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venerdì 1 febbraio 2019
I TOPI INVADONO ANCHE IL CAMPIDOGLIO, L'ALLARME: “RISCHI BIOLOGICI PER I LAVORATORI”
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mercoledì 19 dicembre 2018
L’IDEA (POI BOCCIATA) DELLA RAGGI DI UTILIZZARE L’ESERCITO PER TAPPARE LE BUCHE SPACCA IL M5S E SCATENA L’IRA DEI MILITARI
GRAMELLINI: "PURTROPPO LA GENIALATA DI METTERE IL GENIO MILITARE A COPRIRE LE VORAGINI DI ROMA È STATA BOCCIATA DAGLI STESSI CHE L'AVEVANO PROPOSTA. C'È DA CAPIRLI. A GIUDICARE DALLA MANOVRA CHE STANNO VOTANDO, PIÙ CHE DI BUCHE SONO ESPERTI DI BUCHI"
Massimo Gramellini per il Corriere della Sera
L' idea di utilizzare il Genio dell' Esercito per coprire le buche di Roma è veramente geniale. L' obiezione che i soldati andrebbero impiegati soltanto nelle missioni militari non regge. L' Esercito interviene anche nei casi di calamità. Ed è fuori discussione che i lungotevere della Raggi, e per qualcuno la stessa Raggi, rappresentino una calamità.
Inoltre tutti sanno che le voragini nel centro di Roma fanno parte di un vasto complotto internazionale per screditare il governo del cambiamento: c' è chi giura di avere visto Soros in persona trivellare un tombino a piazza Venezia con l' aiuto di Moscovici. Ed è alle Forze Armate che spetta il compito di difendere il sacro suolo della Patria: anche a colpi di bitume, se necessario. Ma, una volta accolto il principio che le truppe d' assalto prenderanno il posto di quelle d' appalto, limitarne l' impiego alla Capitale scatenerebbe invidie e gelosie.
Perché non affidare ai militari anche la ricostruzione del ponte di Genova o addirittura quella del Pd? Ci sono poi quei lavoretti che non vuole più fare nessuno. Se un caporale in mimetica passasse ad aggiustarmi lo scaldabagno, risolvendo quella che ormai si profila come un' emergenza umanitaria, renderebbe un servizio al Paese.
Purtroppo la genialata di mettere il Genio a risuolare le scarpe di Roma è stata bocciata dagli stessi che l' avevano proposta. C' è da capirli. A giudicare dalla manovra che stanno votando, più che di buche sono esperti di buchi.
I SOLDATI PER TAPPARE LE BUCHE
Andrea Arzilli per il Corriere della Sera
Un emendamento alla manovra, poi dichiarato inammissibile dalla commissione Bilancio del Senato, prevedeva l' intervento dell' esercito sulle 55 mila buche che rendono le strade di Roma un percorso di guerra.
«Un rally», lo definì Matteo Salvini. Nel testo, presentato dai 5 Stelle al Senato a prima firma Vincenzo Presutto, erano indicati i fondi per il Comune di Roma (40 milioni per il 2019) e si autorizzava la Difesa a spendere 5 milioni per «acquisto di materiali strumentali al ripristino della piattaforme stradali». Cioè, a rimettere a posto le strade della Capitale dovevano essere il Campidoglio, col bitume, e il Genio dell' esercito, con soldati e macchinari, secondo la strategia elaborata dalla sindaca Raggi con la regia di Francesco Silvestri, vicepresidente del M5S alla Camera.
Ieri mattina in Campidoglio si respirava aria di vittoria, anzi di «una grande vittoria», esultava la sindaca. Del resto la linea di Raggi sulle buche - priorità del Comune per volontà di Beppe Grillo - sembrava essere risultata vincente. «Sicuramente interverrà il Genio militare, ringrazio la ministra Trenta e la viceministra Castelli», commentava la sindaca mentre la sua assessora ai Lavori pubblici, Margherita Gatta, infilava in agenda più interviste possibili. L' euforia è durata solo un' ora, però.
Fino a quando la ministra della Difesa Elisabetta Trenta, grillina pure lei, ha gelato il Campidoglio dichiarando pubblicamente che «no, non tapperemo le buche», e poi approfondendo in privato con i suoi: «I ragazzi del Genio sono professionisti, non li mando a fare i "tappabuche" in giro per Roma. Noi interveniamo solo in caso di emergenza acclarata», avrebbe sbottato. Lo stato d' emergenza è infatti la chiave per attivare l' esercito. Succede negli eventi eccezionali, nelle calamità come il sisma di Amatrice. Non per grane ordinarie come le strade della Capitale.
Così, dopo il ko in commissione, l' emendamento si rivela un pasticcio. Raggi, imbufalita, vede sfumare la cura low cost (e senza appalti) e cancella tutte le uscite mediatiche. Stessa cosa per l' assessora Gatta, stoppata mentre su radio e tv locali narra l' epica di un trionfo che non c' è. E si rischia pure la beffa quando balena l' ipotesi del colpo di spugna sui fondi, scenario poi fugato dalla Castelli secondo cui «l' intervento sarà regolarmente finanziato. Stiamo riformulando l' emendamento». Ormai, però, la polemica era scoppiata.
All' attacco i militari che, con il segretario del sindacato Luca Marco Comellini hanno invitato «Raggi e i grillini a usare pala e piccone per chiudere le buche e allora sì, sarà il governo del cambiamento»; i costruttori romani che, con il presidente Nicolò Rebecchini, hanno definito la proposta M5S «una scorciatoia per tagliare qualche nastro a fronte di un cronico immobilismo davanti agli appalti»; e le opposizioni - da Pd a FI fino a FdI - secondo cui la vicenda vale come «ennesima dimostrazione di incapacità».
E intanto le buche restano lì.
Fonte: qui
domenica 28 ottobre 2018
AL CAMPIDOGLIO CENTINAIA DI PERSONE PER LA MANIFESTAZIONE “ROMA DICE BASTA” CONTRO IL DEGRADO DELLA CAPITALE E LA GESTIONE DELLA SINDACA
IN PIAZZA CITTADINI E COMMERCIANTI: “VOGLIAMO CHE ROMA TORNI A ESSERE VIVIBILE”
Da www.ansa.it
"Roma dice basta". In una piazza del Campidoglio gremita si sono riuniti oggi centinaia di romani per la "Dignità di Roma" e per protestare contro la "grande monnezza", le buche, "l'abbandono della città" Una manifestazione pacifica con tanti cartelli ironici: da "Raggi, una buca vi inghiottirà" a "Roma (pulita) o morte".
Protestano anche i commercianti, come quelli di via Emanuele Filiberto: "il negoziante deve vivere ogni giorno, non si deve ignorare, vessare, emarginare". Richiesti anche "mezzi di trasporto adeguati". Traffico congestionato nella zona del Campidoglio per il sit contro la giunta Raggi. L'evento, nato sui social con l'appello di "sei ragazze", vede la partecipazione di diverse centinaia di persone.
'Vogliamo che Roma torni a essere una Capitale: inclusiva, vivibile, accogliente, con un'idea di futuro'. E' l'appello del comitato promotore del sit-in #Romadicebasta che si tsta svolgendo in Campidoglio. L'iniziativa è nata da un appello su Facebook partito dal gruppo 'Tutti per Roma. Roma per tutti' che - come spiega una delle promotrici, Martina Cardelli - conta 22mila iscritti. Si tratta di un gruppo civico "formato da sei donne romane, ognuna con il suo lavoro e con la propria famiglia" che promuove "l'idea della partecipazione civica come elemento di pressione nei confronti delle istituzioni per migliorare la città". Fonte: qui
Da www.ansa.it
"Roma dice basta". In una piazza del Campidoglio gremita si sono riuniti oggi centinaia di romani per la "Dignità di Roma" e per protestare contro la "grande monnezza", le buche, "l'abbandono della città" Una manifestazione pacifica con tanti cartelli ironici: da "Raggi, una buca vi inghiottirà" a "Roma (pulita) o morte".
Protestano anche i commercianti, come quelli di via Emanuele Filiberto: "il negoziante deve vivere ogni giorno, non si deve ignorare, vessare, emarginare". Richiesti anche "mezzi di trasporto adeguati". Traffico congestionato nella zona del Campidoglio per il sit contro la giunta Raggi. L'evento, nato sui social con l'appello di "sei ragazze", vede la partecipazione di diverse centinaia di persone.
'Vogliamo che Roma torni a essere una Capitale: inclusiva, vivibile, accogliente, con un'idea di futuro'. E' l'appello del comitato promotore del sit-in #Romadicebasta che si tsta svolgendo in Campidoglio. L'iniziativa è nata da un appello su Facebook partito dal gruppo 'Tutti per Roma. Roma per tutti' che - come spiega una delle promotrici, Martina Cardelli - conta 22mila iscritti. Si tratta di un gruppo civico "formato da sei donne romane, ognuna con il suo lavoro e con la propria famiglia" che promuove "l'idea della partecipazione civica come elemento di pressione nei confronti delle istituzioni per migliorare la città". Fonte: qui
sabato 14 luglio 2018
PIERLUIGI DIACO: "HO RISCHIATO LA VITA IN SCOOTER PER UNA BUCA A ROMA. PER FORTUNA MI SONO SOLO FATTO MALE A UNA GAMBA"
"NON DENUNCERO’ IL CAMPIDOGLIO, NON INTASO I TRIBUNALI MA QUELLA DELLE BUCHE E’ UNA EMERGENZA NAZIONALE: LA RAGGI HA SOTTOVALUTATO IL TEMA. IO LO CHIAMO FALLIMENTO…E’ ORA DI PROTESTARE" - VIDEO
Michele Galvani per il Messaggero
E così Pierluigi Diaco, voce di Rtl e volto tv, anche lei è finito in una buca.
«È successo stamattina (l'altro ieri ndr) al Celio con il mio scooter 50, appena uscito di casa alle 5 e 30 del mattino per andare in radio: c' erano due buche già segnate che ho evitato, poi però ce ne erano altre e sono caduto a destra, vicino al marciapiede. Potevo spaccarmi la testa. Per fortuna mi sono solo fatto male a una gamba».
Denuncerà il Campidoglio?
«No, non serve. Non intaso i tribunali. Non mi interessa essere risarcito dal Comune cui pago le tasse. Il discorso è legato alla rassegnazione».
La sua?
«No, quella dei romani. Non c' è mai stata una manifestazione di protesta contro questa che è un' emergenza nazionale. Io tutti i santi giorni, in radio, raccolgo denunce dall' Italia, ma mai quanto Roma: stiamo parlando della Capitale, la Raggi deve avere il coraggio di parlare con il Governo: il Consiglio dei Ministri dei varare un piano speciale, evidentemente la sindaca ha sottovalutato il tema».
I cittadini no, invece. Hanno paura.
«Cadono alberi, si inciampa nelle buche e poi tocca cerchiarle. O pulirsi le strade».
Questione di sopravvivenza.
«Io lo chiamo fallimento. La società civile non può sostituirsi alla politica, descrive i limiti dell' amministrazione. Sono andato a trovare Rino Barillari in ospedale, non è possibile che una persona inciampi sul manto stradale. E poi ci sono gli anziani, i bambini».
Quale la soluzione?
«Serve una grande rete, senza colore politico, che alimenti l' idea di una protesta: associazioni di categoria, terzo settore, cittadini, rappresentanti delle scuole. Tutti insieme per dare un segnale forte che, ad oggi, non c' è mai stato».
Fonte: qui
sabato 7 luglio 2018
IL COMUNE DI ROMA ASSORBE OGNI ANNO CIRCA 14 MILIARDI € DAI CONTRIBUENTI MA NON RESTITUISCE QUEL MINIMO DI MANUTENZIONE STRADALE CHE COSTEREBBE FORSE 300 MILIONI. PER QUESTO GLI ABITANTI SI OCCUPANO ORMAI ANCHE DI TAPPARE LE BUCHE. CHE UMILIAZIONE L’INTERVENTO DEI CITTADINI PER SUPPLIRE LE FUNZIONI DELLA SINDACA CHE SI RIFIUTA DI...
Federico Fubini per il Corriere della Sera
Esiste solo una circostanza più umiliante, per un sindaco, dell' intervento dei cittadini per supplirne le funzioni: è quando ciò avviene mentre i contribuenti sopportano aliquote locali sul reddito fra le più alte d' Europa. Il Comune di Roma assorbe ogni anno circa 14 miliardi di euro dai contribuenti, ma non restituisce quel minimo di manutenzione stradale che costerebbe forse 300 milioni.
Per questo gli abitanti, che già tengono puliti i parchi, si occupano ormai anche di tappare le buche o almeno segnarle in giallo o verde.
Questa paralisi comporta il dramma di chi perde i propri familiari in incidenti, poi però danneggia anche l' economia e la convivenza.
L' anno scorso ha intasato i Tribunali con 4 mila cause per danni al Comune. Quindi rallenta il traffico, ostacola il lavoro, incoraggia il vandalismo in chi perde rispetto della città vedendola tanto danneggiata: sono riflessi psicologici ben noti.
Questa situazione surreale è dovuta al rifiuto dei funzionari di firmare migliaia di appalti di manutenzione, per timore di ricorsi ai loro danni. Eppure il sindaco esita ad affidare il lavoro a un grande gestore unico, che distribuisca subappalti: prevale l' ideologia di M5S, che idolatra le piccole imprese. Ma non è la prima volta che un' ideologia genera il ridicolo, poi il tragico, infine la discesa in strada dei cittadini. Con la vernice.
Fonte: qui
LO SCHIAFFO DELLA LOMBARDI, GRANDE NEMICA DELLA RAGGI E DI DI MAIO, A GRILLO: “SULLE BUCHE DI ROMA NON FAI RIDERE. DOBBIAMO DIRE LA VERITÀ: NELLA CAPITALE C' È UNA SITUAZIONE DIFFICILISSIMA" È LA PRIMA VOLTA CHE IL FONDATORE VIENE CONTESTATO COSÌ PLATEALMENTE - LA RAGGI CONTINUA A NON COMMENTARE L’USCITA DI GRILLO
Simone Canettieri per il Messaggero
«Noi non possiamo dire non ci sono le buche, caro Beppe. Sarebbe da incoscienti, e noi non lo siamo. Dobbiamo dire la verità: a Roma c' è una situazione difficilissima». Roberta Lombardi, ora capogruppo del M5S in Regione Lazio dopo cinque anni passati in Parlamento a capo dell' ala ortodossa dei grillini, rimprovera Beppe Grillo e abbatte così un tabù.
Anzi, un autogol che ha fatto indignare non solo i romani che tutti i giorni fanno i salti mortali per schivare i crateri sull' asfalto, ma anche le famiglie di chi, sulle malandate strade della Capitale, ha perso la vita.
LA REAZIONE Come Graziella Viviano, la madre di Elena Aubry, la ragazza romana morta a 26 anni lo scorso 7 maggio dopo una caduta in moto su via Ostiense. La donna ha risposto al leader del M5S ricordandogli che «su certe cose non si può scherzare, la morte di mia figlia merita rispetto».
E se il Campidoglio di Virginia Raggi non ha ancora avuto il modo (o il coraggio?) di commentare le parole di Grillo né tantomeno di prenderne le distanze, ci pensa Roberta Lombardi a entrare in gamba tesa. Con uno «schiaffo» pubblico, forte ed inedito nella storia delle gerarchie M5S. E su Facebook ieri ha scritto: «Caro Beppe, qualche giorno fa sono rimasta stupita, ed è per me la prima volta, di aver visto un tuo video ed aver reagito, alla fine, non con un sorriso ma con un fondo di tristezza. E mi sono subito chiesta il perché». Inizia così la lettera aperta della «faraona» del M5S, nota per le battaglie interne contro Virginia Raggi e ormai sempre di più in rotta di collisione con l' ala governista di Di Maio.
Lombardi nel suo post riassume i motivi di quello che definisce un «andazzo vergognoso» durato «decenni» e sottolinea: «Capisco benissimo lo sforzo che Virginia Raggi e la sua giunta stanno facendo per sistemare quanto più possibile quel disastro».
Nel suo affondo la capogruppo in Regione dei pentastellati, ma qui parla l' amministratrice pura della sua «amatissima città», attacca sì il Garante-fondatore, ma in un certo senso torna a tirare le orecchie anche al Campidoglio (solo due settimane fa, anche per le buche, il M5S ha perso due municipi) sottolineando che a Roma c' è «una situazione difficilissima».
Il post di Lombardi su Facebook ha raccolto anche il «mi piace» della consigliera comunale M5S Gemma Guerini (unica di 28). Sotto alla lettera a Grillo - «che è e resta un grande comico» - Lombardi si è trovata un diluvio di commenti. Tra chi le fa i complimenti per il «coraggio» e chi le consiglia, con più o meno malizia, di rivolgere il suo appello sulle strade al governatore Nicola Zingaretti, che il M5S sta appoggiando, volta per volta, sui provvedimenti da votare in Aula.
Fonte: qui
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mercoledì 27 giugno 2018
VORAGINE CAPITALE – FINALMENTE ROMA HA UN PRIMATO: QUELLO DEI RISARCIMENTI PER LE BUCHE IN STRADA. SOLTANTO NEL 2018 IL CAMPIDOGLIO DOVRÀ SBORSARE 15 MILIONI DI EURO PER LE VITTIME DEGLI INCIDENTI CAUSATI DAI CRATERI PER STRADA
IN NESSUN’ALTRA CITTÀ EUROPEA SI MUORE COSÌ TANTO PER STRADA
Beatrice Nencha per "Libero Quotidiano"
Finalmente Roma potrebbe avere un primato: quello del risarcimento danni più elevato per abitante (pedone, ciclista o moto-auto munito) incappato, a volte letteralmente risucchiato, nelle buche ormai celebri della Città eterna. La cui "eternità" potrebbe ricomprendere anche la vetustà di strade e marciapiedi rattoppati dal centro alle periferie.
Buche "democratiche" - a cui il Codacons ha deciso di ribellarsi con una manifestazione indetta oggi davanti a una esemplare voragine cittadina - che ai romani sono costate la bellezza di 31 milioni di euro dal 2015 al 2017. Fondi sborsati dalle casse del Campidoglio per risarcire le vittime degli incidenti dovuti a crateri e voragini.
Secondo i dati forniti dalle Assicurazioni di Roma, sarebbero circa 15 milioni di euro gli oneri potenziali per definire i sinistri avvenuti nel corso del 2018. Circa 8 milioni in più rispetto all' anno scorso, dovuti alle forti piogge che hanno peggiorato la già compromessa condizione dell'asfalto cittadino e agevolato la formazione di nuove buche.
O la riapertura di quelle frettolosamente chiuse. L' emergenza buche della capitale è divenuta un fenomeno endemico come i parcheggiatori abusivi o i camion bar davanti ai monumenti. Una piaga in crescita, imputabile soprattutto alla scarsa manutenzione delle strade, in particolare della viabilità secondaria che compete ai singoli Municipi. Visto che le richieste di risarcimento danni per sinistri riguardano circa 8mila chilometri di strade minori contro 800 della grande viabilità, secondo i dati prodotti dal Dipartimento dello Sviluppo infrastrutture e manutenzione urbana in commissione Trasparenza.
Ma Roma vanta un altro triste primato: è la città europea in cui si muore di più per strada. Come ci ricorda il recente incidente mortale in scooter dello chef stellato Alessandro Narducci, che segue di pochi giorni la morte, sempre per una caduta dalla moto, di Noemi Carrozza, campionessa di nuoto sincronizzato. Oggi i romani hanno iniziato a denunciare e a ribellarsi all' incuria inevitabile, che spesso è causa di incidenti quotidiani, a volte irreparabili.
Ma quasi tutti prevedibili, e prevenibili. A dare voce ai romani ci ha pensato il Codacons. L' appuntamento è alle 14.30 davanti alla voragine di Circonvallazione Appia 91 dove i rappresentanti dell' associazione daranno vita al «funerale dell' asfalto» e presenteranno la prima class action italiana per danni da scarsa manutenzione stradale.
Un' azione collettiva presentata al Tribunale di Roma ai sensi dell' art. 140 bis del Codice del Consumo, alla quale potranno aderire tutti i cittadini romani e chiedere 1.000 euro a testa di risarcimento per la presenza di buche, voragini e situazioni di dissesto sul manto stradale. Inciampare a Roma, da oggi, non sarà più un "danno collaterale".
Fonte: qui
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