9 dicembre forconi: errori
Visualizzazione post con etichetta errori. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta errori. Mostra tutti i post

martedì 12 novembre 2019

L’AGENZIA DELLE ENTRATE DA QUEST’ANNO DÀ UN VOTO ALLA NOSTRA AFFIDABILITÀ FISCALE: CHI PRENDE MENO DI 6 ENTRA NELLA LISTA DEI CONTROLLI. SOLO CHE CI SONO ERRORI SULLA METÀ DEI CONTRIBUENTI

LA RISPOSTA GENERATA DALL’ALGORITMO PERÒ È SBAGLIATA ...  

MILENA GABANELLI HA FATTO IL CALCOLO: “UNA LIBERA PROFESSIONISTA CHE DICHARA 50MILA EURO E NEL 2018 NE HA DICHIARATI 30 PER MATERNITÀ DIVENTA ANOMALA, COSÌ COME…

MILENA GABANELLI E L'ALGORITMO DIFETTOSO DELLE TASSE



Milena Gabanelli e Andrea Marinelli per il “Corriere della Sera - Dataroom”
come funziona l'isa l'indice sintetico di affidabilita'COME FUNZIONA L'ISA L'INDICE SINTETICO DI AFFIDABILITA'
Da quest’anno la nostra affidabilità fiscale è decisa da un algoritmo, che ci dà un voto. Dall’8 in su possiamo stare tranquilli: niente accertamenti e in più benefici premiali, come la possibilità di compensare i crediti di imposta fino a 20 mila euro di Irpef e Ires, e il rimborso Iva fino a 50 mila euro senza visto di conformità. Se invece il voto è inferiore al 6 entri nella lista dei controlli presuntivi.
Questa pagella fiscale si chiama Isa – che sta per Indici sintetici di affidabilità fiscale – ed è stata introdotta dall’Agenzia delle Entrate per «favorire l’assolvimento degli obblighi tributari e incentivare l’emersione spontanea di redditi imponibili». Ovvero per sveltire le pratiche e fare pagare le tasse dovute. Un buono strumento quindi, se costruito bene. Tutto quello che sappiamo è che si basa sui redditi degli ultimi 8 anni e sugli studi di settore degli ultimi dieci.
milena gabanelli e l'algoritmo difettoso delle tasse 3MILENA GABANELLI E L'ALGORITMO DIFETTOSO DELLE TASSE 
I dati sbagliati
I coefficienti predeterminati dall’Agenzia delle Entrate sono immodificabili, come pure alcuni dati, anche se sono sbagliati, e gli esiti non sono sempre coerenti con l’attività esercitata. Può capitare, infatti, che l’indice di «insufficienza» aumenti nei casi in cui non dovrebbe o che al contrario affidi un punteggio alto a soggetti borderline.
Esempi: una libera professionista che ogni anno ha dichiarato 50 mila euro e nel 2018 ne ha dichiarati 30 mila perché è andata in maternità diventa anomala, così come la società che ha fatturato meno perché ha un immobile sfitto, oppure l’azienda che ha dovuto pagare 100 mila euro di spese legali straordinarie.
la sose soluzioni per il sistema economicoLA SOSE SOLUZIONI PER IL SISTEMA ECONOMICO
Anche un professionista con un contratto part-time risulta anomalo, perché non raggiunge il reddito previsto dall’Agenzia delle Entrate calcolato sull’andamento degli otto anni precedenti. E pazienza se un contribuente nel 2018 ha cambiato datore di lavoro e incassa la metà rispetto al 2017.
Errori su circa il 50% dei contribuenti
Al contrario, professionisti che non sono mai stati congrui, o imprese commerciali sempre in perdita (ma che magari fanno il nero), si ritrovano un 9. Ad esempio la società X, che negli anni precedenti ha dichiarato anche perdite fiscali ed era sempre al limite della congruità, nel 2018 si ritrova un punteggio Isa di 9,02. Dataroom ha interpellato molti commercialisti e in diverse regioni italiane: è emerso che fra il 40 e il 50 per cento dei contribuenti è passato dall’essere «congruo e coerente» nella dichiarazione dei redditi del 2018 a «insufficiente» in quella del 2019, o viceversa.
tasseTASSEl'algoritmo delle tasse 1L'ALGORITMO DELLE TASSE 
Gli Isa riguardano 6 milioni di soggetti, fra imprese e partite Iva, esclusi i forfettari e i grandi contribuenti, dove il rapporto è «one to one». Il sistema si inceppa anche perché non è possibile indicare i fattori che incidono sul reddito. Ad esempio se hai i lavori in corso davanti al negozio per sette mesi, inevitabilmente incassi meno: gli studi di settore, superati perché zeppi di criticità, ne tenevano conto, mentre sugli Isa non si possono segnalare situazioni marginali, malattie eccetera, se non con una nota di 1.768 caratteri spazi inclusi, non sempre sufficiente a spiegare le problematiche.
milena gabanelli e l'algoritmo difettoso delle tasse 2MILENA GABANELLI E L'ALGORITMO DIFETTOSO DELLE TASSE 
Le incoerenze di sistema
Per rimediare al voto negativo, nella dichiarazione dei redditi è prevista una voce che invita a pagare di più e fornisce le cifre su cui fare il calcolo, a seconda del punteggio che vuoi raggiungere. Sulla somma aggiuntiva occorre ovviamente pagare tasse e Iva.
l'algoritmo delle tasse 2L'ALGORITMO DELLE TASSE 
Un sistema che da una parte rischia di vessare il contribuente onesto, dall’altra non «vede» l’incoerenza di quei contribuenti che decidono di pagare qualcosa in più per prendersi i benefici premiali, e non li concede a chi invece li meriterebbe; infine dà una scappatoia a coloro che utilizzano i crediti d’imposta con fatture false, e sono migliaia. Certo, quando ci sono di mezzo fatti penalmente rilevanti, la certezza dell’impunità non c’è.
Chi ha costruito l’algoritmo
milena gabanelli e l'algoritmo difettoso delle tasseMILENA GABANELLI E L'ALGORITMO DIFETTOSO DELLE TASSE
Gli Isa sono stati introdotti con decreto nel 2017 dal governo Gentiloni e l’algoritmo che sta alla base lo ha realizzato Soluzioni per il Sistema Economico (Sose), una società partecipata dal ministero dell’Economia e delle Finanze e dalla Banca d’Italia che ha effettuato gli indici per 175 attività. A novembre 2018 il governo gialloverde ha sostituito l’amministratore delegato Ceriani con Vincenzo Atella. Le operazioni si sono un po’ ritardate e a giugno, mentre Sose faceva partire in tutta fretta i nuovi Isa, il vice ministro dell’Economia Massimo Garavaglia dichiarava che «sono uno strumento inutile e verrà abrogato perché superato dalla fatturazione elettronica». Invece hanno prorogato di due mesi le dichiarazioni dei redditi poiché la macchina non era pronta. Quando è diventata operativa si è scoperto che l’algoritmo era programmato male, ma intanto ha generato un incasso, secondo il Ministero dell’Economia, superiore ai 2,1 miliardi attesi.
l'algoritmo delle tasseL'ALGORITMO DELLE TASSE
Indici sbagliati e da rivedere
La Sose interpellata sui criteri adottati per l’Isa dice solo «di aver lavorato al progetto per conto dell’Agenzia delle Entrate e del Mef, e che quindi sono loro i soggetti preposti a rispondere». Dopo la levata di scudi dei commercialisti che non ci capivano più niente, la commissione di esperti si è riunita e il Direttore dell’Agenzia delle Entrate Antonino Maggiore il 6 novembre ha dichiarato: «Ci sarà una revisione degli Isa e si interverrà sulla modifica degli indici».
A questo punto dovrebbe però inviare una circolare a tutti gli uffici dell’Agenzia, con la quale invita a non considerare le pagelle dei punti fermi per le analisi. Anche perché è complicato dare il via alla rumba dei controlli: richiede personale e l’Agenzia delle Entrate è sotto organico.
TASSETASSE
Quando l’algoritmo finisce in tribunale
In Italia c’è già stato un caso di algoritmo «difettoso» nella pubblica amministrazione ed è finito in tribunale. Per l’anno scolastico 2016/2017 il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca si era affidato a un algoritmo secretato – realizzato da Finmeccanica e Hewlett Packard Enterprise e costato 444 mila euro – per decidere le assegnazioni di 10 mila docenti che avevano vinto il concorso.
milena gabanelli e l'algoritmo difettoso delle tasse 7MILENA GABANELLI E L'ALGORITMO DIFETTOSO DELLE TASSE 
Avrebbe dovuto dare la precedenza alla valutazione dei candidati e poi incrociarla con le destinazioni richieste, invece molti insegnanti sono stati spediti anche a 1.000 chilometri di distanza da casa. Il ministero conciliò circa 3.000 casi e diversi tribunali annullarono le assegnazioni. Su quell’algoritmo si sono espressi quest’anno sia il Tar del Lazio che il Consiglio di Stato. Entrambi concordi: un algoritmo può far parte del processo amministrativo, ma a patto che sia soggetto all’intervento umano.
Nel caso dell’Isa, dunque, il contribuente, il suo commercialista o un giudice che si trova a esprimersi su un ricorso devono sapere cosa c’è dentro l’algoritmo, come funziona. In conclusione: la lotta all’evasione fiscale si fa solo con gli uomini, e con criteri che gli uomini danno alle macchine. Dopo averle collaudate, però, non sulla pelle dei contribuenti.
milena gabanelli e l'algoritmo difettoso delle tasse 4MILENA GABANELLI E L'ALGORITMO DIFETTOSO DELLE TASSE 
Fonte: qui

mercoledì 16 maggio 2018

IN SERBIA UN DIRETTORE DI GARA FISCHIA DUE RIGORI (DI CUI UNO INESISTENTE) PER LA SQUADRA DI CASA IN CORSA PER UN POSTO IN EUROPA LEAGUE: ARRESTATO PER ABUSO DI UFFICIO PER AVER PALESAMENTE FAVORITO UNA SQUADRA


obradovicOBRADOVIC
Arbitri italiani, ringraziate. Foste nati in Serbia un paio di erroracci nella stessa partita sarebbero potuti costarvi cari... Chiedetelo a Srdjan Obradovic, direttore di gara che giusto domani mattina comparirà davanti a un giudice di Novi Sad.



I FATTI — La polizia lo ha infatti arrestato con l'accusa di abuso d'ufficio per aver palesemente favorito una squadra in un incontro del massimo campionato nazionale disputato lo scorso fine settimana. La gara era importante: si affrontavano Spartak Subotica e Radnicki Nis, entrambe in corsa per un posto in Europa League. Ma secondo l'accusa l'arbitro ha favorito apertamente la squadra di casa, assegnandole due rigori, uno dei quali assolutamente inesistente, e dirigendo la gara in maniera non imparziale. Secondo i media locali, l'arbitro in questione era già stato al centro di polemiche e contestazioni furiose per decisioni discutibili o apertamente errate.

Fonte: qui

domenica 28 gennaio 2018

GLI ERRORI MEDICI OCCUPANO IL TERZO POSTO NELLA CLASSIFICA DELLE CAUSE DI MORTE DEI PAESI OCCIDENTALI, DOPO TUMORI MALIGNI E MALATTIE CARDIOVASCOLARI

UN DECESSO SU TRE POTEVA E' DOVUTO A IMPREPARAZIONE, BUROCRAZIA E SCARSI MEZZI EPPURE IL 95% DEI PROCESSI PENALI A CARICO DEI SANITARI SI CONCLUDE CON UN PROSCIOGLIMENTO

Melania Rizzoli per “Libero quotidiano”

Se gli errori medici fossero una malattia occuperebbero il terzo posto nella classifica delle cause di morte dei paesi occidentali, dopo i tumori maligni e le malattie cardiovascolari, perché un terzo del totale dei decessi, ovvero il 33,3%, è considerata una mortalità prematura, e soprattutto una morte su tre si sarebbe potuta evitare.

Secondo un' analisi della John Hopkins pubblicata sul British Medical Journal, se al primo posto di questo nefasto elenco troviamo ancora la mortalità per cancro, e a seguire quella per le malattie respiratorie, per incidenti, per suicidi, per lesioni da armi da fuoco, da taglio e così via, quello che colpisce è che, nonostante i progressi della medicina e delle sue tecniche diagnostiche, al terzo posto ci siano gli errori medici, i quali, solo negli Stati Uniti, causano più di 250 mila morti l' anno su un totale di 2,6 milioni di decessi, mentre in Europa sono oltre 1,2 milioni le morti stimate come evitabili.

mediciMEDICI
Le stime naturalmente cambiano sensibilmente tra gli Stati membri, e quelle ufficiali sulla malasanità del nostro Paese scarseggiano, ma anche se i dati di cui disponiamo sono poco accurati e probabilmente al ribasso, è evidente che l' Italia non faccia eccezione, almeno fino a prova contraria, se è stato calcolato e pubblicato, secondo Eurostat, che il 33% delle morti, cioè quasi 140 mila decessi, sono stati considerati prematuri.

Cifre da brivido, considerando che il concetto di mortalità trattabile e prevenibile che illustra Eurostat si basa sull' idea che certe morti per malattie specifiche potevano essere evitate se ci fosse stato un sistema di salute pubblica più efficace, con interventi medici immediati e soprattutto esenti da negligenze operative e decisionali.

L' errore medico è definito dagli autori dello studio "un atto terapeutico non intenzionale (azione od omissione) che non raggiunga il risultato preposto, un errore di esecuzione o di pianificazione della terapia, o una deviazione dal programma di cura che possa causare o meno un danno al paziente", e lo stesso errore è considerato differente, e quindi distinto, dal rischio di complicanze o di effetti collaterali che si accompagnano inevitabilmente a qualsiasi procedura o terapia medica, poiché questi sono previsti e prevedibili, mentre l' errore umano non lo è quasi mai.

mediciMEDICI
DI CHI È LA COLPA?

Nella maggioranza dei casi è molto difficile distinguere il singolo errore medico da una successione complessa di eventi che accompagna una malattia, tranne che ci si trovi di fronte a negligenze ovvie ed eclatanti come per esempio la somministrazione di una terapia sbagliata, di una trasfusione di sangue con gruppo non compatibile, di una diagnosi clinica errata a fronte di chiari riscontri strumentali e radiologici, o di una evidente distrazione in sala operatoria, ma anche considerando che l' errore umano è inevitabile, e che ogni attività medica prevede un suo rischio, più del 50% delle morti per non idonea procedura sono potenzialmente evitabili.

HospitalHOSPITAL
Fermo restando che in Italia, dati alla mano, abbiamo un sistema sanitario in gran parte eccellente ed efficiente, che garantisce un adeguato accesso pubblico, e che copre migliaia e migliaia di patologie mediche e chirurgiche di ogni tipo, garantendone le cure, l' errore umano in un percorso terapeutico sia clinico che chirurgico è spesso in agguato, e tra chi commette la negligenza e chi la subisce, è sempre il secondo a rimetterci, a volte purtroppo con la vita.

Spesso però l' errore umano non accade solo per colpa di una singola persona, ma per il fallimento di un intero processo che non ha messo in campo adeguati strumenti per evitare che l' errore accadesse, per cui a volte risulta inutile individuare la colpa personale o inconcludente trovare il capro espiatorio, perché bisognerebbe cambiare la cultura della sicurezza, ovvero conciliare i due aspetti principali dell' errore, quello dell' ineluttabilità e quello della prevenzione, per comprendere meglio perché sia accaduto e come evitare che si ripeta.

ospedaleOSPEDALE
Per esempio, in America per somministrare una terapia ad un paziente ospedalizzato è necessaria una doppia identificazione con un collega medico, o l' utilizzo di un sistema elettronico che si basa su un codice a barre, che rende più difficile confondere un farmaco con un altro, o peggio somministrarlo al malato sbagliato causandone la morte.

IL CONFRONTO

Una tradizione degli ospedali anglosassoni, che si sta diffondendo in altri paesi, è quella dell' M&M, ovvero del Morbidity and Mortality meeting, dove si discute delle complicanze e dei decessi avvenuti nel proprio dipartimento, per analizzare con tranquillità e trasparenza le cause e capire cosa non abbia funzionato.

A volte si conclude che non si sarebbe potuto fare altrimenti, ma altre volte si decide di cambiare procedura, anche aumentando il training dello staff medico e paramedico, con un consulto multidisciplinare di specialisti e coinvolgendo anche il management ospedaliero per migliorare le prestazioni e le cure offerte all' utenza.

infezioni ospedaliereINFEZIONI OSPEDALIERE
Queste procedure insegnano che nessuno è esente dal rischio di sbagliare, ma che siamo tutti responsabili del miglioramento continuo del nostro operato, soprattutto se questo è applicato nella cura di pazienti fragili e indifesi che si affidano nelle nostre mani con fiducia e con la speranza di essere curati e possibilmente guarirli, e soprattutto senza la prospettiva di morire.

Oggi nel nostro sistema sanitario impera la medicina difensiva, ovvero la propensione dei medici a moltiplicare gli accertamenti, gli esami diagnostici, strumentali e i trattamenti terapeutici, non tanto per la salute del paziente, ma per cautelarsi contro cause legali per i loro eventuali errori, prescrivendo analisi e controlli "non necessari", a volte dannosi per il malato, che causano il superamento del 10% della spesa sanitaria complessiva, con un costo esorbitante di circa 13 miliardi di euro, una mole di denaro che dovrebbe invece essere investita nella prevenzione sia delle patologie che delle negligenze mediche.

infezioni ospedaliereINFEZIONI OSPEDALIERE
Eppure l' Italia è tra gli Stati membri con i più bassi tassi di mortalità evitabile nel 2015 insieme a Cipro, Spagna, Francia e Malta, mentre le nazioni con i più alti livelli di morti potenzialmente prevedibili sono la Lituania, la Lettonia, l' Ungheria e la Romania, ed in tutta Europa la mortalità prevenibile ha tassi più alti per gli uomini di quelli per le donne, e le sei principali cause di morte riguardano le malattie ischemiche cardiache, le malattie cerebrovascolari, il cancro colon-rettale, il cancro del seno, le malattie ipertensive e le polmoniti. In Italia si sono state registrate oltre 40mila le denunce all' anno per danni subiti in strutture ospedaliere, il 78% relative a lesioni personali e l' 8% a decessi. Le denunce provengono per il 44,5% dal Sud, il 32,2% dal Nord e dal Centro il 23,2%.

DENUNCE AI DOTTORI

Dopo i nosocomi, i più convenuti a giudizio risultano i medici ortopedici, i traumatologi, quelli del pronto soccorso, i chirurghi, gli ostetrici e ginecologi, ed infine i medici di medicina generale. Da un'indagine condotta dalla commissione parlamentare d' inchiesta sugli errori sanitari, risulta che il 95% dei procedimenti penali per lesioni personali colpose a carico dei sanitari si conclude con un proscioglimento, mentre in sede civile le richieste di risarcimento vengono accolte nel 34% dei casi.

Il 72% dei medici ritiene che le norme che disciplinano la responsabilità professionale si ripercuotono negativamente sulla qualità delle cure e circa l' 83% ritiene che esse influenziamo negativamente il rapporto con il paziente. L'obiettivo dunque sarebbe quello di poter lavorare con responsabilità e serenità per evitare ed eliminare gli errori, piuttosto che nella paura di commetterne uno, o meglio essere messi nelle condizioni di riconoscerli tempestivamente in modo da poter rimediare per tempo, di affrontarli e soprattutto di farne memoria. Perché non accadano mai più, e non causino mai più migliaia di morti e decessi inutili, prevenibili ed evitabili.

Fonte: qui

venerdì 24 novembre 2017

MERKEL – I CINQUE ERRORI CAPITALI CHE RISCHIANO DI FARLE LASCIARE LA CANCELLERIA TEDESCA

IL PRIMO GRAVE DI TUTTI: AVER SOTTOVALUTATO L’APERTURA DELLE FRONTIERE AGLI IMMIGRATI. POI, IL RAPPORTO INCESTUOSO CON IL DIESELGATE E L’IMPATTO DELLA BREXIT 

TUTTA COLPA DI OBAMA, DICONO A BERLINO

Danilo Taino per il Corriere della Sera

rifugiati in germaniaRIFUGIATI IN GERMANIA
Se il presidente federale tedesco fosse costretto a indire nuove elezioni, è probabile, o almeno possibile, che Angela Merkel non sarebbe più la candidata della Cdu alla cancelleria. Lo stesso si può dire per il leader socialdemocratico Martin Schulz ed è quasi certo per Horst Seehofer, il capo della Csu, gemella bavarese della Cdu. Sono i tre partiti che hanno perso elettori in quantità lo scorso 24 settembre. Quel che più conta per i tedeschi e per gli europei è naturalmente l’eventuale uscita di scena della cancelliera. Sarebbe un cambio di stagione notevolissimo. Cambio che in realtà è in atto, nuove elezioni o meno.

LA «CADUTA»
seehofer merkelSEEHOFER MERKEL
Com’è possibile che la leggenda di Angela Merkel, 63 anni, da 12 alla guida del governo di Berlino, si sia incrinata in una notte e ora rischi di andare in frantumi? Non erano scritte sulla sabbia la sua capacità di leadership moderata, il sapersi mettere sulla lunghezza d’onda dei tedeschi, l’abilità a tenere uniti gli europei sulla Grecia come sulla Russia, la difesa dei valori democratici e della libertà economica e dei commerci, l’autorevolezza internazionale, la conoscenza dei dossier.

migranti germania 10MIGRANTI GERMANIA 
Qualità vere. Il problema è che hanno oscurato una serie di errori seri che ha commesso nella dozzina d’anni alla guida della Germania. Errori che sono venuti a presentare il conto prima alle elezioni del 24 settembre, nelle quali la sua Cdu-Csu è caduta dal 41 al 32,9%, e poi nel fallimento dei colloqui per una nuova coalizione con Liberali e Verdi.

I RIFUGIATI
Martin SchulzMARTIN SCHULZ
L’errore più pesante ha riguardato l’apertura ai rifugiati nell’estate 2015. Non il fatto in sé, generoso e forse inevitabile. Piuttosto, l’averlo fatto in grande ritardo — la cancelliera lo ha ammesso — e senza un piano non solo per accogliere i profughi ma per placare i timori dei tedeschi che soffrono dell’arrivo di molti immigrati. Ciò ha consentito al partito nazionalista Alternative für Deutschland di conquistare quasi il 13% alle elezioni.

La politica energetica tedesca, vanto della Klimakanzlerin, è sostanzialmente un flop. 

I sussidi alle fonti alternative accoppiati all’uscita dal nucleare (entro il 2022) sono stati costosissimi (per gli utenti elettrici soprattutto) e hanno distorto i meccanismi del settore. 

Il risultato è stato che la Germania non rispetterà l’obiettivo di tagliare del 40% le emissioni di gas serra entro il 2020, rispetto al 1990 (siamo al 27-30%), e che anzi negli scorsi due anni le emissioni tedesche sono aumentate per il maggiore ricorso al carbone. Si parla di Kohlekanzlerin.

afd manifestazione anti immigrazioneAFD MANIFESTAZIONE ANTI IMMIGRAZIONE
IL DIESELGATE
In parallelo, la relazione quasi incestuosa tra governo, partiti e case automobilistiche in Germania è andata avanti senza che Merkel facesse nulla per fermarla fino a pochi mesi fa, ben dopo lo scandalo Dieselgate alla Volkswagen. Mentre si parlava di lotta alle emissioni, si chiudeva un occhio sulle scorrettezze del settore, anzi lo si difendeva a Bruxelles.

DIESELGATEDIESELGATE
Per 12 anni, poi, i tre governi guidati dalla leader non hanno sostanzialmente fatto riforme economiche in un Paese che protegge non solo il settore auto ma anche i servizi, dal commercio alle banche, dalle assicurazioni alle professioni. Le ultime riforme significative sono quelle famose del 2003 del governo di Gerhard Schröder.
Schroeder ex cancelliereSCHROEDER EX CANCELLIERE

Alcuni critici aggiungono la sottovalutazione che la cancelliera avrebbe avuto in fatto di Brexit: non lavorò affinché la Ue concedesse qualcosa in più all’allora primo ministro britannico David Cameron affinché si presentasse in patria con riforme capaci di convincere gli elettori a restare nell’Unione.

ERRORE POLITICO
OBAMA MERKEL 1OBAMA MERKEL 1
Errori di politica. Più un errore politico: presentarsi per la quarta volta alle elezioni. In realtà, va detto che Merkel ha avuto dubbi per mesi: sapendo che quattro mandati sono troppi in un Paese democratico. Di fronte alla crisi dei migranti che in qualche modo aveva contribuito ad aprire e al disordine mondiale si è lasciata convincere (anche dall’amico Barack Obama) a scendere di nuovo in campo. Fatto sta che oggi questa non sembra essere stata una buona idea. Punti di forza ne ha ancora. Ma uno, del quale si parla sempre, vacilla: l’essere senza alternative. Non è vero: se la domanda sale, un’alternativa nasce.

Fonte: qui