9 dicembre forconi: Gentiloni
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mercoledì 11 settembre 2019

L'ALTO PREZZO CHE GENTILONI HA DOVUTO PAGARE PER DIVENTARE COMMISSARIO(COMMISSARIATO!) AGLI AFFARI ECONOMICI: NON POTRÀ DECIDERE NULLA SENZA L'ASSENSO DEL SUO ''SUPERIORE'', IL LETTONE DOMBROVSKIS, CHE SARÀ VICEPRESIDENTE ESECUTIVO (NUOVO TITOLO) E IMPORRÀ L'AGENDA DI BRUXELLES


SE IL DEFICIT POTRÀ SALIRE TRA IL 2 E IL 3%, OGNI EURO ANDRÀ IN PROGETTI DETERMINATI, NON PER PENSIONARE PRIMA LA GENTE O PER LA SPESA CORRENTE

Federico Fubini per il ''Corriere della Sera''
Non è non è e non sarà un giubileo. Sarà un test di lungimiranza, ancora tutto da superare. La nomina di Paolo Gentiloni come commissario Ue per l' Economia non significa che per l' Italia inizia un periodo nel quale sarà esente dalle regole. E il fatto che un ex premier italiano del Pd rappresenti la prima linea della vigilanza su un governo con un ministro dell' Economia del Pd, Roberto Gualtieri, non lascia né all' uno né all' altro le mani libere. Piuttosto, Gentiloni avrà bisogno di tutto il suo tatto e peso intellettuale per perseguire un duplice obiettivo: sospingere l' area euro verso politiche che non ripetano gli errori del passato e l' Italia - a parità di deficit - verso scelte che non puntino a fiammate di consenso ma a gettare le basi di un' economia più vitale.
Zingaretti e GentiloniZINGARETTI E GENTILONI
Ursula von der Leyen, presidente entrante della Commissione, ha subito intravisto un rischio nella richiesta italiana di dare a Gentiloni l' incarico che oggi è di Pierre Moscovici. In molti l' avrebbero accusata di innescare un conflitto d' interessi: l' ex premier dello Stato dal deficit più alto dopo Francia e Spagna, dal debito più alto dopo la Grecia, quello che cresce meno in assoluto, a guardia di un governo che include il suo stesso partito. La tedesca ha sciolto il dilemma in stile cristiano-democratico, senza scontentare nessuno. Il commissario Gentiloni coprirà le materie che chiedeva, anche più numerose e promettenti di quelle affidate oggi a Moscovici. Ma Valdis Dombrovskis, ex premier lettone e già oggi vicepresidente a Bruxelles piuttosto propenso al rigore di bilancio, su quelle stesse materie diventa «vicepresidente esecutivo».
nicola zingaretti paola de micheli paolo gentiloniNICOLA ZINGARETTI PAOLA DE MICHELI PAOLO GENTILONI
È una sottile differenza rispetto al passato. Anche con Juncker i vicepresidenti c' erano, ma avevano funzioni di «coordinamento». Con von der Leyen invece tre di loro diventano «esecutivi» - ha scritto la tedesca nelle lettere di missione - con potere di «gestire le aree politiche». Significa che l' ex premier di un Paese fondatore e di un' economia da 1750 miliardi di euro dovrà riportare all' ex premier di un Paese entrato nell' Unione europea 15 anni fa e di un' economia da meno di 50 miliardi di euro.
juncker dombrovskisJUNCKER DOMBROVSKIS
Il primo avrà bisogno dell' assenso del secondo. In parte è il prezzo che Gentiloni paga per l' essere stato nominato per ultimo nel ruolo a Bruxelles, per le note vicende, da un Paese che resta oggetto di timori e diffidenza per la debolezza cronica della sua economia. Per Gentiloni e al suo Paese si aprono però due finestre preziose. Nella sua nuova posizione, l' ex premier alla prova dei fatti finirà per incidere sul sistema europeo in misura del peso specifico e della qualità politica della sua presenza. Lui stesso dev' esserne consapevole e per questo non sembra preoccupato di avere un «vicepresidente esecutivo» accanto a sé.
Quanto all' Italia, nella lettera di missione a Gentiloni von der Leyen sembra indicare una strada: con la prossima Commissione sarà probabilmente più facile accettare certi livelli di deficit fra il 2% e il 3% del Pil se le risorse vengono usate per tagliare i nodi indicati da Bruxelles, quelli che paralizzano il Paese da anni.
DOMBROVSKISDOMBROVSKIS
Investire in tribunali delle imprese per una giustizia più rapida e certa non è inutile come gettare le stesse somme nel calderone della spesa corrente. Offrire sgravi per le tecnologie in azienda o l' assunzione di giovani qualificati, prima che fuggano all' estero, non è come riesumare le baby pensioni. Qui il ruolo di guida e mediazione del commissario italiano può diventare prezioso. Sempre che qualcuno a Roma trovi il tempo di dargli ascolto. Fonte: qui


Nella sua veste di VP Esecutivo, Dombrovskis dovrà:
  • Dirigere i lavori volti a rafforzare l’Unione Economica e Monetaria;
  • Coordinare il piano d’azione per implementare il Pilastro europeo dei Diritti Sociali e rafforzare il dialogo sociale a livello europeo, contribuendo alla preparazione del Summit Sociale Tripartito (il forum di incontro tra i presidenti delle istituzioni europee e le parti sociali europee);
  • Ricentrare il Semestre Europeo integrandovi gli obiettivi di sostenibilità stabiliti dalle Nazioni Unite. Sempre in ambito Semestre Europeo, Dombrovskis assicurerà l’accountability democratica della governance economica, sottoponendo le proposte della Commissione all’esame del Parlamento in ciascuna fase decisiva del ciclo;
  • Coordinare i lavori per il Piano di investimenti Europa Sostenibile. A tal fine, Dombrovskis sarà incaricato delle relazioni con la BEI e dei lavori per convertire parte di essa in una Banca europea per il Clima;
  • Di concerto con la Vestager, definire la strategia di lungo periodo per il futuro industriale dell’Europa e per le PMI;
  • Rafforzare il ruolo dell’Euro, aumentandone l’utilizzo per i pagamenti internazionali, come valuta di riserva e di emissione del debito;
  • Coordinare gli sforzi per garantire parità di condizioni commerciali ed economiche con i partner internazionali dell’UE
  • Coordinare il lavoro di supporto alle riforme strutturali degli Stati Membri volte ad accelerare la crescita inclusiva e la coesione territoriale, il che include la predisposizione di un apposito strumento di budget per la convergenza e la competitività nell’Eurozona.
  • Infine, gestire e coordinare la partecipazione della Commissione al Consiglio Affari economici e finanziari, all’Eurogruppo, nel dialogo economico con il Parlamento europeo, nel dialogo macroeconomico e nel consiglio direttivo della BCE. Inoltre, contribuire all’adempimento delle responsabilità della Commissione nella rappresentanza esterna dell’Eurozona. A tal proposito, nelle prime settimane dall’inizio del nuovo mandato, Dombrovskis dovrà trovare accordi pragmatici con gli altri commissari competenti, tra cui in primis Gentiloni.
Nella sua veste di Commissario per i Servizi Finanziari, Dombrovskis sarà a carico di:
  • Completare l’Unione Bancaria, in particolare finalizzando il sostegno comune al Fondo unico di risoluzione e trovando un accordo su un Sistema europeo di assicurazione dei depositi;
  • Accelerare il lavoro verso un’Unione dei mercati dei capitali per diversificare le fonti di finanziamento per le aziende e affrontare gli ostacoli ai flussi di capitale. In particolare, Dombrovskis dovrà esplorare le modalità per facilitare gli investimenti transfrontalieri, per migliorare il sistema di vigilanza e per armonizzare meglio le procedure concorsuali e fiscali;
  • Sviluppare una strategia di finanziamento verde per dirigere investimenti e finanziamenti a vantaggio della transizione verso un’economia neutrale dal punto di vista climatico, coordinando i lavori anche a livello globale;
  • Presentare una strategia FinTech per supportare le nuove tecnologie digitali;
  • Sviluppare un nuovo fondo privato-pubblico specializzato in offerte pubbliche iniziali per le PMI;
  • Proporre un nuovo approccio globale alla lotta contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento di attività terroristiche;
  • Garantire un approccio comune con gli Stati membri sulle criptovalute per sfruttare al meglio le opportunità che creano e affrontare i nuovi rischi che possono comportare;
  • Sviluppare proposte per garantire una maggiore resistenza dell’Europa alle sanzioni extraterritoriali da parte di paesi terzi e dall’altra parte, garantire che le sanzioni imposte dall’UE siano adeguatamente applicate in, particolare attraverso il proprio sistema finanziario.
In tale veste, Dombrovskis sarà supportato dalla Direzione Generale per la Stabilità Finanziaria, i Servizi Finanziari e l’Unione dei Mercati dei Capitali (DG FISMA)
Insomma tutta la parte di MONETA, FINANZA, BILANCIO, INNOVAZIONE FINANZIARIA, DI COORDINAMENTO DELL’EUROGRUPPO ETC VIENE LASCIATA AL LETTONE. Perfino il tema scottante di come aggirare i potenziali dazi finanziari USA con i paesi terzi è lasciato a lui. 

In qualità di Commissario per l’Economia, Gentiloni dovrà garantire, in primo luogo, che la politica economica dell’UE incoraggi la crescita e offra la protezione e la stabilità di cui hanno bisogno gli europei. In particolare, Gentiloni sarà incaricato di:
  • Trasformare il Semestre Europeo, ovvero il ciclo di coordinamento delle politiche economiche e di bilancio nell’ambito dell’UE, in uno strumento che integri gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite; (fuffa)
  • Rafforzare l’ Unione Economica e Monetaria, garantendo l’applicazione del Patto di stabilità e crescita e utilizzando tutta la flessibilità consentita dalle regole;
  • Aumentare la capacità di resistenza agli shock dell’UE e garantire stabilità in caso di un’altra recessione economica. A tal proposito, Gentiloni dovrà vedere come affrontare i livelli di debito sia nel settore pubblico che in quello privato (viene reiterata la preoccupazione per gli attuali livelli del debito, che impediscono a certi governi una stabilizzazione macroeconomica ove richiesta);
  • Guidare i lavori sulla progettazione di uno Schema europeo di riassicurazione dei sussidi di disoccupazione per proteggere i cittadini e ridurre la pressione sulle finanze pubbliche in caso di shock esterni, lavorando a stretto contatto con il Commissario per il lavoro;
  • Coordinare il lancio del futuro programma InvestEU, garantendo che esso contribuisca in particolare agli obiettivi sulla neutralità climatica e sulla transizione digitale. Col medesimo approccio, impostare ed implementare anche il Piano di investimenti per l’Europa sostenibile, che metterà a disposizione 1 trilione di euro per investimenti legati al clima nel prossimo decennio.
In secondo luogo, Gentiloni dovrà garantire che le politiche fiscali siano eque e adeguate all’economia digitale e semplificare il lavoro transnazionale delle imprese e delle persone, adattando i sistemi fiscali nazionali a un mercato del lavoro in evoluzione e a nuovi modelli di business. In particolare, in questo ambito Gentiloni dovrà:
  • Guidare gli sforzi internazionali per un approccio concordato sulla fiscalità digitale, collaborando con gli altri partner dell’OCSE e del G20. Qualora entro la fine del 2020 non dovesse emergere alcun consenso, Gentiloni dovrà condurre la presentazione di una proposta di tassa digitale europea equa;
  • Lavorare sulla revisione della direttiva sulla tassazione dell’energia per allinearla agli obiettivi di sostenibilità indicati nel programma della Commissione e porre fine ai sussidi per i combustibili fossili;
  • Condurre la proposta di una tassa frontaliera sul carbonio compatibile con il diritto del WTO, lavorando a stretto contatto con il Vicepresidente esecutivo per il Green Deal europeo (Timmermans);
  • Lavorare per rendere i sistemi fiscali più semplici, chiari e più facili da usare. A tal proposito, Gentiloni dovrà coordinare i gli sforzi per creare una base imponibile comune per le società consolidate;
  • intensificare la lotta contro la frode fiscale, l’evasione e l’elusione fiscale, lavorando per un regime IVA a prova di frode e valutando come migliorare la cooperazione tra le autorità nazionali;
  • Contribuire a sviluppare misure più incisive per combattere i regimi fiscali dannosi in tutto il mondo, anche facendo pieno uso della lista delle giurisdizioni non cooperative a fini fiscali;
  • Utilizzare a pieno le clausole dei Trattati che consentono di adottare le proposte sulla tassazione mediante procedura di co-decisione e maggioranza qualificata.
In terzo e ultimo luogo, Gentiloni dovrà lavorare per il rafforzamento dell’Unione doganale e in particolare:
  • Lavorare a stretto contatto con gli Stati Membri per la piena attuazione del Codice doganale dell’Unione, mettendo in atto senza ritardo i sistemi digitali che garantiranno l’implementazione del Codice;
  • Proporre un approccio europeo integrato per rafforzare la gestione dei rischi e lavorare in stretta collaborazione con gli Stati membri per garantire l’efficacia dei controlli, rafforzando la cooperazione tra le diverse agenzie e autorità che lavorano al controllo doganale.
Gentiloni lavorerà sotto la guida del Vicepresidente Esecutivo per una “Economia che funzioni per tutti”, ovvero Dombrovskis, avvalendosi della Direzione Generale per gli Affari Economici e Finanziari (DG ECFIN) e della Direzione Generale per la Fiscalità e l’ Unione Doganale (DG TAXUD). Infine, Gentiloni sarà anche responsabile di Eurostat.
Fonte: qui
ursula von der leyen 1URSULA VON DER LEYEN

sabato 17 novembre 2018

BRUXELLES BACCHETTA RENZI E GENTILONI: “SIAMO STATI MOLTO GENTILI CON L’ITALIA, CHE NEGLI ULTIMI 3 ANNI HA POTUTO SPENDERE 30 MILIARDI GRAZIE ALLA FLESSIBILITÀ”

IL TRATTAMENTO RICEVUTO DAI GOVERNI PD E IL DETTAGLIO CHE NON VA IGNORATO: SE SI APRIRÀ UNA PROCEDURA DI INFRAZIONE, SI CONTESTERÀ IL DEBITO DEL 2017, QUANDO AL GOVERNO NON C’ERANO SALVINI E DI MAIO… MA IL PD!!!
Estratto dell’articolo di Marco Bresolin per “la Stampa”

renzi junckerRENZI JUNCKER
La Commissione europea fa mea culpa sulla flessibilità concessa negli ultimi anni ad alcuni Stati per ragioni politiche. Riconosce di averne «abusato, talvolta in modo inappropriato, per esempio quando si è trattato di stabilizzare una situazione politica». Il collegio dei commissari è giunto a questa conclusione nella seduta del 10 ottobre scorso, nella quale c’è stata una discussione sul Patto di Stabilità e sugli errori commessi nella sua applicazione. I contenuti emergono dal verbale della riunione, nel quale non vengono citati esplicitamente i Paesi oggetto della riflessione. Anche se ce n’è uno in particolare che ha goduto di un’interpretazione elastica delle regole. 

«L’Italia è il Paese che più di tutti ha beneficiato della flessibilità», ripete costantemente Jean-Claude Juncker. «Negli ultimi tre anni - ha ricordato più volte - l’Italia ha potuto spendere 30 miliardi grazie alla flessibilità. Siamo stati molto gentili con l’Italia». Nella riunione del 10 ottobre (nella quale erano assenti Federica Mogherini e Pierre Moscovici), Valdis Dombrovskis ha fatto mettere a verbale che «in futuro il ricorso alla flessibilità dovrà essere meno frequente in caso di ripresa economica». 

È opinione diffusa a Bruxelles e in altre capitali che i governi guidati da Matteo Renzi e Paolo Gentiloni abbiano ricevuto un trattamento particolare. Nell’autunno del 2016 la Commissione decise di non calcare troppo la mano con Roma per non danneggiare l’esecutivo alla vigilia del referendum costituzionale. L’anno successivo, la resa dei conti è stata nuovamente rinviata perché alle porte c’erano le Politiche. Ecco a cosa si riferiscono i commissari quando riconoscono di aver abusato della flessibilità per «stabilizzare una situazione politica». Anche se, a conti fatti, il sostegno politico di Bruxelles si è rivelato inutile. Sia per il referendum, sia per le Politiche 2018. E pure per quanto riguarda i conti pubblici: tra il 2015 e il 2018 il deficit strutturale non è affatto migliorato, anzi è cresciuto di anno in anno (da 0,5% del Pil a 1,8%), mentre il debito italiano non si è praticamente mosso (da 131,6% a 131,1% in tre anni). 

Il governo Conte ha presentato una manovra totalmente fuori dai parametri Ue, con una deviazione «senza precedenti» ed è per questo che la Commissione aprirà una procedura sul debito

Ma c’è un particolare che non andrebbe ignorato: Bruxelles contesterà all’Italia di aver violato la regola del debito nel 2017. Quando al ministero del Tesoro c’era Pier Carlo Padoan. 

Il 23 maggio di quest’anno, infatti, la Commissione ha pubblicato il rapporto sul nostro debito. Nel quale scrive: «L’Italia non ha rispettato il parametro per la riduzione del debito né nel 2016 (scostamento del 5,9% del Pil) né nel 2017 (scostamento del 5,1% del Pil)». E allora perché non ha deciso di aprire subito una procedura a maggio? 
Perché ha riconosciuto alcuni «fattori significativi», tra i quali la «sostanziale conformità con il percorso di aggiustamento verso l’obiettivo a medio termine, una volta considerata la tolleranza concessa per gli eventi inconsueti». Tradotto: l’Italia - anche grazie alla flessibilità per migranti e terremoto - ha rispettato le richieste annuali di correzione e ha così evitato la procedura. Oggi, con l’intenzione annunciata dall’attuale governo di non considerare i vincoli Ue, cadono queste attenuanti. Ragion per cui la Commissione riscriverà il rapporto pubblicato a maggio e constaterà la violazione della regola del debito nel 2017. Spianando la strada alla procedura.  

Il nuovo documento è atteso per mercoledì prossimo, mentre lunedì il caso-Italia sarà discusso all’Eurogruppo. Oggi è invece in agenda un Ecofin dedicato ai negoziati con l’Europarlamento per il bilancio Ue del 2019, ma il ministro Giovanni Tria non ci sarà: l’Italia sarà rappresentata dall’ambasciatore presso l’Ue, Maurizio Massari. Non sarà l’unico, ma al tavolo ci saranno alcuni ministri (l’austriaco per esempio), mentre altri governi manderanno i sottosegretari (come la Germania). «Sarò l’unico politico italiano presente» dice Daniele Viotti, relatore del bilancio ed eurodeputato Pd. Nella delegazione, infatti, non ci saranno nemmeno gli europarlamentari di Lega e M5S. 

Fonte: La Stampa

tajani gentiloni da JunckerTAJANI GENTILONI DA JUNCKER

giovedì 8 febbraio 2018

LA MERKEL ALL’ULTIMO MINUTO DA’ BUCA A GENTILONI

“RIVEDIAMOCI FRA UNA SETTIMANA” 

FIGURA DI M..DA DELLA CONSIGLIERA DIPLOMATICA DEL PREMIER, MARIANGELA ZAPPIA

1. MI RACCOMANDO, PAOLO, RESTIAMO IN CONTATTO…
Marco Palombi per il Fatto Quotidiano

GENTILONI E MERKELGENTILONI E MERKEL
Ce lo immaginiamo, il povero Gentiloni, malinconico e solo nel freddo pomeriggio berlinese, dopo che Angela Merkel gli ha fatto sapere che, certo, sarebbe stato tanto un piacere incontrarlo, ma purtroppamente le trattative per la Grosse Koalition e una gara di birra e salsicce convocata all' ultimo secondo dal Bundesrat le impedivano di riceverlo: "Ma sentiamoci, eh, teniamoci in contatto, davvero: torna tra una settimana magari".

E dire che il povero Gentiloni era arrivato spinto, per così dire, dall' entusiasmo dei meglio commentatori oltre che dal suo proprio. La ripresa, c' informava Il Sole 24 Ore, e il nuovo governo tedesco (base Spd permettendo) rendono questione di poco la riforma franco-tedesca dell' Eurozona (quella che - aggiungiamo noi - serve a incaprettare ulteriormente l' Italia rendendola finalmente alla portata di simpatiche scorribande modello Atene nel nome della "solidarietà europea"): "Non a caso - arguiva Il Sole - il presidente del Consiglio sarà a Berlino per incontrare la cancelliera Merkel nel quadro di un vertice bilaterale fondamentale".
gentiloni merkelLA SOLITA FIGURA DI M....

Eh no? Fondamentale. Il punto non è tanto quel che poteva o potrà fare il povero Gentiloni, cioè poco o anche meno, ma che l' amica Angela non abbia trovato il tempo nemmeno per il caffè che avrebbe attenuato la sua figuraccia. Ce ne doliamo sinceramente, perché il nostro iniziava davvero a crederci a quella faccenda di succedere a se stesso, ma - se è lecito violentare una frase di Oscar Wilde - la vita scorre assai più veloce del realismo.

2. LEZIONE NELL’UNIVERSITA’ DI MARX
Maurizio Stefanini per Libero Quotidiano

Totò e Peppino divisi a Berlino, era il titolo del vecchio film: come dire che nella capitale tedesca ai visitatori italiani può a volte capitare di incappare in contrattempi inenarrabili, proprio per via delle peculiari complessità teutoniche. A Paolo Gentiloni è infatti capitato a Berlino di vedersi dare buca da Angela Merkel, che ha clamorosamente rinviato un appuntamento in programma.

Grandi cose accadono invero in Germania in questi giorni. Da una parte, quell' accordo storico sul lavoro in base al quale si darà un aumento di stipendio del 4,3% e chi vuole potrà lavorare 28 ore a settimana. Dall' altra, dopo quattro mesi di impasse, negativissimo record nella storia della Repubblica Federale, dopo il fallimento di un tentativo di Coalizione Giamaica, dopo un congresso straordinario che ha spaccato in due la Spd, è stato infine raggiunto l' accordo per fare il nuovo governo di Grande Coalizione tra Cdu, Csu e Spd: il quarto consecutivo con Angela Merkel come cancelliera, e il terzo in cui appunto lei si trova alla testa di una formula del genere.

Anche sull' Italia continua insistente il rumor interno e internazionale sulla possibilità che se a marzo non ci sarà nessuna maggioranza anche da noi si dovrà tornare a una formula di grandi intese. È parte del battage la suggestione che in questo caso potrebbe essere proprio Gentiloni l' uomo in grado di gestire la congiuntura, prolungando così ulteriormente la propria permanenza a Palazzo Chigi. Si può dunque immaginare il suo interesse a farsi ricevere dalla Käanzlerin proprio quando lei sta rinnovando l' accordo con i socialdemocratici: una sorta di simbolico imprimatur.

maria angela zappiaMARIA ANGELA ZAPPIA
Invece no. L' accordo generale infatti c' è, ma i dettagli vanno ancora definiti. Così, proprio per potersi concentrare sulle rifiniture la Merkel ha chiamato il presidente del Consiglio per riprogrammare il vertice bilaterale in agenda per le 17 di ieri. Guarda, il tempo ci sarebbe pure, ma è troppo ristretto, poi ho la testa da un' altra parte, non ti do l' attenzione che meriti, non è giusto. Non ti offendi, vero, Paolo? Ti va bene se ci vediamo tra 8 giorni, che sto più comoda? Il 15 allora? Gut!, auf Wiedersehen Paolo. Und Pass auf dich auf, stammi bene!

merkel gentiloniMERKEL GENTILONI
Gentiloni a Berlino ci stava già. Ieri mattina aveva approfittato della trasferta per tenere una lezione sull' Europa all' Università Humboldt di Berlino. Per la precisione, un seminario sui rapporti italo tedeschi e le prospettive europee. Lì aveva spiegato che «non bisogna mai confondere, per quanto riguarda il giudizio sull' Italia, la frequenza dei cambi di governo con l' instabilità nelle scelte di fondo del Paese. L' Italia ha sempre mantenuto una coerenza nelle scelte di fondo», anche «economiche» ed è sempre stata «europeista e democratica».

Resta dunque un Paese che dimostra una grande «affidabilità di fondo» e con il quale «è fondamentale che i grandi paesi europei collaborino per il futuro dell' unione». Ma la Kanzlerin non ha tempo e non ti puoi far ricevere per forza. Il Presidente del Consiglio ha dunque abbozzato, e se ne è tornato a casa. Le motivazioni della Cancelliera sono «comprese e condivise», ha fatto sapere.

Fonte: qui

sabato 30 dicembre 2017

CHE CI FANNO I MILITARI ITALIANI IN NIGER, A DIFENDERE GLI INTERESSI FRANCESI SENZA UN CHIARO TORNACONTO?

CHIEDERE A GENTILONI, CHE PUNTA A UN’ALLEANZA CON MACRON PER METTERE RADICI NEL PALAZZO, PER SMARCARSI DALLA MERKEL CHE CI HA RIFILATO LA FREGATURA DI GIRARE L'AGENZIA DEI FARMACI AD AMSTERDAM (E NON A MILANO)

DAGONEWS

GENTILONI MACRONGENTILONI MACRON
Che ci fanno i militari italiani in Niger, a difendere gli interessi francesi senza un chiaro tornaconto per il nostro Paese? Bisogna chiedere lumi a Gentiloni, che come tutti quelli che scoprono il potere, ci ha preso gusto, e intende mettere radici nel Palazzo.

La strada potrebbe essere proprio l’asse con Macron, visto che quello con la Merkel ci ha portato solo sventure. Ultima, l’assegnazione dell’Agenzia Europea del Farmaco (EMA) ad Amsterdam invece che a Milano, grazie al voto determinante degli spagnoli, manovrati proprio da Angelona.

MACRON MERKELMACRON MERKEL
In quell’occasione, la Germania si era impegnata a dirottare i suoi alleati sull’Olanda in cambio dei voti per portare a Francoforte l’Autorità Bancaria Europea (EBA). Se ci fosse riuscita, avrebbe creato con la BCE, il Comitato per il rischio sistemico (ESRB) e l’Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali (EIOPA) il più importante polo finanziario (e dunque politico) del continente.

L’EBA invece è finita a Parigi, con bruciante sconfitta per il colosso tedesco, che ha comunque onorato i patti e lavorato per far vincere Amsterdam in barba a Milano. A quel punto è stato chiaro al governo Gentiloni che doveva inserirsi in questa frattura per ottenere un briciolo di leva sulla governance europea. E come moneta di scambio, come al solito, ci finiscono i contingenti militari italiani…

Fonte: qui

lunedì 30 ottobre 2017

GENTILONI: 'PORTEREMO LO YOGA NELL’EDUCAZIONE FISICA A SCUOLA'

GENTILONI IN INDIA PARLA DI TUTTO TRANNE CHE DEI MARÒ E DI FINMECCANICA: È IL PRIMO VIAGGIO DI UN PREMIER ITALIANO DOPO IL CASO DELLA PETROLIERA ERICA LEXIE, E SI SVOLGE NEL SILENZIO DEI GIORNALONI ITALIANI 

COL PREMIER, DECINE DI MANAGER ITALIANI, DA FS A FINCANTIERI, ENEL GREEN POWER E FIAT

1.LA VISITA PAOLO GENTILONI IN INDIA, VERTICE CON IL PREMIER MODRI: "GRANDE OPPORTUNITÀ DI RILANCIO"

Il Presidente del consiglio, Paolo Gentiloni, è arrivato al Rashtrapati Bhavan - il palazzo presidenziale indiano - dove è stato accolto dal primo ministro dell'india, Nerendra Modi.

Opportunità di rilancio
paolo gentiloni narendra modiPAOLO GENTILONI NARENDRA MODI
"È una grande opportunità per rilanciare il rapporto di amicizia tra Italia e India. L'anno prossimo ricorre il settantesimo anniversario dei rapporti diplomatici tra i due paesi", ha detto Gentiloni al termine della cerimonia di benvenuto  spiegando il senso della sua visita nel paese. 

Investimenti, cambiamenti climatici e immigrazione
"È una possibilità di rendere più forti le relazioni tra i nostri paesi implementando le relazioni diplomatiche. È una grande opportunità di affari per le imprese italiane che operano in India. Abbiamo inoltre  interessi comuni nel combattere insieme il terrorismo". Tra gli obbiettivi comuni anche la lotta ai cambiamenti climatici ed il problema dell'immigrazione. "Sono felice - aggiunge ancora - di visitare l'India, l'ultima visita di un premier italiano risale a 10 anni fa. È una forte opportunità di rilanciare relazioni tra i due paesi".

 "Nuovo inizio" dopo il caso marò 
"Un nuovo inizio" dopo il "congelamento" delle relazioni bilaterali dovuto al caso giudiziario dei due marò: è questo il significato che la stampa di Delhi attribuisce alla visita di Gentiloni, primo presidente del Consiglio italiano a far tappa in India da ben dieci anni. Di "nuovo inizio", in inglese "reset", scrive sin nel titolo il quotidiano 'The Tribune'. Che in attacco sottolinea come il colloquio di domani tra Gentiloni e il suo ospite Narendra Modi sia destinato a "rimettere in moto" i rapporti tra i due Paesi.

paolo gentiloni in indiaPAOLO GENTILONI IN INDIA
Una tesi condivisa da altri giornali, a partire dall''Hindustan Times', che ricostruiscono la crisi innescata dall'arresto di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone per l'uccisione di due pescatori a largo delle coste del Kerala il 15 febbraio 2012. A seguito del ritorno in patria dei marò, autorizzato per motivi di salute, e in attesa di una decisione della Corte di arbitrato dell'Aja, la fase più acuta del contenzioso apparirebbe superata. A suggerirlo anche le dichiarazioni di un portavoce del ministero degli Esteri indiano, secondo il quale "la visita di Gentiloni rafforzerà le relazioni economiche e politiche".

A confermare il rilievo attribuito da Roma alla visita è la delegazione di 15 amministratori delegati che accompagna Gentiloni. Ma anche in India c'è attesa. Secondo l''Hindustan Times', gli attriti degli anni scorsi hanno penalizzato i rapporti tra Delhi e l'Unione Europea nel suo complesso. Quanto all'Italia, poi, è un partner di rilievo. Stando alle statistiche ufficiali, nel 2016-2017 gli scambi bilaterali hanno raggiunto gli otto miliardi e 790 milioni di dollari. La bilancia commerciale è a vantaggio di Delhi, per circa un miliardo, anche per le posizioni d'avanguardia delle industrie indiane dell'information technology e della farmaceutica.

Nel subcontinente le imprese italiane sono d'altra parte almeno 600, attive in ambiti differenti, dal tessile alle automobili. L'economia dunque al centro della visita, riprende il 'Tribune'. Secondo il quale ci sarà spazio anche per la politica: dalla lotta contro il gruppo Stato islamico all'Afghanistan, Paese chiave della politica estera di Delhi dove l'Italia è presente nel quadro della missione militare della Nato.

2.ITALIA-INDIA:INCONTRO CEO ITALIANI-CONFINDUSTRIA INDIANA
paolo gentiloni narendra modiPAOLO GENTILONI NARENDRA MODI
 (ANSA) - Incontro nella mattinata a Delhi tra Shobana Kaminei, presidente della confederazione dell' industria indiana, Pankaj Patel, presidente della federazione delle camere di commercio dell'India e la delegazione di Ceo italiani che accompagnano il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni nella visita ufficiale in India e nei Paesi del Golfo. Al centro dell'agenda dei lavori diversi temi tra cui il rafforzamento delle relazioni economiche tra i due Paesi.

peschereccio maro st antonyPESCHERECCIO MARO ST ANTONY
Tra i Ceo presenti, l'Ad di Fincantieri Giuseppe Bono; delle Ferrovie dello Stato Renato Mazzoncini, Antonio Cammisecra (Enel Green power); Kevin Flynn (president and mananging director Fiat), il commissario di Alitalia Luigi Gubitosi. La notizia della ripresa del volo diretto operato dalla compagnia di bandiera italiana da Roma per New Delhi è stato accolto da un applauso da parte dei partecipanti.

3.GENTILONI, IPOTESI YOGA IN PROGRAMMI EDUCAZIONE FISICA
 (ANSA) - "Gentiloni si è congratulato con il primo ministro Modi per l'iniziativa della giornata Internazionale dello yoga, celebrata in tutto il mondo il 21 giugno di ogni anno. Gentiloni ha comunicato che l'Italia esplorerà le possibilità di introdurre la pratica yoga nel programma di educazione fisica delle scuole italiane e di ottenere la certificazione per l'insegnamento dello yoga da parte di istituzioni qualificate di yoga in India".
girone latorre i due maroGIRONE LATORRE I DUE MARO

4.ITALIA-INDIA: FS, RAFFORZATA COLLABORAZIONE PER RETE MODERNA
 (ANSA) - Si rafforza la collaborazione tecnico-specialistica fra il Gruppo FS Italiane e Indian Railways, per ammodernare la rete ferroviaria del Paese e aumentare la sicurezza dell'infrastruttura. E' quanto sottolinea una nota di Ferrovie dello Stato precisando che in occasione della missione in India di una delegazione italiana guidata dal presidente del Consiglio Paolo Gentiloni - l'amministratore delegato di Fs, Renato Mazzoncini, ha oggi incontrato a New Delhi i rappresentanti del ministero delle Ferrovie della Repubblica dell'India.
I DUE MARO GIRONE E LATORREI DUE MARO GIRONE E LATORRE

Obiettivo della visita, fare il punto sullo stato di avanzamento degli impegni contenuti nel Memorandum of Understanding (MoU) siglato nel gennaio 2017 da FS Italiane e Indian Railways che prevedono: sviluppo dei sistemi di sicurezza del traffico ferroviario, diagnostica dell'infrastruttura e formazione del personale indiano in tema sicurezza (safety). "L'India è un Paese in continua crescita e ha un mercato ferroviario in forte espansione, soprattutto dopo gli ingenti investimenti del Governo indiano per ammodernare le infrastrutture esistenti", ha sottolineato Mazzoncini annunciando che l'accordo siglato a gennaio è appena entrato nella sua fase operativa".

Inoltre Italferr, la società d'ingegneria del Gruppo FS Italiane guidata dall'Amministratore Delegato Carlo Carganico, ha aperto una sede operativa a New Delhi. La società è attualmente impegnata in India nella progettazione e supervisione dei lavori per la costruzione dell'Anji Khad Bridge e sta inoltre contribuendo alla realizzazione di due linee della Mumbai Metro Rail Project (MMRDA) e di alcune sezioni del Corridoio merci orientale DFCC (Dedicated Freight Corridor Corporation of India). Il valore economico delle attività di Italferr in India è di circa 10 milioni di euro.

Fonte: qui

martedì 14 febbraio 2017

Italia, Fate Presto Idioti.

Continuo a rimanere letteralmente basito dall’irresponsabilità della classe politica tutta (inclusi grillini) che chiede elezioni subito e se non lo fa è solo per sperare nel condono giudiziario europeo prima delle elezioni (berlusconi)
Lo spread italiano continua a rimanere altissimo con la tendenza a sfondare nuovi massimi:
Ed è chiaro o dovrebbe esserlo quale sia la richiesta dei detentori di debito italiano: vogliamo stabilità politica o vendiamo il vostro debito.
Lo spettacolo del Governo Renzi/Gentiloni che sta ancora li a discutere su 3,4 miliardi di deficit su una spesa pubblica di 800 miliardi per questioni di cosmesi elettorale è agghiacciante.
Pare che l’Europa stia impiccando l’Italia quando in realtà ha solo chiesto una minima correzione per salvare la faccia. Un favore non un attacco all’Italia.
Andare o minacciare elezioni senza una legge elettorale in grado di consegnare un parlamento un minimo unito è un suicidio per un paese che ha il 135% di debito pubblico da gestire e che potrebbe affrontare i negoziati per l’uscita della Francia da Euro e Europa a breve.
Fonte: qui

Il No dell’Ue al voto anticipato entro giugno: “Conti pubblici italiani a rischio”

L'incertezza politica dovuta al probabile voto anticipato entro il prossimo giugno porrebbe l'Italia a serio rischio. A segnalare il pericolo è la Commissione europea in un rapporto relativo all'andamento economico dei Paesi Ue per l'anno 2017.


Secondo i vertici della Commissione europea, l'incertezza politica che attanaglia l'Italia dopo la vittoria del No al referendum costituzionale dello scorso 4 dicembre e le conseguenti dimissioni del governo Renzi porrebbe a serio rischio il Belpaese. Secondo i commissari di Bruxelles, per l'Italia sarebbe rischioso andare a elezioni anticipate entro il prossimo giugno, soprattutto tenendo in considerazione il fatto che in questi mesi il governo dovrebbe varare una sorta di manovra bis per ripianare il buco nei conti pubblici segnalato qualche settimana fa dalla Commissione Ue. Nel corso della mattinata di oggi, il commissario Pierre Moscovici presenterà le previsioni invernali relative all'Unione europea e ai vari Stati membri che la compongono e indiscrezioni sostengono che i vertici Ue segnaleranno esplicitamente la presenza di incertezze politiche legate proprio alle elezioni che si svolgeranno in Europa nel corso dei prossimi mesi in Olanda, Francia, Germania e, probabilmente, a quanto da settimane si vocifera, in Italia.

L'Italia, secondo quanto rilevato dai commissari, nel corso dell'anno avrà sì qualche segnale positivo sul fronte della crescita economica, accompagnato però da un andamento negativo del deficit strutturale e un livello di debito pubblico troppo alto rispetto ai parametri sanciti dai trattati europei. Proprio nella giornata in cui il segretario del Partito Democratico ed ex presidente del Consiglio Matteo Renzi annuncerà le dimissioni da segretario del partito e, probabilmente, la volontà di andare a elezioni anticipate entro il prossimo giugno, Bruxelles si appresta a mandare un netto segnale all'Italia, sottolineando appunto che un voto anticipato nei prossimi mesi potrebbe porre il Paese a serio rischio, rischio che obbligherebbe il governo a intervenire con misure tangibili e concrete in grado di "produrre effetti immediati". Insomma, a Bruxelles non basterebbero più le promesse di Padoan contenute nella lettera del 7 febbraio: in caso di elezioni entro giugno, le misure economiche previste andrebbero varate in fretta, prima della scadenza di aprile proposta dal ministro dell'Economica.

"Padoan ci ha fatto delle promesse. Prima generiche, con la lettera del 1° febbraio, e poi più concrete con quella del 7 febbraio. Quest’ultima è stata molto apprezzata. In una situazione normale, potremmo accontentarci. Ma in Italia non c’è una situazione normale", ha confidato una fonte interna alla Commissione a Marco Bresolin del quotidiano La Stampa. Secondo Bruxelles, la manovra correttiva da 3,4 miliardi di euro promessa dal ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan andrebbe varata al più presto, ma in caso di elezioni anticipate nel brevissimo periodo ciò sarebbe molto difficile. Indiscrezioni infatti sostengono che Matteo Renzi sia assolutamente contrario all'ipotesi di una manovra correttiva a ridosso della campagna elettorale e, al contrario di Padoan, l'ex presidente del Consiglio vorrebbe rovesciare il tavolo della trattativa rinunciando al varo della manovra correttiva, con una conseguente strategia elettorale improntata sul contrasto alle richieste di Bruxelles.

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