9 dicembre forconi: voto
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sabato 16 novembre 2019

UN ALTRO STOP PER URSULA VON DER LEYEN: RIMANDATO IL CANDIDATO UNGHERESE, OLIVER VARHELYI

AL MOMENTO DI DARE IL VIA LIBERA ALLA NOMINA, LA MAGGIORANZA SI È SPACCATA 
LA VON DER LEYEN GLI HA AFFIDATO IL PORTAFOGLIO ALL'ALLARGAMENTO E MOLTI CONSIDERANO RISCHIOSO ASSEGNARE UNA DELEGA COSÌ STRATEGICA ALL'UOMO DI ORBAN…
Marco Bresolin per "La Stampa"

ursula von der leyenURSULA VON DER LEYEN
La maggioranza europarlamentare di Ursula von der Leyen dà qualche segno di vita. Ma sono segnali a intermittenza e proprio per questo il cammino della prossima presidente della Commissione rimane costellato di incognite. Che non sono soltanto politiche, ma anche giuridiche: ieri il Regno Unito ha fatto sapere a Bruxelles di non voler nominare un commissario britannico. Il che - secondo una portavoce del prossimo esecutivo Ue - porta a una situazione «eccezionale, complessa e senza precedenti».

laszlo trocsanyi 3LASZLO TROCSANYI 
La giornata di ieri si è aperta con l' audizione del candidato commissario ungherese, il diplomatico Oliver Varhelyi. Viktor Orban aveva puntato su di lui dopo che il Parlamento Ue aveva bocciato Laszlo Trocsanyi. «Non sarò un uomo di Orban» ha specificato ieri Varhelyi in commissione Affari Esteri, ma non è bastato.
Al momento di dare il via libera, la maggioranza si è spaccata: socialisti e liberali hanno votato contro, insieme con i verdi e la sinistra. A favore dell'ungherese si è creata una coalizione di destra (popolari, conservatori e sovranisti) che però non è stata sufficiente (servivano i due terzi).
viktor orban laszlo trocsanyiVIKTOR ORBAN LASZLO TROCSANYI
Ora dovrà rispondere ad alcune questioni scritte entro lunedì: in caso di bocciatura, dovrà sottoporsi a una nuova audizione, rallentando così la tabella di marcia. Von der Leyen gli ha affidato il portafoglio all' Allargamento e molti parlamentari considerano rischioso assegnare una delega così strategica all' uomo di Orban. È andato tutto liscio, invece, per la romena Adina Valean (Trasporti) e soprattutto per il francese Thierry Breton (Mercato Interno, Difesa e Industria), il vero osservato speciale. A differenza di Sylvie Goulard ha passato l' esame.
ursula von der leyen 4URSULA VON DER LEYEN 
Oltre ai liberali, ha incassato il sostegno dei popolari, dei conservatori e soprattutto dei socialisti, che soltanto tre giorni fa non avevano dato il loro via libera durante il pre-esame a causa dei possibili conflitti di interessi. Procedura per Londra Ieri però il gruppo S&D ha sotterrato l' ascia di guerra, evidentemente soddisfatto delle concessioni fatte da Von der Leyen: 24 ore prima la tedesca aveva infatti apportato alcune modifiche «cosmetiche» alla denominazione di alcuni portafogli («Proteggere» il nostro stile di vita europeo, per esempio, è stato cambiato in «promuovere»).
laszlo trocsanyiLASZLO TROCSANYI
Teoricamente, resta aperta la finestra del 1 dicembre per l' entrata in carica della nuova Commissione. Ma c' è l' incognita britannica: Londra non ha nominato un commissario e l' esecutivo Ue ha immediatamente aperto una procedura, chiedendo risposte entro il 22 novembre. Essendo il Regno Unito ancora un membro Ue a tutti gli effetti, c' è il timore che una Commissione a 27 possa essere in contrasto con i Trattati (che prevedono un commissario per ogni Stato membro). Gli uffici legali delle istituzioni Ue se ne stanno occupando per cercare di sbrogliare la matassa. 
15 Novembre 2019
Fonte: qui

martedì 12 novembre 2019

L’AGENZIA DELLE ENTRATE DA QUEST’ANNO DÀ UN VOTO ALLA NOSTRA AFFIDABILITÀ FISCALE: CHI PRENDE MENO DI 6 ENTRA NELLA LISTA DEI CONTROLLI. SOLO CHE CI SONO ERRORI SULLA METÀ DEI CONTRIBUENTI

LA RISPOSTA GENERATA DALL’ALGORITMO PERÒ È SBAGLIATA ...  

MILENA GABANELLI HA FATTO IL CALCOLO: “UNA LIBERA PROFESSIONISTA CHE DICHARA 50MILA EURO E NEL 2018 NE HA DICHIARATI 30 PER MATERNITÀ DIVENTA ANOMALA, COSÌ COME…

MILENA GABANELLI E L'ALGORITMO DIFETTOSO DELLE TASSE



Milena Gabanelli e Andrea Marinelli per il “Corriere della Sera - Dataroom”
come funziona l'isa l'indice sintetico di affidabilita'COME FUNZIONA L'ISA L'INDICE SINTETICO DI AFFIDABILITA'
Da quest’anno la nostra affidabilità fiscale è decisa da un algoritmo, che ci dà un voto. Dall’8 in su possiamo stare tranquilli: niente accertamenti e in più benefici premiali, come la possibilità di compensare i crediti di imposta fino a 20 mila euro di Irpef e Ires, e il rimborso Iva fino a 50 mila euro senza visto di conformità. Se invece il voto è inferiore al 6 entri nella lista dei controlli presuntivi.
Questa pagella fiscale si chiama Isa – che sta per Indici sintetici di affidabilità fiscale – ed è stata introdotta dall’Agenzia delle Entrate per «favorire l’assolvimento degli obblighi tributari e incentivare l’emersione spontanea di redditi imponibili». Ovvero per sveltire le pratiche e fare pagare le tasse dovute. Un buono strumento quindi, se costruito bene. Tutto quello che sappiamo è che si basa sui redditi degli ultimi 8 anni e sugli studi di settore degli ultimi dieci.
milena gabanelli e l'algoritmo difettoso delle tasse 3MILENA GABANELLI E L'ALGORITMO DIFETTOSO DELLE TASSE 
I dati sbagliati
I coefficienti predeterminati dall’Agenzia delle Entrate sono immodificabili, come pure alcuni dati, anche se sono sbagliati, e gli esiti non sono sempre coerenti con l’attività esercitata. Può capitare, infatti, che l’indice di «insufficienza» aumenti nei casi in cui non dovrebbe o che al contrario affidi un punteggio alto a soggetti borderline.
Esempi: una libera professionista che ogni anno ha dichiarato 50 mila euro e nel 2018 ne ha dichiarati 30 mila perché è andata in maternità diventa anomala, così come la società che ha fatturato meno perché ha un immobile sfitto, oppure l’azienda che ha dovuto pagare 100 mila euro di spese legali straordinarie.
la sose soluzioni per il sistema economicoLA SOSE SOLUZIONI PER IL SISTEMA ECONOMICO
Anche un professionista con un contratto part-time risulta anomalo, perché non raggiunge il reddito previsto dall’Agenzia delle Entrate calcolato sull’andamento degli otto anni precedenti. E pazienza se un contribuente nel 2018 ha cambiato datore di lavoro e incassa la metà rispetto al 2017.
Errori su circa il 50% dei contribuenti
Al contrario, professionisti che non sono mai stati congrui, o imprese commerciali sempre in perdita (ma che magari fanno il nero), si ritrovano un 9. Ad esempio la società X, che negli anni precedenti ha dichiarato anche perdite fiscali ed era sempre al limite della congruità, nel 2018 si ritrova un punteggio Isa di 9,02. Dataroom ha interpellato molti commercialisti e in diverse regioni italiane: è emerso che fra il 40 e il 50 per cento dei contribuenti è passato dall’essere «congruo e coerente» nella dichiarazione dei redditi del 2018 a «insufficiente» in quella del 2019, o viceversa.
tasseTASSEl'algoritmo delle tasse 1L'ALGORITMO DELLE TASSE 
Gli Isa riguardano 6 milioni di soggetti, fra imprese e partite Iva, esclusi i forfettari e i grandi contribuenti, dove il rapporto è «one to one». Il sistema si inceppa anche perché non è possibile indicare i fattori che incidono sul reddito. Ad esempio se hai i lavori in corso davanti al negozio per sette mesi, inevitabilmente incassi meno: gli studi di settore, superati perché zeppi di criticità, ne tenevano conto, mentre sugli Isa non si possono segnalare situazioni marginali, malattie eccetera, se non con una nota di 1.768 caratteri spazi inclusi, non sempre sufficiente a spiegare le problematiche.
milena gabanelli e l'algoritmo difettoso delle tasse 2MILENA GABANELLI E L'ALGORITMO DIFETTOSO DELLE TASSE 
Le incoerenze di sistema
Per rimediare al voto negativo, nella dichiarazione dei redditi è prevista una voce che invita a pagare di più e fornisce le cifre su cui fare il calcolo, a seconda del punteggio che vuoi raggiungere. Sulla somma aggiuntiva occorre ovviamente pagare tasse e Iva.
l'algoritmo delle tasse 2L'ALGORITMO DELLE TASSE 
Un sistema che da una parte rischia di vessare il contribuente onesto, dall’altra non «vede» l’incoerenza di quei contribuenti che decidono di pagare qualcosa in più per prendersi i benefici premiali, e non li concede a chi invece li meriterebbe; infine dà una scappatoia a coloro che utilizzano i crediti d’imposta con fatture false, e sono migliaia. Certo, quando ci sono di mezzo fatti penalmente rilevanti, la certezza dell’impunità non c’è.
Chi ha costruito l’algoritmo
milena gabanelli e l'algoritmo difettoso delle tasseMILENA GABANELLI E L'ALGORITMO DIFETTOSO DELLE TASSE
Gli Isa sono stati introdotti con decreto nel 2017 dal governo Gentiloni e l’algoritmo che sta alla base lo ha realizzato Soluzioni per il Sistema Economico (Sose), una società partecipata dal ministero dell’Economia e delle Finanze e dalla Banca d’Italia che ha effettuato gli indici per 175 attività. A novembre 2018 il governo gialloverde ha sostituito l’amministratore delegato Ceriani con Vincenzo Atella. Le operazioni si sono un po’ ritardate e a giugno, mentre Sose faceva partire in tutta fretta i nuovi Isa, il vice ministro dell’Economia Massimo Garavaglia dichiarava che «sono uno strumento inutile e verrà abrogato perché superato dalla fatturazione elettronica». Invece hanno prorogato di due mesi le dichiarazioni dei redditi poiché la macchina non era pronta. Quando è diventata operativa si è scoperto che l’algoritmo era programmato male, ma intanto ha generato un incasso, secondo il Ministero dell’Economia, superiore ai 2,1 miliardi attesi.
l'algoritmo delle tasseL'ALGORITMO DELLE TASSE
Indici sbagliati e da rivedere
La Sose interpellata sui criteri adottati per l’Isa dice solo «di aver lavorato al progetto per conto dell’Agenzia delle Entrate e del Mef, e che quindi sono loro i soggetti preposti a rispondere». Dopo la levata di scudi dei commercialisti che non ci capivano più niente, la commissione di esperti si è riunita e il Direttore dell’Agenzia delle Entrate Antonino Maggiore il 6 novembre ha dichiarato: «Ci sarà una revisione degli Isa e si interverrà sulla modifica degli indici».
A questo punto dovrebbe però inviare una circolare a tutti gli uffici dell’Agenzia, con la quale invita a non considerare le pagelle dei punti fermi per le analisi. Anche perché è complicato dare il via alla rumba dei controlli: richiede personale e l’Agenzia delle Entrate è sotto organico.
TASSETASSE
Quando l’algoritmo finisce in tribunale
In Italia c’è già stato un caso di algoritmo «difettoso» nella pubblica amministrazione ed è finito in tribunale. Per l’anno scolastico 2016/2017 il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca si era affidato a un algoritmo secretato – realizzato da Finmeccanica e Hewlett Packard Enterprise e costato 444 mila euro – per decidere le assegnazioni di 10 mila docenti che avevano vinto il concorso.
milena gabanelli e l'algoritmo difettoso delle tasse 7MILENA GABANELLI E L'ALGORITMO DIFETTOSO DELLE TASSE 
Avrebbe dovuto dare la precedenza alla valutazione dei candidati e poi incrociarla con le destinazioni richieste, invece molti insegnanti sono stati spediti anche a 1.000 chilometri di distanza da casa. Il ministero conciliò circa 3.000 casi e diversi tribunali annullarono le assegnazioni. Su quell’algoritmo si sono espressi quest’anno sia il Tar del Lazio che il Consiglio di Stato. Entrambi concordi: un algoritmo può far parte del processo amministrativo, ma a patto che sia soggetto all’intervento umano.
Nel caso dell’Isa, dunque, il contribuente, il suo commercialista o un giudice che si trova a esprimersi su un ricorso devono sapere cosa c’è dentro l’algoritmo, come funziona. In conclusione: la lotta all’evasione fiscale si fa solo con gli uomini, e con criteri che gli uomini danno alle macchine. Dopo averle collaudate, però, non sulla pelle dei contribuenti.
milena gabanelli e l'algoritmo difettoso delle tasse 4MILENA GABANELLI E L'ALGORITMO DIFETTOSO DELLE TASSE 
Fonte: qui

mercoledì 18 settembre 2019

LA PLENARIA DEL PARLAMENTO EUROPEO HA APPROVATO LA NOMINA DI CHRISTINE LAGARDE ALLA GUIDA DELLA BCE: 394 FAVOREVOLI, 206 I CONTRARI, 49 LE ASTENSIONI

IL PARERE NON E’ VINCOLANTE: LA DECISIONE SPETTERÀ AL CONSIGLIO EUROPEO A OTTOBRE 
I GRILLINI SI SONO ASTENUTI, A FAVORE IL PD, CONTRARI LEGA E FRATELLI D’ITALIA…

CHRISTINE LAGARDECHRISTINE LAGARDE
La plenaria del Parlamento europeo ha approvato, con un voto a scrutinio segreto la nomina di Christine Lagarde alla guida della Bce. I sì sono stati 394, 206 i contrari, 49 le astensioni. La ex direttrice generale del Fmi (Fondo monetario internazionale) prenderà il posto di Mario Draghi al vertice dell’istituto di Francoforte dal primo novembre.
Il Parlamento esprime un parere non vincolante sull’idoneità o meno di un candidato a ricoprire il ruolo di presidente della Banca centrale europea, mentre la decisione finale spetta dal Consiglio europeo, che comprende i capi di stato e di governo europei, a cui verrà sottoposta la candidatura dell’economista francese a ottobre.

Partiti italiani in ordine sparso
christine lagarde ian bremmerCHRISTINE LAGARDE IAN BREMMER
I partiti italiani presenti all’Europarlamento hanno affrontato la questione della candidatura di Lagarde ognuno a modo proprio. Gli eurodeputati del M5S si sono astenuti durante il voto sulla nomina di Christine Lagarde alla presidenza della Banca Centrale europea. A favore invece si sono espressi i deputati del Pd. Contraria anche la Lega. «Fratelli d’Italia ha votato contro la nomina di Christine Lagarde a Presidente della Banca Centrale Europea. Una nomina che è frutto dell’accordo franco-tedesco che ha portato all’elezione di Ursula Von der Leyen alla presidenza della Commissione Europea in sostanziale continuità con l’esecutivo precedente». Così si legge nella nota firmata dagli europarlamentari di Fdi.
matteo salvini giorgia meloni 2MATTEO SALVINI GIORGIA MELONI

L’astensione del M5S
«Abbiamo provato con tutte le nostre forze a trovare anche soltanto un motivo per poter sostenere la nomina di Lagarde a presidente della Bce, senza successo purtroppo», ha dichiarato Piernicola Pedicini, eurodeputato pentastellato, annunciando l’astensione del M5S alla nomina di Christine Lagarde alla presidenza della Banca Centrale europea. «Lagarde si è resa corresponsabile di tutte quelle politiche che hanno fatto aumentare a dismisura il debito nell’Ue solo per salvare le banche private tedeschi e francesi in primo luogo. Una volta che quel debito pubblico è cresciuto a dismisura si sono giustificate quelle politiche di austerità che poi sono diventate le riforme strutturali che prima ha citato Dombrovskis la compressione dei salari, tagli dei servizi, tagli delle pensioni».
MARIO DRAGHI E GIUSEPPE CONTEMARIO DRAGHI E GIUSEPPE CONTE

Lega vota contro
«Negli anni passati tutta l’azione della politica monetaria della Bce si è rivelata essere fallimentare, non si è riusciti a trasmettere quest’enorme capacità di liquidità all’economia reale», ha detto l’eurodeputato leghista, Antonio Rinaldi. «Gli imprenditori di tutt’Europa non hanno goduto dell’enorme massa di liquidità, anche ad esempio con il quantitative easing. Poco importa se i tassi sono zero o addirittura negativi, gli imprenditori di tutta Europa hanno bisogno di aver prontamente accesso al credito. La signora Lagarde nell’audizione alla commissione affari economici non ha saputo dare risposte a questa domanda. Le azioni della Bce servono a salvare l’euro, ma non le imprese di tutta l’Europa», ha concluso Rinaldi dichiarando il voto negativo dei deputati leghisti.

Fonte: qui

domenica 1 settembre 2019

BEPPE GRILLO, VENDUTO ALLA UE, ATTACCA GIGGINO: “ABBIAMO DA PROGETTARE IL MONDO, INVECE CI ABBRUTIAMO, E LE SCALETTE E IL POSTO, I VENTI PUNTI, BASTA! RAGAZZI DEL PD, ABBIAMO UN’OCCASIONE UNICA”

A RISPOSTA DI ZINGARETTI (“MAI DIRE MAI”) E CALENDA CHE ALZA LE BRACCIA 



M5S spaccato, Grillo pressa Di Maio "Mi rivolgo al Pd: l' occasione è unica"
Ilario Lombardo per “la Stampa”

giuseppe conte riceve l'incarico per la formazione del suo secondo governo 9GIUSEPPE CONTE RICEVE L'INCARICO PER LA FORMAZIONE DEL SUO SECONDO GOVERNO 
Appena sceso dalla macchina che lo riporta dal Quirinale a Palazzo Chigi, Giuseppe Conte rivolge un sorriso ai collaboratori. «Tutto a posto». Aspettavano ansiosi di capire se la storia tra il M5S e il Pd fosse morta sul nascere. «Si va avanti» risponde il premier incaricato, deciso a piantare dei paletti precisi al tavolo della trattativa.
Appena si arriverà alla carne viva delle questioni aperte al di là dei programmi, Conte cercherà una mediazione tra i veti. Si parte sempre da lì: dal ruolo di vicepremier di Luigi Di Maio. Ma per risolvere questo incastro, il premier discuterà anche delle caselle più delicate, che lo interessano in prima persona, dal Tesoro al commissario europeo, al sottosegretario della presidenza (vuole un suo uomo, scottato dal precedente di un leghista) fino ai profili della nuova compagine.
giuseppe conte nicola zingaretti 1GIUSEPPE CONTE NICOLA ZINGARETTI SE LA RIDONO 

Conte, che oggi sarà in collegamento video con la festa del Fatto in Versilia, la metterà giù così: «Non sarebbe un governo di svolta o di novità, se fosse composto dalle stesse facce, e poche donne».Si rivolge a entrambi. A Nicola Zingaretti, perché si liberi del peso dei capicorrente che sperano in un posto da ministro. E al M5S, che non riesce a fornire nomi che non siano i soliti e dove scarseggiano le quote rosa.
BEPPE GRILLO GIUSEPPE CONTE LUIGI DI MAIOBEPPE GRILLO GIUSEPPE CONTE LUIGI DI MAIO IN "VENDUTI"

In qualche modo gli viene in aiuto Beppe Grillo, che ancora una volta irrompe con un video del blog. Lo fa nella fase finale della trattativa scomponendo la narrazione dei dem e dei grillini, senza risparmiare critiche alla strategia di Di Maio: «Dovete sedervi a un tavolo e essere euforici perché appartenete a questo momento straordinario di cambiamento. Abbiamo da progettare il mondo, invece ci abbruttiamo, e le scalette e il posto lo do a chi, e i dieci punti, i venti punti, basta! ». Grillo è uno dei registi di questa alleanza e rivolto al Pd, «alla base dei ragazzi del Pd» li esorta: «E' il vostro momento, abbiamo un' occasione unica. Ricompattiamo i pensieri. C' è da riprogettare il mondo, da rivedere i paradigmi della crescita». A stretto giro di tweet la risposta di Nicola Zingaretti: "Caro Beppe, mai dire mai nella vita. Cambiamo tutto e rispettiamoci gli uni con gli altri".

IL RITORNO DEL CONTEIL RITORNO DELL'AVVOCATO DEL DIAVOLO
Conte ha un timing preciso in testa, concordato con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella: tra oggi e domani ci sarà il vertice decisivo con i leader dei partiti. Nel frattempo il programma condiviso verrà impacchettato e messo in votazione sulla piattaforma Rousseau per martedì. Se ogni cosa filerà liscia mercoledì il premier salirà al Colle con la lista dei ministri. Questa è l' agenda ideale, che non tiene conto degli inciampi ancora possibili. Conte è fiducioso di poter convincere Zingaretti ad accettare Di Maio come vice.

GIUSEPPE CONTE CON SERGIO MATTARELLA PER LE DIMISSIONIGIUSEPPE CONTE CON SERGIO MATTARELLA PER LE DIMISSIONI







E ne ha parlato anche al capo dello Stato. Con il presidente Mattarella si erano sentiti al telefono nelle ore serali di venerdì, subito dopo l' escalation del capo dei 5 Stelle, quando lo spettro del voto è tornato a materializzarsi nelle sue parole, trascinando lo spread di nuovo all' insù. «Ha esagerato» spiega Conte, pronto a chiedere al grillino di non replicare l' altalena umorale di dichiarazioni che con la Lega hanno minato stabilità del governo e fiducia dei mercati. E la fibrillazione finanziaria è uno dei motivi che lo spingono a voler chiudere entro oggi la partita, per consegnare un po' di ottimismo all' apertura delle borse di domani.

luigi di maio davide casaleggioLUIGI DI MAIO DAVIDE CASALEGGIO
Sono giorni complicati per Di Maio, questo Conte lo comprende. Gli è rimasta incollata addosso l' immagine di un leader in caduta che si aggrappa alle poltrone. Lo ferisce soprattutto il fatto che lo pensino i parlamentari grillini. Ne parla ai vertici del M5S che riunisce, fisicamente o collegati al telefono. Ci sono i capigruppo, Nicola Morra, e Paola Taverna, Davide Casaleggio e Alessandro Di Battista a distanza. Spiega che il suo «non era un ultimatum», ma un modo per «spronare il Pd sul programma».

ursula von der leyen incontra giuseppe conte a palazzo chigi 1URSULA VON DER LEYEN INCONTRA GIUSEPPE CONTE A PALAZZO CHIGI 
Difende le sue scelte di responsabilità «nei confronti del Paese in questo momento di difficoltà». Poi certo, l' obiettivo è restare a Chigi. Legge l' irrigidimento di Zingaretti in chiave interna al Pd. Il segretario ha ceduto su tutto: aveva detto no al M5S e no al Conte II, e ora ha puntato Di Maio. «Ma vuole davvero aiutare il Paese o vuole solo la mia testa?».

Con il via libera al grillino, iI Pd - è il ragionamento che si fa - potrebbe pretendere quasi la metà dei ministeri e quasi tutti di peso. Ma Zingaretti e i suoi temono che anche su questo Conte potrebbe far pesare la sua volontà politica di incidere sulla squadra per cancellare l' aspetto notarile tenuto con i gialloverdi. E dato che gran parte dell' autorevolezza se l' è conquistata in campo internazionale, sui conti, vincendo due procedure di infrazione, è su Economia e commissario Ue che si potrebbero incagliare.
davide casaleggio e luigi di maio a sum #03DAVIDE CASALEGGIO E LUIGI DI MAIO 

Gli piacerebbe inviare una donna a Bruxelles, come chiede la presidente della Commissione Ursula Von der Layen, più di figure alla Paolo Gentiloni. Allo stesso modo non farebbe salti di gioia se l' ex premier andasse agli Esteri. Ma qualcosa, tra le due, dovrà cedere. Conte chiede di rinfrescare i volti. Non si tratta di puntare a dei tecnici, perché le scelte possono essere fatte tra le fila dei partiti, tenendo però conto del codice etico del M5S.Come chiede Di Maio: «Sia chiaro che non accetteremo per i ministeri indagati per fatti gravi e condannati» .

Fonte: qui

LE TRATTATIVE PD-M5S VANNO AVANTI SPEDITE NONOSTANTE L’OPPOSIZIONE DI GIGGETTO (E CASALEGGIO): A MUOVERE I FILI CON IL PD SONO GRILLO, FICO E CONTE, CHE IERI CI È ANDATO GIÙ D’URO CON LA DELEGAZIONE GRILLINA 
PREVISTE EPURAZIONI A PALAZZO CHIGI: VIA TUTTI I FEDELISSIMI DI LUIGINO & DAVIDE. 
AVVERTITE IL GIGLIO MAGICO, DI RENZI, CHE IL PREMIER SI VUOLE TENERE LA DELEGA AI SERVIZI SEGRETI…
Marco Antonellis per Dagospia

giuseppe conte riceve l'incarico per la formazione del suo secondo governo 2GIUSEPPE CONTE RICEVE L'INCARICO PER LA FORMAZIONE DEL SUO SECONDO GOVERNO 
Il Premier incaricato Giuseppe Conte è già pronto al repulisti di Palazzo Chigi: appena tornerà in sella sarà data immediatamente luce verde al cambiamento dei fedelissimi di Di Maio e  Casaleggio piazzati nei posti chiave; "aria nuova", il mantra che si recita in queste ore. E Giuseppi non è intenzionato nemmeno a mollare la delega dei servizi segreti, come pure dal Pd, zona giglio magico, gli è stato ripetutamente chiesto.

francesco d'uva luigi di maio stefano patuanelliFRANCESCO D'UVA LUIGI DI MAIO STEFANO PATUANELLI





E chissà cosa avranno pensato ieri i due grillni Patuanelli e D'Uva mentre si beccavano la "strigliata" del solitamente mite Conte. Già, perché quello che stamattina i giornaloni non dicono è che ieri il Premier in pectore ci è andato giù duro con la delegazione grillina. Il motivo? Non ha apprezzato l'ultimatum del giorno prima di Luigi Di Maio. E lo ha fatto sapere a chi di dovere.

Perché il problema è sempre e solo quello, Giggino Di Maio; e non è stato ancora risolto. La riprova è nei messaggi sempre più insistenti di Beppe Grillo, mai così prolifico come negli ultimi tempi e sempre estremamente celere ad intervenire sul suo (ex?) leader politico quando la situazione si incaglia (ieri non a caso il suo post giungeva subito dopo che lo stato maggiore del Movimento aveva ribadito di volere a tutti i costi Di Maio Vicepremier). "E' Grillo che muove i fili con il Pd ed insieme a Fico e Conte punta sulla nascita del nuovo governo anche in  chiave futura per un'alleanza stabile con i Dem" spiegano fonti di vertice del Movimento.

E il Quirinale? Si muove felpatamente, come da prassi, e invita a non esagerare con il "negativismo". Dal Colle si predica calma (anche ai media) affinché l'operazione vada a buon fine.

O CONTE O IL VOTO! – PER SERGIO MATTARELLA NON C’È NESSUN PIANO B, MEN CHE MENO UN RITORNO DELLA COALIZIONE GIALLO-VERDE. AL MASSIMO SI FA UN GOVERNO DEL PRESIDENTE PER POI ANDARE ALLE URNE. IL CAPO DELLO STATO IERI L'HA DETTO CHIARAMENTE A CONTE


L'AVVOCATO DEL DIAVOLO STA SPIEGANDO A DI MAIO CHE SE FA IL VICE AVRÀ UN MINISTERO MENO IMPORTANTE, MA LUIGI SI È IMPUNTATO E VUOLE L’UFFICIO A PALAZZO CHIGI…


ALLA FINE, PUR DI NON ANDARE A ELEZIONI PD E M5S TROVERANNO UN ACCORDO SU TUTTO

Marco Conti per “il Messaggero”

LUIGI DI MAIO BIBITAROLUIGI DI MAIO BIBITARO
Lo spericolato psicodramma messo in piazza da Luigi Di Maio - con tanto di minaccia di voto anticipato se non avrà il ruolo di vicepremier - ha sconcertato e irritato non solo il Pd ma anche Giuseppe Conte, il quale, ha chiesto e ottenuto udienza dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Già negli incontri avuti in precedenza con i partiti, il Capo dello Stato si era guardato bene dall'entrare in discussioni su equilibri e poltrone.

LO STALLO
Sulla stessa falsariga raccontano si sia svolto il colloquio di ieri, anche se per Conte il faccia a faccia con il Capo dello Stato è utile non solo per i suggerimenti ricevuti, ma soprattutto ridare a M5S e Pd il senso dell'urgenza e di un presidente della Repubblica che ha sempre pronta la carta di riserva. Ovvero un governo istituzionale per portare il Paese al voto.
 
Anche perché, se salta il tentativo di Conte, non ci sono che le urne visto ciò che hanno detto i pariti durante i colloqui al Quirinale. In buona sostanza al Quirinale si resta sulle conclusioni tratte dal Presidente al termine del giro di consultazioni: o un governo Conte o il voto. Una linea che azzera le suggestive speranze di chi ancora pensa - nel M5S come nella Lega - che sia ancora possibile rimettere insieme i cocci di un'alleanza che Matteo Salvini ha curiosamente fatto saltare l'8 agosto.

Sulla questione dei vicepremier, che contrappone M5S e Pd, la sintesi è un vedetevela voi, non mi tirate in mezzo e, soprattutto sbrigatevi che non mette in ombra le prerogative del Capo dello Stato - che nomina i ministri su indicazione del presidente del Consiglio - ma lascia nelle mani del solo Conte la stesura della squadra di governo.

giuseppe conte luigi di maioGIUSEPPE CONTE LUIGI DI MAIO
La tentazione di mollare, e rimettere l'incarico nelle mani del Capo dello Stato, Conte l'ha avuta dopo la sortita del leader grillino, ma alla fine hanno prevalso i messaggi di incoraggiamento ricevuti da molti esponenti M5S e i consigli ricevuti dal Capo dello Stato. Al tentativo di Di Maio di riprendersi il boccino del governo, dicendo o si fa come dico io o salta tutto, Conte di fatto reagisce salendo al Colle dove ancora è sul tavolo la carta del governo di garanzia, e quindi le urne. Uno sbocco che sarebbe un disastro per tutti e due i partiti, viste le percentuali del M5S e quelle del Pd, ma soprattutto per la leadership di Di Maio che ieri sera è stato rampognato dallo stesso Beppe Grillo.
 
Con questo spirito Conte ieri pomeriggio ha avviato il tavolo del programma con i capigruppo del M5S D'Uva e Patuanelli e quelli del Pd Del Rio e Marcucci. Ma se sul programma sembrano esserci meno ostacoli del previsto, il nodo del vicepremier blocca la stesura della lista dei ministri. Dopo il chiarimento che Di Maio ha avuto ieri con lo stato maggiore grillino, è molto probabile che oggi incontri il premier incaricato insieme al segretario del Pd Zingaretti.
NICOLA ZINGARETTI E LUIGI DI MAIO BY CARLINICOLA ZINGARETTI E LUIGI DI MAIO BY CARLI

L'impuntatura del leader grillino crea problemi non solo al Pd, che resta fermo sulla richiesta di un vicepremier unico e di marca Dem. Conte intende infatti impostare l'esecutivo in maniera snella, senza vice e con un sottosegretario alla presidenza del Consiglio di sua strettissima fiducia e fuori dall'orbita dei partiti.
 
Il pressing di Di Maio rischia invece di imporre a Conte un cambio di format che, per non ripetere a fotocopia lo schema gialloverde, gli impone i due vicepremier (Di Maio e Franceschini) e un sottosegretario in quota Pd. A tutti gli effetti uno schema a quattro (due M5S e due Pd) che si porterebbe dietro la rinuncia che dovrebbe fare Di Maio ai suoi attuali dicasteri (Sviluppo e Lavoro) in cambio di deleghe meno pesanti (Sud e innovazione).

Anche se l'opzione preferita resta quella di zero vice, anche nel Pd sanno che non potranno impuntarsi qualora Conte dovesse cedere sul vicepremierato a Di Maio, ma lo schema rischia di imbrigliare ancor più Conte.

Malgrado venga spesso citato il manuale Cencelli, in base al quale spartire le poltrone ministeriali, la carica di vicepremier ha un peso molto relativo rispetto a molti altri dicasteri di spesa. Ma per Di Maio il problema sembra essere quello di avere un ufficio a palazzo Chigi dove controllare l'attività di governo. D'altra parte il governo che sta per nascere è molto più complesso e articolato del precedente con Di Maio che non potrà regolare qualunque questione con un messaggino come faceva con Salvini.

LUIGI DI MAIO E DAVIDE CASALEGGIOLUIGI DI MAIO E DAVIDE CASALEGGIO
Oltre al Pd, c'è la sinistra di Leu - che ieri ha protestato per l'esclusione dal tavolo del programma - e altri partiti e gruppi più piccoli che comunque serviranno a palazzo Madama. E' proprio questa complessità, e soprattutto il timore di avere a che fare con quei volponi del Pd, che atterrisce Di Maio in cerca da giorni di una trincea a palazzo Chigi dietro la quale barricarsi chiamando a sè i gruppi parlamentari. Fonte: qui
nicola zingaretti dario franceschiniNICOLA ZINGARETTI DARIO FRANCESCHINI

Ma per come si è alzato il tono della contesa, la soluzione che accontenterebbe Di Maio e non il Pd, rischia di costare molto al M5S in termini di potere reale e di ministeri.