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venerdì 1 febbraio 2019
I TOPI INVADONO ANCHE IL CAMPIDOGLIO, L'ALLARME: “RISCHI BIOLOGICI PER I LAVORATORI”
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domenica 28 ottobre 2018
AL CAMPIDOGLIO CENTINAIA DI PERSONE PER LA MANIFESTAZIONE “ROMA DICE BASTA” CONTRO IL DEGRADO DELLA CAPITALE E LA GESTIONE DELLA SINDACA
IN PIAZZA CITTADINI E COMMERCIANTI: “VOGLIAMO CHE ROMA TORNI A ESSERE VIVIBILE”
Da www.ansa.it
"Roma dice basta". In una piazza del Campidoglio gremita si sono riuniti oggi centinaia di romani per la "Dignità di Roma" e per protestare contro la "grande monnezza", le buche, "l'abbandono della città" Una manifestazione pacifica con tanti cartelli ironici: da "Raggi, una buca vi inghiottirà" a "Roma (pulita) o morte".
Protestano anche i commercianti, come quelli di via Emanuele Filiberto: "il negoziante deve vivere ogni giorno, non si deve ignorare, vessare, emarginare". Richiesti anche "mezzi di trasporto adeguati". Traffico congestionato nella zona del Campidoglio per il sit contro la giunta Raggi. L'evento, nato sui social con l'appello di "sei ragazze", vede la partecipazione di diverse centinaia di persone.
'Vogliamo che Roma torni a essere una Capitale: inclusiva, vivibile, accogliente, con un'idea di futuro'. E' l'appello del comitato promotore del sit-in #Romadicebasta che si tsta svolgendo in Campidoglio. L'iniziativa è nata da un appello su Facebook partito dal gruppo 'Tutti per Roma. Roma per tutti' che - come spiega una delle promotrici, Martina Cardelli - conta 22mila iscritti. Si tratta di un gruppo civico "formato da sei donne romane, ognuna con il suo lavoro e con la propria famiglia" che promuove "l'idea della partecipazione civica come elemento di pressione nei confronti delle istituzioni per migliorare la città". Fonte: qui
Da www.ansa.it
"Roma dice basta". In una piazza del Campidoglio gremita si sono riuniti oggi centinaia di romani per la "Dignità di Roma" e per protestare contro la "grande monnezza", le buche, "l'abbandono della città" Una manifestazione pacifica con tanti cartelli ironici: da "Raggi, una buca vi inghiottirà" a "Roma (pulita) o morte".
Protestano anche i commercianti, come quelli di via Emanuele Filiberto: "il negoziante deve vivere ogni giorno, non si deve ignorare, vessare, emarginare". Richiesti anche "mezzi di trasporto adeguati". Traffico congestionato nella zona del Campidoglio per il sit contro la giunta Raggi. L'evento, nato sui social con l'appello di "sei ragazze", vede la partecipazione di diverse centinaia di persone.
'Vogliamo che Roma torni a essere una Capitale: inclusiva, vivibile, accogliente, con un'idea di futuro'. E' l'appello del comitato promotore del sit-in #Romadicebasta che si tsta svolgendo in Campidoglio. L'iniziativa è nata da un appello su Facebook partito dal gruppo 'Tutti per Roma. Roma per tutti' che - come spiega una delle promotrici, Martina Cardelli - conta 22mila iscritti. Si tratta di un gruppo civico "formato da sei donne romane, ognuna con il suo lavoro e con la propria famiglia" che promuove "l'idea della partecipazione civica come elemento di pressione nei confronti delle istituzioni per migliorare la città". Fonte: qui
sabato 22 settembre 2018
LA RAGGI ASPETTA IL 10 NOVEMBRE QUANDO ARRIVERA’ LA SENTENZA SUL CASO MARRA
SE FOSSE CONDANNATA, PUR NON SCATTANDO LA LEGGE SEVERINO, DOVREBBE INTERVENIRE IL CODICE ETICO DI M5S, QUELLO CHE RAGGI HA SEMPRE DETTO DI “VOLER RISPETTARE” E CHE PREVEDE LE DIMISSIONI
MA I LEGALI DEL M5S HANNO TROVATO UN’ALTRA STRADA…
Ernesto Menicucci per “il Messaggero”
«Che succede in Campidoglio? Aspettiamo il 10 novembre...». Alla domanda, in questi giorni, sempre la stessa risposta. Una data scolpita, che sembra lontanissima e che poi calendario alla mano non lo è neppure così tanto. È il giorno della sentenza Raggi sul caso-Marra, quello da cui dipende il futuro della giunta grillina. E, dal rientro delle vacanze, le grandi manovre all' interno dei partiti sono già cominciate. Primo fra tutti, naturalmente, Cinque Stelle dove un pool di avvocati/consulenti politici sta studiando il da farsi. Gli scenari sono due, uno chiarissimo, l' altro tutto da vedere.
LE IPOTESI Opzione uno, che Raggi venga assolta per il presunto falso ideologico sulla promozione di Renato Marra, fratello di Raffaele, a capo del Dipartimento turismo: la sindaca dichiarò all' Anticorruzione capitolina che fece tutto da sola, ma dalle chat interne (agli atti) emerge invece il ruolo di Raffaele, in quei primi mesi di Campidoglio vero Rasputin della giunta pentastellata. Ovviamente, in caso di assoluzione, tutto resta com' è.
Scenario due, quello più complicato, è se Raggi venisse condannata.
Perché qui, pur non scattando la legge Severino, dovrebbe intervenire il codice etico di M5S, quello che Raggi ha sempre detto di «voler rispettare» e che prevede (prevederebbe?) le dimissioni. E qui scatta lo studio fatto dai legali. Dentro a M5S, infatti, stanno pensando a un piano B per non perdere Roma: far autosospendere la sindaca come, in altri contesti e vicende, fecero ad esempio Piero Marrazzo alla Regione Lazio e Giuseppe Sala a Milano per aspettare magari la sentenza di secondo grado, o soltanto di capire il da farsi.
Un escamotage, più politico che amministrativo. Raggi rimarrebbe sindaca, ma sospesa. E il vice-sindaco sarebbe una sorta di reggente. Già, ma chi? E anche su questo anche se nessuno è disposto a dichiararlo in chiaro è partito il toto-nomi. Vice-sindaco è Luca Bergamo, che però viene dal centrosinistra ed è prestato ai Cinque Stelle. Uomo che, di sicuro, è poco in linea tanto per dirne una con il governo giallo-verde e con gli alleati leghisti.
GRILLINO DOC Il reggente di Roma, non potrebbe che essere un grillino doc, magari della prima ora, ma comunque vicino a Raggi. Identikit che più che a Marcello De Vito, presidente dell' Assemblea Capitolina, si avvicina a Daniele Frongia, lo stratega, giocatore di scacchi, che in fondo vice-sindaco lo è anche già stato. Problema: Frongia era uno dei quattro amici al bar, la chat proprio del caso-Marra.
C' è poi l' ipotesi dimissioni-Raggi, che aprirebbero di fatto la campagna elettorale su Roma.
I Cinque Stelle dovrebbero trovare un candidato, ma anche gli altri partiti a quel punto dovrebbero muoversi. E, al momento, pare che non ci sia da nessuna parte la fila a candidarsi. Nel centrodestra, la Lega rivendicherebbe l' aspirante sindaco, da cercare però più nella società civile che tra i quadri di partito, ma dovrebbe vincere la resistenza di Fratelli d' Italia, compagine molto caratterizzata su Roma, che però ha come candidato di punta Giorgia Meloni, la leader che già corse nel 2016 sfiorando il ballottaggio.
Infine il centrosinistra, dove in teoria nessuno vuole farsi avanti, ma più di un esponente subisce qualche forma di pressing. Qui la lista è lunga: da David Sassoli all' ex premier Paolo Gentiloni, da Carlo Calenda a Marianna Madia. Fantapolitica? Da qui al 10 novembre, la strada è lunga.
Fonte: qui
giovedì 30 agosto 2018
ROMA, CROLLA IL TETTO DELLA CHIESA DI SAN GIUSEPPE DEI FALEGNAMI ALLE SPALLE DEL CAMPIDOGLIO
NESSUN FERITO
LA CHIESA ERA, AL MOMENTO, CHIUSA AL PUBBLICO
SONO ORA IN CORSO ACCERTAMENTI PER VERIFICARE LE CAUSE DEL CEDIMENTO…
Rinaldo Frignani per www.corriere.it
Attimi di terrore nel primo pomeriggio di giovedì nel centro di Roma. La volta della chiesa di San Giuseppe dei Falegnami in clivo Argentario, alle spalle del Campidoglio, è improvvisamente crollata.
Il racconto del parroco
In quel momento, come ha raccontato il parroco ai carabinieri, per fortuna la chiesa era chiusa al pubblico e non ci sono stati feriti anche se per alcuni minuti i vigili del fuoco hanno controllato che sotto le macerie non fosse rimasto qualcuno. Sono in corso accertamenti per verificare le cause del cedimento di una delle più suggestive chiese del centro di Roma. Fonte: qui
CROLLA IL TETTO DELLA CHIESA DI SAN GIUSEPPE DEI FALEGNAMI A ROMA. MA CHI DOVEVA VIGILARE? “IL VICARIATO”, FANNO SAPERE DAL MINISTERO DEI BENI CULTURALI
IL GIALLO DEL RESTAURO DEL 2014, UNA DELLE DITTE CHE AVEVA ESEGUITO I LAVORI: “LA MANUTENZIONE PER EVITARE INFILTRAZIONI”
IL SOVRINTENDENTE PROSPERETTI EVOCA IL CROLLO DEL PONTE DI GENOVA: "ANCHE QUI POTREBBE AVER CEDUTO UN TIRANTE"
Laura Larcan per il Messaggero
Il prezioso tetto collassato della chiesa di San Giuseppe dei Falegnami era stato restaurato nel 2014. Quattro anni fa la copertura di tegole e il soffitto ligneo dorato a cassettoni del Seicento erano già finiti sotto la lente d' ingrandimento dei restauratori. I lavori durarono una lunga estate calda e rientrarono all' interno di un progetto di restauro monumentale della chiesa, con un passaggio di consegne tra due imprese, la Gherardi che aveva avviato i lavori tra aprile e maggio, e la Aspera subentrata il 5 luglio del 2014:
«Noi siamo subentrati alla ditta che era già intervenuta sul rifacimento della copertura del tetto», ricorda Alex Amirfeiz, iraniano ma italiano d' adozione, alla guida della società Aspera di Genova (noto a Roma per aver guidato il restauro delle facciate del Colosseo). «Ricordo che l' intervento complessivo del progetto riguardava lo smantellamento delle vecchie tegole, il recupero del tetto, probabilmente anche un alleggerimento della struttura, ma soprattutto la manutenzione straordinaria affinché non si verificassero infiltrazioni d' acqua col rischio di ammalorare i legni».
«Noi - continua Amirfeiz - abbiamo completato l' intervento di rifacimento di una piccola porzione del tetto e ci siamo occupati soprattutto del recupero delle facciate ammalorate, del restauro del cassettone ligneo, della pavimentazione e dell' illuminazione», racconta l' architetto. Complessivamente nel 2014 fu un cantiere di otto mesi circa (di cui circa due mesi solo sul tetto), finanziato per 534mila euro dal Vicariato che è il diretto proprietario della chiesa. Nonostante il restauro, dopo quattro anni il crollo devastante. E la conta dei danni è pesante. «Poteva essere una tragedia - si sfoga il prefetto per l' unità di crisi del Mibac Fabio Carapezza Guttuso - Due i posti cruciali: nella chiesa dove è crollato il tetto, e nella sottostante cappella del Crocifisso, dove s' è staccato un pezzo dalla volta. Poteva succedere come a Firenze a Santa Croce. Anche la Cappella, infatti, come la chiesa resta inagibile - precisa il prefetto - mentre il Carcere Mamertino, per fortuna, non ha registrato danni».
Ma di chi è la responsabilità?
«San Giuseppe dei Falegnami è una chiesa del Vicariato - spiega Carapezza Guttuso - è chiaro che la responsabilità e la vigilanza restano nelle mani del proprietario. Ma è prematura imputare colpevoli, anche perché non è il mio ruolo. Le cause che hanno provocato il collasso delle travi vanno appurate. Non è semplice in questo momento, ci sono tante ipotesi, quello che è sicuro è che i sottotetti hanno sempre bisogno di una manutenzione attenta nel tempo».
L' allarme ha mobilitato i vertici del Mibac al fianco dei tecnici del Vicariato. Superando l' iniziale gap di responsabilità emergenziali tra Soprintendenza di Roma e Parco del Colosseo (visto che la chiesa è sul confine tra i due enti). Il problema delle competenze è stato risolto spacchettando il monumento: la tutela della chiesa resta nelle mani del soprintendente Francesco Prosperetti e il Carcere Mamertino in quelle di Alfonsina Russo alla guida del parco del Colosseo. Di nuovo la piaga della manutenzione mancata?
«Dopo l' esperienza del terremoto del 2016 - continua il prefetto - abbiamo appurato che le chiese, spesso per mancanza di sacrestani, non fanno più manutenzione, anche la più semplice, tra tegole e travi. Proprio la mancanza di manutenzione spicciola diventa un rischio».
Ma il soprintendente speciale di Roma, Francesco Prosperetti, parla di danni per un milione: «C' è una tragica somiglianza con Genova, un tirante che ha ceduto, è l' unica ipotesi possibile, perché la portanza della capriata è affidata ad una catena».
Fonte: qui
PAURA AL FORO ROMANO: SI STACCA UN PEZZO DI PARETE DELLE MURA DAVANTI AGLI OCCHI SBIGOTTITI DEI TURISTI
AL MOMENTO NON SI REGISTRANO FERITI
LA ZONA E’ STATA TRANSENNATA
IERI(30 AGOSTO 2018) IL CROLLO DEL TETTO DELLA CHIESA DI SAN GIUSEPPE DEI FALEGNAMI
E' crollato davanti agli occhi sbigottiti dei turisti che stavano andando a visitare il Foto Romano. E' successo alle 13:58, nella parte di parete adiacente il Foro altezza del gabbiotto di via Monte Tarpeo. Al momento non si registrano feriti. La zona è stata subito transennata dalla polizia municipale e ora si attende l'intervento dei vigili del fuoco per la messa in sicurezza dell'area. Sul posto sono presenti anche i carabinieri della stazione di piazza Venezia. Fonte: qui
Rinaldo Frignani per www.corriere.it
Attimi di terrore nel primo pomeriggio di giovedì nel centro di Roma. La volta della chiesa di San Giuseppe dei Falegnami in clivo Argentario, alle spalle del Campidoglio, è improvvisamente crollata.
Il racconto del parroco
In quel momento, come ha raccontato il parroco ai carabinieri, per fortuna la chiesa era chiusa al pubblico e non ci sono stati feriti anche se per alcuni minuti i vigili del fuoco hanno controllato che sotto le macerie non fosse rimasto qualcuno. Sono in corso accertamenti per verificare le cause del cedimento di una delle più suggestive chiese del centro di Roma. Fonte: qui
IL GIALLO DEL RESTAURO DEL 2014, UNA DELLE DITTE CHE AVEVA ESEGUITO I LAVORI: “LA MANUTENZIONE PER EVITARE INFILTRAZIONI”
IL SOVRINTENDENTE PROSPERETTI EVOCA IL CROLLO DEL PONTE DI GENOVA: "ANCHE QUI POTREBBE AVER CEDUTO UN TIRANTE"
Laura Larcan per il Messaggero
Il prezioso tetto collassato della chiesa di San Giuseppe dei Falegnami era stato restaurato nel 2014. Quattro anni fa la copertura di tegole e il soffitto ligneo dorato a cassettoni del Seicento erano già finiti sotto la lente d' ingrandimento dei restauratori. I lavori durarono una lunga estate calda e rientrarono all' interno di un progetto di restauro monumentale della chiesa, con un passaggio di consegne tra due imprese, la Gherardi che aveva avviato i lavori tra aprile e maggio, e la Aspera subentrata il 5 luglio del 2014:
«Noi siamo subentrati alla ditta che era già intervenuta sul rifacimento della copertura del tetto», ricorda Alex Amirfeiz, iraniano ma italiano d' adozione, alla guida della società Aspera di Genova (noto a Roma per aver guidato il restauro delle facciate del Colosseo). «Ricordo che l' intervento complessivo del progetto riguardava lo smantellamento delle vecchie tegole, il recupero del tetto, probabilmente anche un alleggerimento della struttura, ma soprattutto la manutenzione straordinaria affinché non si verificassero infiltrazioni d' acqua col rischio di ammalorare i legni».
«Noi - continua Amirfeiz - abbiamo completato l' intervento di rifacimento di una piccola porzione del tetto e ci siamo occupati soprattutto del recupero delle facciate ammalorate, del restauro del cassettone ligneo, della pavimentazione e dell' illuminazione», racconta l' architetto. Complessivamente nel 2014 fu un cantiere di otto mesi circa (di cui circa due mesi solo sul tetto), finanziato per 534mila euro dal Vicariato che è il diretto proprietario della chiesa. Nonostante il restauro, dopo quattro anni il crollo devastante. E la conta dei danni è pesante. «Poteva essere una tragedia - si sfoga il prefetto per l' unità di crisi del Mibac Fabio Carapezza Guttuso - Due i posti cruciali: nella chiesa dove è crollato il tetto, e nella sottostante cappella del Crocifisso, dove s' è staccato un pezzo dalla volta. Poteva succedere come a Firenze a Santa Croce. Anche la Cappella, infatti, come la chiesa resta inagibile - precisa il prefetto - mentre il Carcere Mamertino, per fortuna, non ha registrato danni».
Ma di chi è la responsabilità?
«San Giuseppe dei Falegnami è una chiesa del Vicariato - spiega Carapezza Guttuso - è chiaro che la responsabilità e la vigilanza restano nelle mani del proprietario. Ma è prematura imputare colpevoli, anche perché non è il mio ruolo. Le cause che hanno provocato il collasso delle travi vanno appurate. Non è semplice in questo momento, ci sono tante ipotesi, quello che è sicuro è che i sottotetti hanno sempre bisogno di una manutenzione attenta nel tempo».
L' allarme ha mobilitato i vertici del Mibac al fianco dei tecnici del Vicariato. Superando l' iniziale gap di responsabilità emergenziali tra Soprintendenza di Roma e Parco del Colosseo (visto che la chiesa è sul confine tra i due enti). Il problema delle competenze è stato risolto spacchettando il monumento: la tutela della chiesa resta nelle mani del soprintendente Francesco Prosperetti e il Carcere Mamertino in quelle di Alfonsina Russo alla guida del parco del Colosseo. Di nuovo la piaga della manutenzione mancata?
«Dopo l' esperienza del terremoto del 2016 - continua il prefetto - abbiamo appurato che le chiese, spesso per mancanza di sacrestani, non fanno più manutenzione, anche la più semplice, tra tegole e travi. Proprio la mancanza di manutenzione spicciola diventa un rischio».
Ma il soprintendente speciale di Roma, Francesco Prosperetti, parla di danni per un milione: «C' è una tragica somiglianza con Genova, un tirante che ha ceduto, è l' unica ipotesi possibile, perché la portanza della capriata è affidata ad una catena».
Fonte: qui
AL MOMENTO NON SI REGISTRANO FERITI
LA ZONA E’ STATA TRANSENNATA
IERI(30 AGOSTO 2018) IL CROLLO DEL TETTO DELLA CHIESA DI SAN GIUSEPPE DEI FALEGNAMI
E' crollato davanti agli occhi sbigottiti dei turisti che stavano andando a visitare il Foto Romano. E' successo alle 13:58, nella parte di parete adiacente il Foro altezza del gabbiotto di via Monte Tarpeo. Al momento non si registrano feriti. La zona è stata subito transennata dalla polizia municipale e ora si attende l'intervento dei vigili del fuoco per la messa in sicurezza dell'area. Sul posto sono presenti anche i carabinieri della stazione di piazza Venezia. Fonte: qui
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