722% del capitale Gli azionisti rilevanti sono il Ministero dell' Economia con il 68,247% e Generali con il 4,319% del capitale. Scarsa la presenza dei fondi: poco più del 2% del capitale. Tra i piccoli azionisti si riaffaccia la Fondazione Monte dei Paschi che ha mantenuto un quota simbolica. Il presidente Rossi ha espresso «vivo apprezzamento per i risultati positivi espressi dal ritorno all' utile. Manifestiamo, quindi, la piena riconoscenza per il lavoro fin qui svolto da tutti i dipendenti oltre che dai vertici della banca».
L' annuncio sul possibile partner hanno risegliato il titolo che ha guadagnato l' 8,55 % a 1,35 euro. Certo non sarà facile individuarlo. I nomi che girano so no sempre gli stressi: Ubi, Bper, Banco-Bpm. Nessuno ha le dimensioni per inglobare Mps.

È un gigante azzoppato ma è sempre molto grande. Più difficile pensare ad un intervento dall' estero. Di fusioni internazionali, infatti, molto si parla ma assai poche se ne fanno. Il mancato completamento dell' Unione bancaria rende difficili le fusioni transfrontaliere. Mps, però, non può aspettare. Fonte: qui

IL SINDACO DI RIACE È STATO RINVIATO A GIUDIZIO PER LA GESTIONE DEI MIGRANTI.

I REATI CONTESTATI A MIMMO LUCANO SONO FAVOREGGIAMENTO DELL’IMMIGRAZIONE CLANDESTINA E ABUSO D’UFFICIO 
IL DIVIETO DI DIMORA ANNULLATO DALLA CASSAZIONE E I DUBBI SUL TANTO DECANTATO “MODELLO RIACE” 
A PROCESSO ANCHE GLI ALTRI 26 INDAGATI DELL'INCHIESTA "XENIA"
Pietro Bellantoni per www.ilgiornale.it

MIMMO LUCANOMIMMO LUCANO
Mimmo Lucano dovrà affrontare il processo e dimostrare la sua innocenza davanti a un tribunale. Il gup di Locri, Amelia Monteleone, dopo una camera di consiglio durata circa cinque ore, ha disposto il rinvio a giudizio del sindaco di Riace, accusato di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e di abuso d'ufficio. Il dibattimento inizierà il prossimo 11 giugno. A processo anche gli altri 26 indagati coinvolti nell'inchiesta “Xenia”, che si è concentrata sulla gestione dei migranti nel paesino calabrese diventato simbolo dell'accoglienza.

mimmo lucano ospite di che tempo che fa 5MIMMO LUCANO OSPITE DI CHE TEMPO CHE FA
Per il gup, però, il tanto decantato modello di integrazione voluto da Lucano deve passare al vaglio di un tribunale. Gli avvocati Antonio Mazzone e Andrea Daqua avevano chiesto il non luogo a procedere per il sindaco. La stessa richiesta era stata avanzata anche per la compagna di Lucano, Lemlem Tesfahun. Il gup ha però deciso diversamente.

MIMMO LUCANO - FOTO DI LIDIA BARATTA (LINKIESTA)MIMMO LUCANO - FOTO DI LIDIA BARATTA (LINKIESTA)








Lucano è sottoposto al divieto di dimora a Riace dal 16 ottobre. La Cassazione, lo scorso 26 febbraio, aveva annullato con rinvio la misura cautelare e sottolineato l'assenza di comportamenti fraudolenti che il sindaco avrebbe “materialmente posto in essere” per assegnare alcuni servizi, tra cui quello della raccolta di rifiuti. Gli atti, secondo le motivazioni degli ermellini, sarebbero stati adottati in modo collegiale e con i “prescritti pareri di regolarità tecnica e contabile da parte dei rispettivi responsabili del servizio interessato”.

mimmo lucanoMIMMO LUCANO
Discorso diverso, invece, rispetto al tentativo di Lucano di favorire la permanenza a Riace della sua compagna. Su questo punto, infatti, esistono elementi di “gravità indiziaria”, ma per la Cassazione bisogna comunque tenere in considerazione la “relazione affettiva” tra il sindaco e Lemlem.

daniela maggiulli mimmo lucanoDANIELA MAGGIULLI MIMMO LUCANO



Lucano, subito dopo la diffusione delle motivazioni della Suprema corte, in un'intervista concessa a Radio Capital aveva lanciato dure accuse al ministro dell'Interno: “Io mi difendo nel processo e non dal processo, non sono scappato come Salvini. Io non ho nessuno, lui invece è forte ma ha avuto paura di farsi processare”.

mimmo lucanoMIMMO LUCANO









Lucano, in poco più di un decennio, è riuscito a trasformare Riace nella cittadina dell'accoglienza e dell'integrazione per antonomasia, diventando un simbolo per la sinistra italiana, i media e i commentatori internazionali. Nel 2010 si era piazzato al terzo nella World Mayor, concorso mondiale sui migliori sindaci del mondo organizzato da City Mayors Foundation. Nello stesso anno era poi finito nell'elenco delle 50 personalità più influenti del pianeta, curato dalla rivista Fortune.

mimmo lucano 2MIMMO LUCANO
Più o meno nello stesso periodo, tuttavia, la Prefettura di Reggio Calabria ha iniziato a concentrare le proprie attenzioni sul 'Modello Riace', oggetto di diverse relazioni che hanno poi portato il ministero dell'Interno alla chiusura del progetto di accoglienza e al trasferimento degli immigrati. Quelle relazioni hanno attivato anche la Procura di Locri, che ha infine chiesto e ottenuto il processo a carico di Lucano.

Fonte: qui

giovedì 11 aprile 2019

SUDAN: L'ESERCITO SUDANESE HA CIRCONDATO IL PALAZZO PRESIDENZIALE CON UOMINI E MEZZI PER UN COLPO DI STATO

I MILITARI SONO ENTRATO NELL'EDIFICIO CHE OSPITA L'EMITTENTE RADIOTELEVISIVA NAZIONALE E HANNO CHIESTO DI PREDISPORRE LA TRASMISSIONE A RETI UNIFICATE PER DIFFONDERE UN MESSAGGIO ALLA NAZIONE

Al Bashir lascia dopo 30 anni di potere

SUDAN: ESERCITO IN SEDE RADIO, ANNUNCIATO DISCORSO
 (ANSA) - Un gruppo di militari dell'Esercito sudanese è entrato nell'edificio che ospita l'emittente radiotelevisiva di Stato e ha chiesto di predisporre la trasmissione a reti unificate per diffondere a breve un messaggio alla nazione. Lo riferiscono vari media africani su twitter. Al momento l'emittente trasmette no stop musiche militari.

SUDAN: IN ATTO COLPO DI STATO, CIRCONDATA PRESIDENZA 
SOLDATI IN SUDANSOLDATI IN SUDAN
(ANSA) - Colpo di stato in Sudan. 

Al potere da 30 anni, si è dimesso il presidente Omar Al Bashir, mentre l'esercito, che aveva circondato il palazzo presidenziale, ha annunciato la formazione di un governo di transizione. Arrestati funzionari di governo. Nella capitale Khartum, al quinto giorno di un sit in di protesta di migliaia di persone che invocavano la rinuncia di Bashir, ora la gente festeggia la sua uscita di scena. L'esercito sudanese ha circondato il palazzo presidenziale con uomini e mezzi. Militari sono anche entrati nella sede dell'emittente radiotelevisiva di Stato che trasmette da alcune ore marce militari, interrotte a più riprese solo per annunciare un imminente discorso a reti unificate. L' esercito è entrato all'alba nella sede dell'emittente, dopo mesi di proteste e al sesto giorno di un sit in di protesta davanti al loro quartier generale di Khartum da parte di migliaia di persone che invocano la rinuncia del presidente Omar Al Bashir, al potere da 30 anni.

IL SUPER NASO DEI CANI PUÒ RICONOSCERE IL TUMORE NEL SANGUE GRAZIE A RICETTORI OLFATTIVI 10MILA VOLTE SUPERIORI A QUELLI DEGLI UMANI

A DIRLO È UNO STUDIO AMERICANO CHE HA EFFETTUATO IL TEST SU QUATTRO BEAGLE, ADDESTRATI A RICONOSCERE IL SANGUE DI PAZIENTI CON TUMORE POLMONARE MALIGNO RISPETTO AD ALTRI SANI 

LO “SCREENING”, POCO INVASIVO E ANCHE POCO COSTOSO, HA UN INDICE DI PRECISIONE PARI AL…

Valentina Dardari per "www.ilgiornale.it"

146 beagles in india 3BEAGLE
Il super naso dei cani riesce a captare odori per noi impensabili. Addirittura l’olfatto dei nostri amici a quattro zampe può riconoscere il tumore nel sangue.

E lo fa con una precisione pari al 97%. Secondo uno studio riescirebbe a distinguere un sangue sano da uno con un cancro. I recettori olfattivi di Fido sono infatti 10mila volte superiori a quelli di noi comuni mortali. Se i risultati di questa ricerca venissero confermati con ulteriori test, potrebbero portare a grandi passi avanti nelle diagnosi tumorali.

tumoreTUMORE






Si tratterebbe di uno screening poco costoso e anche molto poco invasivo per i pazienti. Questo almeno è il pensiero di Heather Junqueira e del suo team di ricercatori di BioScentDx che hanno condotto i test. La ricerca verrà presentata alla riunione annuale dell’American Society for Biochemistry and Molecular Biology a Orlando, in Florida, negli Stati Uniti. Lo studio si è avvalso di quattro cani di razza Beagles e di un sistema di condizionamento positivo, chiamato clicker, per addestrarli a riconoscere il sangue di pazienti con tumore polmonare maligno rispetto ad altri sani.
beagleBEAGLE

Tre dei quattro cani sono riusciti a distinguere i campioni di sangue malato con una precisione del 96,7% dei casi e di quello sano nel 97,5%. In futuro i nostri amici potrebbero rivelarsi molto importanti nelle diagnosi di tumori e altre patologie gravi. Il prossimo passo è rivolto allo screening del tumore al seno.

terapia car t 6TERAPIA CAR T 




E’ infatti in programma a novembre una nuova ricerca, volta a studiare l’olfatto dei cani e la loro capacità nel riconoscere questo cancro attraverso il respiro delle pazienti. In futuro sarà quindi sempre più facile vedere i cani tra le corsie ospedaliere, e non solo per incontri di pet terapy.

Fonte: qui

GOVERNO DRAGHI, VIA ALL’ULTIMO SACCHEGGIO

I lettori avranno almeno apprezzato la perfetta coordinazione e simultaneità:
A) “Mattarella pensa di nominare Draghi senatore a vita”


b)  Di Maio abbraccia l’europeismo, dichiara che vuol far entrare il Grillismo nel partito popolare europeo,  tesse le lodi di Angela Merkel (!) sceglie di andare da Fazio per attaccare “i sovranisti” – La crescita delle forse sovraniste in Europa danneggerà l’Italia” – dopo averle bollate di negazioniste dell’Oloché (il punto più basso ) – e infine scrive una lettera al Corriere dove dichiara che il Movimento è anima e corpo a favore della Unione Europea, e che “loro” , i leghisti “sbagliano alleati”.

Con estrema rapidità, quasi ad un segnale convenuto,  tutti gli attori   si riposizionano per il nuovo quadro che porterà Mario Draghi al governo con l’appoggio dei 5 Stalle, oltreché del PD, le escort berlusconiane, e forse persino della Lega.
La nomina di Draghi senatore a vita non è solo una ovvia replica del golpe di Napolitano  che portò al governo Mario Monti e ci è costato la istruzione dell’economia altri 240 miliardi di debito pubblico. Secondo me, Draghi è tanto favorito dai media e dai poteri, che gli potrebbero far vincere le elezioni facilmente – come hanno fatto per Macron. E’ proprio che non vogliono: nella nuova fase di presa totale del potere, dovuta alla necessità di tamponare il BRexit e i “sovranisti”l’eurocrazia vuole sottolineare il suo disprezzo radicale per qualunque forma, per quanto  ADDOMESTICATA,  di democrazia. Vuol mostrare che il voto popolare non dà alcuna legittimazione per governare, nella nuova fase. Se rileggete il discorso di Draghi a Bologna: diceva proprio questo: la sovranità non esiste, esiste la forza e il potere. Ma anche Juncker l’ha sempre detto: non esiste voto democratico che valga a cambiare i trattati UE.
Lo dice anche il fatto che il Parlamento Europeo, questo spettro di democrazia, ha votato perché la Commissione mandi via il segretario, Martin Selmayr, che è stato fatto salire al vertice in totale illegalità – e la Kommissione se ne infischia. Non rispetta più nemmeno il simulacro vuoto della democrazia che fu, e lo fa’ sapere.

La fase storica della democrazia (e del diritto) è superata per sempre.  Monti lo dice chiaro:



I popoli possono essere coerciti, e guidati con traditori e collaborazionisti: li abbiamo sempre a disposizione. Il 5Stelle è lì pronto: “No ai negazionisti dell’Olokausto”, è il passaporto per la nuova fase.
Ciò significa che il progetto contempla estrema durezza  che verrà esercitata dal “senatore di nomina oligarchica” Draghi. Perché il progetto è: la salvezza dell’euro ad ogni costo, fino all’ultimo italiano. L’oligarchia burocratica non può rinunciare all’euro e permettere il ritorno alle valute nazionali, perché sarebbe la sua propria fine. Meno di tutti o può Mario Draghi, che è uno dei protagonisti della cospirazione europeista (cospirazione la chiamò Jean Monnet) fin dal principio.
Mario Draghi è quello che nel 1992 sul panfilo Britannia ossia nello spazio extraterritoriale – quando era funzionario al Tesoro, aprì la stagione delle svendite agli stranieri delle partecipazioni statali, opera efficiente del passato regime che andava smantellata, spezzata e svenduta perché l’Italia perdesse ogni autosufficienza: era stata decretata la globalizzazione, ossia l’interdipendenza.
Mario Draghi è quello che, dalla poltrona di Goldman Sachs, insegnò al governo di Atene i trucchi contabili per fingersi pronto ad entrare nell’euro – per poi, da capo della BCE, torturare la Grecia fino al genocidio perché sputasse l’ultimo euro che deve ai creditori, banche tedesche e francesi. Rettile di sangue freddo, Draghi non ha mai mostrato alcuna pietà, né altra appartenenza che quella alla oligarchia globale.
Adesso governerà l’Italia col pugno di fero – completando le privatizzazioni che ancora mancano, ossia le svendite a privati che hanno avuto tanto “successo” per i Benetton e gli altri percettori di rendite da monopoli privatizzati.
L’altro suo compito sarà assicurare il suo successore alla BCE, che sarà probabilmente il tedesco Weidmann, che il gigantesco monte-risparmi delle famiglie italiane serva a “garantire” il (falso) debito che, sotto il nome i Target 2, avremmo secondo i tedeschi verso la Germania: 500 miliardi di euro. Sarà insomma l’agente pignoratore dei creditori, in modo che l’euro possa continuare ad esistere – dal momento che sono i tedeschi a volerne uscire, e loro possono farlo: per impedirlo, Draghi porterà alla Germania le spoglie dell’Italia, fino all’ultimo lingotto d’oro, l’ultima banca, l’ultima partecipata svenduta.
Come ha dimostrato verso la Grecia, l’ordoliberismo non arretra nemmeno davanti al pignoramento delle prime case dei concittadini europei. Draghi non arretrerà di fronte a nulla, per compiacere i tedeschi e farli restare, benché scontenti, nell’euro. Una delle privatizzazioni esenziali sarà quella del Servizio Sanitario Nazionale: il cui costo verrà alleggerito dalla legalizzazione dell’eutanasia, che già la ministra grillina Grillo ha dichiarato “prioritaria”: non certo per fortuita coincidenza, i grillini partecipano al progetto con piena consapevolezza.  Il programma  è quello già enunciato da Padoa Schioppa: restituirvi la “durezza del vivere”  che soffrivano i servi della  gleba  nel Medio Evo.

Il popolo italiano avrà quel che si merita, non avendo mai voluto una classe dirigente, forse nemmeno potendo esprimerla, ed avendo votato i 5 Stelle, ossia un grumo di schegge impazzite, sempre più sinistre e folli: da Fico al comandante De Falco, che adesso vuole guidare la Guardia Costiera italiana a raccogliere centinaia di migliaia di negri sulle coste libiche, ormai effettivamente insicure – facendo la Marina italiota complice degli scafisti e del loro business miliardario. La profezia di Gustavo Rol, che nel 2025 il 60 per cento della popolazione italiana sarebbe stata di colore, sta diventando improvvisamente realistica. Il grillismo passerà alla storia come quello che ha sostituito gli italiani coi negri, dopo aver donate loro l’eutanasia e il farmaco per ritardare la pubertà onde gli adolescenti possano decidere se diventare finocchi.

Con l’attivo contributo di De Falco

Massoneria

Il fatto che la fonte della volontà di Mattarella di nominar Draghi senatore a vita sia Bisignani, ossia un massone sia pur dissidente, è altamente significativo. La Massoneria ha “creato” questa Italia come un aborto innaturale; per tenerci dentro il Meridione, ne ha soffocato nel sangue, nella miseria e nel genocidio la rivolta delle plebi, che non ha saputo diventare Rivoluzione, diffamandola per di più come “brigantaggio”. La Massoneria ha voluto imporrre l’europeismo, farlo avanzare fino all’imposizione della moneta: c’è la sua mano nell’incriminazione di Paolo Baffi il governatore della banca d’Italia, come nel “divorzio” fra Bankitalia e Tesoro nel 1981, non deciso da alcuna discussione parlamentare ma da una lettera fraterna di mastro Andreatta al fratello Carlo Azeglio. La democrazia, per i figli della Vedova, non ha mai contato nulla. Meno ancora il popolo italiano.


“Un tempo Lombardia ed Emilia Romagna erano ricche quanto la Baviera e il Baden Württemberg (se non di più). Oggi la situazione è molto diversa”. (Italia dati alla mano).

Maurizio Blondet

Fonte: qui

REDDITO di CITTADINANZA e QUOTA 100: impatto reale su OCCUPAZIONE


Viva l’Italia.
Anche perché è il paese dei grandi sogni. Ma a sognare sono i cittadini, il che ci può anche stare, e non solo loro. Perché anche chi ci governa probabilmente continua a sognare. O forse crede di essere in un sogno che presto si tramuterà in un incubo.
Ma la cosa bella e che riescono anche a negare la realtà che loro stessi mettono nero su bianco.
Andiamo con ordine.
Voi tutti conoscete la diatriba sul “Reddito di Cittadinanza”. Se CLICCATE QUI leggerete anche il mio parere sull’argomento, sempre se siete interessati. Oltre a questo, poi, c’è a famosa quota 100.
Insomma, tutto questo dovrebbe portare benefici al paese e soprattutto all’occupazione. Stime del Governo, in ambito di reddito di cittadinanza ci dicono quanto segue.
(…) I 6,1 miliardi che nel 2019 andranno a finanziare il reddito di cittadinanza spingeranno il pil di meno di 0,2 decimi di punto. Ma a regime la misura potrebbe dare al governo oltre 12 miliardi di spazio fiscale aggiuntivo, vale a dire maggior deficit non soggetto ai paletti della Commissione europea. (…) [Source
Impatto limitato, ci può stare anche perché si offre uno stipendio a chi non ce l’ha o magari non gli fa più comodo averlo… E in merito a quota 100 ecco l’impatto, secondo il premier Conte:
“Un’importante azienda di stato, Eni, mi ha anticipato, ma non è la sola, che nel 2019 per un lavoratore che andrà in pensione con questa riforma ne verranno occupati 2-3″.“ [G. Conte] 
Allo stesso tempo ecco cosa ha ribattuto Salvini:
“Contiamo che il diritto alla pensione per un milione di italiani possa trasformarsi in diritto al lavoro per un altro milione di italiani che non deve scappare all’estero” [M.Salvini] 
Bellissima notizia, quindi quota 100 funziona e con il reddito di cittadinanza si fa un bel passo in avanti. Già. Peccato che forse i conti non tornano un gran che.
Secondo una stima condotta dalla Fondazione Studi consulenti del lavoro, è verosimile aspettarsi l’ingresso di un giovane under 30 nel mondo del lavoro ogni tre pensionati ‘in uscita’. Il rapporto sarebbe dunque di 1 a 3. Secondo i professionisti, quindi, circa 116 mila ragazzi under 30 faranno ingresso nel mondo del lavoro in virtù di 314 mila richiedenti accesso al prepensionamento. Ipotizzando tassi differenziati per fondo previdenziale, infatti, si stima una percentuale di turnover pari al 37%. Questo quindi è un altro film rispetto a quanto ci è stato paventato. E allora a questo punto, tanto vale rimanere sulla riva del fiume ed aspettare che succede. E poi tra qualche mese potremo dire chi aveva ragione.
O forse non è necessario.
Basta andarsi a prendere il DEF per capire come stanno le stime ufficiali del Governo. Ottimistiche direte voi… Ed invece no! Perché il DEF stesso dice che ci sarà un calo dell’occupazione.
‘Quota 100′ avrà effetti nulli sulla crescita e pressoché inesistenti sui consumi. E’ quanto emerge dalle tabelle, allegate al Def, che valutano l’impatto delle misure bandiera del governo M5S-Lega. L’anticipo pensionistico sostenuto dal Carroccio incide sul Pil di quest’anno per lo 0,0%; il prossimo anno e nel 2021 solo dello 0,1% per poi tornare a impatto 0 nel 2022. Sul fronte dei consumi l’impatto si gioca sempre sui decimali: 0,1% quest’anno, 0,2% nel 2020-2021; e nessun effetto nel 2022. Quanto all’occupazione, nel 2019 l’inciodenza è sotto il segno negativo nel 2019 a -0,3% e nel 2020 a -0,2%; per poi invertire la rotta nel 2021 (0,1%), come nel 2022.
Quanto al reddito di cittadinanza, l’incidenza sul pil sarà dello 0,2% nel 2019 e 2020; dello 0,1% nel 2021 e dello 0% nel 2022. Sul versante dei consumi, invece si stima un effetto positivo dello 0,5% quest’anno, poi 0,2% nel 2020, e 0,1% nel 2021 e 2022. La misura dei pentastellati impatta l’occupazione dello 0,1% quest’anno per poi salire allo 0,2% nel 2020 e allo 0,4% nel 2021 e 2022. (AdnKronos
Almeno in passato ci lasciavano col beneficio del dubbio, qui nemmeno quello. O magari speravano che nessuno se ne accorgesse?
Il è chiaro: nel 2019 e nel 2020 l’impatto sull’occupazione di reddito di cittadinanza e Quota 100 è negativo (-0,2%).
668 utenti ne stanno parlando
E forse non è nemmeno troppo un caso che proprio ieri il FMI se n’è uscito con uno studio proprio sulla crescita dei principali paesi del globo. Indovinate un po’ come è messa l’Italia? Fanalino di coda? Certo che si…
(…) The global economy has slowed sharply since last summer and will rely on a “precarious” boost from a few emerging markets to reverse the loss of momentum, the IMF has predicted in its latest economic forecast. Cutting its outlook for 2019 and 2020, the fund judged that advanced economies would “continue to slow gradually” into next year while emerging economies would play a more positive role, led by an end to crisis conditions in Turkey and Argentina and stabilisation in the all-important Chinese growth rate. (…) The forecasts came in the IMF’s twice-yearly World Economic Outlook, published on Tuesday, which suggested that financial markets had recently become too optimistic about the global outlook since the start of the year. (…) The forecasts for advanced economies suggested there would be some recovery from specific woes last year in Germany, France and Italy, but there would be no return to the rapid expansion of 2017 and instead “a return to tepid potential growth” by 2020. (FT
Forse qualcosa non quadra. Di certo a livello globale (CLICK HERE) ma se il mondo al raffreddore, il Bel Paese ha la polmonite cronica.

PS: come detto, il DEF di ieri ci ha confermato quanto temevamo. Il deficit/Pil sale a 2,4%  e il rapporto debito/Pil è dato al nuovo record di 132,6%. Ho parlato con un amico che si è spulciato i dati del DEF e secondo lui lo stesso INCLUDE già l’aumento dell’IVA che tutti oggi stanno schivando. Quindi, cari amici, siamo cornuti e mazziati. Evviva.
Fonte: qui
Lavoro e pensioni, saranno spesi 133 miliardi in più in tre anni
Mettendo insieme i due provvedimenti, «quota 100» e «reddito di cittadinanza», l'impatto resta moderatamente positivo sul Pil (+ 0,2% nel 2019 e + 0,4 nel 2020), ma negativo sull'occupazione (- 0,2% in entrambi gli anni). E questo nonostante nel Def si legga che «per il triennio 2019-21 risultano maggiori spese complessive per circa 133 miliardi.
Lettore video di: Corriere Tv (Informativa sulla privacy)
In particolare si segnalano gli oneri per le due misure più qualificanti la politica del governo, Reddito e Quota 100. E' quanto si legge nel Def.Così come le stime prudenziali sul Pil fanno vedere come ottimistica la previsione dello 0,2% nel 2019, "è soggetta a rischi al ribasso, legati in particolare all'incertezza del commercio internazionale, alla minaccia del protezionismo, a fattori geopolitici e a cambiamenti di paradigma di industrie chiavi quali l'auto e la componentistica".
Quanto ai 2 miliardi congelati, la legge di Bilancio "contiene una clausola che in caso di deviazione dall'obiettivo di indebitamento netto prevede il blocco di due miliardi di spesa pubblica. Sulla base delle nuove previsioni pubblicate in questo documento tale scenario appare più probabile". Fonte: qui

LA REGIONE ALL’ULTIMO POSTO PER LE RICHIESTE DI REDDITO DI CITTADINANZA? IL VENETO! 
“CI SI VERGOGNA. SE IN PAESE SI VIENE A SAPERE…" 
CAF E INPS SPIEGANO: "SOLAMENTE UN TERZO DELLE PERSONE CON ISEE SOTTO 9.360 HA FIN QUI FATTO DOMANDA DI REDDITO. C'È ANCHE CHI SI RIFIUTA PER UNA QUESTIONE CULTURALE..."

reddito di cittadinanzaREDDITO DI CITTADINANZA
Reddito di cittadinanza, capitolo domande per regione: Veneto all’ultimo posto per percentuale di richieste sulla popolazione, elaborando un po’ i dati diffusi due giorni fa dal ministero del Lavoro. Sono 27.248 i veneti che, tra Centri di assistenza fiscale (Caf) e uffici postali, hanno chiesto l’inserimento nel patto per il lavoro o in quello per l’inclusione sociale, come prevede la misura di sostegno voluta dal governo legastellato (dato aggiornato al 7 aprile).

La Campania, per dire del primo territorio per numero di richiedenti, ha un monte di domande oltre quattro volte più alto di quello di Venezia. É vero, la classifica domande/abitanti non stupisce: di fatto, si mette in colonna la salute economica delle varie regioni, col nord che conferma di stare molto meglio del sud. Vale, però, anche il contrario: entrando nel dato veneto, pur con una lettura ancora parziale, qualche nota diversa dalle previsioni che hanno accompagnato il cantiere e varo dell’Rdc si trova.
reddito di cittadinanzaREDDITO DI CITTADINANZA

«Qui ci si vergogna a chiedere qualcosa»
«Se il punto di partenza era l’Isee (Indicatore di situazione economica equivalente,ndr) inferiore a 9.360 euro, possiamo dire che si sta raccogliendo una base piuttosto esigua», apre Lorenzo De Vecchi. Traduzione: pesando il materiale lavorato dai propri uffici, il responsabile veneto dei Caf Cisl spiega come solamente un terzo delle persone con Isee sotto 9.360 abbia fin qui fatto domanda di Reddito. «Probabilmente - riprende De Vecchi - ci sono molti che, per indicatore economico, potrebbero beneficiare della misura, ma non la chiedono, a causa degli altri paletti. Quali? Non possiamo ancora indicare un motivo certo, potremo essere più chiari quando Inps avrà completato le prime valutazioni».

Patrimonio immobiliare, prima casa esclusa, sotto i 30 mila euro; mobiliare non superiore a 6 mila, con tutte le distinzioni previste in base ai componenti dei nuclei familiari; reddito familiare inferiore alla stessa cifra: qualcosa frena la richiesta di Rdc dei veneti ma è presto per indicarla senza ombre. Sicuro, invece, che il grosso delle domande sia alle spalle:

reddito di cittadinanza alle poste 3REDDITO DI CITTADINANZA ALLE POSTE 3
«Le pratiche di reddito si lavorano su appuntamento e abbiamo pochissimi incrementi di domande per nuovi appuntamenti». Alfio Calvagna, presidente del comitato Inps del Veneto, sta sulla linea della prudenza: «Sono dati parziali, è tutto ancora molto fluido, ma se la stima dei Caf che lei mi riporta è vera siamo molto al di sotto delle percentuali attese». Come si spiega? «Secondo me, un po’ come succedeva per il vecchio Rei (il Reddito di inclusione del governo Gentiloni, sostituito dal Reddito di cittadinanza, ndr), in regione c’è anche l’aspetto per cui ci si vergogna un po’ a chiedere questi sostegni, perché poi in paese si viene a sapere, perché non sta bene...».

Caf (mezzi) vuoti
ZAIA E DI MAIOZAIA E DI MAIO
«Nei Caf Cgil del Nordest, quanto a numero di pratiche al giorno, siamo in fase discendente», dice Claudio Zaccarin, responsabile veneto dei centri di assistenza del maggiore sindacato nazionale. Fino a due settimane fa, gli uffici di Cgil hanno esaminato fino a mille posizioni al giorno: «Ora siamo a 750 e credo che non supereremo le 11 mila domande nel Nordest; come Veneto, dovremmo stare sulle 9.500». Anche Zaccarin conferma come solo poco più di un terzo dei veneti che potrebbero chiedere l’Rdc abbiano effettivamente fatto domanda:

«Abbiamo chiamato centinaia di anziani, che avrebbero diritto alla pensione di cittadinanza. Non hanno voluto fare domanda, perché hanno sì la pensione bassa, ma anche proprietà e patrimoni. Pensi soprattutto a tanti ex commercianti: “Non siamo interessati”, ci viene detto». In chiusura, va ricordato che «parliamo di domande; gli accoglimenti saranno molti meno». Poi un aspetto caratteriale: «Secondo me - termina il manager -, dietro le mancate domande c’è anche una piccola fetta di effetto culturale. Un cinque per cento di persone che si rifiuta per vergogna c’è: lo annusiamo con le interviste».

Fonte: qui