9 dicembre forconi: ricchi
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martedì 9 luglio 2019

La "lunga" espansione dell'America è stata solo la classe più ricca diventando ancora più ricca, mentre quella classe media è morta

Il 1 ° luglio, molti - noi inclusi  - hanno scritto lunghi articoli, sottolineando che la più lunga espansione economica americana nella storia è ormai un dato di fatto.
Tristemente, quando si rimuovono gli strati della cipolla pianificata centralmente , la realtà è molto meno euforica e, come scrive oggi la Reuters, questa espansione storica - per lo più dei prezzi delle attività - ha ottenuto solo una cosa: ha reso i ricchi più ricchi mentre schiacciava la classe media, con Reuters  che riporta che il numero di miliardari negli Stati Uniti è più che raddoppiato nell'ultimo decennio, da 267 nel 2008 a 607 l'anno scorso.
John Mathews, responsabile del Private Wealth Management e Ultra High Net Worth di UBS ha dichiarato: " I ricchi sono diventati più ricchi e sono diventati più ricchi più velocemente. L'impulso o il desiderio di consumo è appena diventato di alto livello. "
Allo stesso tempo, si sono presentati anche i segni di lotta e stagnazione per i livelli di reddito più bassi. Il 20% più ricco degli americani detiene l'88% della ricchezza del paese, una percentuale che è cresciuta da prima della crisi . Dall'altra parte dello spettro, "il numero di persone che ricevono i buoni pasto federali supera i 39 milioni, al di sotto del picco nel 2013, ma ancora del 40% rispetto al 2008, anche se la popolazione del paese è cresciuta solo dell'8%" schiacciato e come milioni abbandonati, e giù, nella classe inferiore.
Indipendentemente da ciò, 10 anni fa, questo tipo di crescita non era pensabile possibile. Il sistema finanziario era in bilico sull'orlo del disastro e la gente temeva che i fallimenti bancari potessero indebolire permanentemente il capitalismo. Ma ora sembra che molti dei segni della ricchezza che ha portato avanti la crisi finanziaria si presentino di nuovo.


La relazione esponeva un paio di esempi dell'effetto ricchezza:

  1. Il costo di una cena al French Laundry, l'elegante ristorante della California, è aumentato del 35% a $ 325 a persona, da $ 240 a 10 anni fa, superando l'inflazione di quasi il 20%.
  2. Le lezioni universitarie al pilastro della Ivy League della Columbia University sono sotto i 60.000 dollari l'anno, più della metà rispetto ai 39.000 dollari dell'anno scolastico 2008.
  3. Il mercato azionario statunitense, misurato dallo S & P 500, è triplicato nell'ultimo decennio.
  4. Il capo degli hedge fund Ken Griffin ha stabilito un record per una casa in vendita negli Stati Uniti quando ha comprato un condominio di 238 milioni di dollari su "Billionaires Row" appena fuori dal Central Park di New York.
Tuttavia, gli affitti in posti come New York sono aumentati più del doppio della retribuzione, cosa che mette sotto pressione i residenti a basso reddito. E la quantità di persone che dormono nei rifugi di New York è del 70% più alta rispetto a 10 anni fa, mentre le fila dei senzatetto aumentano.
Carolyn Valli, CEO di Central Berkshire Habitat for Humanity, a Pittsfield, Massachusetts, ha dichiarato: "Le aree con risorse insufficienti non migliorano; l'opportunità di alloggio per loro non sta migliorando. I costi sanitari elevati e la mancanza di grandi datori di lavoro significano meno posti di lavoro in alcune aree. Cibo, servizi pubblici e costi di alloggio, nel frattempo, rimangono alti. Ciò è tutt'altro che un boom. "
L'ampliamento del divario di disuguaglianza continua a essere un argomento popolare tra le speranze presidenziali democratiche, in quanto i responsabili delle politiche stanno iniziando a credere che l'espansione potrebbe essere sul precipizio del rallentamento. Molti temono che con l'aumentare dei tassi e gli Stati Uniti continuino la guerra commerciale con la Cina che un fragile cittadino a basso reddito potrebbe essere messo in una situazione finanziaria ancora più precaria.
Ma naturalmente questo non ha impedito al presidente della Federal Reserve Jerome Powell di affermare recentemente: "I benefici di questa lunga ripresa stanno ora raggiungendo queste comunità in misura non percepita da molti anni. Molte persone che in passato hanno lottato per rimanere nel mondo del lavoro ora stanno ottenendo l'opportunità di aggiungere nuovi e migliori capitoli alle loro storie di vita. Tutto ciò sottolinea quanto sia importante sostenere questa espansione ".
Immaginiamo che Powell non abbia letto il nostro recente articolo sulla disuguaglianza dei redditi e il declino della classe media. Include questi due grafici che sono così semplici, persino una sedia della Fed potrebbe capirli. Fonte: qui



lunedì 1 aprile 2019

A VENEZIA ESPLODE IL CASO DELLE CASE DELL'ATER DATE AI MILIONARI

12 RICCHISSIMI EREDITIERI E LIBERI PROFESSIONISTI DICHIARAVANO REDDITO ZERO PER AVERE LE CASE POPOLARI AD AFFITTO QUASI GRATIS NEL CENTRO DELLA CITTÀ STORICA 

IL GIOCHETTO ERA SEMPLICE, BASTAVA AVERE QUALCHE AMICIZIA IMPORTANTE E FARE UN'AUTODICHIARAZIONE DI POVERTÀ

ElisioTrevisan da ilgazzettino.it

veneziaVENEZIA
Più che furbetti sono maghi, con circa un milione di euro a testa di risparmi ma fantasmi per l'Ater veneziana. Almeno fino a poco tempo fa, perché ora l'Azienda territoriale per l'edilizia residenziale ha individuato i 12 casi più eclatanti della Città Metropolitana e ha avviato le pratiche per buttarli fuori dalle case popolari che occupano in barba a chi ha veramente bisogno di un tetto sulla testa.
aterATER





Sono lavoratori autonomi ufficialmente a reddito zero, oppure persone che hanno ereditato una fortuna e altre, ancora, che hanno accolto in famiglia un milionario; inoltre nelle case Ater, soprattutto del centro storico, ci sono pure nomi illustri, entrati molti anni fa forse, secondo i vertici Ater, per amicizie altrettanto influenti.

ISOLA SAN SERVOLO VENEZIAISOLA SAN SERVOLO VENEZIA
Oltre ai 12 appena individuati, l'Azienda territoriale nel solo Comune di Venezia ha più di qualche decina di casi meno gravi ma per i quali è necessario ugualmente intervenire: affittuari con conti correnti attorno ai 100 mila euro «che devono capire come il patrimonio pubblico sia tale per davvero e non invece un bene cui si ha diritto perché la nonna ci viveva dentro e poi anche la mamma» afferma Raffaele Speranzon, presidente dell'Ater di Venezia da metà dell'anno scorso che ha avviato una campagna di verifiche sui redditi e allo stesso tempo sulle condizioni degli appartamenti, ed ha iniziato a restaurarli per sanare il patrimonio e offrire alle giovani coppie la possibilità di rimanere nella propria città, in particolare nel centro storico di Venezia dove l'esodo di residenti è drammatico.
DEVONO ANDARSENE - Ora i 12 residenti individuati hanno 24 giorni di tempo per eventualmente mutare la propria condizione e poi, «applicando la legge regionale, procederemo con gli sfratti - annuncia il presidente -. E d'altro canto ci si chiede come facciano a non aver traslocato da tempo di propria iniziativa continuando invece ad abitare accanto a nuclei familiari che vivono con un'Isee annuo al di sotto di 20 mila euro (l'Indicatore della Situazione Economica Equivalente)». Questa è la situazione della maggior parte di chi vive nelle case Ater ha spiegato il presidente Speranzon intervenuto l'altra sera a una serata del Rotary Venezia Mestre, guidato da Claudio Scarpa, che ha dedicato l'anno sociale all'emergenza povertà.

Cos'è cambiato rispetto a qualche anno fa quando i maghi riuscivano indisturbati a nascondersi tra i poveri? La determinazione del nuovo presidente e l'occasione: «Fino a due o tre anni fa era sufficiente un'autocertificazione della condizione economica per ottenere un alloggio e poi era molto complicato controllare la veridicità delle affermazioni sottoscritte - spiega Raffaele Speranzon -. Ora invece possiamo triangolare i dati: Agenzia delle Entrate, Guardia di Finanza, conti correnti, proprietà immobiliari, auto di lusso e via di seguito. Per sfuggirci uno non deve dichiarare alcun reddito, non avere un conto in banca e non può spendere un centesimo. Si può fare ma è molto difficile».
VENEZIA FOTO REALIZZATA CON UN SOFTWARE DELLA SOCIETA RUSSA AIRPANOVENEZIA FOTO REALIZZATA CON UN SOFTWARE DELLA SOCIETA RUSSA AIRPANO

Il presidente dell'Ater veneziana riassume in una frase il suo programma: «Linea dura, rigida ma con una dose di buon senso». Duri e rigidi con chi è assolutamente fuori di ogni livello di reddito accettabile e dignitoso nei confronti della maggior parte degli ospiti, e allo stesso tempo equilibrati con la gran parte dei nuclei familiari che sono di poco sopra i limiti ammessi.
veneziaVENEZIA








«Ci sono molti abitanti dei nostri appartamenti, soprattutto anziani, che superano di poche migliaia di euro il limite dei 20 mila euro di reddito Isee. E per questi sto discutendo con la Regione Veneto per capire quale sia il limite vero, superato il quale sia opportuno buttare fuori la gente. Perché in primo luogo non sono benestanti, anzi, e poi rischierei di avere 1500 appartamenti improvvisamente vuoti, rimarrei senza tutti quei canoni, e dovrei restaurarli tutti per poterli rimettere a reddito». 

24 Marzo 2019

Fonte: qui

domenica 27 gennaio 2019

“LA RICCHEZZA CONCENTRATA IN POCHE MANI MINACCIA LA DEMOCRAZIA”


IL PREMIO NOBEL JOSEPH STIGLITZ SVEGLIA GLI ALLOCCHI CHE ANCORA CREDONO ALLA GIOIA DEL CAPITALISMO RAPACE: “DOVREBBE RIFLETTERCI CHI CONTINUA A CONSIDERARE L'AMERICA UN MODELLO: NEGLI USA CI SONO 20 MILIONI DI POVERI DEI QUALI FRA I CINQUE E I DIECI IN POVERTÀ ASSOLUTA 

IN 40 ANNI LA QUOTA DEI REDDITI IN MANO ALLO 0,1% DELLA POPOLAZIONE AL TOP È QUADRUPLICATA, GLI STIPENDI DEL CETO MEDIO SONO FERMI A 60 ANNI FA…”

Eugenio Occorsio per “la Repubblica”

JOSEPH STIGLITZJOSEPH STIGLITZ
«Ventisei super-ricchi detengono risorse pari al 50% più povero dell'umanità? Mi amareggia ma non mi stupisce. È un trend progressivo, inarrestabile: l'anno scorso la seconda di queste cifre era pari a non più del 47%». Joseph Stiglitz, economista della Columbia University di New York, legge gli sconfortanti dati dell'Oxfam, e condivide la definizione sintetica dell'organizzazione inglese (basata a Nairobi): "out of control", una deriva fuori controllo.

«Dovrebbe rifletterci chi continua a considerare l'America un modello: questa piega degli eventi ha la sua radice proprio negli Stati Uniti». Stiglitz, dopo aver vinto il premio Nobel nel 2001 per i suoi studi sulle "asimmetrie" informative che influenzano i mercati, si dedica da molti anni alla ricerca sulle diseguaglianze e sui loro effetti devastanti in termini di sviluppo sociale e benessere collettivo: «Le ingiustizie sociali sono arrivate a un punto tale da minacciare la democrazia in tutto il mondo».
povertàPOVERTÀ

Perché, per la violenza che esplode nei movimenti di protesta come i "gilets jaunes"?
«C' è anche il pericolo che qualche demagogo si impadronisca della rabbia popolare. Le forme di attacco alla democrazia sono sofisticate e subdole. Prendiamo l' America: c' è la manipolazione dei collegi elettorali, e c'è chi dice anche i brogli. E spesso la sudditanza psicologica dei cittadini di fronte ai ricchi. È come se dovessero comandare per forza, e non solo sul posto di lavoro: io lo chiamo "capitalismo manageriale"».

povertàPOVERTÀ
E i manager medesimi guadagnano centinaia di volte in più dei loro impiegati?
«Purtroppo è così. Non c'è verso di correggere questa tendenza. Il Dodd-Frank Act, le riforma finanziaria varata nel 2010 perché non si ripetessero gli eccessi che avevano portato alla crisi, fissava paletti precisi sulle retribuzioni degli amministratori delegati, a partire da quelli delle banche, specie in termini di trasparenza: si voleva che gli azionisti avessero ben chiaro cosa avrebbe guadagnato quel dirigente.

Ma la lobby dei super-ricchi, assistita dai migliori avvocati, è riuscita a non rispettare questa disposizione, a calpestarla al momento dell' emanazione dei regolamenti attuativi, insomma a non accettare limiti al proprio potere economico. Il principio say and pay degli azionisti, parla e paga, è stato disatteso. In 40 anni la quota dei redditi complessivi in mano allo 0,1% della popolazione al top è quadruplicata, gli stipendi del ceto medio sono fermi a 60 anni fa in termini reali. Ma c' è di peggio: per molti le diseguaglianze sono una tragedia vera. Pensi alla salute».
povertàPOVERTÀ

Per le carenze nell'assistenza universale?
«Non solo. La sconvolgente situazione dei Paesi poveri è sotto gli occhi del mondo. Ma anche nella stessa America, al di là delle mere statistiche sul Pil ci sono 20 milioni di poveri dei quali fra i cinque e i dieci in povertà assoluta: i repubblicani ora al potere sono riusciti a smantellare buona parte dell' Obamacare: 13 milioni di americani sono di nuovo privi di assistenza gratuita. Il tutto dettato dalle grandi aziende.

E vogliamo parlare delle tasse? La riforma fiscale di Trump ha abbassato le aliquote per le aziende - il che suona come un aiuto agli amici del presidente, ma potrebbe essere accettabile perché le imprese sono tornate a investire - senza alzarle però sugli individui più abbienti, come logica avrebbe richiesto. Invece le ha aumentate per il ceto medio. Risultato, un impoverimento brutale e diffuso».
trump e obamaTRUMP E OBAMA

Lei cita l' America, ma le diseguaglianze non sono un problema solo americano, anzi.
«Certo, sono diventate una costante in buona parte del mondo. E un dramma collettivo senza pari nei Paesi emergenti. La Gran Bretagna è allineata sul modello americano, la Germania sta un po' meglio. Solo l' Australia è riuscita a introdurre norme stringenti, e a farle rispettare, che temperano lo strapotere economico dei capitani d' industria».

E l' Italia?
«Non ho studiato bene le dinamiche italiane. Però c'è una regola generale. I governi, specialmente quelli che tendono a destra, e sono sempre di più nel mondo, dovrebbero stare attenti: non è vero che tassando meno i ricchi i benefici ricadono poi sulla popolazione; è vero al contrario che spesso più deregulation, e ancora di più quando il sistema finanziario è preponderante rispetto all' economia reale, porta a più diseguaglianze, quindi più povertà e ingiustizie».

Fonte: qui

venerdì 29 dicembre 2017

I 500 MAGGIORI PATRIMONI DEL MONDO UN ANNO FA VALEVANO 4.400 MILIARDI, OGGI CRESCONO A 5.300 MLD

BEZOS SFIORA I 100 MILIARDI (IN TITOLI AMAZON) E SUPERA DI NUOVO BILL GATES, CHE NEL 2017 HA AGGIUNTO ‘SOLO’ 9 MILIARDI AL BOTTINO 

ECCO CHI SONO GLI 8 ITALIANI IN CLASSIFICA, E QUANTO SI SONO ARRICCHITI

Marco Sabella per il Corriere della Sera
amazon jeff bezosAMAZON JEFF BEZOS

In un mondo in cui l' intera ricchezza globale prodotta nel 2017 salirà al tasso del 3,6% (stime Fmi) i patrimoni dei 500 uomini e donne più ricchi del pianeta sono cresciuti alla velocità vertiginosa del 23%.

Lo rivela il Bloomberg Billionaires Index, un paniere creato nel 2012 e che monitora l' andamento quotidiano delle fortune dei Re Mida del pianeta. Al vertice della classica si piazza Jeff Bezos, il fondatore e proprietario di Amazon, con un patrimonio personale che sfiora i 100 miliardi di dollari, aumentato in un anno di 34,2 miliardi. Bezos già in autunno aveva scalzato dalla prima posizione Bill Gates, la cui fortuna a fine anno è cresciuta soltanto di 8,9 miliardi di dollari a 91,3 miliardi. Segue, terzo in classifica, Warren Buffett. La ricchezza complessiva dell' oracolo di Omaha ammonta a 85 miliardi di dollari (+11 miliardi nel 2017).

mark zuckerberg e priscilla chanMARK ZUCKERBERG E PRISCILLA CHAN
In questa classifica dei 500 sono soltanto 8 i nomi italiani: si va dal patron di Ferrero, Giovanni Ferrero (24,2 miliardi di dollari, + 4 miliardi sul 2016), al fondatore di Luxottica Leonardo Del Vecchio, all' ad e proprietario di Techint Paolo Rocca, al fondatore di Mediaset Silvio Berlusconi, fino allo stilista Giorgio Armani.

Tre super ricchi di origine italiana, Ernesto Bertarelli, Gianluigi Aponte e Stefano Pessina hanno residenza all' estero: Bertarelli e Aponte in Svizzera, Pessina nel Principato di Monaco. Tra i miliardari europei che si collocano nelle prime dieci posizioni Amancio Ortega (Zara), Bernard Arnault (Lvmh) e Ingvar Kamprad (Ikea).
JEFF BEZOS BILL GATESJEFF BEZOS BILL GATES





Per i 500 più facoltosi l' incremento del 23% dei patrimoni totali corrisponde a un arricchimento di quasi mille miliardi di dollari, visto che a fine 2016 il totale della loro fortuna ammontava a 4.381 miliardi di dollari mentre ieri sfiorava i 5.300 miliardi, per l' esattezza a quota 5.282. Il rialzo è stato quattro volte superiore a quello visto nel 2016, (+5,7%) ed è stato favorito in larga misura dal rally eccezionale dei mercati azionari.
SOROSSOROS

Di fronte a questa tendenza alla concentrazione della ricchezza nelle mani di pochi alcuni miliardari decidono di operare una redistribuzione su basi filantropiche. Bill Gates ha deciso di dare in beneficenza buona parte del suo patrimonio, tramite la Bill & Melinda Gates Foundation. Anche il miliardario George Soros ha donato una fetta della propria ricchezza cosa che lo ha fatto scivolare al 195esimo posto della classifica di Bloomberg con un patrimonio netto di 8 miliardi.


principe saudita alwaleedPRINCIPE SAUDITA ALWALEED

Scorrendo la lista, si trovano 38 miliardari cinesi (hanno aggiunto in totale 177 miliardi, il 65% in piu' rispetto al 2016, l' aumento maggiore tra i super ricchi dei 49 Paesi in classifica), ma ci sono anche 27 tycoon di nazionalità russa, la cui ricchezza aggregata è cresciuta di 29 miliardi a 275 miliardi totali. A dominare la classifica sono tuttavia gli americani: in lista ci sono 159 miliardari, che hanno visto salire il proprio patrimonio del 18%, ovvero di 315 miliardi, a un totale di 2.000 miliardi.

In particolare, il fondatore di Facebook Mark Zuckerberg ha visto aumentare il proprio patrimonio di 22,6 miliardi, il 45%, anche se ha fatto sapere che venderà il 18% della propria quota nel social network per tenere fede alla promessa di dare in beneficienza la maggioranza della sua ricchezza (72,6 miliardi). Sono invece 58 i miliardari hanno visto calare il proprio patrimonio, perdendo in totale 46 miliardi: tra questi il magnate francese delle telecomunicazioni Patrick Drahi (-39% a 6,3 miliardi) e il principe saudita Alwaleed Bin Talal (-1,9 miliardi a 17,8 miliardi) a causa dello scandalo corruzione fatto scattare dal principe ereditario Mohammed bin Salman.

GIANFELICE ROCCAGIANFELICE ROCCA
Quanto agli otto italiani in classifica, il patrimonio complessivo dei cinque residenti - Ferrero, De Vecchio, Rocca, Berlusconi e Armani - ammonta a un totale di 72,4 miliardi di dollari, con un incremento anno su anno di oltre 10 miliardi. Mentre le fortune dei tre italiani «expatriates» - Bertarelli, Pessina, Aponte - raggiungono un totale di oltre 37 miliardi, in aumento di un miliardo sul 2016.

Fonte: qui
DEL VECCHIO CON GLI OCCHIALI O CON GLI IMMOBILI CAPITALIZZA IN BORSA 18,8 MILIARDI 

GRAZIE AGLI AUMENTI DEI PEDAGGI, VOLANO I BENETTON. GAVIO RADDOPPIA E SORPASSA BERLUSCONI 

IL FLOP DELLE AZIENDE LEGATE AL MINISTERO DELL’ECONOMIA A PIAZZA AFFARI, A PARTIRE DA CDP

Ettore Livini per la Repubblica

leonardo del vecchioLEONARDO DEL VECCHIO
I re delle Autostrade ( Benetton e Gavio) trovano sotto l' albero di Natale di Piazza Affari un regalo da 3 miliardi e stravincono, almeno a livello di performance, la classifica 2017 dei Paperoni di Borsa. L' italiano più ricco sul listino rimane per distacco quella " formichina" di Leonardo del Vecchio, che - grazie agli immobili più che a Luxottica - ha aggiunto quest' anno altri 800 milioni (+ 4,4%) al suo patrimonio azionario, arrivato a 18,8 miliardi di euro.

Alle sue spalle però ha messo il turbo tutto il mondo che ruota attorno al traffico a quattroruote: Atlantia, Astm e Sias - i gestori della rete autostradale tricolore - hanno fatto boom sul listino (+ 18,4%, + 133% e + 86% rispettivamente) grazie all' aumento delle tariffe, all' allungamento delle concessioni e alla ripresa del traffico. E i loro soci, con buona pace degli automobilisti, passano ora all' incasso: i Benetton hanno consolidato la loro quarta posizione nella classifica dei Paperoni con un balzo del 20% a 8,1 miliardi di euro dei titoli che hanno in salvadanaio.

CATTELAN PIAZZA AFFARI BORSA MILANOCATTELAN PIAZZA AFFARI BORSA MILANO
La famiglia Gavio ha addirittura raddoppiato il proprio valore a 3,9 miliardi, scalando diversi gradini in graduatoria e togliendosi lo sfizio di sorpassare persino Silvio Berlusconi. A completare il trionfo del settore trasporti ci ha pensato il balzo del 25% dei titoli Exor che ha regalato un Natale d' oro anche a casa Agnelli. Il patrimonio della dinastia torinese è lievitato a 6,2 miliardi in scia agli sprint azionari di Fca e Ferrari. Torino è tornata così nella " top five" sorpassando Miuccia Prada salita " solo" ( si fa per dire) del 4,6% e rimasta dietro per un pugno di milioni.
MARCELLO GAVIOMARCELLO GAVIO

Il podio della classifica alle spalle del patrono di Luxottica rimane in mano ai due grandi delusi del 2017, Stefano Pessina e la famiglia Rocca. Che pagano entrambi la scarsa diversificazione del portafoglio e l' anno difficile delle loro aziende. Walgreen Boots Alliance, il colosso farmaceutico di cui l' imprenditore italiano controlla il 14,4%, ha perso da gennaio il 13% sforbiciando a 9,3 miliardi il valore della partecipazione di Pessina. Unica magra consolazione per lui: il sorpasso ai danni dei Rocca che - complice lo scivolone della Tenaris - hanno visto il loro valore crollare da 11,3 a 8,5 miliardi.

gilberto benettonGILBERTO BENETTON
Nel girone dei gamberi si è mosso a marcia indietro - con la fredda logica dei numeri - anche Berlusconi. Il patrimonio in Borsa dell' ex-premier si è ridotto nel 2017 del 2,3% a 3,57 miliardi. Ma si tratta di una sorta di illusione ottica che maschera un periodo d' oro per l' ex- Cav. Basta infatti retrodatare la performance fino al novembre 2016, quando Vivendi ha iniziato a scalare Mediaset a Piazza Affari, per ribaltare la prospettiva e regalare al portafoglio di Silvio - un elemento chiave per la prossima campagna elettorale - un bel guadagno del 20%.


gallia costamagna padoanGALLIA COSTAMAGNA PADOAN
A balbettare sul listino in questo anno d' oro (+ 15,7% a pochi giorni dalla fine del 2017 l' indice Mibtel) è invece lo Stato- padrone. Tesoro e Cdp restano l' azionista di riferimento del mercato meneghino, visto che da soli hanno in portafoglio titoli per un valore di quasi 50 miliardi, più o meno il 6,6% della sua capitalizzazione. Ma i risultati sono tutt' altro che brillanti. Il Mef ha messo assieme un onesto + 2,7%: il boom della quota in Enav e il quasi raddoppio del valore della partecipazione in Stm sono stati frenati dall' andamento in grigio di Enel e Poste e dalla frenata di Eni e Leonardo.

Il cane a sei zampe e la Saipem hanno aperto invece nel portafoglio della Cassa depositi e prestiti una mini-voragine da 1,6 miliardi, parzialmente riequilibrata dai risultati di Terna e Snam. Il saldo finale comunque è negativo e il patrimonio a Piazza Affari della Cdp ha perso finora il 3,9% del suo valore. I titoli di stato, lo sanno tutti, non rendono. Il tasso su quelli a dodici mesi è in questi giorni al -0,4%. Dati alla mano. però, forse per la Cassa sarebbe stato meglio mettere i soldi in Bot.

Fonte: qui

martedì 31 ottobre 2017

IL 2016 E’ STATO L’ANNO D’ORO DEI RICCHI E DEI RICCHISSIMI

SECONDO IL RAPPORTO DELLA BANCA UBS NON CI SONO MAI COSI’ TANTI SOLDI NELLE MANI DI POCHI (GRAZIE ALLE BANCHE CENTRALI! 1542 MILIARDARI IN TUTTO IL MONDO PER 6 TRILIONI DI DOLLARI) 
Enrico Franceschini per Repubblica.it

PIOGGIA DI SOLDIPIOGGIA DI SOLDI
Dalla Gilded Age del primo Novecento, l’“età dorata” del capitalismo rampante in cui i Rockefeller, i Carnegie e i Vanderbilt costruirono rapidamente le loro spettacolari fortune, non c’era mai stata una tale concentrazione di ricchezza nel mondo.

Mai così tanti soldi nelle tasche di così pochi, una diseguaglianza che suscita il timore di una reazione avversa, proprio come accadde un secolo fa, con le nazionalizzazioni in America e la rivoluzione bolscevica in Russia.

BILL GATESBILL GATES
E’ il risultato del “Billionaires Report”, il rapporto annuale della banca privata Ubs e della società di consulenze finanziarie PcW sui super ricchi della terra. L’indagine afferma che lo scorso anno i miliardari del pianeta hanno aumentato il proprio patrimonio collettivo di ben un quinto, arrivando a un totale di 6 trilioni di dollari (6 mila miliardi di dollari), pari al doppio del pil di un paese del G7 come la Gran Bretagna, riferisce il quotidiano Guardian.

JEFF BEZOS AMAZONJEFF BEZOS AMAZON
La ricerca indica che oggi ci sono 1542 miliardari, dopo che le ricchezze di 145 milionari hanno superato il muro del miliardo di dollari. Ma anziché festeggiare, vecchi e nuovi miliardari sono preoccupati. Josef Stadler, autore del rapporto e capo del dipartimento ultra ricchi della Ubs, osserva che molti suoi clienti temono le conseguenze sociali e politiche di una concentrazione di ricchezza senza eguali dal 1905 in poi.

WARREN BUFFETWARREN BUFFET


“Siamo nel secondo anno del picco di una nuova Gilded Age”, scrive l’analista. “La domanda è come la società mondiale risponderà a un fenomeno del genere”. La reazione alle fortune nei settori del petrolio, dell’acciaio e delle banche nate negli Usa tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del secolo successivo spinsero il presidente americano Theodore Roosevelt a scorporare le grandi società e aumentare le tasse.

mark zuckerbergMARK ZUCKERBERG
“La crescita dei miliardari è sostenibile?”, si domanda il rapporto, “o finirà come è finita la prima Gilded Age?” (il termine deriva dal titolo di un romanzo di Mark Twain). Recentemente il Fondo Monetario Internazionale ha proposto che l’1 per cento più ricco della popolazione paghi più tasse per ridurre livelli “pericolosi” di diseguaglianza.

Fonte: qui