9 dicembre forconi: Texas
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mercoledì 7 agosto 2019

BUFERA SULLA POLIZIA IN TEXAS DOVE DUE AGENTI A CAVALLO HANNO TIRATO CON UN GUINZAGLIO UN DETENUTO DI COLORE: NELLA FOTO DENUNCIA SI VEDE L’UOMO, CON LE MANI LEGATE DIETRO LA SCHIENA, CHE VIENE TRASCINATO COME UN CANE

L’IMMAGINE HA SCATENATO LE PROTESTE E LA POLIZIA È STATA COSTRETTA A CORRERE AI RIPARI: “È UNA TECNICA COLLAUDATA, MA…”


poliziotti portano al guinzaglio prigionero nero 1POLIZIOTTI PORTANO AL GUINZAGLIO PRIGIONERO NERO 
Bufera sulla polizia di Galveston, in Texas, dopo che su facebook è comparsa la foto di agenti a cavallo che scortano un uomo di colore con le mani legate dietro la schiena e che cammina al loro fianco, tirato per una corda.
L'uomo, Donald Neely, 43 anni, è stato arrestato sabato con l'accusa di violazione di domicilio. La polizia ha spiegato che l'uomo è stato ammanettato e che alle manette è stata poi fissata la corda come fosse un guinzaglio.
L'immagine ha scatenato un putiferio online, dove la polizia è stata accusata di aver indebitamente legato l'uomo, tanto più se era già stato ammanettato. «Che bisogno c'era di trascinarlo come un cane?», la domanda che si sono fatti in molti. Il Dipartimento di polizia di Galveston ha pubblicato un comunicato in cui spiega cosa è successo e chiede ufficialmente scusa al 43enne arrestato.
poliziotti portano al guinzaglio prigionero nero 2POLIZIOTTI PORTANO AL GUINZAGLIO PRIGIONERO NERO
«Innazitutto dobbiamo porgere le scuse al signor Neely per l'inutile imbarazzo. Sebbene si tratti di una tecnica collaudata e in alcuni scenari raccomandata - spiega il capo della polizia - credo che i nostri ufficiali abbiano mostrato scarso giudizio in questo caso e che avrebbero potuto aspettare un'unità di trasporto nel luogo di arresto.
donald neelyDONALD NEELY
I miei ufficiali non avevano alcun intento malizioso al momento dell'arresto, ma abbiamo immediatamente modificato la politica per impedire l'uso di questa tecnica e rivedremo tutta la formazione e le procedure». Fonte: qui
il post della cognata di neelyIL POST DELLA COGNATA DI NEELY

martedì 25 settembre 2018

UN CARICO DI COCAINA DA 18 MILIONI DI DOLLARI È STATO NASCOSTO IN SCATOLE DI BANANE DONATE AL DIPARTIMENTO DI GIUSTIZIA PENALE DEL TEXAS


I 540 PACCHI DI DROGA, NASCOSTI TRA LA FRUTTA, ERANO DESTINATI ALLE MENSE DELLE PRIGIONI 

LA POLIZIA, IRONICAMENTE, COMMENTA: "A VOLTE, LA VITA TI DÀ LIMONI, A VOLTE TI DÀ DELLE BANANE E, A VOLTE, TI DÀ QUALCOSA CHE NON TI ASPETTERESTI MAI"


cocaina 3COCAINA
Cocaina nascosta in scatole di banane donate al Dipartimento di giustizia penale del Texas in favore dei detenuti. A scoprire l'ingente carico di stupefacenti sono stati gli agenti di controllo in forza al Dipartimento stesso, che successivamente ha postato sulla sua pagina Facebook le foto del maxi sequestro con una nota ironica a margine.

Il carico da 18 milioni di dollari
"A volte, la vita ti dà limoni, a volte ti dà delle banane e, a volte, ti dà qualcosa che non ti aspetteresti mai". Questo il commento del Dipartimento di Giustizia nel comunicare sui social l'incredibile scoperta. Già, perché la cocaina rinvenuta e sequestrata era pronta per essere immessa sul mercato nero dove avrebbe permesso un guadagno illecito pari a 18 milioni di dollari.

cocaina 4COCAINA
Un'operazione bloccata, venerdì 21 settembre, dai controlli degli agenti che sono andati a recuperare due pallet carichi di frutta donata alle prigioni. Nel corso dell'operazione, uno dei sergenti ha notato che una delle decine di scatole di banane presentava delle misure non del tutto regolari.

Secondo il racconto di Jeremy Desel, portavoce del dipartimento, a KTRK, l'agente si è poi avvicinato al pacco "per guardarlo più da vicino e poi ha tolto la scatola da uno dei pallet per esaminarlo all'interno dove – ha aggiunto Desel – ha trovato qualcosa di straordinariamente sospetto". Nelle scatole erano infatti contenuti 540 pacchi di cocaina, nascosti tra i caschi di banane.

I precedenti episodi
Secondo quanto reso noto dagli inquirenti, la donazione aveva il bollo del corriere Port of America di Freeport, in Texas, anche se, per il momento, non è chiaro chi e quando abbia effettuato la spedizione. "Ci sono diverse entità federali che stanno indagando ed è una scoperta piuttosto significativa per loro", ha detto Desel.
cocaina 5COCAINA

Le indagini sul caso sono state affidate alla Drug Enforcement Administration, agenzia federale antidroga, e alla US Customs and Border Protection, la maggiore tra le forze dell'ordine per la sicurezza delle frontiere. "I nostri agenti e i loro supervisori sono addestrati a notare cose fuori posto", ha aggiunto Desel.

Questa non è la prima volta che i contrabbandieri di droga provano a usare la frutta per nascondere i loro traffici. Nel 2017, quasi due tonnellate di marijuana furono "travestite" da tigli in una spedizione commerciale che attraversava il confine tra il Texas e il Messico.

cocaina 2COCAINA
In quell'occasione più di 34mila pacchetti di frutta finta vennero scoperti da un sistema di controllo delle immagini e dal team K-9 (unità cinofile) della sezione antidroga. Le piante di marijuana sequestrate avevano un valore di 789mila dollari. Nel 2016, invece, oltre mille kg di cannabis furono occultati in scatole di carote che arrivavano dal Messico.

Fonte: qui

martedì 11 settembre 2018

Non è tutto oro (nero) quello che luccica, il miracolo Usa del petrolio si esaurirà in fetta


Lo chiamano il miracolo dello ”shale oil”. In Texas si preparano a produrre più petrolio che in Iran. Ma attraverso tecniche costose come il fracking, e con nessuna sicurezza sulla durata della produzione


Da alcune settimane i media americani evidenziano i record raggiunti dalla produzione nazionale di petrolio. La notizia è che gli USA si avviano ad esportare più petrolio di quello che consumano pur essendo la nazione più ricca del pianeta. Tutti i media sottolineano che il Texas arriverà a produrre addirittura più greggio dell’Iran o dell’Iraq e che – se lo considerassimo come una nazione indipendente – diventerebbe il terzo produttore di petrolio al mondo. Ma da dove salta fuori quello che è già stato battezzato lo shale miracle, il miracolo dello shale, cioè della roccia? Per capirlo dobbiamo fare un passo indietro.
Lo “shale oil” - detto più propriamente “tight oil” - è il petrolio contenuto in matrici rocciose a bassa permeabilità. Sono fanghi e sedimenti argillosi formati in superficie ma poi trasportati in profondità dai movimenti geologici nel corso di milioni di anni. Se questi fanghi sepolti sono ricchi di materia organica, questa si decompone in assenza di ossigeno e – sempre nel corso di milioni di anni – dà origine a petrolio e gas che rimane intrappolato all’interno di una roccia estremamente poco porosa. La scarsa porosità è proprio quella che rende difficile l’estrazione con metodi convenzionali.
Per questo è necessario usare tecniche di sfruttamento particolari, come la fratturazione idraulica, meglio nota come “fracking”. In pratica, si aumenta la permeabilità del giacimento - e quindi la possibilità di estrarre gli idrocarburi che contiene – iniettando dentro i pozzi di trivellazione acqua ad alta pressione. Questa fa letteralmente scoppiare la roccia: produce fratture che si propagano all’interno della matrice argillosa creando, così, una rete di minuscoli percorsi dove passeranno le goccioline di petrolio e di gas per raggiungere il pozzo perforato ed essere così estratte. Per evitare che la roccia si richiuda dopo la fratturazione, all’acqua iniettata si aggiungono delle sabbie quarzose con granuli di dimensioni ben precise che si incastrano nelle crepe appena formate e impediscono a queste di richiudersi ermeticamente subito dopo.

La prima tecnologia di fracking - ora sviluppata ed estesa in tutto il mondo - è stata brevettata nel 1949
 proprio per estrarre shale oil da alcuni giacimenti texani che prima non potevano essere sfruttati. Ma tirare fuori petrolio da questi giacimenti argillosi costa molto di più che estrarlo dai comuni (e più comodi) giacimenti ad alta porosità, dove il petrolio o il gas possono essere pompati fuori senza adottare tecniche così sofisticate. Per questo, gli Stati Uniti hanno scatenato la produzione di shale oil & gas proprio nel 2013-2014, quando il barile era ad oltre 100 $, per poi doverla drasticamente ridurre col crollo del prezzo del greggio degli anni successivi.
Infatti, mentre in Arabia Saudita, in Iran e in Iraq il costo di estrazione è inferiore a 10 $ al barile, estrarre lo shale oil degli USA costa più di 24 $ al barile. E se consideriamo i costi operativi, quelli di realizzazione degli impianti, le tasse, i costi di trasporto e raffinazione, i margini di guadagno per le compagnie si riducono all’osso o possono tramutarsi in perdite secche. Negli ultimi mesi, il nuovo aumento del prezzo del barile di greggio (che ora si aggira fra i 70 e gli 80 $) e l’introduzione di tecniche di fracking sempre più perfezionate ed economiche, ha permesso quello shale miracle che nessuno riteneva possibile anche solo 10 anni fa. Il risultato è che gli Stati Uniti producono più di 10 milioni di barili di petrolio al giorno per la prima volta dagli anni ’70.

Il risultato è che, mentre un giacimento convenzionale può essere sfruttato anche per decenni in modo economicamente vantaggioso, nei giacimenti a shale circa l’80% degli idrocarburi disponibili vengono già estratti nei primi due anni.

dati ufficiali EIA su cui gongolano tutti i commentatori americani, dicono che il divario tra importazioni di petrolio ed esportazioni si è ridotto a 6,8 milioni di barili al giorno nel 2017, il minimo storico da 24 anni in qua. Anche se oggi l'economia americana è in crescita, a maggio 2018 le importazioni USA di petrolio sono scese a 7,8 milioni di barili al giorno, mentre a metà 2012 erano sopra i 9 milioni di barili al giorno. 

Ma non è tutto oro (nero) quello che luccica
. Innanzi tutto, è evidente che gli Stati Uniti stanno ancora importando 7,8 milioni di barili al giorno, poco meno dei 10 che producono. Perciò, per diventare energeticamente autonomi, gli americani dovrebbero arrivare a produrre dai loro pozzi nell’argilla texana quasi il doppio del greggio che ne estraggono oggi.
Ma esiste un secondo fattore oggi ancora poco considerato. Queste previsioni si basano sull’assunzione che i giacimenti shale produrranno volumi di petrolio sempre più grandi.
Purtroppo però, i giacimenti a bassa permeabilità mostrano una storia di produzione ben diversa dai giacimenti convenzionali. Tutte le risorse limitate seguono una curva di produzione che assomiglia a una campana e prende il nome di Curva di Hubbert. Ne parliamo in dettaglio qui proprio a proposito delle risorse fossili.Ogni risorsa ha una sua curva caratteristica le cui dimensioni, sia in altezza (intensità di produzione) che in larghezza (tempo) sono funzione di numerosi parametri. Fra questi ci sono il costo di produzione e il prezzo di vendita, la disponibilità e l’accessibilità della risorsa e il suo quantitativo totale. Mentre le curve del petrolio e del gas convenzionali sono piuttosto ampie (e questo significa che la crescita iniziale, il picco e la decrescita finale si sviluppano su scale più che decennali) lo sfruttamento dei giacimenti di shale segue curve molto più ristrette, dovute principalmente alla pur sempre limitata efficacia delle tecniche di fratturazione idraulica se confrontate ai comodi metodi di estrazione dai giacimenti tradizionali.

Il risultato è che, mentre un giacimento convenzionale può essere sfruttato anche per decenni in modo economicamente vantaggioso, nei giacimenti a shale circa l’80% degli idrocarburi disponibili vengono già estratti nei primi due anni. Per compensare, si devono scavare altri pozzi nello stesso giacimento e usare di nuovo il fracking per sbloccare gli idrocarburi che ancora contiene e mantenere la produzione a regime. Il fenomeno, ben noto da anni, si chiama sindrome della regina di cuori e prende il nome dalla carta da gioco che, nel romanzo di Lewis Carroll, dice ad Alice: “devi correre più forte che puoi se vuoi rimanere nello stesso posto”. Puntualmente, infatti, i costi lievitano così rapidamente che conviene abbandonare il giacimento e andare a scavare da un’altra parte.

La curva che rappresenta il totale della produzione è il risultato della somma di tutte le curve di produzione dei singoli giacimenti o, se vogliamo, dei singoli pozzi. Perciò, mentre la curva del petrolio convenzionale è in ascesa da decenni - e in questo articolo cerchiamo di analizzare quando si raggiungerà il picco - la corrispondente curva per lo shale è molto più ristretta.

Il rapido esaurimento intrinseco a tutti i giacimenti a shale fa sì che presto vengano esauriti quelli più facili da sfruttare e ci si riduca a produrre petrolio e gas da quelli dove i costi di estrazione sono più alti e la quantità estraibile è minore. Come previsto, la produzione dai principali giacimenti americani - in particolare Eagle Ford e Bakken - sta diminuendo sensibilmente dai rispettivi picchi raggiunti solo nel 2015. Anche il Permian (il più grosso, si estende sotto il Texas occidentale e Nuovo Messico) sembra prossimo a raggiungere il suo picco.

Un ultimo fattore da prendere in esame è la stima di quanto petrolio si possa estrarre da un dato giacimento di qualsiasi natura. Sui banchi universitari, l’Ingegner Giuseppe Bello era solito ripeterci che “sai quanto olio puoi estrarre da un giacimento solo quando lo avrai estratto tutto”.

Le compagine energetiche tendono ad essere un po’ di manica larga nelle stime dei giacimenti a loro disposizione, perché questo aiuta gli azionisti ad avere fiducia nelle compagnie stesse. Ma anche le tecniche per effettuare le previsioni hanno fatto notevoli passi avanti negli ultimi dieci anni. Il risultato è che anche le stime più rosee spesso devono venir corrette al ribasso, come nei casi clamorosi del giacimento Utica e in quello Monterrey. Per quest’ultimo le previsioni iniziali sono state tagliate di ben il 96% in poche ore!

Oggi, le rinnovabili non sono ancora in grado di soppiantare carbone, petrolio e gas e la quasi totalità degli Stati del mondo soddisfa la propria domanda di energia soprattutto con questi tre combustibili fossili, nonostante tutti i problemi di inquinamento. Anche in futuro, la domanda aumenterà, come prevede il recente studio Prospettiva per l’energia, proiezione al 2040 della Exxon.

Vi si legge che la produzione complessiva di petrolio convenzionale continuerà a diminuire, ma l’aumento di domanda dovrà essere soddisfatto dall’aumento dei giacimenti non convenzionali, primi fra tutti proprio quelli a shale. Ma abbiamo appena visto che questi giacimenti si esauriscono molto più rapidamente degli altri, che estrarre petrolio o gas da giacimenti a shale sempre peggiori costa sempre di più nonostante il miglioramento delle tecnologie di fracking e, infine, che gli idrocarburi che vi si trovano intrappolati potrebbero essere molto più scarsi di quello che pensiamo. Ecco alcuni punti su cui riflettere quando pensiamo al nostro futuro energetico. Gli americani se ne stanno già accorgendo. Meglio investire sulla ricerca e lo sviluppo di nuove fonti rinnovabili. E fare presto.

Fonte: qui

PS: In Italia non ci sono giacimenti a shale. Almeno per la sindrome della regina di cuori non abbiamo bisogno di vaccini.

sabato 19 maggio 2018

ALMENO 10 MORTI A SANTA FE, IN TEXAS, DOPO CHE UNO STUDENTE HA APERTO IL FUOCO SUI SUOI COMPAGNI


SPARATORIA TEXAS, POLIZIA, ARRESTATO AUTORE

 (ANSA) - E' stato arrestato l'autore della sparatoria in una scuola superiore di Santa Fe, Texas. Lo riferisce la polizia locale. Nessun commento su possibili feriti.

USA: SPARATORIA TEXAS,SCERIFFO, DETENUTA UNA SECONDA PERSONA

(ANSA) - Una seconda persona e' stata fermata in seguito alla sparatoria in una scuola superiore texana. Lo ha reso noto lo sceriffo.

USA: SPARATORIA TEXAS; MEDIA, ALMENO 10 MORTI

sparatoria in un liceo di santa fe texas 4SPARATORIA IN UN LICEO DI SANTA FE TEXAS
 (ANSA) - Almeno dieci persone sono morte nella sparatoria al liceo di Santa Fe, in Texas. Lo ha riferito l'emittente televisiva ABC13, citando fonti di polizia.
 MEDIA, L'AUTORE È UNO STUDENTE

 (ANSA) - Il sospetto autore della sparatoria nella scuola superiore di Santa Fe, Texas, dovrebbe essere uno studente. Lo riferisce l'emittente Abc13 citando fonti di polizia.

SPARATORIA TEXAS, SCERIFFO, UN AGENTE FERITO

sparatoria in un liceo di santa fe texas 3SPARATORIA IN UN LICEO DI SANTA FE TEXAS 
 (ANSA) -Un poliziotto e' rimasto ferito nella sparatoria avvenuta in una scuola superiore di Santa Fe, Texas. Lo rende noto lo sceriffo locale.
L'agente rimasto ferito lavora nella scuola, secondo quanto riferito da un'altra fonte, il commissario della contea di Galveston Joe Giusti, come riporta il Nyt.

SPARATORIA TEXAS COMINCIATA DOPO ESERCITAZIONE AD HOC

sparatoria in un liceo di santa fe texas 2SPARATORIA IN UN LICEO DI SANTA FE TEXAS 



(ANSA) - Gli spari sono cominciati cinque minuti dopo un'esercitazione anti sparatoria: lo ha raccontato in un contatto telefonico con la Cnn Angelica Martinez, una studentessa della scuola superiore di Santa Fe ora in lockdown. "La giornata era cominciata normalmente, avevamo finito la prima ora e poi è scattata l'esercitazione anti sparatoria, ma cinque minuti dopo abbiamo sentito dei colpi", ha detto la ragazza, che ora si trova al sicuro.

Fonte: qui
sparatoria in un liceo di santa fe texas 1SPARATORIA IN UN LICEO DI SANTA FE TEXAS 

martedì 24 aprile 2018

TURISTI DELLO SPAZIO CERCASI – NEL 2022 APRE IL PRIMO HOTEL ORBITANTE A 320 CHILOMETRI DALLA TERRA

UN’ESPERIENZA UNICA, DAL COSTO ESAGERATO: PER PRENOTARE CI VOGLIONO 9,5 MILIONI DI DOLLARI E UN ALLENAMENTO DI TRE MESI 

L’AURORA STATION OSPITERÀ 6 PERSONE ALLA VOLTA, TRA CUI ASTRONAUTI PROFESSIONISTI

Noemi Penna per la Stampa

aurora stationAURORA STATION
Avete impegni per il 2022? Fra quattro anni aprirà il primo hotel spaziale e le prenotazioni sono già aperte. A rendere possibile il pernottamento spaziale sarà l’Aurora Station di Orion Span: una suite di lusso che offrirà agli ospiti una autentica esperienza di astronauta. 

Per essere spediti in vacanza nello spazio non servono particolari competenze, se non quella di aver messo da parte 9,5 milioni di dollari. È questa la cifra stratosferica richiesta per dodici giorni sulla stazione spaziale, ma ne bastano 80 mila per confermare la propria prenotazione, rimborsabile al cento per cento se la missione dovesse fallire prima del tempo. 

aurora station 2AURORA STATION 2
L’hotel orbiterà attorno a 320 chilometri dalla Terra, il che significa che dalle finestre della propria suite si potranno vedere in media 16 albe e tramonti ogni 24 ore, con un giro completo del globo ogni 90 minuti. Una esperienza straordinaria, a cui si aggiunge la possibilità di sperimentare la gravità zero oltre a dare un contributo in esperimenti di ricerca, come la crescita di piante in orbita. 

L’Aurora Station è stata progettata per ospitare sino a 6 persone alla volta, ma «uno o più di questi ospiti saranno degli astronauti professionisti delle agenzie spaziali di tutto il mondo», assicurano.  

aurora station 1AURORA STATION 1
«Abbiamo sviluppato Aurora Station per fornire una destinazione chiavi in mano nello spazio. Al momento del lancio, Aurora Station entrerà immediatamente in servizio, portando i viaggiatori nello spazio più rapidamente e ad un prezzo inferiore rispetto a quello di sempre, pur offrendo un’esperienza indimenticabile», ha dichiarato Frank Bunger, fondatore di Orion Span, che ha anche messo a punto un regime di allenamento di tre mesi, al posto dei 24 che normalmente servono per preparare un astronauta». 

Un allenamento che si seguirà direttamente a Houston, in Texas, da cui poi partiranno le capsule spaziali turistiche.  

Fonte: qui

mercoledì 8 novembre 2017

IL KILLER DEL TEXAS HA UCCISO DOPO UNA LITE CON LA SUOCERA: “DI RECENTE L’AVEVA MINACCIATA”

L’ATTENTATORE ERA STATO CONDANNATO A UN ANNO DI CARCERE PER MALTRATTAMENTI NEI CONFRONTI DELLA MOGLIE E DEL FIGLIO ED ERA STATO CONGEDATO CON DISONORE DALL'AERONAUTICA. CHE NON LO HA COMUNICATO ALL'FBI, E DUNQUE HA POTUTO COMPRARE TUTTE LE ARMI CHE HA VOLUTO 

Simona Siri per la Stampa
DEVIN PATRICK KELLEYDEVIN PATRICK KELLEY

Per conoscere l' identità dell'autore della strage più grave mai compiuta nello stato del Texas si è dovuto aspettare fino alle sette di sera, quando le forze dell' ordine hanno comunicato il vero identikit, mettendo a tacere le notizie false e le foto farlocche che da qualche ora circolavano in rete.

L' uomo che alle 11,30 di domenica mattina è entrato nella First Baptist Church di Sutherland Springs, a Est di San Antonio, e ha ucciso 26 persone - tra cui 12 bimbi e la figlia quattordicenne del pastore della chiesa - ferendone altre 20 si chiama Devin Patrick Kelley ed è un ragazzo bianco di 26 anni. Le immagini che circolano mostrano un volto paffuto, capelli biondi, un' espressione addirittura più giovane della sua già giovane età.

Di lui si sa che è un ex militare: secondo Ann Stefanek, portavoce dell' aviazione, Kelley è diventato membro della US Air Force nel 2010 prestando servizio nel reparto logistico della base aerea di Holloman, in New Mexico. Nel 2012 i primi problemi: il tribunale militare lo condanna a un anno di carcere per maltrattamenti nei confronti della moglie e del figlio. La donna, Tessa K. Kelley, chiede il divorzio e lo ottiene nel giro di qualche giorno. A seguito della condanna Kelley viene degradato di rango e congedato: a gennaio del 2014 è fuori dall' esercito.

Ad agosto dello stesso anno viene accusato di maltrattamento verso gli animali a El Paso County, Colorado, dove vive temporaneamente, in un camper fermo in un parcheggio, insieme a una donna e a cucciolo di pittbull, che lascia ore sotto il sole, legato. Le accuse vengono poi revocate.

KELLEY 2KELLEY 
L' ultimo domicilio è a New Braunfels, a circa un' ora a Nord di Sutherland Springs, in una fattoria di proprietà dei genitori dove, secondo quanto riportato da un vicino alla Associated Press, Kelley viveva con la seconda moglie, Danielle Lee Shields, secondo gli atti sposata nell' aprile del 2014, e il figlio di due anni. È da qui che sarebbe partito domenica mattina, armato e vestito di nero e con addosso un giubbotto antiproiettile.

In mano un fucile AR-556 acquistato nell' aprile del 2016 in un negozio di San Antonio: nel modulo da compilare e che serve a verificare che chi acquista armi non abbia una pregressa storia criminale avrebbe mentito, barrando la casella «no». In casa sua la polizia ha anche trovato anche due pistole, una 9 millimetri e una 22. Ma secondo il presidente Trump le armi non c' entrano: «Quell' uomo era uno squilibrato».

Lo zio Dave Ivey in un' intervista a Nbc News si è detto costernato e si è scusato con le vittime: «Mai avrei immaginato che potesse fare una cosa del genere. La nostra famiglia ora soffrirà per colpa delle sue azioni codarde».

Mark Moravitz, un vicino che vive nella casa di fronte a quella in cui viveva Kelly, alla tv Ksat ha dichiarato di aver sentito spesso colpi di arma da fuoco provenire dall' abitazione dell' assassino, anche a sera tardi: «Non ci ho mai fatto troppo caso, siamo in campagna». La pagina Facebook con il nome di Devin Patrick Kelley che al posto della sua foto aveva quella di un fucile automatico è stata rimossa domenica.

texas chiesa 2TEXAS CHIESA 
Intanto le indagini sui motivi che lo avrebbero spinto a mettere in atto la strage continuano. Il «Los Angeles Time» riporta che negli ultimi tempi Kelley avrebbe mandato richieste di amicizia ad alcuni abitanti di Sutherland Springs e che, una volta ottenutala, si sarebbe comportato come uno che cercava a tutti i costi la lite. Ma gli inquirenti stanno cercando di fare luce su una «crisi domestica» con la suocera, a cui Kelley avrebbe inviato «messaggi minacciosi». I genitori della moglie erano frequentatori della chiesa, ma domenica non erano presenti.

C' era, invece, la madre della suocera, colpita a morte. Secondo le ricostruzioni della Cnn, poi, Kelley si sarebbe ucciso ma prima di spararsi ha telefonato al padre dicendogli di essere rimasto ferito e che forse non ce l' avrebbe fatta.

E se i veri motivi della strage forse non si sapranno mai, il quadro psicologico dell' attentatore che sta emergendo è quello di un individuo molto disturbato, con un passato a dir poco turbolento.

KELLEYKELLEY
Una ex fidanzata, Katy Landry, ha raccontato a Nbc News di essere stata assalita e soggetta a stalking dopo che la loro relazione era già finita da mesi: «Mi chiamava e mi diceva cose strane. Mi ha anche offerto soldi per continuare a frequentarlo».

Fonte: qui

lunedì 6 novembre 2017

Sparatoria in una chiesa battista in Texas, almeno 27 vittime. Ucciso l’assalitore

Un uomo ha aperto il fuoco contro i fedeli in una chiesa a Sutherland Springs in Texas, la First Baptist Church, causando almeno 27 morti e 24 feriti. Poi si è dato alla fuga, ma al termine di un brevissimo inseguimento è stato ucciso dagli agenti, accorsi sul posto. Non si conosce ancora la sua identità, né il movente del gesto.

Sutherland Springs si trova a circa 35 km da San Antonio, è una classica mirco-cittadina del Texas che sorge a cavallo di una strada (la statale 87) e conta meno di 400 residenti. Sul posto sono arrivati gli agenti dell’Fbi.

È accaduto alle 11,30 ora locale (le 17,30 in Italia). Secondo un testimone che ha udito gli spari da una stazione di servizio che si trova di fronte alla chiesa sono oltre 20 i colpi esplosi dall’uomo armato. Oltre alle forze dell’ordine, sono intervenuti almeno sei elicotteri per portare negli ospedali i feriti. Fra questi ci sarebbe anche un bambino di due anni.

«Dio sia con la gente di Sutherland Springs, Texas. L’Fbi e le forze di sicurezza sono sul posto. Io monitoro la situazione dal Giappone». Lo ha scritto su Twitter il presidente degli Stati Uniti Donald Trump reagendo alle notizie della sparatoria.

Fonte: qui



• GOVERNATORE TEXAS: "ATTACCO MALVAGIO"
texas chiesa 2TEXAS CHIESA 2
"Mentre i dettagli dell'orribile accaduto sono ancora sotto indagine, io e Cecilia desideriamo mandarvi i nostri più sinceri pensieri e preghiamo per tutti quelli che sono stati vittime di questo attacco malvagio". Lo dice il governatore repubblicano del Texas Greg Abbott dopo la sparatoria avvenuta domenica mattina (ora locale) in una chiesa battista di Sutherland Springs. "Chiedo a tutti i texani di pregare per la comunità di Sutherland Springs in questo momento di lutto e perdita", aggiunge Abbott.

• TRUMP: "SEGUO LA SITUAZIONE DAL GIAPPONE"
La notizia irrompe mentre il presidente degli Stati Uniti Donald ha appena cominciato un lungo tour in Asia che lo terrà per giorni lontano dagli Usa. "Dio sia con la gente di Sutherland Springs - dice - l'Fbi e le forze di sicurezza sono sul posto. Io monitoro la situazione dal Giappone", ha scritto su Twitter il presidente Donald Trump.

• IL PRECEDENTE DEL GIUGNO 2015 IN CHIESA CHARLESTON
Non è la prima volta che una chiesa è presa di mira negli Stati Uniti: già nel giugno del 2015 ci fu un precedente. A Charleston in South Carolina un suprematista bianco di 21 anni, Dylann Storm Rood, entrò in una chiesa frequentata dalla comunità afroamericana ed uccise nove persone. Il killer, Dylann Storm Roof, fu arrestato e nel gennaio di quest'anno è stato condannato a morte.

Fonte: qui
texas chiesaTEXAS CHIESA