9 dicembre forconi

venerdì 29 dicembre 2017

I 500 MAGGIORI PATRIMONI DEL MONDO UN ANNO FA VALEVANO 4.400 MILIARDI, OGGI CRESCONO A 5.300 MLD

BEZOS SFIORA I 100 MILIARDI (IN TITOLI AMAZON) E SUPERA DI NUOVO BILL GATES, CHE NEL 2017 HA AGGIUNTO ‘SOLO’ 9 MILIARDI AL BOTTINO 

ECCO CHI SONO GLI 8 ITALIANI IN CLASSIFICA, E QUANTO SI SONO ARRICCHITI

Marco Sabella per il Corriere della Sera
amazon jeff bezosAMAZON JEFF BEZOS

In un mondo in cui l' intera ricchezza globale prodotta nel 2017 salirà al tasso del 3,6% (stime Fmi) i patrimoni dei 500 uomini e donne più ricchi del pianeta sono cresciuti alla velocità vertiginosa del 23%.

Lo rivela il Bloomberg Billionaires Index, un paniere creato nel 2012 e che monitora l' andamento quotidiano delle fortune dei Re Mida del pianeta. Al vertice della classica si piazza Jeff Bezos, il fondatore e proprietario di Amazon, con un patrimonio personale che sfiora i 100 miliardi di dollari, aumentato in un anno di 34,2 miliardi. Bezos già in autunno aveva scalzato dalla prima posizione Bill Gates, la cui fortuna a fine anno è cresciuta soltanto di 8,9 miliardi di dollari a 91,3 miliardi. Segue, terzo in classifica, Warren Buffett. La ricchezza complessiva dell' oracolo di Omaha ammonta a 85 miliardi di dollari (+11 miliardi nel 2017).

mark zuckerberg e priscilla chanMARK ZUCKERBERG E PRISCILLA CHAN
In questa classifica dei 500 sono soltanto 8 i nomi italiani: si va dal patron di Ferrero, Giovanni Ferrero (24,2 miliardi di dollari, + 4 miliardi sul 2016), al fondatore di Luxottica Leonardo Del Vecchio, all' ad e proprietario di Techint Paolo Rocca, al fondatore di Mediaset Silvio Berlusconi, fino allo stilista Giorgio Armani.

Tre super ricchi di origine italiana, Ernesto Bertarelli, Gianluigi Aponte e Stefano Pessina hanno residenza all' estero: Bertarelli e Aponte in Svizzera, Pessina nel Principato di Monaco. Tra i miliardari europei che si collocano nelle prime dieci posizioni Amancio Ortega (Zara), Bernard Arnault (Lvmh) e Ingvar Kamprad (Ikea).
JEFF BEZOS BILL GATESJEFF BEZOS BILL GATES





Per i 500 più facoltosi l' incremento del 23% dei patrimoni totali corrisponde a un arricchimento di quasi mille miliardi di dollari, visto che a fine 2016 il totale della loro fortuna ammontava a 4.381 miliardi di dollari mentre ieri sfiorava i 5.300 miliardi, per l' esattezza a quota 5.282. Il rialzo è stato quattro volte superiore a quello visto nel 2016, (+5,7%) ed è stato favorito in larga misura dal rally eccezionale dei mercati azionari.
SOROSSOROS

Di fronte a questa tendenza alla concentrazione della ricchezza nelle mani di pochi alcuni miliardari decidono di operare una redistribuzione su basi filantropiche. Bill Gates ha deciso di dare in beneficenza buona parte del suo patrimonio, tramite la Bill & Melinda Gates Foundation. Anche il miliardario George Soros ha donato una fetta della propria ricchezza cosa che lo ha fatto scivolare al 195esimo posto della classifica di Bloomberg con un patrimonio netto di 8 miliardi.


principe saudita alwaleedPRINCIPE SAUDITA ALWALEED

Scorrendo la lista, si trovano 38 miliardari cinesi (hanno aggiunto in totale 177 miliardi, il 65% in piu' rispetto al 2016, l' aumento maggiore tra i super ricchi dei 49 Paesi in classifica), ma ci sono anche 27 tycoon di nazionalità russa, la cui ricchezza aggregata è cresciuta di 29 miliardi a 275 miliardi totali. A dominare la classifica sono tuttavia gli americani: in lista ci sono 159 miliardari, che hanno visto salire il proprio patrimonio del 18%, ovvero di 315 miliardi, a un totale di 2.000 miliardi.

In particolare, il fondatore di Facebook Mark Zuckerberg ha visto aumentare il proprio patrimonio di 22,6 miliardi, il 45%, anche se ha fatto sapere che venderà il 18% della propria quota nel social network per tenere fede alla promessa di dare in beneficienza la maggioranza della sua ricchezza (72,6 miliardi). Sono invece 58 i miliardari hanno visto calare il proprio patrimonio, perdendo in totale 46 miliardi: tra questi il magnate francese delle telecomunicazioni Patrick Drahi (-39% a 6,3 miliardi) e il principe saudita Alwaleed Bin Talal (-1,9 miliardi a 17,8 miliardi) a causa dello scandalo corruzione fatto scattare dal principe ereditario Mohammed bin Salman.

GIANFELICE ROCCAGIANFELICE ROCCA
Quanto agli otto italiani in classifica, il patrimonio complessivo dei cinque residenti - Ferrero, De Vecchio, Rocca, Berlusconi e Armani - ammonta a un totale di 72,4 miliardi di dollari, con un incremento anno su anno di oltre 10 miliardi. Mentre le fortune dei tre italiani «expatriates» - Bertarelli, Pessina, Aponte - raggiungono un totale di oltre 37 miliardi, in aumento di un miliardo sul 2016.

Fonte: qui
DEL VECCHIO CON GLI OCCHIALI O CON GLI IMMOBILI CAPITALIZZA IN BORSA 18,8 MILIARDI 

GRAZIE AGLI AUMENTI DEI PEDAGGI, VOLANO I BENETTON. GAVIO RADDOPPIA E SORPASSA BERLUSCONI 

IL FLOP DELLE AZIENDE LEGATE AL MINISTERO DELL’ECONOMIA A PIAZZA AFFARI, A PARTIRE DA CDP

Ettore Livini per la Repubblica

leonardo del vecchioLEONARDO DEL VECCHIO
I re delle Autostrade ( Benetton e Gavio) trovano sotto l' albero di Natale di Piazza Affari un regalo da 3 miliardi e stravincono, almeno a livello di performance, la classifica 2017 dei Paperoni di Borsa. L' italiano più ricco sul listino rimane per distacco quella " formichina" di Leonardo del Vecchio, che - grazie agli immobili più che a Luxottica - ha aggiunto quest' anno altri 800 milioni (+ 4,4%) al suo patrimonio azionario, arrivato a 18,8 miliardi di euro.

Alle sue spalle però ha messo il turbo tutto il mondo che ruota attorno al traffico a quattroruote: Atlantia, Astm e Sias - i gestori della rete autostradale tricolore - hanno fatto boom sul listino (+ 18,4%, + 133% e + 86% rispettivamente) grazie all' aumento delle tariffe, all' allungamento delle concessioni e alla ripresa del traffico. E i loro soci, con buona pace degli automobilisti, passano ora all' incasso: i Benetton hanno consolidato la loro quarta posizione nella classifica dei Paperoni con un balzo del 20% a 8,1 miliardi di euro dei titoli che hanno in salvadanaio.

CATTELAN PIAZZA AFFARI BORSA MILANOCATTELAN PIAZZA AFFARI BORSA MILANO
La famiglia Gavio ha addirittura raddoppiato il proprio valore a 3,9 miliardi, scalando diversi gradini in graduatoria e togliendosi lo sfizio di sorpassare persino Silvio Berlusconi. A completare il trionfo del settore trasporti ci ha pensato il balzo del 25% dei titoli Exor che ha regalato un Natale d' oro anche a casa Agnelli. Il patrimonio della dinastia torinese è lievitato a 6,2 miliardi in scia agli sprint azionari di Fca e Ferrari. Torino è tornata così nella " top five" sorpassando Miuccia Prada salita " solo" ( si fa per dire) del 4,6% e rimasta dietro per un pugno di milioni.
MARCELLO GAVIOMARCELLO GAVIO

Il podio della classifica alle spalle del patrono di Luxottica rimane in mano ai due grandi delusi del 2017, Stefano Pessina e la famiglia Rocca. Che pagano entrambi la scarsa diversificazione del portafoglio e l' anno difficile delle loro aziende. Walgreen Boots Alliance, il colosso farmaceutico di cui l' imprenditore italiano controlla il 14,4%, ha perso da gennaio il 13% sforbiciando a 9,3 miliardi il valore della partecipazione di Pessina. Unica magra consolazione per lui: il sorpasso ai danni dei Rocca che - complice lo scivolone della Tenaris - hanno visto il loro valore crollare da 11,3 a 8,5 miliardi.

gilberto benettonGILBERTO BENETTON
Nel girone dei gamberi si è mosso a marcia indietro - con la fredda logica dei numeri - anche Berlusconi. Il patrimonio in Borsa dell' ex-premier si è ridotto nel 2017 del 2,3% a 3,57 miliardi. Ma si tratta di una sorta di illusione ottica che maschera un periodo d' oro per l' ex- Cav. Basta infatti retrodatare la performance fino al novembre 2016, quando Vivendi ha iniziato a scalare Mediaset a Piazza Affari, per ribaltare la prospettiva e regalare al portafoglio di Silvio - un elemento chiave per la prossima campagna elettorale - un bel guadagno del 20%.


gallia costamagna padoanGALLIA COSTAMAGNA PADOAN
A balbettare sul listino in questo anno d' oro (+ 15,7% a pochi giorni dalla fine del 2017 l' indice Mibtel) è invece lo Stato- padrone. Tesoro e Cdp restano l' azionista di riferimento del mercato meneghino, visto che da soli hanno in portafoglio titoli per un valore di quasi 50 miliardi, più o meno il 6,6% della sua capitalizzazione. Ma i risultati sono tutt' altro che brillanti. Il Mef ha messo assieme un onesto + 2,7%: il boom della quota in Enav e il quasi raddoppio del valore della partecipazione in Stm sono stati frenati dall' andamento in grigio di Enel e Poste e dalla frenata di Eni e Leonardo.

Il cane a sei zampe e la Saipem hanno aperto invece nel portafoglio della Cassa depositi e prestiti una mini-voragine da 1,6 miliardi, parzialmente riequilibrata dai risultati di Terna e Snam. Il saldo finale comunque è negativo e il patrimonio a Piazza Affari della Cdp ha perso finora il 3,9% del suo valore. I titoli di stato, lo sanno tutti, non rendono. Il tasso su quelli a dodici mesi è in questi giorni al -0,4%. Dati alla mano. però, forse per la Cassa sarebbe stato meglio mettere i soldi in Bot.

Fonte: qui

La truffa dello shale ha ottenuto una nuova conferma

La prevista crescita record nella produzione di petrolio di scisto negli Stati Uniti e la conseguente futura leadership mondiale americana nel mercato petrolifero sono state messe in discussione.
Il Massachusetts Institute of Technology ha condotto una ricerca ed ha scoperto che è sopravvalutata l'innovazione tecnologica su cui si basano queste previsioni rosee per l'America. Come è successo?
Negli ultimi anni la crescita della produzione di petrolio di scisto negli Stati Uniti è stata spiegata con una svolta tecnologica. Gli americani starebbero perfezionando l'estrazione di questa risorsa in modo tale che ora risulterebbe profittevole estrarla non solo col prezzo del petrolio a 100 $ al barile, ma anche con 40 $.
Questo aveva regalato grandi speranze nei cuori degli esperti dell'Agenzia Internazionale dell'Energia, creata a tempo debito dagli Stati Uniti in opposizione all'OPEC. Nel loro ennesimo rapporto sullo sviluppo del mercato mondiale del petrolio e del gas fino al 2040, avevano predetto il ruolo di leader mondiale degli Stati Uniti.
Entro il 2025 gli Stati Uniti avrebbero ottenuto il primato mondiale nei termini di produzione, lasciandosi alle spalle l'Arabia Saudita e la Russia. Anche nel mercato del gas gli Stati Uniti avrebbero dovuto superare la Russia, diventando i primi nel mondo in termini di produzione, mentre la Russia sarebbe scesa al secondo posto con un grande divario.
L'Energy Information Administration, agenzia federale dipendente dal Dipartimento dell'Energia americano, non è stata meno ottimista. Si aspettano una crescita giornaliera di produzione di petrolio di 500mila barili, raggiungendo complessivamente 9,3 milioni di barili. L'anno successivo si aspettano una crescita ancora maggiore di 600mila barili, raggiungendo così la produzione di 9,9 milioni di barili al giorno. Gli Stati Uniti non producevano così tanto petrolio da quasi mezzo secolo, ovvero dal 1970 con una media di 9,6 milioni di barili al giorno. Secondo le previsioni della Agenzia Internazionale dell'Energia, entro il 2025 il volume di produzione statunitense crescerà fino a 16,8 milioni di barili.
Eppure non tutti, anche negli Stati Uniti, condividono queste previsioni così brillanti. Un gruppo di ricercatori del Massachusetts Institute of Technology (MIT) ritiene che le prospettive della rivoluzione dello shale negli Stati Uniti siano sovrastimate.
Hanno scoperto che la crescita della produzione di petrolio e gas negli ultimi anni è dovuta non al progresso tecnologico, ma al fatto che le aziende americane hanno cercato di sviluppare i giacimenti più promettenti. Questa situazione ha dato loro l'opportunità di aumentare la produzione anche con i prezzi bassi del petrolio.
Indubbiamente i produttori dello shale stanno migliorando le complesse tecnologie di produzione, ma negli Stati Uniti sovrastimano l'importanza della componente tecnologica nella crescita della produttività. Pertanto le previsioni di crescita in futuro della produzione americana di idrocarburi da scisto si basano su aspettative troppo ottimistiche, ritengono gli esperti del Massachusetts Institute of Technology.
L'Energy Information Administration ritiene che variando la profondità del pozzo e la quantità di acqua e sabbia utilizzate per rompere il terreno, la produttività può aumentare del 10% all'anno.
La cifra reale è nella migliore delle ipotesi vicina al 6,5%, sostengono i ricercatori del Massachusetts Institute of Technology, riporta Kommersant.
Fonte: qui

A ROMA SCOPPIA LA RIVOLTA PER I RIFIUTI IN STRADA: CASSONETTI IN FIAMME A OSTIA E NELLA PERIFERIA EST DELLA CAPITALE

OGGI LA GIUNTA DELL'EMILIA-ROMAGNA DECIDERÀ SE AIUTARE ROMA, ACCETTANDO 350 TONNELLATE AL GIORNO DI IMMONDIZIA DA BRUCIARE NELL'INCENERITORE DI PARMA CHE IL M5S AVEVA COMBATTUTO

Mauro Evangelisti e Mirko Polisano per il Messaggero

incendio cassonetti ostia-2INCENDIO CASSONETTI OSTIA
Spazzatura, alta tensione a Roma. Molti quartieri sono ancora ricoperti di rifiuti, i sindacati minacciano lo sciopero per gennaio, la corsa dell'Ama (l'azienda municipalizzata) per pulire la città dopo il flop di Natale è stata rallentata da piogge e allagamenti. La spazzatura galleggiava.

Ma il caos non è alimentato solo dall'acqua, ma anche dal fuoco. In alcuni quadranti incendiati cassonetti e cumuli di spazzatura. Si sospetta che sia l'effetto dell'esasperazione della gente, una forma di protesta senza senso, visto che sono gli stessi cittadini a respirare i fumi tossici. Ma dal X Municipio (Ostia e quartieri limitrofi dove sono stati bruciati un centinaio di cassonetti) al VI, periferia est, vi sono numerose segnalazioni. In via Palenza, zona Corcolle, nella notte hanno dato fuoco alla spazzatura non raccolta. Roberto Romanella, presidente del VI, esperto in materia (è un vigile del fuoco): «Una follia, la spazzatura diventa rifiuto speciale e dunque si complica la possibilità di smaltirli».

LITORALE

incendio cassonettiINCENDIO CASSONETTI
Ma la situazione più grave è a ovest, a Ostia, Acilia e Infernetto dove l'allarme cassonetti a fuoco si trascina da mesi. I numeri: nella notte di Santo Stefano quattro cassonetti bruciati, in quella di Natale due campane per la raccolta del vetro, prima ancora cinque cassonetti nel centro di Ostia. In totale, da quando è iniziata l'emergenza 100 cassonetti a fuoco. Prima delle elezioni del Municipio (quelle arrivate dopo due anni di commissariamento per infiltrazioni mafiose) si era pensato ad azioni dolose per influenzare l'esito del voto, ma i roghi proseguono. Prende forza l'ipotesi della reazione sconsiderata per la spazzatura non raccolta.

rifiuti topi morti romaRIFIUTI TOPI MORTI ROMA
Ci stanno lavorando i carabinieri della Compagnia di Ostia. «I rifiuti ci avvelenano», continuano a ripetere i cittadini di Ostia e dell'entroterra mentre i sacchetti dell'immondizia invadono le strade. «Qui ad Acilia noi non possiamo nemmeno uscire di casa - dice Luigi De Angelis, presidente del comitato di quartiere Prato Cornelio - per questo c'è chi dà anche fuoco all'immondizia». Copione identico all'Infernetto, tra le ville degli attori del cinema anni'60.

«I rifiuti sono ovunque - ammette Giosuè Mirizio, presidente del comitato Infernetto Sicuro- le strade sono discariche e la gente, visto che saltano i turni del ritiro porta a porta, lancia i sacchetti ai lati della carreggiata». L'ultimo episodio di rifiuti e cassonetti dati alle fiamme: nella notte di Santo Stefano, sul lungomare e a ridosso del quartiere dei clan di Ostia Nuova. Ormai le notti sul litorale romano sono scandite dal rumore delle sirene delle volanti che sfrecciano e dall'odore della plastica bruciata che penetra le finestre dei palazzi ed entra dentro le case. «C'è una forte esasperazione - aggiunge Maurizio De Lucia, residente e portavoce del comitato di Repubbliche Marinare - abbiamo cumuli di rifiuti che l'Ama non raccoglie davanti ai nostri portoni».

rifiuti romaRIFIUTI ROMA
Quando finirà il caos rifiuti? Oggi la giunta dell'Emilia-Romagna deciderà se aiutare Roma, accettando 350 tonnellate al giorno di indifferenziato della Capitale da bruciare nell'inceneritore di Parma che il Movimento 5 Stelle aveva fermamente combattuto. Pinuccia Montanari, l'assessore all'Ambiente di Roma Capitale, ha spiegato che Ama acquisterà nei prossimi 4 anni 1.500 nuovi mezzi, investendo 200 milioni di euro. Ma oggi il 50 per cento della flotta è in avaria. I sindacati hanno mandato una lettera alla sindaca Raggi chiedendo di aprire un confronto nelle prossime 48 ore senza il quale a metà gennaio ci sarà uno sciopero. Piove sul bagnato. E sui rifiuti.

28 Dicembre 2018

Fonte: qui

ROMA CASSONETTI ACCANTO A SAN PIETROROMA CASSONETTI ACCANTO A SAN PIETROGABBIANI PASTEGGIANO NEI CASSONETTI DI ROMAGABBIANI PASTEGGIANO NEI CASSONETTI DI ROMAROMA RIFIUTIROMA RIFIUTIrifiuti in provincia di romaRIFIUTI IN PROVINCIA DI ROMA

UNA REPUBBLICA AF-FONDATA SUL LAVORO

L’ISTAT: “SONO PIÙ DI 6 MILIONI QUELLI CHE CERCANO E DESIDERANO UN LAVORO” 

MA SONO DIMINUITI DEL 3,5% IN UN ANNO 

BOOM DELLE COSIDETTE MINI FAMIGLIE, GLI EX SINGLE (SOPRATTUTTO AL CENTRO)

Alessandra Arachi per corriere.it

lavoroLAVORO
Il conto alla rovescia è cominciato, e mentre tutti speriamo nell’anno che verrà, ci pensa l’Istat a tirare le somme. Nel suo annuario ci racconta un’Italia fatta di ombre ma anche fortunatamente di molte luci, e persino di una lucetta flebile nel disastrato mondo del lavoro.

Perché, è vero, in Italia c’è un esercito di 6,4 milioni di persone che vorrebbe tanto poter lavorare (una cifra che è la somma della forza lavoro potenziale e dei disoccupati) , ma questo esercito in un anno è calato del 3,5 per cento, e tra i soldati di questo esercito poi ci sono anche quelli che pur desiderandolo un lavoro non risultano cercarlo.
I giovani colti
CERCO LAVOROCERCO LAVORO
Stiamo correndo verso le elezioni, ma agli italiani questa corsa sembra interessare poco, sempre più disaffezionati alla politica, l’Istat ci dice che uno su tre non ne parla proprio mai, un picco che raggiunge il 53 per cento tra i giovanissimi (14-17 anni) che pure dovrebbero accendersi per le passioni. La verità è che per fortuna le passioni non ci mancano, visto che nell’anno passato abbiamo toccato il record del decennio della partecipazione alla cultura. Come dire? Abbiamo disertato le urne (meno di un elettore su due ai ballottaggi di giugno) e riempito cinema, teatri, soprattutto musei, che con oltre 45 milioni e mezzo di presenze hanno registrato un incremento del 5 per cento. Dalle cifre del nostro Istituto di statistica, poi, viene fuori che sono i giovani e i giovanissimi i maggiori fruitori della cultura (tra gli 11 e i 14 anni e fino a 24 anni), con un’unica eccezione: i concerti di musica classica.
Le mini famiglie
lavoroLAVORO
Che l’Italia è il paese più vecchio secondo solo al Giappone, lo sappiamo, l’Istat ce lo ripete da un po’. Anche che nel nostro Paese le nascite sono sempre più in calo ce lo siamo sentito ripetere da un po’ con quell’indice dell’ 1,26 figli per donna che ci sbatte in fondo alla classifica, senza sconti. Le mini famiglie, però, sono una novità dell’ultimo annuario. Lo immaginavamo? Una famiglia su tre in Italia è talmente mini da avere un solo componente. Fino ad ora si chiamavano «single», ma la cifre è andata crescendo così tanto via via che l’Istat le chiama famiglie «unipersonali»: sono più numerose nel centro Italia (il 34,4% del totale) mentre il Sud registra la percentuale più bassa (28,2%): Ma sono davvero tante, da qualunque parte le si guardi.
Il cuore killer
LavoroLAVORO
Il divario tra Nord e Sud è una costante del nostro Paese. La questione meridionale mai risolta porta l’Italia a viaggiare da sempre a una doppia velocità e anche per quanto riguarda la cura della salute non c’è differenza. L’Istat ci segnala che negli ultimi otto anni i posti letto ordinari negli ospedali ogni mille abitanti sono rimasti superiori al Nord rispetto al Mezzogiorno. E lo stesso vale nel rapporto tra personale medico e popolazione, dove il Centro Italia svetta con 2,3 medici per mille abitanti e 72,6 medici ogni 100 posti lette, mentre una regione come la Calabria langue con il suo 1,6 medici per mille abitanti. L’Istat poi ce lo certifica, ma lo sapevamo già che i tumori e il cuore sono le malattie che ci uccidono di più: insieme sono la causa di due morti su tre.

Fonte: qui

Mattarella scioglie le Camere, elezioni fissate per il 4 marzo

Il premier Gentiloni è tornato al Colle giovedì sera insieme al ministro dell'Interno Marco Minniti per controfirmare il decreto di indizione delle elezioni, a seguito dello scioglimento delle Camere. 

Le nuove Camere dovranno riunirsi il 23 marzo 2018

Finisce ufficialmente la diciassettesima legislatura, una legislatura travagliata ma non infruttuosa, come ha sottolineato il premier Paolo Gentiloni: l'ultimo atto è la firma che il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, dopo aver sentito i presidenti dei due rami del Parlamento, ai sensi dell’articolo 88 della Costituzione, pone sotto il decreto di scioglimento del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati. È un momento atteso, programmato ormai da giorni, ma che fa comunque un certo effetto alla luce dei difficilissimi anni vissuti politicamente dal nostro Paese. E che viene ratificato da tutti i passaggi formali che impone la nostra Costituzione e che garantiscono la correttezza delle procedure: il presidente del Consiglio dei Ministri che controfirma il decreto di scioglimento; il Segretario Generale della Presidenza della Repubblica, Ugo Zampetti, che si reca dai Presidenti del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati per comunicare il provvedimento di scioglimento delle Camere; la riunione-lampo (mezz'ora, dalle 18.43 alle 19.14) con cui il Consiglio dei ministri, oltre a dare il via libera alla missione in Niger, approva il decreto di indizione della data delle elezioni il 4 marzo e quelli di determinazione dei collegi elettorali; e infine, il premier Gentiloni che ritorna al Quirinale insieme al ministro dell'Interno Marco Minniti per far controfirmare i decreti delle elezioni da Mattarella. L'Italia è ufficialmente in campagna elettorale, e non c'è che da rallegrarsi: «Quello delle elezioni», confida Mattarella ad un cronista, «non è mai un passaggio drammatico».

Fonte: qui


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giovedì 28 dicembre 2017

UN PRETE SUDAFRICANO HA SOMMINISTRATO DEL VELENO PER TOPI ALLA SUA CONGREGAZIONE PER FARE UN'OPERA DI "GUARIGIONE" SPIRITUALE.

VOLEVA DARE PROVA CHE LA FEDE RENDE IMMORTALI 

DIVERSE PERSONE HANNO PERSO LA VITA


Per provare l’immortalità della fede, un prete ha somministrato del veleno per topi alla sua congregazione. Come ci si può facilmente immaginare non è andata bene.

veleno per topi in chiesaVELENO PER TOPI IN CHIESA
Padre Light Monyeki di Soshanguve, in sud Africa, si è fatto carico della parola di Dio in maniera un po’ troppo letterale, volendo mostrare ai suoi fedeli dei poteri soprannaturali e immortali della fede, con una prova decisamente pericolosa.

Il prete ha dichiarato alla sua congregazione che non avrebbero dovuto temere la morte, poiché sarebbero sopravvissuti, prima di servire alcune bottigliette d’acqua contenenti del veleno per topi. Sfortunatamente i più sono stati felici di soddisfare la sua richiesta.

“Non dovete proclamare la vostra fede perché siamo tutti credenti, la morte non ha alcun potere su di noi. Orribilmente, molti dei suoi seguaci sono accorsi a bere la sorsata letale del fatale miscuglio in un gesto disperato per sentirsi più vicini a Dio."

veleno per topi in chiesa 2VELENO PER TOPI IN CHIESA 
Il prete ha bevuto il liquido per primo prima di versarlo nella bocca della sua leale congregazione. Come prevedibile, i membri della chiesa hanno iniziato ad avvertire dolori allo stomaco e nel pomeriggio, cinque di loro erano morti.  
Altri 13 sono stati portati all’ospedale dopo aver ingerito il drink letale, ciononostante Monyeki ha negato la sua responsabilità a riguardo, dichiarando: “Troppo di una cosa buona può essere cattivo”. 

L’incidente ha avviato un’indagine della polizia, ma nessuno è stato arrestato finora.

È sbalorditivo che questo prete possa aver davvero pensato anche per un solo secondo che questa fosse una buona idea e mette in luce un forte abuso di potere sui suoi fedeli.

Molti di questi topicidi possono avere degli effetti considerevoli sul corpo umano se ingeriti, contengono anticoagulanti e, man mano che i ratti sviluppano delle difese a questi veleni, sono sempe più potenti e tossici sia per gli animali sia per gli uomini. 

15 Gennaio 2017

Fonte: qui

veleno per topi 2
VELENO PER TOPI