9 dicembre forconi

martedì 2 ottobre 2018

IN PROVINCIA DI TREVISO L’ADDIO AL CELIBATO DI UN RAGAZZO MOLDAVO FINISCE IN TRAGEDIA: UN MORTO E SETTE FERITI



IL GRUPPO DI AMICI STAVA FESTEGGIANDO IN UN PUB QUANDO DUE ROMENI, INFASTIDITI DALLA CONFUSIONE, HANNO AFFRONTATO E POI AGGREDITO I RAGAZZI A COLPI DI COLTELLO 

IL PROMESSO SPOSO SAREBBE IN PROGNOSI RISERVATA

Serenella Bettin per “il Giornale”

COLTELLOCOLTELLO
Scontri tra etnie e l'addio al celibato finisce con un morto e sette feriti di cui due gravissimi. Ancora tensioni, ancora scontri tra etnie, ancora odio che corre tra stranieri in casa nostra. E stavolta sono romeni contro moldavi. Sabato sera durante i festeggiamenti di un addio al celibato si è scatenata una tremenda rissa, per futili motivi, a Fontane di Villorba, un piccolo paese in provincia di Treviso.

Una decina di ragazzi, tutti moldavi, stavano festeggiando il loro amico Giovanni, 24 anni, prossimo alle nozze. Avevano cenato in un fast food della zona e poi avevano deciso di continuare i festeggiamenti a casa del futuro sposo. Un appartamento in un condominio, in una zona non residenziale ma tranquilla, a pochi metri dall'ingresso del noto pub Galloway.

Ma qui, si sa, una birra, due, anche tre, l'alcol, i bicchieri di vino, l' euforia del momento e la gioia per il loro amico destinato alle nozze, i ragazzi moldavi avrebbero fatto troppo rumore e disturbato il vicinato. Erano all' incirca le 22.30. Subito da un appartamento del condominio si sono affacciati due romeni. Poi sono scesi, erano in due, forse tre, sui trent'anni. Uno ha iniziato a fronteggiare i moldavi, sono volate parole grosse, probabilmente anche per conti del passato rimasti in sospeso e i romeni si sono lamentati per il troppo «baccano».

AGGRESSIONE CON IL COLTELLOAGGRESSIONE CON IL COLTELLO
Ma dalle lamentele sono passati alla violenza. Armati di fendenti e coltelli i romeni hanno iniziato a colpire chiunque, ammazzando Igor Ojovanu, moldavo di 21 anni, morto per la profonda coltellata e ferendone altri due in modo grave. Uno versa in pericolo di vita. Gli altri sono stati colpiti con diverse coltellate, riportando tagli e ferite su tutto il corpo e rimanendo poi lì, sanguinanti sull' asfalto.

Gli investigatori non escludono che i romeni fossero stati in preda a delle sostanze stupefacenti, date le modalità con cui avrebbero sprigionato tutta la loro violenza. Appena Ojovanu si è accasciato a terra, privo di vita, gli aggressori, prima dell' arrivo delle forze dell' ordine, sono scappati con la loro auto. Alcuni amici hanno anche provato a soccorrerlo, praticandogli un massaggio cardiaco, ma ormai per lui non c'era più niente da fare. I medici del 118 quando sono arrivati sul posto non hanno potuto far altro che constatarne il decesso.

I carabinieri del Comando provinciale di Treviso sono riusciti a individuare i due aggressori. Non si esclude la presenza di un terzo. I due sono stati fermati e portati in caserma e ieri pomeriggio sono stati interrogati. Per loro ieri sera si attendeva la convalida del fermo. I militari dell' Arma hanno interrogato anche i vicini, una decina sarebbero i testimoni sentiti finora. Tutti i feriti sono stati trasportati all' ospedale Ca' Foncello di Treviso.

AGGRESSIONE CON IL COLTELLOAGGRESSIONE CON IL COLTELLO
Anche il promesso sposo parrebbe essere in prognosi riservata. E non è la prima volta che romeni fronteggiano moldavi o moldavi fronteggiano romeni. Come quelle risse accadute, qualche anno fa, in un locale notturno, che poi venne chiuso, di Marghera. O come quella maxi rissa a Mestre, nel giugno 2013, sempre con moldavi e romeni, finita in colpi di spranga e chiavi inglesi. 

Fonte: qui

"TROPPO OCCIDENTALE", A BAGDAD ASSASSINATA LA STAR CURDA DEI SOCIAL TARA FARES

ERA AL VOLANTE DELLA SUA PORSCHE, DUE UOMINI IN MOTO LE HANNO SPARATO 3 COLPI A BRUCIAPELO 

IN IRAQ STRAGE DI DONNE INDIPENDENTI 

L’OMBRA DEGLI ESTREMISTI

Marta Serafini per il Corriere della Sera

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«Indagate a Bagdad, a Bassora, ovunque». L' intero Iraq si infiamma per l' omicidio di quattro donne, trucidate nelle ultime settimane. Belle, indipendenti, dedite ai loro affari, impegnante politicamente e non: per la loro scomparsa è sceso in campo il primo ministro iracheno Haydar al-Abadi che ha chiesto a gran voce di fare luce su questi delitti, mentre il Paese è attraversato da manifestazioni di protesta e divisioni settarie, acuite dalla crisi economica e dalla contrapposizione tra sciiti e sunniti.
Il caso che riaccende le luci su una società fortemente maschilista e violenta è quello della reginetta di bellezza . Padre iracheno cristiano, madre libanese, residente a Erbil, nel Kurdistan iracheno, la 22enne giovedì scorso all' alba si trovava a Bagdad dove veniva occasionalmente per affari, quando due uomini in motocicletta le si sono avvicinati. Poche parole, poi tre colpi a bruciapelo e via di corsa, mentre la scena viene immortalata dalle telecamere di un locale che riprendono la Porsche della donna avanzare lentamente, fino a quando un uomo si precipita verso il lato del guidatore per soccorrerla. Poi la corsa, inutile, verso l' ospedale.
Commenti e reazioni sono arrivate da tutto il mondo, dal Medio Oriente agli Stati Uniti.
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«Dormi principessa, ci mancherai», hanno scritto i fan addolorati su Instagram, dove Tara era reginetta con quasi tre milioni di follower. «Resta forte Tara», ha commentato la scrittrice e artista Molly Crabapple, ricordando il suo titolo di Miss Bagdad vinto nel 2015. Al di là del dolore, nonostante Tara non fosse impegnata politicamente, la sua morte ha scatenato un' ondata di indignazione. «L' hanno uccisa perché donna», è il grido della columnist di Arab News e madre di Amal Clooney, Baria Alamuddin. «In Iraq i matrimoni forzati e le sparizioni sono ancora all' ordine del giorno. La fragile mascolinità di coloro che hanno accesso alle armi nel Paese è sconcertante», sottolinea al Corriere la ricercatrice Rasha al-Aqeedi.
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L' omicidio arriva dopo altre morti sospette. Anche Rafeef al-Yasiri, nota come la Barbie dell' Iraq e proprietaria di un centro di chirurgia estetica, e Rasha al-Hassan, manager di un beauty center, sono state trovate morte nelle loro case a Bagdad a metà agosto. «Si sono sentite male», è stata la prima versione ufficiale. Ma nessuno ci crede. Entrambe erano molto seguite in rete e potrebbe essere stata proprio la loro fama a trasformarle in bersagli. Due le piste, secondo i media arabi. Dietro questi omicidi potrebbe esserci la mafia turca e iraniana dei beauty center, alle prese con una guerra di strada dato l' aumento del giro di affari legato al boom della chirurgia estetica nella regione. Ma secondo altri osservatori, le donne potrebbero essere finite nel mirino dei fondamentalisti, ferocemente contrari ai saloni di bellezza. Dopo la sconfitta dell' Isis non si sono placati infatti gli attentati e gli assalti dei gruppi jihadisti.
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E non solo. La morte di Tara segue l' omicidio di un' attivista per i diritti delle donne, Suaad al-Ali, 46 anni, madre di due bambini, uccisa martedì scorso mentre andava al supermercato col marito nella città meridionale di Bassora, dove numerosi sono stati gli scontri e le proteste contro il caro vita, la disoccupazione, la mancanza di acqua e di elettricità. La stessa Suaad, a capo dell' associazione al-Waad al-Alaiami, aveva contribuito ad organizzare cortei e manifestazioni. Un affronto che due sicari a volto coperto hanno deciso di punire con la morte.
Fonte: qui

VIDEO: PERQUISITA LA CASA E SEQUESTRATO IL COMPUTER DI ANTONINO MONTELEONE, ''IENA'' CHE HA SEGUITO IL CASO DAVID ROSSI E INTERVISTATO UN ESCORT GAY CHE HA RACCONTATO DI AVER PARTECIPATO A FESTINI CON CARABINIERI, POLITICI E MAGISTRATI


''UN GRAVE ATTACCO ALLA SEGRETEZZA DELLE FONTI'' 

LA PROCURA DI GENOVA INDAGA SULLE DICHIARAZIONI DELL'EX SINDACO DI SIENA PICCINI, CHE ALLE IENE AVEVA RACCONTATO DEI RUMORS SULLE ORGE
Caso David Rossi: Sequestrato il pc di Antonino Monteleone






Vogliono sapere chi è il giovane escort che davanti alle telecamere ha raccontato di festini a luci rosse a cui partecipavano i magistrati titolari delle indagini sulla morte di David Rossi. Per questo motivo gli agenti della polizia postale hanno perquisito la casa di Antonino Monteleone, inviato delle Iene e autore di numerosi servizi sul capo della comunicazione di Mps, precipitato da una finestra della banca nel 2013. I magistrati Cristina Camaiori e Vittorio Ranieri Miniati hanno disposto la perquisizione per acquisire i file del computer di Monteleone per cercare di svelare l’identità dell’uomo che – intervistato dalla Iene – ha raccontato di quelle feste a base di sesso e droga.
caso david rossi la iena antonino monteleone intervista escort 4CASO DAVID ROSSI LA IENA ANTONINO MONTELEONE INTERVISTA ESCORT

“È un grave attacco alla segretezza delle fonti”, ha detto Monteleone in un video pubblicato sul sito della trasmissione Mediaset. La procura di Genova aveva aperto un fascicolo per abuso d’ufficio a carico di ignoti dopo l’intervista rilasciata a Le Iene dall’ex sindaco senese Pierluigi Piccini che aveva detto di aver saputo di ‘festini‘ ai quali avrebbero partecipato importanti personaggi della magistratura e della politica e che forse l’inchiesta sulla morte di Rossi era stata ‘affossata‘ per questo motivo.

caso david rossi la iena antonino monteleone intervista escort 1CASO DAVID ROSSI LA IENA ANTONINO MONTELEONE INTERVISTA ESCORT



Dopo la trasmissione di Mediaset, i pm senesi avevano presentato querela per diffamazione per le dichiarazioni di Piccini: per questo fascicolo a breve dovrebbe arrivare una svolta con l’iscrizione nel registro dei primi indagati. Sempre nel capoluogo ligure è aperta l’inchiesta sulla lettera di minacce, accompagnata da un proiettile, indirizzata al pm senese Aldo Natalini che si era occupato anche della vicenda Mps. L’ipotesi di reato è tentata minaccia grave.

Fonte: qui

LA LEGA È PRONTA A FAR APPROVARE UNA LEGGE CHE VIETI LE MACELLAZIONI KOSHER E HALAL SECONDO LE REGOLE DI EBREI E MUSULMANI.

NEMMENO LA RELIGIONE POTRÀ EVITARE CHE ALL'ANIMALE VENGANO RISPARMIATE SOFFERENZE INUTILI (FINORA C'ERA UN'ESENZIONE) 

Barbara Acquaviti per “il Messaggero”
macellazione halal 7MACELLAZIONE HALAL 
Non la considerano né una crociata, né una sorta di sovranismo a tavola. «Si tratta solo di rispetto dell' animale in quanto essere senziente», spiegano. La Lega è pronta a far approvare una legge che impone un cambio di regole alla macellazione kosher e halal, ovvero a quelle eseguite secondo i precetti della religione ebraica e musulmana.

A presentarla, lo scorso 31 agosto, è stata la senatrice ligure Stefania Pucciarelli. Ma un testo identico è stato depositato anche alla Camera dal suo collega di partito, Alex Bazzaro. Segno di una precisa volontà che la legge abbia il via libera.
macellazione halal 4MACELLAZIONE HALAL 4
Di fatto, si cancellano tutte le deroghe finora concesse per le macellazioni rituali: il che vuol dire che nulla, neanche questioni religiose, potranno evitare che l' animale venga prima stordito per evitargli sofferenze. È questo, infatti, quello che prevede la legge italiana, in linea con l' Unione europea.
LA DIRETTIVA
Nel 2013 è entrata in vigore una direttiva relativa alla protezione degli animali durante l' abbattimento. Viene tuttavia concesso il diritto agli Stati membri di stabilire delle eccezioni per motivi religiosi.
macellazione kosherMACELLAZIONE KOSHER
Ci sono per scempio Paesi in cui la macellazione rituale è proibita come Polonia, Danimarca, Norvegia, Svezia, Islanda, Lituania, Belgio e Svizzera. Se una mediazione è stata trovata altrove - è il ragionamento della Lega - allora può essere trovato anche qui da noi.
Come a dire: non è una questione di rispetto della cultura altrui ma di volontà politica.
Sia per la religione ebraica che per quella islamica, tuttavia, perché la carne possa essere consumata deve essere osservata una precisa tecnica, che non prevede, appunto, lo stordimento dell' animale.
Va anche detto che la legge alimentare ebraica richiede che gli animali destinati al macello, oltre a dover essere perfettamente sani, debbano essere trattati con rispetto e compassione, dunque che vengano evitati atti finalizzati a maltrattarli o a spaventarli.
Il disegno di legge targato Lega prevede quindi l' applicazione delle norme della legge e del regolamento anche alle cosiddette macellazioni rituali'. Nella relazione introduttiva la senatrice Pucciarelli spiega che senza dubbio le differenti tradizioni culturali devono avere adeguato riconoscimento ma che allo stesso tempo le tradizioni culturali non possono prevaricare il rispetto dei valori fondamentali riconosciuti dalle norme europee primarie e condivise dalla cultura comune.
macellazione halal 9MACELLAZIONE HALAL 
Un articolo della legge mira poi a tutelare il diritto alla libertà di scelta del consumatore e a garantire la trasparenza e per questo viene stabilito l' obbligo di etichettare la carne in base alla tipologia di macellazione.
IN LIGURIA
La battaglia della senatrice Pucciarelli ha per la verità origine qualche anno fa, quando da consigliera regionale in Liguria presentò un ordine del giorno per chiedere maggiori controlli in occasione della festa del Sacrificio.
Contro il rituale islamico, che si celebra sacrificando un ovino, un caprino, un bovino o un camelide rievocando le gesta di Abramo, bloccato mentre cercava di sacrificare il figlio Ismaele, si è schierato più volte il leader della Lega, Matteo Salvini.
Centinaia di migliaia di bestie sono macellate senza pietà, ha twittato quest' anno in occasione delle celebrazioni. Anche per questo la senatrice Pucciarelli è sicura di avere dalla sua parte i vertici della Lega.
Tuttavia, la legge vigente già impone - anche per queste occasioni - il rispetto di una serie norme igienico-sanitarie per cui non è previsto alcun tipo di deroga.
Fonte: qui

LA PIANURA PADANA BANDISCE DALLE STRADE 3 MILIONI E MEZZO DI AUTO: STOP AI VEICOLI A GASOLIO EURO 3 IN PIEMONTE, LOMBARDIA, VENETO ED EMILIA ROMAGNA


ECCO COSA FARE PER NON INCORRERE IN SANZIONI

Gabriele Martini per www.lastampa.it

La guerra allo smog nella Pianura Padana entra in una nuova fase. Da domani fino al 31 marzo 2019 scattano le prime limitazioni permanenti al traffico in Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna.

Si tratta di misure più severe rispetto a quelle dello scorso inverno: da quest’anno, infatti, il divieto di circolazione nei giorni feriali vale anche per i veicoli diesel Euro 3 (oltre che per i mezzi benzina Euro 0, diesel Euro 0, diesel Euro 1 e diesel Euro 2) indipendentemente dai livelli d’inquinamento.  

Il conteggio (fonte Aci) è presto fatto: da questa settimana 2.260.000 automobili e 790.000 furgoni immatricolati nelle quattro regioni dovranno restare in garage o comunque fuori dalle aree urbane interessate dai blocchi.

E non è finita: in Emilia Romagna lo stop vale anche per i diesel Euro 4. Ecco quindi che il totale dei veicoli nel mirino sfiora quota tre milioni e mezzo. Attenzione però: i comuni coinvolti (quelli con più di 30mila abitanti) dovrebbero aver predisposto le delibere attuative. Il condizionale è d’obbligo perché, scorrendo gli elenchi, si scopre che in parecchi casi norme e modalità non sono state ancora decise. 
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Da Torino a Venezia
Le Regioni padane, tuttavia, promettono unità d’intenti: «La qualità dell’aria travalica ogni differenza di colore politico. Entro il 2020 armonizzeremo le norme», assicurano in una nota congiunta gli assessori all’Ambiente di Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna. Per ora, però, si procede in ordine sparso tra fughe in avanti e resistenze. L’accordo, infatti, fissa solo una cornice. Le delibere dei Comuni, quando ci sono, risultano eterogenee. Il risultato? Orari discordanti, una selva di deroghe e automobilisti disorientati.

In Lombardia i mezzi diesel Euro 3 dovranno fermarsi dal lunedì al venerdì dalle ore 7,30 alle ore 19,30 (è l’orario più esteso) nei 209 comuni di Fascia 1 e nei comuni con popolazione superiore a 30.000 abitanti appartenenti alla Fascia 2 (Varese, Lecco, Vigevano, Abbiategrasso e San Giuliano Milanese).
diesel germaniaDIESEL GERMANIA

Solo a Milano le misure riguarderanno 12.500 furgoni e 32.500 automobili in più rispetto alle limitazioni di un anno fa. Le eccezioni, tuttavia, non mancano: sono esentati gli ambulanti, i medici e i veterinari in visita urgente, i lavoratori con turni tali da impedire la fruizione dei mezzi di trasporto pubblico, i parroci e i veicoli con a bordo almeno tre persone. 

In Veneto la guerra allo smog bloccherà mezzo milione di automobili e 173mila veicoli commerciali nelle aree urbane dei comuni con popolazione superiore a 30mila abitanti. In quasi tutte le città coinvolte, il blocco sarà valido nei giorni feriali dalle 8,30 alle 18,30. Sono previste deroghe.

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A Verona, ad esempio, potranno circolare coloro che hanno un Isee pari o inferiore a 16.700 euro e gli over 70. Le polemiche non mancano. Un nutrito gruppo di sindaci ha scritto un documento chiedendo a Regione e Governo di intervenire con contributi e campagne informative.

Ma le polemiche più infuocate si registrano in Piemonte, dove quasi tutti i Comuni hanno posticipato l’entrata in vigore delle misure anti-smog. I sindaci del Torinese si incontreranno con la Regione in settimana per trovare una mediazione dopo che la giunta Chiamparino ha approvato limitazioni più blande rispetto a quelle decise dai sindaci di Torino e area metropolitana. Tra i sottoscrittori dell’accordo c’è anche l’Emilia Romagna, che ha scelto di introdurre i paletti più stringenti.
smogSMOG

Nei comuni con più di 30.000 abitanti, lo stop vale anche per i diesel Euro 4. I disagi non saranno pochi: si tratta di 309 mila mezzi a cui vanno sommate 184 mila vetture diesel Euro 3, 208 mila di classe ambientale inferiore e 244 mila veicoli commerciali. 

Il rebus della categoria
Il codice della strada prevede multe fino a 658 euro per chi circola con mezzi soggetti a limitazione del traffico. Che fare quindi per non incorrere in sanzioni? Il primo passo è verificare la classe ambientale del proprio veicolo.

olanda divieto benzina diesel 1OLANDA DIVIETO BENZINA DIESEL
Un’operazione non scontata. Spesso sulla carta di circolazione non è indicata la sigla, bensì la normativa europea che viene rispettata dalla casa automobilistica. In linea di massima sono considerati «ante-Euro 4» i veicoli immatricolati prima del 2006, ma conviene accertarsi che la propria auto non sia stata targata in deroga.

smog inquinamento pechino cina 2SMOG INQUINAMENTO PECHINO CINA







Il metodo più semplice per risolvere il rebus è usare gli strumenti messi a disposizione gratuitamente in rete dal Portale dell’Automobilista e dall’Aci. Inserendo il numero di targa, il responso è istantaneo. 

Il giro di vite basterà a vincere la guerra allo smog? La risposta - purtroppo - è negativa. «Il fatto che i blocchi siano strutturali e non emergenziali è positivo», spiega Andrea Minutolo, coordinatore dell’ufficio scientifico di Legambiente. «Ma ora bisogna potenziare il trasporto pubblico locale». Senza dimenticare che anche altri fattori sono responsabili dell’inquinamento, a cominciare dai riscaldamenti domestici. Tuttavia nelle grandi città ad avvelenare l’aria sono soprattutto i tubi di scappamento.
diesel benzina olandaDIESEL BENZINA OLANDA

In ogni caso la strada della lotta allo smog è segnata: l’accordo prevede misure d’emergenza in base ai giorni consecutivi di sforamento delle polveri sottili. Si va dall’abbassamento del riscaldamento domestico al divieto di uso di biomasse. Le Regioni della Pianura Padana, infine, hanno già stabilito che dall’ottobre del 2020 sarà limitata la circolazione degli Euro 4 e dal 2025 nelle città scatterà il blocco degli Euro 5. Deroghe permettendo. 

Fonte: qui

GLI ECONOMISTI CHE APPOGGIANO PER LA MANOVRA

SAPELLI: ''UN PAESE NON SI GIUDICA DALLO SPREAD. IL PD SCENDE IL PIAZZA SPOSANDO TESI LIBERISTE CONTRO DISOCCUPATI E PENSIONATI. SE LA SINISTRA VUOLE SCOMPARIRE…'' 

SALERNO ALETTA: ''IN TRE ANNI IL GOVERNO SPENDERÀ 84 MILIARDI PIÙ DEL PREVISTO? UNA SOMMA SIMILE A QUELLA PAGATA PER IL FONDO SALVA-STATI E UN PRESTITO ALLA GRECIA, SERVITA A RIMBORSARE BANCHE TEDESCHE E FRANCESI 

NON ESISTE NESSUNA TROIKA CHE POSSA COMMISSARIARE L'ITALIA. IL FMI NON HA I FONDI SUFFICIENTI. È UNA GUERRA DELLO STATO CONTRO I MERCANTI''

STATI CONTRO MERCANTI
Guido Salerno Aletta per www.teleborsa.it
Ripubblicato da www.startmag.it

Non c'è molto di cui preoccuparsi, dopo la decisione del governo gialloverde di aggiornare il Def 2018 prevedendo un deficit del 2,4% del Pil nei prossimi tre anni.

Sale lo spread, cala la Borsa? Tutto ovvio, prevedibile, scontato.
guido salerno alettaGUIDO SALERNO ALETTA

Cominciamo col fare due conti: l'obiettivo del governo Gentiloni, contenuto nel Def a legislazione vigente approvato ad aprile scorso prima delle elezioni, prevedeva un deficit dell'1,6% nel 2018, dello 0,8% nel 2019, dello 0% nel 2020 ed un avanzo dello 0,2% nel 2021. La differenza è quindi dello 0,6% nel 2019, del 2,4% nel 2020, e del 2,6% nel 2021.

Vediamo di quanti soldi si tratta, visto che 1 punto di Pil vale circa 15 miliardi di euro. Sono 9 miliardi di deficit in più nel 2019, 36 miliardi nel 2020 e 39 miliardi nel 2021, per un totale di 84 miliardi. 

Una cifra non lontana dai 70 miliardi di euro pagati complessivamente dall'Italia per finanziare l'Esm ed un prestito bilaterale alla Grecia(che sono, in realtà, serviti a salvare le banche francesi e tedesche e più in generale del nord-Europa).

Insomma, spenderemmo in tre anni per l'economia italiana più o meno quello che abbiamo già pagato, indebitandoci negli anni scorsi, per salvare le banche francesi e tedesche che avevano prestato i loro fondi a Grecia e Spagna.

Non è assolutamente una decisione improvvisata, anche se si muove in netto contrasto con le regole del Fiscal Compact. Che il Commissario europeo Moscovici affermi che non siamo in regola, e che sui mercati salga lo spread oltre quota 260 punti base e che cadano i titoli in Borsa del 2% era scontato.
DI MAIO FESTEGGIA IL DEFDI MAIO FESTEGGIA IL DEF

Bisogna spiegare ancora una volta che cosa c'è dietro: il conflitto tra Stato e mercanti. Vedete, se c'è una scuola pubblica, oppure un ospedale pubblico, oppure una pensione pubblica, oppure una strada pubblica, il loro costo si paga con le tasse. Ma non c'è lucro, non si distribuiscono utili. Si dice che c'è inefficienza e corruzione, perché i privati gestiscono meglio l'istruzione, la sanità, la previdenza, le autostrade: si fanno pagare, ovviamente, ma incassano anche un profitto.

Questo è il tema di fondo: dove c'è lo Stato, dove ci sono i poteri pubblici, non c'è profitto. E' una mera redistribuzione attraverso i servizi di quanto è stato prelevato con le tasse. L'accusa di inefficienza, le insinuazioni sulla corruzione servono a convincere i cittadini che è meglio farsi erogare questi servizi dai privati.

Per ogni euro di servizi erogati dallo Stato, nelle scuole, nelle Università, nella Sanità, c'è un euro di fatturato in meno per i mercanti. C'è un euro di fatturato in meno su cui fare profitto.
di maio festeggia per il defDI MAIO FESTEGGIA PER IL DEF

L'obiettivo dei mercanti è lo Stato minimo, lo Stato inesistente: tutto deve essere privatizzato, con gli arbitri privati al posto dei giudici ed i contractors al posto dei soldati.

Il ricatto dei mercanti si gioca sul cambio delle valute o sui titoli pubblici, vendendo allo scoperto per deprezzarli. Ma l'obiettivo è il potere: rintuzzare ogni velleità degli Stati di svolgere attività che riducano il fatturato dei mercanti.

E' chiaro, quindi, che il governo giallo-verde non aveva altra scelta che dar seguito al proprio programma elettorale, sfidando i mercanti.

Non esiste nessuna Troika che possa commissariare l'Italia. Il Fmi non ha i fondi sufficienti, e men che meno ne ha l'ESM.
conte e triaCONTE E TRIA

E' una guerra di potere.

Stati contro mercanti.

Mandati via subito dai mercanti, oppure a maggio dagli elettori?


DEF, SAPELLI: "LO SPREAD NON CONTA NIENTE. PD CONTRO DISOCCUPATI E PENSIONATI"
Lorenzo Lamperti per www.affaritaliani.it

Professor Sapelli, come si può analizzare la reazione dei mercati alla decisione presa dal governo con il Def?

Non mi sembra che le cose siano così catastrofiche come i giornali mainstream e le opposizioni paventavano. Anzi, tutt'altro. Che le borse reagissero non positivamente nei primi momenti era inevitabile ma mi pare che le performance sui mercati siano tutt'altro che drammatiche. Un risultato positivo sul quale influisce probabilmente anche il il buon risultato di Wall Street in seguito all'accordo sul Nafta tra Stati Uniti e Canada (a proposito, anche qui i soliti "bene informati" ci hanno detto per mesi che l'accordo non si sarebbe mai fatto).
ario Draghi e Christine Lagardee cf fc e df c a dARIO DRAGHI E CHRISTINE LAGARDE

Sono in leggero calo solo le banche per il riverbero dello scossone dato dal governo, ma anche qui poca roba. Il senso generale è che i mercati hanno reagito in maniera positiva. Il comparto industriale tira, così il petrolifero. Insomma, l'apocalisse sulla quale qualcuno ha marciato per qualche giorno non c'è stata, come d'altra parte avevano già previsto Savona e lo stesso Tria.

Si temeva molto l'aumento dello spread. Timori infondati?

L'economia di un Paese non si giudica dallo spread. Le mere technicality non sono uno strumento adatto a capire come gira il mondo, anche se in molti vorrebbero farci credere che sia così. Le cose importanti sono due: rimettere in moto la crescita e la fiducia degli investitori. Se si fa più debito ma allo stesso tempo si stimola la domanda aggregata e si fanno investimenti infrastrutturali per far crescere industria ed edilizia gli sviluppi non possono che essere positivi. 

Non si può leggere tutto secondo lo spread. Si guarda alla stabilità politica, alla durata, ai fondamentali. Le famiglie italiane hanno una ricchezza privata molto diffusa e sono molto meno indebitate non solo di quelle americane ma anche di quelle inglesi o francesi. Certo, siamo anche un Paese con diverse disuguaglianze ma l'immagine di un'Italia mentecatta non è realistica, ci vorrebbe anche un po' di pudore quando si analizzano le cose.

Perché l'Italia tiene nonostante le fosche previsioni degli scorsi giorni?
GIULIO SAPELLIGIULIO SAPELLI
Gli investitori di lungo periodo ragionano sulla stabilità politica più che sui numerini europei e sono più lungimiranti della nostra stampa mainstream. Quello che mi fa dispiacere è che le opposizioni politiche abbiano cavalcato i dettami di spread e compagnia. Il Pd è sceso in piazza sposando le tesi ordoliberiste e manifestando contro disoccupati e pensionati. Se la sinistra vuole scomparire come sta accadendo anche altrove come in Svezia, deve solo continuare così. Mi dispiacerebbe molto se questo accadesse ma questo sarebbe il momento per stare tutti insieme, non per gridare all'arrivo della troika.

Secondo lei c'è qualcuno che sperava o spera ancora in uno sviluppo negativo per l'Italia sui mercati?
Parte della borghesia "vendedora" tifa per il default, così come alcuni uomini politici seguaci o esponenti della tecnocrazia che da Strasburgo e Bruxelles arriva a Roma. Tecnocrazia dalla quale traggono potere e, alcuni di loro, reddito.

L'Italia deve temere opposizioni o eventuali sanzioni dell'Unione europea?
maurizio martina parla al popolo del pd (9)MAURIZIO MARTINA PARLA AL POPOLO DEI NEOLIBERISTI
Le sanzioni europee lasciano il tempo che trovano. Su Francia, Spagna e Germania sono state aperte procedure a iosa, molto di più che sull'Italia, ma non è mai successo nulla. Il problema sono sempre gli investitori. La cosa importante è mantenere la loro fiducia. Per questo sarebbe meglio evitare ministri che scendono in piazza, così come sarebbe meglio che il presidente della Camera Fico si mettesse la cravatta. Non siamo mica a El Salvador. Gli investitori tengono conto anche di queste cose.

Avere un deficit più alto è un rischio reale?
Il rapporto tra deficit e Pil non significa nulla dal punto di vista della stabilità economica. Ci si dimentica sempre che lo Stato non funziona come funzionano le famiglie e le imprese. E poi, posso raccontarle un'altra cosa?

Prego.
Quando mio padre ha smesso di lavorare gli hanno dato la pensione in Bot. Quando è morto, pace all'anima sua, mi hanno dato 30 milioni. Questo per dire che quando si parla di debito lasciato ai nostri figli si dicono una serie di menzogne o stupidaggini.
renzi alla manifestazione pd piazza del popoloRENZI ALLA MANIFESTAZIONE DEI NEOLIBERISTI-PD PIAZZA DEL POPOLO

Visto che lo spread si calcola sulla differenza di rendimento tra i titoli di Stato italiani e quelli tedeschi, come se la passa in questo momento la Germania?
Angela Merkel mi sembra in forte difficoltà da un punto di vista politico. Se crolla il centro tedesco è una catastrofe per tutti, anche se mi sembra una stupidaggine definire "nazisti" quelli dell'Afd. Ma bisogna sottolineare che a Berlino non se la passano bene neanche dal punto di vista economico. Come avevo previsto, credo sia arrivata anche in Germania la deflazione secolare, con previsioni di crescita dello 0,4%. E per la Merkel è un suicidio non reinvestire il surplus commerciale.

Fonte: qui