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venerdì 1 febbraio 2019
I TOPI INVADONO ANCHE IL CAMPIDOGLIO, L'ALLARME: “RISCHI BIOLOGICI PER I LAVORATORI”
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martedì 25 settembre 2018
UN CARICO DI COCAINA DA 18 MILIONI DI DOLLARI È STATO NASCOSTO IN SCATOLE DI BANANE DONATE AL DIPARTIMENTO DI GIUSTIZIA PENALE DEL TEXAS
I 540 PACCHI DI DROGA, NASCOSTI TRA LA FRUTTA, ERANO DESTINATI ALLE MENSE DELLE PRIGIONI
LA POLIZIA, IRONICAMENTE, COMMENTA: "A VOLTE, LA VITA TI DÀ LIMONI, A VOLTE TI DÀ DELLE BANANE E, A VOLTE, TI DÀ QUALCOSA CHE NON TI ASPETTERESTI MAI"
Cocaina nascosta in scatole di banane donate al Dipartimento di giustizia penale del Texas in favore dei detenuti. A scoprire l'ingente carico di stupefacenti sono stati gli agenti di controllo in forza al Dipartimento stesso, che successivamente ha postato sulla sua pagina Facebook le foto del maxi sequestro con una nota ironica a margine.
Il carico da 18 milioni di dollari
"A volte, la vita ti dà limoni, a volte ti dà delle banane e, a volte, ti dà qualcosa che non ti aspetteresti mai". Questo il commento del Dipartimento di Giustizia nel comunicare sui social l'incredibile scoperta. Già, perché la cocaina rinvenuta e sequestrata era pronta per essere immessa sul mercato nero dove avrebbe permesso un guadagno illecito pari a 18 milioni di dollari.
Un'operazione bloccata, venerdì 21 settembre, dai controlli degli agenti che sono andati a recuperare due pallet carichi di frutta donata alle prigioni. Nel corso dell'operazione, uno dei sergenti ha notato che una delle decine di scatole di banane presentava delle misure non del tutto regolari.
Secondo il racconto di Jeremy Desel, portavoce del dipartimento, a KTRK, l'agente si è poi avvicinato al pacco "per guardarlo più da vicino e poi ha tolto la scatola da uno dei pallet per esaminarlo all'interno dove – ha aggiunto Desel – ha trovato qualcosa di straordinariamente sospetto". Nelle scatole erano infatti contenuti 540 pacchi di cocaina, nascosti tra i caschi di banane.
I precedenti episodi
Secondo quanto reso noto dagli inquirenti, la donazione aveva il bollo del corriere Port of America di Freeport, in Texas, anche se, per il momento, non è chiaro chi e quando abbia effettuato la spedizione. "Ci sono diverse entità federali che stanno indagando ed è una scoperta piuttosto significativa per loro", ha detto Desel.
Le indagini sul caso sono state affidate alla Drug Enforcement Administration, agenzia federale antidroga, e alla US Customs and Border Protection, la maggiore tra le forze dell'ordine per la sicurezza delle frontiere. "I nostri agenti e i loro supervisori sono addestrati a notare cose fuori posto", ha aggiunto Desel.
Questa non è la prima volta che i contrabbandieri di droga provano a usare la frutta per nascondere i loro traffici. Nel 2017, quasi due tonnellate di marijuana furono "travestite" da tigli in una spedizione commerciale che attraversava il confine tra il Texas e il Messico.
In quell'occasione più di 34mila pacchetti di frutta finta vennero scoperti da un sistema di controllo delle immagini e dal team K-9 (unità cinofile) della sezione antidroga. Le piante di marijuana sequestrate avevano un valore di 789mila dollari. Nel 2016, invece, oltre mille kg di cannabis furono occultati in scatole di carote che arrivavano dal Messico.
Fonte: qui
giovedì 29 marzo 2018
VENEZUELA - SCONTRI IN UNA STAZIONE DI POLIZIA: I DETENUTI, NEL TENTATIVO DI LIBERARSI, DANNO FUOCO AI MATERASSI. IL BILANCIO È DI 68 MORTI.
I PARENTI DEI CARCERATI: “NON SAPPIAMO SE I NOSTRI FIGLI SONO ANCORA VIVI”
I SOCCORRITORI HANNO DOVUTO SFONDARE UN MURO PER LIBERARE ALCUNI PRIGIONIERI ALL'INTERNO
DAGONEWS
È di almeno 68 persone il bilancio delle vittime di un incendio scoppiato in seguito a una sommossa in una stazione di polizia della città venezuelana di Valencia, terzo centro del Paese e capitale dello stato di Carabobo. Secondo quanto riferito, le fiamme sono divampate dopo che i detenuti hanno dato fuoco ai materassi nel tentativo di liberarsi . Il procuratore generale venezuelano Tarek William Saab ha scritto sul suo account Twitter che le 68 persone morte erano quasi tutti detenuti: tra le vittime anche due donne che stavano pernottando alla stazione.
Decine di persone si sono scontrate con agenti in tenuta antisommossa fuori dalla stazione, dopo aver accusato le forze dell’ordine di tenere i detenuti in condizioni squallide e disumane: la polizia è stata costretta a usare gas lacrimogeni per disperdere la folla, mentre i parenti delle vittime chiedevano notizie sui sopravvissuti e sui morti. «Non so se mio figlio è vivo o morto – urlava in strada Aida Parra, raccontando che l'ultima volta lo aveva visto un giorno prima, quando era andata a portargli del cibo - Non mi dicono niente».
Window to Freedom, un’organizzazione senza scopo di lucro che monitora le condizioni delle prigioni del Venezuela, ha reso noto che, secondo alcune fonti non confermate, la rivolta è iniziata quando un detenuto armato ha sparato a un ufficiale a una gamba. Poco dopo è scoppiato un incendio, che si è diffuso rapidamente. Secondo le prime informazioni, i soccorritori hanno dovuto sfondare un muro per liberare alcuni prigionieri all'interno.
Carlos Nieto Palma, direttore di Window to Freedom, ha detto che i funzionari dovrebbero essere ritenuti responsabili per non aver saputo gestire la rivolta. «Il sopraffollamento è un problema grave e allarmante - ha detto Nieto Palma. - Quello che è successo oggi a Carabobo è il simbolo di tutto questo». Scontri tra prigionieri e guardie sono frequenti in Venezuela. I detenuti sono spesso in grado di procurarsi armi e droghe con l'aiuto di guardie corrotte.
Fonte: qui
lunedì 6 novembre 2017
IL 32ENNE PRINCIPE MOHAMED BIN SALMAN, EREDE AL TRONO DI RIAD, HA ANNUNCIATO LA SUA CROCIATA “CONTRO L’ILLEGALITÀ” FACENDO ARRESTARE 11 PRINCIPI, 4 MINISTRI IN CARICA E DECINE DI EX MINISTRI TRA CUI IL MILIARDARIO ALWALEED BIN TALAL
ESTIRPERÀ LA CORRUZIONE?
CHISSA'! INTANTO SI TOGLIE DI MEZZO UN PO’ DI AVVERSARI POLITICI…
CHISSA'! INTANTO SI TOGLIE DI MEZZO UN PO’ DI AVVERSARI POLITICI…
Da www.ansa.it
Il principe miliardario saudita Alwaleed bin Talal é stato arrestato nell'ambito dell'operazione anti-corruzione voluta dal re Mohammed Salman.
La notizia é stata data all'agenzia di stampa Ap da un manager della King Holding Company presieduta da Alwaleed. Il manager ha voluto mantenere l'anonimato. Con un patrimonio stimato attorno ai 20 miliardi di dollari, il principe Alwaleed é uno degli uomini più ricchi e influenti al mondo.
I suoi investimenti spaziano dal social network Twitter alla Apple, dalla News Corporation di Rupert Murdoch al colosso bancario Citigroup, dalla catena di hotel Four Seasons al servizio di taxi Lyft. Inoltre, il principe é azionista di maggioranza dei canali in lingua araba che fanno capo al gruppo Rotana.
Ma Alwaleed non si limita a investire: pur non avendo una posizione ufficiale nel governo saudita, il reale ha sempre detto la sua nelle questioni che riguardano la vita del regno, come ha fatto l'anno scorso con il suo appello a favore delle donne al volante.
Nell'ambito dell'operazione anticorruzione in Arabia Saudita, sono stati arrestati undici principi e un totale di 38 tra ex ministri, ex vice ministri e uomini d'affari: sono detenuti in queste ore in alberghi a cinque stelle di Riad. Alcuni dei detenuti si trovano all'hotel Ritz-Carlton della capitale.
Il sempre piu potente erede al trono saudita, il principe Mohamed bin Salman (conosciuto come Mbs)ha operato un giro di vite in Arabia Saudita contro l'illegalita' senza guardare in faccia a nessuno, inclusi i suoi parenti, forse scomodi. La nuova commissione anti-corruzione saudita - voluta da MbS - ha arrestato 11 principi, membri della sterminata famiglia reale, 4 ministri in carica e decine di ex ministri. Lo ha reso noto la rete saudita Al Arabiya citando fonti anonime.
Il 32enne erede al trono e' considerato di fatto il reggente dell'Arabia Saudita - guidata ancora dal padre 81enne re Salman - perche' controlla le leve del potere dalla Difesa all'Economia con il suo piano "Vision 2030".
A settembre la commissione aveva arrestato una ventina di persone, inclusi influenti religiosi del clero wahabita (l'interpretazione piu' rigorosa ed intransigente dell'Islam sunnita) contrari alla politica estera del principe MbS che il 5 giugno ha dato il via alla rottura delle relazioni con il Qatar, cosi' come sue riforme politiche, inclusa l'annunciata privatizzazione del 5% del colosso petrolifero Aramco ed il taglio dei sussidi di Stato.
Fonte: qui
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