9 dicembre forconi: dieselgate
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lunedì 20 agosto 2018

RICOMINCIA IL DIESELGATE: DAIMLER RICHIAMA SETTECENTOMILA AUTO IN CUI SAREBBERO STATI SCOPERTI DEI DISPOSITIVI IN GRADO DI MANOMETTERE I LIVELLI REALI DELLE EMISSIONI INQUINANTI

TRA I MODELLI INCRIMINATI CI SONO VETTURE MERCEDES "CLASSE C" CON MOTORI IBRIDI, MA ANCHE MODELLI PREMIUM DELLA "CLASSE E" & "S", ALCUNI FUORISTRADA E DIVERSI SUV
Walter Rahue per “la Stampa”

Il gruppo Daimler è costretto a richiamare in fabbrica in tutta Europa fino a 700mila vetture diesel in cui sarebbero stati scoperti dei dispositivi in grado di manomettere i livelli reali delle emissioni inquinanti.
DAIMLER MERCEDESDAIMLER MERCEDES

Secondo quanto anticipato ieri dal sito on-line del settimanale "Der Spiegel", a ordinare il drastico provvedimento sarebbe stata la stessa Agenzia federale dei Trasporti tedesca che in un dossier interno elenca ben 24 modelli dotati di un software illecito.Tra i modelli incriminati ci sono vetture Mercedes della classe C con motori ibridi, ma anche modelli premium della classe E ed S, alcuni fuoristrada della classe G, diversi Suv e anche i furgoni Vito.

In tutti i casi si tratta di nuovi modelli attualmente ancora in vendita e che nel corso delle verifiche tecniche sulle emissioni effettuate dagli esperti dell' agenzia con sede a Flensburg, sarebbero risultati manomessi. In 24 modelli Mercedes i tecnici hanno riscontrato nei test effettuati sia in laboratorio che su strada emissioni di ossidi di azoto ben superiori a quelle dichiarate dalla casa automobilistica. I clamorosi risultati dei test condotti dall' agenzia federale sono stati inviati già lo scorso mese di maggio al ministro dei Trasporti Andreas Scheuer (Csu) che ha immediatamente convocato a Berlino l' amministratore delegato di Daimler Dieter Zetsche chiedendo spiegazioni.

A mandare su tutte le furie il ministro del governo di Angela Merkel è stato soprattutto il fatto che anche a tre anni dallo scoppio dello scandalo del dieselgate in casa Volkswagen, un costruttore tedesco così prestigioso come quello di Stoccarda continui a equipaggiare molte delle sue vetture diesel con un software palesemente illegale.

Le manipolazioni perpetuate dal gruppo Daimler riguarderebbero praticamente l' intera gamma di modelli Mercedes, da quelli più economici della classe C a quelli più prestigiosi ed esclusivi. Non si tratta dunque di un' ennesima svista o di eccezioni, ma di manomissioni sistematiche.

L' ordine di richiamare in fabbrica le 700mila vetture coinvolte e di rimuovere i dispositivi truffaldini aggiornando i sistemi software è pervenuto ai vertici della Daimler alla fine di luglio. Ieri la casa di Stoccarda non ha voluto commentare la notizia anticipata dallo Spiegel confermando però indirettamente il provvedimento di richiamo ordinato dall' agenzia federale dei trasporti tedesca.
DIESELGATEDIESELGATE

«La nostra società presenterà ricorso contro il provvedimento dell' agenzia - ha dichiarato un portavoce del gruppo Daimler - Ma al tempo stesso stiamo sviluppando un update del software e informeremo tutti i nostri clienti non appena questo sarà pronto e approvato dalle autorità competenti».

Daimler aveva già sospeso nei giorni scorsi le consegne di vetture diesel della classe C alle concessionarie e bloccato anche la produzione di alcuni motori per camion. Delle 700mila vetture coinvolte dal provvedimento, 280mila sono attualmente in circolazione in Germania, 420mila nel resto dell' Europa.

Il nuovo scandalo mette in serio imbarazzo il marchio leader dell' industria automobilistica tedesca. Dopo lo scoppio del dieselgate nell' autunno del 2015, il gruppo Daimler aveva categoricamente escluso di aver manipolato a sua volta i livelli reali delle emissioni inquinanti dei motori a gasolio. Nel luglio dell' anno scorso, tuttavia, la procura di Stoccarda aprì un' inchiesta nei confronti dell' azienda accusata di aver installato dal 2008 al 2016 un software illecito su oltre un milione di vetture.

Fonte: qui

venerdì 24 novembre 2017

MERKEL – I CINQUE ERRORI CAPITALI CHE RISCHIANO DI FARLE LASCIARE LA CANCELLERIA TEDESCA

IL PRIMO GRAVE DI TUTTI: AVER SOTTOVALUTATO L’APERTURA DELLE FRONTIERE AGLI IMMIGRATI. POI, IL RAPPORTO INCESTUOSO CON IL DIESELGATE E L’IMPATTO DELLA BREXIT 

TUTTA COLPA DI OBAMA, DICONO A BERLINO

Danilo Taino per il Corriere della Sera

rifugiati in germaniaRIFUGIATI IN GERMANIA
Se il presidente federale tedesco fosse costretto a indire nuove elezioni, è probabile, o almeno possibile, che Angela Merkel non sarebbe più la candidata della Cdu alla cancelleria. Lo stesso si può dire per il leader socialdemocratico Martin Schulz ed è quasi certo per Horst Seehofer, il capo della Csu, gemella bavarese della Cdu. Sono i tre partiti che hanno perso elettori in quantità lo scorso 24 settembre. Quel che più conta per i tedeschi e per gli europei è naturalmente l’eventuale uscita di scena della cancelliera. Sarebbe un cambio di stagione notevolissimo. Cambio che in realtà è in atto, nuove elezioni o meno.

LA «CADUTA»
seehofer merkelSEEHOFER MERKEL
Com’è possibile che la leggenda di Angela Merkel, 63 anni, da 12 alla guida del governo di Berlino, si sia incrinata in una notte e ora rischi di andare in frantumi? Non erano scritte sulla sabbia la sua capacità di leadership moderata, il sapersi mettere sulla lunghezza d’onda dei tedeschi, l’abilità a tenere uniti gli europei sulla Grecia come sulla Russia, la difesa dei valori democratici e della libertà economica e dei commerci, l’autorevolezza internazionale, la conoscenza dei dossier.

migranti germania 10MIGRANTI GERMANIA 
Qualità vere. Il problema è che hanno oscurato una serie di errori seri che ha commesso nella dozzina d’anni alla guida della Germania. Errori che sono venuti a presentare il conto prima alle elezioni del 24 settembre, nelle quali la sua Cdu-Csu è caduta dal 41 al 32,9%, e poi nel fallimento dei colloqui per una nuova coalizione con Liberali e Verdi.

I RIFUGIATI
Martin SchulzMARTIN SCHULZ
L’errore più pesante ha riguardato l’apertura ai rifugiati nell’estate 2015. Non il fatto in sé, generoso e forse inevitabile. Piuttosto, l’averlo fatto in grande ritardo — la cancelliera lo ha ammesso — e senza un piano non solo per accogliere i profughi ma per placare i timori dei tedeschi che soffrono dell’arrivo di molti immigrati. Ciò ha consentito al partito nazionalista Alternative für Deutschland di conquistare quasi il 13% alle elezioni.

La politica energetica tedesca, vanto della Klimakanzlerin, è sostanzialmente un flop. 

I sussidi alle fonti alternative accoppiati all’uscita dal nucleare (entro il 2022) sono stati costosissimi (per gli utenti elettrici soprattutto) e hanno distorto i meccanismi del settore. 

Il risultato è stato che la Germania non rispetterà l’obiettivo di tagliare del 40% le emissioni di gas serra entro il 2020, rispetto al 1990 (siamo al 27-30%), e che anzi negli scorsi due anni le emissioni tedesche sono aumentate per il maggiore ricorso al carbone. Si parla di Kohlekanzlerin.

afd manifestazione anti immigrazioneAFD MANIFESTAZIONE ANTI IMMIGRAZIONE
IL DIESELGATE
In parallelo, la relazione quasi incestuosa tra governo, partiti e case automobilistiche in Germania è andata avanti senza che Merkel facesse nulla per fermarla fino a pochi mesi fa, ben dopo lo scandalo Dieselgate alla Volkswagen. Mentre si parlava di lotta alle emissioni, si chiudeva un occhio sulle scorrettezze del settore, anzi lo si difendeva a Bruxelles.

DIESELGATEDIESELGATE
Per 12 anni, poi, i tre governi guidati dalla leader non hanno sostanzialmente fatto riforme economiche in un Paese che protegge non solo il settore auto ma anche i servizi, dal commercio alle banche, dalle assicurazioni alle professioni. Le ultime riforme significative sono quelle famose del 2003 del governo di Gerhard Schröder.
Schroeder ex cancelliereSCHROEDER EX CANCELLIERE

Alcuni critici aggiungono la sottovalutazione che la cancelliera avrebbe avuto in fatto di Brexit: non lavorò affinché la Ue concedesse qualcosa in più all’allora primo ministro britannico David Cameron affinché si presentasse in patria con riforme capaci di convincere gli elettori a restare nell’Unione.

ERRORE POLITICO
OBAMA MERKEL 1OBAMA MERKEL 1
Errori di politica. Più un errore politico: presentarsi per la quarta volta alle elezioni. In realtà, va detto che Merkel ha avuto dubbi per mesi: sapendo che quattro mandati sono troppi in un Paese democratico. Di fronte alla crisi dei migranti che in qualche modo aveva contribuito ad aprire e al disordine mondiale si è lasciata convincere (anche dall’amico Barack Obama) a scendere di nuovo in campo. Fatto sta che oggi questa non sembra essere stata una buona idea. Punti di forza ne ha ancora. Ma uno, del quale si parla sempre, vacilla: l’essere senza alternative. Non è vero: se la domanda sale, un’alternativa nasce.

Fonte: qui