9 dicembre forconi: farmaci
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venerdì 15 novembre 2019

LA CORTE DEI CONTI INDAGA ALCUNI DIRIGENTI DELL’AGENZIA ITALIANA DEL FARMACO: SABOTAVANO UN MEDICINALE MENO CARO, PER ALCUNE PATOLOGIE DELL’OCCHIO, FAVORENDO QUELLO PIÙ COSTOSO E CRENDO COSI’ UN DANNO DA 200 MILIONI AL SISTEMA SANITARIO


SI TRATTA DI DUE FARMACI SVILUPPATI DALLA STESSA AZIENDA, LA GENENTECH… 

L’ACCORDO ILLECITO DEL 2014 TRA ROCHE E NOVARTIS CHE PORTO’ ALLA MULTA DA 180 MILIONI…

AIFA AGENZIA DEL FARMACOAIFA AGENZIA DEL FARMACO
Maddalena Guiotto per “la Verità”

La Corte dei conti sta indagando dei dirigenti dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) che avrebbero causato un danno di 200 milioni di euro al Sistema sanitario a causa di «ingiustificate limitazioni imposte all' utilizzo» del farmaco meno caro per la cura di alcune patologie dell' occhio.

avastinAVASTIN
La guardia di finanza, come si legge in una nota, ha raggiunto con «un invito a dedurre» dirigenti pro tempore dell' Aifa e «componenti pro tempore della Commissione consultiva tecnico scientifica della medesima agenzia» perché avrebbero limitato la prescrivibilità di Bevacizumab (nome commerciale Avastin), più economico, per curare alcune malattie oculari, in particolare la degenerazione maculare senile, a vantaggio del più costoso Ranibizumab (Lucentis).

È l'ennesima puntata nel caso dei due farmaci sviluppati dalla stessa azienda (Genentech) al centro di una vicenda che va avanti ormai da tempo e che ha visto anche una maxisanzione dell' Antitrust italiana nel 2014 e una pronuncia della Corte di giustizia dell'Unione europea un anno fa.

m5s contro lucentisM5S CONTRO LUCENTIS
Secondo gli accertamenti fatti dal nucleo di polizia economico finanziaria di Roma, i farmaci Avastin (antitumorale) e Lucentis ( indicato nella degenerazione maculare legata all' età) hanno la stessa equivalenza terapeutica, in termini di efficacia e sicurezza, come dimostrato da una serie di studi comparativi (Lucentis è una parte della molecola di Avastin).

Il problema è che il primo, dice la nota, non è stato inserito tra i prodotti rimborsabili dal Ssn fino al 2014 e sono state imposte una serie di «ingiustificate limitazioni» al suo utilizzo almeno fino al 2017, causando un aggravio di spesa per lo Stato. Al totale di 200 milioni, dice la Gdf, si è arrivati calcolando la differenza di prezzo tra i farmaci (circa 600 - 730 euro per singola dose), in relazione al numero di trattamenti che sono stati effettuati con il Lucentis anziché con l' Avastin.
avastinAVASTIN

Ora i dirigenti dell' Aifa e i componenti della Commissione tecnico scientifica dell' Agenzia hanno 60 giorni per fornire la loro versione alla Corte dei Conti. Sulle responsabilità delle aziende produttrici dei due farmaci (Roche e Novartis) si è già espressa, nel 2014, l'Autorità garante per la concorrenza e il mercato comminando una sanzione di oltre 180 milioni per aver creato una sorta di cartello.

lucentis 2LUCENTIS 
«I due gruppi» scriveva l'Autority nel 2014, «si sono accordati illecitamente per ostacolare la diffusione dell' uso di un farmaco molto economico, Avastin, nella cura della più diffusa patologia della vista tra gli anziani e di altre gravi malattie oculistiche, a vantaggio di un prodotto molto più costoso, Lucentis, differenziando artificiosamente i due prodotti. Per il Ssn l'intesa ha comportato un esborso aggiuntivo stimato in oltre 45 milioni di euro nel solo 2012, con possibili maggiori costi futuri fino a oltre 600 milioni di euro l'anno».

IL GRUPPO FARMACEUTICO SVIZZERO ROCHEIL GRUPPO FARMACEUTICO SVIZZERO ROCHE
Ci sono infatti dei rapporti economici particolari tra i gruppi Roche e Novartis. La prima, che commercializza l'antitumorale Avastin, avrebbe infatti « interesse ad aumentare le vendite di Lucentis», secondo l'Autority, «perché attraverso la sua controllata Genentech - che ha sviluppato entrambi i farmaci - ottiene su di esse rilevanti royalties da Novartis. Quest' ultima, dal canto suo, oltre a guadagnare dall' incremento delle vendite di Lucentis, detiene una rilevante partecipazione in Roche, superiore al 30%». La sanzione dell' Antitrust è stata confermata a luglio da una sentenza del Consiglio di Stato, che ha respinto il ricorso delle due aziende condannandole anche al pagamento delle spese. 

Fonte: qui
NovartisNOVARTIS

mercoledì 28 agosto 2019

JOHNSON & JOHNSON CONDANNATA A PAGARE 572 MILIONI DI DOLLARI PER L'''EPIDEMIA'' DI OVERDOSE DA FARMACI ANTIDOLORIFICI IN OKLAHOMA. IN 20 ANNI SONO MORTE OLTRE 400MILA PERSONE NEGLI USA

IL COLOSSO FARMACEUTICO AVREBBE SPINTO I MEDICI A PRESCRIVERE FARMACI A BASE DI OPPIACEI, CHE CREANO FORTISSIMA DIPENDENZA 

IL TITOLO FESTEGGIA A WALL STREET: IL PROCURATORE AVEVA CHIESTO 17 MILIARDI DI DANNI…

(ANSA) - Johnson & Johnson è responsabile di aver alimentato la crisi degli oppioidi in Oklahoma e deve pagare 572 milioni di dollari per rimediare alla devastazione creata dall'epidemia nello stato. E' la storica decisione del giudice distrettuale della contea di Cleveland, Thad Balkman, nel primo processo contro un produttore di oppioidi, considerato un termometro per le altre 2.000 azioni legali avviate negli Stati Uniti contro diversi produttori, distributori e rivenditori dei medicinali incriminati, ritenuti responsabili della morte di 400.000 persone negli Usa dal 1999.
"La crisi degli oppioidi ha devastato lo stato dell'Oklahoma e deve essere affrontata immediatamente" perché è una "crisi che rappresenta un pericolo imminente e minaccia i cittadini dello stato" afferma Balkman annunciando la sua decisione, con la quale regala un'importante vittoria al procuratore generale dell'Oklahoma, Mike Hunter.
Secondo Hunter, che ha avviato l'azione legale nel 2017, Johnson & Johnson è alla radice della crisi e ha avuto un ruolo attivo negli sforzi dell'industria farmaceutica per spingere i medici a superare la loro riluttanza nel prescrivere gli oppioidi. Un ruolo giocato tramite - è l'accusa - una campagna di disinformazione rivolta ai medici meno consapevoli dei rischi dei medicinali. Johnson & Johnson - aggiunge Hunter - ha messo in atto una frode di marketing guidata dal desiderio di realizzare miliardi di profitti e lo ha fatto "sviluppando e realizzando un piano per influenzare direttamente e convincere i medici a prescrivere sempre più oppioidi" nonostante fosse consapevole del loro abuso, del loro cattivo uso, della dipendenza creata e delle morti causate.
"Abbiamo mostrato che Johnson & Johnson è alla radice della crisi degli oppiacei, che ha realizzato miliardi di dollari in un arco temporale di 20 anni. Hanno sempre negato la responsabilità anche se allo stesso tempo hanno affermato di voler fare la differenza nel risolvere il problema" mette in evidenza Brad Beckworth, legale che ha rappresentato lo stato dell'Oklahoma durante il processo. La decisione del giudice segue i patteggiamenti degli altri due produttori di oppioidi, Purdue Pharma e Teva Pharmaceutical, che si sono impegnate a pagare allo stato rispettivamente 270 e 85 milioni di dollari. Johnson & Johnson intende presentare ricorso contro la decisione.
Jansenn, la divisione del colosso chiamata in causa, non è "la causa della crisi degli oppioidi in Oklahoma" afferma Michael Ullmann, legale e vice presidente esecutivo di Johnson & Johnson. "Riconosciamo che la crisi è un tema di sanità pubblico complesso" aggiunge. Johnson & Johnson reagisce positivamente a Wall Street, dove sale del 4% grazie a una multa decisamente inferiore alle attese. L'Oklahoma è uno degli stati più colpiti dalla crisi degli oppioidi. I numeri non lasciano adito a dubbi. Fra il 2015 e il 2018 sono state prescritte 18 milioni di ricette per oppioidi, una cifra elevata considerato che la popolazione è solo di 3,9 milioni di persone. Dal 2000 circa 6.000 residenti sono morti per overdose di oppioidi. Fonte: qui

lunedì 29 luglio 2019

IL FUNGO KILLER ''CANDIDA AURIS'', CHE AMMAZZA METÀ DELLE PERSONE INFETTATE NEL GIRO DI TRE MESI E RESISTE AI FARMACI, STAREBBE PROLIFERANDO ANCHE GRAZIE AL RISCALDAMENTO GLOBALE. UNO STUDIO (DA VERIFICARE) SUGGERISCE CHE, A DIFFERENZA DEGLI ALTRI ''COLLEGHI'', È IN GRADO DI ADATTARSI MEGLIO ALL'AUMENTARE DELLE TEMPERATURE. E CHE IN FUTURO…

Maria Magistroni per www.wired.it

Quanti danni possono fare i cambiamenti climatici? Sempre uno in più di quanti possano venirci in mente. Secondo alcuni ricercatori, per esempio, il riscaldamento globale potrebbe essere stato un fattore determinante nell’affermazione di Candida auris come emergenza di salute pubblica. E il cosiddetto fungo killer, che è super-resistente ai farmaci e uccide la metà delle sue vittime in tre mesi, potrebbe essere solo il primo di una lunga serie.
L’indagine, pubblicata sulla rivista mBio, nasce da quello che i ricercatori ritengono un fatto singolare.

DOVE SI TROVA LA CANDIDA AURIS


Dalla sua scoperta nel 2009, C. auris sarebbe emersa in contemporanea ma in modo indipendente in India, in Sud Africa e in Sud America, quindi in tre continenti diversi. Come è stato possibile?
L’idea che lo sviluppo di questo super-patogeno sia connesso all’abuso di antibiotici e antifungini (quel fenomeno noto come farmaco-resistenza, che abbiamo imparato a conoscere e a temere) non risponderebbe del tutto al quesito, secondo gli autori della nuova ricerca, che dunque hanno affrontato la questione da un altro punto di vista.
cdc center for disease controlCDC CENTER FOR DISEASE CONTROL

Facendo riferimento a un altro recente studio che suggeriva come i cambiamenti climatici potessero aver modificato la diffusione ambientale di C. auris e la sua capacità di infettare altri organismi, i ricercatori hanno confrontato il comportamento di C. auris con quello di altre specie micotiche strettamente imparentate dal punto di vista genetico all’aumentare delle temperature.

L’ipotesi per cui il riscaldamento globale abbia giocato un ruolo chiave nell’ascesa di C. auris come super-patogeno prende corpo dai risultati ottenuti: questo fungo si sarebbe dimostrato capace di adattarsi molto bene al crescere dei gradi e sarebbe dunque predisposto a infettare l’essere umano – a differenza della maggior parte dei funghi, che non sopravvivono alle temperature tipiche del nostro corpo e possono essere senza troppe difficoltà eliminati dai meccanismi di difesa dell’organismo.

candida aurisCANDIDA AURIS
“Ciò che il nostro studio suggerisce è che questo potrebbe essere solo l’inizio, e avremo sempre più problemi nel corso del secolo”, ha commentato Arturo Casadevall, esperto della Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health e tra gli autori della ricerca. “Il riscaldamento globale(tutto da dimostrare scientificamente!) porterà alla selezione di lignaggi fungini che sono più tolleranti alle alte temperature, e che dunque potranno violare la zona di restrizione termica dei mammiferi”.

Si tratta di un’ipotesi ancora da validare, sottolineano i ricercatori: servono più dati ed è comunque assai probabile che l’emergere di questi super-patogeni sia il risultato di diversi fattori.

candida auris al microscopioCANDIDA AURIS AL MICROSCOPIO
A prescindere da tutto – concludono – servono migliori sistemi di sorveglianza per segnalare tempestivamente nuove infezioni fungine come quella da C. auris.

Fonte: qui

martedì 14 maggio 2019

IN USA 44 STATI FANNO CAUSA A "BIG PHARMA" PER I PREZZI DI UN CENTINAIO DI MEDICINALI: LE MULTINAZIONALI FARMACEUTICHE SI ERANO MESSE D’ACCORDO PER AUMENTARE FINO AL 1000 PER CENTO I PREZZI DEI FARMACI GENERICI, INCLUSI QUELLI CONTRO CANCRO E DIABETE


Flavio Pompetti per “il Messaggero”

william tong attorney general del connecticut 2WILLIAM TONG ATTORNEY GENERAL DEL CONNECTICUT 
Guerra aperta a Washington tra i politici e le case farmaceutiche. Una coalizione di 44 stati ha denunciato venti aziende farmaceutiche per aver fatto cartello a difesa di un meccanismo di incremento dei prezzi: il costo di un centinaio di i medicinali è aumentato in alcuni casi del 1000 per cento.

big pharma 1BIG PHARMA 









Gli aumenti riguarderebbero farmaci generici, inclusi quelli per la terapia di cancro e diabete. L' azione legale, nata dall' attorney general del Connecticut, William Tong, si è concentrata nel periodo compreso tra il luglio 2013 e il gennaio 2015. Tra le società coinvolte anche la multinazionale israeliana Teva Pharmaceuticals, la più grande produttrice di farmaci comuni, che ha respinto ogni addebito e ha annunciato battaglia.
teva pharmaceuticals 1TEVA PHARMACEUTICALS 

Nella causa sono citati 15 persone. Gli amministratori chiedono al tribunale di sanzionare il risarcimento per conto dei consumatori, e una disciplina più incisiva sui brevetti, che fanno da scudo alla strategia impazzita dei prezzi.

big pharma 2BIG PHARMA 







LA BATTAGLIA
Il presidente Donald Trump aveva fatto della lotta al costo crescente delle medicine uno dei punti centrali della campagna elettorale, consapevole dell' impatto che il tema ha sulla popolazione dei baby boomers, oggi in piena ondata di pensionamento.
donald trump 4DONALD TRUMP




Gli Usa registrano ogni anno due terzi dei brevetti per nuovi farmaci, anche se diverse grandi aziende di settore hanno scelto di spostare all' estero la sede per motivi fiscali. L' altro primato meno glorioso è quello della durata dei brevetti, i quali impediscono la creazione di medicine generiche a prezzi più bassi.

teva pharmaceuticals 2TEVA PHARMACEUTICALS
I consumatori negli Usa sono costretti a pagare fino a 100 volte il prezzo corrente in altri mercati stranieri, compreso il Canada. In un tentativo di iniziare a far chiarezza nel settore, il segretario del ministero per la salute Alex Azar ha appena ordinato che il prezzo di vendita di un gran numero di medicinali sia espressamente comunicato al pubblico durante la proiezione di spot televisivi. Una decisione coraggiosa, contro la quale l' industria di settore ha già annunciato sfide legali. Ma il tema è sentito.

Basti pensare che dall' Italia, il ministro della Salute Giulia Grillo ha presentato una risoluzione all' Oms per chiedere «maggiore trasparenza sulla formazione dei prezzi. Da anni mi batto per avere medicinali a prezzi equi e già alcuni Paesi hanno deciso di appoggiarci. In gioco c' è l' accesso alle cure la salute di tutti noi cittadini».

I COSTI
big pharma 3BIG PHARMA 
Le case farmaceutiche difendono l' attuale regime di autoregolazione dei prezzi ripetendo il mantra dei costi stratosferici per la realizzazione di un nuovo farmaco: in media 2,6 miliardi di dollari. Il think tank Public Citizen ha smantellato questa leggenda, e ha mostrato che il costo medio della ricerca e sviluppo è in realtà di 161 milioni di dollari.
giulia grilloGIULIA GRILLO





Gran parte della spesa denunciata dalle aziende riguarda invece il costo di commercializzazione, del quale fanno parte la pubblicità (6 miliardi l' anno), e una miriade di iniziative promozionali, spesso oltre i confini del codice etico e di quelli giuridici, con un totale che è poi detassabile al 50%.La spesa per la ricerca è di ospedali, le università e di istituti governativi, che da soli sborsano l' 84% dei fondi. Le aziende private spendono invece per medicine, spesso varianti della molecola basecorazzata da brevetti.

big pharma 4BIG PHARMA 4
E' così che il costo dell' insulina per i diabetici (scoperto da Frederick Banting a Toronto quasi un secolo fa), è quadruplicato dal 2009, al punto di costringere i pazienti al razionamento. Ed è così che si è potuto vendere fino a tre mesi fa un trattamento per la ipercolesterolimia familiare al prezzo di 14.000 dollari l' anno, anche se il gene PCSK9 era isolato dalla comunità scientifica diffusa La Federal Drugs Administration di Washington aprirà oggi un' udienza pubblica sul rapporto tra farmaci brevettati e quelli generici, con la speranza di abbassare, se non abbattere, il muro che li separa. Fonte: qui

giovedì 2 maggio 2019

I MICROBI RESISTENTI AI FARMACI CAUSANO LA MORTE DI 700MILA PERSONE NEL MONDO OGNI ANNO

IN ASSENZA DI AZIONI PER CONTRASTARE IL FENOMENO, ENTRO IL 2050 I DECESSI COLLEGATI ALLE INFEZIONI RESISTENTI AGLI ANTIBIOTICI SONO DESTINATI A RAGGIUNGERE QUOTA 10 MILIONI L'ANNO, DIVENTANDO LA PRIMA CAUSA DI MORTE AL MONDO…
Antonio Grizzuti per “la Verità”

microbiMICROBI
C' è un' emergenza sanitaria che non può più attendere e non stiamo parlando del morbillo, ormai vera star mediatica in grado di guadagnarsi un giorno sì e l' altro pure le pagine dei quotidiani nazionali e internazionali.

Le conseguenze di questa malattia pur grave e pericolosa, specie perché a farne le spese sono in larga misura i bambini, impallidiscono di fronte ai disastri provocati dall' antimicrobico resistenza, la specifica capacità da parte dei microrganismi di resistere ai farmaci progettati per annientarli. Un killer più subdolo rispetto al morbillo ma allo stesso tempo molto più letale. Il quadro dipinto nel report pubblicato lunedì dall' Interagency coordination group on antimicrobial resistance, una task force di esperti creata ad hoc dall' Onu e dall' Organizzazione mondiale della sanità, non lascia spazio all' immaginazione.

microbioma 3MICROBIOMA
Ogni anno nel mondo i patogeni resistenti ai farmaci causano la morte di 700.000 persone, ben 230.000 delle quali sono imputabili alla tubercolosi multiresistente.
Se da soli questi numeri non fossero abbastanza spaventosi, sono gli scenari dipinti dallo studio a togliere il sonno: in assenza di azioni per contrastare il fenomeno, entro il 2050 i decessi collegati alle infezioni antimicrobico resistenti sono destinati a raggiungere quota 10 milioni l' anno.
microbioma 2MICROBIOMA




Solo nei Paesi a più alto reddito, i morti stimati dal 2015 al 2050 sono pari a 2,4 milioni, quasi il doppio degli abitanti di Milano. Nel caso le previsioni dovessero rivelarsi corrette, la resistenza agli antibiotici si trasformerebbe nella prima causa di morte al mondo.

microbioma 1MICROBIOMA 1
Una classifica guidata oggi dalla cardiopatia ischemica (9,4 milioni di decessi l' anno), seguita dall' infarto (5,8 milioni) e dalla broncopneumopatia cronica ostruttiva (3 milioni). Tanto per fare un paragone, a livello globale le morti causate da morbillo nel 2017 sono state circa 110.000 (un sesto rispetto a quelle legate all' antimicrobico resistenza) mentre in Italia i decessi nel 2018 stati 8 su poco più di 2.500 casi.
Le conseguenze sul piano economico si preannunciano tragiche: il danno potrebbe essere paragonabile a quello causato dalla crisi economica del 2008, costringendo 24 milioni di persone in condizioni di povertà.
microbioma 4MICROBIOMA

L' antimicrobico resistenza a detta degli stessi esperti dell' Istituto superiore di sanità ha preso la piega di una «vera e propria priorità di sanità pubblica a livello mondiale non soltanto per le importanti implicazioni cliniche (aumento della morbilità, letalità, durata della malattia, possibilità di sviluppo di complicanze, possibilità di epidemie), ma anche per la ricaduta economica delle infezioni da batteri antibiotico-resistenti, dovuta al costo aggiuntivo richiesto per l' impiego di farmaci e di procedure più costose, per l' allungamento delle degenze in ospedale e per eventuali invalidità».
microbiotaMICROBIOTA

Ma allora perché l' argomento fatica a decollare a livello di opinione pubblica, mentre l' emergenza vaccini è sempre sulla cresta dell' onda mediatica? Forse perché nel caso dell' antimicrobico resistenza non ci sono no vax da additare e «somari» (come ama definirli il professor Roberto Burioni) da catechizzare, e di conseguenza il tema risulta molto meno spendibile.

microbiomaMICROBIOMA






Qualche mese fa aveva fatto discutere la pubblicazione di uno studio sulle conseguenze della resistenza agli antimicrobici da parte di un team di ricercatori dello European center for disease control, l' agenzia dell' Unione europea che ha come obiettivo il monitoraggio e la difesa nei confronti delle malattie infettive. Nello studio si calcola che nel 2015 per colpa dell' antimicrobico resistenza siano morte in Europa più di 33.000 persone, un terzo delle quali (10.700) solo nel nostro Paese.

antibiotici pillole pasticcheANTIBIOTICI PILLOLE PASTICCHE
Ma il clamore provocato dal documento si esaurì nel giro di pochi giorni. Gli esiti del monitoraggio per il periodo 2012-2016, pubblicati dall' Iss ai primi di aprile, evidenziano che in Italia «la resistenza agli antibiotici per tutti i patogeni sotto sorveglianza si mantiene elevata, generalmente superiore alla media europea». La situazione più complessa riguarda la resistenza ai carbapenemi da parte del batterio Klebsiella pnemuoniae (responsabile della polmonite, ma anche di infezioni del tratto urinario e delle ferite) con picchi del 35% rispetto a una media europea del 7,4%.

microbiomaMICROBIOMA
Nel documento, la task force auspica un' azione energica e coordinata per fronteggiare il problema. Le cinque linee guida espresse dagli esperti vanno da un' accelerazione nell' elaborazione dei programmi nazionali, a maggiori investimenti nella ricerca, passando per l' impegno verso soluzioni più sostenibili dal punto di vista economico e ambientale. Non ci sono solo le misure essenziali per contrastare il propagarsi delle infezioni (rispetto delle norme igieniche, accesso ai farmaci, disponibilità di acqua pulita), ma anche e soprattutto l' abuso di antimicrobici nel campo della salute umana e veterinaria e in agricoltura.

morti causate da batteri resistenti agli antibioticiMORTI CAUSATE DA BATTERI RESISTENTI AGLI ANTIBIOTICI
Comportamenti tipici dei Paesi industrializzati che da qui a qualche decennio potrebbero condurci sull' orlo della più grave emergenza sanitaria dai tempi dell' epidemia di influenza spagnola.

Fonte: qui

sabato 13 aprile 2019

Antibiotici ritirati dal mercato, l'allarme dei medici: «Reazioni invalidanti al sistema nervoso»




Allerta dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) su alcuni antibiotici di uso comune. L'ente regolatorio ha diffuso nuove e importanti informazioni di sicurezza sui medicinali contenenti fluorochinoloni (ciprofloxacina, levofloxacina, moxifloxacina, pefloxacina, prulifloxacina, rufloxacina, norfloxacina, lomefloxacina): «Sono state segnalate» infatti «reazioni avverse invalidanti, di lunga durata e potenzialmente permanenti, principalmente a carico del sistema muscoloscheletrico e del sistema nervoso. Di conseguenza, sono stati rivalutati i benefici e i rischi di tutti gli antibiotici chinolonici e fluorochinolonici e le loro indicazioni nei Paesi dell'Ue. I medicinali contenenti cinoxacina, flumechina, acido nalidixico e acido pipemidico verranno ritirati dal commercio», annuncia l' Aifa.

In una comunicazione rivolta ai medici, l'Agenzia indica di «non prescrivere questi medicinali per il trattamento di infezioni non gravi o autolimitanti (quali faringite, tonsillite e bronchite acuta); per la prevenzione della diarrea del viaggiatore o delle infezioni ricorrenti delle vie urinarie inferiori; per infezioni non batteriche, per esempio la prostatite non batterica (cronica); per le infezioni da lievi a moderate (incluse la cistite non complicata, l'esacerbazione acuta della bronchite cronica e della broncopneumopatia cronica ostruttiva, la rinosinusite batterica acuta e l'otite media acuta), a meno che altri antibiotici comunemente raccomandati per queste infezioni siano ritenuti inappropriati; ai pazienti che in passato abbiano manifestato reazioni avverse gravi a un antibiotico chinolonico o fluorochinolonico».
«Prescriva questi medicinali con particolare prudenza - consiglia ancora l'ente regolatorio italiano ai medici italiani - agli anziani, ai pazienti con compromissione renale, ai pazienti sottoposti a trapianto d'organo solido e a quelli trattati contemporaneamente con corticosteroidi, poiché il rischio di tendinite e rottura di tendine indotte dai fluorochinoloni può essere maggiore in questi pazienti. Dev'essere evitato - evidenzia infine l' Aifa - l'uso concomitante di corticosteroidi con fluorochinoloni».
È necessario, si avvertono ancora i camici bianchi, informare «i pazienti di interrompere il trattamento ai primi segni di reazione avversa grave quale tendinite e rottura del tendine, dolore muscolare, debolezza muscolare, dolore articolare, gonfiore articolare, neuropatia periferica ed effetti a carico del sistema nervoso centrale, e di consultare il proprio medico per ulteriori consigli». A livello europeo già l'Agenzia Ema si era occupata nei mesi scorsi di approfondire i rischi legati a questi antibiotici, dando indicazioni alle autorità dei singoli Paesi che, come nel caso dell' Aifa, stanno prendendo appropriate misure nelle varie nazioni. L'Ema cita anche possibili problemi di depressione, insonnia, disturbi della vista e di altri sensi, in chi assume questi farmaci. «Sono stati segnalati soltanto pochi casi di queste reazioni avverse invalidanti e potenzialmente permanenti - precisa l'Ema - ma è verosimile una sotto-segnalazione. A causa della gravità di tali reazioni in soggetti fino ad allora sani, la decisione di prescrivere chinoloni e fluorochinoloni deve essere presa dopo un'attenta valutazione dei benefici e dei rischi in ogni singolo caso». Fonte: qui
In Italia scatta l'allarme antibiotici (Mediaset)
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lunedì 24 settembre 2018

A MILANO LA STORICA FARMACIA CAIAZZO E’ FINITA SOTTO SEQUESTRO



DAL DEPOSITO DELLA FARMACIA VENIVANO ACQUISTATI MEDICINALI A PREZZI SCONTATI, IN GENERE MOLTO COSTOSI, DESTINATI A OSPEDALI PUBBLICI O PRIVATI. 

MA I FARMACI VENIVANO RIVENDUTI IN MERCATI PARALLELI ALL'ESTERO, DAL MEDIO ORIENTE ALL'ASIA, GENERANDO UN GIRO D'AFFARI FINO A 20 MILIONI L'ANNO. 

QUESTI STESSI FARMACI SAREBBERO SERVITI A CONFEZIONARE IL CONTRAMAL, LA DROGA DEI COMBATTENTI ISIS


Una vicenda piuttosto clamorosa, che arriva dal cuore di Milano: la storica farmacia Caiazzo è finita sotto sequestro preventivo, eseguito dai carabinieri del Nas su richiesta del pm meneghino David Monti. I sigilli sulla storica farmacia a pochi passi dalla stazione Centrale sono dovuti all'ultimo capitolo dell'operazione Contramal, che prende il nome - come sottolinea Il Giorno - dalla cosiddetta "droga del combattente" usata dai miliziani dell'Isis.

jihadisti isisJIHADISTI ISIS
Nel corso dell'indagine era emerso che dal deposito della farmacia venivano acquistati medicinali a prezzi scontati, in genere molto costosi, destinati a ospedali pubblici o privati. Ma secondo l'accusa i farmaci venivano rivenduti in mercati paralleli all'Estero, dal Medio Oriente all'Asia, generando un giro d'affari fino a 20 milioni l'anno. Questi stessi farmaci sarebbero serviti a confezionare proprio il Contramal. Un'operazione di riciclaggio e truffa ai danni dell'erario e delle case farmaceutiche.

Fonte: qui

lunedì 10 settembre 2018

FIORENTINA - UN ALTRO GIOCATORE DEGLI ANNI ’70 SE NE VA: GIANCARLO GALDIOLO, GIGANTESCO DIFENSORE CHE FU ANCHE CAPITANO, STRONCATO A 69 ANNI DOPO UNA LUNGA MALATTIA SIMILE ALLA SLA



SONO MOLTI, FORSE TROPPI I SUOI COMPAGNI MORTI O COLPITI DA MALATTIE GRAVI, TANTO DA RIACCENDERE IL SOSPETTO DEL DOPING.

PROPRIO DAL CASO DI UN GIOCATORE VIOLA PARTIRONO LE PRIME INDAGINI DI GUARINIELLO…

Lorenzo Marucci per ‘la Stampa


giancarlo galdioloGIANCARLO GALDIOLO
Un altro pezzo della Fiorentina Anni Settanta che se ne va.
Proprio quella squadra di cui tanto si è discusso in passato per le morti sospette, legate alla somministrazione di pillole, farmaci, medicine e sostanze proibite che potrebbero essere state letali.

Giancarlo Galdiolo, roccioso difensore che era stato anche capitano dei viola, se ne è andato ieri all' età di 69 anni, dopo una lunga malattia che lo aveva debilitato progressivamente togliendogli anche l' uso della parola (è stato afflitto da una demenza frontale temporale, simile alla Sla). Era malato ormai da più di otto anni e vederlo fiaccato in tutte le sue funzioni era una sofferenza per chi lo ricordava battersi sempre con vigore nei duelli con gli attaccanti avversari più pericolosi dell' epoca, da Bettega a Boninsegna, da Anastasi a Pulici.
i figli di galdioloI FIGLI DI GALDIOLO

I sopravvissuti
La sua scomparsa va ad aggiungersi a quelle di una serie di suoi compagni viola di quel periodo: Saltutti (infarto), Longoni (vasculopatia), il portiere Mattolini (insufficienza renale), Ferrante (tumore alla gola), Beatrice (leucemia). Per un linfoma si era spento pure Mario Sforzi, due stagioni nel settore giovanile viola. Morti, queste, che con quella di Galdiolo tornano a gettare un' ombra sulla Fiorentina di una quarantina di anni fa e a far parlare di decennio maledetto, caratterizzato da sospetto doping.
giancarlo galdioloGIANCARLO GALDIOLO

Senza dimenticare ciò che accadde ad altri tre calciatori di quel periodo, sopravvissuti dopo tanta paura: Antognoni fu vittima di una crisi cardiaca nel 2004, Domenico Caso fu colpito nel '95 da un tumore al fegato da cui è guarito e Giancarlo De Sisti venne operato al cervello per un ascesso frontale.

L' ambiente fiorentino, peraltro, come se non bastasse, è ancora scosso per la morte di Davide Astori, avvenuta nel marzo scorso per arresto cardiaco.
La denuncia della moglie di Beatrice - il centrocampista che morì nel 1987 a 39 anni a seguito di un massiccio uso di raggi Roentgen per curare una pubalgia - fece partire anni fa anche l' inchiesta del procuratore Guariniello, che nei suoi faldoni di indagine sulle morti sospette annotò pure i calciatori malati di Sla: da Segato - il primo a cui fu diagnosticata questa malattia nel 1968 e morto nel '73 - fino a Borgonovo. Fu un' analisi dettagliata, ma risposte certe non ne sono arrivate.
giancarlo galdioloGIANCARLO GALDIOLO

Farmaci sotto accusa
Claudio Merlo, centrocampista di quella Fiorentina, rispedisce comunque al mittente tutte le insinuazioni. E lo fa con tono deciso, perentorio: «Innanzitutto questi calciatori di cui stiamo parlando hanno giocato anche in altre squadre, non solo nella Fiorentina. Noi non ci drogavamo, altrimenti a quest' ora non ci sarebbe più nessuno di noi. E c' è anche da ricordare che ogni morte è stata causata da un male diverso. Nessuno alla Fiorentina ci imponeva di prendere pasticche o determinati farmaci, c' era ampia libertà di scelta. Il famoso Micoren (un cardiotonico che oggi è bandito in tutto il mondo, ndr)?
Non ricordo che nessuno lo abbia mai preso, almeno io non ci ho fatto caso. Ripeto, adesso si vuol collegare tutto alla Fiorentina di quegli anni ma per me è una vera... cavolata».
giancarlo de sisti intervistato da jacopo volpiGIANCARLO DE SISTI INTERVISTATO DA JACOPO VOLPI

Oltre che del Micoren si parlava all' epoca delle iniezioni di Cortex, un farmaco su cui, prima della morte, Mattolini rivelò alcuni sospetti: «Ho scoperto che questa era tra le sostanze dopanti. E oggi mi chiedo se ci sia una relazione tra quelle iniezioni e l' insufficienza renale che mi ha portato alla dialisi». Non è stato però possibile dimostrare con certezza la relazione tra la malattia e l' uso del ricostituente. Su queste ombre e su queste coincidenze il popolo del calcio continua a interrogarsi.

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