9 dicembre forconi: conti
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martedì 20 novembre 2018

LO SPREAD TOCCA I 336 PUNTI (POI RIPIEGA A 329) E LE BANCHE SOFFRONO IN BORSA


BANCO BPM SOSPESA CON CALO TEORICO DEL 4,8% 

IERI IL MEZZO FLOP DEL PRIMO GIORNO DEI BTP ITALIA, GLI INVESTITORI NON SI MUOVONO PRIMA DI SAPERE COSA DIRÀ LA COMMISSIONE SULL'ITALIA DOPODOMANI

SPREAD BTP-BUND CHIUDE A 328,5 PUNTI

SPREAD BTP-BUND FRENA E TORNA A 329 PUNTI
 (ANSA) - Lo spread tra Btp e Bund torna sotto quota 330, a 329 punti base, dopo aver toccato un massimo di seduta a 336 punti base. Il rendimento del decennale italiano è in calo al 3,64%.

BANCO BPM: TORNA AGLI SCAMBI IN BORSA E CEDE IL 4,8%
spreadSPREAD
 (ANSA) - Banco Bpm torna agli scambi in Borsa e cede il 4,8% a 1,716 euro. A Piazza Affari (-0,9%) soffre l'intero comparto delle banche con Ubi (-3,7%) Mps (-3,6%) Unicredit (-3,1%) e Intesa (-2%). Intanto lo spread tra Btp e Bund torna sotto la soglia dei 330 punti (329 punti) con il rendimento del decennale italiano al 3,64%.


BTP ITALIA, PARTENZA LENTA NEL PRIMO GIORNO DI OFFERTA SOTTOSCRITTI SOLO 480 MILIONI
Andrea Ducci e Giuditta Marvelli per il Corriere della Sera

Il bottino del primo giorno è deludente. La quattordicesima emissione del Btp Italia, in offerta da ieri fino a giovedì, ha raccolto nella prima seduta 481,3 milioni di euro. L' intento del Tesoro è incassare tra 7 e 9 miliardi di euro, collocando un titolo indicizzato all' inflazione italiana che avrà un rendimento minimo garantito dell' 1,45%.
spread btp bundSPREAD BTP BUND
L' emissione normalmente è destinata ad essere assorbita per metà dai risparmiatori, il restante 50% dagli investitori istituzionali (a cui è riservata in esclusiva la giornata di giovedì).

Assumendo, dunque, una media di 8 miliardi come potenziale incasso, il Tesoro avrebbe dovuto piazzare ieri oltre 1 miliardo di ordini. Un dato in linea con le precedenti emissioni del Btp Italia. A maggio scorso, per esempio, la prima giornata di offerta ha segnato 2,3 miliardi di raccolta, nelle aste del passato l' incasso ha sempre superato quota 1 miliardo (nella quinta edizione il Btp Italia ha registrato il record con oltre 16 miliardi nella seduta di apertura). Da ricordare tuttavia l' eccezione del giugno 2012, con le sottoscrizioni ferme a 218 milioni. «Premesso che è la prima giornata, in effetti il volume è inferiore alle aspettative - spiega Davide Iacovoni, capo della direzione Debito Pubblico del Tesoro - ma va anche detto che sono stati siglati 16 mila contratti.

BTPBTP
In un contesto del genere significa che tanti piccoli risparmiatori hanno aderito, a venire meno per ora è stata la clientela più facoltosa, quella del private banking e delle gestioni patrimoniali, tipicamente più sensibile alle dinamiche di mercato».

Resta che ad alimentare le incertezze e le fibrillazioni del mercato concorre la vigilia del pronunciamento, atteso per mercoledì, della Commissione Ue sulla manovra del governo. «Un giudizio negativo è prematuro - spiega Jacopo Ceccatelli, ad di Marzotto sim - Le fila si potranno tirare solo alla fine del collocamento per i privati e per gli istituzionali. Certo se il bilancio fosse quello di un rallentamento importante della domanda di questo titolo, il segnale non sarebbe positivo».
juncker dombrovskisJUNCKER DOMBROVSKIS

Secondo Ceccatelli è possibile che la diffusione del dato di raccolta della prima giornata abbia influito in qualche modo sull' allargamento dello spread tra Bund e Btp, che ieri ha chiuso a quota 321 punti.

Ma perché un' emissione ben remunerata e finora piuttosto amata dai risparmiatori fatica a decollare? La valutazione sulla cedola proposta (1,45% minimo, passibile di eventuali rialzi alla fine dell' operazione) è in linea, se non addirittura sopra, le aspettative del mercato.

E la scadenza a 4 anni dovrebbe essere un altro punto a favore del nuovo Btp Italia. Quali sono allora le zavorre? «Si possono azzardare due risposte - dice un altro operatore - una ancorata nel prossimo futuro, l' altra al recente passato». Tra due giorni il verdetto della Commissione Ue sulla legge di Bilancio e il rapporto sul debito. Forse non tutti i risparmiatori ragionano aspettando queste informazioni, che invece saranno dirimenti per orientare gli operatori istituzionali, le cui sottoscrizioni si apriranno proprio il giorno dopo il giudizio della Ue.

Il mercato retail, però, sottolinea lo strategist, potrebbero avere mal digerito l' ultima emissione del Btp Italia del maggior scorso. Venduto come sempre a 100 con un minimo garantito pari allo 0,55%, pochi giorni dopo è finito nella tempesta dello spread, tanto che ieri valeva 88,35. Chi resterà fedele fino alla fine riavrà il suo capitale, ma intanto il bilancio è negativo.

Fonte: qui


ABBIAMO NEGOZIATO LA FLESSIBILITÀ CON L’UNIONE EUROPEA PERCHE' FACEVAMO UN'OPERAZIONE SUI MIGRANTI” 

VALERIA FEDELI CONFERMA A "TAGADA'" QUANTO GIA’ RIVELATO DA EMMA BONINO (MA SMENTITO DA RENZI): IL GOVERNO A GUIDA PD TRATTO’ CON L’EUROPA MAGGIORE ELASTICITÀ SUI CONTI PUBBLICI IN CAMBIO DELL’ACCOGLIENZA SELVAGGIA DEI DISPERATI...

Francesco Borgonovo per “la Verità”

valeria fedeliVALERIA FEDELI
Emma Bonino lo ha ribadito più volte: Matteo Renzi, quando era presidente del Consiglio, in sede europea barattò un pizzico di flessibilità sui conti con l'accoglienza selvaggia dei migranti. L'ex ministro degli Esteri lo ha ripetuto anche di recente, per esempio in un'intervista al Fatto quotidiano datata 11 giugno 2018: «Confermo che andò così», ha detto. «Tra l'altro fece scalpore quella mia uscita ma non avevo rivelato proprio niente, perché la discussione era stata in Parlamento al comitato Schengen. Mi ricordo benissimo che la presidente Laura Ravetto all'epoca, polemizzando con me, disse: "Non ci voleva la Bonino per scoprirlo", visto che lo aveva denunciato lei in commissione».

emma boninoEMMA BONINO
La Bonino, in effetti, non è mai stata smentita, se non dallo stesso Renzi. Il quale, piccato, lo scorso luglio ha pubblicato su Facebook un post livoroso: «Due ministri del governo italiano, Luigi Di Maio e Danilo Toninelli, continuano a mentire anche oggi a proposito di flessibilità europea e immigrazione», ha scritto Renzi. «Quei due o sono bugiardi o sono ignoranti, nel senso che ignorano i fatti».

Secondo Renzi, «la flessibilità - annunciata a Strasburgo il 13 gennaio 2015 - era parte integrante dell' accordo per eleggere Jean Claude Juncker. Non c'entra nulla con le politiche migratorie. Nulla. Era un accordo politico di risposta all' austerità del Fiscal compact». Il senatore semplice si è mostrato convintissimo: flessibilità e immigrazione, ha puntualizzato, «sono due dossier politici diversi».
LUIGI DI MAIO E GIUSEPPE CONTELUIGI DI MAIO E GIUSEPPE CONTE

NOTIZIE DALL'INTERNO
Purtroppo per lui, il caro Matteo non risulta molto credibile. A non prenderlo sul serio non sono soltanto gli esponenti dell'attuale governo, ma persino i rappresentanti del suo partito. Per rendersene conto basta ascoltare ciò che ha dichiarato, nei giorni scorsi, Valeria Fedeli. La signora, va ricordato, è un ex ministro (proprio come la Bonino), dunque non è una piddina qualsiasi, o una semplice passante. Il 16 novembre, partecipando a Tagadà, tramissione di La7, ha pronunciato parole molto chiare.

CONTE DI MAIO SALVINICONTE DI MAIO SALVINI
La Fedeli, tranquillamente accomodata nello studio di Tiziana Panella, si è messa a dare lezioni di strategia. Ha spiegato come, secondo lei, dovrebbe comportarsi l'esecutivo in sede europea. E, per farlo, ha portato ad esempio il modo in cui si comportò il governo di centrosinistra guidato dal Bullo: «Giustamente abbiamo negoziato la flessibilità», ha detto la Fedeli, «ma perché facevamo un'operazione sugli immigrati. Giusto o sbagliato, noi abbiamo negoziato lì, con un elemento di negoziazione della flessibilità. Ed è una delle cose che diciamo attualmente al governo: negoziate alcuni elementi».

valeria fedeli 4VALERIA FEDELI 4
Il senso del ragionamento è cristallino: in Europa non bisogna presentarsi a mani vuote, bisogna invece offrire qualche merce di scambio. Il governo Renzi ha offerto l'accoglienza in cambio della flessibilità. Più immigrati in Italia in cambio di un filo di morbidezza (pochissima, per altro) sui conti pubblici.

Queste parole non sono state estorte alla Fedeli. Le ha pronunciate di sua volontà. Di più: ha presentato lo scambio scellerato del suo compare di schieramento come un modello di buongoverno, e l'ha utilizzato per criticare l'operato del governo guidato da Giuseppe Conte.

RENZI E I MIGRANTIRENZI E I MIGRANTI
Al netto della polemica, capite che si tratta di un punto piuttosto importante. Valeria Fedeli ha confermato in toto e senza tentennamenti ciò che dichiarò Emma Bonino nel 2017, e cioè che «siamo stati noi a chiedere che gli sbarchi avvenissero tutti in Italia, anche violando Dublino». Significa che ben due ex ministri, di cui uno del Partito democratico, hanno dato torto a Renzi, svelando ciò che gli italiani già sapevano riguardo all'invasione.

Eppure, Matteo, ancora pochi mesi fa, s'intignava a smentire. Accusava Luigi Di Maio e Danilo Toninelli di essere bugiardi e ignoranti, insisteva a ripetere che la flessibilità e l'immigrazione non avevano nulla a che fare. Beh, forse queste «verità» dovrebbe spiegarle in primis ai suoi colleghi di partito, tra cui quella Fedeli che lo ha sbugiardato candidamente in un pomeriggio di metà novembre.

ALTARINI SVELATI
RENZI JUNCKERRENZI JUNCKER
Certo, ci rendiamo conto che tutti i personaggi sulla scena siano parecchio discutibili. Di chi dovremmo fidarci? Di Emma Bonino? Di Valeria Fedeli? Oppure di Matteo Renzi? A dire la verità, da nessuno dei tre compreremmo una macchina o qualsiasi altro bene di consumo. Tuttavia, nel caso specifico, il cuore ci porta a credere di più alla Bonino e alla Fedeli, se non altro perché - svelando pubblicamente gli altarini - non hanno guadagnato nulla. Anzi, semmai hanno fatto aumentare la rabbia degli italiani. C'è poi un altro elemento che potremmo definire «tecnico» a influire sul nostro giudizio. Ritenere che Matteo Renzi abbia raccontato una balla non vuol dire avere pregiudizi: è pura statistica.

Fonte: qui


NON FATE LEGGERE A BORGHI E BAGNAI IL NUOVO SONDAGGIO DELL’EUROBAROMETRO. CRESCONO GLI ITALIANI CHE CREDONO CHE LA MONETA UNICA SIA POSITIVA PER IL NOSTRO PAESE: SONO IL 57% 

8 SU 10 VOGLIONO POLITICHE ECONOMICHE E BILANCI PIÙ COORDINATI 

GLI ITALIANI SONO I PRIMI TRA CHI CREDE CHE L’EURO ABBIA AUMENTATO LA LORO PERCEZIONE DI SENTIRSI EUROPEI


ITALIA MANOVRA EUROPAITALIA MANOVRA EUROPA
Impennata record per la percentuale di italiani, il 57%, che ritiene che l'euro sia positivo per l'Italia, registrando +12% rispetto all'anno scorso. E' l'aumento maggiore insieme agli austriaci, anche se il 57% è comunque il terzultimo valore più basso dei 19 (peggio solo Cipro e Lituania). E' quanto emerge dall'Eurobarometro annuale della Commissione Ue sull'euro, realizzato con interviste a ottobre.

conte salvini di maioCONTE SALVINI DI MAIO


Il 79% degli italiani vuole politiche economiche e bilanci più coordinati insieme agli spagnoli (al top con 84%), i greci (anche loro 79%), poi portoghesi (75%) e francesi (74%). Per il 58%, infatti, questo coordinamento si è indebolito negli ultimi anni, anziché essersi rafforzato: si tratta della seconda percentuale più alta dopo il 62% di greci, seguita anche se più a distanza da spagnoli (49%) e francesi (46%).
borghi salvini bagnaiBORGHI SALVINI BAGNAI

Italiani "più europei" grazie all'euro - Gli italiani sono anche tra i primi nell'eurozona a ritenere che l'euro abbia aumentato la loro percezione di sentirsi europei (quinti con il 34%), mentre sono fanalino di coda di tutta l'eurozona (36%) a credere che la moneta unica abbia reso più facile ed economico viaggiare. Terz'ultimi anche nel ritenere che l'euro abbia ridotto i costi bancari dei prelievi di contanti in altri Paesi Ue.

SALVINI CON IL PUPAZZO DI DI MAIOSALVINI CON IL PUPAZZO DI DI MAIO





Il 90% degli italiani vuole riforme significative per migliorare l'economia - Secondo i dati dell'Eurobarometro, il 90% degli italiani ritiene ci sia bisogno di "riforme significative" per migliorare la performance dell'economia nazionale: si tratta della percentuale più alta di tutti i Paesi dell'eurozona. 

La prima delle priorità è la riforma del mercato del lavoro (96%), ma solo il 70% (penultima percentuale) è a favore di risparmiare oggi per prepararsi all'invecchiamento della popolazione e all'aumento dei costi delle pensioni

Fonte: qui

domenica 14 ottobre 2018

FATTURATO RECORD MA PIU’ DEBITI (218,MILIONI) PER LA ROMA


NEANCHE LA STAGIONE DA FAVOLA IN CHAMPIONS (E IL NUOVO SPONSOR) HANNO PORTATO AL RISANAMENTO DEL BILANCIO DEL CLUB 

L’ANALISI DE ‘IL SOLE 24 ORE’: LA SOCIETÀ AVREBBE BISOGNO DI UNA NUOVA RICAPITALIZZAZIONE

Gianni Dragoni perwww.ilsole24ore.com

Meno perdite, ma più debiti. Neppure la stagione da favola che ha visto la cavalcata trionfale dell’As Roma fino a un passo dalla finale di Champions League ha portato al risanamento del bilancio del club presieduto da James Pallotta.

I conti sono rimasti in rosso (con una perdita netta consolidata di 25,5 milioni di euro, diminuita rispetto ai 42,3 milioni della stagione precedente), ma nel primo bilancio dopo l’abbandono al calcio di Francesco Totti alcune criticità strutturali si sono accentuate. A livello consolidato, i debiti finanziari netti hanno continuato a salire, da 192,5 a 218,8 milioni. I debiti hanno quasi raggiunto il fatturato, nonostante questo sia aumentato di 75 milioni, toccando il record nella storia giallorossa, a quota 250,87 milioni (escluse le plusvalenze, conteggiate a parte).

L’altro fattore di debolezza nel progetto di bilancio al 30 giugno 2018, approvato dal consiglio di amministrazione, è il patrimonio netto consolidato, rimasto negativo e peggiorato, da -88,9 milioni del giugno 2017 a -105,4 milioni a giugno scorso. Questo vuol dire che il gruppo As Roma ha perso tutto il capitale, quest’indicatore è sottozero di 105 milioni. Pertanto la società avrebbe bisogno di una nuova ricapitalizzazione per poter essere tranquilla.

Questo senza poter ancora contare sullo stadio di proprietà, viste le incertezze che avvolgono il rilascio delle autorizzazioni del Comune e della Regione al progetto stadio a Tor di Valle da 1,2 miliardi. Come già emerso qualche anno fa, lo stadio verrebbe finanziato e realizzato da una società separata, di proprietà diretta di Pallotta e di altri investitori.

Con la perdita dell’ultima stagione, le perdite accumulate dal gruppo As Roma negli ultimi tre bilanci salgono a 82,1 milioni. Il deficit era stato messo in conto dalla società. Ma neppure i maggiori ricavi derivanti dalla qualificazione alle semifinali della competizione europea hanno consentito ai conti della Magica di fare il miracolo. In campionato è stato raggiunto il terzo posto.

Ricavi per 98,4 milioni, rispetto ai 32,2 milioni della stagione precedente, nella quale la squadra era arrivata agli ottavi di finale. I ricavi da diritti televisivi sono aumentati di 23 milioni a 128,56 milioni. I «ricavi da gare» sono aumentati da 35,25 a 77,22 milioni. In questa voce, secondo la relazione al bilancio, «sono contabilizzati 38,2 milioni di euro per participation e performance bonus relativi alla partecipazione e ai risultati sportivi conseguiti» (9,1 milioni nel 2017).
pallottaPALLOTTA

In cassa sono stati contabilizzati anche i sei milioni versati da Qatar Airways come «bonus» anticipato per la firma del contratto di sponsorizzazione. Da questa stagione la compagnia di Doha verserà 11 milioni all’anno. La Roma ha anticipato nel bilancio chiuso a giugno anche la plusvalenza di 31,9 milioni realizzata con la cessione di Nainggolan all’Inter. Il giocatore belga è stato ceduto a fine giugno, per 38 milioni. In totale nell’esercizio le plusvalenze nette da calciomercato sono arrivate a 54 milioni. Negli ultimi tre anni il club ha contabilizzato 225 milioni di plusvalenze nette.

Il costo del personale è aumentato da 145 a 158,8 milioni, le spese per servizi sono salite da 42,46 a 47,38 milioni. Per ammortamenti e svalutazioni lieve aumento da 56,8 a 57,4 milioni. L’investimento in diritti dei calciatori è stato di 152,8 milioni, superiore ai 91,3 milioni dell’anno precedente.

pallottaPALLOTTA
La Roma può iscrivere come risultato positivo l’approvazione ottenuta il 13 giugno dalla Uefa dei propri conti. L’As Roma «è stata considerata conforme» ai fini del rispetto degli impegni assunti l’8 maggio 2015 con il «voluntary agreement» sui parametri del Financial fair play «tra cui - osserva il club - il raggiungimento del pareggio di bilancio» nella periodo 2017-2018. Per questa stagione il club ha ottenuto la licenza Uefa il 7 maggio dalla commissione di primo grado della Figc. In luglio - si legge nel bilancio - è stato «completato l’iter» per il rilascio della licenza nazionale e iscrizione al campionato di Serie A.
Tuttavia nei conti c’è uno squilibrio patrimoniale e finanziario. I debiti finanziari netti derivano in larga parte dal finanziamento con l’operazione Goldman Sachs-UniCredit del 12 febbraio 2015. Il patrimonio netto consolidato è negativo malgrado in giugno si sia conclusa la ricapitalizzazione per 100 milioni. La Roma ha raccolto meno dei 115 milioni richiesti ai soci. Va detto che 90,5 milioni erano stati anticipati negli esercizi precedenti dall’azionista di maggioranza Pallotta. Pertanto il denaro fresco entrato nelle casse della società nell’ultimo esercizio è di soli 9,5 milioni.

PALLOTTA MONCHI DI FRANCESCOPALLOTTA MONCHI DI FRANCESCO
Tifosi e azionisti della Roma (e non solo) potrebbero chiedersi come può essere iscritta al campionato una società che ha un patrimonio netto negativo. La ragione è che la Figc non considera il bilancio consolidato, che dà la rappresentazione più completa dei conti, ma il bilancio di esercizio della sola Spa capogruppo. Poiché anni addietro la Roma ha fatto operazioni di scorporo del marchio e del ramo d’azienda commerciale, conferendoli a due nuove società controllate, ha iscritto nei conti plusvalenze derivanti da operazioni infragruppo, come se avesse fatto una rivalutazione dei propri cespiti.

Nel bilancio consolidato le plusvalenze infragruppo vengono annullate. Invece nel bilancio «separato» della capogruppo questi proventi vengono contabilizzati, secondo il codice civile e appare, come per magia, un patrimonio netto positivo per 30,9 milioni. È un’operazione di cosmesi contabile, però viene accettata dalla Figc e consente l’iscrizione al campionato. Lo stesso è stato fatto dalla Figc per altre squadre in una situazione simile, Inter e Milan, almeno fino all’anno scorso. I loro bilanci a giugno 2018 non sono ancora stati pubblicati.

Fonte: qui

mercoledì 18 luglio 2018

AL PROCESSO D’APPELLO SUI 49 MILIONI DI FONDI DEL CARROCCIO CHIESTA UNA CONDANNA DI UN ANNO E 10 MESI PER BOSSI

“LA GESTIONE DEI CONTI DELLA LEGA? UN CAOS DELIBERATAMENTE VOLUTO” 

L’ACCUSA: "SEQUESTRI VALIDI ANCHE IN CASO DI PRESCRIZIONE" 

E IL RIESAME DICE OK AL BLOCCO DEI CONTI REGIONALI

TOMMASO FREGATTI, MARCO GRASSO per www.lastampa.it

Nel processo d’appello per la truffa dell’allora Lega Nord ai danni dello Stato sui 49 milioni di fondi non dovuti dal 2008 al 2010 e sul denaro trasferito a Cipro, processo da cui è partita la querelle giudiziaria sui sequestri dei conti del Carroccio, per Umberto Bossi è stata richiesta una condanna a 1 anno e 10 mesi, mentre per i revisori dei conti, Diego Sanavio, Antonio Turci e Stefano Aldovisi, rispettivamente a 2 anni (i primi due) e un anno e tre mesi.

La richiesta su Francesco Belsito, che all’epoca dei fatti era il tesoriere del partito, è stata rinviata in attesa di capire se la Lega presenterà querela per appropriazione indebita, reato che da maggio 2018 non è più perseguibile senza denuncia della vittima. Alcuni dei reati contestati sono prescritti, altri sono vicini alla prescrizione; secondo l’accusa, comunque, confisca e sequestri dei depositi leghisti dovrebbero essere confermati anche in caso di prescrizione. 
UMBERTO BOSSI E FRANCESCO BELSITOUMBERTO BOSSI E FRANCESCO BELSITO

Sempre stamattina il tribunale del Riesame, pronunciandosi in una vicenda collegata, ha stabilito che nella caccia ai 49 milioni è corretto sequestrare denaro anche sui conti regionali (quelli delle cosiddette “nazioni”) oltre che su quelli centrali (della “Federazione”). A parere dei giudici esiste «continuità» fra le due entità. Al momento, va ricordato, la Guardia di Finanza tra Federazione e nazioni ha trovato poco più di 3 milioni dei 49 da ricercare. 

bossi salvini maroniBOSSI SALVINI MARONI
Uno dei momenti clou della mattinata si è registrato tuttavia fra le 10 e le 11, con la requisitoria di Enrico Zucca, sostituto procuratore generale: nel corso del suo intervento, Zucca ha ribadito fra l’altro che «la gestione dei conti della Lega era un caos totale, ma non un caos primordiale e creativo, una confusione voluta e consentita: quello che succedeva era funzionale ed essenziale».

Ancora: Zucca ha definito «sconvolgenti e preoccupanti le giustificazioni dei membri del comitato di controllo, che sostengono di non avere capito il proprio ruolo, convinti che i controlli spettassero ad altri». E ha parlato di «un torpore, un sonno che avvolgeva i revisori e chi doveva controllare». In primo grado, Bossi era stato condannato a 2 anni e 6 mesi (lo “sconto” è legato esclusivamente alla prescrizione), Belsito a 4 anni e 10 mesi; e i tre ex revisori, Diego Sanavio, Antonio Turci e Stefano Aldovisi, rispettivamente a due anni e otto mesi (i primi due) e a un anno e nove mesi. 

Fonte: qui
FRANCESCO BELSITO CON UMBERTO BOSSIFRANCESCO BELSITO CON UMBERTO BOSSI

lunedì 16 luglio 2018

SALVINI: "BOERI SI DIMETTA"

SCONTRO SENZA PRECEDENTI CON L'INPS E CON IL SUO PRESIDENTE, TITO BOERI, REO DI AVERE TRASMESSO UNA RELAZIONE 'PRIVA DI BASI SCIENTIFICHE' E, DI FATTO, ANCHE LA STESSA RAGIONERIA GENERALE DELLO STATO CHE HA BOLLINATO UNA RELAZIONE TECNICA CHE RIPRENDE IN TOTO LE STIME DELL'INPS"

IL SISTEMA E' INIQUO E NON ABBIAMO BISOGNO DI PERSONAGGI CHE PONTIFICANO SUL NULLA E MANTENGONO UN "STATUS QUO" INSOSTENIBILE DAGLI ITALIANI
 

C' E' NINO GALLONI CHE PUO' FARE CERTAMENTE MEGLIO DI TITO BOERI

II ministri dell'Economia e dello Sviluppo provano a dimostrare l'unità del governo, dopo le accuse di ieri per la presunta manomissione della relazione tecnica. In una nota scaricano in pratica la responsabilità sull'Istituto di previdenza. Provocando la reazione del suo presidente che parla di "negazionismo economico". E finisce di nuovo nel mirino del leader leghista

INPSINPS
Il governo prova a correre ai ripari rispetto al pasticcio del decreto dignità, con l'accusa di complotto lanciata ieri dal vicepremier Luigi Di Maio. Pomo della discordia, la stima di 8mila posti di lavoro persi all'anno inserita nella relazione tecnica. Di Maio e il ministro dell'Economia Giovanni Tria rispondono alle accuse con un comunicato congiunto. Che provoca però uno scontro senza precedenti con l'Inps e con il suo presidente, Tito Boeri.

DI MAIO E TRIA: "CERCHEREMO LA MANINA"
francia croazia salvini di matteo blancFRANCIA CROAZIA SALVINI DI MATTEO BLANC
Nella nota congiunta si afferma che nessuna accusa è stata mai formulata né contro il Mef né contro la Ragioneria ma si garantisce che sarà trovata la 'manina' che sta cercando di sabotare la legge-simbolo del M5s. E si scarica tutta la responsabilità sull'Inps. "Il ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro, Luigi Di Maio - si legge nella nota congiunta con Tria - non ha mai accusato né il ministero dell'Economia e delle Finanze né la Ragioneria Generale dello Stato di alcun intervento nella predisposizione della relazione tecnica al decreto dignità.
RAGIONERIA DELLO STATORAGIONERIA DELLO STATO

Certamente, però, bisogna capire da dove provenga quella 'manina' che, si ribadisce, non va ricercata nell'ambito del Mef". Nel comunicato si precisa poi che "in merito alla relazione tecnica che accompagna il Dl Dignità, il ministro dell'Economia, Giovanni Tria, ritiene che le stime di fonte Inps sugli effetti delle disposizioni relative ai contratti di lavoro contenute nel decreto siano prive di basi scientifiche e in quanto tali discutibili".

BOERI: "NEGAZIONISMO ECONOMICO"
DE BENEDETTI TITO BOERIDE BENEDETTI TITO BOERI
La reazione del presidente Tito Boeri non si fa attendere: "È un attacco senza precedenti alla credibilità di due istituzioni nevralgiche per la tenuta dei conti pubblici nel nostro paese e in grado di offrire supporto informativo alle scelte del Parlamento e all'opinione pubblica", dice Boeri. "Nel mirino l'Inps, reo di avere trasmesso una relazione 'priva di basi scientifiche' e, di fatto, anche la stessa Ragioneria Generale dello Stato che ha bollinato una relazione tecnica che riprende in toto le stime dell'Inps". "Quanto al merito - aggiunge Boeri - siamo al negazionismo economico".

SALVINI: "BOERI SI DIMETTA"
Matteo Salvini non si lascia sfuggire l'occasione per sferrare l'ennesimo attacco contro Tito Boeri. Parla da Mosca, prima ancora dell'intervento di Boeri. "Il presidente dell'Inps continua a dire che la legge Fornero non si tocca, che gli immigrati ci servono perché ci pagano le pensioni, che questo decreto crea disoccupazione", dice.

matteo salvini luigi di maioMATTEO SALVINI LUIGI DI MAIO
E poi ne chiede sostanzialmente le dimissioni: "In un mondo normale se non sei d'accordo con niente delle linee politiche, economiche e culturali di un governo e tu rappresenti politicamente, perché il presidente dell'Inps fa politica, un altro modo di vedere il futuro, ti dimetti(CACCIALO!)".

L'obiettivo che Salvini persegue da settimane con attacchi ripetuti. Al leader leghista Boeri sceglie di rispondere utilizzando una frase già pronunciata in un precedente botta e risposta: "Consapevoli dell'incertezza che circonda le stime svolgeremo, come sempre, il monitoraggio attento, che peraltro la legge ci richiede. Ma sin d'ora, di fronte a questi nuovi attacchi - e a quelli ulteriori del ministro Salvini - non posso che ribadire che i dati non si fanno intimidire". E Salvini, twittando dallo stadio durante Francia-Croazia, rincara la dose.

INPS BOERIINPS BOERI
@matteosalvinimi
 Il presidente #Inps, nominato da #Renzi, continua a ripetere che la legge #Fornero non si  può toccare e che gli immigrati pagano le pensioni degli italiani.
Io penso che sbagli e che si dovrebbe dimettere.

FORZA ITALIA: "5STELLE INCAPACI DI GOVERNARE"
I deputati forzisti criticano duramente invece il vicepremier pentastellato. La capogruppo azzurra alla Camera Maria Stella Gelmini scrive infatti su Twitter: "È lampante: Il movimento cinque stelle è incapace di governare. Il primo provvedimento, il decreto dignità, è pieno di errori e la sua relazione tecnica smaschera gli effetti recessivi che avrà sulla nostra economia. Luigi Di Maio grida al complotto ma dovrebbe fare mea culpa. La Lega si svegli".

GELMINI - BERLUSCONI - BERNINIGELMINI - BERLUSCONI - BERNINI
Le fa eco il deputato forzista Alessandro Cattaneo, che su Facebook commenta facendo riferimento anche alla proposta di chiudere i negozi nei giorni festivi e all'annuncio di voler bloccare il Ceta, l'accordo commerciale con il Canada: "#DiMaio l'unico complotto è averti fatto ministro. Facciamo due conti: la Ragioneria generale dello Stato scrive che il #decretodignità farà perdere più di 80.000 posti di lavoro con un costo per le casse dello Stato di oltre 840 milioni. In più la misura di chiusura dei negozi nei festivi mette a rischio 400 mila posti di lavoro (per un fatturato di circa 20 mld di euro). Per non dimenticare l'accordo #CETA che Di Maio vuole affossare ma che in poco più di sei mesi ha fatto aumentare l'export dell'Italia verso il Canada dell'11%".

Al coro di critiche si unisce anche Unimpresa, l'associazione che rappresenta la micro-imprenditoria: 'Il ministro Luigi Di Maio ha mosso una accusa gravissima, senza precedenti: deve immediatamente chiarire chi, a suo giudizio e secondo le informazioni in suo possesso, ha modificato la relazione tecnica al decreto dignità, inserendo informazioni false", chiede la presidente Giovanna Ferrara, in una nota. "Manomettere un testo ufficiale non è come modificare una pagina di appunti", aggiunge. E conclude: "Intervenire su documenti di quel tipo non è possibile dall'esterno dell'amministrazione e delle istituzioni: chi ha in mente il ministro quando parla di lobby?".

Fonte: qui

martedì 3 luglio 2018

LA CASSAZIONE ORDINA DI SEQUESTRARE, “OVUNQUE VENGA RINVENUTA”, QUALSIASI SOMMA DI DENARO RIFERIBILE ALLA LEGA NORD SU CONTI BANCARI, LIBRETTI, DEPOSITI FINO A RAGGIUNGERE 49 MILIONI DI EURO

LA SOMMA EQUIVALE AL PROVENTO DELLA TRUFFA ALLO STATO PER LA QUALE E’ STATO CONDANNATO IN PRIMO GRADO UMBERTO BOSSI  

(ANSA) - "Ovunque venga rinvenuta" qualsiasi somma di denaro riferibile alla Lega Nord - su conti bancari, libretti, depositi - deve essere sequestrata fino a raggiungere 49 milioni di euro, provento della truffa allo Stato per la quale e' stato condannato in primo grado l'ex leader leghista Umberto Bossi. Lo sottolinea la Cassazione nelle motivazioni che accolgono il ricorso del pm di Genova contro Matteo Salvini contrario ai sequestri a 'tappeto'. Il Riesame ora deve sequire le indicazioni degli ermellini'. Finora bloccati 1,5mln di euro.

UMBERTO BOSSI E BELSITOUMBERTO BOSSI E BELSITO
Ad avviso dei supremi giudici, la Guardia di Finanza può procedere al blocco dei conti della Lega in forza del decreto di sequestro, emesso lo scorso 4 settembre dal pm di Genova, senza necessita' di un nuovo provvedimento per eventuali somme trovate su conti in momenti successivi al decreto. Invece, secondo Giovanni Ponti, legale della Lega, le uniche somme sequestrabili sono quelle trovate sui conti "al momento dell'esecuzione del sequestro" con "conseguente inammissibilità delle richieste del pm di procedere anche al sequestro delle somme 'depositande'".

salvini al congresso della legaSALVINI AL CONGRESSO DELLA LEGA






Secondo la difesa della Lega, il pm potrebbe chiedere la confisca "anche delle somme future" solo durante il processo di appello. Ma la Cassazione ha obiettato che i soldi sui conti potrebbero non essere stati trovati al momento del decreto "per una impossibilita' transitoria o reversibile", e il pm non deve dare conto di tutte le attività di indagine svolte "altrimenti la funzione cautelare del sequestro potrebbe essere facilmente elusa durante il tempo occorrente per il loro compimento".

martedì 29 novembre 2016

L’INPS VEDE SEMPRE PIU’ ROSSO

IL DISAVANZO PEGGIORA DI 3,8 MILIARDI E SALE A 16,3 MILIARDI 

L’ISTITUTO DI TITO BOERI, PERO’, NON SA QUANTI IMMOBILI HA 

PRESTO LA SOSTITUZIONE DEL DIREGGORE GENERALE, DOPO LE DIMISSIONI DI CIOFFI


FILIPPO TADDEI E TITO BOERIFILIPPO TADDEI E TITO BOERI
Conti in rosso per la previdenza italiana e grido di dolore per l' Inps. Il disavanzo dell' istituto guidato da Tito Boeri è salito a 16,3 miliardi di euro nel 2015 con un peggioramento di 3,8 miliardi rispetto al disavanzo economico del 2014 (12,4 miliardi). I dati saltano fuori dal bilancio consuntivo 2015 dell' ente approvato dal consiglio di indirizzo e vigilanza. Frattanto, lo stesso Boeri ha promesso che a stretto giro nominerà il nuovo direttore generale al posto di Massimo Cioffi, che ha sbattuto la porta la scorsa settimana in polemica con lo stesso presidente.

DE BENEDETTI TITO BOERIDE BENEDETTI TITO BOERI
Cioffi si è dimesso per «nette divergenze» con Boeri, dopo un lungo braccio di ferro interno che in qualche modo ha pesato sulla gestione dell' istituto e sugli auspicati interventi riorganizzativi. Quanto ai conti Inps, il patrimonio netto dell' Inps al 31 dicembre 2015 risulta pari a 5,8 miliardi . Il Civ, che ha approvato il bilancio consuntivo anche sulla base del parere positivo del Collegio sindacale, «ha posto in luce e ribadito - rispetto a sollecitazioni già ripetutamente avanzate in passato - una serie di criticità evidenziate dal bilancio consuntivo» si legge in una nota del' listituto.
BOERI E CIOFFIBOERI E CIOFFI

«Tali criticità, sulle quali il Civ ha registrato da ultimo un impegno costruttivo da parte del presidente dell' Istituto, riguardano in particolare: la necessità di un' attenta valutazione della consistenza effettiva della massa dei crediti rilevata alla fine dell' esercizio; l' esigenza di un attento monitoraggio di tutti i Fondi e Gestioni previdenziali amministrate dall' Inps; il mancato avvio dell' attività ispettiva nei confronti della Pubblica Amministrazione che non permette di conoscerne la reale situazione contributiva (in particolare delle amministrazioni locali)».

Non è tutto. E ancora tra le criticità figurano «la puntuale conoscenza dei dati relativi al patrimonio immobiliare dell' Istituto; la necessità di predisporre il bilancio per missioni e programmi definendo i programmi sottostanti ciascuna missione seguendo le linee di indirizzo emanate dal Civ».

Fonte: qui