9 dicembre forconi: Buenos Aires
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venerdì 23 febbraio 2018

IN ARGENTINA SEQUESTRATI 400 KG DI COCAINA ALL’AMBASCIATA RUSSA



GLI STUPEFACENTI, DEL VALORE DI 50 MILIONI DI EURO, DOVEVANO ARRIVARE DA BUENOS AIRES A MOSCA IN AEREO ATTRAVERSO CANALI DIPLOMATICI 

I CRIMINALI GODEVANO DELL’APPOGGIO DI ALCUNI DIPENDENTI DELL’AMBASCIATA


Francesco Tortora per www.corriere.it

LA COCAINA SEQUESTRATA ALL AMBASCIATA RUSSA IN ARGENTINALA COCAINA SEQUESTRATA ALL AMBASCIATA RUSSA IN ARGENTINA
L'indagine, degna di una sceneggiatura cinematografica, è durata più di un anno e alla fine ha portato all'arresto di 5 persone che operavano tra la Russia e l'Argentina usando la posta diplomatica. I narcotrafficanti avevano nascosto in un edificio dell'ex ambasciata sovietica a Buenos Aires ben 389 kg di cocaina dal valore di 50 milioni di euro che sarebbero dovuti arrivare in aereo in Europa.

FARINA AL POSTO DELLA DROGA
L'indagine è iniziata il 13 dicembre del 2016 quando Viktor Koronelli, diplomatico russo di stanza a Buenos Aires, ha scoperto 16 valigie piene di cocaina in una dependance dell'ambasciata e ha immediatamente allertato Patricia Bullrich, ministra degli Interni del Paese sudamericano. La stessa sera, una volta appurato che si trattava di stupefacenti, gli investigatori sono andati al mercato all'ingrosso di Buenos Aires per acquistare 400 chili di farina. Le autorità argentine sapevano di avere solo fino alle 6 del mattino prima che lo staff dell'ambasciata iniziasse ad arrivare. Gli agenti hanno impiegato 4 ore per sostituire la cocaina con la farina e hanno posizionato un localizzatore GPS all'interno di ogni valigia.
cocainaCOCAINA

GLI ARRESTI
Nei mesi successivi i membri della rete, alcuni dei quali lavoravano all'ambasciata, hanno cercato invano di far arrivare le valigie piene di farina attraverso i canali diplomatici. Alla fine però sono stati arrestati. Tra loro c'era anche un cittadino russo naturalizzato argentino, che lavorava per la polizia di Buenos Aires dal 2013.

La cocaina, "di purezza molto elevata", era destinata alla Russia e forse alla Germania, dove probabilmente vive il presunto capo dei narcotrafficanti, ancora latitante. Le forze dell'ordine russe che hanno lavorato a stretto contatto con quelle argentine sono sbarcate tre volte in Sudamerica per partecipare alle indagini: "È stata un'operazioni senza precedenti nella storia dell'Argentina - ha dichiarato la ministra Bullrich -. Gran merito va alla collaborazione permanente tra l'ambasciata russa e il nostro governo, che sono riusciti a sgominare l'organizzazione criminale".

L'APPRODO DEGLI STUPEFACENTI

Non è ancora chiaro quale sia l'origine della cocaina né a quale mercato fosse destinata. «Può venire dalla Colombia o dal Perù, i pacchetti sono stati decorati con una stella - ha dichiarato la ministra Bullrich -. Sappiamo anche che in Russia questo stupefacente è molto costoso: potrebbe essere stato spedito per la prossima Coppa del Mondo, ma pure per il consumo normale. Pensiamo anche che ci sia un membro dell'organizzazione ad Amburgo che voleva portarne una parte in Germania».

Fonte: qui

lunedì 30 ottobre 2017

IN ARGENTINA, NEL DELTA DEL FIUME PARANA’, C'È UN MISTERIOSO ISOLOTTO CHE RUOTA SU SE STESSO CHIAMATO “THE EYE”



Noemi Penna per la Stampa

THE EYE ARGENTINA 2THE EYE ARGENTINA 
Un'isola che ruota su se stessa. Siamo nella zona paludosa del delta del fiume Paranà, a Buenos Aires, in Argentina, e qui è stato scoperto un fenomeno unico nel suo genere: un pezzo di terra sottile si è staccata dal resto e ha iniziato a fluttuare sulle acque. Un mistero ribattezzato The Eye, l'occhio.

A scoprirlo è stato il regista argentino Sergio Neuspillerm mentre era alla ricerca di location per un film sul paranormale. Insomma, stava cercando una scenografia naturale dove ambientare un incontro del terzo tipo. E anche se non ha trovato gli alieni, quello che si è palesato davanti ai suoi occhi non poteva che lasciarlo senza parole.  

THE EYE ARGENTINATHE EYE ARGENTINA
L'occhio ha una forma perfettamente circolare di 120 metri di diametro e ruota su se stesso senza soluzione di continuità. E' più piccolo rispetto allo spazio che ha, probabilmente perché l'isolotto si «consuma» tutte le volte che si scontra con la terra circostante, e galleggia su una pozza d'acqua «incredibilmente limpida e fredda», cosa insolita per la zona.  

La sua conformazione è così perfetta da sembrare artificiale. E invece non c'è nulla di soprannaturale: il fenomeno viene spiegato con la presenza di grandi pozzi naturali che hanno causato il distacco di un'isola di fango galleggiante che si muove assecondando i flussi d'acqua. Ma c'è chi la pensa diversamente.

THE EYE ARGENTINA 3THE EYE ARGENTINA 
«E' qualcosa di irreale e suggestivo, in una zona già conosciuta per storie soprannaturali, avvistamenti Ufo e altri aspetti paranormali», ha dichiarato il suo scopritore, Sergio Neuspiller, che oltre a essere un produttore cinematografico è anche esperto in idraulica e insieme all’ingegnere civile Ricardo Petroni ha lanciato una campagna per raccogliere fondi e «finanziare una spedizione scientifica con esperti sub, geologi, biologi e ufologi per prelevare campioni di acque, suolo e piante circostanti e analizzare questo stano fenomeno».

Fonte: qui

venerdì 13 ottobre 2017

DALL’ARGENTINA A PALERMO: 12 ARRESTI PER TRAFFICO INTERNAZIONALE DI COCAINA DESTINATA AI LOCALI DELLA MOVIDA SICILIANA

ACCORDO TRA UNA FAMIGLIA DI BAGHERIA E UN TRAFFICANTE ALL’INGROSSO DI DROGA 

IL PUSHER INTERCETTATO: “HO UNA RAGAZZINA CHE LAVORA PER ME E MI PORTA 200 EURO OGNI 5 MINUTI” - VIDEO

Chiara Marasca per Corriere.it

COCAINACOCAINA
«Io ormai non lavoro più, ho una ragazzina che lavora per me e mi porta 200 euro ogni 5 minuti. Troppo forte Erica, troppo forte». Dice così, al telefono, intercettato dai carabinieri, uno dei pusher indagati nell’ambito dell’operazione che ha bloccato un vasto traffico internazionale di cocaina tra l’Italia e l’Argentina.

La droga arrivava dal Sud America per rifornire la movida siciliana dei locali notturni di Palermo e Trapani. L’operazione, condotta dai militari del Comando Provinciale di Palermo, riguarda capi e gregari di un mandamento mafioso di Bagheria, e ha portato al sequestro di cinque chilogrammi di cocaina.

COCAINACOCAINA
L’ordinanza di custodia cautelare è stata firmata dal Gip di Termini Imerese, su richiesta della locale Procura che ha coordinato le indagini: 12 gli arresti tra Palermo, Roma e Udine.

Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, Nicolò Testa, al vertice della famiglia mafiosa di Bagheria, e il suo stretto collaboratore Carmelo D’Amico, avrebbero stretto un accordo con Salvatore Drago Ferrante, procacciatore all’ingrosso di cocaina, per importare grossi quantitativa di stupefacenti dall’Argentina.

COCAINACOCAINA
La droga, trasportata da Buenos Aires in Italia nelle valigie di insospettabili corrieri, veniva poi venduta sul mercato di Palermo e Trapani attraverso una rete di spacciatori. Un gruppo di palermitani aveva il compito di reclutare i pusher che agivano nei locali notturni.

Tra loro anche giovanissimi, come si evince dalla conversazioni intercettate. Le indagini hanno permesso di ricostruire l’acquisto di droga in Argentina: 4,6 chili di cocaina sono stati sequestrati all’aeroporto di Buenos Aires. Il gruppo spacciava cocaina, ma anche mdma , ecstasy, marijuana e hashish.

CarabinieriCARABINIERI
Intercettati, i trafficanti parlano anche delle “tendenze” diffuse nei locali che riforniscono. La cocaina pronta per essere sniffata sembra ormai passata di moda: «Sono finiti i tempi che la tiravano e la portavano in tasca. Oggi la mettono nella sigaretta, che ne basta poco e ti sballa lo stesso», dice il pusher al telefono, in dialetto siciliano.

Fonte: qui