9 dicembre forconi

domenica 15 aprile 2018

GLI INQUIETANTI MESSAGGI DI UNO DEI RAGAZZI CHE SPRUZZÒ SPRAY URTICANTE A PIAZZA SAN CARLO, A TORINO, LA SERA DELLA FINALE DI CHAMPIONS: “ERA UNA MERAVIGLIA...”

PER LA BANDA ERA SOLO UN’OCCASIONE PER FARE RAZZIE - ECCO PERCHE E' MORTA ERIKA PIOLETTI

Federico Genta e Massimiliano Peggio per “la Stampa

SOHAIB, DETTO BUDINO, IN QUESTURA A TORINOSOHAIB, DETTO BUDINO, IN QUESTURA A TORINO
«Boh, ieri sera si faceva a meraviglia per quello che è successo». Che meraviglia spruzzare spray urticante tra la gente pigiata in piazza San Carlo per rapinarla, vederla fuggire, urlare in preda al terrore, calpestarsi, scarnificarsi tra i cocci di bottiglia, perdere scarpe, occhiali, portafogli, oggetti d’oro.

Che meraviglia vedere bambini sui passeggini abbandonati in mezzo al disastro, smarriti nella foga delle ondate di gente senza via di fuga, migliaia di spettatori intrappolati e scossi come acqua in un secchio. Che meraviglia scoprire che Erika Pioletti, 38 anni, di Domodossola, venuta a Torino per amore del fidanzato e non per tifare Juve, è morta dopo giorni di agonia, sopraffatta dalla calca e schiacciata sotto i portici nobili di Torino.

Adesso, leggendo gli atti dell’inchiesta, con intercettazioni e messaggi recuperati da Instagram e Facebook, si scopre che Erika è morta per 60,06 grammi di oro. Nient’altro che tre manciate di collanine pesate su un bilancino, fotografate da Sohaib Bouimadaghen, 20 anni, e inviate il giorno dopo ad un amico per vantarsi.
IL BOTTINO DI "BUDINO" 1IL BOTTINO DI "BUDINO" 1

Perché l’amico, dalla sera del 3 giugno 2017, aveva ricavato solo una felpa della Juventus. Tutto qui. Piazza San Carlo era soltanto un’occasione per fare un bottino. Sono le scarpe Nike, i viaggi in Europa e il nuovo Iphone X le motivazioni che spingono Sohaib detto «Budino» e i suoi amici a depredare gli spettatori con il peperoncino. Lo fanno ai concerti, nelle discoteche.

A Rotterdam, a Berlino, a Parigi. E lo fanno a Torino. Più volte. Anche dopo la finale di Champions League, nonostante una vittima, la valanga di feriti, il clamore e le polemiche per la sicurezza sottovalutata. Le loro imprese sono filmate, fotografate, postate sui social e commentate. Sohaib è un maestro.

Pochi minuti dopo il caos di piazza San Carlo, si riprende con il telefonino a correre in una delle più importanti vie commerciali della città, a pochi metri dall’epicentro della tragedia che ha marchiato per sempre l’anima di Torino.

TORINO PIAZZA SAN CARLO 6TORINO PIAZZA SAN CARLO 6
«Sciade, sciade, sciade» dice lui sorridente, nel suo arabo incerto, perché in fondo è nato a Ciriè, cittadina di provincia. «Acchiappa, acchiappa, acchiappa». Alle spalle rumori di folla, sirene, gente che corre. Nel filmato, Sohaib inquadra anche il suo complice, Aymene Es Sabihi, con addosso una maglia della Juve per mimetizzarsi meglio.

«La loro corsa - scrivono gli investigatori nel fermo - di certo distesa e tranquilla, non è generata da panico o paura; sembra piuttosto essere una presa in giro nei confronti delle altre persone». E di prese in giro ce ne sono altre, scovate qua e là dagli investigatori nelle pagine social di questa gang di predatori, che ruota attorno alle imprese di «Budino», andato a scuola in uno degli istituti tecnici più blasonati della città, dove un tempo si forgiavano i tecnici della Fiat o chi aspirava a diventare artigiano.

Il 4 giugno, Sohaib condivide un messaggio sprezzante pubblicato sulla sua pagina Facebook, quasi compiacendosi nell’avvicinare le tragedie che infiammano il medioriente agli eventi di piazza San Carlo, partendo da una ringhiera di ferro del parcheggio sotterraneo piegata come gomma dalla calca di gente.
IL BOTTINO DI "BUDINO"IL BOTTINO DI "BUDINO"
«Una ringhiera vi ha messo in ginocchio, avete calpestato bambini e donne per un petardo, ve ne accorgete solo quando vi tocca la pelle, c’è chi si alza senza la propria famiglia, sotto le macerie di una casa distrutta, senza né acqua né cibo, contro le più grandi forze mondiali».

Ma non è stato un petardo a causare il caos. È stato lo spray: la specialità di «Budino» e della sua banda. Nel pomeriggio del giorno della finale, Sohaib e due dei suoi complici incontrano un amico, confidandogli che in serata sarebbero andati in centro per «andare a lavorare» e a «fare serata». A rapinare. E poi leggono i giornali. Fanno commenti sulle indagini, che sembrano muoversi incerte alla ricerca di tracce di spray tra gli oggetti sequestrati quella sera in piazza.

Quella di «Budino» e dei suoi amici è la storia di una scalata criminale. Dopo aver mosso i primi passi facendo piccoli colpi nei centri commerciali, confondendosi con altri gruppi che trovano più efficiente usare il peperoncino al posto dei taglierini per rapinare la gente, piazza San Carlo è la svolta. La spregiudicatezza del gruppo sta nel colpo del 9 luglio, a poco più di un mese dalla finale. Altro spray, altre collanine razziate, altro panico. Ma il peso del rimorso preme. Pochi giorni fa, quando ormai il gruppo avverte la pressione delle indagini, Sohaib chiama un amico. «Sai frate, ho un peso troppo grosso della Juve, te lo giuro non riesco a dormire». Racconta al telefono intercettato che voleva andare dalla polizia e confessare. «Minchia, volevo dire loro che io aveva spruzzato. Sto impazzendo, frate». L’amico ascolta e risponde: «Stai calmo, tranquillo prima che sollevi casini che ti pentirai dopo».

Fonte: qui

"PRONTI A COLPIRE ANCORA IN SIRIA”, DOPO L'ATTACCO GLI USA AVVISANO ASSAD

E ALL’ONU E’ SCONTRO CON LA RUSSIA - IL RAPPRESENTANTE DI MOSCA: "L'ATTACCO IN SIRIA DISTRUGGE LE RELAZIONI INTERNAZIONALI"

IL CREMLINO AVVERTE: SE BOMBARDERETE, ARRIVERA' IN EUROPA UN'ONDATA DI PROFUGHI" 


trumpTRUMP
"L'attacco condotto da Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna in Siria distrugge il sistema delle relazioni internazionali e rischia di destabilizzare tutta l'area". Lo ha dichiarato il rappresentante permanente della Russia all'Onu, Vasily Nebenzya, intervenendo al Consiglio di Sicurezza. "La Russia ha fatto tutto il possibile per evitare queste strategia destabilizzatrici ma nonostante questo gli Stati Uniti e i suoi alleati hanno ignorato gli appelli di tornare alla ragione".

Durissima la replica americana: "La Russia usa il veto il Consiglio di sicurezza dell'Onu, come il regime siriano usa il Sarin" così,  l'ambasciatore all'Onu, Nikki Haley, con la sua consueta brutalità, ha replicato a Mosca, ricordando che il veto è stato utilizzato ben sei volte sul dossier siriano: "Non possiamo permettere - ha aggiunto -che la Russia getti nella spazzatura tutte le norme internazionali, e consenta che l'uso di armi chimiche(non è stato provato minimamente che Assad abbia fatto uso di armi chimiche.) non riceva una adeguata risposta".
nikki haleyNIKKI HALEY

Ma Haley dice anche altro: "Siamo pronti a colpire di nuovo se la Siria userà ancora armi chimiche", riferendo il contenuto di una conversazione con il presidente Donald Trump dopo il raid in Siria con la collaborazione di Francia e Regno Unito. "Ho parlato stamane con il presidente. Ha detto che se il regime siriano usa gas velenosi(la cosa non è stata provata!) ancora una volta, gli Stati Uniti sono pronti ad usare la forza", dice l'ambasciatrice Usa, "il tempo per le parole è finito. Abbiamo avuto 5 meeting del Consiglio sulla Siria in questa settimana". La nostra azione "non è una vendetta, né una punizione, né per una simbolica dimostrazione di forza ma abbiamo dato alla diplomazia chance dopo chance. I nostri sforzi risalgono al 2013. La Siria si è impegnata a rispettare la convenzione sulle armi chimiche. Ma come abbiamo visto dallo scorso anno, questo non è successo(balla!)", quindi, insiste Haley "il Governo siriano, con il ripetuto ricorso alle armi chimiche(la cosa è totalmente inventata e non provata!), ci ha spinto ad agire. Il raid di ieri è un messaggio chiarissimo: gli Stati Uniti non consentiranno al Governo di Assad di usare le armi chimiche(dove sono le prove di quanto hanno affermato?)".
VASSILY NEBENZYAVASSILY NEBENZYA

Intanto, dopo la Russia - che ha diffuso una bozza di risoluzione che chiede all' Onu di condannare "l'aggressione armata occidentale" contro la Siria - anche Damasco chiede alla comunità internazionale e al Consiglio di sicurezza Onu di condannare con fermezza la "brutale aggressione statunitense, britannica e francese che può solo portare a infiammare ulteriormente le tensioni e rappresenta una minaccia per la pace e la sicurezza internazionali". Lo riporta l'agenzia Sana citando due lettere inviate dal ministero degli Esteri siriano al Segretario generale delle Nazioni Unite e al capo del Consiglio di sicurezza.

All'apertura del dibattito, il Segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres ha chiesto ai membri del Consiglio di sicurezza di "agire in conformità con la Carta delle Nazioni Unite e nel quadro del diritto internazionale" quando è questione di "pace e sicurezza".

trump putinTRUMP PUTIN
Da Bruxelles, nelle stesse ore, è rimbalzato lo statement della Nato, dopo il meeting del Consiglio nordatlantico a livello di ambasciatori: "Gli alleati hanno espresso il pieno supporto per questa azione mirata a ridurre la capacità del regime siriano di produrre armi chimiche e evitarne l'ulteriore impiego contro il popolo siriano". E ha aggiunto la nota ufficiale: "Le armi chimiche non possono essere usate con impunità o normalizzate. Sono un pericolo immediato per il popolo siriano e per la nostra sicurezza collettiva". Il segretario generale dell'Alleanza atlantica, Jens Stoltenberg, ha inoltre ammonito il regime siriano "a permettere agli aiuti umanitari di raggiungere la popolazione", aggiungendo che "Usa, Gb e Francia hanno evidenziato che non c'era altra alternativa praticabile all'uso della forza".

putin macronPUTIN MACRON
FRANCIA 'APRE' A MOSCA: "PRONTI A LAVORARE COL CREMLINO"
Per la Francia il tempo della guerra è già finito, ora si torna alla diplomazia. Parigi vuole "lavorare seriamente" con la Russia per raggiungere "una soluzione politica", ha fatto sapere l'Eliseo in una dichiarazione che ha interrotto il flusso di condanna e rivendicazione dell'attacco condotto nella notte in Siria…


3. MOSCA: SE BOMBARDERETE...
Gian Micalessin per il Giornale

È stato un vero attacco chimico o una messa in scena organizzata per giustificare gli attacchi alla Siria di Bashar Assad? 

E chi salverà l'Europa dalle ondate di migranti messe in moto da un attacco alla Siria? 

La Russia non ha dubbi.

attacco in siriaATTACCO IN SIRIA
Siamo di fronte a una mistificazione che minaccia anche noi europei. 

E dietro il video che documenta l'attacco con i gas alla città di Douma e la morte di decine di donne e bambini c'è lo zampino di un servizio segreto occidentale. 

Ma l'Europa per Mosca deve guardarsi dal seguire Donald Trump perché rischia di ritrovarsi invasa da nuove ondate di profughi generate dall'aggravarsi della crisi siriana. A dirlo chiaro e tondo è il ministro degli Esteri Sergej Lavrov.

«Abbiamo prove inconfutabili, è stata una messa in scena in cui sono coinvolti i servizi di sicurezza di un paese in prima linea nella campagna anti-russa», accusa Lavrov durante la conferenza stampa con l'omologo olandese Halbe Zijlstra. Il ministro degli Esteri russo non fa il nome del paese nemico, ma a pronunciarlo ci pensa il generale Igor Konashenkov, portavoce del ministero della Difesa del Cremlino.

attacco in siria 1ATTACCO IN SIRIA 1
«Abbiamo prove che dimostrano il coinvolgimento della Gran Bretagna nella provocatoria operazione chimica realizzata in Siria dal 3 al 6 aprile - spiega il generale - Londra ha esercitato forti pressioni sui rappresentanti dei cosiddetti Caschi Bianchi per spingerli a realizzare il prima possibile una provocazione (con armi chimiche)». 

La Russia punta il dito, insomma, contro l'organizzazione di soccorso messa in piedi nelle zone ribelli, fin dal 2011, da un ex-ufficiale dell'intelligence di Sua Maestà.

Un'organizzazione accusata di aver ordito numerose operazioni per screditare il regime e i suoi alleati. Il determinato j'accuse di Mosca lascia aperto, però, il discorso sulle prove dell'attacco chimico e delle responsabilità di Damasco che il presidente francese Emmanuel Macron sostiene di poter fornire. 

Il primo a smentirlo è il segretario alla Difesa statunitense James Mattis. Giovedì Mattis è andato alla Casa Bianca per spiegare al determinato presidente Donald Trump che, prima di agire, Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia devono fornire prove più credibili di quelle ottenute fino a ora. Mattis, un ex generale conosciuto per il suo rigore, sa bene quanto complesso sia riuscire a farlo.

attacco in siriaATTACCO IN SIRIA
La clorina, l'agente chimico responsabile della morte di 40 civili - stando alle fonti ribelli - è assai facilmente reperibile. E in Irak stata usata più volte dai gruppi jihadisti contro le forze americane. In Siria gli stessi ribelli l'hanno impiegata contro l'esercito di Damasco. E il 15 marzo scorso Il Giornale ne ha visto alcune taniche in un deposito abbandonato dai ribelli in un villaggio nella zona di Ghouta.

A moltiplicare i dubbi contribuiscono - oltre alla mancanza dei cadaveri delle vittime - l'assenza di un elenco con i loro nomi e quelli dei feriti ricoverati negli ospedali della zona. Una stranezza non da poco che si aggiunge alla firma, 24 ore dopo la presunta strage chimica, di un'intesa con il governo grazie alla quale i ribelli di Jaish Islam sono stati evacuati a bordo di pullman nella zona di Idlib. 

Come mai non hanno sfruttato l'opportunità per portarsi dietro qualche reperto?

attacco in siria 2ATTACCO IN SIRIA 2
Da oggi a condire con qualche briciolo di verità tante stranezze ci proveranno gli esperti dell'Opac, l'Organizzazione per la Proibizione delle Armi Chimiche a cui venne affidata nel 2013 la distruzione degli arsenali chimici di Assad. Convocati su richiesta della Russia, i tecnici dell'Opac saranno da oggi a Douma ma dovranno far i conti non solo con l'assenza di qualsiasi traccia di clorina, dispersa nell'aria già nelle prime 24 ore, ma anche con la difficoltà di condurre indagini obbiettive in una cittadina passata nelle mani dell'esercito siriano e russo.

Fonte: qui


LA GUERRA È GIÀ FINITA? 

PER IL SEGRETARIO DELLA DIFESA AMERICANO JIM MATTIS NON SONO STATI PIANIFICATI ALTRI ATTACCHI 

“ERA UN’AZIONE SINGOLA, MIRATA ALLE INFRASTRUTTURE CHE IL GOVERNO SIRIANO USA PER FABBRICARE ARMI CHIMICHE”


james mattisJAMES MATTIS
Il segretario di stato alla Difesa degli Stati Uniti James Mattis ha parlato in una conferenza stampa, nella quale ha spiegato meglio le ragioni del bombardamento di questa notte in Siria: “Era un attacco singolo, mirato alle infrastrutture e agli edifici che il governo siriano usa per stoccare e fabbricare le armi chimiche”, ha detto Mattis, che ha aggiunto che gli Stati Uniti e gli alleati – Regno Unito e Francia, che hanno partecipato al raid – non hanno pianificato attacchi aggiuntivi.

Secondo Mattis il bombardamento era inevitabile: “Chiaramente il Governo di Assad non ha ricevuto il messaggio lo scorso anno. Li avevamo avvertiti di non fare altri attacchi chimici”.

attacco in siriaATTACCO IN SIRIA
Insieme a Mattis, alla conferenza stampa ha partecipato il Generale Joseph Dunford, che ha esplicitato i tre obiettivi dell’operazione militare: il centro di ricerca e studi scientifici siriano, ente del governo, un magazzino di armi chimiche a Homs, e un comando militare del governo siriano. “Ma l’ondata di raid aerei si conclude qui”, ha specificato Dunford.

SIAMO DAVVERO COSI’ STRACCIONI?

VITTORIO FELTRI: “I NUMERI DELLA NOSTRA ECONOMIA SONO INVIDIABILI. I RISPARMI PRIVATI SONO ALTI - DI PIU’: L'80% DEI CASI GLI ITALIANI SONO PROPRIETARI DELL’ALLOGGIO IN CUI ABITANO 

IL PAESE È FLORIDO MA INCLINE A PIANGERSI ADDOSSO E LO STATO SPENDE E SPANDE PER MANTENERE FANNULLONI, BUROCRATI E PARASSITI VARI”

Vittorio Feltri per “Libero quotidiano”

vittorio feltriVITTORIO FELTRI
Il pezzo di Paola Tommasi e, soprattutto, i dati ufficiali in esso contenuti ci chiariscono le idee sulla presunta povertà dell'Italia. Non è vero che siamo alla canna del gas, al contrario il nostro è uno dei Paesi più ricchi del mondo. Peccato che non ce ne accorgiamo perché ci descriviamo quali straccioni afflitti dalla disoccupazione e da mille altri problemi suscettibili di essere risolti in un baleno.

I numeri della nostra economia, anche domestica, sono invidiabili. I risparmi privati sono mostruosamente alti e dimostrano che i connazionali sono autentiche formichine: chi lavora accantona denaro, magari per lasciarlo ai figli bamboccioni. Nell' 80 per cento e oltre dei casi è proprietario dell' alloggio in cui abita. E questo è un primato difficilmente eguagliabile da altri popoli. Quanto alla finanza, le cose vanno ancora meglio: quasi 3mila miliardi (più del debito pubblico) sono quattrini dei cittadini investiti oculatamente.

poverta stati unitiPOVERTA' STATI UNITI
Indubbiamente gli indigenti esistono, e anche i clochard, che costituiscono un fenomeno diffuso ed evidente dappertutto. Gli Usa sono pieni di barboni. Tuttavia ciò non deve ingannarci. Il Paese è florido ma incline a piangersi addosso. Vorremmo che il welfare ci garantisse assistenza e previdenza gratis. Anche i signori pretendono di essere curati e di ritirare le medicine in farmacia senza sborsare un euro.

povertaPOVERTA'
C' è gente che va allo stadio e ai concerti sprecando somme ragguardevoli, però se ha bisogno di una scatola di supposte non le paga. Poi continuiamo a dire che lo Stato è assente, mentre versa pensioni a raffica e a chiunque: anche a coloro (il 50 per cento) i quali non hanno mai versato un centesimo all' Inps. Distribuiamo assegni a ciechi che guidano la Bmw e a invalidi che partecipano con successo a gare atletiche.

Siamo campioni iridati di assenteismo, i fannulloni incalliti abbondano nell' impiego pubblico. Questa massa impressionante di parassiti campa di sfroso alle spalle della minoranza (esigua) dei contribuenti onesti. Il cespite fiscale, nonostante il monte di milioni accumulati da noi nelle banche, è sproporzionato per difetto alle denunce dei redditi presentate.

PORSCHE CAYENNE DIESEL SPORSCHE CAYENNE DIESEL S
Basti pensare che solo una quota di esse, circa 300.000, supera il tetto di 200.000 euro. Date un' occhiata alle automobili che circolano, Mercedes, Audi e Porsche e capirete che i conti non tornano. Anneghiamo in un fiume di denaro non tassato al Nord e, in particolare, al Sud. Ma l' Agenzia delle entrate seguita a tallonare i fessi che sganciano e trascura di perseguire chi non molla una monetina. Ovvio che manchino le risorse allo scopo di soddisfare i lazzaroni che votano 5 Stelle per essere alimentati con le palanche del reddito di cittadinanza.

Fonte: qui

sabato 14 aprile 2018

COSA SUCCEDEREBBE SE LE METROPOLI OCCIDENTALI FOSSERO COLPITE DA UNA BOMBA ATOMICA?

A NEW YORK CI SAREBBERO UN MILIONE DI MORTI, A ROMA PIÙ DI 300MILA 

ECCO COSA FARE PER SALVARSI - VIDEO


Dopo l’attacco congiunto di Usa, Regno Unito e Francia alla Siria, il mondo sta vivendo sempre più con la minaccia di una guerra all’orizzonte. Ma cosa succederebbe in caso di bombardamento nucleare? Il Daily Mail ha pubblicato una simulazione che mostra gli effetti di un ordigno nucleare in una grande città. Gli scienziati che l’hanno realizzata hanno utilizzato un modello artificiale per vedere e mostrare come le persone si comporterebbero in quel tipo di contesto.



simulazione nucleareSIMULAZIONE NUCLEARE
La simulazione è stata fatta con una versione distopica del videogioco The Sims, in cui si fa esplodere una bomba nucleare nell’area metropolitana di Washington. Tutti gli edifici nel raggio di un miglio sarebbero distrutti, e un quartiere intero sparirebbe dalla faccia della terra. Nel giro di 48 ore almeno 280mila persone rimarrebbero uccise.

La simulazione era stata creata inizialmente a fini di prevenzione – per dare cioè a chi pianifica le emergenze un’idea e tentare di prevedere una soluzione in caso di blackout totale e comunicazioni totalmente interrotte. Si simula lo scenario peggiore per garantire la sicurezza anche quando ci sono situazioni ben meno terrificanti. Eppure adesso che Trump ha deciso di intervenire in Siria la ricerca diventa ancora più attuale, e inquietante.
simulazione nucleare 3SIMULAZIONE NUCLEARE

Gli studiosi del Politecnico della Virginia hanno creato personalità individuali per ogni residente: le persone reagiscono in maniera differente a seconda dell’età, del genere e del tipo di lavoro.

Alcune persone infatti cercherebbero di scappare senza preoccuparsi del prossimo, altri invece proverebbero quantomeno a salvare la propria famiglia. Per questi ultimi, va da sé, la morte sarebbe pressoché inevitabile. “Con il nostro strumento descriviamo un’ipotetica detonazione nucleare da 10 chilotoni nei pressi della Casa Bianca. La cosa migliore da fare? Cercare un riparo e poi fuggire con calma.

simulazione nucleare romaSIMULAZIONE NUCLEARE ROMA
Allontanarsi da un rifugio significa infatti essere soggetti a una dose maggiore di radiazioni. Online si trovano altre simulazioni nucleari. Mappe interattive in cui si può scegliere il tipo di bomba e la città in cui si vive per vedere l’effetto dell’apocalisse atomico. Da ‘Little Boy’, l’ordigno lanciato su Hiroshima, alla Bomba dello Zar, passando alla Hwasong-14, nelle mani del dittatore nord coreano Kim Jong-Un. Ad esempio, se una W-87 da 300 chilotoni fosse lanciata su New York, ci sarebbero più di un milione di vittime. Se lo stesso ordigno invece fosse sganciato sul centro di Roma, i morti sarebbero 315 mila.
simulazione nucleare 1SIMULAZIONE NUCLEARE

Cosa fare? Due youtuber canadesi, Gregory Brown e Mitchell Moffit, hanno creato un video tutorial utile a prepararsi a un’eventuale guerra nucleare. Preparatevi un kit di emergenza con acqua e cibi in scatola.

Le radiazioni renderebbero immediatamente inutilizzabili i dispositivi elettronici, quindi preparatevi delle radio a batteria per comunicare.

Sperate che la vostra casa sia costruita con delle mura molto grandi e state dentro. Se invece vi trovaste fuori e aveste tempo, cercate un rifugio.


Per prima cosa mettetevi a terra con le mani sulla testa e copritevi. Non guardate l’esplosione – o rischiate di diventare ciechi. A quel punto c’è mezz’ora di tempo per trovare una protezione. Una volta raggiunta, spogliatevi, lavatevi e incrociate le dita.

DOPO AVER IMMAGINATO LA PRESENZA DI “DOSSIER PER RICATTARE I VINCITORI DELLE ELEZIONI DI MAIO E SALVINI”, TRAVAGLIO TORNA SULLO STRANO POTERE DI “PERSUASIONE” DEL CAV VERSO IL LEGHISTA

TRAVAGLIO: “C'È QUALCOSA CHE I DUE SANNO E NOI NON SAPPIAMO. SOLO LE FAMOSE FIDEJUSSIONI CON CUI B. GARANTÌ LA LEGA CON LE BANCHE E CHE LO RESERO AZIONISTA DEL CARROCCIO FIN DAI TEMPI DI BOSSI, NEL LONTANO 2000? OPPURE SI TRATTA DI…”


IL GUINZAGLIO CORTO
Estratto dell’articolo di Marco Travaglio per il “Fatto quotidiano”

marco travaglioMARCO TRAVAGLIO
La gag del Cainano che umilia per l' ennesima volta i suoi alleati sotto le auguste volte del Quirinale non è soltanto folklore. A 40 giorni dalla sua ennesima disfatta elettorale, sono accadute varie cosucce che parrebbero smentire l' irrilevanza del Caimano raccontata da chi si ostina a negare i suoi scandalosi conflitti d' interessi. E confermare quelle doti nascoste (per chi non le vuole proprio vedere) che consentono alla Cara Salma (politica) di esercitare un potere di veto e di interdizione assolutamente sproporzionate al suo peso elettorale e parlamentare. Tutte "doti" che non c' entrano nulla con la politica, ma seguitano a bloccarla come se il titolare fosse ancora il leader del centrodestra. […]

salvini meloni e berlusconi in conferenza stampaSALVINI MELONI E BERLUSCONI IN CONFERENZA STAMPA
Eppure la Cara Salma continua a dettare legge: Salvini, al netto delle rodomontate, torna all' ovile a ogni richiamo all' ordine. Come se avesse il guinzaglio troppo corto per uscire di casa senza il padrone. Evidentemente c'è qualcosa che i due sanno e noi non sappiamo. Solo le famose fidejussioni con cui B. garantì la Lega con le banche e che lo resero azionista del Carroccio fin dai tempi di Bossi, nel lontano 2000? O qualcos' altro? Mistero.

Sta di fatto che la Lega è legata tuttoggi indissolubilmente a lui. Se i 5Stelle sfidano Salvini a slegarsi ben sapendo che non può farlo, sono dei politici astuti. Ma se credono davvero che possa farlo, sono dei fessi e dei poveri illusi. Anche se Salvini, immemore della fine di Fini, si immolasse come i kamikaze mollando il Caimano, difficilmente lo seguirebbe l' intera Lega.
salvini e berlusconi in conferenza stampaSALVINI E BERLUSCONI IN CONFERENZA STAMPA

Qualcosa ci dice che, a quel punto, la pattuglia parlamentare del Carroccio si assottiglierebbe giorno per giorno, con una lenta ma inesorabile transumanza di parlamentari verso il gruppo forzista: i bossiani e i maroniani ora stanno allineati e coperti, ma fino a quando? Se qualcuno pensa che Maroni abbia lasciato la Regione Lombardia per fare il rubrichista del Foglio, cioè per entrare in clandestinità, si illude.

Poi, certo, c' è anche l' ipotesi che B. finga di accettare un governo M5S-Lega, limitandosi a un appoggio esterno senza ministri in cambio di garanzie per le aziende e i processi (ci stanno lavorando i vari Ghedini e Confalonieri, che incontra Lotti e altri senza che nessuno si scandalizzi o domandi a che titolo, mentre Mediaset si libera dei "populisti" Del Debbio, Belpietro e Giordano).
salvini e berlusconi in conferenza stampaSALVINI E BERLUSCONI IN CONFERENZA STAMPA

Ma, dopo qualche settimana, un appoggio esterno ininfluente diventerebbe determinante con la solita compravendita di parlamentari leghisti. Che razza di "governo di cambiamento" sarebbe quello che non può neppure sfiorare i conflitti d' interessi, i trust editoriali, la Rai, la corruzione, l' evasione, la mafia e alle altre ragioni sociali di FI ? Ieri Salvini vaneggiava di "riforma della giustizia" e B. annuiva: è sicuro Di Maio che sia la stessa che ha in mente lui?

Fonte: qui



TRAVAGLIO: “POSSIAMO IMMAGINARE QUANTI DOSSIER CIRCOLINO PER RICATTARE I VINCITORI DELLE ELEZIONI. “IL GIORNALE” PUBBLICA STRANI TITOLI SU "I SEGRETI DI SALVINI", SOTTO I QUALI NON C'È SCRITTO (ANCORA) NULLA. E STRANI PEZZI A FIRMA BISIGNANI (EX P2 ) SULLA "LOBBY GAY" CHE CIRCONDEREBBE DI MAIO. SI SPERA CHE SALVINI E DI MAIO NON ABBIANO SCHELETRI NELL'ARMADIO ALTRIMENTI…” - 21 MARZO 2018

Estratto dell’articolo di Marco Travaglio per il “Fatto quotidiano”

marco travaglioMARCO TRAVAGLIO
Avete notato che B. non si vede più? Tranquilli, non è morto, e non si è nemmeno ritirato. È semplicemente in fase di sommersione, come ogni Caimano che si rispetti. Quando deve fare cose indicibili e indecenti, non si mostra e non parla. Sta sott' acqua e di lì agisce, lontano da occhi e orecchi indiscreti.

Non a caso tornano a circolare nelle sue residenze gli Uomini dell' Ombra, come Letta e Verdini […] impegnati in una mission quasi impossible: far fruttare il 13% racimolato da Forza Italia, vendendolo al migliore offerente per riportare B., se non al volante, almeno nel ruolo di ruota di scorta.

BERLUSCONI E SALVINIBERLUSCONI E SALVINI
[…] Il tornaconto lo conosciamo da 25 anni, essendo la ragione sociale di FI fin dalla nascita: leggi e politiche favorevoli o almeno non ostili a Mediaset sui prossimi assetti della Rai (guai se si rafforzasse facendo vera concorrenza), sulla battaglia con Vivendi, sulle nuove tecnologie digitali; e, ça va sans dire, nessuna norma anti-trust, anti-conflitti d'interessi, anti-corruzione, anti-evasione e anti-mafia.

Il primo obiettivo di B. […] è di evitare l' irrilevanza che gli deriverebbe da due diverse ipotesi di governo, entrambe per lui esiziali: un' alleanza 5Stelle-Lega, […] e un' intesa 5Stelle-Pd, […]

spadafora di maioSPADAFORA DI MAIO
[…] una bella ammucchiata […] è la sua prima e unica vera opzione: un inciucione con dentro Pd, FI, un pezzo di Lega di obbedienza maroniana e un pattuglione di parlamentari comprati qua e là o venuti via gratis per paura di perdere la poltrona appena agguantata il 4 marzo.

In quel caso, il suo ruolo sarebbe ben più decisivo di una ruota di scorta: quello di compratore-federatore dei voltagabbana che, facendo comodo a lui, i suoi media dipingerebbero come i nuovi "responsabili" e i salvatori dell' Italia dal baratro dell' instabilità.
luigi bisignaniLUIGI BISIGNANI

[…] Ora ci risiamo. B. invita ciascuno dei suoi a "farsi amico un grillino e a portarlo dalla nostra parte", perché i 5Stelle "vanno cacciati" o comprati. Intanto possiamo immaginare quanti dossier circolino nei palazzi del potere, per ricattare i vincitori affinché non si scordino dei vinti e diventino leader a sovranità limitata. Soprattutto di uno.

Il Giornale pubblica strani titoli su "I segreti di Salvini", sotto i quali non c'è scritto (ancora) nulla. E strani pezzi a firma Luigi Bisignani (ex P2 ) sulla "lobby gay" che circonderebbe Di Maio. Si spera che Salvini e Di Maio, diversamente dai precedenti oggetti delle attenzioni della Banda B., non abbiano scheletri nell' armadio né in proprio né attorno. Altrimenti farebbero bene a controllare l'armadio: di solito, insieme agli scheletri, c' è un fotografo di B.
gianni letta e berlusconiGIANNI LETTA E BERLUSCONI

Fonte: qui

Libia, il generale Haftar è morto(?)

"Il generale libico Khalifa Haftar è morto, lo confermano fonti diplomatiche": lo scrive 'The Lybia Observer' in un tweet. Un testo analogo, senza indicazioni di fonti e precisando "a Parigi", è stato pubblicato dal sito Libyan Express. Non ci sono tuttavia ancora conferme ufficiali del decesso.
Khalifa Haftar (Ansa)
© Fornito da Rai News Khalifa Haftar (Ansa)

Il comandante delle forze armate che fanno capo al Parlamento di Tobruk era in ospedale a Parigi dal 5 aprile in seguito a una emorragia cerebrale. 
Haftar, 74 anni, era stato colpito da un ictus che aveva richiesto il suo rapido trasferimento dalla Giordania alla Francia.  Il portavoce delle forze di Haftar nell’est del paese, Ahmed Al-Mismari, aveva però smentito il peggioramento delle condizioni di salute del generale. “Tutte le notizie sono false. Il comandante Haftar è in eccellenti condizioni e sta seguendo da vicino le operazioni militari in corso”, aveva detto Al-Mismari. Secondo un'altra fonte dell'entourage di Haftar, citata dal sito di Rfi Afrique, il generale era affetto da un cancro già da diversi mesi e si era recato regolarmente in Giordania per curarsi.

Fonte: qui