9 dicembre forconi

martedì 31 ottobre 2017

LA CASSAZIONE APRE ALL’USO DI SOFTWARE SPIA: INFETTA PC, TABLET E SMARTPHONE. PUO’ INTERCETTARE MAIL, COMUNICAZIONI, SCHERMATE.

E PUO’ ANCHE ESSERE USATO COME MICROFONO PER ASCOLTARE CONVERSAZIONI 

IL PARADOSSO DELLA SENTENZA E’ CHE SI TRATTA DELL’EFFETTO COLLATERALE DI UN RICORSO DEGLI OCCHIONERO
Carola Frediani per La Stampa

È una vicenda dove i trojan sono protagonisti. Utilizzati dagli indagati per spiare sulle loro vittime - almeno secondo l’ipotesi dell’accusa - ma anche dagli inquirenti. E poi finiti al centro di uno scontro legale, con tanto di esposto degli indagati contro il pm e la polizia postale, e ora una sentenza della Cassazione.
TROJAN 1TROJAN 

IL CASO OCCHIONERO 
Stiamo parlando dell’indagine su una campagna di cyberspionaggio condotta contro un gran numero di professionisti e politici italiani, il caso Eyepyramid, dal nome del software malevolo utilizzato. Una vicenda che aveva portato lo scorso gennaio a un provvedimento di custodia cautelare nei confronti di Giulio e Francesca Maria Occhionero, noti da allora sui media come i fratelli Occhionero e accusati di essere dietro tale campagna di intrusioni informatiche e raccolta di informazioni.

I due però avevano respinto gli addebiti. E avevano anche impugnato l’ordinanza di custodia cautelare su una serie di questioni, inclusa la legittimità dell’utilizzo di un trojan sul computer degli indagati da parte degli inquirenti. In sostanza, secondo i fratelli Occhionero, nel loro caso i trojan di Stato non si potevano utilizzare e di conseguenza i risultati raccolti dovevano considerarsi inutilizzabili.

I TROJAN DI STATO 
Stiamo parlando di quei software - definiti spesso dagli inquirenti anche captatori informatici, agenti intrusori, virus autoinstallanti - utilizzati da anni dalle forze dell’ordine e dalle procure nel corso delle indagini, come abbiamo raccontato più volte. Di fatto sono software malevoli, spyware, software spia a tutti gli effetti: dopo aver infettato un dispositivo (smartphone, tablet, pc) sono in grado di accedere a tutta la sua attività (comunicazioni telefoniche, mail, chat, foto, Skype, navigazione web, file); di scattare foto dello schermo; di attivare microfono e videocamere per effettuare intercettazioni ambientali.

Uno strumento potente e invasivo su cui in questi ultimi anni si stanno giocando varie partite. Con tentativi di legiferare al riguardo, regolamentandolo, da parte del Parlamento, che però alla fine sono stati ridotti a una delega al governo, che rischia di tagliare con l’accetta molte complessità tecniche e giuridiche del mezzo. E con sentenze che ne inquadravano magari solo dei pezzi, delle funzioni specifiche, tralasciando altri aspetti (vedi quella) dell’aprile 2016 delle sezioni unite della Cassazione).

LA SENTENZA SUL RICORSO OCCHIONERO 
Ora l’ultima novità è che la corte di Cassazione, in una sentenza depositata il 20 ottobre, ha ritenuto infondato il motivo del ricorso di Occhionero, di fatto aprendo a ulteriori utilizzi delle funzioni dei trojan. Ed estendendo il loro impiego per più tipologie di reato. Ma che cosa contestavano gli Occhionero? 
francesca maria occhioneroFRANCESCA MARIA OCCHIONERO

Che i risultati raccolti col trojan fossero inutilizzabili per due motivi:

1) il trojan era stato usato nel computer di casa dell’indagato, ma secondo loro una precedente pronuncia delle sezioni unite della Cassazione, la “Scurato”, permetteva simile utilizzo (in casa, luogo particolarmente protetto dalla nostra legge) solo per reati di criminalità organizzata;

trojan2TROJAN
2) che il trojan non era stato utilizzato per intercettare flussi telematici (non era dunque intercettazione telematica come prevista dall’art 266-bis del codice di procedura penale), cioè non captava i dati in transito dal pc alla rete, bensì dei dati in tempo reale in un certo schermo o supporto, facendo ad esempio screenshot, fotografie del monitor. La differenza è che nel primo caso si parla di intercettazione telematica, nel secondo di perquisizione/ispezione.

LE MOTIVAZIONI DELLA CORTE 
Allora, la sentenza della Cassazione ha risposto così:

1) Sul primo punto la pronuncia delle Sezioni Unite (“Scurato”) si riferiva solo a una funzione specifica del trojan, che non riguardava l’intercettazione telematica effettuata nel caso Occhionero, bensì l’intercettazione delle comunicazioni tra presenti. Cioè quella funzione del trojan che attiva il microfono del dispositivo trasformandolo in una cimice ambientale e registrando l’audio attorno.
francesca maria occhioneroFRANCESCA MARIA OCCHIONERO

Inoltre, anche stando a quella pronuncia, la Corte limitava sì l’uso dentro casa di quella funzione del trojan solo a delitti di criminalità organizzata. Ma non escludeva comunque l’utilizzo del trojan nei casi in cui il reato fosse compiuto in casa, in cui l’abitazione fosse sede dell’attività criminale. Sopratutto, quella pronuncia non escludeva l’utilizzo del trojan per le intercettazioni telematiche, sottolinea ora la sentenza. Che fa anche un riferimento al disegno di legge di riforma del processo penale che ha dato delega al governo di rivedere le intercettazioni, incluso l’uso dei trojan: anche in quel caso, sostiene la sentenza, si disciplinano solo le intercettazioni di comunicazioni o conversazioni tra presenti mediante trojan, perché sarebbe la modalità ritenuta “più invasiva”.

Ricapitolando: quella pronuncia delle Sezioni Unite riguardava solo l’intercettazione tra presenti, di tipo ambientale, e non “la captazione che ha interessato l’Occhionero”. E non si può trarre da quella pronuncia un principio generale sulle intercettazioni telematiche.

trojan virusTROJAN VIRUS
2) Sul secondo punto la sentenza della Cassazione replica semplicemente che il trojan sarebbe stato usato nell’indagine sia per fare intercettazioni telematiche (del flusso di comunicazioni) sia captazioni (screenshot) di contenuti del pc. E che spettava all’indagato specificare quali di questi ultimi dati (quelli captati sul pc) fossero inutilizzabili e quanto pesassero sull’insieme degli indizi. “Il che non risulta essere stato fatto”, dice la sentenza.

L’IMPATTO DELLA SENTENZA SUI TROJAN 
Insomma, secondo questa sentenza l’uso del trojan - anche con diverse funzioni - nell’indagine era lecito. Ma, al di là della vicenda giudiziaria specifica, può avere anche ripercussioni più in generale su come verranno utilizzati i trojan? 

francesca maria occhioneroFRANCESCA MARIA OCCHIONERO
Sì purtroppo - risponde l’avvocato Fulvio Sarzana, il primo a segnalare pubblicamente la sentenza - Perché la sentenza affronta proprio il tema delle intercettazioni telematiche attraverso i trojan. Ora sappiamo che questi strumenti si possono usare anche per tutti i reati che prevedono intercettazioni telematiche (art 266-bis), ovvero anche reati commessi con l’impiego di tecnologie informatiche o telematiche”.

È una sentenza che fa giurisprudenza ma il problema sono le premesse perché la pronuncia “Scurato” delle sezioni unite si preoccupava proprio dell’invasività delle altre attività del trojan”, commenta l’avvocato Stefano Aterno. “Non è vero che le intercettazioni audio, fatte tra presenti, siano più invasive di una captazione di dati non comunicativi fatta da remoto, che di fatto è una perquisizione occulta. E in tal caso non si tratta di una intercettazione telematica ma di una attività di ispezione/perquisizione che dovrebbe essere poi notificata all’indagato”.
Virus Worms Trojan Horse SpywareVIRUS WORMS TROJAN HORSE SPYWARE

“Il punto è che questa sentenza considera solo l’intercettazione tra presenti, senza riprendere le preoccupazioni delle sezioni unite sull’invasività dello strumento e della sua incidenza sulle libertà fondamentali”, ribadiscono anche gli avvocati Giovanni Battista Gallus e Francesco Micozzi. “È un punto che contrasta col principio di proporzionalità della misura sottolineato anche dalla Corte europea dei diritti umani sulle intercettazioni. E poi azzera le differenze tra perquisizione e intercettazione, dicendo che è onere della difesa dimostrare se certe prove sono state prese in un modo o nell’altro”.

trojan virusTROJAN VIRUS
Ma se capti dati dentro il dispositivo, e non un flusso di comunicazioni tra due apparecchi, quella è una ispezione o perquisizione, notano ancora Gallus e Micozzi. Che ribadiscono: “Soprattutto la sentenza apre all’uso dei trojan per reati meno gravi ma commessi con mezzi informatici, inclusa anche la diffamazione online”.  

Fonte: qui

ITINERARIO DI UN ORDINE SU AMAZON: DAL MAGAZZINO DI PIACENZA A CASA IN 24 ORE

I LAVORATORI DEVONO AVERE BARBA E TACCHI CORTI. IN BUONA PARTE SONO IMMIGRATI 

MACCHINE SOFISTICATISSIME E UN MAGAZZINO DI 100 MILA MQ 

LA MERCE RACCOLTA ALLA RINFUSA SUGLI SCAFFALI, AD INDIVIDUARLA PISTOLE ELETTRONICHE E ALGORITMI

Riccardo Staglianò per il Venerdì - la Repubblica

Nella trafficatissima reception di quello che, fino a pochi giorni fa, era l' unico gigantesco magazzino di Amazon in Italia un cartellone illustra il dress code per le maestranze. Niente abiti larghi, sciarpe lunghe o veli svolazzanti che possano rimanere incastrati nei nastri trasportatori. Niente sandali o ciabatte che non proteggano adeguatamente i piedi. Niente, ed ecco il proverbiale dettaglio diabolico, barbe più lunghe di 5,6 centimetri né tacchi sotto i 2,5 e sopra i 3,4.

amazon jobs dayAMAZON JOBS DAY
Nessun' altra azienda al mondo si sarebbe immersa con tanta voluttà in questo abisso di esattezza. Ma stiamo parlando del negozio più efficace del pianeta che, tesaurizzando ogni dato sulle nostre abitudini d' acquisto, intasca oggi la metà di tutti soldi che gli americani spendono online. E che da noi, tra il 2015 e il 2016, ha visto schizzare gli ordini da 600 mila a un milione e duecentomila.

Avendo, in apparente souplesse, attraversato nottetempo metà Paese. Nell' attesa, verosimilmente molto breve, di passare alle consegne in giornata. Quindi entro un paio d' ore. Fin quando non entreranno in servizio i droni. E dunque, in pratica, com' è possibile che questo miracolo logistico si rinnovi ogni giorno?

Perché di ciò che succede dentro a questi centomila metri quadrati, 14 campi da calcio che ospitano 1.600 uomini e altrettante macchine sofisticatissime, si è molto scritto. Ma il percorso completo, dall' ordine al venditore al consumatore, sin qui non l' aveva fatto nessuno, giurano i portavoce internazionali. Ovvero la cronaca delle 22 ore che separano il momento in cui il mio pollice schiaccia il tasto giallo «Acquista ora» della app, da quello in cui l' indice del postino preme il campanello argentato di casa.

1 IL VIAGGIO INIZIA
file per l amazon jobs day in new jerseyFILE PER L AMAZON JOBS DAY IN NEW JERSEY
Per il buon esito del test l' unica raccomandazione di Elena Cottini, cuneese tosta e pr dell' area Operations, è stata di scegliere una delle centinaia di migliaia di merci con «disponibilità immediata» (la scelta totale è tra 136 milioni di oggetti). L' indecisione era tra un coltello da pane o un cuscino gonfiabile da aereo. Una volta arrivato però mi dicono che sarebbe meglio un libro. Alle 10.30 in punto, quindi, l' ordine parte dal mio telefonino. Il sistema lo registra e lo trasmette a un picker (avvertenza: stiamo entrando in una zona linguisticamente extraterritoriale dove l' inglese regna), o meglio alla pistola-scanner connessa in Rete che portano con sé e che li guida, come il bastone del rabdomante, nel labirinto degli scaffali.

Sì perché qui le merci vengono disposte negli scaffali in maniera casuale. Trattati teologici gomito a gomito con bambole gonfiabili. Basta ricordarsi di associare, con la pistola, la merce con lo scompartimento e da quel momento qualsiasi picker saprà dove recuperarlo. Tarek Rajjal, l' ingegnere egiziano-torinese che sovrintende alle operazioni, cita la curva di distribuzione di Gauss per spiegare che, statisticamente parlando, se uno ordina due o più articoli diversi, l' archiviazione casuale è la più efficace. Eccezione alla disposizione random, sempre decisa dall' algoritmo, è la temibile zona deadwood, gli scaffali più lontani dove finiscono i libri che vendono poco.
AMAZON PIACENZAAMAZON PIACENZA

2 CACCIA ALLO SCAFFALE
Il volume prescelto, nel bin E283, è scampato a questo destino. Una ragazza armata di scanner (terzo settore) lo mette nel carrellino e prosegue la raccolta. Una volta terminata, le merci vengono messe su un nastro trasportatore che legge il codice a barre e le avvia verso l' impacchettamento (quarto e ultimo settore). Le scatole più grosse, magari con più articoli, vengono assemblate da esseri umani. Quelle singole, per i libri, vengono realizzate in automatico da una macchina utensile di cui vanno piuttosto fieri che costruisce intorno al volume un vestitino di cartone su misura, minimizzando gli sprechi.

Amazon scoppia di salute. Se uno avesse investito 100 dollari subito dopo la quotazione nel '95 oggi se ne ritroverebbe quasi 64 mila. Ma soffre di un paio di fastidiosi problemi di immagine. Da una parte la pantagruelica elusione fiscale, endemica tra i giganti del web. Dall' altra le condizioni di lavoro spietate che le sono valse denunce e urticanti inchieste, New York Times in testa. Di Mxp5 (i magazzini vengono battezzati con la sigla del più vicino aeroporto, in questo caso Malpensa 5), si è scritto che i ritmi sono così intensi che la gente è scoraggiata dall' andare in bagno e che ansia e stress abbondano. Da circa sei mesi però, eccezione alla regola di un' azienda che globalmente li detesta, i sindacati sono entrati in fabbrica. Denunciano «operai strizzati come limoni» ma ammettono anche progressi.

AMAZON PIACENZAAMAZON PIACENZA
A Fioreta, ventisettenne albanese, «piace tutto, indifferentemente». Idem Andres, ventiquattro anni originario dell' Ecuador (qui il 38 per cento della forza lavoro è composta da immigrati). Punto su un autoctono, più anziano, per un po' di varietà. Niente, anche il quarantasettenne Roberto, ex imbianchino di queste parti, non chiede di meglio: «La paga è più sicura. Spero di restarci fino alla pensione». Parla di 1.450 euro lordi, salario da magazziniere semplice, che possono crescere seguendo i livelli del contratto nazionale di Confcommercio.

3 IMPACCHETTATO ED ETICHETTATO
Un' ora e un quarto dopo l' ordine il libro viene impacchettato ed etichettato da una macchina che lo spinge in un gaylord, detto anche carton-pallet, un grande contenitore pronto per essere stivato su un tir.

4 SI PARTE, DECIDE L' ALGORITMO
In meno di mezz' ora il pacchetto è arrivato nella zona spedizioni, pronto a essere stivato in uno dei camion che partiranno verso il Sud. L' algoritmo ha disposto che il libro parta con l' ultima corsa, intorno alle 17. Incamminati verso la mensa no frills (punto più basso l' olio di oliva «combinato» Le Fratte) che non ha niente a spartire con le sontuose libagioni offerte da Google o Facebook, incrociamo una comitiva di visitatori.

Approfitto del pranzo per chiedere della politica dei resi, uno degli imbattibili punti di forza dell' azienda. Mia madre, per esempio, ha restituito un televisore in tilt dopo quasi due mesi e non hanno battuto ciglio. Poi ne è arrivato un altro danneggiato e abbiamo rimandato indietro anche quello. Possibile che nessuno se ne approfitti? Dietro l' apparente ingenuità si nascondono controlli accurati. Una volta un tipo aveva rimandato indietro un certo numero di computer. Smontandoli, però, si accorsero che i processori originali erano stati sostituiti con altri molto più scarsi. È stato denunciato.
il primo oggetto venduto su amazonIL PRIMO OGGETTO VENDUTO SU AMAZON

5 DIREZIONE BOLOGNA
A cose normali è il software che assegna, per ottimizzare i tempi di consegna, una merce a uno dei dieci corrieri con cui Amazon lavora. Stavolta, per facilitare l' inseguimento, l' assegnazione è stata pilotata. Il mio pacco lo porterà Poste italiane che da due anni consegna per Amazon pacchi di massimo cinque chili. Ad accompagnarci nel viaggio arriva da Roma un piccolo contingente formato da uno specialista di logistica e ben due dell' ufficio stampa.

6 NEL CENTRO DI MECCANIZZAZIONE
Arriviamo al Cmp di via Zanardi a Bologna che comincia a fare buio. Parafrasando Guccini, dal West alla via Emilia. È tutto un po' più scalcagnato e tuttavia efficace, con mille persone che lavorano, notte e giorno, per far transitare la nostra corrispondenza da Nord a Sud e viceversa. I carton-pallet vengono trasbordati, aperti e rilavorati. Qui si fa una prima cruciale suddivisione. Il loro contenuto viene ripartito in una decina di scatoloni, gli handling unit, da un centinaio di chili l' uno e disposti a raggiera intorno a 4-5 persone che li riempiono. Ognuno corrisponde a uno o più quartieri di Roma e il mio, l' Esquilino, è lo 052.

7 UNA NOTTE IN AUTOSTRADA
Sebbene lo spazio abbondi, il pulmino noleggiato non è il massimo per dormire. Tantopiù senza il cuscino ergonomico che avrei voluto comprare. Tranne che dagli addetti ai lavori, il traffico autostradale notturno è sottovalutato. C' è gran vita, a mezzanotte, lungo l' A1.

AMAZON DIEGO PIACENTINIAMAZON DIEGO PIACENTINI
Verso le 15 e 30, invece, i portalettere fanno un' escursione nella nostalgia, svuotando le cassette rosse sparpagliate in città («Ormai, spesso, ci trovano giusto 4-5 oggetti. Sono finiti i bei tempi delle cartoline dalla Riviera romagnola»). Il nuovo Zeitgeist è invece rappresentato dal vascone dei parcel-like, ircocervi postali che pesano come una lettera ma in realtà sono pacchetti molli: «Vede i timbri? Shenzhen, Hong Kong: contengono cianfrusaglie, non tracciabili, che ci creano più problemi che altro».

A dirla tutta, le app faranno fuori presto anche quel bisogno. In attesa della partenza alle 4:15 mi fanno visitare il centro di controllo nazionale all' Eur, la cittadella dove lavorano 5.000 persone. La delegazione ormai prevede, oltre a un paio di altri dirigenti, un fotografo che immortala la task force di informatici insonni che difendono l' imponente infrastruttura telematica.

8 BUONGIORNO, È IL POSTINO
magazzino amazonMAGAZZINO AMAZON
Con le prime luci dell' alba il camioncino entra a Portonaccio, nel quadrante orientale della città, «il più grande centro di distribuzione d' Italia» assicura con orgoglio il direttore dalla stretta di mano erculea. Ha giurisdizione su 174 zone, pari a 9 dei 93 cap della Capitale. Tra cui il mio, postalmente parlando il quartiere più popoloso di Roma. Quello che arriva in furgone riparte per lo più in motorino, le decine di Liberty gialli parcheggiati negli stalli.

Qui il livello di risoluzione passa dal quartiere all' edificio. Le lettere vengono incellofanate in sacchetti verdi che appartengono tutti a uno stesso civico. Quando arriva, verso le sette, il portalettere raccoglie dagli scaffali il suo bottino quotidiano. Porta tutto sulla scrivania (ognuno ha la sua) e prepara la borsa. Il mio, che ho incrociato decine di volte e di cui finalmente faccio la conoscenza, si chiama Fabio, ha il baffo patriottico da carabiniere di provincia ed essendo un veterano è molto rispettato dai colleghi. A dirla tutta, una volta aveva avuto da ridire perché avevo attivato il servizio Seguimi, che dirotta la corrispondenza al lavoro o dove vuoi tu.

POSTE ITALIANEPOSTE ITALIANE
Comunque, quando alle 8 e 30 Fabio inforca lo scooter ha il sorriso di uno che ama il suo mestiere: «Passo prima da lei perché subito dopo ho un appuntamento lì vicino per un reso» (nelle quattro vie di sua pertinenza vivono ben quattromila persone!). Fa del suo meglio per non seminarci. Alle 8:43 arriva a destinazione. La consegna avviene brevi manu. Per stavolta ha risparmiato quattro piani.......

Fonte: qui

lunedì 30 ottobre 2017

GENTILONI: 'PORTEREMO LO YOGA NELL’EDUCAZIONE FISICA A SCUOLA'

GENTILONI IN INDIA PARLA DI TUTTO TRANNE CHE DEI MARÒ E DI FINMECCANICA: È IL PRIMO VIAGGIO DI UN PREMIER ITALIANO DOPO IL CASO DELLA PETROLIERA ERICA LEXIE, E SI SVOLGE NEL SILENZIO DEI GIORNALONI ITALIANI 

COL PREMIER, DECINE DI MANAGER ITALIANI, DA FS A FINCANTIERI, ENEL GREEN POWER E FIAT

1.LA VISITA PAOLO GENTILONI IN INDIA, VERTICE CON IL PREMIER MODRI: "GRANDE OPPORTUNITÀ DI RILANCIO"

Il Presidente del consiglio, Paolo Gentiloni, è arrivato al Rashtrapati Bhavan - il palazzo presidenziale indiano - dove è stato accolto dal primo ministro dell'india, Nerendra Modi.

Opportunità di rilancio
paolo gentiloni narendra modiPAOLO GENTILONI NARENDRA MODI
"È una grande opportunità per rilanciare il rapporto di amicizia tra Italia e India. L'anno prossimo ricorre il settantesimo anniversario dei rapporti diplomatici tra i due paesi", ha detto Gentiloni al termine della cerimonia di benvenuto  spiegando il senso della sua visita nel paese. 

Investimenti, cambiamenti climatici e immigrazione
"È una possibilità di rendere più forti le relazioni tra i nostri paesi implementando le relazioni diplomatiche. È una grande opportunità di affari per le imprese italiane che operano in India. Abbiamo inoltre  interessi comuni nel combattere insieme il terrorismo". Tra gli obbiettivi comuni anche la lotta ai cambiamenti climatici ed il problema dell'immigrazione. "Sono felice - aggiunge ancora - di visitare l'India, l'ultima visita di un premier italiano risale a 10 anni fa. È una forte opportunità di rilanciare relazioni tra i due paesi".

 "Nuovo inizio" dopo il caso marò 
"Un nuovo inizio" dopo il "congelamento" delle relazioni bilaterali dovuto al caso giudiziario dei due marò: è questo il significato che la stampa di Delhi attribuisce alla visita di Gentiloni, primo presidente del Consiglio italiano a far tappa in India da ben dieci anni. Di "nuovo inizio", in inglese "reset", scrive sin nel titolo il quotidiano 'The Tribune'. Che in attacco sottolinea come il colloquio di domani tra Gentiloni e il suo ospite Narendra Modi sia destinato a "rimettere in moto" i rapporti tra i due Paesi.

paolo gentiloni in indiaPAOLO GENTILONI IN INDIA
Una tesi condivisa da altri giornali, a partire dall''Hindustan Times', che ricostruiscono la crisi innescata dall'arresto di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone per l'uccisione di due pescatori a largo delle coste del Kerala il 15 febbraio 2012. A seguito del ritorno in patria dei marò, autorizzato per motivi di salute, e in attesa di una decisione della Corte di arbitrato dell'Aja, la fase più acuta del contenzioso apparirebbe superata. A suggerirlo anche le dichiarazioni di un portavoce del ministero degli Esteri indiano, secondo il quale "la visita di Gentiloni rafforzerà le relazioni economiche e politiche".

A confermare il rilievo attribuito da Roma alla visita è la delegazione di 15 amministratori delegati che accompagna Gentiloni. Ma anche in India c'è attesa. Secondo l''Hindustan Times', gli attriti degli anni scorsi hanno penalizzato i rapporti tra Delhi e l'Unione Europea nel suo complesso. Quanto all'Italia, poi, è un partner di rilievo. Stando alle statistiche ufficiali, nel 2016-2017 gli scambi bilaterali hanno raggiunto gli otto miliardi e 790 milioni di dollari. La bilancia commerciale è a vantaggio di Delhi, per circa un miliardo, anche per le posizioni d'avanguardia delle industrie indiane dell'information technology e della farmaceutica.

Nel subcontinente le imprese italiane sono d'altra parte almeno 600, attive in ambiti differenti, dal tessile alle automobili. L'economia dunque al centro della visita, riprende il 'Tribune'. Secondo il quale ci sarà spazio anche per la politica: dalla lotta contro il gruppo Stato islamico all'Afghanistan, Paese chiave della politica estera di Delhi dove l'Italia è presente nel quadro della missione militare della Nato.

2.ITALIA-INDIA:INCONTRO CEO ITALIANI-CONFINDUSTRIA INDIANA
paolo gentiloni narendra modiPAOLO GENTILONI NARENDRA MODI
 (ANSA) - Incontro nella mattinata a Delhi tra Shobana Kaminei, presidente della confederazione dell' industria indiana, Pankaj Patel, presidente della federazione delle camere di commercio dell'India e la delegazione di Ceo italiani che accompagnano il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni nella visita ufficiale in India e nei Paesi del Golfo. Al centro dell'agenda dei lavori diversi temi tra cui il rafforzamento delle relazioni economiche tra i due Paesi.

peschereccio maro st antonyPESCHERECCIO MARO ST ANTONY
Tra i Ceo presenti, l'Ad di Fincantieri Giuseppe Bono; delle Ferrovie dello Stato Renato Mazzoncini, Antonio Cammisecra (Enel Green power); Kevin Flynn (president and mananging director Fiat), il commissario di Alitalia Luigi Gubitosi. La notizia della ripresa del volo diretto operato dalla compagnia di bandiera italiana da Roma per New Delhi è stato accolto da un applauso da parte dei partecipanti.

3.GENTILONI, IPOTESI YOGA IN PROGRAMMI EDUCAZIONE FISICA
 (ANSA) - "Gentiloni si è congratulato con il primo ministro Modi per l'iniziativa della giornata Internazionale dello yoga, celebrata in tutto il mondo il 21 giugno di ogni anno. Gentiloni ha comunicato che l'Italia esplorerà le possibilità di introdurre la pratica yoga nel programma di educazione fisica delle scuole italiane e di ottenere la certificazione per l'insegnamento dello yoga da parte di istituzioni qualificate di yoga in India".
girone latorre i due maroGIRONE LATORRE I DUE MARO

4.ITALIA-INDIA: FS, RAFFORZATA COLLABORAZIONE PER RETE MODERNA
 (ANSA) - Si rafforza la collaborazione tecnico-specialistica fra il Gruppo FS Italiane e Indian Railways, per ammodernare la rete ferroviaria del Paese e aumentare la sicurezza dell'infrastruttura. E' quanto sottolinea una nota di Ferrovie dello Stato precisando che in occasione della missione in India di una delegazione italiana guidata dal presidente del Consiglio Paolo Gentiloni - l'amministratore delegato di Fs, Renato Mazzoncini, ha oggi incontrato a New Delhi i rappresentanti del ministero delle Ferrovie della Repubblica dell'India.
I DUE MARO GIRONE E LATORREI DUE MARO GIRONE E LATORRE

Obiettivo della visita, fare il punto sullo stato di avanzamento degli impegni contenuti nel Memorandum of Understanding (MoU) siglato nel gennaio 2017 da FS Italiane e Indian Railways che prevedono: sviluppo dei sistemi di sicurezza del traffico ferroviario, diagnostica dell'infrastruttura e formazione del personale indiano in tema sicurezza (safety). "L'India è un Paese in continua crescita e ha un mercato ferroviario in forte espansione, soprattutto dopo gli ingenti investimenti del Governo indiano per ammodernare le infrastrutture esistenti", ha sottolineato Mazzoncini annunciando che l'accordo siglato a gennaio è appena entrato nella sua fase operativa".

Inoltre Italferr, la società d'ingegneria del Gruppo FS Italiane guidata dall'Amministratore Delegato Carlo Carganico, ha aperto una sede operativa a New Delhi. La società è attualmente impegnata in India nella progettazione e supervisione dei lavori per la costruzione dell'Anji Khad Bridge e sta inoltre contribuendo alla realizzazione di due linee della Mumbai Metro Rail Project (MMRDA) e di alcune sezioni del Corridoio merci orientale DFCC (Dedicated Freight Corridor Corporation of India). Il valore economico delle attività di Italferr in India è di circa 10 milioni di euro.

Fonte: qui

IL MISTERO DELLE QUATTROCENTO “CANCELLI” IN PIETRA VICINO AI CRATERI VULCANICI SCOVATI IN ARABIA SAUDITA GRAZIE A GOOGLE EARTH

GLI ESPERTI RITENGONO CHE POSSANO AVERE ANCHE SETTEMILA ANNI, MA “LA LORO FUNZIONE RIMANE SCONOSCIUTA”
Noemi Penna per la Stampa

Quattrocento porte in pietra vicino ai crateri vulcanici nella regione di Harrat Khaybar, in Arabia Saudita. E' questo il mistero a cui gli archeologi dovranno dare una spiegazione, anche se per ora brancolano nel buio. 

mistero 400 porteMISTERO 400 PORTE
Sono già state battezzate le più antiche strutture artificiali della zona e la scoperta si deve a Google Earth, un prezioso strumento utilizzato anche per le ricerche archeologiche. Grazie al software che genera immagini della Terra utilizzando foto satellitari e aeree, in questi anni David Kennedy dell'University Western Australia è riuscito a scovare quasi duemila siti archeologici sconosciuti in Arabia Saudita. Ma mai prima d'ora si era confrontato con delle immagini così particolari. 

Le fotografie satellitari mostrano infatti quattrocento strutture geometriche con lati che vanno dai 13 ai 518 metri di lunghezza, costruite sulla lava in una zona desertica dell'Arabia Saudita. Gli esperti ritengono che questi «cancelli» possano avere anche sette mila anni, ma ««la loro funzione rimane sconosciuta». 
mistero 400 porteMISTERO 400 PORTE

Si tratta senz'altro di costruzioni artificiali, «realizzate probabilmente in un periodo in cui quella zona era molto più ospitale e florida di quanto non sia adesso». Si trovano infatti «esclusivamente in campi di lava sterili e inospitali, con una presenza ridottissima di acqua o vegetazione», ha scritto il professor David Kennedy in un documento che sarà pubblicato sul prossimo numero della rivista Arabian Archeology and Epigraphy. 
mistero 400 porteMISTERO 400 PORTE

Tutte le costruzioni «hanno pareti in pietra, approssimativamente basse». Alcune hanno anche dei pali alle estremità ma tutte formano dei rettangoli con orientamenti diversi e senza una logica precisa, escludendo così possibili collegamenti con le costellazioni. Ora l'unico modo per capire meglio di cosa si tratta saranno le ricerche sul posto. Ma fino a quel momento «rimangono un grande mistero». 

Fonte: qui

IN ARGENTINA, NEL DELTA DEL FIUME PARANA’, C'È UN MISTERIOSO ISOLOTTO CHE RUOTA SU SE STESSO CHIAMATO “THE EYE”



Noemi Penna per la Stampa

THE EYE ARGENTINA 2THE EYE ARGENTINA 
Un'isola che ruota su se stessa. Siamo nella zona paludosa del delta del fiume Paranà, a Buenos Aires, in Argentina, e qui è stato scoperto un fenomeno unico nel suo genere: un pezzo di terra sottile si è staccata dal resto e ha iniziato a fluttuare sulle acque. Un mistero ribattezzato The Eye, l'occhio.

A scoprirlo è stato il regista argentino Sergio Neuspillerm mentre era alla ricerca di location per un film sul paranormale. Insomma, stava cercando una scenografia naturale dove ambientare un incontro del terzo tipo. E anche se non ha trovato gli alieni, quello che si è palesato davanti ai suoi occhi non poteva che lasciarlo senza parole.  

THE EYE ARGENTINATHE EYE ARGENTINA
L'occhio ha una forma perfettamente circolare di 120 metri di diametro e ruota su se stesso senza soluzione di continuità. E' più piccolo rispetto allo spazio che ha, probabilmente perché l'isolotto si «consuma» tutte le volte che si scontra con la terra circostante, e galleggia su una pozza d'acqua «incredibilmente limpida e fredda», cosa insolita per la zona.  

La sua conformazione è così perfetta da sembrare artificiale. E invece non c'è nulla di soprannaturale: il fenomeno viene spiegato con la presenza di grandi pozzi naturali che hanno causato il distacco di un'isola di fango galleggiante che si muove assecondando i flussi d'acqua. Ma c'è chi la pensa diversamente.

THE EYE ARGENTINA 3THE EYE ARGENTINA 
«E' qualcosa di irreale e suggestivo, in una zona già conosciuta per storie soprannaturali, avvistamenti Ufo e altri aspetti paranormali», ha dichiarato il suo scopritore, Sergio Neuspiller, che oltre a essere un produttore cinematografico è anche esperto in idraulica e insieme all’ingegnere civile Ricardo Petroni ha lanciato una campagna per raccogliere fondi e «finanziare una spedizione scientifica con esperti sub, geologi, biologi e ufologi per prelevare campioni di acque, suolo e piante circostanti e analizzare questo stano fenomeno».

Fonte: qui

IL PALLONARO ALZA IL TIRO E DOPO VISCO MIRA A DRAGHI: “FAREMO EMERGERE LE COLPE SU MPS” (ALL’EPOCA DRAGHI ERA IN BANKITALIA)

MA RISCHIA UN ALTRO SCHIAFFONE: LA COMMISSIONE SULLE BANCHE DISCUTERA’ IL CASO ETRURIA POCO PRIMA DELLO SCIOGLIMENTO DELLE CAMERE. A RIDOSSO DELLA CAMPAGNA ELETTORALE…

Tommaso Ciriaco per la Repubblica

draghi renziDRAGHI RENZI
Martedì scorso Paolo Gentiloni chiama Matteo Renzi. È la penultima di una serie di telefonate su Bankitalia, ma è quella definitiva: «Ci ho provato - scandisce il premier - ma non ci sono margini. Ho fatto il possibile». Vince il round Ignazio Visco, perde il segretario del Pd. Ha la meglio il Quirinale, mentre il presidente del Consiglio finisce stritolato in una neutralità impossibile. Tutto, però, lascia pensare che la sfida su Palazzo Koch sia appena cominciata.

«La verità - confida ai suoi Renzi, pochi minuti dopo la conferma del governatore - è che noi sapevamo da 48 ore che sarebbe finita così, ma abbiamo messo a verbale il nostro radicale dissenso». Di più: «Adesso ci concentriamo sul lavoro della commissione sulle banche. Si parlerà degli istituti veneti, di Consob, di Mps e di tutto il resto. Il rischio è che esca indebolito un governatore appena riconfermato. Non per colpa del Pd, ma per il lavoro d' inchiesta parlamentare».

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Partita su Bankitalia, la campagna elettorale promette di giocarsi per mesi attorno allo stesso palazzo. Il primo a saperlo è il Governatore appena riconfermato. So che non finisce qui, il senso dei suoi ragionamenti, so che continueranno fino alle elezioni, so che abbiamo limitato le crisi bancarie meglio che negli altri Paesi ma che non basterà a fermare le accuse strumentali che ci rivolgono. Per questo, Visco si prepara a resistere. Dovrà mettercela tutta.

L' ultima idea del Pd è quella di portare avanti il lavoro d' inchiesta anche a Camere sciolte. Non è prassi, ma come interpretare altrimenti la richiesta di conoscere al meglio le «regole d' ingaggio » avanzata ieri a Laura Boldrini dal presidente della Commissione Pier Ferdinando Casini, a cui nessuno dei gruppi parlamentari si è opposto? «Possiamo continuare nelle audizioni a Camere sciolte - ha domandato l' ex diccì - o dobbiamo fermarci? ».

mpsMPS
La risposta congiunta con Piero Grasso limiterà con ogni probabilità l' azione dell' organismo durante la campagna elettorale soltanto alla stesura dell' istruttoria finale. Ma il messaggio è arrivato comunque a destinazione. «Una commissione d' inchiesta si fa per scoprire la verità - insiste d' altra parte Matteo Orfini - non per nascondere le responsabilità. Chi non ne ha, non ha ragione di preoccuparsi ».

C' è da preoccuparsi, invece. I veleni promettono di invadere l' arena elettorale. E Renzi non arretra. Non ha intenzione di ascoltare i richiami informali del Colle alla moderazione. In privato, anzi, ricorda che il bis del Governatore era avversato mozioni alla mano - dall' ottanta per cento del Parlamento. Né teme di entrare in conflitto permanente con Mario Draghi, considerato il vero baluardo della continuità in Bankitalia. L' ultimo tentativo di mediazione a favore del direttore generale della Banca d' Italia Salvatore Rossi, fallito tre giorni fa per volontà del Colle, ha paradossalmente rinforzato le convinzioni dell' ex premier.
PIERO GRASSOPIERO GRASSO

«Quando Paolo mi ha richiamato - ricorda Renzi - gli ho detto che andava bene così, ma che resta un errore grave che mi trova radicalmente contrario». Nessuna tregua, insomma. Né voglia di simularla, come dimostra Orfini: «La commissione già dalle prime audizioni si è imbattuta in ripetuti casi di discutibile commistione tra controllato e controllore. E temo che di casi analoghi ne incontreremo non pochi». Vicende risalenti all' attuale gestione, questo è il target, come di quelle precedenti.

CARMELO BARBAGALLO jpegCARMELO BARBAGALLO 
Ecco il cuore della strategia pianificata dal segretario dem. Sta tutto nella bozza di calendario di audizioni parlamentari anticipato da Renzi a Gentiloni a poche ore dalla nomina di Visco, durante l' ultima inutile telefonata tra i due. Un elenco di crisi bancarie da sviscerare, con la lente d' ingrandimento puntata sull' azione di vigilanza di Visco e dei suoi predecessori: dal 7 novembre, appena terminata la panoramica sulle banche venete, spazio per due settimane al delicatissimo dossier Monte dei Paschi, quindi altri quindici giorni dedicati ad Etruria. Nel mezzo, l' audizione del capo della Vigilanza di Bankitalia Carmelo Barbagallo. Solo alla fine toccherà a Visco, anche se i dem potrebbero chiedere di non lasciarlo in fondo alla lista.
gentiloni e renziGENTILONI E RENZI

C' è abbastanza benzina per appiccare un incendio. E c' è soprattutto la volontà politica di Renzi di non scontare in campagna elettorale la crisi di Etruria, semmai di cavalcare l' onda lunga dei pasticci bancari e guadagnare consensi su quel terreno. Un progetto condensato nelle convinzioni di Francesco Bonifazi, braccio destro e sinistro del leader: «Non sapete quanti imprenditori mi stanno mandando messaggi per chiedermi di andare avanti. Ci spingono ad accertare la verità. E così faremo! ».

27 Ottobre 2017

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VISCO INIZIA A TOGLIERSI I SASSOLINI DALLE SCARPE 

PRIMO SILURO A SACCOMANNI E LETTA PER IL BAIL IN, IL SECONDO PER PADOAN E IL DUCETTO PER I DECRETI SULL’ETRURIA ED I RIMBORSI AI RISPARMIATORI 

LA BOTTA PIU’ FORTE CONTRO RENZI ARRIVERA’ IN PARLAMENTO 

A FRANCOFORTE INCONTRO DI MEZZ’ORA CON DRAGHI A PORTE CHIUSE

Rosario Dimito per il Messaggero
IGNAZIO VISCOIGNAZIO VISCO

«Sono sereno perché io e il direttorio abbiamo messo il massimo di impegno e responsabilità nella gestione delle crisi bancarie. È semmai da parte della politica che non c'è stata piena consapevolezza dei rischi derivanti dalle norme sul bail-in e dalla vendita, del tutto legittima secondo le regole approvate dal Parlamento, dei bond subordinati delle quattro banche finite in risoluzione».

Già mercoledì sera a Francoforte, dov'è atterrato alle 17,45 con il volo Alitalia 404, ai colleghi del Consiglio direttivo che affluivano al quartier generale dell'Eurotower, in vista della riunione di ieri, Ignazio Visco dissimulava la tensione accumulata nell'ultima settimana. E offriva con apparente naturalezza, secondo il resoconto di un testimone, la sua interpretazione sulla polemica sollevata da Renzi e dal Pd riguardo le responsabilità della Vigilanza nelle crisi di alcune banche. Tra l'altro, prima della tradizionale cena con i colleghi del board avrebbe avuto un colloquio a quattr'occhi con Mario Draghi durato una mezz'ora. 

IL NUOVO MANDATO
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Con i suoi interlocutori non avrebbe però scoperto le carte sulle rassicurazioni ricevute martedì da ambienti del Quirinale circa la sua ormai probabile ricandidatura alla guida della Banca d'Italia. Ha però ripetuto quanto aveva confidato il giorno prima ad alcuni suoi collaboratori: «Saranno altri sei anni molto duri, anche se non ci sono alle viste nuovi salvataggi, avremo addosso gli occhi della politica pronta a sollevare altri polveroni».

Il clima di tensione non gli ha impedito di partecipare attivamente ai lavori del Consiglio Bce che ha dimezzato l'acquisto mensile dei bond di Stato a partire da gennaio 2018, tanto che nel dibattito sarebbe intervenuto in almeno un'occasione per condividere la svolta impressa da Draghi. Infine, alle 20,30 di ieri sera il ritorno a Roma, forte però della conferma dell'investitura trapelata nel pomeriggio dopo l'invio della lettera del premier Gentiloni al Consiglio superiore di Bankitalia. 
PADOAN RENZIPADOAN RENZI

Questa mattina sarà nel suo ufficio al primo piano di Palazzo Koch, ma non prenderà parte alla riunione del Consiglio superiore fissata per le 8,30 che dovrà esprimere il parere sulla designazione via lettera recapitata al consigliere anziano Ignazio Musu. Il regolamento prevede il voto a scrutinio segreto: per la decisione è richiesta la maggioranza dei due terzi dei membri partecipanti. Il Consiglio era stato di fatto convocato da due giorni, visto che da Palazzo Chigi erano pervenuti segnali inequivocabili di voler chiudere entro oggi l'iter di nomina.

Dopo il parere non vincolante dei 13 saggi, che ovviamente si presume favorevole, il responso verrà sottoposto al Consiglio dei ministri convocato per lo scopo alle 11 di oggi: la relativa delibera di approvazione verrà infine inviata al Quirinale per il completamento della procedura attraverso un decreto a firma del presidente Sergio Mattarella. Il mandato di sei anni decorrerà da mercoledì 1 novembre e scadrà il 31 ottobre 2023.
VISCO DRAGHIVISCO DRAGHI

LA PREMESSA
Il gradimento del Consiglio Superiore, però, non consisterà soltanto in un parere favorevole al nuovo governatore come da rito. Dopo il duro scontro sulla ricandidatura di Visco, che di fatto ha velato l'immagine di indipendenza e autonomia a fondamento dell'Istituto, fra i membri del Consiglio sarebbe maturato un desiderio forte di chiarire al mondo della politica che «l'indipendenza e l'autonomia della Banca d'Italia sono un valore inalienabile, che deve essere preservato ad ogni costo e che ogni interferenza verrà dunque respinta senza indugio». Questo sarebbe stato l'argomento al centro di un confronto tra di loro durante la cena svoltasi ieri sera in un ristorante del centro di Roma organizzata per tirare le fila alle consultazioni in corso da giorni. 

LA LETTERA
GENTILONI VISCOGENTILONI VISCO
Dunque, la missiva che giungerà a Palazzo Chigi conterrà, sia pure nel linguaggio ovattato di Via Nazionale, un cappello contenente una presa di distanza dalle ultime vicende. Il fatto che il governo abbia sottoscritto la mozione del Pd nella quale si chiedeva discontinuità nella gestione dell'Istituto - sebbene poi limata in questo passaggio - viene considerata una ingerenza da respingere senza esitazione. «Se il Parlamento ritiene di dover criticare l'operato della Vigilanza - si commentava ieri sera - l'unica sede dove poter esprimere opinioni, anche le più critiche, è la Commissione d'inchiesta, che non a caso proprio il Pd ha fortemente voluto. Ma ogni interferenza sulla nomina del governatore va respinta senza esitazione».

27 Ottobre 2017

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