9 dicembre forconi: Campidoglio
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venerdì 1 febbraio 2019

I TOPI INVADONO ANCHE IL CAMPIDOGLIO, L'ALLARME: “RISCHI BIOLOGICI PER I LAVORATORI”


TROVATI ESCREMENTI DI RODITORI DENTRO GLI UFFICI DELLA RAGIONERIA 
LA PRESIDENTE DEI REVISORI: “LE PANTEGANE ORMAI CI FANNO COMPAGNIA, AMBIENTE INSANO” 
LA COLPA E' DEI RIFIUTI IN STRADA: ECCO PERCHE'
Lorenzo De Cicco per “il Messaggero”

L' esercito dei topi espugna il Campidoglio. Dopo avere attorniato gli ospedali proprio ieri il Sant' Andrea fatto capolino nei cinema, nei licei, nelle stazioni del metrò, l' armata dei roditori dell' Urbe, rifocillata dal pattume che continua a traboccare dai cassonetti, è riuscita a far breccia perfino nella sede del Comune di Roma, non lontano dagli uffici della sindaca Virginia Raggi e dei suoi consiglieri più fidati. Avvenimento forse simbolico sul degrado di Roma, ma anche allarmante, in modo molto concreto, per i dipendenti a cui tocca lavorare con la compagnia, non proprio desiderata, dei ratti.

La presenza dei topi «espone i lavoratori a un rischio biologico», ha scritto la Ragioneria generale del Comune, in un documento di cui Il Messaggero è venuto in possesso, del 13 dicembre scorso. «Presso la sede della Ragioneria», che è ospitata nel cuore del Campidoglio, «in particolare presso l' ufficio del Revisore dei Conti, sono state riscontrate presenze di escrementi di roditori». Scoperta che ha fatto suonare l' allarme rosso, perché c' è il pericolo di incappare in una violazione del «Testo unico in materia di sicurezza sul lavoro», che difatti viene richiamato nel provvedimento.

TOPI ROMA 2TOPI ROMA 
«Ormai siamo abituati, le pantegane ci fanno compagnia mentre facciamo i calcoli», racconta, con un pizzico di sarcasmo e una discreta dose di rassegnazione, la presidente dell' Organismo di revisione economico-finanziaria del Comune, Federica Tiezzi. «A furia di sentirci, i topi saranno diventati esperti di bilanci comunali, più di certi politici...». Scherzi a parte, dice il capo dei Revisori, «la verità è che alcuni uffici del Campidoglio sono insani». Inutili, almeno fino a ieri, le proteste. «Abbiamo spedito reclami all' Assemblea capitolina dice sempre Tiezzi ai consiglieri, sono stati chiamati i tecnici delle derattizzazioni, saranno venuti venti volte o giù di lì, ma niente...».

A giugno una colonia di roditori era stata avvistata sotto la Cordonata, la scalinata progettata da Michelangelo che porta fino alla statua di Marc' Aurelio.
TOPI ROMA 3TOPI ROMA 
Ora, evidentemente, le pantegane hanno sbaragliato l' ultima, fragile difesa, conquistando il Palazzo.

«Topi a Roma? Mai visti», diceva, sfidando il dileggio dell' opposizione (e forse anche il buonsenso), l' assessora all' Ambiente, Pinuccia Montanari, fedelissima di Beppe Grillo nella giunta di Roma. «Sono una persona che vive la città, una sopralluoghista, sinceramente devo dire di non avere mai visto un topo nella Capitale. La situazione è assolutamente gestita e la miglioreremo», assicurava solo qualche mese fa.

TOPI ROMATOPI ROMA
LE SCORRERIE 

Invece le scorrerie dei ratti sono aumentate a vista d' occhio, complice anche la crisi dell' immondizia, sempre più nera. Solo la scorsa settimana, in ordine cronologico: topi morti sono stati trovati dentro al cinema Barberini, nel cuore di Roma, costringendo 700 studenti a saltare la proiezione; in un liceo di Prati Fiscali hanno trovato le carcasse degli animaletti dentro al bagno; una colonia di topi è stata filmata mentre andava a spasso accanto alla metro Cipro, in zona Vaticano. E ieri un gruppo di roditori è stato avvistato proprio davanti all' ospedale Sant' Andrea, mentre scorrazzava beatamente accanto alla fermata del bus, tra i rifiuti sparsi in terra.

TOPI ROMA 1TOPI ROMA
Quanto al Campidoglio, la Ragioneria dopo l' allarme del dicembre scorso, ha avviato, tramite una società privata, le operazioni «di derattizzazione, disinfestazione e disinfezione delle aree esterne e interne». Ma stando alla presidente dei Revisori, le pantegane continuano ad aggirarsi tra le scrivanie, come niente fosse.
E chissà che a qualcuno non venga in mente di rivolgersi a un esperto di tutt' altra caratura, quello raccontato dai fratelli Grimm, al motto di «state calmi, state calmi, non c' è nulla di tragico, basta chiamare il pifferaio magico».
VIRGINIA RAGGIVIRGINIA RAGGI

LA COLPA È DEI RIFIUTI IN STRADA: «TROPPO CIBO, SI MOLTIPLICANO»
Mauro Evangelisti per “il Messaggero”

Quando i dipendenti dell' Ama scaricano i cassonetti o liberano le strade dai rifiuti accumulati sanno che spesso c' è un nemico nascosto: i topi. «Ferma - precisa il professor Enrico Alleva, etologo e presidente della Federazione Italiana di Scienze della Natura e dell' Ambiente - quelli che voi chiamate topi, in realtà sono ratti. E a Roma c' è un' invasione di ratti». Qual è la differenza? Soprattutto di peso. Se il topo è un peso piuma, il ratto è un massimo. In media il topo è 20-25 grammi, il ratto 250. 

A favorire la diffusione dei ratti c' è stata, negli ultimi anni, la resa sul fronte della raccolta dei rifiuti: la spazzatura resta sui marciapiedi, soprattutto la parte organica e gli alimenti, consentendo ai ratti di trovare da mangiare.
rifiuti topi morti romaRIFIUTI TOPI MORTI ROMA

Alleva: «Più rifiuti ci sono per strada, più i ratti si moltiplicano. In altri termini: i ratti hanno dei meccanismi neuro ormonali molto efficaci e procreano maggiormente quando c' è più cibo a disposizione. Se ci fossero meno rifiuti alimentari disponibili, diminuirebbero automaticamente». Le femmine dei ratti sono più feconde quando c' è più da mangiare. E tra i ratti c' è un' organizzazione oliata, tanto che di fronte a un alimento nuovo c' è un assaggiatore, con gli altri che aspettano la reazione prima di mangiare. Per questo si utilizzano veleni che agiscono lentamente, ma tra i ratti - secondo quanto spiega il professor Alleva - sono stati osservati alcuni esemplari che stanno diventando resistenti anche ai veleni. Sarebbe utile ad esempio non abbattere i platani dove vivono allocchi, gufi e barbagianni, predatori dei ratti. E i gatti? «Secondo alcune osservazioni a New York il gatto punta sui topi, ma il peso dei ratti è troppo elevato».

HORROR 

Gli ultimi episodi a Roma sono da pellicola horror, potrebbero dare ispirazione a una nuova serie di Netflix. Immaginate 700 studenti che raggiungono il centro storico per la proiezione di un film in una multisala e scoprono che nella sala hanno trovato numerosi topi (anzi ratti) morti e l' Asl ha emesso un provvedimento di chiusura e sospensione dell' attività. Se i ragazzi l' altro giorno sono tornati a casa, il pensiero di molti cinefili è andato alle serate passate al buio in quella sala: l' incubo è che a seguire la proiezione vi fossero anche i ratti. Seconda traccia per la fiction.
GABBIANI TOPI ROMAGABBIANI TOPI ROMA

Sempre a metà settimana, vicino al Vaticano dove ogni giorno passano decine di migliaia di turisti, oltre a tantissimi romani: a Prati, tra via Meloria e via Angelo Emo, decine di ratti sono stati visti (e filmati) uscire sul marciapiede.

Da dove partiva l' invasione degli ultra-topi? Proprio dai cassonetti, in particolare da alcune buste di spazzatura non raccolte.

Anche in centro storico, dove i cassonetti non ci sono più, non è così anomalo a Roma incontrare uno o più ratti. Il problema è che i passaggi della differenziata a volte saltano, la parte organica resta per strada. Ancora: per ragioni di sicurezza in chiave anti terrorismo, non ci sono più i cestini di ghisa, ma si ricorre a sacchetti trasparenti di plastica. Oltre ad essere molto brutti, si rompono molto facilmente, così i rifiuti si accumulano sui sampietrini e scatta l' all you can eat non solo per i ratti, ma ad esempio anche per i gabbiani divenuti sempre più numerosi, invadenti e robusti a Roma. La Capitale paga, pesantemente, le difficoltà della raccolta dei rifiuti, causate dalla poca efficienza dell' Ama e da metà dei mezzi fermi nei garage per la mancata manutenzione, ma anche dalla carenza di impianti, che si è aggravata dopo l' incendio del Tmb di via Salaria.

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LA PRODUZIONE 

Inoltre, la produzione dei rifiuti è aumentata, nonostante la giunta Raggi avesse puntato molto sul contrario, sulla riduzione (nel 2016 scrisse in un piano che sarebbero stati prodotte 200 mila tonnellate in meno all' anno). Tutti questi elementi hanno regalato splendide vacanze di Natale e Capodanno ai ratti, perché praticamente per tutto il mese di dicembre e fino a metà gennaio quasi tutti i quartieri di Roma erano ricoperti di rifiuti e cenoni a volontà per i roditori. Solo dopo il 20 gennaio si è tornati alla normalità, (anche se, secondo il gruppo dipendenti Ama Lila la normalità a Roma significa appena il 20 per cento di cassonetti non svuotati con puntualità).

Fonte: qui


CHI RIPARA LE VORAGINI DI ROMA? I CARCERATI 
VIA AI LAVORI NELLE STRADE DELLA CAPITALE: CON I 30 DETENUTI ASFALTATORI DI REBIBBIA ANCHE TUTOR E GUARDIE 
LA RAGGI: “UN DUPLICE SUCCESSO. I RAGAZZI IMPARANO UN MESTIERE CHE LI AIUTERÀ UNA VOLTA FUORI E FANNO QUALCOSA DI UTILE PER LA CITTÀ” 
Clarida Salvatori per il "Corriere della Sera"
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Dove non sono arrivate le ditte appaltatrici, sono arrivati loro: trenta detenuti «asfaltatori» del carcere di Rebibbia, scelti tra coloro che hanno una breve pena residua da scontare e un basso indice di pericolosità, che da ieri hanno cominciato a prendersi cura delle strade della Capitale. E dell' ormai annoso problema delle voragini che si aprono di continuo e che non poche vittime della strada hanno causato. Tra loro Elena Aubry, morta in sella alla sua moto sulla via Ostiense a causa del manto stradale disconnesso. «Ben venga - ha commentato la mamma di Elena, Graziella Viviano -. Ma un Comune non può affidarsi sempre a soggetti esterni perché non riesce a risolvere in proprio un problema così rilevante per i suoi cittadini. Altro che riparazioni in emergenza».
Divisa arancione e blu, sono partiti dalla periferia: da via Mario Lizzani, nella zona di Torre Spaccata, a ridosso del Grande raccordo anulare.

E hanno trascorso una mattinata a rattoppare buche, ridisegnare strisce pedonali ormai cancellate dal tempo, ripulire caditoie tappate da cumuli di foglie e rifiuti. Sotto lo sguardo attento dei tutor di Autostrade per l' Italia, che li hanno formati con un corso specifico, e delle guardie penitenziarie, hanno messo in pratica il mestiere che per loro potrebbe anche essere l' opportunità di una nuova vita.
BUCHE ROMABUCHE ROMA

«Un duplice successo - le parole della sindaca Virginia Raggi, che il 7 agosto 2018 ha firmato il protocollo d' intesa "Mi riscatto per Roma", con il Dipartimento dell' amministrazione penitenziaria e Autostrade per l' Italia -. Da un lato, i ragazzi sono impegnati in un' attività all' esterno del carcere e imparano un mestiere che li aiuterà una volta fuori; dall' altra fanno qualcosa di utile per la città». Come d' altronde era già accaduto per i carcerati «giardinieri» che a marzo del 2018 avevano ripulito parchi e ville, coordinati dal servizio Giardini del Campidoglio. Nelle prossime settimane, quei fratini colorati saranno impegnati in interventi in altri quartieri.
BUCHE ROMABUCHE ROMA
«Le squadre stanno lavorando molto bene - ha commentato Francesco Delzio, direttore relazioni esterne e affari istituzionali di Autostrade per l' Italia Spa -. Si tratta di un' iniziativa dall' alto valore simbolico ma anche con una ricaduta positiva per la città».

La best practice dei detenuti «asfaltatori» potrebbe presto superare i confini della Città Eterna. Sono infatti allo studio, con i sindaci di altre realtà metropolitane e con i presidenti dei tribunali di sorveglianza, modelli e protocolli.
VIRGINIA RAGGIVIRGINIA RAGGI
Forse da esportare anche all' estero. L' ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine in Messico ha infatti scritto al ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede: «"Mi riscatto per Roma" può essere di grande interesse per il Messico: vogliamo verificarne la trasferibilità». Fonte: qui
degrado a roma bucheDEGRADO A ROMA BUCHE

domenica 28 ottobre 2018

AL CAMPIDOGLIO CENTINAIA DI PERSONE PER LA MANIFESTAZIONE “ROMA DICE BASTA” CONTRO IL DEGRADO DELLA CAPITALE E LA GESTIONE DELLA SINDACA



IN PIAZZA CITTADINI E COMMERCIANTI: “VOGLIAMO CHE ROMA TORNI A ESSERE VIVIBILE” 




roma dice basta la manifestazione al campidoglio contro la raggi 7ROMA DICE BASTA LA MANIFESTAZIONE AL CAMPIDOGLIO CONTRO LA RAGGI 
"Roma dice basta". In una piazza del Campidoglio gremita si sono riuniti oggi centinaia di romani per la "Dignità di Roma" e per protestare contro la "grande monnezza", le buche, "l'abbandono della città" Una manifestazione pacifica con tanti cartelli ironici: da "Raggi, una buca vi inghiottirà" a "Roma (pulita) o morte".

 Protestano anche i commercianti, come quelli di via Emanuele Filiberto: "il negoziante deve vivere ogni giorno, non si deve ignorare, vessare, emarginare". Richiesti anche "mezzi di trasporto adeguati".  Traffico congestionato nella zona del Campidoglio per il sit contro la giunta Raggi. L'evento, nato sui social con l'appello di "sei ragazze", vede la partecipazione di diverse centinaia di persone.
manifestazione roma dice basta 6MANIFESTAZIONE ROMA DICE BASTA 

'Vogliamo che Roma torni a essere una Capitale: inclusiva, vivibile, accogliente, con un'idea di futuro'. E' l'appello del comitato promotore del sit-in #Romadicebasta che si tsta svolgendo in Campidoglio. L'iniziativa è nata da un appello su Facebook partito dal gruppo 'Tutti per Roma. Roma per tutti' che - come spiega una delle promotrici, Martina Cardelli - conta 22mila iscritti. Si tratta di un gruppo civico "formato da sei donne romane, ognuna con il suo lavoro e con la propria famiglia" che promuove "l'idea della partecipazione civica come elemento di pressione nei confronti delle istituzioni per migliorare la città". Fonte: qui

sabato 22 settembre 2018

LA RAGGI ASPETTA IL 10 NOVEMBRE QUANDO ARRIVERA’ LA SENTENZA SUL CASO MARRA


SE FOSSE CONDANNATA, PUR NON SCATTANDO LA LEGGE SEVERINO, DOVREBBE INTERVENIRE IL CODICE ETICO DI M5S, QUELLO CHE RAGGI HA SEMPRE DETTO DI “VOLER RISPETTARE” E CHE PREVEDE LE DIMISSIONI 

MA I LEGALI DEL M5S HANNO TROVATO UN’ALTRA STRADA…

Ernesto Menicucci per “il Messaggero”
VIRGINIA RAGGI E RAFFAELE MARRAVIRGINIA RAGGI E RAFFAELE MARRA

«Che succede in Campidoglio? Aspettiamo il 10 novembre...». Alla domanda, in questi giorni, sempre la stessa risposta. Una data scolpita, che sembra lontanissima e che poi calendario alla mano non lo è neppure così tanto. È il giorno della sentenza Raggi sul caso-Marra, quello da cui dipende il futuro della giunta grillina. E, dal rientro delle vacanze, le grandi manovre all' interno dei partiti sono già cominciate. Primo fra tutti, naturalmente, Cinque Stelle dove un pool di avvocati/consulenti politici sta studiando il da farsi. Gli scenari sono due, uno chiarissimo, l' altro tutto da vedere.

LE IPOTESI Opzione uno, che Raggi venga assolta per il presunto falso ideologico sulla promozione di Renato Marra, fratello di Raffaele, a capo del Dipartimento turismo: la sindaca dichiarò all' Anticorruzione capitolina che fece tutto da sola, ma dalle chat interne (agli atti) emerge invece il ruolo di Raffaele, in quei primi mesi di Campidoglio vero Rasputin della giunta pentastellata. Ovviamente, in caso di assoluzione, tutto resta com' è.
Scenario due, quello più complicato, è se Raggi venisse condannata.

RAGGI MARRARAGGI MARRA
Perché qui, pur non scattando la legge Severino, dovrebbe intervenire il codice etico di M5S, quello che Raggi ha sempre detto di «voler rispettare» e che prevede (prevederebbe?) le dimissioni. E qui scatta lo studio fatto dai legali. Dentro a M5S, infatti, stanno pensando a un piano B per non perdere Roma: far autosospendere la sindaca come, in altri contesti e vicende, fecero ad esempio Piero Marrazzo alla Regione Lazio e Giuseppe Sala a Milano per aspettare magari la sentenza di secondo grado, o soltanto di capire il da farsi.

Un escamotage, più politico che amministrativo. Raggi rimarrebbe sindaca, ma sospesa. E il vice-sindaco sarebbe una sorta di reggente. Già, ma chi? E anche su questo anche se nessuno è disposto a dichiararlo in chiaro è partito il toto-nomi. Vice-sindaco è Luca Bergamo, che però viene dal centrosinistra ed è prestato ai Cinque Stelle. Uomo che, di sicuro, è poco in linea tanto per dirne una con il governo giallo-verde e con gli alleati leghisti.
raggi marra frongia romeoRAGGI MARRA FRONGIA ROMEO

GRILLINO DOC Il reggente di Roma, non potrebbe che essere un grillino doc, magari della prima ora, ma comunque vicino a Raggi. Identikit che più che a Marcello De Vito, presidente dell' Assemblea Capitolina, si avvicina a Daniele Frongia, lo stratega, giocatore di scacchi, che in fondo vice-sindaco lo è anche già stato. Problema: Frongia era uno dei quattro amici al bar, la chat proprio del caso-Marra.
C' è poi l' ipotesi dimissioni-Raggi, che aprirebbero di fatto la campagna elettorale su Roma.

RENATO MARRA E RAGGI mpa.itRENATO MARRA E RAGGI MPA.IT






I Cinque Stelle dovrebbero trovare un candidato, ma anche gli altri partiti a quel punto dovrebbero muoversi. E, al momento, pare che non ci sia da nessuna parte la fila a candidarsi. Nel centrodestra, la Lega rivendicherebbe l' aspirante sindaco, da cercare però più nella società civile che tra i quadri di partito, ma dovrebbe vincere la resistenza di Fratelli d' Italia, compagine molto caratterizzata su Roma, che però ha come candidato di punta Giorgia Meloni, la leader che già corse nel 2016 sfiorando il ballottaggio.

VIRGINIA RAGGI DANIELE FRONGIA RAFFAELE MARRAVIRGINIA RAGGI DANIELE FRONGIA RAFFAELE MARRA
Infine il centrosinistra, dove in teoria nessuno vuole farsi avanti, ma più di un esponente subisce qualche forma di pressing. Qui la lista è lunga: da David Sassoli all' ex premier Paolo Gentiloni, da Carlo Calenda a Marianna Madia. Fantapolitica? Da qui al 10 novembre, la strada è lunga.

Fonte: qui

giovedì 30 agosto 2018

ROMA, CROLLA IL TETTO DELLA CHIESA DI SAN GIUSEPPE DEI FALEGNAMI ALLE SPALLE DEL CAMPIDOGLIO

NESSUN FERITO 
LA CHIESA ERA, AL MOMENTO, CHIUSA AL PUBBLICO 
SONO ORA IN CORSO ACCERTAMENTI PER VERIFICARE LE CAUSE DEL CEDIMENTO…

Rinaldo Frignani per www.corriere.it

Attimi di terrore nel primo pomeriggio di giovedì nel centro di Roma. La volta della chiesa di San Giuseppe dei Falegnami in clivo Argentario, alle spalle del Campidoglio, è improvvisamente crollata.

Il racconto del parroco
In quel momento, come ha raccontato il parroco ai carabinieri, per fortuna la chiesa era chiusa al pubblico e non ci sono stati feriti anche se per alcuni minuti i vigili del fuoco hanno controllato che sotto le macerie non fosse rimasto qualcuno. Sono in corso accertamenti per verificare le cause del cedimento di una delle più suggestive chiese del centro di Roma. Fonte: qui
san giuseppe dei falegnamiSAN GIUSEPPE DEI FALEGNAMI
CROLLA IL TETTO DELLA CHIESA DI SAN GIUSEPPE DEI FALEGNAMI A ROMA. MA CHI DOVEVA VIGILARE? “IL VICARIATO”, FANNO SAPERE DAL MINISTERO DEI BENI CULTURALI 

IL GIALLO DEL RESTAURO DEL 2014, UNA DELLE DITTE CHE AVEVA ESEGUITO I LAVORI: “LA MANUTENZIONE PER EVITARE INFILTRAZIONI” 

IL SOVRINTENDENTE PROSPERETTI EVOCA IL CROLLO DEL PONTE DI GENOVA: "ANCHE QUI POTREBBE AVER CEDUTO UN TIRANTE"


Laura Larcan per il Messaggero
SAN GIUSEPPE DEI FALEGNAMISAN GIUSEPPE DEI FALEGNAMI
Il prezioso tetto collassato della chiesa di San Giuseppe dei Falegnami era stato restaurato nel 2014. Quattro anni fa la copertura di tegole e il soffitto ligneo dorato a cassettoni del Seicento erano già finiti sotto la lente d' ingrandimento dei restauratori. I lavori durarono una lunga estate calda e rientrarono all' interno di un progetto di restauro monumentale della chiesa, con un passaggio di consegne tra due imprese, la Gherardi che aveva avviato i lavori tra aprile e maggio, e la Aspera subentrata il 5 luglio del 2014:

«Noi siamo subentrati alla ditta che era già intervenuta sul rifacimento della copertura del tetto», ricorda Alex Amirfeiz, iraniano ma italiano d' adozione, alla guida della società Aspera di Genova (noto a Roma per aver guidato il restauro delle facciate del Colosseo). «Ricordo che l' intervento complessivo del progetto riguardava lo smantellamento delle vecchie tegole, il recupero del tetto, probabilmente anche un alleggerimento della struttura, ma soprattutto la manutenzione straordinaria affinché non si verificassero infiltrazioni d' acqua col rischio di ammalorare i legni».
SAN GIUSEPPE DEI FALEGNAMISAN GIUSEPPE DEI FALEGNAMI

«Noi - continua Amirfeiz - abbiamo completato l' intervento di rifacimento di una piccola porzione del tetto e ci siamo occupati soprattutto del recupero delle facciate ammalorate, del restauro del cassettone ligneo, della pavimentazione e dell' illuminazione», racconta l' architetto. Complessivamente nel 2014 fu un cantiere di otto mesi circa (di cui circa due mesi solo sul tetto), finanziato per 534mila euro dal Vicariato che è il diretto proprietario della chiesa. Nonostante il restauro, dopo quattro anni il crollo devastante. E la conta dei danni è pesante. «Poteva essere una tragedia - si sfoga il prefetto per l' unità di crisi del Mibac Fabio Carapezza Guttuso - Due i posti cruciali: nella chiesa dove è crollato il tetto, e nella sottostante cappella del Crocifisso, dove s' è staccato un pezzo dalla volta. Poteva succedere come a Firenze a Santa Croce. Anche la Cappella, infatti, come la chiesa resta inagibile - precisa il prefetto - mentre il Carcere Mamertino, per fortuna, non ha registrato danni».
SAN GIUSEPPE DEI FALEGNAMISAN GIUSEPPE DEI FALEGNAMI

Ma di chi è la responsabilità?
«San Giuseppe dei Falegnami è una chiesa del Vicariato - spiega Carapezza Guttuso - è chiaro che la responsabilità e la vigilanza restano nelle mani del proprietario. Ma è prematura imputare colpevoli, anche perché non è il mio ruolo. Le cause che hanno provocato il collasso delle travi vanno appurate. Non è semplice in questo momento, ci sono tante ipotesi, quello che è sicuro è che i sottotetti hanno sempre bisogno di una manutenzione attenta nel tempo».

L' allarme ha mobilitato i vertici del Mibac al fianco dei tecnici del Vicariato. Superando l' iniziale gap di responsabilità emergenziali tra Soprintendenza di Roma e Parco del Colosseo (visto che la chiesa è sul confine tra i due enti). Il problema delle competenze è stato risolto spacchettando il monumento: la tutela della chiesa resta nelle mani del soprintendente Francesco Prosperetti e il Carcere Mamertino in quelle di Alfonsina Russo alla guida del parco del Colosseo. Di nuovo la piaga della manutenzione mancata?

san giuseppe dei falegnamiSAN GIUSEPPE DEI FALEGNAMI
«Dopo l' esperienza del terremoto del 2016 - continua il prefetto - abbiamo appurato che le chiese, spesso per mancanza di sacrestani, non fanno più manutenzione, anche la più semplice, tra tegole e travi. Proprio la mancanza di manutenzione spicciola diventa un rischio».
Ma il soprintendente speciale di Roma, Francesco Prosperetti, parla di danni per un milione: «C' è una tragica somiglianza con Genova, un tirante che ha ceduto, è l' unica ipotesi possibile, perché la portanza della capriata è affidata ad una catena».

Fonte: qui

PAURA AL FORO ROMANO: SI STACCA UN PEZZO DI PARETE DELLE MURA DAVANTI AGLI OCCHI SBIGOTTITI DEI TURISTI 

AL MOMENTO NON SI REGISTRANO FERITI 

LA ZONA E’ STATA TRANSENNATA

IERI(30 AGOSTO 2018) IL CROLLO DEL TETTO DELLA CHIESA DI SAN GIUSEPPE DEI FALEGNAMI


E' crollato davanti agli occhi sbigottiti dei turisti che stavano andando a visitare il Foto Romano. E' successo alle 13:58, nella parte di parete adiacente il Foro altezza del gabbiotto di via Monte Tarpeo. Al momento non si registrano feriti. La zona è stata subito transennata dalla polizia municipale e ora si attende l'intervento dei vigili del fuoco per la messa in sicurezza dell'area. Sul posto sono presenti anche i carabinieri della stazione di piazza Venezia. Fonte: qui