9 dicembre forconi: falliti
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martedì 29 ottobre 2019

PERCHÉ BEPPE GRILLO HA CANCELLATO IL TWEET DOVE COMMENTAVA I RISULTATI IN UMBRIA CON UN “PENSAVO PEGGIO”, SOSTITUENDOLO CON “BLACK HOLE SUN” DEI SOUNDGARDEN?


IL SENATORE MARIO GIARRUSSO SBROCCA E INSULTA TUTTI: “ADESSO IL CRETINO DIRÀ CHE È COLPA DEGLI ELETTORI E CONTINUERÀ CON IL SUO GIORNALETTO A SPARARE CAZZATE. OGNI VOLTA CHE UN ATTIVISTA VEDE UNO SPADAFORA, UN BUFFAGNI O UNA CASTELLI FUGGE VIA DISGUSTATO…” 

LA GIORNATA DI PANICO DEI 5 STELLE SUI SOCIAL




ELEZIONI UMBRIA, M5S PERDE LA TESTA SUI SOCIAL. GRILLO CANCELLA IL TWEET, GIARRUSSO INSULTA I SUOI
Alessandro Avico per www.blitzquotidiano.it

beppe grillo commenta le elezioni in umbria - pensavo peggioBEPPE GRILLO COMMENTA LE ELEZIONI IN UMBRIA - PENSAVO PEGGIO
Dopo la catastrofe alle Regionali in Umbria, M5S perde la testa sui social. I dati parlano di una sconfitta disarmante per i 5 Stelle, scesi al 7,41%. Sotto accusa l’alleanza col Pd, ma anche molto altro, a partire da una campagna elettorale quasi assente rispetto a quella fatta dal centrodestra. Un dato che, come era prevedibile, ha creato una serie di deliri social tra tweet (ironici?) poi cancellati e insulti contro gli altri esponenti del movimento.

BEPPE GRILLO GIUSEPPE CONTE LUIGI DI MAIOBEPPE GRILLO GIUSEPPE CONTE LUIGI DI MAIOJOKER INFILTRATO NELLA FOTO DI NARNIJOKER INFILTRATO NELLA FOTO DI NARNI
Sul profilo Twitter di Beppe Grillo infatti è apparso poco dopo i risultati del voto in Umbria questo commento: “Pensavo peggio…”. Ma poco dopo il tweet è stato cancellato. E, nei minuti successivi Grillo ha creato un nuovo tweet, non facilmente interpretabile: il link ad uno dei brani più famosi dei Soundgarden, “Black hole sun”, tradotto “il buco nero del sole”, come a evidenziare qualcosa di cupo e catastrofico.

DONALD TRUMP E LE REGIONALI IN UMBRIA BY OSHODONALD TRUMP E LE REGIONALI IN UMBRIA BY OSHO
MARIO MICHELE GIARRUSSOMARIO MICHELE GIARRUSSO













Scelta di tendenza oggi, visto che anche Giuseppe Conte e Matteo Salvini hanno attinto alle proprie, ideali, playlist. Solo che se il presidente del Consiglio si è affidato ai versi di Modugno e del suo Meraviglioso e Matteo Salvini (il “Capitano”) ha citato Vasco Rossi (il “Komandante”). Per chi non se lo ricordasse, nel videoclip di “Black Hole Sun” dei Soundgarden, il mondo viene risucchiato da un fiammeggiante buco nero.


MARIO MICHELE GIARRUSSOMARIO MICHELE GIARRUSSO
Poi c’è la reazione, sempre social, del senatore M5S Giarrusso: “Adesso il cretino dirà che la colpa è degli elettori, ovvero sempre di qualche altro. E continuerà col suo giornaletto a sparare cazzate stupide senza voler vedere la realtà. Ogni volta che un attivista vede uno Spadafora, un Buffagni o una Castelli, viene colto da conati di vomito e fugge via disgustato. Dobbiamo dire basta a questi frutti avvelenati ed a chi li ha coltivati, sostenuti e difesi”. Per la cronaca Giarrusso commenta su Facebook citando polemicamente il titolo dell’editoriale di Marco Travaglio di domenica, il voto in Umbria. (Fonte Ansa). Fonte: qui

venerdì 18 ottobre 2019

LA SUGAR TAX NON VALE PER LE MERENDINE


DOPO AVER ANNUNCIATO LA TASSA SULLA PLASTICA, I PALADINI DELLA SALUTE SONO PARTITI ALL'ASSALTO DELLE MERENDINE E DEL CIBO SPAZZATURA, MA IL GOVERNO HA PAURA DI TASSARE LE ZUCCHEROSE MERENDINE ITALICHE. 

E DECIDONO ALLORA DI PRENDERSELA SOLO CON CHINOTTI, CEDRATE E COCA-COLA


La sugar tax ci sarà. Verrà inserita nella legge di Bilancio. Ma riguarderà solamente le bevande zuccherate, escludendo le merendine, che sembravano inizialmente rientrare nella nuova tassa. A confermare l’arrivo delle sugar tax è il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, in un’intervista al Sole 24 Ore: ci sarà la “cosiddetta sugar tax, sarà limitata alle bevande e non si occuperà di merendine”. A confermarlo, in giornata, è anche il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, parlando sempre della manovra e sottolineando che la sugar tax ci sarà “solo per le bevande altamente zuccherate”.
la tassa sulle merendine meme 2LA TASSA SULLE MERENDINE MEME 

Su quali prodotti si pagherà la sugar tax
Quali sono le bevande altamente zuccherate che verranno tassate non è ancora chiaro. Finora non sono filtrati dettagli sulla misura e su quali bevande verranno toccate da questa tassa, né dal suo importo. Solitamente una tassa di questo genere viene applicata sui soft drink con una aggiunta di anidride carbonica, come per esempio gli sport e gli energy drink.
Il ministro dell’Istruzione, Lorenzo Fioramonti, è stato tra i principali sostenitori della sugar tax, anche se la sua richiesta era quella di estenderla anche alle merendine. Il suo obiettivo era quello di ricavare risorse da investire nella scuola, così oggi torna a rivendicare: “Fermi tutti. Allora non era un'idea così campata in aria, no? Non mi aspetto di essere ringraziato dal governo per aver portato questa idea nel Paese, ma mi aspetto che i proventi vadano tutti a scuola, università e ricerca come nell'idea iniziale. Sarebbe il minimo sindacale”.
bibite mcdonald s 2BIBITE MCDONALD la tassa sulle merendine meme 27LA TASSA SULLE MERENDINE MEME 

DI MAIO BIBITARODI MAIO BIBITARO
Esulta il Movimento 5 Stelle, che esprime apprezzamento per questa norma inserita in manovra. Il presidente della commissione Cultura della Camera, Luigi Gallo, scrive su Twitter: “Finalmente rispondiamo all'appello dell'OMS per contrastare obesità infantile e malattie diabetiche e allo stesso tempo con queste risorse possiamo far risparmiare le famiglie con i figli all'università e a scuola, investendo in innovazione e ricerca”.

I deputati delle commissioni Cultura e Affari sociali del M5s alla Camera ritengono che con la sugar tax “cominciamo finalmente a disincentivare i comportamenti dannosi per la salute e a rispondere all'appello dell'Organizzazione mondiale della Sanità per contrastare l'elevato tasso di obesità infantile e malattie diabetiche nel nostro Paese”.

Fonte: qui

LE IMPOSTE SU TABACCHI E GIOCHI D’AZZARDO NEL 2019 HANNO SUPERATO PER LA PRIMA VOLTA LE ACCISE SUI CARBURANTI E VALGONO ORMAI QUANTO I BALZELLI SULLA CASA - LA FORBICE È PURE DESTINATA AD AUMENTARE, VISTO CHE NELLA NUOVA MANOVRA LE COSIDDETTE “TASSE DEL PECCATO” AUMENTANO…

Ettore Livini per “la Repubblica”

tasse sigaretteTASSE SIGARETTEgiuseppe conte roberto gualtieri 9GIUSEPPE CONTE ROBERTO GUALTIERI 
L'Italia, fiscalmente parlando, è una repubblica fondata sul vizio. Che puntella i conti dello Stato - con buona pace dei polmoni dei cittadini e del dramma della ludopatia - su sigarette e slot-machine. L' Agenzia delle Entrate ha incassato nei primi otto mesi del 2019 ben 16,8 miliardi dalle imposte su tabacchi e gioco d' azzardo che hanno sorpassato per la prima volta nella hit parade delle tasse le odiatissime accise sui carburanti ferme a 15,8 miliardi. Gratta e vinci e Marlboro valgono per le finanze pubbliche più dei balzelli sulla casa, visto che il gettito di Imu e Tasi in tutto il 2018 è stato "solo" di 17 miliardi.

Una forbice destinata ad allargarsi grazie alla manovra 2020 dove le "tasse del peccato" come le chiamano gli anglosassoni - si confermano un inesauribile bancomat per il Tesoro.
gioco d'azzardo 4GIOCO D'AZZARDO 

roberto gualtieri giuseppe conte 1ROBERTO GUALTIERI GIUSEPPE CONTE 
Il copione delle febbrili trattative del governo giallorosso sulla manovra è stato in effetti lo stesso di sempre. Si è litigato sui tetti all' uso del contante, si è fatto un po' di cinema sulle merendine, si è messo sulla carta - scritto con inchiostro simpatico - qualche miliardo alla voce "lotta all' evasione fiscale". Ma quando si è trattato di scovare qualche entrata certa per non irritare la Ue, si è finiti come al solito lì, a far cassa sulle debolezze degli italiani: i prelievi su slot-machine e videolotterie, un gioco dove vince sempre lo Stato, sono stati ritoccati all' insù con un extra-gettito di 1,5 miliardi nei prossimi tre anni.
gioco d'azzardo 3GIOCO D'AZZARDO 
la tassa sulle merendine meme 1LA TASSA SULLE MERENDINE MEME 
Un giro di vite - ha garantito il premier Giuseppe Conte - è in arrivo anche su sigarette e affini che nel 2018 hanno pompato verso il ministro delle Finanze 10,6 miliardi, il quintuplo dei soldi incassati con il canone tv. L' importo dell' aumento fiscale sulle "bionde" non è ancora chiaro ma si parla di un ritocco da 2-300 milioni l' anno.
gioco d'azzardo 1GIOCO D'AZZARDO 
La fervida fantasia dei legislatori ha partorito poi un nuovo balzello sul vizio: la "sugar-tax". In teoria una misura a tutela del girovita e della salute tricolori. In realtà - più prosaicamente - la chiamata alle armi di Coca-Cola, Pepsi & C. (tra le proteste delle associazioni di settore) per dare con la tassa sulle bollicine il loro onesto contributo - incasso previsto 200 milioni - all' equilibrio dei conti italiani.

tasse sigarette 3TASSE SIGARETTE 3
Il vizio più redditizio per l' Agenzia delle Entrate resta comunque quello, socialmente una piaga, del gioco d' azzardo. Gli italiani - tra lotterie, totip e videopoker - hanno scommesso nel 2018 oltre 105 miliardi di euro che hanno reso all' erario 13,7 miliardi; una cifra che epurata dalle vincite del Lotto significa comunque un incasso netto per lo stato di 10,1 miliardi, il doppio di una decina di anni fa.

tasse sigarette 1TASSE SIGARETTE 

Il "Bollettino delle entrate" gennaio- agosto 2019 del ministero dell' Economia certifica anche per quest' anno un trend positivo per i conti pubblici: il Lotto ha reso 5,1 miliardi (204 milioni più dello stesso periodo dell' anno precedente), la voce "apparecchi e congegni di gioco" ha macinato 445 milioni di entrate in più con un montepremi totale per il Tesoro di 4,4 miliardi. Per le casse dello stato, il solito Bingo.
Fonte: qui

mercoledì 16 gennaio 2019

PURGHE A 5 STELLE - DOPO GLI SCIENZIATI, SI SCATENA LA CACCIA AI GIORNALISTI NEMICI


LA PROPOGANDA GRILLINA FA FLOP DA TUTTE LE PARTI.
PER ARGINARE IL CROLLO DI CONSENSI, IL PARA-GURU CASALINO CHIEDE “REPORT” SULL' INFORMAZIONE LOCALE PER APPUNTARE I MINUTI CHE I TG REGIONALI (RAI MA ANCHE LE EMITTENTI LOCALI) RISERVANO ALLE BATTAGLIE DEI CONSIGLIERI GRILLINI 

MA CON QUALI FINALITÀ?

Pasquale Napolitano per “il Giornale”

Non c' è la firma di Rocco Casalino. Ma è impensabile che il portavoce del premier Giuseppe Conte, guru della comunicazione dei Cinque stelle, non sia stato informato di un' iniziativa che rischia di aprire un nuovo conflitto tra politica e informazione. La smania di controllare, silenziare, addomesticare la stampa avrebbe spinto l' ufficio nazionale comunicazione del M5s a predisporre una schedatura di tg regionali, quotidiani e giornalisti locali. Stavolta, gli scienziati del Consiglio superiore della Sanità, finiti nel dossier del ministro della Salute Giulia Grillo per le presunte simpatie politiche, non c' entrano nulla. Ma il metodo appare identico: far sentire il fiato sul collo all' informazione.

giuseppe conte con rocco casalino alla conferenza stampaGIUSEPPE CONTE CON ROCCO CASALINO ALLA CONFERENZA STAMPA
Nei giorni post Befana, la struttura comunicazione dei pentastellati avrebbe spedito un messaggio, un ordine, una chiamata alle armi, nella chat degli uffici stampa dei gruppi regionali dei Cinque stelle, chiedendo un report dettagliato sullo spazio che tv e giornali riservano a iniziative politiche ed istituzionali degli eletti del M5s. Per comprendere lo scopo dell' operazione è opportuno entrare nel variegato e infinito mondo della comunicazione stellata. I consiglieri regionali del M5s hanno un ufficio stampa, al cui vertice c' è un responsabile: esiste poi una chat su whatsapp tra tutti i responsabili degli uffici stampa. Un sistema per controllare dall' alto (Rocco Casalino) dichiarazioni pubbliche, articoli e iniziative.
luigi di maio casaleggio di battista casalinoLUIGI DI MAIO CASALEGGIO DI BATTISTA CASALINO

Utile soprattutto a coordinare le campagne mediatiche e social contro gli avversari politici. Dal vertice parte l' ordine: a cascata tutti gli eletti grillini rilanciano un messaggio politico mettendo nel mirino il nemico di turno. Hanno fatto scuola le campagne mediatiche contro i ministri Maria Elena Boschi, Josefa Idem e Federica Guidi. È il meccanismo per raccogliere consensi(con slogan vuoti!), legittimare una battaglia o far veicolare un messaggio del Capo. Una micidiale artiglieria, che i Cinque stelle hanno usato quando sedevano tra i banchi dell' opposizione.

Dal 4 marzo, con la vittoria alle elezioni e l' approdo al governo di Luigi di Maio e dei ministri grillini, la comunicazione, targata Casalino, sta provando a fare un salto di qualità. L' obiettivo sarebbe quello di contenere il dissenso e la delusione degli elettori dopo i primi impegni disattesi.

In cosa consisterebbe il salto?
ROCCO CASALINOROCCO CASALINO
L' ufficio centrale avrebbe chiesto agli uffici stampa locali (regionali e comunali) di relazione sull' atteggiamento della informazione rispetto alla nuova forza di governo. Va chiarito come sia l' esecutivo a nominare vertici e direttori Rai. E gestisce, direttamente da Palazzo Chigi, i fondi per i quotidiani locali. In cosa consisterebbe la relazione? Una richiesta molta dettagliata: un documento sul quale appuntare i minuti che i tg regionali (Rai ma anche le emittenti locali) riservano alle battaglie dei consiglieri grillini. Per accertare se le tv locali diano l' adeguato spazio alle battaglie politiche dei grillini che, a differenza del governo centrale, sono all' opposizione nelle Regioni guidate da centrodestra e centrosinistra. Minuti e altro: se i tg raccolgono e mandano in onda le dichiarazioni degli esponenti politici locali. C' è poi la sessione conferenze stampa.
Chi sono i giornalisti che seguono quelle dei grillini. E chi le snobba. E soprattutto in che modo viene poi rilanciata la notizia.

conte casalino 1CONTE CASALINO 1
Se viene assegnato un taglio positivo oppure relegata tra le brevi. Il lavoro deve essere esteso anche ai quotidiani locali: quali sono gli «amici», che sostengono le battaglie dei grillini. Chi i filogovernativi nella politica regionale. Si tratta, ovviamente, di una schedatura che al Nord ha creato malumori tra i comunicatori grillini. Ma con quali finalità? Capire come rodare la macchina comunicazione dei grillini? Oppure far partire le purghe contro i giornalisti nemici? È chiaro che il M5s avverta le pressioni in vista del voto per le Europee. Le difficoltà di un governo, incapace di rispettare gli impegni. E potrebbe essere una mossa per arginare il crollo di consensi.

Fonte: qui

mercoledì 14 novembre 2018

Manovra italiana sotto attacco

Dopo Austria e Olanda, la Ue tuona: "Controproducente per l'economia". Critiche anche dalla Bce e dalla Bundesbank

Austria, Olanda, Bce, Bundesbank e naturalmente Ue. Tutti contro la manovra economica.
L'attacco al governo gialloverde ora diventa trasversale. Il 21 novembre, come anticipato oggi dal Giornale, verrà infatti avviata la procedura di infrazione contro l'Italia per aver violato le regole di riduzione del debito. "A Bruxelles continuano a mandare le letterine - mette le mani avanti Matteo Salvini - se proveranno a mettere sanzioni contro il popolo italiano, hanno capito male".
Gli attacchi però non si placano. "L'Italia deve scegliere se conformarsi alle regole fiscali europee o affrontare maggiori costi di indebitamento, in quanto la Bce non si affretterà a soccorrere un singolo membro della zona euro", ha affermato Klaas Knot, governatore della Banca centrale olandese, parlando alla Cnbc, come riporta Reuters. Knot, che è considerato un falco in seno al consiglio direttivo della Bce, ha detto che "è piuttosto pertinente sostenere che l'Italia debba essere effettivamnte conforme alla regole", anche perché "in caso contrario, il risultato sarà un aumento dello spread". Il governatore centrale ammente che "ci sono rischi al ribasso per la regione", tra cui lo scontro tra Italia e Ue sulla manovra, la Brexit e lo scontro commerciale Usa-Cina, "ma l'impatto non è tale da indurci a cambiare radicalmente le nostre prospettive" della politica monetaria.
Critiche anche dal presidente della Bundesbank, Jens Weidmann, che in un discorso a Berlino ha avvertito: "Il governo italiano è legittimato ad amentare la spesa pubblica, ma a condizione che non ne derivi un onere più elevato sul debito. È perfettamente legittimo che un nuovo governo stabilisca nuove priorità politiche ma nella misura in cui queste sono associate a spese aggiuntive, sarebbe consigliabile ridurre altre spese o aumentare le entrate".
La Commissione Ue si rifatta sentire. Il vicepresidente della Commissione responsabile per l'Euro, Valdis Dombrovskis, nella prima reazione ufficiale dell'esecutivo comunitario dopo l'invio da parte del governo di una versione rivista del documento programmatico di bilancio ha dichiarato: "La decisione del governo italiano di non modificare il piano di bilancio è controproducente per l'economia italiana. Già ora, in percentuale, gli interessi sul debito pubblico sono una volta e mezzo più alti di un anno fa. L'impatto è evidente anche nella disponibilità di finanziamenti e nel costo del credito per l'economia reale, che sta iniziando a danneggiare gli investimenti".
Oggi sono arrivate anche le prime richieste da parte degli Stati membri perché venga inflitta una severa punizione all'Italia. La voce più forte in questo contesto è quella che arriva dall'Olanda. "È poco sorprendente ma molto deludente il fatto che l’Italia non abbia rivisto il proprio bilancio. Le finanze pubbliche dell’Italia sono fuori controllo e i piani del governo italiano non portano una robusta crescita economica. Questo bilancio non soddisfa gli accordi che abbiamo stipulato in Europa. Ho grandi preoccupazioni al riguardo, spetta ora alla Commissione europea prendere ulteriori provvedimenti", ha affermato il ministro delle Finanze, Wopke Hoekstra. Anche l'Austria è salita sul carro di Bruxelles e il ministro delle Finanze, Hartwig Loeger ha tuonato: "L'Italia rischia di diventare un successore del modello greco. Se l'Italia non rivedrà la propria manovra, ha spiegato il ministro, Vienna è pronta a chiedere e sostenere la procedura della Commissione Europea".
Fonte: qui
P.S. non prendiamo lezioni da paesi quali la Francia, Germania o Olanda che hanno sistemi bancari decotti ed insolventi da almeno 10 anni, ma vengono tenuti in vita artificiosamente dalla BCE, clicca qui ad esempio. 

P.P.S. Già vi abbiamo salvato nel 2012-13 con i fondi salva cessi bancari nord-europei, EFSF-ESM.

martedì 27 dicembre 2016

Lavoro: si cambia, per scongiurare il referendum sul Jobs Act. E sui voucher più vincoli e multe


I DISOCCUPATI PERO’ RESTANO TRE MILIONI E LA RIPRESA NON ARRIVA MAI: DA GENNAIO ADDIO ALL’INDENNITÀ DI MOBILITÀ E LA CASSA INTEGRAZIONE IN DEROGA (185 MILA PERSONE A RISCHIO)

Valentina Conte per www.repubblica.it

PADOAN GENTILONI1PADOAN GENTILONI1
Abbassare i tetti, aumentare controlli e sanzioni. Il governo è pronto a una stretta sui voucher, i ticket da dieci euro lordi nati per pagare i lavoretti, diventati dopo la liberalizzazione normativa il simbolo della nuova precarietà e della protesta contro le politiche del lavoro dell’esecutivo Renzi. I margini per intervenire non sono molti, a meno di smontare lo strumento.

Ma qualcosa si deve pur fare, ragionano a Palazzo Chigi. La ripresa non decolla, i disoccupati non schiodano da quota tre milioni, mentre i buoni lavori si impennano a 121 milioni venduti in ottobre, nuovo record. Non solo. Dal primo gennaio vanno in archivio l’indennità di mobilità, la cassa integrazione in deroga e pure la Discoll, l’ammortizzatore per i collaboratori. Reti importanti di protezione, specie la prima.

gentiloni padoan1GENTILONI PADOAN1
Che la Naspi, il sussidio unico, potrebbe non soppiantare del tutto, di fronte ai licenziamenti collettivi del settore industriale. Il mercato del lavoro ha dunque bisogno di un segnale urgente. Prima che siano le urne a darlo, con i tre referendum promossi dalla Cgil (ritorno all’articolo 18, abolizione dei voucher, corresponsabilità negli appalti) e sulla cui ammissibilità si esprimerà la Corte Costituzionale.
PRECARIATOPRECARIATO

La parola d’ordine a Palazzo Chigi in queste ore è “attendere”. Aspettare cioè il primo (imminente) monitoraggio sulla tracciabilità dei ticket. E la decisione della Consulta dell’11 gennaio. Le tabelle Inps vengono giudicate essenziali per capire se l’obbligo (da ottobre) per il datore di lavoro di mandare l’sms o la mail un’ora prima di impiegare il voucherista funziona da deterrente o no. Senza il conforto di numeri calanti, il ministro del Lavoro Poletti si dice pronto a «rideterminare dal punto di vista normativo il confine del loro uso».

Ma sarà solo la pronuncia della Corte a stabilire quanto in profondità incidere. Di fronte all’ammissibilità di tutti i quesiti, la questione dei voucher sembrerà poca cosa rispetto alla possibilità che crolli l’intero Jobs Act. Ma se, come pronostica il governo, dovesse passare solo la richiesta di abolire i voucher, a quel punto una modifica sui ticket diverrebbe obbligata.

NO AL PRECARIATO jpegNO AL PRECARIATO JPEG
Si vedrà come. Riportando il tetto massimo di introiti per il lavoratore a 5 mila euro (da 7 mila) o più basso. Inasprendo i controlli mirati, per stanare i datori che rimpiazzano i contratti con i buoni. Aumentando le sanzioni pecuniarie. Soluzioni tutte plausibili, ma bifronti (rischio impennata del nero) se non ben calibrate.

La fine della mobilità — prevista dalla Fornero e confermata dal Jobs Act — viene vista con allarme dai sindacati. La Uil calcola in 185 mila i lavoratori attualmente in mobilità che nel 2017 non entreranno nella lista speciale che da 25 anni consente ricollocazioni agevolate. Insieme allo strumento, spariscono infatti pure gli sconti contributivi riservati alle imprese che assumono lavoratori in mobilità. Cosa ne sarà di loro?
RENZI JOBS ACT 2RENZI JOBS ACT 2

«Riceveranno la Naspi, più generosa nella maggioranza dei casi della mobilità», assicura Stefano Sacchi, presidente Inapp, l’ex Isfol. «Le aziende poi risparmieranno sul costo del lavoro, perché non dovranno più versare lo 0,30% per la mobilità, circa 600 milioni». Ma «alle imprese a quel punto converrà licenziare sempre, così risparmiano pure sul ticket per la cassa integrazione, nel frattempo raddoppiato: è un meccanismo infernale », avverte Guglielmo Loy, segretario confederale Uil.

Ci sarebbe l’assegno di ricollocazione che scatta dopo quattro mesi di Naspi. «Le prime 30 mila lettere partiranno a gennaio», conferma Maurizio Del Conte, presidente dell’Anpal, l’agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro. «Entro il 2017 puntiamo a contattare tutti i lavoratori — circa 900 mila — con i requisiti. Le politiche attive sono l’unico modo per scongiurare impatti negativi dalla fine della mobilità ».


sabato 24 dicembre 2016

Deutsche Bank e MPS: le sorellastre del sistema bancario europeo


Cosa hanno in comune Monte Paschi di Siena e Deutsche Bank? 

Sicuramente la spregiudicatezza, gli alti rischi di tenuta e la eventualità di un salvataggio pubblico.
Anche se di dimensioni grandemente differenti, entrambe le banche sono un po' il simbolo dei rispettivi sistemi bancari nazionali. MPS è la più longeva, la più antica banca al mondo, creata nel 1472, e oggi allo sbando. DB, fondata 146 anni fa, è diventata  sinonimo e pilastro della capacità economica tedesca fino alla sua caduta nei gorghi della peggiore speculazione. Nonostante queste pericolose somiglianze, i consiglieri economici della Merkel, come il suo ‘aiutante di campo' Christopher Schmidt, stranamente sono molto preoccupati del futuro di MPS. Puntano il dito su una barca in difficoltà, ma non vedono, o non vogliono vedere,  la nave che rischia di andare a fondo.  Eppure recentemente Der Spiegel, il principale settimanale tedesco, ha pubblicato un lunghissimo articolo sulle attività della Deutsche Bank. E' un vero e proprio dossier, veritiero, devastante, inevitabilmente spietato. Incomincia così: "Cupidigia, provincialismo, codardia, comportamenti maniacali, egoismo, immaturità, falsità, incompetenza, debolezza, superbia, decadenza e arroganza". Queste sono le pesanti parole usate per spiegare l'involuzione della DB, che emergono anche nelle migliaia di pagine dei documenti e delle interviste analizzati.  

© REUTERS/ RALPH ORLOWSKI Deutsche Bank indagata in Italia per manipolazione del mercato

Il settimanale tedesco sottolinea che il collasso della prima banca tedesca è il risultato di decenni di fallimenti della sua leadership.  Nel periodo tra il 1994 e il 2012 si è perso completamento il controllo della banca fino a "saccheggiarne e derubarne la sua stessa anima". Se una volta la DB era l'icona di rispettabilità e di solidità, oggi si è trasformata in una caricatura del "Lupo di Wall Street". "Deutsche Bank è broken" scrive Der Spiegel, sommersa da ben 7.800 denunce legali! Nel 1994 DB aveva un bilancio di 573 miliardi di euro e circa 73.000 impiegati, di cui tre quarti in Germania. Già nel 2001 gli impiegati erano diventati 95.000, solo la metà in Germania.

Nel 2007 il bilancio era salito a 2.200 miliardi di euro e gli impiegati in Germania invece erano scesi ad un terzo del totale. Mentre nel 2015 il bilancio si ridusse a 1,600 miliardi di euro, gli impiegati salivano a 100.000, anche se distribuiti in 70 Paesi del mondo.

Come si evince, nel processo internazionalizzazione la banca ha incominciato, purtroppo, ad imitare i comportamenti dirigenziali di stile anglo-americano. Ha completato la trasformazione da "più grande banca commerciale tedesca a banca di investimento anglo-americana". Tanto che lo stesso l'Economist inglese a suo tempo la definì  "un gigantesco hedge fund".  

© REUTERS/ LUKE MACGREGOR/FILES Deutsche Bank: banca a rischio sistema
Con l'internazionalizzazione iniziò di fatto la fase degli eccessi, degli errori e delle malversazioni intenzionali, le cui ramificazioni legali ne stanno ancora divorando i bilanci. Si ricordi la spregiudicata scelta di operare nella speculazione in derivati finanziari di vario tipo, particolarmente in quelli legati ai mutui e alle ipoteche. E' importante notare che, se nel 1994 la maggior parte dei profitti della DB provenivano dai servizi bancari commerciali tradizionali, già nel 2007 era la cosiddetta ‘investment division', cioè il dipartimento finanziario impegnato soprattutto in strumenti e operazioni ad alto rischio, che produceva ben 70% di tutti i profitti della banca. 

E' questo il periodo in cui i rapporti tra DB e MPS si sono fatti più stretti per via di una serie di derivati finanziari che la banca tedesca aveva concesso alla banca italiana per coprire dei buchi di bilancio. 

Derivati finanziari che si sono rivelati poi delle perdite pesanti per MPS. Perdite che sono andate ad ampliare i buchi e a generare altri derivati, come il famoso ‘Santorini'. Naturalmente la DB, invece, ha fatto guadagni significativi sui derivati MPS.  

© FLICKR.COM/ GUY SIE Italia: un’eutanasia chiamata tassazione
Il problema è stato poi la convinzione dei grandi capi della DB di avere scoperto "il potere degli dei' che li ha portati a trasformarla nella banca numero uno al mondo nel settore dei derivati finanziari, superando persino le grandi banche americane. Nello stesso periodo è partita anche la corsa ai bonus dei dirigenti. Ancora nel 2015, anni dopo lo scoppio della grande crisi finanziaria che per la prima volta evidenziava la anomalia degli stratosferici stipendi dei manager, ben 756 alti funzionari della DB guadagnavano oltre 1 milione di euro.  Ancora oggi la DB è rinchiusa in una sorta di "nicchia darwinista, un buffet self service per pochi, dove nessuno può essere incolpato".  

La crisi della DB è talmente profonda da convincere Der Spiegel che non si può in alcun caso escludere l'opzione più estrema, quella di un suo salvataggio pubblico da parte del governo tedesco. Con buona pace per le preoccupazioni di Berlino per una simile soluzione anche per MPS. 

E' evidente che farsi le pulci tra sistemi bancari, in questo caso quello tedesco e quello italiano, aumenta il discredito verso l'intero mondo bancario, minando la stessa architettura europea. E' giunto il momento in cui i consigli di amministrazione e i manager delle varie banche dissestate vengano sottoposti al rigoroso vaglio della magistratura, unitamente ai maggiori beneficiari dei capitali elargiti.